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dnasini

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  1. dnasini

    MKS robin nano v3

    ahhhh ecco..... mi stavo preoccupando, vedevo doppio e pensavo di essere io ubriaco 😄
  2. Ciao, Te lo fa sempre o solo qualche volta? anche a me e' capitato ma si e' trattato di "eccezioni". Nel mio caso erano residui di PLA attaccari al nozzle che sono bruciati e si sono depositati, prova a verificare lo stato del nozzle e dargli una pulica con la spazzola di ferro.
  3. Esatto. il gcode e' un linguaggio di "programmazione" interpretato. Significa che la stampante fa come le scimmiette, legge ed esegue. E' tua "responsabilita'" verificare come esegua. Questo significa che, durante la fase di test, devi dire tu alla stampante quali coordinate usare (assolute) impostando l'homing degli assi, scrivere il gcode utilizzando le coordinate assolute e, quando lo metterai nell'end gcode dello slicer, togliere il G28 dal tuo script ma semplicemente perche', a fine stampa, la stampante sa gia' dove si trova perche' ha appena finito di stampare e le coordinate sono gia' assolute Su porzioni di codice cosi' brevi, puoi simulare il comportamento della stampante facendo tu la "scimmietta" (senza offesa naturalmente). Se leggi una riga che contiene delle coordinate, come fai a capire dovi ti devi spostare? se nn sai dove sei, le coordinate che leggi sono relative (relative al punto nello spazio in cui ti trovi in quel momento), se sai dove sei, quelle sono coordinate assolute partendo dal punto che conosci
  4. Quello che hai postato, alla fine e' un semplice gcode, come quello generato dallo slicer. Salva il codice in un file di testo con estensione .gcode, caricalo nella SD e lancialo come fosse una stampa. Il risultato e' lo stesso che eseguire i comandi da pronterface o repetier host. In questo caso devi fare attenzione a 2 cose: - il codice viene eseguito in sequenza e quindi dall'inizio alla fine senza pause (se vuoi le pause x ogni singola linea, devi inserire li comando gcode a mano dopo ogni linea per attivare l'esecuzione del comando successivo premendo la manopola della stampante) - devi fare moooooolta attenzione se il tuo gcode utilizza coordinate assolute o relative, altrimenti rischi di impattare il piatto o i finecorsa. Se usi ccordinate assolute, ricordati di fare homing all'inizio, altrimenti la stampante parte da coordinate "casuali" ed il danno e' dietro l'angolo
  5. mmm piu' probabile tu debba aggiornare/installare i driver lato PC. Io non utilizzo cura, ad ogni modo mi sembra di aver capito che nn e' cosi' "agevole" fare questa operazione. Io ho tagliato la testa al toro e ho installato Octoprint su raspi e da li mi collego alla stampante in wifi
  6. Ciao, per curiosita', con ricalibro tutto cosa intendi? quali cabibrazioni hai fatto? Tieni conto che le stampanti 3D nn sono plug-and-play, il che significa che ci sono delle calibrazioni "obbligatorie" da fare se vuoi avere una stampa accettabile. tra queste, nell'ordine, sono da fare: - calibrazione step/mm dell'estrusore - livellamento piatto (e relativo z-offset) - temptower x identificare la temperatura di estrusione ottimale x il tuo filamento - calibrazione del flusso
  7. mmmm allora nn ho idea di cosa sia.....
  8. Con buona probabilita' e' il test dell'hollow cube x calibrare il flusso
  9. Mi sto affacciando anche io al TPU ma nn ho ancora iniziato. Il motivo principale e' che la mia configurazione, da quanto mi sono documentato, nn e' l'ideale dal punto di vista meccanico essendo in Bowden con sensore di fine filamento BTT smart appena prima dell'estrusore. Uno dei prerequisiti per minimizzare i problemi e' avere un direct drive e minimizzare se non eliminare la retrazione.
  10. ottima osservazione, mi era sfuggito (nn usando cura 🙂 ). In effetti, il difetto lo hai sono nei punti piu' stretti, mentre in quelli con linee piu' lunghe nn si presenta
  11. Stando cosi' le cose, fai la prova con il quadrato che ti ho suggerito e verifica la finitura del top layer
  12. nn ti preoccupare 😉 ....e cmq, molti di noi sono partiti da 0 e sono arrivati dove sono ora nello stesso tuo modo, bisogna solo aver pazienza e far le cose nel modo corretto
  13. poco probabile, il file gcode e' quello vecchio o uno creato dopo il crash del PC?
  14. da come lo descrivi puo' dipendere da 2 fattori: - numero di top layer insufficiente (il minimo dovrebbe essere 3) - flusso non adeguato per la finitura detto questo, la cosa strana della tua stampa e' che il difetto lo hai solo in alcuni punti e non su tuttop il top layer.... Io comincerei dai due parametri che ti ho indicato, poi disegnerei un quadrato es 40x40x5 e proverei stamparlo per verificare la resa del top layer... anche la velocita' potrebbe influire
  15. Solitamente il comando per la pausa e' M600 che al 99% e' disabilitato in tutti i fw stock. Per abilitarlo devi armarti di santa pazienza e ricompilarti il fw
  16. la risposta veloce e': non puoi. I firmware stock al 99% disabilitano tutte le impostazioni avanzate, vuoi per "aumentare" la compatibilita', vuoi per evitarsi problemi. Se vuoi linear advance (come altre funzionalita') devi partire ricompilandoti il fw
  17. ti avevo gia' risposto nel post precedente 🙂 Geeetech
  18. mmm i file BIN sono solitamente il formato del firmware ma nn ha nulla a che vedere con la lettura dei file gcode da parte della stampante. Se il pc e' andato in crash, e' piu' probabile che si sia corrotta la memorz card. Vai sotto la sezione "Problemi generici o di qualità di stampa" il primo post include un programma per formattare la memory card, usa quello e riprova, altriemnti cambia memory card
  19. parlando del pezzo in se, questo e' un "difetto" correggibile con una carteggiata in post produzione. Dal punto di vista piu' "accademico" potrebbe dipendere dall'orientamento del pezzo o dall'effetto "ventosa" che si presenta quando hai tanta superficie che appoggia sul FEP e durante il rialzo del piatto tende a rimanere appiccicato al FEP stesso provocando, in alcune occasioni, delle deformazioni
  20. visto che sei all'inizio, investi su un prodotto "di marca" giusto perche' sei un po' piu' tutelato. Per il colore, evita quelli estremi per fare le prove (es bianco o nero) giauto perche' cosi' e' piu' semplice vedere eventuali difetti. Io starei su un grigio che e' una buona via di mezzo. Una volta che hai preso confidenza usa quello che vuoi
  21. perdonami ma nn riesco a vedere il difetti di cui parli, la resi mi sembra buona
  22. fai un domandone, sarebbe come chiedere: consigliate qualche marca di auto in particolare? 🙂 La scelta del prodotto e' molto "soggettiva". Io mi trovo molto bene con SUNLU e Geeetech, mentre con amazonbasic dipende molto dal colore (il marrone lo stampo da paura mentre l'argento mi fa smadonnare).
  23. io faccio la taratura con estrusione a freddo, "compensando" la differenza che noti da quella a caldo, aumentando il numero di mm di filo estruso (per quello suggerivo non meno di 200mm). Tieni conto che piu' filo fai estrudere per la misura, meno errore introduci con la misurazione stessa e piu' preciso e' il valore di step/mm trovato. Come detto, la misurazione conviene farla un minimo di 2 volte per quanto riguarda il cubo di calibrazione, questo va misurato al centro di ogni lato (escludendo quindi gli spigoli) e solo per gli ultimi layer (ovviamente vale solo per X e Y, Z e' un discorso differente). Escludi gli spigoli perche' solitamente quando calibri sei agli inizi e spesso hai spigoli arrotondati per altri motivi. Gli spigoli arrotondati ti falsano le misurazioni e quindi vanno evitati. Una misurazione perfetta sarebbe all'interno di +-0.5mm Compensare le dimensioni lavorando su temperatura e velocita' e' da spararsi ad un ginocchio, vorrebbe dire che per ogni pezzo che stampi devi "inventarti" i parametri, non ne esci vivo. Io avro' calibrato questi parametri un paio di volte in 2 anni e solo quando ho cambiato componenti ed una volta fatto, utilizzavo e utilizzo gli stessi profili senza dover adattarli ogni volta a seconda del pezzo. Detto questo, a mio avviso, c'e' ancora qualche cosa da sistemare perche' il modo in cui ci descrivi il come stampi nn e' il modo corretto.
  24. Premesso che se sei alle prime armi, ABS nn e' il filamento piu' indicato x cominciare. Detto questo, ABS nn gradiscie cambi repentini di temperatura e dalla foto vedo che la ventola materiale e' accesa, quindi nn mi stupisce che nn riesci a stampare neanche il primo layer. Consiglio spassionato: Prenditi una bobina di PLA e comincia con quella. Fai le calibrazioni di rito in questo ordine - Livellamento piatto con con foglio di carta (l'deale sarebbe lo spessimetro) - Calibrazione degli step/mm dell'estrusore x avere la correttezza dimensionale - Calibrazione della temperatura di estrusione del filamento (temptower con temperatura che varia ad ogni livello) - Calibrazione del flusso con test dell'hollow cube Fatte queste calibrazioni base, stampa un cubo di calibrazione per misurare la correttezza dimensionale e la finitura Una volta calibrate le basi, puoi cominciare a stampare
  25. La calibrazione degli step/mm la fai "forzando" da gcode un tot numero di mm di filo da estrudere e poi misurando effettivamente quanti mm sono stati estrusi. Detto questo, quanti mm hai fatto estrudere x fare la calibraione? Il mio consiglio e' sempre quello di estruderne non meno di 200mm almeno per minimizzare gli errori di misurazione. Questo, come molte altre calibrazioni, va effettuato almeno 2 volte. Con la prima verifichi se effettivamente estrudi correttamente, se nn lo fai allora aggiusti il valore e poi riverifichi se il valore inserito ti da il risultato aspettato. Ovviamente reiteri il processo se necessario. detto questo, una volta impostato il valore di step/mm corretto, non dovresti avere variazioni dimensionali variano la velocita' di stampa a meno di non superare la velocita' max gestibile dal tuo estrusore/hotend. Io per puro spirito accademico l'ho misurato (valore puramente teorico ma significativo). Il mio estrusore BMC clone accoppiato al mio micragnoso hotend stock e' virtualmente in grado di stampare fino a 127mms prima di raggiungere il suo limite fisico. Ovvio che nn stamperei mai a quella velocita', al max io mi spingo a 70mms o poco piu'. Ad ogni modo, indipendentemente dalla velocita', le dimensioni del mio pezzo nn variano, rimangono comunque all'interno degli stessi parametri di tolleranza.
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