UniBo Motorsport è il Team di Formula SAE dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, nato nel 2009 dalla passione di un gruppo di studenti della Facoltà d’Ingegneria, con l’obbiettivo di progettare, costruire, assemblare e mettere in pista un’auto da corsa di tipo formula.

Nel corso degli anni il Team ha sempre avuto un occhio di riguardo per le nuove tecnologie offerte dal mercato e, come potrete facilmente immaginare, una di queste è la stampa 3D.

A partire dall’inizio della stagione 2017 il parco macchine a disposizione dei progettisti di UniBo Motorsport è stato ampliato con l’acquisto di una stampante 3D Mark One, modello One. Una vera e propria novità per il Team, grazie alla quale è stato possibile raggiungere nuovi obiettivi e ottenere numerosi vantaggi: maggiori libertà durante la progettazione; possibilità di creare pezzi singoli, unici e personalizzati, garantendo comunque costi contenuti; opportunità di realizzare parti complesse, difficilmente ottenibili mediante altri processi.

Velocità, una parola che accomuna la stampa 3D e il motorsport

Quello che vorrei raccontarvi è un particolare aneddoto successo ai ragazzi di UniBo Motorsport che sottolinea come, grazie alla stampa 3D, la rapidità nello sviluppo e la gestione delle modifiche del progetto, sia stato possibile risolvere una problematica che avrebbe compromesso tutte le prove libere previste per il periodo invernale dal gruppo sportivo automobilistico.

Verso fine ottobre, a termine della seconda giornata di test invernali, la monoposto di UniBo Motorsport ha subito un problema inatteso ad uno dei semiassi. Dopo un’attenta analisi svolta in officina, si è realizzato che una delle componenti interne era danneggiata, compromettendo il corretto funzionamento dell’intero semiasse. Come da prassi, il primo pensiero del gruppo è stato quello di chiedere un pezzo di ricambio attraverso i canali classici di rifornimento componenti, ma, ottenute le risposte dai fornitori, il pezzo sarebbe arrivato dopo diverse settimane, rendendo impossibile il completamento delle due sessioni di test previste nei giorni successivi l’accaduto.

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Ricevuta la brutta notizia, il pensiero dei tecnici del Team si è quindi spostato alla ricerca di un modo alternativo per poter ottenere nei tempi più brevi possibili una copia del pezzo compromesso. Dopo aver ridisegnato al CAD la parte rovinata, il gruppo ha immediatamente pensato di riprodurlo stampandolo in 3D, ottenendo risultati sorprendenti: il pezzo prodotto si è dimostrato all’altezza dell’originale e ha permesso all’autovettura di tornare in pista per concludere le giornate di test invernali.

Il CTO di UniBo Motorsport, Rosario La Rocca, ha evidenziato come quest’evento abbia fatto capire al gruppo le potenzialità di uno strumento come la stampante 3D: “penso una cosa, la progetto, la stampo e poi la installo. La mentalità di produzione sta mutando grazie alla praticità e comodità di questa nuova invenzione.”

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Questo episodio, seppur di rilievo, non è stato l’unico in cui il Team ha potuto sperimentare l’utilità della stampa 3D nel loro specifico settore. Il Team utilizza la tecnologia additiva per agevolare diverse attività progettuali, tra cui la verifica dei reali ingombri in vettura di componenti varie. Per esempio: convogliatori aria per il raffreddamento dei freni e il supporto per un motorino che permetterà la realizzazione di un sistema di ripartizione freno controllato elettronicamente.

UniBo Motorsport, come progetto specifico per questo nuovo anno, ha in mente l’esecuzione di stampi per la laminazione di pezzi in carbonio per la vettura 2017. Con l’aiuto della loro stampante 3D Mark One potranno ottimizzare i processi progettuali e produttivi, risparmiando risorse e ottenendo benefici che, a livello competitivo, potrebbero risultare fondamentali nella riuscita della nuova stagione sportiva.