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  1. Signori buonasera, sono anni che seguo gli sviluppi... ma non ne vedo molti nella stampa 3D direttamente da granulo. Avrei pensato di vedere grandi sviluppi invece verso questi orizzonti... Che ne dite... gli sviluppi ci sono ma se li tengono nascosti o semplicemente la tecnologia non funziona?
  2. Ciao, un argomento di cui spesso discuto è la "sparizione" dei kit e delle stampanti 3D auto-assemblate. La cosa che mi colpisce di più è vedere le aziende italiane che hanno scelto di non coprire questo mercato perdendo il cliente fin dalla prima stampante... Mi hanno spiegato molte volte che in Italia i costi si alzano, ma trovo contro-producente lasciare il mercato delle prime stampanti ad aziende estere che proporranno poi al maker prodotti più professionali.
  3. Sta facendo parlare tantissimo di sé... in effetti è rivoluzionaria per davvero. Parliamo di 3Doodler, la prima penna che scrive, disegna e stampa in 3D. 3Doodler estrude un filamento in plastica che si raffredda e solidifica in modo quasi istantaneo, diventando una struttura solida e stabile. Questo permette di costruire una varietà infinita di forme in modo estremamente facile e veloce. Non ci sono software da studiare, non ci sono movimenti particolari da fare. Basta avere un minimo di manualità e il gioco è fatto. Grazie a dei speciali filamenti in PLA o ABS, con 3Doodler si può davvero disegnare (e prototipare) di tutto. I filamenti sono venduti in tantissimi colori, rendendo possibile la stampa in quasi qualsiasi colore. La precisione e le capacità di 3Doodler non sono paragonabili a quelle delle stampanti 3D che tutti conosciamo, bisogna però rendersi conto che il target di clientela al quale si propone è diverso da quello canonico: 3Doodler è per chi ha interesse a fare qualcosa di creativo in modo semplice e veloce. Non pensiamo sia indicata per la stampa di pezzi meccanici ma, se si intende disegnare una prima bozza direttamente in 3D, potrebbe tornare molto utile! La vendita di questa interessante e alternativa stampante 3D è prevista da aprile al costo di 99$, comprensivo di 50 filamenti in PLA o ABS a vostra scelta. Potete fare il preordine a questo link.
  4. Non potevamo tornare da MECSPE 2017 senza novità. Oltre agli aggiornamenti alle stampanti 3D WASP e alla presenza dei grandi noti produttori - di cui potete vedere un estratto in questo nostro report fotografico - la presenza di M3G ha denotato questa fiera con un pizzico di interessanti novità in più. Per l'esattezza, le nuove stampanti 3D presentate da M3G sono due, e portano nomi di grandi divinità greche: Zeus e Apollo. M3G Zeus Il modello Zeus è il più completo offerto da M3G, presenta un’area di stampa di 50 cm x 50 cm x 50 cm. Raggiunge velocità superiori ai 100 mm/s in stampa e oltre i 200 mm/s in spostamento, possiede delle caratteristiche industriali avanzate, comprese meccanica ad assi cartesiani su guide lineari e stop d’emergenza per qualsiasi problema. La lavorazione in carpenteria garantisce un’ottima stabilità, azzerando le oscillazioni di stampa che potrebbero provocare disturbi sul pezzo o disallineamento della calibrazione. E' dotata di due estrusori (possibilità di averli con stessa o diversa dimensione di ugello) e presenta, sempre sul blocco estrusore, un sensore capacitivo per l’auto-calibrazione del piano in 36 punti. La camera di stampa è riscaldata, permettendo di conseguenza l'uso di materiali tecnici come l’ABS. Il piano stampa utilizzato è Flatforce. La struttura è completamente chiusa e l'interno della macchina è accessibile esclusivamente dall'apposito sportello. Il controllo della stampante avviene tramite Octoprint, via rete WLAN su tablet (incluso con la stampante) e PC via web. M3G Apollo Il modello Apollo presenta un’area di stampa di 30 cm x 30 cm x 30 cm. Raggiunge velocità superiori agli 80 mm/s in stampa e oltre i 150 mm/s in spostamento, possiede tutte le caratteristiche di una macchina a livello industriale, grazie anche alla meccanica chiamata Core XY, con la quale M3G garantisce di far raggiungere alte velocità senza perdere precisione. Anche in questo caso troviamo una struttura in carpenteria che minimizza oscillazioni e dona stabilità, limitando disturbi sul pezzo o disallineamento della calibrazione. In questo modello troviamo due estrusori metallici Bowden (possibilità di averli con stessa o diversa dimensione di ugello) e il sensore capacitivo per l’auto-calibrazione del piano in 36 punti, la camera riscaldata e completamente chiusa. Il controllo avviene con Octoprint , sempre collegato in rete.
  5. Alcuni ricercatori dell’Università dell’Illinois hanno creato un nuovo tipo di stampante 3D capace di produrre forme complesse utilizzando dello zucchero, che può essere utilizzato per far crescere tessuti biologici. La stampante usa un processo chiamato ‘free-form printing’, letteralmente "stampa a forma libera", per creare intricate strutture che non potrebbero essere ottenute con la normale stampa 3D a layer. E lo fa utilizzando l’isomalto, uno zucchero ottenuto dalla barbabietola, impiegato solitamente per creare decorazioni in pasticceria o nelle pastiglie per il mal di gola. Il risultato finale è una struttura solubile in acqua che potrebbe avere una grande varietà di applicazioni nella ricerca medica o in ingegneria biomedica. Bisogna dire che non è certo nuovo il concetto si stampa 3D free-form (possiamo banalmente sperimentarlo con una classica penna 3D da poche decine di euro), bensì lo è questa particolare applicazione in campo medico. “Si tratta di un metodo per creare forme attorno alle quali possiamo modellare materiali morbidi o far crescere cellule e tessuti, facendo poi dissolvere l’impalcatura”. Questo è il commento di Rohit Bhargava, professore di bioingegneria e direttore del Cancer Center in Illinois. “Ad esempio, una possibile applicazione è quella di coltivare tessuti o studiare i tumori in laboratorio. Le colture cellulari vengono solitamente effettuate su piatti piani, questo ci dà alcune caratteristiche delle cellule, ma non è un modo molto corretto per vedere come un sistema funzioni effettivamente. Nel corpo umano ci sono forme ben definite, e forma e funzione sono strettamente correlate”. Il dispositivo e il processo della stampa a forma libera ad isomalto sono stati descritti in un nuovo studio pubblicato su Additive Manufacturing. Rohit Bhargava, professore di bioingegneria (a sinistra) e Matt Melber, ricercatore. ‘Free-form’ significa che l’ugello letteralmente produce l’oggetto a mezz’aria, con il materiale che si solidifica quasi immediatamente dopo l’estrusione. La stampa 3D con sostanze a base di zucchero in questo modo presenta tuttavia una serie di sfide. I tentativi precedenti hanno avuto frequenti problemi con lo zucchero che tendeva a bruciare o cristallizzare. Per evitare ciò, i ricercatori hanno fatto in modo che il materiale fosse mantenuto ad una temperatura e pressione specifiche. Inoltre, anche il diametro dell'ugello e la velocità di spostamento sono mantenuti stabili per garantire che l'isomalto solidifichi in una struttura relativamente forte. I ricercatori sperano che un giorno la tecnologia possa essere utilizzata per stampare in 3D gli interi organi umani da zero.
  6. Salve, come da titolo cerco una stampante 3d affidabile, provengo da una ender 3 buona per cominciare ma con molti difetti e volevo qualcosa di più affidabile e preciso, ne voglio una senza cuscinetti a ruota ecc che sono molto soggetti all usura, cosa mi consigliate?
  7. La stampante 3D è uno strumento che permette di produrre oggetti partendo da un modello digitale tridimensionale. Nei metodi di stampa 3D più conosciuti la produzione dell’oggetto avviene per strati, posizionando uno strato di materiale sopra l’altro. Il termine “stampa 3D” è il più utilizzato negli ultimi cinque-dieci anni e indica in modo generico qualsiasi tecnologia di tipo additivo con lo scopo di produrre oggetti. La sua grande diffusione si deve alla popolarità che ha riscontrato nel mondo dei consumatori: la dicitura "stampa 3D" ricorda in modo diretto la stampa bidimensionale tradizionale, rendendo facilmente l’idea di come funzioni. A livello industriale e professionale, la medesima tecnologia è più comunemente chiamata “manifattura additiva” - dall’inglese “Additive Manufacturing” - enfatizzando maggiormente il ruolo manifatturiero di questa tecnica. Con Additive Manufacturing si indicano in particolare lavorazioni più costose, utilizzate soprattutto da professionisti e aziende, e che sfruttano materiali tecnici e più performanti sotto diversi aspetti (polimeri e resine, metalli, polveri). Indipendentemente dalla terminologia utilizzata, sia la stampa 3D che la manifattura additiva indicano un processo produttivo basato su una “tecnica additiva”, ossia che produce oggetti tramite l’aggiunta di materiale. Le tecnologie di stampa 3D differiscono tra di loro per meccanica e funzionamento stesso delle macchine, oltre che per il tipo di materiali supportati. In alcuni casi esistono più nomi per la stessa tecnica: questa varietà è dovuta soprattutto alla presenza di più produttori che, nel corso del tempo, hanno registrato brevetti per metodi di stampa 3D molto simili tra loro. Guida alle tecnologie di stampa 3D Per realizzare un oggetto tramite stampa 3D esiste più di una tecnica. La tecnologia più comune (grazie al suo basso costo) è sicuramente la stampa a deposizione di filamento (fused deposition modeling - FDM). Altre tecniche di stampa sono la SLS - selective laser sintering, il Digital Light Processing - DLP, oltre che altre metodologie usate per la realizzazione di oggetti in leghe metalliche e altri materiali. Ora analizzeremo caso per caso in modo dettagliato. - STAMPANTE 3D A FILAMENTO - FFF - Fused Filament Fabrication Comunemente chiamata con gli acronimi FFF o FDM - Fused Deposition Modeling - questa tecnologie di stampante 3D è la più comune ed economica. Un filamento polimerico viene riscaldato da una resistenza e spinto attraverso un ugello, il quale, spostandosi all’interno del volume di lavoro, va a depositare il materiale strato su strato. La temperatura di estrusione dipende dal polimero utilizzato nella fase di stampa. Il materiale usato più comunemente è il PLA (Acido Polilattico) e viene estruso ad una temperatura compresa tra i 180 e 210 °C. Altri materiali richiedono temperature di estrusione ben maggiori, a volte anche 300-400 °C come l’ULTEM (materiale altamente performante e resistente alle deformazioni), il PEEK (apprezzato per l’alta resistenza termica) o il PMMA (comunemente chiamato Plexiglass). La dimensione del foro dell’ugello di estrusione può variare a seconda delle necessità: si parte dai decimi di centimetro fino ad arrivare a diversi milimetri di diametro. Il diametro dell’ugello definisce due parametri molto importanti: la velocità di stampa (a parità di dimensioni dell’oggeto in stampa, un ugello più grande estrude più materiale, permettendo di finire la lavorazione più velocemente) e la precisione con cui viene depositato il materiale (un ugello più piccolo permette di ottenere forme più precise). - STAMPANTE 3D A RESINA - DLP - Digital Light Processing Se nel metodo SLA la luce utilizzata per fotopolimerizzare la resina proviene da un laser, il metodo DLP utilizza invece un fascio di luce proveniente da proiettori o schermi LCD. Il processo prevede anche in questo caso la fotopolimerizzazione di una resina fotosensibile, inizialmente allo stato liquido. Al centro della tecnologia DLP troviamo un dispositivo digitale a microspecchi, chiamato in gergo tecnico DMD - Digital Micromirror Device, e che corrisponde ad un meccanismo di modulazione di luce spaziale e che permette di coprire in modo dinamico un’ampia area di luce. La precisione di questo sistema di specchi permette di arrivare a qualità di stampa notevoli, pari circa a 30 micron. Mentre nella tecnologia SLA il laser si muove sulla parte superficiale della resina, arrivando a solidificare lo strato interessato punto per punto, la tecnologia DLP solidifica uno strato intero alla volta, proiettando un fascio di luce su tutta la superficie da lavorare. Il tempo impiegato per solidificare gli strati dipende dalla potenza della fonte luminosa originaria e dalla dispersione di luce, che è bene avvenga il meno possibile per garantire una buona riuscita di stampa. Le stampanti DLP possono utilizzare un’ampia gamma di materiali, anche morbidi e flessibili. SLA - Stereolitografia Brevettate nel 1986, le stampanti 3D a stereolitografia permettono di realizzare oggetti partendo da una vasca contenente resine epossidiche allo stato liquido. Il processo prevede la solidificazione di uno strato di resina sopra l’altro per mezzo di un raggio laser che viene riflesso da un lente e disegna gli strati dell’oggetto interessato. Le resine utilizzate con questa tecnologia sono dei fotopolimeri, ossia materiali polimerici che si solidificano se sottoposti ad un raggio di luce avente determinate caratteristiche. Tali resine fotosensibili presentano scarse qualità meccaniche e deterioramento precoce, soprattutto se esposte a raggi solari o all’umidità. Per sostenere le parti a sbalzo dell’oggetto di stampa è necessario utilizzare dei supporti, che possono essere disegnati appositamente o calcolati dal software CAM in modo automatico. Gli oggetti prodotti attraverso stereolitografia sono anche utilizzati per lo stampaggio a iniezione, per la termoformatura, per la soffiatura e per processi che prevedono colate di metallo, in quanto risultano sufficientemente resistenti alle sollecitazioni sul materiale. - STAMPANTE 3D A POLVERI - SLS - Selective Laser Sintering Per “sinterizzazione” s’intende una lavorazione che permette di ottenere elementi compatti partendo da materiali polverulenti. Questa tecnologia sfrutta una luce laser che va a colpire uno strato di polvere, solitamente polimerica, accolta all’interno di una vasca, e che sinterizza tra di loro le particelle interessate. Banalmente, la sinterizzazione può essere vista come la saldatura tra piccole particelle solide. La costruzione degli oggetti avviene sinterizzando uno strato di polvere sull’altro: alla fine sarà quindi necessario rimuovere l’oggetto dalla vasca in cui è stato prodotto e pulirlo dalle polveri circostanti, che non sono state colpite dal raggio laser.​ I materiali utilizzabili sono generalmente a base polimerica e possono contenere caricature di diverso tipo (nylon caricato alluminio, nylon caricato carbonio, poliammide). L’altezza degli strati di stampa può arrivare a grandezze nell’ordine dei 20 micron. Utilizzando una stampante 3D SLS non servono i supporti all’oggetto in stampa poiché, il materiale che non viene sinterizzato, fa da supporto agli strati successivi. Inoltre, il materiale che all’interno di una sessione di stampa non viene impiegato sarà riutilizzabile nuovamente. DMLS - Direct Metal Laser Sintering o DMP - Direct Metal Printing Lavorando sempre per sinterizzazione è possibile stampare polveri metalliche, ottenendo in questo modo oggetti in metallo. In questo caso è prevista la vera e propria fusione tra le particelle. Le leghe metalliche utilizzate sono diverse, si passa dall’acciaio all’oro 24 carati, fino all’argento, all’alluminio o al titanio. L’altezza degli strati può arrivare a 20 micron. Attraverso questa tecnologia è possibile ottenere pezzi finiti o solamente destinati a lavorazioni di rifinitura superficiale in quanto presentano capacità meccaniche similari a quelle ottenibili attraverso altre lavorazioni tradizionali dei metalli. - STAMPANTE 3D A LAMINATI - LOM - Laminated Object Manufacturing Molto apprezzata per i risultati estetici e il relativo basso costo dei materiali di consumo, la tecnica per laminazione produce oggetti incollando strato su strato il materiale impiegato, tra i quali il più utilizzato è la carta. Sui fogli di carta, che raggiungono spessori molto ridotti, viene stampata a inchiostro colorato una forma, che rappresenta un singolo strato dell’oggetto in lavorazione. Si otterrà quindi una risma di fogli con una sequenza ben definita, ognuno dei quali sarà tagliato secondo la forma che dovrà avere lo strato e incollati uno sopra l’altro. Avremo così un oggetto che potrà essere caratterizzato da infinite colorazioni, rinunciando però alle capacità meccaniche. Materiali utilizzati comunemente sono anche film plastici e lamiere metalliche. - STAMPANTE 3D A TESTINE - CJP - Color Jet Printing Spesso è chiamata anche InkJet, ma il funzionamento non cambia. Un collante liquido viene depositato su un letto di polvere di gesso, che era stato precedentemente depositato attraverso un rullo. Come per le precedenti tecniche, la polvere non raggiunta dal legante rimane nella camera facendo da supporto agli strati depositati successivamente. Ad ogni passaggio del rullo una testina Inkjet passa sopra lo strato di materiale appena depositato, estrudendo l’inchiostro attraverso un numero molto elevato di ugelli. La quantità di colori riproducibili supera il milione, proprio come per le stampanti Inkjet tradizionali. Si possono riprodurre anche sfumature e imprimere delle vere e proprie texture. Bisogna però fare attenzione poiché la tecnica Inkjet è caratterizzata dalla scarsa resistenza meccanica e dall’aspetto poroso delle superfici dell’oggetto stampato. Utilizzando cere e polimeri tuttavia è possibile migliorare le resistenze meccaniche dei pezzi prodotti, consapevoli del fatto che si perderà la consistenza porosa che caratterizza questo metodo di stampa 3D. Continua a leggere le nostre guide: GUIDA ALLE STAMPANTI 3D Se hai ancora dubbi, chiedi aiuto sul nostro forum! VAI ALLA GUIDA AI MATERIALI PER LA STAMPA 3D TORNA ALL'INDICE
  8. Sappiamo bene che la modellazione finalizzata alla stampa 3D può non essere così semplice, questo perché non c’è un unico approccio con cui iniziare a modellare. I materiali per la stampa sono molti ed in continua espansione, le stampanti 3D sono più o meno differenti tra loro ma soprattutto cambiano le tecnologie di stampa e i materiali. Ed è proprio da questo ultimo aspetto che cominciamo ad illustrarvi i 5 errori più comuni nella stampa 3D, da evitare assolutamente quando modelliamo. 1. Ignorare le linee guida dei materiali - Errori più comuni nella stampa 3D Ogni materiale è caratterizzato da diverse proprietà: esistono materiali più o meno resistenti, pesanti o leggeri, lisci o ruvidi, flessibili o rigidi e così via. Ognuno di conseguenza è più o meno adatto a particolari design come potrebbero essere parti sottili, ponti o concavità. Per non avere problemi con la stampa del nostro modello è bene leggere le caratteristiche di ogni materiale e vedere che cosa esso ci permette di fare. E per approfondire vi rimandiamo alla sezione materiali di Stampa 3D Forum. 2. Ignorare la tecnologia di stampa - Errori più comuni nella stampa 3D La tecnologia di stampa è forse l’aspetto che limita maggiormente le possibilità nei modelli e l’esempio migliore lo abbiamo con le parti a sbalzo. Per esempio, stampando con tecnologia FDM (a filamento) saremo molto limitati nella realizzazione di elementi aggettanti, a meno di non usare dei supporti che, però, si tirano dietro la necessità di un secondo estrusore; il discorso cambia totalmente se il destinatario del nostro file è una più complessa SLS (a polveri); in questo caso ogni parte stampata è supportata dallo strato inferiore di polvere non sinterizzata. Capiamo quindi che conoscere per bene la tipologia di stampante con cui si realizzerà il modello è un fattore da non sottovalutare, soprattutto se non vogliamo ritrovarci una colata di materiale sul piatto di stampa. Per questo fa proprio al caso vostro la guida sul funzionamento delle stampanti 3D. 3. Lo spessore delle superfici verticali - Errori più comuni nella stampa 3D Uno degli errori più comuni nella stampa 3D è la non curanza degli spessori minimi delle superfici verticali o "muri". I problemi insorgono quando questi sono troppo sottili. Le conseguenze dovute a questo errore di progettazione sono principalmente due: nel caso peggiore il nostro modello sarà praticamente impossibile da stampare, le superfici verticali risulteranno molto irregolari, a volte tanto da cedere su se stesse. Supponendo invece di riuscire a stampare un modello con superfici sottili, esso risulterà molto fragile e delicato, quindi soggetto a rotture. In questo, ancora una volta, è bene consultare le caratteristiche del materiale per conoscerne i limiti. 4. Ignorare la risoluzione del file - Errori più comuni nella stampa 3D Il formato più comune per i modelli per la stampa 3D è sicuramente l’STL, acronimo di Standard Triangle Language. Ciò significa che il nostro file viene rappresentato attraverso delle mesh (superfici) triangolari. Maggiori saranno i triangoli del modello, migliore sarà l’approssimazione, e di conseguenza la qualità, con cui esso viene riprodotto. Questo, nel campo della modellazione, equivale a parlare di ‘risoluzione’. La maggior parte dei software di modellazione permettono, durante l’esportazione in STL, di decidere il livello di risoluzione che, come possiamo vedere dall’immagine qua sotto, influenza il risultato delle nostre stampe. Quando esportiamo il nostro file quindi, consigliamo generalmente di scegliere una tolleranza di 0.01 millimetri. Utilizzare una tolleranza più piccola, quindi una più alta definizione, non avrebbe senso perché le stampanti 3D non sono in grado di produrre oggetti con questo livello di dettaglio. E' proprio questo uno degli errori più comuni nella stampa 3D. Inoltre ci troveremo a dover gestire file di grandi dimensioni. Al contrario, esportare modelli con una risoluzione più bassa potrebbe rendere visibili i triangoli della mesh sulla stampa finale, ed ovviamente noi non vogliamo avere questo tipo di problemi. 5. Ignorare le linee guida dei software - Errori più comuni nella stampa 3D Per la modellazione 3D si usano molti software differenti tra loro. Alcuni fatti appositamente per la creazione di stampe 3D, altri che invece hanno bisogno di un editing addizionale per poter arrivare al modello stampabile. Per esempio, l’applicazione dello spessore delle superfici è automatico in alcuni programmi, mentre è settabile manualmente in altri. Se si usa un programma molto semplice sviluppato per la stampa 3D come Tinkercad, si potrebbe incontrare difficolta nel creare parti cave. In questo caso può essere d’aiuto il software gratuito Meshmixer, il quale risulta essere molto d'aiuto per quanto riguarda i supporti. Se si usa un software come Blender (usato per grafica 3D e animazioni), SketchUp (popolare tra architetti e modellatori in scala), o ZBrush (programma di scultura 3D per artisti), è necessaria una ulteriore elaborazione per il file. A seconda del software che si usa, le curve potrebbero dover essere unite insieme, i modelli potrebbero dover essere totalmente chiusi oppure la dimensione della stampa potrebbe dover essere impostata. In sostanza, ogni software è differente. Quindi cosa dovremmo fare per far dialogare i nostri software con la stampante 3D? Non resta che fare pratica con questi programmi magari aiutandosi con la nostra guida sui software per la stampa 3D. Abbiamo capito quindi che gli aspetti di cui tener conto quando si modella in 3D per poi stampare sono molti e da non sottovalutare. Se si vuole ottenere un buon risultato, oltre alla conoscenza di un software di modellazione, è molto utile soprattutto l’esperienza diretta. Vedere con i propri occhi il funzionamento di una stampante 3D è sicuramente il modo più efficace per capirne il comportamento e i limiti, di conseguenza potremmo creare modelli che al meglio si adattano ad essere stampati in 3D. Questi secondo noi sono i 5 errori più comuni per chi è al primo approccio con la stampa 3D. Quali di questi è capitato di fare a voi?
  9. Qui non si scherza. La stampante 3D in questione è stata soprannominata "the replicator" in omaggio alle macchine in grado di materializzare oggetti dal nulla nella saga di Star Trek. I ricercatori californiani, i quali ne hanno ideato e ottimizzato il sistema, parlano di una stampante 3D che crea oggetti in un solo processo, invece di utilizzare la tradizionale tecnica layer by layer utilizzata dalle stampanti 3D economiche e industriali. Raccontata in questo modo, potrebbe sembrare che i ricercatori abbiano copiato il sistema CLIP ideato da Carbon 3D, dove è prevista una stampa 3D continua senza layer. In realtà, si tratta di qualcosa ancora diverso. Come funziona? Proverò a descriverlo nelle prossime righe. Come funziona "The Replicator", una stampante 3D DLP alternativaIl sistema è stato descritto per la prima volta sul noto sito web Science in un report intitolato "Volumetric additive manufacturing via tomographic reconstruction". La tomografia computerizzata (TC), in radiologia, indica una tecnica con la quale è possibile riprodurre immagini in sezione (tomografia) e tridimensionali create dal passaggio di un fascio di raggi X passanti attraverso una sezione corporea. Questo sistema è comunemente conosciuto come TAC (wikipedia). In sostanza, un tubo che emana raggi X viene fatto ruotare intorno all'oggetto interessato, ricavando una serie di immagini esterne ed interne che, rielaborate al computer, restituiscono una vera e propria fotografia tridimensionale. Il team di ricerca ha quindi realizzato che tale processo può essere utilizzato in modo inverso: dato a un computer il modello 3D di un oggetto, questo viene scomposto in una serie di immagini 2D idonee alla videoproiezione tramite un comune videoproiettore. Il videopriettore, quindi, emette le immagini verso un contenitore cilindrico contenente una resina fotosensibile, proprio come quelle utilizzate nelle stampanti 3D DLP. Mentre il videoproiettore emette le immagini estrapolate dal modello 3D a 360 gradi, il contenitore ruota in relazione all'immagine proiettata. Durante la rotazione, la quantità di luce che arriva su ogni singolo punto del contenitore può essere controllata, solidificando la resina solo dove necessario. Il processo di esposizione ha una durata di due minuti per la realizzazione di un oggetto con sezione di qualche centimetro. Rivelandosi completamente innovativo, questo sistema di stampa 3D può sicuramente interessate in campo medico e ottico, grazie all'accuratezza nelle parti superficiali degli oggetti creati e all'effettiva mancanza di layer.
  10. Vi siete mai chiesti quale fosse il modo per rendere i processi di stampa 3D più veloci? Qualcuno lo ha fatto: ad esempio Carbon 3D, nella stampa 3D SLA, grazie al metodo di stampa CLIP. E per la produzione tramite tecnologia FDM? Possibile che ancora nessuno abbia trovato un modo per migliorare e velocizzare i processi di fabbricazione? Ebbene, oggi vi presentiamo Essentium, l'azienda che ritiene di aver rivoluzionato la tecnologia di stampa 3D tramite estrusione di livello professionale. Se sei nuovo nel mondo della stampa 3D, ti consiglio di leggere la nostra guida alle tecnologie additive. Magicamente, tutto sarà più chiaro! Essentium FlashFuse - I dettagli della tecnologiaEssentium è una azienda statunitense dotata di un forte background nel campo della stampa 3D. La sua grande innovazione è stata FlashFuse, una tecnologia teoricamente applicabile a più macchine, studiata per risolvere il problema della resistenza dei modelli in Z. Come noto, i pezzi prodotti con tecnologia FDM sono costruiti dalla sovrapposizione di strati. Questo porta ad una notevole differenza di resistenza rispetto al piano X-Y, che talvolta sfocia anche in delaminazione dei layer. Flashfuse interviene proprio per correggere questa disparità: attraverso l’utilizzo del plasma e di un campo magnetico che attraversa l’estrusore passando per il pezzo stampato, i layer interni aumentano di temperatura in modo controllato e si legano tra loro. In quest’ultima immagine è possibile vedere, attraverso una camera sensibile alla temperatura, il confronto tra una estrusione con tecnologia FlashFuse ed una tradizionale. Essentium dichiara che i modelli prodotti con questa tecnologia hanno una resistenza assolutamente paragonabile a quella di modelli ottenuti per iniezione. Trattasi di una innovazione importante, che ha però trovato difficoltà nell'implementazione in stampanti 3D di altri produttori: per questo motivo, Essentium, ha deciso di darsi da fare e produrne una propria. Essentium HSE 180S - Velocità e produttivitàNasce così la HSE 180S, una macchina altamente professionale caratterizzata da prestazioni incredibili e numerose innovazioni, tra le quali proprio FlashFuse. È una stampante 3D che ha una incredibile capacità di riscaldare l’ugello da 20 a 600°C in circa 3 secondi, dotata di motori lineari e un piano di stampa che raggiunge i 200°C. Ma il fattore più rilevante è la velocità di stampa. La sigla HSE significa High Speed Extrusion, ovvero estrusione ad alta velocità: è in grado di stampare ad una velocità di dieci volte superiore ad una normale stampante 3D. Per ottenere questo risultato si è resa necessaria una meticolosa progettazione e l’adozione di una meccanica superiore. Motori, processori ad alte prestazioni e un complessivo sistema di movimento la cui precisione tocca i 30 micron, risultato assolutamente notevole a tali velocità operative. Tutto ciò unito al volume di stampa di 740x510x650 millimetri rende la HSE 180S una ottima macchina per la piccola produzione in serie. Vediamo inoltre le altre caratteristiche tecniche: - diametro filamento 1.75 mm - diametro ugello 0,4 – 0,8 – 1,2 - camera interamente chiusa e riscaldata >110°C - velocità operativa >1000 mm/s - motore estrusore con potenza >40Nm Essentium HSE 180S è capace di stampare la maggior parte dei filamenti in commercio, tra cui quelli caricati al carbonio, vetro e metallo. Essentium stessa produce una propria gamma di materiali tecnici studiati in collaborazione con BASF. HSE 180S è venduta ad un prezzo di 75.000 dollari, prezzo sicuramente competitivo per il mercato delle stampanti FDM di fascia professionale.
  11. Ciao Dopo anni di progettazione 3d ho deciso di avvicinarmi al mondo delle stampanti sia per verificare idee sia per prototipare miniature di assiemi progettati . Saluti M.L.
  12. Una storia travagliata, composta da alti e bassi e diversi tentativi di affermarsi sul mercato come leader indiscussa. E' questa la premessa che ci porta a presentarvi Makerbot Method, la nuova stampante 3D che verrà commercializzata dall'azienda americana nei prossimi mesi. Un prodotto professionale, che garantisce alte prestazioni e che intende colmare il gap tra la stampa 3D desktop e quella industriale lasciato in sospeso dal 2016, anno in cui Makerbot presentò i modelli Plus e lo SmartExtruder. Makerbot Method - Una stampante 3D dotata di brevetti Stratasys E' dal 2016 che non sentiamo parlare di Makerbot, La struttura in metallo, ottimizzata sulle geometrie della macchina, garantisce rigidezza durante la fase di produzione. La camera chiusa è dotata di un sistema di riscaldamento a circolare, il quale mantiene costante la temperatura limitando ritiri e deformazioni. Il sistema di riscaldamento della camera, si aggiunge al piano riscaldato. Makerbot Method - Elettronica e sensori fanno da padrone La testa di stampa presenta due estrusori, entrambi dotati di tanta elettronica. Makerbot introduce una serie di sensori che permettono di tenere alta la qualità della stampa, rilevando eventuali blocchi di materiale o la fine della bobina. Hot-end allungato, velocita di riscaldamento accelerata, coppia spingente migliorata con rapporto 19:1. Chiaramente, uno dei due estrusori potrà essere usato con il materiale idrosolubile Makerbot. Le bobine di materiale vanno inserite nell'apposito alloggiamento che si trova alla base della macchina. I materiali resteranno protetti e asciutti grazie a una serie di sensori che tengono sotto controllo anche l'umidità, proprio come nelle stampanti 3D industriali. E ancora, materiali tecnici testati per dare la certezza di dormire sonni tranquilli nelle notti di fabbricazione. Makerbot Method - Specifiche tecniche Risoluzione: Range: 20 - 400 microns Max Material Flow Rate: ~50 mm3 per sec Print Head Travel Speed: Up to 500 mm per sec Modalità di stampa ottimizzate 100 microns - High Quality Print Mode 200 microns - Balanced Print Mode Volume di stampa 19 L x 19 W x 19.6 H cm / 7.5 x 7.5 x 7.75 singolo estrusore 15.2 L x 19 W x 19.6 H cm / 6.0 x 7.5 x 7.75 doppio estrusore Struttura Aluminum Die Cast Base Extruded Aluminum Uprights Steel Weldment Gantry Frame Controllo della temeperatura Circulating Heated Chamber Peso: 29.5 kg / 65 lbs Piano di stampa: metallo flessibile rutilizzabile Display: 5" Full-Color Capacitive Touch Screen Fotocamera interna: 640 x 480 pixels 21 sensori, tra cui: Camera di stampa: Temperature Humidity Control Material Detection RFID Estrusori: Temperature Material Detection Encoder (Jam Detection) Stampante: Lid – Open/Closed Door – Open/Closed Temperature Sensors – Heated Chamber Calibration Sensors Makerbot Method è in prevendita al costo di $ 6.499. Se sei interessato a vederla dal vivo, contatta i nostri amici di Juno Design, venerdì 14 alle 15:00 sarà presentata al pubblico in anteprima europea presso la loro sede di Borgo Panigale. Attenzione, i posti sono limitati! Sei curioso di saperne di più? Clicca qui per iscriverti al nostro forum: la community sarà felice di aiutarti! Resta aggiornato sulle ultime novità, seguici su Facebook e Twitter. Le migliori stampanti 3D economiche del 2018, la nostra guida al risparmio. Le migliori stampanti 3D del 2018 - Tutte le tecnologie in una sola guida.
  13. Il mondo della stampa 3D è più accessibile di quanto si possa pensare. A patto di spendere più tempo in calibrazioni e manutenzioni, chiunque ormai può cimentarsi nella prototipazione rapida. Dopotutto, scegliere come primo acquisto una stampante 3D economica può avere anche dei vantaggi. Molto spesso infatti, le macchine di fascia bassa sono anche quelle più semplici a livello costruttivo, solitamente sono anche vendute in kit; ciò significa che hanno un grande valore a livello didattico. Sarà più semplice apprenderne il funzionamento e capire i fondamentali della tecnologia, ottenendo una migliore consapevolezza in un futuro acquisto di una macchina più costosa. Come da tradizione, abbiamo selezionato per i nostri lettori quelle che secondo noi sono le migliori stampanti 3D economiche del 2018. Appena in tempo per consigliarvi qualche alternativo regalo di Natale! Le migliori stampanti 3D economiche del 2018 - Lista completa CETUS 3D La Cetus 3D è una stampante che fa del minimalismo il carattere principale. Si monta in 5 minuti e con solamente 9 viti, ha una struttura cantilever ed elettronica racchiusa totalmente nel box sotto al piatto. Tanto scarna da non avere un display, ma compensa con la connettività wifi. La calibrazione del piatto è elettronica e, come tutto il processo di stampa, viene gestita dal software proprietario. L’ultima versione, la MK3 è venduta tra i 350 e i 450€ a seconda del modello base o extended; la prima ha un volume di stampa di 180x180x180 centimetri, mentre la versione più grande ha una altezza su asse Z aumentata a 280 millimetri. La trovate su Amazon. CREALITY ENDER 3 Costruita sul modello Prusa, è una stampante che offre un piano riscaldato, volume di stampa di 220 x 220 x 250 millimetri, display lcd ad un prezzo che scende spesso sotto i 200€ anche negli store italiani. Viene venduta in kit e può essere montata facilmente in circa un’ora. La calibrazione del piatto va fatta manualmente e molto spesso, ma con la giusta calibrazione può tirare fuori modelli degni di nota. In vendita su Amazon al costo di 210€. CREALITY CR-10S Sorella maggiore della Ender 3, è anch’essa tra le più vendute dell’ultimo periodo. È frutto di molte evoluzioni: è partita dalla CR-10 base per poi arrivare al modello S risolvendo i problemi del modello precedente. È stato aggiunto un secondo motore sull’asse Z e il sensore di fine filo. Il piatto è riscaldato e presenta il sistema di estrusione è di tipo bowden. Per la fascia di prezzo che occupa, con un costo di circa 500€, ha un volume di stampa molto elevato. Si può stampare infatti per un volume massimo di 300 x 300 x 400 millimetri. Esistono più modelli di CR-10S con volumi maggiori, ma crescendo con le dimensioni, piatto e struttura soffrono maggiormente di problemi di stabilità e allineamento. Oltre questi, l’opzione CR-X, il modello a doppio ugello. In vendita su Amazon. ANYCUBIC PHOTON Photon di Anycubic è una DLP tra le più economiche, è possibile acquistarla tra i 400 e i 500 €. Ha risultati estremamente migliori di una FDM ma con tutti i contro di lavorare con le resine, compresi i costi delle stesse. Il design è molto compatto e il volume di stampa è modesto, di 115 x 65 x 155 millimetri, ma in linea con altre macchine di analoga tecnologia. Venduta sempre attraverso Amazon, che assicura una spedizione veloce. Consigliata agli amanti dei gioielli e delle miniature. LUMIPOCKET LT LumiPocket LT non è solo una stampante a resina. Con circa 400 € avremo anche un’incisore laser e fotoincisore per circuiti, ne abbiamo parlato in questo articolo. È una azienda tutta italiana ed il progetto è stato un successo su kickstarter. Ideale per i maker tuttofare, permette grandi possibilità nelle lavorazioni. Il suo essere ‘pocket’ la limita nel volume di lavoro, che risulta di 60x70x50 millimetri. ANET A8 È diventata col tempo una delle stampanti 3D più diffuse proprio grazie al suo prezzo che supera di poco i 100€. Ricalca anch’essa il progetto della Prusa, ma con componentistica essenziale e modesta. Risulterà non semplice ottenere dei buoni risultati da una macchina con così poche pretese. Risulta comunque una stampante che con una piccola spesa ci permetterà di sperimentare e imparare a conoscere la stampa 3D. Ha un volume di stampa di 220x220x240 millimetri. Su Amazon è disponibile la versione originale, oltre che una serie di cloni. GEEETECH I3 PRO Analogo discorso per la Geeetech I3 Pro: la qualità costruttiva lascia spazio alla semplicità. Sono molte le cose in comune con la Anet tra cui il telaio. In questo caso, con qualche decina di euro in più a seconda delle configurazioni (circa 170€), la Geeetech guadagna il piano riscaldato ma con delle dimensioni di stampa leggermente più contenute: 200 X200 X 180 millimetri. Disponibile anche in versione con doppio estrusore. Acquisto veloce tramite Amazon. PRUSA i3 MK3 Se parliamo di repliche, è impossibile non citare la Prusa originale, ovvero il modello che ha dato il via a questo progetto vincente. Il prezzo è superiore, ma tutto ciò si riflette nella qualità si stampa. Il merito è dei vari upgrade accumulati negli anni e nella generale qualità costruttiva. Il nozzle E3D V6, la meccanica di precisione, piatto riscaldato, ventole Noctua e sensore di livellamento del piano sono solo alcune delle caratteristiche di spicco di una stampante che nel complesso da sempre la sicurezza di una stampa riuscita e di ottima qualità. Il modello MK3, l’ultimo, è venduto ad un prezzo di 769€ per il modello in kit e 999€ per rispettivamente a 619€ o 919€. M3D MICRO+ La M3D Micro+ ha l’approccio opposto rispetto alle cinesi open source. La stampante punta tutto nel costruire un’esperienza di stampa plug and play, ovvero acquista la stampante ed inizia a creare. Ideale per chi vuole spendere poco ed ottenere risultati con poco sforzo. Ci si concentra solo nel processo di stampa, anche grazie allo slicer proprietario che potremmo definire limitato o semplice, a seconda dei punti di vista. È comunque possibile utilizzare slicer di terze parti. È compatta e con un volume di stampa molto modesto, appena 10,9x11,4x11,6 centimetri circa. Solitamente venduta a circa 300€, ora in sconto a 175€. BEEVERYCREATIVE BEETHEONE Lo stesso principio della M3D lo possiamo trovare nella Beetheone, dedicata appunto ad un pubblico consumer. A differenza della stampante statunitense troviamo un piatto più grande (190 x 135 x 125 millimetri) non riscaldato Tutto, compresa la bobina di filamento, è integrato nel design semplice e pulito. È dotata di funzione di pausa della stampa. Beeverycreative vende la sua stampante a circa 1500€. Che cosa aspetti? Ora che conosci le migliori stampanti 3D economiche del 2018 non ti resta che sceglierne una ed entrare nel mondo della stampa 3D! Sei curioso di saperne di più? Clicca qui per iscriverti al nostro forum: la community sarà felice di aiutarti! Resta aggiornato sulle ultime novità, seguici su Facebook e Twitter.
  14. Siamo in procinto della fine dell'anno ed è quindi arrivato il momento di tirarne le somme. Il 2018 della stampa 3D ci ha messo di fronte a una serie di nuove interessanti proposte che, insieme ad alcune delle ottime macchine già in commercio, stanno davvero portando il mercato della stampa 3D verso una nuova direzione. È per questo motivo che, ogni anno, noi di Stampa3Dforum raccogliamo una lista delle migliori stampanti 3D in commercio: una selezione delle macchine che si distinguono dal resto del mercato per innovazione, qualità costruttiva e prestazioni. Senza avere l'intenzione di fare una classifica, siamo quindi andati alla ricerca di quei modelli che si fanno notare nel proprio ambito di utilizzo, andando a coprire tutte le tecnologie di stampa 3D più conosciute e aggiungendo brevi ed esaustive descrizioni dei prodotti. Cosa aspettiamo allora, avanti con la lista delle migliori stampanti 3D del 2018! MARKFORGED MARK TWO La Mark Two è l’unica desktop di Markforged in grado di stampare sia fibra di carbonio che vetroresina, ma anche Kevlar, e Onyx. Ha un ecosistema che va dal software al materiale (proprietari) per ottenere i migliori risultati grazie al pieno controllo nell’intero processo. Una macchina costruita per ottenere prototipi e pezzi pronti all’uso con una definizione di 100 micron. L’interfaccia è di tipo touch e la stampa è gestita dallo slicer Eiger. Sei interessato a materiali tecnici e metallo? Leggi anche: Markforged Metal X, stampante 3D a metallo a basso costo Markforged MarkOne, la prima stampante 3D a fibra di carbonio ZORTRAX M200 PLUS Zortrax si è pian piano ritagliata la sua fetta del mercato FDM grazie alla solidità e alle prestazioni delle sue macchine. La M200 ha aperto la strada per le sue evoluzioni: la più grande M300, normale e Plus, e la M200 Plus. Quest’ultima, come tutta la gamma a fusione di filamento, è una stampante costruita per essere pronta all’uso. È forse il modello più completo della categoria, integra infatti molte raffinatezze che costruiscono una esperienza d’uso senza compromessi: piano riscaldato microforato, livellamento del piatto automatico, videocamera per monitorare le stampe e sensore di fine materiale. Cosa pensa la nostra community della Zortrax M200? Leggi qui! ROBOZE ONE +400 XTREME Roboze ha appena ampliato la sua offerta con la nuova serie Xtreme presentata al Formnext di Francoforte. Ne parliamo in questo articolo. Le nuove stampanti 3D fanno della costruzione il principale punto di forza, con un nuovo sistema di movimento beltless che porta la precisione di movimento a 15 micron. Le elevate temperature raggiungibili (500 gradi per l’estrusore e 180 gradi per il piano) consentono l’uso di materiali tecnici. Roboze per questo offre Carbon Peek, Carbon PA, Glass PA e altri polimeri ad alte prestazioni. Leggi l'articolo completo su Roboze Xtreme PRUSA MK3 È il modello che ha generato il maggior numero di repliche di altri produttori, grazie alla sua natura open source e al grande rapporto prestazioni/prezzo. Ha una meccanica molto semplice ma ogni parte della struttura è studiata e si è evoluta nel tempo per avere la maggiore efficacia con il minor peso ed ingombro, per mantenere la macchina tra le più performanti nella fascia bassa del mercato. ULTIMAKER 3 e S5 Anch’essa ormai da tempo tra le stampanti più conosciute del panorama. Affidabilità e prestazioni alla base con un prezzo più alto dei diretti competitor. Ma guardando con attenzione la macchina si comprende come possa essere giustificato. L’ingegnerizzazione di elementi come il sistema di ugelli intercambiabili denota la cura e lo studio del dettaglio. Ampia gamma di filamenti proprietari ma con la possibilità di caricarne di terze parti. La Ultimaker 3 risulta una ottima macchina disponibile anche nella sua versione Extended con una altezza di stampa ampliata a 300 millimetri. Ultimaker S5: prime considerazioni e scheda tecnica FORMLABS FORM 2 Passando alla tecnologia SLA non possiamo non chiamare in causa la Formlabs Form 2. Regina della classe, può contare in una ampia gamma di resine tecniche ed una risoluzione massima di 25 micron, anche per la produzione di pezzi finiti. Per il lavaggio e la fotopolimerizzazione post-stampa, Formlabs ha prodotto Form Wash e Form Cure, creando un intero ecosistema di stampa 3D professionale. Video - Presentazione materiale ceramico per la Formlabs Form2 SINTERIT LISA Sinterit Lisa è una stampante SLS compatta e performante. Rende di semplice utilizzo ciò che di base non lo è. Una ottima macchina che porta al target desktop la stampa a polveri, unica nel panorama 3D per i vantaggi di stampa senza supporti. Lisa ha un volume di stampa di 150 x 200 x 150 millimetri. Ne abbiamo parlato in modo completo qui. DESKTOP METAL Una rivoluzione, quella della stampa 3D in metallo, dove troviamo Dekstop Metal in prima fila a tirare il mercato. L'azienda americana propone un sistema a estrusione di un materiale che contiene polveri di metallo. Il pezzo, una volta prodotto, viene rifinito e sinterizzato, seguendo altri due step di lavorazione. In questo modo, il materiale legante viene sciolto e il metallo assume solidità. Sei curioso di saperne di più? Clicca qui per iscriverti al nostro forum: la community sarà felice di aiutarti! Resta aggiornato sulle ultime novità, seguici su Facebook e Twitter.
  15. Metallo, materiali tecnici e, perché no, anche un po' di colore. E' proprio quest'ultimo l'elemento presentato da Mimaki al Formnext 2018: la stampa 3D full color trova una rinnovata spinta. “La gamma e la vivacità dei colori, insieme a una resa cromatica particolarmente precisa, aprono la strada a nuove entusiasmanti opportunità applicative”, afferma Bert Benckhuysen, Senior Product Manager di Mimaki. “Le carnagioni dei visi, ad esempio, le cui minime variazioni di tonalità possono essere facilmente percepite dall'occhio umano, vengono riprodotte con qualità fotorealistica, dal momento che la stampante rispecchia l'accuratezza del dispositivo di scansione con assoluta precisione. Con 3DUJ-553 gli sviluppatori di prodotti che necessitano di rappresentazioni puntuali dei propri progetti sono in grado di ottenere gradazioni cromatiche estremamente uniformi riducendo la granulosità. Inoltre, è possibile creare speciali colori spot per soddisfare anche le più esigenti richieste dei brand”. Stampa 3D full color - Mimaki presenta il modello 3DUJ-553 La stampante full-color 3DUJ-553 è in grado di riprodurre oltre 10 milioni di combinazioni cromatiche in strati sottilissimi da 19, 32 o 42 micron garantendo risultati precisi e ripetibili grazie all’esclusivo sistema di gestione dei profili ICC messo a punto da Mimaki. L'azienda ha sviluppato anche una resina ottimizzata per la creazione di effetti trasparenti e semitrasparenti ancora più ricercati. Lo speciale materiale di supporto idrosolubile, inoltre, consente la realizzazione di design complessi e dettagliati e può essere lavato via facilmente riducendo i tempi di produzione e gli scarti. I modelli 3D stampati con tecnologia Mimaki assicurano una rigidità equivalente alla plastica ABS. Sono realizzati con teste di stampa a getto di inchiostro, resine acriliche polimerizzate istantaneamente tramite lampade UV e sono creati direttamente sul vassoio di costruzione con dimensioni fino a 500 x 500 x 300 mm. La stampante 3DUJ-553 può essere utilizzata da remoto oppure direttamente tramite il monitor touch screen, mentre il software integrato Mimaki 3D Link consente di gestire i cambi colore con estrema semplicità. “Le eccellenti prestazioni garantite da 3DUJ-553 in termini di stampa inkjet, tecnologia UV Led e gestione del colore sono strettamente connesse all’eccezionale know-how di Mimaki in ambito di stampa 2D”, spiega Benckhuysen. “Un’expertise che si è rivelata fondamentale anche per lo sviluppo di un sistema di circolazione dell'inchiostro in grado di assicurare massimo uptime, affidabilità e operatività. Di estrema importanza, inoltre, i costanti investimenti di Mimaki in R&D, oltre al valore aggiunto di un’ottima un’assistenza tecnica, di un servizio clienti e di una forza vendite in continua espansione”. Sei curioso di saperne di più? Clicca qui per iscriverti al nostro forum: la community sarà felice di aiutarti! Resta aggiornato sulle ultime novità, seguici su Facebook e Twitter.
  16. A distanza di qualche giorno dalla chiusura del Formnext 2018, possiamo constatare senza dubbio che l'additive manufacturing professionale e industriale si sta muovendo a grande velocità. Sempre più interesse va nei confronti della stampa 3D a metallo: lo dimostra la grande attenzione riposta dai grandi player internazionali. Tra questi, Stratasys si presenta in prima linea con una tecnologia chiamata “Layered Powder Metallurgy” (LPM ™), progettata per rendere la produzione di parti metalliche più veloce, facile ed economica partendo dalla stampa 3D in alluminio. Layered Powder Metallurgy è progettata per unire la potenza della fabbricazione additiva alla produzione di pezzi metallici a cicli brevi, migliorando l’efficienza e riducendo i costi utilizzando leghe standard della metallurgia delle polveri (Powder Metallurgy). “Abbiamo notato che gli attuali approcci alla stampa 3D di parti metalliche lasciano molto a desiderare: lavorazioni di finitura post-stampa lente, rimozione dei supporti estremamente complicata, tempi di rifinitura e smerigliatura troppo lunghi. Considerando inoltre i costi elevati delle polveri necessarie per la fabbricazione additiva, la realizzazione di ogni singola parte risulta costosa, con un conseguente TCO difficile da giustificare”, spiega Rafie Grinvald, Direttore della gestione e del marketing dei prodotti di Stratasys. “La nostra nuova piattaforma è stata progettata per trasformare l’attuale panorama della fabbricazione additiva di metalli, presentando un’alternativa praticabile ai metodi di produzione tipici, e aiutare i clienti a ridurre drasticamente i costi di creazione di parti metalliche di produzione affidabili e coerenti per applicazioni con cicli brevi.” Sviluppata internamente negli ultimi anni, la piattaforma Layered Powder Metallurgy di Stratasys unisce tecnologia a getto proprietaria e metallurgia delle polveri di uso comune, iniziando con l’offerta di polveri di alluminio. La soluzione comprende un processo di produzione additiva in 3 fasi che combina la metallurgia delle polveri tradizionale con la robusta tecnologia a getto di inchiostro PolyJet ™ di Stratasys. Il processo prevede la stampa di margini con inchiostro termico proprietario, erogazione e diffusione della polvere, infine compattazione dello strato di polvere per ottenere alta densità e restringimento controllabile. Il risultato finale è destinato a essere economicamente competitivo rispetto al costo per parte e alla produttività, con post-elaborazione facile da implementare e qualità delle parti elevata. La tecnologia Layered Powder Metallurgy cerca di soddisfare direttamente le esigenze dei clienti che richiedono la produzione di parti in serie pilota, la produzione in scala ridotta durante il periodo di lancio e di fine del ciclo di vita del prodotto, nonché parti personalizzate, complesse e leggere al tempo stesso. L’offerta è ideale per mercati come quello automobilistico, aerospaziale e della difesa. Sei curioso di saperne di più? Clicca qui per iscriverti al nostro forum: la community sarà felice di aiutarti! Resta aggiornato sulle ultime novità, seguici su Facebook e Twitter.
  17. Dal 13 al 16 novembre si terrà il Formnext, uno degli eventi europei più importanti per le tecnologie additive industriali, ed è proprio in questo contesto che EOS introdurrà sul mercato due importanti novità. In primis si parla di una rivoluzionaria tecnologia per l’Additive Manufacturing dei polimeri: con quasi un milione di laser a diodo per la fusione del materiale, che realizzano il componente uno strato dopo l’altro, questo processo di costruzione è così produttivo che può rappresentare una valida alternativa allo stampaggio a iniezione per molte applicazioni. In secondo luogo, EOS presenterà il più recente sistema EOS M 300-4 come base per una cella di produzione in serie con materiali metallici. Che materiali si possono usare con la stampa 3D? Leggi la nostra guida! Tecnologia EOS LaserProFusion: la stessa produttività dello stampaggio a iniezione Con la nuova tecnologia LaserProFusion, EOS presenta un sistema pensato per assicurare la massima produttività. Con quasi 30 anni di esperienza nel campo dell’Additive Manufacturing, EOS ottimizza continuamente l’interazione tra i materiali in polvere e i laser destinati alle applicazioni industriali. Invece del processo di sinterizzazione laser utilizzato fino ad oggi, con un unico laserCO2 in movimento lungo l’intera area di stampa, questa nuova tecnologia utilizza fino a un milione di laser, in grado di generare un’uscita totale massima di 5 kilowatt. Per ogni strato, vengono attivati solo i laser a diodo che corrispondono ai dati CAD della parte, a livello di singolo pixel. La nuova tecnologia riduce significativamente i tempi di esposizione, indipendentemente dal numero di parti e dalla relativa geometria. “Con la tecnologia LaserProFusion, stiamo ottenendo un nuovo livello di produttività nella stampa 3D industriale di polimeri per la produzione in serie. Si tratta di una tecnologia che può rappresentare un’alternativa allo stampaggio a iniezione in molte applicazioni, oltre a rendere possibile lo stampaggio a iniezione senza utensili. Questo renderà la stampa 3D industriale molto interessante per un mercato completamente nuovo in futuro.” Tobias Abeln, Chief Technical Officer (CTO) di EOS EOS M 300-4 come base per una cella di produzione AM Nel corso di formnext, EOS illustrerà l’interazione delle proprie soluzioni software e hardware attraverso una cella di produzione per la stampa 3D industriale di materiali metallici. Questa cella integra tutte le soluzioni essenziali per un flusso ottimale di componenti e dati in ogni fase della produzione AM, inclusi il design, il processo di creazione e il controllo qualità. In tal modo, EOS soddisfa i rigorosi requisiti per la produzione in serie tramite Additive Manufacturing ed è in grado di fornire alle aziende una gamma completa di soluzioni da un’unica fonte. Prima del processo di creazione AM, il software Amphyon di Additive Works simula la produzione dei componenti, evidenziando e ottimizzando le aree potenzialmente problematiche della parte fin dalle fasi iniziali. A questo si affianca lo strumento CAM intuitivo, aperto e produttivo EOSPRINT 2. Clicca qui per leggere la nostra guida dedicata al software CAM Cura Ultimaker. Entrambe le soluzioni consentono agli utenti di preparare efficacemente i dati dei componenti per il processo di creazione. Un ulteriore vantaggio è che gli algoritmi di EOSPRINT 2 possono essere integrati direttamente nei principali sistemi CAD. Questo consente un flusso di lavoro senza interruzioni e collegato in modo associativo in un ambiente software uniforme. EOS M 300-4, il più recente sistema per l’Additive Manufacturing digitale industriale di materiali metallici, è l’elemento centrale della cella di produzione in esposizione. Il sistema offre una produttività fino a 10 volte superiore, garantendo al tempo stesso la creazione di componenti di qualità industriale. La piattaforma è configurabile con EOSTATE Monitoring-Suite per il monitoraggio in tempo reale del processo di produzione AM. Questa capacità di effettuare il controllo qualità durante il processo di creazione è significativa, in particolare nella produzione su larga scala, poiché una qualità elevata e riproducibile delle parti è assolutamente essenziale. La fiera formnext si terrà a Francoforte sul Meno dal 13 al 16 novembre 2018. Con lo slogan “Start your industrial production now”, EOS presenterà il proprio portfolio di sistemi e soluzioni software per l’Additive Manufacturing, nonché i materiali e un’ampia gamma di servizi e consulenza, presso lo stand G50 nel padiglione 3.1. Sei curioso di saperne di più? Clicca qui per iscriverti al nostro forum: la community sarà felice di aiutarti! Resta aggiornato sulle ultime novità, seguici su Facebook e Twitter.
  18. Da sempre Roboze ha puntato a differenziarsi dal punto di vista tecnologico. Lavorando nel settore della stampa 3D FFF - estrusione di materiale - e dovendo competere con una grande quantità di piccoli e grandi competitor, l'azienda barese ha sempre puntato a rialzo: migliori meccaniche grazie al sistema Beltless, migliori prestazioni, più materiali (come PEEK e CARBON PEEK). Oggi Roboze annuncia il potenziamento delle proprie soluzioni, presentando la gamma di stampanti 3D Xtreme. Non conosci le tecnologie di stampa 3D? Leggi la nostra guida! Dopo la presentazione nel novembre scorso di Argo 500, avanguardia tecnologica in grado di stampare parti finite in 500 x 500 x 500 mm con materiali ad alte temperature e caricati fibra carbonio, Roboze fa un altro passo in avanti: presenterà al Formnext 2018 la nuova serie Xtreme, composta dai sistemi di manifattura additiva desktop/production Roboze One Xtreme e Roboze One+400 Xtreme. Roboze Xtreme - Le novità che vedremo a Francoforte La prima novità è sicuramente nel design: la nuova cover, oltre a donare un tocco estetico elegante e un impatto visivo armonioso, è in lamiera e progettata per migliorare la robustezza delle macchine e ridurre la manutenzione. Questa caratteristica rende le stampanti Xtreme di Roboze perfette per essere utilizzate in tutti gli spazi in quanto non ingombranti ed estremamente silenziose. Il Beltless System in questa nuova linea desktop/production subisce un’evoluzione: le cremagliere vengono lavorate con nichelatura chimica, che permette di aumentare la resistenza alla corrosione e all'usura e di ridurre l'attrito di contatto tra cremagliera e pignone , con il vantaggio di aumentare la velocità di stampa. “La forte collaborazione tra tutti i membri del team R&D di Roboze ci ha permesso di progettare questo nuovo sistema che migliora il precedente garantendo una maggiore vita utile della macchina”, afferma l’Ing. Rocco Maggialetti, capo della progettazione meccanica di Roboze. Altra novità è rappresentata dal nuovo sistema di sensoristica avanzata costituito da: Endstop ottico/touch-less che riduce le problematiche tipiche degli endstop meccanici garantendo minori interventi di manutenzione; Encoder sui motori per un controllo a loop chiuso del sistema di funzionamento che monitora il processo di stampa ed elimina definitivamente il rischio di fallimento delle stampe, incrementando cosi i livelli di produttività delle macchine; Endstop finalizzato al livellamento del piano semi-automatico; Connessione USB e WiFi. Inoltre, le nuove stampanti Roboze Xtreme presentano l’innovativo Support System Cabinet (SSC), un armadietto di supporto progettato per lo scarico delle vibrazioni macchina che, oltre a presentare uno spazio dedicato al controllo delle temperature dei materiali, permette lo stoccaggio delle bobine per preservarle da agenti atmosferici. All’interno di questo sistema è anche alloggiato il Vacuum Box per la generazione del vuoto. Il sistema del piano del vuoto, come nella Roboze One+400 e nella Argo500, è presente in entrambe le soluzioni Roboze Xtreme e garantisce perfetta adesione al piano di stampa e maggiore planarità dei primi layers, semplificando e velocizzando le operazioni. Roboze Xtreme e l'ingegneria dei materiali Sotto l’aspetto dei materiali - qui la nostra guida - le nuove soluzioni Xtreme di Roboze offrono maggiore versatilità con un portfolio incrementato da ben quattro nuovi materiali rispetto alle precedenti versioni: Glass PA, PP, Carbon PP e Carbon PEEK, quest’ultimo disponibile solo sulla Roboze One+400 Xtreme e già presente sulla Argo500 della serie production. Glass PA - è una poliammide caricata con sfere di vetro, la quale presenta proprietà meccaniche migliorate e minore assorbimento dell’umidità rispetto alla poliammide standard, garantendo elevata stabilità dimensionale. Inoltre è anche un buon isolante elettrico. PP, polipropilene - rappresenta il polimero commodities più utilizzato soprattutto in applicazioni per oggetti di uso comune e componentistica automotive, grazie alle sue caratteristiche di elevata resistenza agli urti, all’abrasione, agli agenti chimici ed è dotato di eccellenti proprietà isolanti elettriche. Carbon PEEK - aggiunge una maggiore stabilità termica e proprietà meccaniche rispetto alle straordinarie prestazioni del PEEK. Carbon PP - anch’esso perfetto per applicazioni di automotive perché garantisce le stesse prestazioni del PP con l’aggiunta dei vantaggi offerti dalla fibra di carbonio. Il Carbon PP, grazie alla fibra di carbonio, fornisce un livello di resistenza incrementata del 25% rispetto al PP. “Le nuove soluzioni Xtreme, frutto di un intenso lavoro da parte di tutto il team Roboze, ha permesso oggi di creare una nuova linea di sistemi in grado di soddisfare le più estreme esigenze dei nostri clienti, offrendo maggiore versatilità nei materiali e accuratezza delle stampe, nonché migliori prestazioni. Abbiamo riscritto la storia della stampa 3D e il Formnext 2018 rappresenta la migliore vetrina per raccontarla ”, conclude Alessio Lorusso, CEO & Founder di Roboze. Non ci resta che attendere il 13 novembre e la Fiera Formnext 2018 di Francoforte sul Meno, stand C78- padiglione 3.1: vi terremo aggiornati su tutti i dettagli! Vuoi saperne di più? Clicca qui per iscriverti al nostro forum: la community sarà felice di aiutarti! Resta aggiornato sulle ultime novità, seguici su Facebook e Twitter.
  19. Sono già passati tre anni da quando venne presentata al mondo la BIG Delta - correva settembre 2015 e noi la presentammo in questo report. Il progetto ambizioso di creare qualcosa di innovativo è sfociato in una trasposizione in grande del concetto di delta, da sempre marchio di fabbrica del gruppo WASP. Una struttura tralicciata di dodici metri che ha destato grande stupore nel mondo dell'additive manufacturing. E non solo, perché in quel periodo la notizia era rimbalzata un po' ovunque, anche nelle testate non specializzate. La curiosità era molta perché non si trattava solamente di un vezzo per tecnici. Il mito della casa stampata 3D abbraccia temi etici, economici e sociali. Aggiungendo inoltre il fattore ecologico, perché ad alimentare la grande delta c’era un estrusore per terra cruda e paglia. Quello che è stato un bell’esperimento è poi risultato un mattone fondamentale per ciò che oggi WASP ha costruito. Il progetto è servito anche per comprendere i limiti della tecnologia. Il sistema richiedeva una macchina troppo grande in relazione al volume di stampa e per mettere a frutto le premesse bisognava costruire qualcosa di più efficiente e portabile. Infatti, con i prototipi successivi si cambia approccio: il modello da seguire diventa la struttura delle gru. Il peso e gli ingombri vanno al minimo e nasce pian piano la Crane beta. È uno step cruciale: compare il movimento circolare nel piano XY che permette finalmente di testare i materiali sulla forma della casa. Attraverso la scansione del modello stampato si testano i risultati. Focus sui ritiri del materiale che risultano rientrare nei limiti delle aspettative. Si passa quindi alla fase finale e prende vita la definitiva Crane. Ha 4 volte meno pezzi del primo modello e 3 volte più volume di stampa. Crane WASP inoltre acquista la caratteristica di “infinite 3D printer”. Infinita perché potenzialmente espandibile ad un numero indeterminato di moduli esagonali. La Crane WASP ha un’area circolare di stampa con un diametro di 6,3 metri per un’altezza massima di 3 metri. L’ugello ha un diametro variabile da 18 a 30 millimetri. La Crane WASP è contenuta nel Maker Economy Starter Kit, un container che contiene tutti gli strumenti necessari per stampare un villaggio con un impasto naturale a km 0. Il punto di forza risiede nella relativa semplicità di messa in opera del cantiere, infatti la stampante si monta in 1,5 ore e WASP dichiara che ci sono prospettive di miglioramento. Gaia - Il primo prototipo di casa stampata 3D Gaia, la casa stampata 3D, è il prodotto finale degli anni di ricerca e sviluppo di WASP. Si tratta di un modulo abitativo di 20 metri quadri con un involucro composto per il 25% da terreno prelevato in sito (30% argilla, 40% limo e 30% sabbia), per il 40% da paglia di riso trinciata, per il 25% da lolla di riso e il 10% da calce idraulica. Il tutto stampato in 10 giorni e meno di 100 ore di stampa con un costo complessivo di 900€. L’involucro è stato progettato con la finalità di integrare al proprio interno i sistemi di ventilazione naturale, di isolamento termo-acustico e di impiantistica. La forma ondulata degli strati facilita l’essiccamento del materiale. Grazie alla stampa 3D è stato possibile infatti mettere in opera pareti con forme complesse e adattabili ad ogni tipo di esigenza tecnica o funzionale. Con queste caratteristiche l’edificio raggiunge un fabbisogno energetico pari ad una classe A4. Ma a stupire è anche l’ecosistema circolare che si crea assieme alla costruzione della casa. Dalla porzione di terra dove il terreno viene asportato si può dare forma ad uno stagno, dove confluiranno anche le acque reflue della copertura. Una volta popolato di pesci, lo stagno muterà in una condizione ideale per l’approvvigionamento idrico di una agricoltura acquaponica. Ecco che il sistema diventa autosufficiente ed in grado di produrre cibo. La stampante 3D Crane è una macchina estremamente concreta, i cui sviluppi sono sicuramente da seguire. Sarà curioso vedere quando WASP proporrà una soluzione con copertura stampata in 3D assieme al resto e soprattutto soluzioni di moduli multipli all’opera per la creazione di ambienti più grandi. Nel frattempo, il presente ci regala la prima casa stampata 3D da WASP con un risultato più che soddisfacente. Se vi siete persi l'evento della settimana scorsa, non disperate: avrete la possibilità di incontrare il team di WASP alla Maker Faire Rome 2018, che si terrà a Roma dal 12 al 14 ottobre. Lo stand espositivo sarà interamente in tema "stampa 3D in argilla" e, sicuramente, ci sarà la possibilità di parlare della prima casa stampata 3D. D-Shape, la stampante 3D che stampa pietra a qualsiasi dimensione. MX3D e il primo ponte in metallo stampato 3D Resta aggiornato sulle ultime novità, seguici su Facebook e Twitter. Sei interessato alla stampa 3D? Non sei l'unico! Entra subito nella community italiana per la stampa 3D. Clicca qui per registrarti.
  20. A pochi giorni dall'apertura della Maker Faire Rome 2018 - il grande evento europeo interamente dedicato ai maker - ecco che arriva la grande notizia: Joseph Prusa, ideatore del famoso modello di stampante 3D cartesiana, presenta una nuova macchina open source con tecnologia SLA, chiamata Original Prusa SL1. Original Prusa SL1 - La tecnologia SLA si apre a tutti A distanza di qualche anno dal lancio dell'ormai famosissimo (e copiatissimo) modello Prusa i3, periodo nel quale la società Prusa Research si è concentrata nell'ottimizzare le proprie macchine FFF, ecco che si torna a respirare aria di novità. La tecnologia SLA ha iniziato a riscuotere interesse crescente grazie a un periodo di transizione che, ad oggi, ha portato la stampa 3D ad essere considerata maggiormente da professionisti e artigiani. Per fare questo passaggio, Prusa Research ha acquisito Futur3D, società specializzata in stampa 3D a resina, assicurandosi così l'integrazione di oltre 5 anni di esperienza all'interno del proprio organico. Da qui, il passaggio all'open source - tutte le componenti di Original Prusa SL1 saranno rilasciate in rete. A differenza della tecnologia FFF, la quale si basa sull'estrusione di filamento fuso, la tecnologia SLA utilizza delle resine fotosensibili che vengono solidificate strato per strato tramite una fonte luminosa, raggiungendo anche risoluzioni di 0.01 mm. Original Prusa SL1 - Specifiche tecniche Il nuovo prodotto di Prusa utilizzerà come fonte luminosa un display LCD da 5.5'' ad alta risoluzione - 2560×1440 pixel - arrivando a 0.047mm per pixel. La fonte luminosa UV lavorerà su un volume di 120 × 68 × 150 mm. La risoluzione massima é di 0.01 mm, anche se le altezze di layer raccomandate sono tra i 0.025 e 0.1 mm. Trattandosi di una macchina open source, anche il sistema di utilizzo delle resine sarà aperto a qualsiasi produttore. Inoltre, come annunciato da Prusa in persona, la macchina sarà "smart": sarà dotata di dispositivi, sensori, sisteni di sicurezza, manuali dettagliati, supporto 24/7, conponenti economiche e facilmente trovabili, schermo full hd, connessioni LAN e Wi-fi, sistema di estrazione dei vapori, Panic Mode - va via la corrente? Nessun problema: un sistema automatico salverà il lavoro fatto fino a quel momento. Innovativo sistema di distaccamento dei layer dal fondo della vasca La vasca di raccolta della resina conterrà un sensore di livellamento e aiuterà sia l'utente che la macchina stessa a capire quanta resina utilizzare per ogni lavoro o se la resina sta finendo. In caso di dimenticanza o di perdita di resina dalla vasca, l'elettronica della macchina riuscirà a salvarsi grazie a una specilae membrana protettiva. La vasca presenta una seconda caratteristica molto interessante. Sul fondo si trova un film flessibile... Ma quali migliorie comporta? Si tratta di un dettaglio molto accurato e per niente comune: Original Prusa SL1, invece di staccare la stampa dal film con un movimento verticale - come comunemente effettuato nelle stampanti 3D SLA - viene inclinata la vasca di contenimento della resina. Questo sistema riduce in modo importante lo stress causato dagli spostamenti sui layer del modello, migliorandone la qualità superficiale e eliminando imperfezioni. Sfruttando questo sistema di movimento, Original Prusa SL1 effettua due operazioni in uno: stacca il modello dal film della vasca e, al contempo, rimescola la resina già presente nella vasca stessa. I tempi di stampa dovrebbero quindi ridursi. Software di slicing e sistemi di post-produzione Prusa Research estenderà le capacità del proprio sistema basato su Slic3r PE, integrando tutto il necessario per fare lo slicing della propria macchina SLA. Per quanto riguarda la post-produzione, come per tante altre stampanti 3D, sarà messo in commercio un sistema di curing dei modelli prodotti, integrato a quello di pulizia. Troveremo quindi un sistema 2 in 1, che utilizzerà lampade UV e alcol isopropilico. Disponibilità e prezzo I preordini sono già aperti! Original SL1 pre-assemblata sarà in vendita a 1.599 € e spedita a dicembre 2018. In alternativa, è possibile acquistare il kit di montaggio al costo di 1.299 €, con spedizione in gennaio 2019. Il costo del vistema di pulizia/cura dei pezzi sarà in vendita a un prezzo indicativo di 200 €. Probabilmente, sarà possibile vedere questi nuovi prodotti di Prusa Research alla Maker Faire Rome 2018. Qui trovate tutti i dettagli dell'evento. Hai ancora delle domande? Clicca qui per iscriverti al nostro forum: la community sarà felice di aiutarti! Resta aggiornato sulle ultime novità, seguici su Facebook e Twitter.
  21. Allego in questo post i modelli 3D da scaricare per poter fare un test oggettivo delle vostre stampanti 3D FDM. A questo link trovate la guida passo passo per capire come valutare le macchine FDM, con tanto di descrizione e indicazioni di punteggio. Test stampante 3D.rar 20mm_XYZ_Calibration_Cube.zip
  22. Molti produttori hanno già percorso la strada della stampa 3D a colori, ciascuno in modo diverso e originale. Abbiamo visto in passato esempi di stampanti che sovrappongono fogli di carta con bordi colorati come le Mcor, macchine a polvere con tecnologia inkjet come quelle di HP o 3D Systems e molto altro - qui la nostra guida alle tecnologie di stampa 3D. E per la stampa 3D a fusione di filamento? Gli esempi di FDM a colori presentati finora arrivano solitamente ad un massimo di 4 colori. I motivi di questa limitazione sono di carattere tecnico. Con le tecnologie attuali, infatti, per la gestione di 4 colori sono necessari 4 filamenti, 4 motori, un estrusore apposito (o più estrusori) e una scheda di elettronica che ne supporti la lavorazione. Per garantire una stampa senza sbavature e colori mescolati è spesso obbligatorio ricorrere, contemporaneamente alla stampa del pezzo, alla costruzione di torri per spurgare l’ugello, con conseguente spreco di tempo e materiale. da Vinci Color - La tecnologia di XYZ Printing XYZ printing ha quindi introdotto da Vinci Color, una stampante 3D FDM in grado di stampare a 16 milioni di colori partendo da una sola bobina di filamento. Il segreto non sta nel filamento, ma nell’estrusione. La da Vinci Color infatti, è dotata di quattro cartucce di colore proprietarie (Ciano, Magenta, Giallo, Nero) che imprimono il colore subito dopo l’estrusione del filo. Il tutto avviene in modo molto semplice e immediato. Il materiale di base può essere PLA o PETG, entrambi semitrasparenti e studiati appositamente per essere colorati dall’inchiostro. Ora tutto questo è possibile ad un prezzo più basso. XYZ Printing ha infatti presentato, con una campagna Indiegogo, la versione mini della sua da Vinci Color. Stessa tecnologia ma con costi contenuti. da Vinci Color - Caratteristiche tecniche Queste le caratteristiche tecniche: tecnologia di stampa: stampa a getto d'inchiostro con texture dei colori Struttura 3D, fabbricazione filamento fuso (FFF); avolume di stampa (LxPxH): 130 x 130 x 130 mm; risoluzione degli strati: 100 - 400 micron; formati file supportati: .amf, .ply, .obj, .stl; software di stampa: XYZmaker (proprietario); incisore laser (opzionale); auto livellamento del piano; velocità di stampa: media: 30-60 mm / sec, max: 120mm / sec; Interfaccia utente: pannello LCD touch da 5 pollici; Dimensioni del prodotto (LxPxH): 600 x 581 x 640 mm. Tutto è gestito dal software proprietario XYZmaker. Il processo di stampa è controllabile dallo schermo touch LCD da 5 pollici, con la possibilità di mettere in pausa la stampa. La resa dei pezzi finiti è buona, ma si notano le differenze tra un normale PLA colorato e le stampe prodotte dalla da Vinci Color mini. La finitura infatti ha un leggero effetto trasparente dato dal PLA di base e i colori risultano leggermente slavati, come ricoperti da una patina. Nonostante questo, da Vinci Color ha introdotto un'interessante visione verso il futuro della tecnologia FDM. La resistenza dei pezzi, rispetto ad un modello analogo prodotto con tecnologia a layer di carta (Mcor) è senza dubbio maggiore, mantenendo costi sono molto minori rispetto ad una stampante inkjet a polveri. Rimanendo in tema di costi, la XYZ Printing da Vinci Color mini viene venduta su Indiegogo un prezzo di 999$ per i primi 100 esemplari, 1199$ per i successivi, con spedizione prevista per dicembre 2018. Vuoi saperne di più? Iscriviti al nostro forum, la community sarà felice di aiutarti! Resta aggiornato sulle ultime novità, seguici su Facebook e Twitter. Guida per il neofita: guida introduttiva alla stampa 3D Velocità o qualità? I parametri di stampa corretti per ottenere risultati migliori.
  23. - Pubblicazione comunicato stampa del 24 agosto 2018 - Come risposta all’utilizzo crescente dei compositi nei vari settori, Stratasys (Nasdaq:SSYS) ora offre un sistema di fabbricazione additiva a basso costo dedicato al Nylon 12 caricato a fibra di carbonio. La stampante Fortus 380mc edizione a fibra di carbonio, presentata in anteprima in occasione del RAPID 2018, è un sistema di livello industriale, con un costo a partire da 70.000 euro nell’area EMEA, e sarà venduto in questa regione nelle prossime settimane. Stratasys Fortus carbonio - Le richieste del mercato Di recente, il materiale composito ha assistito a una crescita sul mercato anno dopo anno dall ‘8 al 12%. Le applicazioni composite in fibra di carbonio e i polimeri rinforzati in fibra di carbonio sono considerati tecnologie energetiche pulite dal Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti d’America in quanto consentono di produrre oggetti più leggeri, i quali riducono il consumo di energia. Si stima che una riduzione del 10% del peso del veicolo consenta di ridurre dal 6 all’8% il consumo di carburante. STAMPA 3D METALLO “DIRECT METAL PRINTING”: COS’È E COME FUNZIONA Stratasys è stata una delle prime aziende a offrire un composito caricato a fibra di carbonio per la fabbricazione additiva, ma in precedenza offriva il materiale solo sulle stampanti 3D di produzione di fascia alta, tra 200.000 e 350.000 euro. “I nostri clienti spingono per un accesso semplificato alla fibra di carbonio”, afferma il vicepresidente senior di Stratasys, Pat Carey. “Ci hanno detto che desiderano una soluzione a basso costo ma in un sistema affidabile di livello industriale. È per questo che stiamo offrendo un sistema più accessibile, basato sulla nostra piattaforma Fortus 380. Poiché la 380mc CFE è dedicata esclusivamente al Nylon 12 caricato a fibra di carbonio e a un altro materiale, siamo in grado di offrirla al prezzo più basso di qualsiasi altra stampante industriale”. “Da molti anni, il settore della fabbricazione additiva assiste alla necessità di una serie di macchine diverse per produrre parti in materiali compositi a resistenza elevata” afferma Terry Wohlers di Wohlers Associates, un’azienda di consulenza nel settore della fabbricazione additiva. “Spero che la recentissima macchina di Stratasys consentirà di soddisfare questa esigenza offrendo parti resistenti in fibra di carbonio e Nylon 12”. POLIAMMIDE 11 – MATERIALE IN POLVERE PER LA STAMPA 3D A SINTERIZZAZIONE LASER Il team Penske utilizza l’FDM per produrre prototipi e parti finali nel materiale composito Nylon 12 caricato a fibra di carbonio sia per le auto da corsa dell’IndyCar che per quelle della NASCAR. Il team ha utilizzato di recente il composito per produrre un alloggiamento per lo specchietto per i team di corsa della NASCAR. Dopo aver progettato l’alloggiamento, gli ingegneri hanno personalizzato il progetto per ognuno dei piloti dei bolidi, creando le parti finali in composito tramite FDM. Il materiale basato su fibra di carbonio ha consentito al team Penske di produrre alloggiamenti per specchietti leggeri con elevata resistenza agli urti e alta rigidità, caratteristiche fondamentali nel settore delle corse. La rigidità del composito è vantaggiosa soprattutto quando si creano parti con pareti sottili, che non devono flettersi sotto i carichi aerodinamici prodotti sulla pista. Le applicazioni additive per il Nylon 12 caricato a fibra di carbonio possono includere: Prototipazione funzionale delle parti in composito o in metallo Cicli di produzione brevi in un materiale a resistenza elevata Produzione di strumenti di assemblaggio leggeri per migliorare l’ergonomia e alleviare la fatica degli addetti Sostituzione di parti metalliche con compositi leggeri e resistenti Stratasys prevede che i più rapidi ad adottare la stampante 3D Fortus 380 CFE saranno le aziende che realizzano strumenti e staffaggi e le aziende dei settori automobilistico, delle attrezzature per gli sport ricreativi, marino, ortesico e protesico, della difesa, aerospaziale, delle attrezzature mediche, del petrolio e del gas. Come una parte in plastica rinforzata con fibra di carbonio stampata a iniezione, il Nylon 12CF di Stratasys è costituito per il 35% di frammenti di fibra di carbonio e presenta un rapporto rigidità/peso elevato, superiore a qualsiasi parte stampata in 3D FDM o FFF.Stratasys Fortus 380mc CFE si basa su una piattaforma comprovata che produce parti caratterizzate da precisione dimensionale ripetibile. Le parti non mostrano curvatura o restringimento apprezzabile e mantengono una stretta tolleranza. Il Nylon 12CF Stratasys è fino a quattro volte più resistente rispetto all’alternativa economica sull’asse delle X e delle Y e mantiene le proprietà meccaniche a una temperature superiore del 40%. STRATASYS PER LA STAMPA 3D DENTALE: LA NUOVA J700 DENTAL Stratasys Fortus 380mc CFE crea parti dello spessore di 0,254 mm (0,010 pollici). Il sistema è inoltre compatibile con la termoplastica ASA, che è in grado di produrre spessori degli strati di 0,127 mm (0,010 o 0,005 pollici). La camera di costruzione della stampante 3D misura 355 x 305 x 305 mm (14 x 12 x 12 pollici). Offre la rimozione del materiale di supporto idrosolubile, che elimina la necessità di manodopera per la rimozione dei supporti. Di conseguenza, consente la creazione di geometrie sottili e intricate, che sarebbero impossibili senza il materiale di supporto solubile, in quanto le caratteristiche sottili verrebbero distrutte durante la pulizia oppure la rimozione del materiale di supporto dalle geometrie intricate potrebbe risultare troppo laboriosa o addirittura impossibile. La stampante 3D Fortus 380mc edizione in fibra di carbonio sarà visibile presso lo stand Stratasys in occasione del TCT #H36 dal 25 al 27 settembre al NEC di Birmingham. Vuoi saperne di più? Iscriviti al nostro forum, la community sarà felice di aiutarti! Resta aggiornato sulle ultime novità, seguici su Facebook e Twitter.
  24. Sviluppata e prodotta da Robot Factory Srl, Sliding 3D è la stampante 3D ad estrusione di materiale termoplastico dotata di una dimensione di tecnologia a stampa 3D continua. Il volume di stampa si sviluppa sugli assi X e Z di 410 mm x 380 mm, mentre l'asse Y può svilupparsi all'infinito. Vi state chiedendo come questo sia possibile? Vediamolo insieme. Sliding 3D e la stampa 3D continua L'innovazione apportata da Robot Factory sta, infatti, nel piatto di stampa: un nastro in movimento che consente di usare la stampante 3D in un ciclo di lavoro "ininterrotto". Questa caratteristica la rende particolarmente adatta sia per la produzione in serie di piccoli oggetti, che per la stampa 3D di oggetti di grandi dimensioni su uno dei due assi che stanno alla base. Nel momento in cui viene avviato un batch di stampa continuo su Sliding 3D, alla conclusione di ogni oggetto, viene avviata in automatico un’altra operazione. In questo modo, la stampa prosegue. Durante tutto il processo di produzione, il nastro si sposta in avanti finché l'oggetto stampato non si stacca, cadendo in un cestino apposito collocato davanti al rullo anteriore. Il piano di stampa, oltre a essere riscaldato, è realizzato utilizzando uno speciale materiale composito, che fa in modo che non sia richiesta alcuna preparazione (spray, vernice o altro) e che impedisce il possibile distacco del modello durante la fase di stampa. Allo stesso tempo, però, ne favorisce la rimozione. Sliding 3D - Una tecnologia a 45° Un’altra caratteristica particolarmente interessante di Sliding 3D è che gli strati di materiale sono inclinati a 45° rispetto al piano di stampa. Questo comporta una serie di vantaggi (rispetto ad una stampante FFF tradizionale nelle stesse condizioni): In molti casi, oggetti più complicati che normalmente ne avrebbero bisogno, non richiedono l'utilizzo dei supporti, poiché in fase di progettazione è possibile sfruttare l'angolo autoportante del modello 3D, evitando così di sprecare tempo (di stampa e di post-elaborazione) e costi aggiuntivi; Maggiore rigidità del modello stampato, poiché i layer inclinati, in genere, aumentano le resistenze alle sollecitazioni esterne; Maggiore qualità superficiale, in quanto si riduce la probabilità di subire la delaminazione tra gli strati. La macchina è dotata di un PAD esterno che consente di gestire il lavoro di stampa anche senza collegamento al computer e, su richiesta, è disponibile il display LCD a colori (touch screen) e la connessione WiFi. Su richiesta è disponibile anche un box protettivo realizzato con profili in alluminio e policarbonato trasparente, opportunamente progettato per rispettare le caratteristiche funzionali di questa stampante 3D e per creare un ambiente a temperatura controllata. L'estrusore può raggiungere i 280 °C, consentendo di stampare i materiali comuni come PLA, Nylon, PETG, HIPS, fibra di vetro, fibra di carbonio e molti altri attualmente disponibili sul mercato. Il software consigliato per Sliding 3D è Simplify3D, per questo viene fornita la configurazione ed il “programma di traslazione assi” per gestire l'inclinazione dei livelli di stampa Qui il link al sito di Robot Factory. Sei curioso di saperne di più? Iscriviti al forum e interagisci con la nostra community!
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