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Salvogi

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  1. Il filo del tagliaerba ha diversi diametri 1.6, 2.0, 2.4 e 3.0 mm, ovviamente con la Ender 3 standard puoi utilizzare solo quello da 1.6mm, ovviamente bisogna regolare il flusso di estrusione con la formula (1.75 x 1.75) / (1.6 x 1.6) = 1.2 quindi il flusso nello slicer va impostato al 120%. Esistono anche fili a sezione quadrata ma penso che non siano adatti alla stampa 3D. I filamenti da 2 e da 2.4 mm si possono stampare anche con l'estrusore da 2.85 mm ottenendo un costo più basso del filamento in nylon specifico per la stampa 3D. Sul sito della Creality, specifica una temperatura massima del nozzle di 255 °C per la Ender 3 ma è un limite impostato via software nel firmware, sul sito di Marlin c'è il link al sito di Github dove ci sono i file di configurazioni proposti per la Ender 3 che prevedono una temperatura massima di 275°C. Eventualmente puoi provare a stamparlo a 255°C, non penso che cambi molto. Io l'ho stampato a 260°C utilizzando come sensore una sonda K quindi precisa quasi al grado. Il filo da tagliaerba conviene comprarlo nei negozi cinesi, io ne ho tre vicino casa. In alternativa puoi prendere questo https://www.amazon.it/dp/B00KE2EMOE che per adesso è in offerta o questo https://www.amazon.it/dp/B01N339OB8 che a conti fatti sono entrambi sui 30€/kg Tieni presente però che il nylon è soggetto a forte warping e stringing soprattutto quello non specifico per la stampa 3D quindi inizialmente comprane una quantità limitata.
  2. Comunque ho visto ora, la tua stampante ha restituito pure il codice M304 quindi supporta anche il PID del piatto.
  3. L'ABS si incolla bene, potresti stampare la cornice a parte e gliela incolli. Per facilitare il posizionamento potresti lasciare nella cornice uno scalino per il centraggio.
  4. Giusto quanto scritto da @invernomuto ma occorre che nel firmware sia abilitato #define PIDTEMPBED Comunque per il piatto è meno importante il controllo PID quindi, se dovesse essere disabilitato, non è un grosso problema.
  5. Gli intasamenti ripetuti potrebbero dipendera da parecchi fattori. Ad esempio: Ventola che raffredda la gola, se è vecchia manda meno aria, la gola si riscalda e si intasa tutto. Secondo me è la causa più probabile. Piegatura sul tubo in PTFE. Estremi del tubo in PTFE mal tagliati con conseguente restringimento. Gola rovinata, nel tuo caso non dovrebbe essere perchè hai una gola da 4.1mm quindi arrivi con il tubo in PTFE fino al nozzle. Ugello rovinato, puoi provare con aghi speciali per la pulizia dei nozzle oppure meglio sostituirlo. Sensore di temperatura rovinato che ti porta ad avere sul nozzle una temperatura diversa da quella indicata sul display. Problema con lo spingifilo che non ha più la forza di quando era nuovo. Puoi verificare che la ruota dentata sia fissata bene sullo stepper e che le ruoti godronate non siano sporche di trucioli di filamento.
  6. Oggi ho fatto una prova con il filo in nylon per il tagliaerba. L'ho stampato con nozzle a 260°C, piatto a 90°C, nozzle da 0.4mm ed altezza del layer di 0.2mm. Ho fatto prima due layer di PETG e poi sopra ci ho stampato il pezzo in nylon. Ho fatto una prova con acqua calda a 56°C (il massimo del mio scaldabagno). Il presscontrol della pompa è tarato 2.2bar e si trova 4m più in basso quindi dovrebbero arrivare circa 1.8bar. Chiudendo il rubinetto il raccordo perde un po'dal foro per la sonda K. Tra l'altro con il nylon si ottengono stampe molto flessibili ed è facile da stampare con gli estrusori bowden. L'adesione dei layer è perfetta, ho lasciato poco gioco quindi la filettatura si avvitava con molta forza ed ho dovuto utilizzare due giratubi e nonostante ciò il raccordo non si è rotto. Il problema principale del nylon è il warping e poi fa stringing in maniera esagerata.
  7. Tutte le plastiche assorbono acqua riducendo un po' le loro caratteristiche meccaniche. Il nylon è la plastica più igroscopica. Quando si stampa il nylon si sente un rumore tipo frizzante dell'acqua che forma bolle di vapore all'uscita del nozzle. Per questo qualcuno raccomanda di metterlo in forno prima di stamparlo, io non l'ho mai infornato per paura di rovinare il filamento soprattuto se si parla di Taulman che è una marca un po' costosetta. Tuttavia il nylon parte da un livello di resistenza elevato infatti è usato per tasselli o per i fili da pesca quindi si potrebbe provare. Il nylon Taulman sono riuscito a stamparlo bene solo con il piatto in vetro spennellato di acqua e colla vinilica, non so cosa succede con un piatto PEI. Posso provare a vedere se aderisce su un layer di PETG, con il policarbonato funziona alla grande.
  8. Probabilmente a me basta uno spurgo minore. Ora vedo se trovo l'impostazione del volume di spurgo
  9. Il nylon Taulman 645 è stato uno dei primi filamenti che ho utilizzato, si stampa facilmente con stampanti economiche e di ottengono stampe molto resistenti (soprattutto i layer perfettamente uniti) ma flessibili e tagliabili con le forbici. Per farlo aderire al piano di stampa, utilizzavo colla vinilica diluita in acqua. Altri nylon sono ugualmente resistenti ma sono più difficili da stampare. Il policarbonato lo stampo a 280°C sia con gola all-metal che con quella standard rivestita di PTFE. Per farlo aderire al piatto e necessario fare un primo strato di PETG. Casomai più tardi posso provare che succede se stampo il policarbonato a 260°C. Comunque senza camera chiusa con il policarbonato si ottengono stampe fragili come grissini soprattutto a flessione. Mentre con la camera chiusa si ottengono stampe un po' più resistenti del PETG ma molto più resistenti al calore. Il policarbonato warpa alla grande anche con camera chiusa e piatto a 120°C.
  10. Infatti, anche a me sembra uno spreco mi sa che è una cosa che utilizzerò raramente. Comunque l'efficenza (intesa come rapporto tra il peso della stampa ed il peso della torre di spurgo) è stata bassa anche a causa delle piccole dimensioni della stampa. È anche una grossa perdita di tempo, la stampante ha impiegato il 75% del tempo sulla torre. Purtroppo lo spurgo viene gestito dallo slicer (qui ho usato PrusaSlicer), non mi sembra che ci sia una funzione per usare lo spurgo come infill. Devo verificare meglio Si ha ragione, sono io che non me ne intendo 😅. Il modello è questo https://www.thingiverse.com/thing:1834292
  11. Stanotte ho lanciato una stampa di un modello preso da Thingiverse. Per 13 grammi di PETG ci ha messo 3 ore e mezza ed ha fatto una torre di spurgo da 29 grammi (pesa più del doppio della stampa).
  12. Effettivamente si potrebbe, e che molto fa la soddisfazione di averla autocostruita.
  13. Dando le misure così viene un po' difficile fare un confronto. A quanto ho capito la 3D Benchy ti viene 86x44.5x69.6 invece di 60x31x48, giusto? Se così fosse, sembrerebbero tutte scalate al 144% circa, probabilmente avrai impostato qualcosa sullo slicer.
  14. Io valuterei un cambio alla pari con una Voron V0 😁
  15. Esagerati, è una stampante costruita a scopo autodidattico per poter io sperimentare varie cose: camera chiusa, estrusore multicolore, OctroPrint, configurazione di firmware, ecc. Dalle foto sembra una cosa esagerata ma alla fine è una stampante con volume di stampa 220x220x250mm (in realtà ci potrei mettere anche un piatto 260x260mm ma ho riciclato quello della mia vecchia stampante 220x220mm). Come difetti, ad esempio: A fronte di un volume di stampa di appena 220x220x250mm ha dimensioni esterne troppe elevate 530x510x640mm e pesa 23,5kg. L'elettronica è accessibile solo da sotto quindi è necessario coricare la stampante. Se la dovessi ricostruire, invece di usare le barre trapezie, proverei a movimentare anche l'asse Z con le cinghie (utilizzando un stepper accoppiato con un riduttore epicicloidale). Fino a poco tempo fa il display per OctoPrint mi ha fatto disperare poi ora ho capito che con il display PI TFT 5.0 devo alimentare il Raspberry con una tensione leggermente superiore (5.2V invece di 5.1V).
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