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Chi di voi si è avvicinato a materiali altamente tecnici come il PEEK?

 

Aziende e professionisti me lo stanno chiedendo molto, soprattutto per applicazioni in automotive e aerospaziale. Non è un caso infatti, tante aziende stanno buttando fuori macchine che sono capaci di stampare polimeri di questo tipo.

 

Coraggio allora, iniziamo a parlarne!

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Sicuramente mi fido della tua parola, visto che si parla di attrezzature professionali. Ero solo rimasto un po' stranito da quello che citano i produttori. 😅

io mi sono organizzato per poter stampare peek e qualche cosa sono anche riuscito a stampare ma spesso, visti i costi, i clienti scappano😅  sinceramente i costi di produzione li trovo ancora molt

Se sono queste le temperature allora non posso stampare il peek. L'estrusore ci dovrebbe arrivare tranquillamente a 400°C. Il piano di stampa l'ho riscaldato fino a 160°C, mi spavento ad and

Mai stampato personalmente, ma mi ero un po' interessato. 

 

Materiale che assorbe umidità, per cui va trattato con i relativi riguardi, temperature di stampa alte, circa 400 per nozzle e 120/130 di bed. Rigorosamente camera chiusa e tanta pazienza. Il problema è che il filo costa molto e fare le prove, per un privato, diventa proibitivo. 

 

Consigliato nozzle in rame placcato o in rubino. 

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3 ore fa, BMaker dice:

Chi di voi si è avvicinato a materiali altamente tecnici come il PEEK?

io mi sono organizzato per poter stampare peek e qualche cosa sono anche riuscito a stampare ma spesso, visti i costi, i clienti scappano😅

 sinceramente i costi di produzione li trovo ancora molto alti\troppo alti, mi trovo in difficolta con i clienti anche solo a proporlo considerando il prezzo che dovrei chiedere...quando lo propongo 99\100 ricevo un "assolutamente no!"

(che poi è la stessa storia della stampa in metallo)

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Io mi sono attrezzato con sonda K, heatblock in ottone, cartuccia da 50W, gola all-metal e camera chiusa (con sensore di temperatura ma non riscaldata)a il però non l'ho provato per via del costo.

Ho provato solo il policarbonato, i pezzi stampati resistono meglio al calore ma PETG, ABS e HIPS mi sembrano più resistenti meccanicamente soprattutto nell'adesione tra i layer.

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Interessanti le vostre esperienze. Effettivamente i costi del PEEK sono proibitivi per molti, ma per le grandi aziende è tranquillamente abbordabile. Tutto dipende da cosa si vuole fare e dai risvolti economici.

 

Una cosa però va chiarita: macchine che non sono adeguatamente progettate producono risultati scadenti e inutilizzabili.

 

Il problema maggiore deriva dalla cristallizzazione del materiale, che deve avvenire a regola d'arte per garantire alte prestazioni nel pezzo finale. Anche la corretta deumidificazione del filo è delicata, ma questa è un'altra storia (da non sottovalutare, soprattutto considerati i costi).

 

Le temperature sono fondamentali:

  • estrusore che raggiunge 400 °C;
  • camera calda che arriva a 120 °C;
  • piano di stampa che scalda fino a 230 °C.
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1 ora fa, Whitedavil dice:

Bhe, un bed che arriva a 230 gradi, non è facile da trovare. Quelli in silicone te li danno per max 200.

 

Fonzy, ma tu stampe ne hai fatte? Con che stampante? 

dynamical è la marca, il modello mi pare sia 45ht 

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22 ore fa, BMaker dice:

Interessanti le vostre esperienze. Effettivamente i costi del PEEK sono proibitivi per molti, ma per le grandi aziende è tranquillamente abbordabile. Tutto dipende da cosa si vuole fare e dai risvolti economici.

 

Una cosa però va chiarita: macchine che non sono adeguatamente progettate producono risultati scadenti e inutilizzabili.

 

Il problema maggiore deriva dalla cristallizzazione del materiale, che deve avvenire a regola d'arte per garantire alte prestazioni nel pezzo finale. Anche la corretta deumidificazione del filo è delicata, ma questa è un'altra storia (da non sottovalutare, soprattutto considerati i costi).

 

Le temperature sono fondamentali:

  • estrusore che raggiunge 400 °C;
  • camera calda che arriva a 120 °C;
  • piano di stampa che scalda fino a 230 °C.

 

Se sono queste le temperature allora non posso stampare il peek.

L'estrusore ci dovrebbe arrivare tranquillamente a 400°C.

Il piano di stampa l'ho riscaldato fino a 160°C, mi spavento ad andare oltre, la potenza ce l'ha (è 220x220mm, 250W, 220V) infatti 160°C li raggiungo in meno di 2 minuti ma non penso che i materiali siano adatti a 230°C.

La camera calda è chiusa con pannelli di policarbonato che forse reggono a 120°C, i motori degli assi X,Y e Z sono esterni alla camera, ma molte parti della meccanica all'interno della camera sono realizzati con PETG quindi penso che nella camera sono limitato a 80°C per stare sotto la temperatura di transizione del PETG, inoltre penso che servano cinghie speciali.

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Il 23/12/2020 at 12:11, Salvogi dice:

inoltre penso che servano cinghie speciali.

Ho visto alcuni progetti che puntano in alto con la temperatura, e in quel caso le cinghie erano isolate dalla camera di stampa:

25_800x400.png

 

0b_800x400.png

 

Questa è una custom, se siete interessati e masticate tedesco trovate le informazioni qui Nitro´s PPSU hochtemp drucker. Ne ho visto un modello industriale con lo stesso principio ma non ricordo come si chiama.

 

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5 ore fa, Truck64 dice:

Ho visto alcuni progetti che puntano in alto con la temperatura, e in quel caso le cinghie erano isolate dalla camera di stampa:

25_800x400.png

 

0b_800x400.png

 

Questa è una custom, se siete interessati e masticate tedesco trovate le informazioni qui Nitro´s PPSU hochtemp drucker. Ne ho visto un modello industriale con lo stesso principio ma non ricordo come si chiama.

Mi sa che è un po' troppo complessa per me 😅 

Casomai in futuro ci farò un pensiero se il peek scende di prezzo.

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Eh sí, la questione delle componenti interne é delicata visto che sono soggette a temperature elevate. C'é chi le posiziona fuori dalla camera riscaldata e chi le sostituisce con materiali piú idonei.

 

Infatti il costo delle stampanti progettate per stampare in PEEK o altri tecnopolimeri é abbastanza elevato.

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  • 2 settimane dopo...

Vi lascio qui il link a un ulteriore approfondimento, scritto da me ma pubblicato su LinkedIn:

https://www.linkedin.com/pulse/stampa-3d-peek-un-asset-per-i-settori-aerospaziale-e-tassinari/

In questo articolo ho elencato velocemente le caratteristiche della stampa 3D FDM col PEEK. Credo che nel prossimo futuro farò una guida molto più approfondita da mettere a disposizione qui sulla community.

Fatemi sapere cosa ne pensate!

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@Whitedavil che il PEEK sia stampabile anche con temperature di piano e camera più ridotte non lo nego. Temperature di piano intorno ai 150° e camera a 100° direi siano sufficienti. I miei parametri di temperatura fanno riferimento alla condizione ideale di stampa.

Attenzione però a:

  • delaminazione -> se la camera non è ben riscaldata e il materiale non è estruso a temperatura idonea, i pezzi rischiano di delaminare;
  • cristallizzazione -> si ottiene in due modi:
    1. estrudendo ad alte temperature (oltre i 400°);
    2. cuocendo i pezzi a fine stampa.
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