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  1. Non potevamo tornare da MECSPE 2017 senza novità. Oltre agli aggiornamenti alle stampanti 3D WASP e alla presenza dei grandi noti produttori - di cui potete vedere un estratto in questo nostro report fotografico - la presenza di M3G ha denotato questa fiera con un pizzico di interessanti novità in più. Per l'esattezza, le nuove stampanti 3D presentate da M3G sono due, e portano nomi di grandi divinità greche: Zeus e Apollo. M3G Zeus Il modello Zeus è il più completo offerto da M3G, presenta un’area di stampa di 50 cm x 50 cm x 50 cm. Raggiunge velocità superiori ai 100 mm/s in stampa e oltre i 200 mm/s in spostamento, possiede delle caratteristiche industriali avanzate, comprese meccanica ad assi cartesiani su guide lineari e stop d’emergenza per qualsiasi problema. La lavorazione in carpenteria garantisce un’ottima stabilità, azzerando le oscillazioni di stampa che potrebbero provocare disturbi sul pezzo o disallineamento della calibrazione. E' dotata di due estrusori (possibilità di averli con stessa o diversa dimensione di ugello) e presenta, sempre sul blocco estrusore, un sensore capacitivo per l’auto-calibrazione del piano in 36 punti. La camera di stampa è riscaldata, permettendo di conseguenza l'uso di materiali tecnici come l’ABS. Il piano stampa utilizzato è Flatforce. La struttura è completamente chiusa e l'interno della macchina è accessibile esclusivamente dall'apposito sportello. Il controllo della stampante avviene tramite Octoprint, via rete WLAN su tablet (incluso con la stampante) e PC via web. M3G Apollo Il modello Apollo presenta un’area di stampa di 30 cm x 30 cm x 30 cm. Raggiunge velocità superiori agli 80 mm/s in stampa e oltre i 150 mm/s in spostamento, possiede tutte le caratteristiche di una macchina a livello industriale, grazie anche alla meccanica chiamata Core XY, con la quale M3G garantisce di far raggiungere alte velocità senza perdere precisione. Anche in questo caso troviamo una struttura in carpenteria che minimizza oscillazioni e dona stabilità, limitando disturbi sul pezzo o disallineamento della calibrazione. In questo modello troviamo due estrusori metallici Bowden (possibilità di averli con stessa o diversa dimensione di ugello) e il sensore capacitivo per l’auto-calibrazione del piano in 36 punti, la camera riscaldata e completamente chiusa. Il controllo avviene con Octoprint , sempre collegato in rete.
  2. È notizia di qualche giorno fa e, tutt'ora, resta sulle prime pagine di numerosi quotidiani internazionali. Un uomo americano ha illegalmente stampato 3D un fucile AR-15 ed è stato arrestato con una sentenza che prevede ben otto anni di prigione. Tutto questo è accaduto in Texas. Già nel 2017 Eric Gerard McGinnis fu arrestato fuori Dallas mentre stava letteralmente testando e sparando con un'arma da fuoco nei pressi di un'area ricca di alberi. Gli ufficiali lo trovarono con una lista di persone, soprattutto giuristi e politici, possibili vittime del suo fucile stampato 3D (riporta NPR). In un paese liberale come gli USA dove il possesso di armi da fuoco è la normalità, l'idea di autoprodursi la propria arma non esce troppo dagli schemi. Infatti, nel paese oltreoceano non possiamo affermare che sia illegale stampare 3D una pistola. Anzi, anche l'acquisto di piccole componenti non va contro la legge americana. Queste possono essere acquistate da chiunque e utilizzate per assemblare pistole e fucili. McGinnis è stato molto abile in questo: assemblando piccole componenti e pezzi stampati 3D su misura, è stato in grado di realizzare un'arma da fuoco completamente funzionante. In agosto 2018 un giudice federale ha reso illegale la condivisione online di progetti relativi alla stampa 3D di armi da fuoco, un tema diventato abbastanza comune nelle community online di appassionati. Per quanto il tema delle armi da fuoco sia molto meno sentito in europa rispetto agli Stati Uniti d'America, la questione si presenta molto delicata. Anche l'Unione Europea si è iniziata a porre il problema, decidendo di andare a combattere tutte le opere illecite in relazione a sicurezza e proprietà intellettuale. Non è un caso, infatti, se nel 2018 è stato indetto un congresso dove si è discusso il diritto alla produzione e riproduzione tramite stampa 3D, soffermandosi in particolar modo sulla difficoltà di regolamentare i soggetti singoli in possesso di stampanti 3D - quelli che tutti noi oggi chiamiamo in modo amichevole "makers". Dobbiamo dargliene atto, McGinnis si è comportato da vero e proprio maker, riuscendo a fare da sé un'oggetto estremamente complesso e allo stesso tempo pericoloso per la società. Peccato, perché pur dimostrando le grandi possibilità offerte dalla tecnologia, questo ci mette in guardia nei confronti della nuda e cruda realtà. In futuro speriamo di avere a che fare con idee estremamente geniali, sì, ma dotate di un fondo più genuino.
  3. Sappiamo bene che la modellazione finalizzata alla stampa 3D può non essere così semplice, questo perché non c’è un unico approccio con cui iniziare a modellare. I materiali per la stampa sono molti ed in continua espansione, le stampanti 3D sono più o meno differenti tra loro ma soprattutto cambiano le tecnologie di stampa e i materiali. Ed è proprio da questo ultimo aspetto che cominciamo ad illustrarvi i 5 errori più comuni nella stampa 3D, da evitare assolutamente quando modelliamo. 1. Ignorare le linee guida dei materiali - Errori più comuni nella stampa 3D Ogni materiale è caratterizzato da diverse proprietà: esistono materiali più o meno resistenti, pesanti o leggeri, lisci o ruvidi, flessibili o rigidi e così via. Ognuno di conseguenza è più o meno adatto a particolari design come potrebbero essere parti sottili, ponti o concavità. Per non avere problemi con la stampa del nostro modello è bene leggere le caratteristiche di ogni materiale e vedere che cosa esso ci permette di fare. E per approfondire vi rimandiamo alla sezione materiali di Stampa 3D Forum. 2. Ignorare la tecnologia di stampa - Errori più comuni nella stampa 3D La tecnologia di stampa è forse l’aspetto che limita maggiormente le possibilità nei modelli e l’esempio migliore lo abbiamo con le parti a sbalzo. Per esempio, stampando con tecnologia FDM (a filamento) saremo molto limitati nella realizzazione di elementi aggettanti, a meno di non usare dei supporti che, però, si tirano dietro la necessità di un secondo estrusore; il discorso cambia totalmente se il destinatario del nostro file è una più complessa SLS (a polveri); in questo caso ogni parte stampata è supportata dallo strato inferiore di polvere non sinterizzata. Capiamo quindi che conoscere per bene la tipologia di stampante con cui si realizzerà il modello è un fattore da non sottovalutare, soprattutto se non vogliamo ritrovarci una colata di materiale sul piatto di stampa. Per questo fa proprio al caso vostro la guida sul funzionamento delle stampanti 3D. 3. Lo spessore delle superfici verticali - Errori più comuni nella stampa 3D Uno degli errori più comuni nella stampa 3D è la non curanza degli spessori minimi delle superfici verticali o "muri". I problemi insorgono quando questi sono troppo sottili. Le conseguenze dovute a questo errore di progettazione sono principalmente due: nel caso peggiore il nostro modello sarà praticamente impossibile da stampare, le superfici verticali risulteranno molto irregolari, a volte tanto da cedere su se stesse. Supponendo invece di riuscire a stampare un modello con superfici sottili, esso risulterà molto fragile e delicato, quindi soggetto a rotture. In questo, ancora una volta, è bene consultare le caratteristiche del materiale per conoscerne i limiti. 4. Ignorare la risoluzione del file - Errori più comuni nella stampa 3D Il formato più comune per i modelli per la stampa 3D è sicuramente l’STL, acronimo di Standard Triangle Language. Ciò significa che il nostro file viene rappresentato attraverso delle mesh (superfici) triangolari. Maggiori saranno i triangoli del modello, migliore sarà l’approssimazione, e di conseguenza la qualità, con cui esso viene riprodotto. Questo, nel campo della modellazione, equivale a parlare di ‘risoluzione’. La maggior parte dei software di modellazione permettono, durante l’esportazione in STL, di decidere il livello di risoluzione che, come possiamo vedere dall’immagine qua sotto, influenza il risultato delle nostre stampe. Quando esportiamo il nostro file quindi, consigliamo generalmente di scegliere una tolleranza di 0.01 millimetri. Utilizzare una tolleranza più piccola, quindi una più alta definizione, non avrebbe senso perché le stampanti 3D non sono in grado di produrre oggetti con questo livello di dettaglio. E' proprio questo uno degli errori più comuni nella stampa 3D. Inoltre ci troveremo a dover gestire file di grandi dimensioni. Al contrario, esportare modelli con una risoluzione più bassa potrebbe rendere visibili i triangoli della mesh sulla stampa finale, ed ovviamente noi non vogliamo avere questo tipo di problemi. 5. Ignorare le linee guida dei software - Errori più comuni nella stampa 3D Per la modellazione 3D si usano molti software differenti tra loro. Alcuni fatti appositamente per la creazione di stampe 3D, altri che invece hanno bisogno di un editing addizionale per poter arrivare al modello stampabile. Per esempio, l’applicazione dello spessore delle superfici è automatico in alcuni programmi, mentre è settabile manualmente in altri. Se si usa un programma molto semplice sviluppato per la stampa 3D come Tinkercad, si potrebbe incontrare difficolta nel creare parti cave. In questo caso può essere d’aiuto il software gratuito Meshmixer, il quale risulta essere molto d'aiuto per quanto riguarda i supporti. Se si usa un software come Blender (usato per grafica 3D e animazioni), SketchUp (popolare tra architetti e modellatori in scala), o ZBrush (programma di scultura 3D per artisti), è necessaria una ulteriore elaborazione per il file. A seconda del software che si usa, le curve potrebbero dover essere unite insieme, i modelli potrebbero dover essere totalmente chiusi oppure la dimensione della stampa potrebbe dover essere impostata. In sostanza, ogni software è differente. Quindi cosa dovremmo fare per far dialogare i nostri software con la stampante 3D? Non resta che fare pratica con questi programmi magari aiutandosi con la nostra guida sui software per la stampa 3D. Abbiamo capito quindi che gli aspetti di cui tener conto quando si modella in 3D per poi stampare sono molti e da non sottovalutare. Se si vuole ottenere un buon risultato, oltre alla conoscenza di un software di modellazione, è molto utile soprattutto l’esperienza diretta. Vedere con i propri occhi il funzionamento di una stampante 3D è sicuramente il modo più efficace per capirne il comportamento e i limiti, di conseguenza potremmo creare modelli che al meglio si adattano ad essere stampati in 3D. Questi secondo noi sono i 5 errori più comuni per chi è al primo approccio con la stampa 3D. Quali di questi è capitato di fare a voi?
  4. Nuovo anno, corso nuovo: sempre più strutturato e aggiornato! Nel mese di febbraio ti aspettano due giorni interi dedicati alla stampa 3D, impostati sul format di successo già proposto ai corsi tenutosi a Modena e Bologna nel 2018. A differenza dei corsi precedenti, ai quali si potevano iscrivere solamente aziende facenti parte di specifiche categorie merceologiche, l’iscrizione a questo corso sarà aperta a tutte le categorie. Un’occasione che non potrà essere replicata con alta frequenza. Si riparte quindi da Bologna, l' 8 e l' 15 febbraio, con un nuovo corso organizzato in collaborazione con FORMart, che ci offrirà gli spazi e l’appoggio organizzativo, e SI-Design, fidato partner tecnologico che metterà a disposizione stampanti 3D FDM, DLP, materiali di consumo e scanner 3D. CORSO DI STAMPA 3D @ FORMART BOLOGNA – TEMI TRATTATI Il corso è finalizzato all’apprendimento dell’utilizzo delle stampanti 3D FDM – Fused Deposition Modeling – e DLP – Digital Light Processing – attraverso la produzione di modelli in tempo reale e lo studio dei parametri di stampa tramite software di slicing. Saranno analizzate una serie di case history di successo, esaminando le tecnologie, i materiali e i processi di produzione utilizzati, arrivando alla definizione di quella che è la toolchain per la stampa 3D di livello professionale. Infine, giusto per non farci mancare niente, potremo vedere insieme l’utilizzo di scanner 3D in funzione del reverse engineering. I contenuti del corso sono studiati per soddisfare le richieste di aziende e professionisti. Temi trattati: Introduzione alle tecnologie di stampa 3D Produzione di modelli 3D tramite modellazione e scansione 3D Materiali utilizzabili Case History di successo Software Slicing: parametri di stampa e analisi di casi particolari Approfondimento tecniche additive FDM e DPL Toolchain per la produzione e la prototipazione Tipologia di scanner 3D, software e funzionalità Il reverse engineering Per la scelta di una stampante: garanzia di qualità, ricambi, assistenza, ripetibilità della stampa. CORSO DI STAMPA 3D @ FORMART BOLOGNA – ISCRIZIONI La quota di partecipazione è di € 300 + iva e il termine per le iscrizioni è fissato in data 07 febbraio 2019. Affretati però, i primi posti sono già stati prenotati! Il corso prevede il ricorso ad esercitazioni ed applicazioni pratiche in laboratorio informatico. Arrivati a termine sarà rilasciato un attestato di frequenza. La sede di svolgimento del corso è FORMart Bologna, via Ronco n.3, Castelmaggiore (BO). Prenota subito il tuo posto, clicca qui per iscriverti! Non aspettare, i posti sono limitati! Non perdiamoci di vista: clicca qui per iscriverti al nostro forum! Resta aggiornato sulle ultime novità, seguici su Facebook e Twitter.
  5. Una storia travagliata, composta da alti e bassi e diversi tentativi di affermarsi sul mercato come leader indiscussa. E' questa la premessa che ci porta a presentarvi Makerbot Method, la nuova stampante 3D che verrà commercializzata dall'azienda americana nei prossimi mesi. Un prodotto professionale, che garantisce alte prestazioni e che intende colmare il gap tra la stampa 3D desktop e quella industriale lasciato in sospeso dal 2016, anno in cui Makerbot presentò i modelli Plus e lo SmartExtruder. Makerbot Method - Una stampante 3D dotata di brevetti Stratasys E' dal 2016 che non sentiamo parlare di Makerbot, La struttura in metallo, ottimizzata sulle geometrie della macchina, garantisce rigidezza durante la fase di produzione. La camera chiusa è dotata di un sistema di riscaldamento a circolare, il quale mantiene costante la temperatura limitando ritiri e deformazioni. Il sistema di riscaldamento della camera, si aggiunge al piano riscaldato. Makerbot Method - Elettronica e sensori fanno da padrone La testa di stampa presenta due estrusori, entrambi dotati di tanta elettronica. Makerbot introduce una serie di sensori che permettono di tenere alta la qualità della stampa, rilevando eventuali blocchi di materiale o la fine della bobina. Hot-end allungato, velocita di riscaldamento accelerata, coppia spingente migliorata con rapporto 19:1. Chiaramente, uno dei due estrusori potrà essere usato con il materiale idrosolubile Makerbot. Le bobine di materiale vanno inserite nell'apposito alloggiamento che si trova alla base della macchina. I materiali resteranno protetti e asciutti grazie a una serie di sensori che tengono sotto controllo anche l'umidità, proprio come nelle stampanti 3D industriali. E ancora, materiali tecnici testati per dare la certezza di dormire sonni tranquilli nelle notti di fabbricazione. Makerbot Method - Specifiche tecniche Risoluzione: Range: 20 - 400 microns Max Material Flow Rate: ~50 mm3 per sec Print Head Travel Speed: Up to 500 mm per sec Modalità di stampa ottimizzate 100 microns - High Quality Print Mode 200 microns - Balanced Print Mode Volume di stampa 19 L x 19 W x 19.6 H cm / 7.5 x 7.5 x 7.75 singolo estrusore 15.2 L x 19 W x 19.6 H cm / 6.0 x 7.5 x 7.75 doppio estrusore Struttura Aluminum Die Cast Base Extruded Aluminum Uprights Steel Weldment Gantry Frame Controllo della temeperatura Circulating Heated Chamber Peso: 29.5 kg / 65 lbs Piano di stampa: metallo flessibile rutilizzabile Display: 5" Full-Color Capacitive Touch Screen Fotocamera interna: 640 x 480 pixels 21 sensori, tra cui: Camera di stampa: Temperature Humidity Control Material Detection RFID Estrusori: Temperature Material Detection Encoder (Jam Detection) Stampante: Lid – Open/Closed Door – Open/Closed Temperature Sensors – Heated Chamber Calibration Sensors Makerbot Method è in prevendita al costo di $ 6.499. Se sei interessato a vederla dal vivo, contatta i nostri amici di Juno Design, venerdì 14 alle 15:00 sarà presentata al pubblico in anteprima europea presso la loro sede di Borgo Panigale. Attenzione, i posti sono limitati! Sei curioso di saperne di più? Clicca qui per iscriverti al nostro forum: la community sarà felice di aiutarti! Resta aggiornato sulle ultime novità, seguici su Facebook e Twitter. Le migliori stampanti 3D economiche del 2018, la nostra guida al risparmio. Le migliori stampanti 3D del 2018 - Tutte le tecnologie in una sola guida.
  6. Il mondo della stampa 3D è più accessibile di quanto si possa pensare. A patto di spendere più tempo in calibrazioni e manutenzioni, chiunque ormai può cimentarsi nella prototipazione rapida. Dopotutto, scegliere come primo acquisto una stampante 3D economica può avere anche dei vantaggi. Molto spesso infatti, le macchine di fascia bassa sono anche quelle più semplici a livello costruttivo, solitamente sono anche vendute in kit; ciò significa che hanno un grande valore a livello didattico. Sarà più semplice apprenderne il funzionamento e capire i fondamentali della tecnologia, ottenendo una migliore consapevolezza in un futuro acquisto di una macchina più costosa. Come da tradizione, abbiamo selezionato per i nostri lettori quelle che secondo noi sono le migliori stampanti 3D economiche del 2018. Appena in tempo per consigliarvi qualche alternativo regalo di Natale! Le migliori stampanti 3D economiche del 2018 - Lista completa CETUS 3D La Cetus 3D è una stampante che fa del minimalismo il carattere principale. Si monta in 5 minuti e con solamente 9 viti, ha una struttura cantilever ed elettronica racchiusa totalmente nel box sotto al piatto. Tanto scarna da non avere un display, ma compensa con la connettività wifi. La calibrazione del piatto è elettronica e, come tutto il processo di stampa, viene gestita dal software proprietario. L’ultima versione, la MK3 è venduta tra i 350 e i 450€ a seconda del modello base o extended; la prima ha un volume di stampa di 180x180x180 centimetri, mentre la versione più grande ha una altezza su asse Z aumentata a 280 millimetri. La trovate su Amazon. CREALITY ENDER 3 Costruita sul modello Prusa, è una stampante che offre un piano riscaldato, volume di stampa di 220 x 220 x 250 millimetri, display lcd ad un prezzo che scende spesso sotto i 200€ anche negli store italiani. Viene venduta in kit e può essere montata facilmente in circa un’ora. La calibrazione del piatto va fatta manualmente e molto spesso, ma con la giusta calibrazione può tirare fuori modelli degni di nota. In vendita su Amazon al costo di 210€. CREALITY CR-10S Sorella maggiore della Ender 3, è anch’essa tra le più vendute dell’ultimo periodo. È frutto di molte evoluzioni: è partita dalla CR-10 base per poi arrivare al modello S risolvendo i problemi del modello precedente. È stato aggiunto un secondo motore sull’asse Z e il sensore di fine filo. Il piatto è riscaldato e presenta il sistema di estrusione è di tipo bowden. Per la fascia di prezzo che occupa, con un costo di circa 500€, ha un volume di stampa molto elevato. Si può stampare infatti per un volume massimo di 300 x 300 x 400 millimetri. Esistono più modelli di CR-10S con volumi maggiori, ma crescendo con le dimensioni, piatto e struttura soffrono maggiormente di problemi di stabilità e allineamento. Oltre questi, l’opzione CR-X, il modello a doppio ugello. In vendita su Amazon. ANYCUBIC PHOTON Photon di Anycubic è una DLP tra le più economiche, è possibile acquistarla tra i 400 e i 500 €. Ha risultati estremamente migliori di una FDM ma con tutti i contro di lavorare con le resine, compresi i costi delle stesse. Il design è molto compatto e il volume di stampa è modesto, di 115 x 65 x 155 millimetri, ma in linea con altre macchine di analoga tecnologia. Venduta sempre attraverso Amazon, che assicura una spedizione veloce. Consigliata agli amanti dei gioielli e delle miniature. LUMIPOCKET LT LumiPocket LT non è solo una stampante a resina. Con circa 400 € avremo anche un’incisore laser e fotoincisore per circuiti, ne abbiamo parlato in questo articolo. È una azienda tutta italiana ed il progetto è stato un successo su kickstarter. Ideale per i maker tuttofare, permette grandi possibilità nelle lavorazioni. Il suo essere ‘pocket’ la limita nel volume di lavoro, che risulta di 60x70x50 millimetri. ANET A8 È diventata col tempo una delle stampanti 3D più diffuse proprio grazie al suo prezzo che supera di poco i 100€. Ricalca anch’essa il progetto della Prusa, ma con componentistica essenziale e modesta. Risulterà non semplice ottenere dei buoni risultati da una macchina con così poche pretese. Risulta comunque una stampante che con una piccola spesa ci permetterà di sperimentare e imparare a conoscere la stampa 3D. Ha un volume di stampa di 220x220x240 millimetri. Su Amazon è disponibile la versione originale, oltre che una serie di cloni. GEEETECH I3 PRO Analogo discorso per la Geeetech I3 Pro: la qualità costruttiva lascia spazio alla semplicità. Sono molte le cose in comune con la Anet tra cui il telaio. In questo caso, con qualche decina di euro in più a seconda delle configurazioni (circa 170€), la Geeetech guadagna il piano riscaldato ma con delle dimensioni di stampa leggermente più contenute: 200 X200 X 180 millimetri. Disponibile anche in versione con doppio estrusore. Acquisto veloce tramite Amazon. PRUSA i3 MK3 Se parliamo di repliche, è impossibile non citare la Prusa originale, ovvero il modello che ha dato il via a questo progetto vincente. Il prezzo è superiore, ma tutto ciò si riflette nella qualità si stampa. Il merito è dei vari upgrade accumulati negli anni e nella generale qualità costruttiva. Il nozzle E3D V6, la meccanica di precisione, piatto riscaldato, ventole Noctua e sensore di livellamento del piano sono solo alcune delle caratteristiche di spicco di una stampante che nel complesso da sempre la sicurezza di una stampa riuscita e di ottima qualità. Il modello MK3, l’ultimo, è venduto ad un prezzo di 769€ per il modello in kit e 999€ per rispettivamente a 619€ o 919€. M3D MICRO+ La M3D Micro+ ha l’approccio opposto rispetto alle cinesi open source. La stampante punta tutto nel costruire un’esperienza di stampa plug and play, ovvero acquista la stampante ed inizia a creare. Ideale per chi vuole spendere poco ed ottenere risultati con poco sforzo. Ci si concentra solo nel processo di stampa, anche grazie allo slicer proprietario che potremmo definire limitato o semplice, a seconda dei punti di vista. È comunque possibile utilizzare slicer di terze parti. È compatta e con un volume di stampa molto modesto, appena 10,9x11,4x11,6 centimetri circa. Solitamente venduta a circa 300€, ora in sconto a 175€. BEEVERYCREATIVE BEETHEONE Lo stesso principio della M3D lo possiamo trovare nella Beetheone, dedicata appunto ad un pubblico consumer. A differenza della stampante statunitense troviamo un piatto più grande (190 x 135 x 125 millimetri) non riscaldato Tutto, compresa la bobina di filamento, è integrato nel design semplice e pulito. È dotata di funzione di pausa della stampa. Beeverycreative vende la sua stampante a circa 1500€. Che cosa aspetti? Ora che conosci le migliori stampanti 3D economiche del 2018 non ti resta che sceglierne una ed entrare nel mondo della stampa 3D! Sei curioso di saperne di più? Clicca qui per iscriverti al nostro forum: la community sarà felice di aiutarti! Resta aggiornato sulle ultime novità, seguici su Facebook e Twitter.
  7. Siamo in procinto della fine dell'anno ed è quindi arrivato il momento di tirarne le somme. Il 2018 della stampa 3D ci ha messo di fronte a una serie di nuove interessanti proposte che, insieme ad alcune delle ottime macchine già in commercio, stanno davvero portando il mercato della stampa 3D verso una nuova direzione. È per questo motivo che, ogni anno, noi di Stampa3Dforum raccogliamo una lista delle migliori stampanti 3D in commercio: una selezione delle macchine che si distinguono dal resto del mercato per innovazione, qualità costruttiva e prestazioni. Senza avere l'intenzione di fare una classifica, siamo quindi andati alla ricerca di quei modelli che si fanno notare nel proprio ambito di utilizzo, andando a coprire tutte le tecnologie di stampa 3D più conosciute e aggiungendo brevi ed esaustive descrizioni dei prodotti. Cosa aspettiamo allora, avanti con la lista delle migliori stampanti 3D del 2018! MARKFORGED MARK TWO La Mark Two è l’unica desktop di Markforged in grado di stampare sia fibra di carbonio che vetroresina, ma anche Kevlar, e Onyx. Ha un ecosistema che va dal software al materiale (proprietari) per ottenere i migliori risultati grazie al pieno controllo nell’intero processo. Una macchina costruita per ottenere prototipi e pezzi pronti all’uso con una definizione di 100 micron. L’interfaccia è di tipo touch e la stampa è gestita dallo slicer Eiger. Sei interessato a materiali tecnici e metallo? Leggi anche: Markforged Metal X, stampante 3D a metallo a basso costo Markforged MarkOne, la prima stampante 3D a fibra di carbonio ZORTRAX M200 PLUS Zortrax si è pian piano ritagliata la sua fetta del mercato FDM grazie alla solidità e alle prestazioni delle sue macchine. La M200 ha aperto la strada per le sue evoluzioni: la più grande M300, normale e Plus, e la M200 Plus. Quest’ultima, come tutta la gamma a fusione di filamento, è una stampante costruita per essere pronta all’uso. È forse il modello più completo della categoria, integra infatti molte raffinatezze che costruiscono una esperienza d’uso senza compromessi: piano riscaldato microforato, livellamento del piatto automatico, videocamera per monitorare le stampe e sensore di fine materiale. Cosa pensa la nostra community della Zortrax M200? Leggi qui! ROBOZE ONE +400 XTREME Roboze ha appena ampliato la sua offerta con la nuova serie Xtreme presentata al Formnext di Francoforte. Ne parliamo in questo articolo. Le nuove stampanti 3D fanno della costruzione il principale punto di forza, con un nuovo sistema di movimento beltless che porta la precisione di movimento a 15 micron. Le elevate temperature raggiungibili (500 gradi per l’estrusore e 180 gradi per il piano) consentono l’uso di materiali tecnici. Roboze per questo offre Carbon Peek, Carbon PA, Glass PA e altri polimeri ad alte prestazioni. Leggi l'articolo completo su Roboze Xtreme PRUSA MK3 È il modello che ha generato il maggior numero di repliche di altri produttori, grazie alla sua natura open source e al grande rapporto prestazioni/prezzo. Ha una meccanica molto semplice ma ogni parte della struttura è studiata e si è evoluta nel tempo per avere la maggiore efficacia con il minor peso ed ingombro, per mantenere la macchina tra le più performanti nella fascia bassa del mercato. ULTIMAKER 3 e S5 Anch’essa ormai da tempo tra le stampanti più conosciute del panorama. Affidabilità e prestazioni alla base con un prezzo più alto dei diretti competitor. Ma guardando con attenzione la macchina si comprende come possa essere giustificato. L’ingegnerizzazione di elementi come il sistema di ugelli intercambiabili denota la cura e lo studio del dettaglio. Ampia gamma di filamenti proprietari ma con la possibilità di caricarne di terze parti. La Ultimaker 3 risulta una ottima macchina disponibile anche nella sua versione Extended con una altezza di stampa ampliata a 300 millimetri. Ultimaker S5: prime considerazioni e scheda tecnica FORMLABS FORM 2 Passando alla tecnologia SLA non possiamo non chiamare in causa la Formlabs Form 2. Regina della classe, può contare in una ampia gamma di resine tecniche ed una risoluzione massima di 25 micron, anche per la produzione di pezzi finiti. Per il lavaggio e la fotopolimerizzazione post-stampa, Formlabs ha prodotto Form Wash e Form Cure, creando un intero ecosistema di stampa 3D professionale. Video - Presentazione materiale ceramico per la Formlabs Form2 SINTERIT LISA Sinterit Lisa è una stampante SLS compatta e performante. Rende di semplice utilizzo ciò che di base non lo è. Una ottima macchina che porta al target desktop la stampa a polveri, unica nel panorama 3D per i vantaggi di stampa senza supporti. Lisa ha un volume di stampa di 150 x 200 x 150 millimetri. Ne abbiamo parlato in modo completo qui. DESKTOP METAL Una rivoluzione, quella della stampa 3D in metallo, dove troviamo Dekstop Metal in prima fila a tirare il mercato. L'azienda americana propone un sistema a estrusione di un materiale che contiene polveri di metallo. Il pezzo, una volta prodotto, viene rifinito e sinterizzato, seguendo altri due step di lavorazione. In questo modo, il materiale legante viene sciolto e il metallo assume solidità. Sei curioso di saperne di più? Clicca qui per iscriverti al nostro forum: la community sarà felice di aiutarti! Resta aggiornato sulle ultime novità, seguici su Facebook e Twitter.
  8. Metallo, materiali tecnici e, perché no, anche un po' di colore. E' proprio quest'ultimo l'elemento presentato da Mimaki al Formnext 2018: la stampa 3D full color trova una rinnovata spinta. “La gamma e la vivacità dei colori, insieme a una resa cromatica particolarmente precisa, aprono la strada a nuove entusiasmanti opportunità applicative”, afferma Bert Benckhuysen, Senior Product Manager di Mimaki. “Le carnagioni dei visi, ad esempio, le cui minime variazioni di tonalità possono essere facilmente percepite dall'occhio umano, vengono riprodotte con qualità fotorealistica, dal momento che la stampante rispecchia l'accuratezza del dispositivo di scansione con assoluta precisione. Con 3DUJ-553 gli sviluppatori di prodotti che necessitano di rappresentazioni puntuali dei propri progetti sono in grado di ottenere gradazioni cromatiche estremamente uniformi riducendo la granulosità. Inoltre, è possibile creare speciali colori spot per soddisfare anche le più esigenti richieste dei brand”. Stampa 3D full color - Mimaki presenta il modello 3DUJ-553 La stampante full-color 3DUJ-553 è in grado di riprodurre oltre 10 milioni di combinazioni cromatiche in strati sottilissimi da 19, 32 o 42 micron garantendo risultati precisi e ripetibili grazie all’esclusivo sistema di gestione dei profili ICC messo a punto da Mimaki. L'azienda ha sviluppato anche una resina ottimizzata per la creazione di effetti trasparenti e semitrasparenti ancora più ricercati. Lo speciale materiale di supporto idrosolubile, inoltre, consente la realizzazione di design complessi e dettagliati e può essere lavato via facilmente riducendo i tempi di produzione e gli scarti. I modelli 3D stampati con tecnologia Mimaki assicurano una rigidità equivalente alla plastica ABS. Sono realizzati con teste di stampa a getto di inchiostro, resine acriliche polimerizzate istantaneamente tramite lampade UV e sono creati direttamente sul vassoio di costruzione con dimensioni fino a 500 x 500 x 300 mm. La stampante 3DUJ-553 può essere utilizzata da remoto oppure direttamente tramite il monitor touch screen, mentre il software integrato Mimaki 3D Link consente di gestire i cambi colore con estrema semplicità. “Le eccellenti prestazioni garantite da 3DUJ-553 in termini di stampa inkjet, tecnologia UV Led e gestione del colore sono strettamente connesse all’eccezionale know-how di Mimaki in ambito di stampa 2D”, spiega Benckhuysen. “Un’expertise che si è rivelata fondamentale anche per lo sviluppo di un sistema di circolazione dell'inchiostro in grado di assicurare massimo uptime, affidabilità e operatività. Di estrema importanza, inoltre, i costanti investimenti di Mimaki in R&D, oltre al valore aggiunto di un’ottima un’assistenza tecnica, di un servizio clienti e di una forza vendite in continua espansione”. Sei curioso di saperne di più? Clicca qui per iscriverti al nostro forum: la community sarà felice di aiutarti! Resta aggiornato sulle ultime novità, seguici su Facebook e Twitter.
  9. A distanza di qualche giorno dalla chiusura del Formnext 2018, possiamo constatare senza dubbio che l'additive manufacturing professionale e industriale si sta muovendo a grande velocità. Sempre più interesse va nei confronti della stampa 3D a metallo: lo dimostra la grande attenzione riposta dai grandi player internazionali. Tra questi, Stratasys si presenta in prima linea con una tecnologia chiamata “Layered Powder Metallurgy” (LPM ™), progettata per rendere la produzione di parti metalliche più veloce, facile ed economica partendo dalla stampa 3D in alluminio. Layered Powder Metallurgy è progettata per unire la potenza della fabbricazione additiva alla produzione di pezzi metallici a cicli brevi, migliorando l’efficienza e riducendo i costi utilizzando leghe standard della metallurgia delle polveri (Powder Metallurgy). “Abbiamo notato che gli attuali approcci alla stampa 3D di parti metalliche lasciano molto a desiderare: lavorazioni di finitura post-stampa lente, rimozione dei supporti estremamente complicata, tempi di rifinitura e smerigliatura troppo lunghi. Considerando inoltre i costi elevati delle polveri necessarie per la fabbricazione additiva, la realizzazione di ogni singola parte risulta costosa, con un conseguente TCO difficile da giustificare”, spiega Rafie Grinvald, Direttore della gestione e del marketing dei prodotti di Stratasys. “La nostra nuova piattaforma è stata progettata per trasformare l’attuale panorama della fabbricazione additiva di metalli, presentando un’alternativa praticabile ai metodi di produzione tipici, e aiutare i clienti a ridurre drasticamente i costi di creazione di parti metalliche di produzione affidabili e coerenti per applicazioni con cicli brevi.” Sviluppata internamente negli ultimi anni, la piattaforma Layered Powder Metallurgy di Stratasys unisce tecnologia a getto proprietaria e metallurgia delle polveri di uso comune, iniziando con l’offerta di polveri di alluminio. La soluzione comprende un processo di produzione additiva in 3 fasi che combina la metallurgia delle polveri tradizionale con la robusta tecnologia a getto di inchiostro PolyJet ™ di Stratasys. Il processo prevede la stampa di margini con inchiostro termico proprietario, erogazione e diffusione della polvere, infine compattazione dello strato di polvere per ottenere alta densità e restringimento controllabile. Il risultato finale è destinato a essere economicamente competitivo rispetto al costo per parte e alla produttività, con post-elaborazione facile da implementare e qualità delle parti elevata. La tecnologia Layered Powder Metallurgy cerca di soddisfare direttamente le esigenze dei clienti che richiedono la produzione di parti in serie pilota, la produzione in scala ridotta durante il periodo di lancio e di fine del ciclo di vita del prodotto, nonché parti personalizzate, complesse e leggere al tempo stesso. L’offerta è ideale per mercati come quello automobilistico, aerospaziale e della difesa. Sei curioso di saperne di più? Clicca qui per iscriverti al nostro forum: la community sarà felice di aiutarti! Resta aggiornato sulle ultime novità, seguici su Facebook e Twitter.
  10. Dal 13 al 16 novembre si terrà il Formnext, uno degli eventi europei più importanti per le tecnologie additive industriali, ed è proprio in questo contesto che EOS introdurrà sul mercato due importanti novità. In primis si parla di una rivoluzionaria tecnologia per l’Additive Manufacturing dei polimeri: con quasi un milione di laser a diodo per la fusione del materiale, che realizzano il componente uno strato dopo l’altro, questo processo di costruzione è così produttivo che può rappresentare una valida alternativa allo stampaggio a iniezione per molte applicazioni. In secondo luogo, EOS presenterà il più recente sistema EOS M 300-4 come base per una cella di produzione in serie con materiali metallici. Che materiali si possono usare con la stampa 3D? Leggi la nostra guida! Tecnologia EOS LaserProFusion: la stessa produttività dello stampaggio a iniezione Con la nuova tecnologia LaserProFusion, EOS presenta un sistema pensato per assicurare la massima produttività. Con quasi 30 anni di esperienza nel campo dell’Additive Manufacturing, EOS ottimizza continuamente l’interazione tra i materiali in polvere e i laser destinati alle applicazioni industriali. Invece del processo di sinterizzazione laser utilizzato fino ad oggi, con un unico laserCO2 in movimento lungo l’intera area di stampa, questa nuova tecnologia utilizza fino a un milione di laser, in grado di generare un’uscita totale massima di 5 kilowatt. Per ogni strato, vengono attivati solo i laser a diodo che corrispondono ai dati CAD della parte, a livello di singolo pixel. La nuova tecnologia riduce significativamente i tempi di esposizione, indipendentemente dal numero di parti e dalla relativa geometria. “Con la tecnologia LaserProFusion, stiamo ottenendo un nuovo livello di produttività nella stampa 3D industriale di polimeri per la produzione in serie. Si tratta di una tecnologia che può rappresentare un’alternativa allo stampaggio a iniezione in molte applicazioni, oltre a rendere possibile lo stampaggio a iniezione senza utensili. Questo renderà la stampa 3D industriale molto interessante per un mercato completamente nuovo in futuro.” Tobias Abeln, Chief Technical Officer (CTO) di EOS EOS M 300-4 come base per una cella di produzione AM Nel corso di formnext, EOS illustrerà l’interazione delle proprie soluzioni software e hardware attraverso una cella di produzione per la stampa 3D industriale di materiali metallici. Questa cella integra tutte le soluzioni essenziali per un flusso ottimale di componenti e dati in ogni fase della produzione AM, inclusi il design, il processo di creazione e il controllo qualità. In tal modo, EOS soddisfa i rigorosi requisiti per la produzione in serie tramite Additive Manufacturing ed è in grado di fornire alle aziende una gamma completa di soluzioni da un’unica fonte. Prima del processo di creazione AM, il software Amphyon di Additive Works simula la produzione dei componenti, evidenziando e ottimizzando le aree potenzialmente problematiche della parte fin dalle fasi iniziali. A questo si affianca lo strumento CAM intuitivo, aperto e produttivo EOSPRINT 2. Clicca qui per leggere la nostra guida dedicata al software CAM Cura Ultimaker. Entrambe le soluzioni consentono agli utenti di preparare efficacemente i dati dei componenti per il processo di creazione. Un ulteriore vantaggio è che gli algoritmi di EOSPRINT 2 possono essere integrati direttamente nei principali sistemi CAD. Questo consente un flusso di lavoro senza interruzioni e collegato in modo associativo in un ambiente software uniforme. EOS M 300-4, il più recente sistema per l’Additive Manufacturing digitale industriale di materiali metallici, è l’elemento centrale della cella di produzione in esposizione. Il sistema offre una produttività fino a 10 volte superiore, garantendo al tempo stesso la creazione di componenti di qualità industriale. La piattaforma è configurabile con EOSTATE Monitoring-Suite per il monitoraggio in tempo reale del processo di produzione AM. Questa capacità di effettuare il controllo qualità durante il processo di creazione è significativa, in particolare nella produzione su larga scala, poiché una qualità elevata e riproducibile delle parti è assolutamente essenziale. La fiera formnext si terrà a Francoforte sul Meno dal 13 al 16 novembre 2018. Con lo slogan “Start your industrial production now”, EOS presenterà il proprio portfolio di sistemi e soluzioni software per l’Additive Manufacturing, nonché i materiali e un’ampia gamma di servizi e consulenza, presso lo stand G50 nel padiglione 3.1. Sei curioso di saperne di più? Clicca qui per iscriverti al nostro forum: la community sarà felice di aiutarti! Resta aggiornato sulle ultime novità, seguici su Facebook e Twitter.
  11. Da sempre Roboze ha puntato a differenziarsi dal punto di vista tecnologico. Lavorando nel settore della stampa 3D FFF - estrusione di materiale - e dovendo competere con una grande quantità di piccoli e grandi competitor, l'azienda barese ha sempre puntato a rialzo: migliori meccaniche grazie al sistema Beltless, migliori prestazioni, più materiali (come PEEK e CARBON PEEK). Oggi Roboze annuncia il potenziamento delle proprie soluzioni, presentando la gamma di stampanti 3D Xtreme. Non conosci le tecnologie di stampa 3D? Leggi la nostra guida! Dopo la presentazione nel novembre scorso di Argo 500, avanguardia tecnologica in grado di stampare parti finite in 500 x 500 x 500 mm con materiali ad alte temperature e caricati fibra carbonio, Roboze fa un altro passo in avanti: presenterà al Formnext 2018 la nuova serie Xtreme, composta dai sistemi di manifattura additiva desktop/production Roboze One Xtreme e Roboze One+400 Xtreme. Roboze Xtreme - Le novità che vedremo a Francoforte La prima novità è sicuramente nel design: la nuova cover, oltre a donare un tocco estetico elegante e un impatto visivo armonioso, è in lamiera e progettata per migliorare la robustezza delle macchine e ridurre la manutenzione. Questa caratteristica rende le stampanti Xtreme di Roboze perfette per essere utilizzate in tutti gli spazi in quanto non ingombranti ed estremamente silenziose. Il Beltless System in questa nuova linea desktop/production subisce un’evoluzione: le cremagliere vengono lavorate con nichelatura chimica, che permette di aumentare la resistenza alla corrosione e all'usura e di ridurre l'attrito di contatto tra cremagliera e pignone , con il vantaggio di aumentare la velocità di stampa. “La forte collaborazione tra tutti i membri del team R&D di Roboze ci ha permesso di progettare questo nuovo sistema che migliora il precedente garantendo una maggiore vita utile della macchina”, afferma l’Ing. Rocco Maggialetti, capo della progettazione meccanica di Roboze. Altra novità è rappresentata dal nuovo sistema di sensoristica avanzata costituito da: Endstop ottico/touch-less che riduce le problematiche tipiche degli endstop meccanici garantendo minori interventi di manutenzione; Encoder sui motori per un controllo a loop chiuso del sistema di funzionamento che monitora il processo di stampa ed elimina definitivamente il rischio di fallimento delle stampe, incrementando cosi i livelli di produttività delle macchine; Endstop finalizzato al livellamento del piano semi-automatico; Connessione USB e WiFi. Inoltre, le nuove stampanti Roboze Xtreme presentano l’innovativo Support System Cabinet (SSC), un armadietto di supporto progettato per lo scarico delle vibrazioni macchina che, oltre a presentare uno spazio dedicato al controllo delle temperature dei materiali, permette lo stoccaggio delle bobine per preservarle da agenti atmosferici. All’interno di questo sistema è anche alloggiato il Vacuum Box per la generazione del vuoto. Il sistema del piano del vuoto, come nella Roboze One+400 e nella Argo500, è presente in entrambe le soluzioni Roboze Xtreme e garantisce perfetta adesione al piano di stampa e maggiore planarità dei primi layers, semplificando e velocizzando le operazioni. Roboze Xtreme e l'ingegneria dei materiali Sotto l’aspetto dei materiali - qui la nostra guida - le nuove soluzioni Xtreme di Roboze offrono maggiore versatilità con un portfolio incrementato da ben quattro nuovi materiali rispetto alle precedenti versioni: Glass PA, PP, Carbon PP e Carbon PEEK, quest’ultimo disponibile solo sulla Roboze One+400 Xtreme e già presente sulla Argo500 della serie production. Glass PA - è una poliammide caricata con sfere di vetro, la quale presenta proprietà meccaniche migliorate e minore assorbimento dell’umidità rispetto alla poliammide standard, garantendo elevata stabilità dimensionale. Inoltre è anche un buon isolante elettrico. PP, polipropilene - rappresenta il polimero commodities più utilizzato soprattutto in applicazioni per oggetti di uso comune e componentistica automotive, grazie alle sue caratteristiche di elevata resistenza agli urti, all’abrasione, agli agenti chimici ed è dotato di eccellenti proprietà isolanti elettriche. Carbon PEEK - aggiunge una maggiore stabilità termica e proprietà meccaniche rispetto alle straordinarie prestazioni del PEEK. Carbon PP - anch’esso perfetto per applicazioni di automotive perché garantisce le stesse prestazioni del PP con l’aggiunta dei vantaggi offerti dalla fibra di carbonio. Il Carbon PP, grazie alla fibra di carbonio, fornisce un livello di resistenza incrementata del 25% rispetto al PP. “Le nuove soluzioni Xtreme, frutto di un intenso lavoro da parte di tutto il team Roboze, ha permesso oggi di creare una nuova linea di sistemi in grado di soddisfare le più estreme esigenze dei nostri clienti, offrendo maggiore versatilità nei materiali e accuratezza delle stampe, nonché migliori prestazioni. Abbiamo riscritto la storia della stampa 3D e il Formnext 2018 rappresenta la migliore vetrina per raccontarla ”, conclude Alessio Lorusso, CEO & Founder di Roboze. Non ci resta che attendere il 13 novembre e la Fiera Formnext 2018 di Francoforte sul Meno, stand C78- padiglione 3.1: vi terremo aggiornati su tutti i dettagli! Vuoi saperne di più? Clicca qui per iscriverti al nostro forum: la community sarà felice di aiutarti! Resta aggiornato sulle ultime novità, seguici su Facebook e Twitter.
  12. Liquid Printed Pneumatics è il nome del progetto a cui stanno lavorando il laboratorio di ricerca MIT Self Assembling Lab e BMW. Assieme stanno elaborando nuove soluzioni per gli interni delle automobili di nuova generazione. Il progetto, ancora in fase di sperimentazione, propone spunti interessanti per capire come, in futuro, la materia che comporrà gli abitacoli sarà in grado di adattarsi alle esigenze rispondendo a stimoli esterni. La tecnologia scelta da BMW: stampa 4D per le proprie automobili Il concetto base che permette questo è la stampa 4D, tema che abbiamo già trattato in questo articolo. Sostanzialmente, gli oggetti stampati hanno delle capacità dinamiche, possono quindi cambiare forma. Questo non in modo casuale, perché il modo in cui questi si comportano dopo la stampa può essere progettato, adattando forma e i materiali. In questo caso gli oggetti sono dei dispositivi pneumatici, ovvero meccanismi che agiscono grazie allo stimolo di pressione di un fluido. Sono dotati di una o più camere grazie alle quali ognuna di queste determina due possibilità di movimento. La sottrazione o l’immissione di un fluido permettono all’oggetto di comprimersi o estendersi. La combinazione di più movimenti in un oggetto permette trasformazioni multiple. Il MIT mostra più esempi dove gli elementi compiono movimenti differenti a seconda della loro forma. Le parti sottili subiscono una deformazione maggiore di quelle spesse. Sfruttando questo principio i movimenti possono essere previsti in fase progettuale posizionando opportunamente il materiale. La tecnologia utilizzata dal laboratorio dell’università del Massachusetts si chiama Rapid Liquid Printing. È un metodo di stampa estremamente rapido che sfrutta un fluido più denso dell’aria (in questo caso un gel) come ambiente di stampa. In questo modo il materiale depositato non cade sotto il suo stesso peso ma rimane nel punto in cui viene estruso. Questo permette la stampa 3D di elementi complessi senza problemi per le parti a sbalzo, dove il limite dimensionale risiede solo nella vasca di stampa. Nello specifico, Liquid Printed Pneumatics è solo un concept che mostra le capacità di questa tecnologia. In futuro questi smart objects potranno essere impiegati per rendere più confortevoli i veicoli adattandosi ai nostri bisogni. Staremo quindi a vedere come BMW porterà la stampa 3D all’interno delle sue auto e in che modo potranno incrementare il comfort dei nostri viaggi. Il progetto sarà mostrato il 4 Novembre 2018 al V&A Museum di Londra come parte della mostra ‘The Future Starts Here’.
  13. Si è conclusa domenica l'edizione 2018 della Maker Faire Rome, tra conferme e novità. Un'edizione senza dubbio riuscita, che ha visto una grandissima partecipazione di un pubblico vario. Come vi avevamo anticipato nell’articolo di anteprima, la stampa 3D ha avuto un ruolo centrale, comparsa in tutte le sfaccettature e con modelli di macchine per ogni portafoglio. Come tutti gli anni, a distanza di qualche giorno dalla chiusura, giunge per noi il momento di fare un bilancio dell’evento, con l'obiettivo di risaltare cosa ha maggiormente lasciato il segno per ogni categoria merceologica e quali sono i prodotti che più ci hanno colpito. Stampanti 3D FDM - Maker Faire Rome 2018 Proprio quando sembra ci sia poco ancora da innovare nel campo delle stampanti a fusione di filamento, arriva puntuale il produttore in grado di aggiungere qualcosa di interessante. WreckLab è una piccola realtà che, oltre che produrre stampanti delta tradizionali, ne fabbrica una molto particolare. La differenza sta nel telaio, la cui parte superiore viene ruotata e le barre prima verticali assumono una forma a traliccio. Una modifica che ne irrigidisce la struttura senza stravolgerne il funzionamento. Robot Factory, altra italiana, mostra la sua macchina che stampa a 45 gradi e con l’asse Y a rullo e quindi infinito. Tra le conferme c’è invece la presenza di WASP, che porta in fiera linea delle stampanti clay (argilla) per la felicità di grandi e piccoli maker, mostrando le possibilità di lavorazione con workshop dedicati. Stampanti 3D a resina - Maker Faire Rome 2018 La prossima volta che visitate un museo, portate con voi una luce UV - alcuni dei reperti storici che vi circondano potrebbero nascondere indizi che rivelano l’uso di moderne tecnologie di restauro, inesistenti fino a pochi anni fa. Grazie alla collaborazione tra Formlabs e l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze è stato possibile il restauro marmi, stucchi e intagli lignei con una precisione estrema, altrimenti difficilmente ottenibile con altri processi. Parliamo sempre di resine cambiando però approccio, perché Lumi Industries promette di rendere portatile questa tecnologia. La New Lumifold TB infatti è studiata per funzionare con un tablet come fonte di luce per polimerizzare. Studiata a misura di iPad mini ma compatibile con dispositivi di dimensioni anche minori. Prusa fa il suo esordio nel campo con la SL1 mentre la fiorentina Kentstrapper rinnova la sua Aura. Poi XFAB e molti altri. Filamenti - Maker Faire Rome 2018 Tra i filamenti più innovativi troviamo quelli di RadChemLab, team del laboratorio di chimica dell’Università di Pavia. Sono infatti riusciti a produrre filamenti a base di PLA con una componente di funghi o addirittura con cellulosa estratta dai mozziconi di sigarette. Altri come il FabLab di Caserta hanno portato filamenti caricati a scarti della lavorazione di birra, caffè o canapa. Resina speciali - Maker Faire Rome 2018 Di resine speciali ne esistono a decine: dalle gommose alle calcinabili, fino a quelle resistenti ad alte temperature. Ma ancora l’Università di Pavia si distingue in modo sorprendente producendo una resina composta per il 60-70% di olio vegetale esausto. Il prodotto finito ha una colorazione che varia dal giallo all’arancio a seconda della varietà di olio utilizzato (girasole, colza, ecc…) e una consistenza gommosa, che può comunque essere modificata additivando opportunamente la resina. Il materiale è ad oggi in fase di brevetto. Estrusori - Maker Faire Rome 2018 In più stand abbiamo visto estrusori alimentati a pellet o scarti provenienti da altre stampe, come i supporti. I produttori li hanno applicati sia in autonomia, per l’autoproduzione di filamento, che direttamente alle stampanti (come Kentstrapper). In questo ultimo caso, tutte le applicazioni avevano un sistema di estrusore a vite. A spingere nell'utilizzo di questo sistema di alimentazione è la voglia di avere stampe con variazioni di colori, mentre in altri casi una maggiore attenzione all’ecologia ed al riciclo. Altre tecnologie - Maker Faire Rome 2018 Lumi Industries porta in fiera anche un prototipo di stampante a sinterizzazione di zucchero e il suo visore volumetrico VVD: un dispositivo per visualizzare modelli tridimensionali senza supporti esterni. Suscitano molta curiosità, soprattutto tra il pubblico giovanissimo, le stampanti 3D a cioccolato, di cui abbiamo visto la versione di 3Drag e quella di Stampa3DSud. Da menzionare è anche il progetto di ‘The Tactigon’. Per quanto riguarda la stampa 3D offrono un visore VR ed un controller con cui si potrà vedere da remoto e ad ogni angolazione lo stato del processo di stampa. Maker Faire Rome 2018 è stata una vera dimostrazione di come sta evolvendo il movimento dei maker. Una festa che ha coinvolto tutti, dal professionista ai bambini e che ha dimostrato quanto le tecnologie di stampa 3D siano costantemente in fase di sviluppo e ottimizzazione. Assisteremo a grandi novità nei prossimi anni. Resta aggiornato sulle ultime novità, seguici su Facebook e Twitter. Sei interessato alla stampa 3D? Entra subito nella community italiana per la stampa 3D, clicca qui per registrarti!
  14. Lo scorso 6 ottobre si è tenuta a Massa Lombarda la conferenza intitolata "Viaggio a Shamballa" organizzata da WASP e alla quale hanno partecipato alcuni tra i più grandi esponenti per l'edilizia stampata 3D. Un evento quasi unico nel suo genere, che ha visto in primo piano la presentazione del nuovo sistema Crane WASP e il modulo abitativo Gaia - di cui abbiamo parlato in questo articolo. I temi affrontati dagli ospiti, sapientemente moderati da Alessandro Ranellucci, hanno spaziato tra quelle che sono le grandi incertezze della stampa 3D a grandi dimensioni. Segreto industriale, brevetti, normative, opportunità di mercato, estetica, sicurezza, tecniche e sistemi integrati; questi sono solo alcuni dei punti che si sono toccati e, volutamente, "stressati". Nelle prossime righe, quindi, ripercorreremo insieme quello che abbiamo visto e sentito nelle tre ore dedicate alla conferenza. Edilizia stampata 3D - La conferenza che ha preceduto il nostro Viaggio a Shamballa Primo intervento - Massimo Moretti e WASP Team Ad avviare la conferenza è stato Massimo Moretti, aprendo con un discorso molto vicino all'attività di WASP: quello della ricerca. Da sempre, infatti, WASP percorre una strada legata a una visione che va oltre la semplice progettazione di macchine per la stampa 3D. Crane WASP è solo uno dei tasselli che compongono un puzzle composto da estrusori per argilla, arte, ecologia e la centralità del benessere dell'essere umano. Il focus si è quindi spostato sul tema dell'abitare, entrando nel vivo di quella che è stata la presentazione di Crane WASP. Una macchina che deriva da anni di test e prototipi scartati per diversi fattori: lentezza, risoluzione di stampa non ottimale, dimensioni del macchinario esagerate rispetto il reale volume di fabbricazione - mi riferisco alla Big Delta e ai primi tentativi di ingresso nel mondo dell'edilizia da parte dell'azienda romagnola, a cui avevo personalmente dedicato un editoriale nell'ormai lontano 2015. Dopo aver sviluppato tre prototipi e aver preso come riferimento il sistema della gru a torre, ecco quindi l'arrivo di Crane WASP, un sistema che nella visione di WASP sarà collaborativo e permetterà così di abbattere i tempi di fabbricazione. La macchina ripropone quello che è un macchinario ben conosciuto in edilizia e che può lavorare su un volume di stampa cilindrico composto da 6.3 metri di diametro e 3.1 metri di altezza. L'estusore è di 18/30 mm di diametro, ovviamente più preciso, alimetato in modo meccanico tramite una pompa che spinge il materiale, dotato di un sistema a vite di controllo del flusso e di un sensore di pressione che controlla il materiale in entrata. Dopotutto, tutto si gioca qui: quando si parla di materiali fluidodensi, è necessario tenere sotto controllo la qualità e la costanza dell'impasto in estrusione. Si è poi passati a parlare di Gaia, l'ottimo risultato ottenuto dall'azienda nel suo processo di definizione della tecnologia per l'edilizia stampata 3D. Gran parte della ricerca è stata fatta sul pacchetto dei muri perimetrali, i quali fungono da involucro esterno e non hanno, al momento, funzione strutturale. Essendo gestito in modo parametrico, il pacchetto prevede configurazioni variabili che integrano impianti, isolanti, pacchetti ventilati, ecc. Infatti, per lo slicing è stato utilizzato un percorso "ricamato" che ha permesso di limitare le deformazioni e i ritiri della terra con paglia (quest'ultima rappresenta le fibre lunghe, proprio come nei materiali compostiti). La copertura e i pilastri interni all'involucro sono in legno lamellare e verificati secondo normativa. Secondo intervento - Tiziana Monterisi di RiceHouse Sapevate che il più grande produttore di riso in Europa è l'Italia? Dalla lavorazione della materia prima restano scarti in quantità elevate che possono essere utilizzate a bassissimo costo. Il risultato di WASP è frutto di un'interessante collaborazione avviata con RiceHouse, azienda italiana che utilizza questi scarti, miscelandoli con calce e argilla per produrre materiali idonei alla fabbricazione di massetti allegegriti, cappotti di paglia, ecc. E' proprio da questo processo, opportunamente raffinato, che deriva l'involucro esterno di Gaia. Grazie alle proprietà del materiale di tamponamento e del corretto orientamento rispetto alla sua posizione geografica, Gaia non necessita di sistemi di raffrescamento o riscaldamento. Terzo intervento - Mahriz Akhavan Zakeri di XTreeE Diversamente da WASP, XTreeE utilizza un cemento ad alte prestazioni. Il processo progettuale e produttivo sviluppato dall'azienda è composto da una serie di step: definizione del modello digitale; utilizzo di una piattaforma di management condivisa; materiale UHPC (Ultra High Performance Concrete); metodo produttivo sviluppato da XTreeE. Come è facile intuire, XTreeE sta riuscendo a definire un workflow strutturato su base di tecnologie all'avanguardia, ma che non sempre trovano la corretta applicazione. Anche questo questo fa parte del gioco. Eventuali accortezze però non mancano: il metodo di estrusione di XTreeE integra un sistema di accelerazione del processo di asciugamento del materiale, riducendo i tempi di attesa tipici del cemento. Essicamento e ampliamento delle geometrie producibili saranno sicuramente i punti di studio dei prossimi anni. Quarto intervento - Alexandre Dubor per lo IAAC di Barcellona Essendo lo IAAC un istitituto scolastico e di ricerca, l'approccio presentato da Alexandre ha dato una visione alternativa alle tematiche discusse. Mentre per XTreeE i brevetti rappresentano una soluzione per restare competitivi sul mercato, lo IAAC spinge sul fronte della condivisione immediata dei risultati ottenuti in modo da generare sempre più interesse dei confronti dell'industria e delle nuove frontiere di edilizia. Le ultime ricerche dello IAAC si sono spinte nella rivisitazione dell'Adobe, passando attraverso un sistema Mixtruder dotato di una serie di sensori che analizzano in modo costante il materiale estruso. Secondo Alexandre, uno dei punti su cui bisognerà spingere è proprio questo: per convincere le istituzioni a rilasciare certificazioni su tecnologie e materiali, è necessario avere dati in mano. L'estrusore super accessoriato sarà il futuro per l'edilizia stampata 3D, ma questo dovrà anche essere in un certo senso collaborativo; gli esseri umani avranno sempre un ruolo centrale, anche in cantiere, ma potranno farsi aiutare da droni dotati di sistema di rilievo mirato, in sviluppo in questo momento presso Noumena. Quinto intervento - Enrico Dini per D-Shape Un intervento esemplare quello di Dini, il grande pioniere italiano che dal lontano 2004 porta avanti la propria visione per l'edilizia stampata 3D: "Il mio obiettivo è portare nell'industria delle costruzioni la democratizzazione del bello". Il "metodo Dini" non prevede l'estrusione di materiale, bensì, la "sinterizzazione" a livello chimico partendo da un materiale polverulento. Seppure la volontà fosse quella di promuovere i cementi magnesiaci, oggi Dini utilizza un calcestruzzo in modo rasterizzato. Questa deviazione è dovuta alla difficoltà riscontrata a livello di certificazioni dei materiali proposti. Il processo, comunque, resta quello di cui vi parlai nel 2014: la produzione di elementi architettonici o edifici tutti d'un pezzo, utilizzando una macchina di 12 metri di lato e con un costo di produzione pari a 25.000 € per una superficie di 200 mq. Sesto intervento - Ronald Rael per Emerging Objects Emergin Objects è qualcosa di ibrido: sviluppa materiali per la stampa 3D, sviluppa software, elabora macchine e connette le economie della maker economy. Tutto questo avviene in quello che vorrei definire come un'atelier d'arte e sviluppo tecnologico. I materiali provati da Emerging Objects provengono da pneumatici a fine del loro ciclo di vita, scarti dell'uva, polveri provenienti dalla lavorazione del legno, arrivando anche dall'uso del sale marino. Tutto questo si raggruppa però in un solo concetto, ossia la rivisitazione del "mattone" - o del blocco standard da costruzione. Da qui, passano le ricerche su mix di materiali e argille, sull'habitat degli uccelli e sull'innalzamento del livello del mare. Edilizia stampata 3D - Considerazioni su un settore che necessita di essere spinto da una grande voce comune Chi come me lavora per in edilizia e architettura, ne sarà consapevole: il settore è uno dei più lenti ad assorbire il cambiamento che sta avvenendo in questo momento. Ai nuovi professionisti è richiesta la capacità di saper passare da un contesto all'altro con grande disinvoltura, comprendendo la capacità di saper tenere sott'occhio tutto il processo di produzione dell'oggetto in fabbricazione. Allo IAAC questa tendenza è stata percepita. La necessità di digitalizzare il mondo delle costruzioni e l'unione di tecniche di progettazione sono solo alcuni dei temi su cui stanno lavorando. L'obiettivo? L'integrazione della fabbricazione digitale in tutte le fasi di produzione. Il che significa produrre pezzi su misura che s'incastrano in elementi stampati in 3D, skills professionali che si integrano, capacità di gestione di processi complessi e di risoluzione di problemi concreti. Perché qui si ha a che fare con oggetti reali, materici, fisici. D'altro lato, i cantieri d'oggi sono ancora lontani da questa "visione digitalizzata", sostiene la Monterisi. Le competenze sono ancora in mano a pochi e, al momento, il sistema non è pronto a fare questo salto. Edilizia stampata 3D - Certificazioni e normative Il pensiero di Dini è chiaro e schietto: "serve un'opera di cucitura tra politica e innovatori". Francia e Svizzera sono avanti l'Italia sotto questo punto di vista. Questo però non significa che bisogna demordere, anzi, è necessario dotarsi di case study, proprio come Gaia, per fare test e dimostrare che l'edilizia stampata 3D può essere una realtà a livello di industria. In un contesto come quello dei materiali fluidodensi, il grosso del lavoro sta nel dimostrare che l'estrusione può essere un processo costante e uniforme, insieme alla corretta adesione tra i layer in argilla o cemento. Il metodo furbesco di WASP ha previsto l'utilizzo delle parti stampate 3D solamente come involucro del modulo abitativo che abbiamo visitato a Shamballa - la muratura non è altro che un tamponamento non soggetto a compressione dalla copertura. Trattasi di una soluzione provvisoria, necessaria per permettere a tutti la possibilità di visitare l'ottimo risultato tecnologico ottenuto. I prossimi anni saranno una sfida continua e noi saremo qui per raccontarverla! Resta aggiornato sulle ultime novità, seguici su Facebook e Twitter. Sei interessato alla stampa 3D? Entra subito nella community italiana per la stampa 3D, clicca qui per registrarti!
  15. Sono già passati tre anni da quando venne presentata al mondo la BIG Delta - correva settembre 2015 e noi la presentammo in questo report. Il progetto ambizioso di creare qualcosa di innovativo è sfociato in una trasposizione in grande del concetto di delta, da sempre marchio di fabbrica del gruppo WASP. Una struttura tralicciata di dodici metri che ha destato grande stupore nel mondo dell'additive manufacturing. E non solo, perché in quel periodo la notizia era rimbalzata un po' ovunque, anche nelle testate non specializzate. La curiosità era molta perché non si trattava solamente di un vezzo per tecnici. Il mito della casa stampata 3D abbraccia temi etici, economici e sociali. Aggiungendo inoltre il fattore ecologico, perché ad alimentare la grande delta c’era un estrusore per terra cruda e paglia. Quello che è stato un bell’esperimento è poi risultato un mattone fondamentale per ciò che oggi WASP ha costruito. Il progetto è servito anche per comprendere i limiti della tecnologia. Il sistema richiedeva una macchina troppo grande in relazione al volume di stampa e per mettere a frutto le premesse bisognava costruire qualcosa di più efficiente e portabile. Infatti, con i prototipi successivi si cambia approccio: il modello da seguire diventa la struttura delle gru. Il peso e gli ingombri vanno al minimo e nasce pian piano la Crane beta. È uno step cruciale: compare il movimento circolare nel piano XY che permette finalmente di testare i materiali sulla forma della casa. Attraverso la scansione del modello stampato si testano i risultati. Focus sui ritiri del materiale che risultano rientrare nei limiti delle aspettative. Si passa quindi alla fase finale e prende vita la definitiva Crane. Ha 4 volte meno pezzi del primo modello e 3 volte più volume di stampa. Crane WASP inoltre acquista la caratteristica di “infinite 3D printer”. Infinita perché potenzialmente espandibile ad un numero indeterminato di moduli esagonali. La Crane WASP ha un’area circolare di stampa con un diametro di 6,3 metri per un’altezza massima di 3 metri. L’ugello ha un diametro variabile da 18 a 30 millimetri. La Crane WASP è contenuta nel Maker Economy Starter Kit, un container che contiene tutti gli strumenti necessari per stampare un villaggio con un impasto naturale a km 0. Il punto di forza risiede nella relativa semplicità di messa in opera del cantiere, infatti la stampante si monta in 1,5 ore e WASP dichiara che ci sono prospettive di miglioramento. Gaia - Il primo prototipo di casa stampata 3D Gaia, la casa stampata 3D, è il prodotto finale degli anni di ricerca e sviluppo di WASP. Si tratta di un modulo abitativo di 20 metri quadri con un involucro composto per il 25% da terreno prelevato in sito (30% argilla, 40% limo e 30% sabbia), per il 40% da paglia di riso trinciata, per il 25% da lolla di riso e il 10% da calce idraulica. Il tutto stampato in 10 giorni e meno di 100 ore di stampa con un costo complessivo di 900€. L’involucro è stato progettato con la finalità di integrare al proprio interno i sistemi di ventilazione naturale, di isolamento termo-acustico e di impiantistica. La forma ondulata degli strati facilita l’essiccamento del materiale. Grazie alla stampa 3D è stato possibile infatti mettere in opera pareti con forme complesse e adattabili ad ogni tipo di esigenza tecnica o funzionale. Con queste caratteristiche l’edificio raggiunge un fabbisogno energetico pari ad una classe A4. Ma a stupire è anche l’ecosistema circolare che si crea assieme alla costruzione della casa. Dalla porzione di terra dove il terreno viene asportato si può dare forma ad uno stagno, dove confluiranno anche le acque reflue della copertura. Una volta popolato di pesci, lo stagno muterà in una condizione ideale per l’approvvigionamento idrico di una agricoltura acquaponica. Ecco che il sistema diventa autosufficiente ed in grado di produrre cibo. La stampante 3D Crane è una macchina estremamente concreta, i cui sviluppi sono sicuramente da seguire. Sarà curioso vedere quando WASP proporrà una soluzione con copertura stampata in 3D assieme al resto e soprattutto soluzioni di moduli multipli all’opera per la creazione di ambienti più grandi. Nel frattempo, il presente ci regala la prima casa stampata 3D da WASP con un risultato più che soddisfacente. Se vi siete persi l'evento della settimana scorsa, non disperate: avrete la possibilità di incontrare il team di WASP alla Maker Faire Rome 2018, che si terrà a Roma dal 12 al 14 ottobre. Lo stand espositivo sarà interamente in tema "stampa 3D in argilla" e, sicuramente, ci sarà la possibilità di parlare della prima casa stampata 3D. D-Shape, la stampante 3D che stampa pietra a qualsiasi dimensione. MX3D e il primo ponte in metallo stampato 3D Resta aggiornato sulle ultime novità, seguici su Facebook e Twitter. Sei interessato alla stampa 3D? Non sei l'unico! Entra subito nella community italiana per la stampa 3D. Clicca qui per registrarti.
  16. pubblicazione comunicato stampa Siglato nei giorni scorsi un accordo di collaborazione tra CRP Technology e G.W.Consultancy. L’agenzia di Gerard Winstanley rappresenterà in Germania l’azienda italiana specializzata in stampa 3D professionale e fabbricazione additiva. CRP Technology è pronta a rafforzare la sua presenza in Europa. L'azienda italiana specializzata in fabbricazione additiva e stampa 3D professionale con i materiali compositi Windform, ha firmato un accordo di collaborazione con G.W.Consultancy. In base all’accordo, G.W.Consultancy rappresenterà e promuoverà CRP Technology sul territorio tedesco. "Siamo lieti di lanciare questa nuova collaborazione - afferma Franco Cevolini, Amministratore Delegato e Direttore Tecnico di CRP Technology –. L’accordo rafforzerà i nostri rapporti commerciali e rappresenterà un passo importante nell’introduzione dei materiali compositi Windform a nuovi clienti in Germania". Con oltre 18 anni di esperienza nel settore Motorsport, Gerard Winstanley di G.W.Consultancy è appassionato di Tecnologie Innovative di Produzione e di Sviluppo dei Processi, e ha preso attivamente parte al potenziamento e promozione dell’ultima generazione di materiali e nuovi metodi per la Fabbricazione Additiva. Lo stesso Gerard Winstanley si dice entusiasta della “nuova avventura” lavorativa: “Sono orgoglioso di lavorare così a stretto contatto con CRP Technology, e di collaborare con una azienda che offre una così eccellente gamma di materiali per la sinterizzazione laser selettiva. Senza dimenticare le soluzioni avanzate, che contemplano anche le lavorazioni meccaniche CNC di precisione che fanno capo all’altra azienda dei fratelli Cevolini, la CRP Meccanica. Si impara molto lavorando per le aziende dei fratelli Cevolini: CRP ha sempre investito ingenti risorse per la Ricerca e Sviluppo, dimostrato una grande apertura nei confronti del “customer development”, e un approccio eccezionale all’assistenza clienti. La sfida all’ottimizzazione dei materiali Windform per la creazione di particolari di uso finale in ambito Automotive ed Aerospaziale, è stata ampliamente dimostrata e comprovata dalle recenti applicazioni funzionali nel settore Motorsport, e dalle certificazioni di idoneità NASA ed ESA".
  17. A pochi giorni dall'apertura della Maker Faire Rome 2018 - il grande evento europeo interamente dedicato ai maker - ecco che arriva la grande notizia: Joseph Prusa, ideatore del famoso modello di stampante 3D cartesiana, presenta una nuova macchina open source con tecnologia SLA, chiamata Original Prusa SL1. Original Prusa SL1 - La tecnologia SLA si apre a tutti A distanza di qualche anno dal lancio dell'ormai famosissimo (e copiatissimo) modello Prusa i3, periodo nel quale la società Prusa Research si è concentrata nell'ottimizzare le proprie macchine FFF, ecco che si torna a respirare aria di novità. La tecnologia SLA ha iniziato a riscuotere interesse crescente grazie a un periodo di transizione che, ad oggi, ha portato la stampa 3D ad essere considerata maggiormente da professionisti e artigiani. Per fare questo passaggio, Prusa Research ha acquisito Futur3D, società specializzata in stampa 3D a resina, assicurandosi così l'integrazione di oltre 5 anni di esperienza all'interno del proprio organico. Da qui, il passaggio all'open source - tutte le componenti di Original Prusa SL1 saranno rilasciate in rete. A differenza della tecnologia FFF, la quale si basa sull'estrusione di filamento fuso, la tecnologia SLA utilizza delle resine fotosensibili che vengono solidificate strato per strato tramite una fonte luminosa, raggiungendo anche risoluzioni di 0.01 mm. Original Prusa SL1 - Specifiche tecniche Il nuovo prodotto di Prusa utilizzerà come fonte luminosa un display LCD da 5.5'' ad alta risoluzione - 2560×1440 pixel - arrivando a 0.047mm per pixel. La fonte luminosa UV lavorerà su un volume di 120 × 68 × 150 mm. La risoluzione massima é di 0.01 mm, anche se le altezze di layer raccomandate sono tra i 0.025 e 0.1 mm. Trattandosi di una macchina open source, anche il sistema di utilizzo delle resine sarà aperto a qualsiasi produttore. Inoltre, come annunciato da Prusa in persona, la macchina sarà "smart": sarà dotata di dispositivi, sensori, sisteni di sicurezza, manuali dettagliati, supporto 24/7, conponenti economiche e facilmente trovabili, schermo full hd, connessioni LAN e Wi-fi, sistema di estrazione dei vapori, Panic Mode - va via la corrente? Nessun problema: un sistema automatico salverà il lavoro fatto fino a quel momento. Innovativo sistema di distaccamento dei layer dal fondo della vasca La vasca di raccolta della resina conterrà un sensore di livellamento e aiuterà sia l'utente che la macchina stessa a capire quanta resina utilizzare per ogni lavoro o se la resina sta finendo. In caso di dimenticanza o di perdita di resina dalla vasca, l'elettronica della macchina riuscirà a salvarsi grazie a una specilae membrana protettiva. La vasca presenta una seconda caratteristica molto interessante. Sul fondo si trova un film flessibile... Ma quali migliorie comporta? Si tratta di un dettaglio molto accurato e per niente comune: Original Prusa SL1, invece di staccare la stampa dal film con un movimento verticale - come comunemente effettuato nelle stampanti 3D SLA - viene inclinata la vasca di contenimento della resina. Questo sistema riduce in modo importante lo stress causato dagli spostamenti sui layer del modello, migliorandone la qualità superficiale e eliminando imperfezioni. Sfruttando questo sistema di movimento, Original Prusa SL1 effettua due operazioni in uno: stacca il modello dal film della vasca e, al contempo, rimescola la resina già presente nella vasca stessa. I tempi di stampa dovrebbero quindi ridursi. Software di slicing e sistemi di post-produzione Prusa Research estenderà le capacità del proprio sistema basato su Slic3r PE, integrando tutto il necessario per fare lo slicing della propria macchina SLA. Per quanto riguarda la post-produzione, come per tante altre stampanti 3D, sarà messo in commercio un sistema di curing dei modelli prodotti, integrato a quello di pulizia. Troveremo quindi un sistema 2 in 1, che utilizzerà lampade UV e alcol isopropilico. Disponibilità e prezzo I preordini sono già aperti! Original SL1 pre-assemblata sarà in vendita a 1.599 € e spedita a dicembre 2018. In alternativa, è possibile acquistare il kit di montaggio al costo di 1.299 €, con spedizione in gennaio 2019. Il costo del vistema di pulizia/cura dei pezzi sarà in vendita a un prezzo indicativo di 200 €. Probabilmente, sarà possibile vedere questi nuovi prodotti di Prusa Research alla Maker Faire Rome 2018. Qui trovate tutti i dettagli dell'evento. Hai ancora delle domande? Clicca qui per iscriverti al nostro forum: la community sarà felice di aiutarti! Resta aggiornato sulle ultime novità, seguici su Facebook e Twitter.
  18. È finalmente arrivato l’appuntamento annuale che riunisce il meglio del mondo del "fai da te digitale": la Maker Faire Rome 2018. L’evento sarà una grande occasione per scoprire le nuove frontiere dell’artigianato digitale e toccare con mano le innovazioni pronte ad invadere il futuro prossimo. Maker Faire Rome 2018, cosa ci aspettiamo Design, elettronica, salute e qualità della vita, arte, droni, energia, sostenibilità, open source, il negozio del futuro, area kids, aerospazio e ovviamente stampa 3D saranno i temi principali. Ma vediamoli in modo approfondito: Area Kids & Education: i giovanissimi, bambini e ragazzi dai 4 ai 15 anni, hanno un’area espositiva a loro dedicata, in cui possono sperimentare in prima persona il vero spirito maker, con laboratori di elettronica, robotica, programmazione e creatività digitale. Parola d’ordine “imparare facendo”! Maker for Space: uno “spazio” per parlare di spazio, un’area dedicata alla celebrazione del Programma Apollo, un’anteprima assoluta del cinquantennale del primo sbarco sulla Luna che si celebrerà nel 2019. Protagonisti di quest’area i pionieri che realizzarono i primi satelliti della serie San Marco; Agrifood e Agritech: la sensoristica e le nuove tecnologie digitali applicate all’agricoltura e al cibo. Gli show case sul food e altre sorprese; Negozio 4.0: come potenziare il punto vendita tradizionale con le nuove tecnologie digitali 4.0 … ma non solo quelle, senza snaturarlo; Robotics-AI Area: dopo il grande exploit del 2017, che ha visto la presenza delle migliori realtà italiane, quest’anno l’area della robotica cresce di importanza e si arricchisce di set up dimostrativi provenienti da tutta Europa; Economia Circolare: Sostenibilità, Riciclo, Bioeconomy and Green Energy – coinvolgenti giochi a tema, laboratori e dimostrazioni pratiche, dibattiti e workshop, con l’obiettivo di sensibilizzare ed informare il grande pubblico. Insomma, un’immersione nell’innovazione che rende il mondo migliore. La stampa 3D, come ormai da alcune edizioni, sarà sparsa all’interno delle varie aree della fiera. E' ormai riconosciuto che, in molti, utilizzano le proprie stampanti 3D per dar vita a progetti che prima potevano essere difficili da ideare. Per questo motivo, molti dei prototipi in mostra saranno il risultato dell’uso della tecnologia additiva. Nel settore del 3D printing ci saranno vecchie conoscenze e nuove proposte. Tra i primi non mancheranno Prusa Research di Joseph Prusa (che abbiamo intervistato nell'edizione 2015 e che, con alta probabilità, porterà in mostra la nuova Original Prusa SL1, stampante a resina), Formlabs e Kentstrapper. Sarà presente anche Sliding 3D, la stampante a 45 gradi tutta italiana di cui abbiamo parlato in un recente articolo. Molta attenzione sarà dedicata al mondo dei musei: stampa e scansione 3D saranno al centro dei progetti di conservazione e fruizione delle opere. Poi ancora nuove stampanti, strumenti per la stampa e tanto altro. E non solo esposizione. Alla Maker Faire si terranno centinaia tra conferenze, seminari e workshop su temi come industria 4.0, domotica, droni e robotica, stampa 3D, IoT – Internet delle cose, tecnologia applicata ai mezzi di trasporto, cucina e musica. Da non perdere i demo-workshop, ovvero, i corsi dimostrativi sulle applicazioni della fabbricazione digitale. Maker Faire Rome 2018 - Il programma Venerdì 12 ottobre 2018 – mattina Ore 9.00/13.00 – Educational Day Ingresso in fiera gratuito riservato esclusivamente alle scuole che hanno effettuato la prenotazione Venerdì 12 ottobre – pomeriggio Ore 14.00/19.00 – Apertura di Maker Faire Rome al pubblico Sabato 13 ottobre Ore 10.00/19.00 – Apertura al pubblico Domenica 14 ottobre Ore 10.00/19.00 – Apertura al pubblico Saranno circa 700 gli espositori distribuiti nei 50.000 metri quadrati di una fiera che promette grandi sorprese. Il tutto sarà coordinato da Andrea Banzi, co-fondatore di Arduino. I biglietti possono essere acquistati in biglietteria direttamente in fiera oppure online a questo link.
  19. Abbiamo sempre seguito con interesse l'attività di ricerca di WASP, tesa allo sviluppo di una stampante 3D per la costruzione di case con materiali reperiti sul luogo e a costo tendente a zero. Tre anni fa WASP ha presentato al mondo la BigDelta WASP 12 metri, stampando un primo modulo architettonico. L’esperienza è stata molto importante per indirizzare la ricerca, che ha preso una nuova direzione, arrivando alla realizzazione di Crane WASP, the infinite 3D printer. Come funziona Crane WASP Crane WASP the Infinity 3D printer è un sistema modulare di stampa 3D collaborativa. Reinterpreta nell'ottica della fabbricazione digitale le classiche gru per costruzione edilizia. E' composta da una unità stampante principale che può essere assemblata in diverse configurazioni a seconda dell'area di stampa e delle dimensioni del manufatto architettonico da costuire in 3D. L'area di stampa del modulo singolo è di 6,60 metri di diametro per un'altezza di 3 metri. Creata con le stesse componenti meccaniche modulari che formano la struttura in alluminio della Big Delta 12M è uno strumento performante e veloce da smontare e rimontare, facile da trasportare. Il modulo singolo può funzionare in maniera autosufficente stampando materili fluidodensi di genere differente: cemento, bio cemento, impasti naturali. Una volta in possesso di un modulo singolo, questo potrà essere ampliato aggiungedo traversi e di bracci stampanti generando così una sistema di fabbricazione digitale infinito. Non è necessario "coprire" l'intera area interessata alla costruzione con l'area di stampa delle Crane WASP; la macchina è riconfigurabile e può avanzare con atteggiamento generativo a seconda del manufatto. Potenzialmente, quindi, una squadra di Crane WASP presenta un'area di stampa potenzialmente infinita. Ognuna potrà poi essere impostata dagli operatori in loco, seguendo l'evoluzione del progetto architettonico. Contenuta nel Maker Economy Starter Kit, anch'essa è creata per poter stampare in loco impasti naturali a Km 0 con aggiunta di fibre naturali, per realizzazioni in scala architettonica. Il container trasportato sul posto offre tutti gli strumenti necessari alla costruzione di un villaggio autosufficente. A seconda del territorio e del progetto, si potranno scegliere le conformazioni ottimali di stampa: assemblando diversamente i singoli moduli le quali componenti vengono trasportate smontate. Gli strumenti fondamentali che sono compresi nel kit, oltre alla stampante, sono quelli dedicati all'impasto: molazza e burattatrice. L'evento si terrà nei giorni 6-7 ottobre a Massa Lombarda. A questo link aggiornamenti sul programma. Sei interessato alla stampa 3D in edilizia? Ti segnalo: D-Shape, la stampante 3D che stampa pietra Contour Crafting, uno dei primi sistemi pensati per la costruzione in serie di involucri edili
  20. Molti produttori hanno già percorso la strada della stampa 3D a colori, ciascuno in modo diverso e originale. Abbiamo visto in passato esempi di stampanti che sovrappongono fogli di carta con bordi colorati come le Mcor, macchine a polvere con tecnologia inkjet come quelle di HP o 3D Systems e molto altro - qui la nostra guida alle tecnologie di stampa 3D. E per la stampa 3D a fusione di filamento? Gli esempi di FDM a colori presentati finora arrivano solitamente ad un massimo di 4 colori. I motivi di questa limitazione sono di carattere tecnico. Con le tecnologie attuali, infatti, per la gestione di 4 colori sono necessari 4 filamenti, 4 motori, un estrusore apposito (o più estrusori) e una scheda di elettronica che ne supporti la lavorazione. Per garantire una stampa senza sbavature e colori mescolati è spesso obbligatorio ricorrere, contemporaneamente alla stampa del pezzo, alla costruzione di torri per spurgare l’ugello, con conseguente spreco di tempo e materiale. da Vinci Color - La tecnologia di XYZ Printing XYZ printing ha quindi introdotto da Vinci Color, una stampante 3D FDM in grado di stampare a 16 milioni di colori partendo da una sola bobina di filamento. Il segreto non sta nel filamento, ma nell’estrusione. La da Vinci Color infatti, è dotata di quattro cartucce di colore proprietarie (Ciano, Magenta, Giallo, Nero) che imprimono il colore subito dopo l’estrusione del filo. Il tutto avviene in modo molto semplice e immediato. Il materiale di base può essere PLA o PETG, entrambi semitrasparenti e studiati appositamente per essere colorati dall’inchiostro. Ora tutto questo è possibile ad un prezzo più basso. XYZ Printing ha infatti presentato, con una campagna Indiegogo, la versione mini della sua da Vinci Color. Stessa tecnologia ma con costi contenuti. da Vinci Color - Caratteristiche tecniche Queste le caratteristiche tecniche: tecnologia di stampa: stampa a getto d'inchiostro con texture dei colori Struttura 3D, fabbricazione filamento fuso (FFF); avolume di stampa (LxPxH): 130 x 130 x 130 mm; risoluzione degli strati: 100 - 400 micron; formati file supportati: .amf, .ply, .obj, .stl; software di stampa: XYZmaker (proprietario); incisore laser (opzionale); auto livellamento del piano; velocità di stampa: media: 30-60 mm / sec, max: 120mm / sec; Interfaccia utente: pannello LCD touch da 5 pollici; Dimensioni del prodotto (LxPxH): 600 x 581 x 640 mm. Tutto è gestito dal software proprietario XYZmaker. Il processo di stampa è controllabile dallo schermo touch LCD da 5 pollici, con la possibilità di mettere in pausa la stampa. La resa dei pezzi finiti è buona, ma si notano le differenze tra un normale PLA colorato e le stampe prodotte dalla da Vinci Color mini. La finitura infatti ha un leggero effetto trasparente dato dal PLA di base e i colori risultano leggermente slavati, come ricoperti da una patina. Nonostante questo, da Vinci Color ha introdotto un'interessante visione verso il futuro della tecnologia FDM. La resistenza dei pezzi, rispetto ad un modello analogo prodotto con tecnologia a layer di carta (Mcor) è senza dubbio maggiore, mantenendo costi sono molto minori rispetto ad una stampante inkjet a polveri. Rimanendo in tema di costi, la XYZ Printing da Vinci Color mini viene venduta su Indiegogo un prezzo di 999$ per i primi 100 esemplari, 1199$ per i successivi, con spedizione prevista per dicembre 2018. Vuoi saperne di più? Iscriviti al nostro forum, la community sarà felice di aiutarti! Resta aggiornato sulle ultime novità, seguici su Facebook e Twitter. Guida per il neofita: guida introduttiva alla stampa 3D Velocità o qualità? I parametri di stampa corretti per ottenere risultati migliori.
  21. In una delle nostre guide più lette - 5 accorgimenti per una stampa 3D perfetta - abbiamo visto come ottenere la massima qualità dalle nostre stampe 3D seguendo dei consigli base. Abbiamo cercato la messa a punto ottimale dando soluzioni per risolvere i problemi più frequenti in tutto il processo di stampa, a partire dalla scelta del filamento. In questa guida, invece, ti aiuteremo ad analizzare un problema più tecnico, ma non per questo difficile da risolvere. Vediamo come calibrare in modo preciso il flusso di stampa del tuo blocco estrusore. Calibrare il flusso di stampa: procedimento per ottenere una calibrazione perfetta Come probabilmente saprai, blocco estrusore è dotato di una ruota dentata agganciata a un motore stepper. Questa ruota, girando, tira il filamento spingendolo verso l'ugello. In questo processo di movimentazione meccanica, il problema potrebbe sorgere nel momento in cui l’estrusore non riesce a spingere la giusta quantità di materiale necessaria da estrudere. Il risultato? Una stampa deformata, con fessurazioni, zigrinata o in difetto di materiale. Per verificare se la tua stampante ha problemi di flusso di stampa, possiamo fare una semplice prova di misurazione e correggere un semplice parametro nel firmware. Step 1 - Controllare il valore E-step impostato nel firmware Prima di procedere con le operazioni manuali, è necessario entrare nel firmware della stampante 3D e verificare su che valore è impostata la quantità di estrusione della nostra stampante. Ciò che devi trovare è il valore di E-step alla stringa M92. Da qui devi leggere il valore che segue la ‘E’, nel nostro caso pari a 96.6. Per fare ciò abbiamo due possibilità: connettere la stampante al pc e verificare il valore da Repetier Host; verificare il valore dallo schermo LCD della stampante 3D, se il firmware lo permette. Non conosci Repetier Host? Clicca qui per leggere la nostra guida Step 2 - Fare un prova di estrusione Ora dovrai, in breve, fornire alla stampante il comando per estrudere una certa quantità di materiale e controllare se ciò si verifica correttamente. Per prepararti alla procedura, dovrai segnare sul filamento il punto corrispondente a 100 millimetri di distanza dall’imbocco dell’estrusore, come in figura. Invia quindi alla macchina un gcode per farle estrudere 100 millimetri di filamento, ricordandoti prima di riscaldare l’ugello. Puoi avviare questa operazione in due modi: inviando il comando ‘G1 E100 F200’ da Repetier Host; caricando un gcode apposito su scheda SD ed avviandolo dalla stampante 3D come una qualsiasi stampa (se scegli quest’ultima opzione, puoi scaricare il gcode dal nostro forum a questo link). Step 3 - Verificare la quantità di estrusione A questo punto puoi misurare la lunghezza del filamento non estruso, ovvero la distanza tra il segno fatto a penna e l’imbocco dell’estrusore, così da ottenere per differenza la lunghezza di filamento effettivamente estrusa. Nel nostro caso l’estrusione era minore dei 100 millimetri effettivi, quindi la misurazione del filamento rimanente risultava facilitata. Per misurare il filamento nel caso in cui l’estrusione risulti maggiore, basta fare precedentemente un altro segno ad una data distanza oltre quello dei 100 millimetri, ottenendo il valore cercato per differenza. Step 4 - Calcolare il valore E-step corretto Nel nostro esempio otteniamo un valore di 91.88 millimetri estrusi (ottenuti con 100 mm – 8.12 mm). Procediamo quindi applicando la formula per ottenere il valore corretto di E-step da sostituire nel firmware. Step 5 - Correggere il valore E-step nel firmware Per concludere, ora puoi sostituire il valore di E-step nel firmware. Anche in questo caso puoi agire in due modi. Nell’LCD, se il firmware della stampante te lo consente, ti basterà cambiare il valore E0 steps/mm e poi selezionare l’opzione ‘salva in EEPROM’ per rendere definitive le modifiche. Altrimenti, da Repetier Host, dovrai inviare il comando M92 seguito dal valore E-steps (es: ‘M92 E105.13’), seguito dal comando ‘M500’ per salvare la modifica. Complimenti, hai appena finito la calibrazione del flusso di stampa per la tua stampante 3D! Per verificare se l'intera procedura è andata a buon fine, puoi ripetere gli Step 1, 2 e 3, estrudendo nuovamente 100 millimetri di filamento e controllando che ne siano estrusi effettivamente altrettanti. Se ti restano domande che vorresti porci o stai riscontrando altri problemi, clicca qui per iscriverti al nostro forum: la community sarà felice di aiutarti! Se ti è piaciuta questa guida, seguici su Facebook e Twitter per non perdere gli ultimi aggiornamenti. Di seguito ti lasciamo una serie di guide che potrebbero interessarti: Guida per il neofita: guida introduttiva alla stampa 3D PLA vs ABS: qual è il migliore? Velocità o qualità? I parametri di stampa corretti per ottenere risultati migliori.
  22. - Pubblicazione comunicato stampa del 24 agosto 2018 - Come risposta all’utilizzo crescente dei compositi nei vari settori, Stratasys (Nasdaq:SSYS) ora offre un sistema di fabbricazione additiva a basso costo dedicato al Nylon 12 caricato a fibra di carbonio. La stampante Fortus 380mc edizione a fibra di carbonio, presentata in anteprima in occasione del RAPID 2018, è un sistema di livello industriale, con un costo a partire da 70.000 euro nell’area EMEA, e sarà venduto in questa regione nelle prossime settimane. Stratasys Fortus carbonio - Le richieste del mercato Di recente, il materiale composito ha assistito a una crescita sul mercato anno dopo anno dall ‘8 al 12%. Le applicazioni composite in fibra di carbonio e i polimeri rinforzati in fibra di carbonio sono considerati tecnologie energetiche pulite dal Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti d’America in quanto consentono di produrre oggetti più leggeri, i quali riducono il consumo di energia. Si stima che una riduzione del 10% del peso del veicolo consenta di ridurre dal 6 all’8% il consumo di carburante. STAMPA 3D METALLO “DIRECT METAL PRINTING”: COS’È E COME FUNZIONA Stratasys è stata una delle prime aziende a offrire un composito caricato a fibra di carbonio per la fabbricazione additiva, ma in precedenza offriva il materiale solo sulle stampanti 3D di produzione di fascia alta, tra 200.000 e 350.000 euro. “I nostri clienti spingono per un accesso semplificato alla fibra di carbonio”, afferma il vicepresidente senior di Stratasys, Pat Carey. “Ci hanno detto che desiderano una soluzione a basso costo ma in un sistema affidabile di livello industriale. È per questo che stiamo offrendo un sistema più accessibile, basato sulla nostra piattaforma Fortus 380. Poiché la 380mc CFE è dedicata esclusivamente al Nylon 12 caricato a fibra di carbonio e a un altro materiale, siamo in grado di offrirla al prezzo più basso di qualsiasi altra stampante industriale”. “Da molti anni, il settore della fabbricazione additiva assiste alla necessità di una serie di macchine diverse per produrre parti in materiali compositi a resistenza elevata” afferma Terry Wohlers di Wohlers Associates, un’azienda di consulenza nel settore della fabbricazione additiva. “Spero che la recentissima macchina di Stratasys consentirà di soddisfare questa esigenza offrendo parti resistenti in fibra di carbonio e Nylon 12”. POLIAMMIDE 11 – MATERIALE IN POLVERE PER LA STAMPA 3D A SINTERIZZAZIONE LASER Il team Penske utilizza l’FDM per produrre prototipi e parti finali nel materiale composito Nylon 12 caricato a fibra di carbonio sia per le auto da corsa dell’IndyCar che per quelle della NASCAR. Il team ha utilizzato di recente il composito per produrre un alloggiamento per lo specchietto per i team di corsa della NASCAR. Dopo aver progettato l’alloggiamento, gli ingegneri hanno personalizzato il progetto per ognuno dei piloti dei bolidi, creando le parti finali in composito tramite FDM. Il materiale basato su fibra di carbonio ha consentito al team Penske di produrre alloggiamenti per specchietti leggeri con elevata resistenza agli urti e alta rigidità, caratteristiche fondamentali nel settore delle corse. La rigidità del composito è vantaggiosa soprattutto quando si creano parti con pareti sottili, che non devono flettersi sotto i carichi aerodinamici prodotti sulla pista. Le applicazioni additive per il Nylon 12 caricato a fibra di carbonio possono includere: Prototipazione funzionale delle parti in composito o in metallo Cicli di produzione brevi in un materiale a resistenza elevata Produzione di strumenti di assemblaggio leggeri per migliorare l’ergonomia e alleviare la fatica degli addetti Sostituzione di parti metalliche con compositi leggeri e resistenti Stratasys prevede che i più rapidi ad adottare la stampante 3D Fortus 380 CFE saranno le aziende che realizzano strumenti e staffaggi e le aziende dei settori automobilistico, delle attrezzature per gli sport ricreativi, marino, ortesico e protesico, della difesa, aerospaziale, delle attrezzature mediche, del petrolio e del gas. Come una parte in plastica rinforzata con fibra di carbonio stampata a iniezione, il Nylon 12CF di Stratasys è costituito per il 35% di frammenti di fibra di carbonio e presenta un rapporto rigidità/peso elevato, superiore a qualsiasi parte stampata in 3D FDM o FFF.Stratasys Fortus 380mc CFE si basa su una piattaforma comprovata che produce parti caratterizzate da precisione dimensionale ripetibile. Le parti non mostrano curvatura o restringimento apprezzabile e mantengono una stretta tolleranza. Il Nylon 12CF Stratasys è fino a quattro volte più resistente rispetto all’alternativa economica sull’asse delle X e delle Y e mantiene le proprietà meccaniche a una temperature superiore del 40%. STRATASYS PER LA STAMPA 3D DENTALE: LA NUOVA J700 DENTAL Stratasys Fortus 380mc CFE crea parti dello spessore di 0,254 mm (0,010 pollici). Il sistema è inoltre compatibile con la termoplastica ASA, che è in grado di produrre spessori degli strati di 0,127 mm (0,010 o 0,005 pollici). La camera di costruzione della stampante 3D misura 355 x 305 x 305 mm (14 x 12 x 12 pollici). Offre la rimozione del materiale di supporto idrosolubile, che elimina la necessità di manodopera per la rimozione dei supporti. Di conseguenza, consente la creazione di geometrie sottili e intricate, che sarebbero impossibili senza il materiale di supporto solubile, in quanto le caratteristiche sottili verrebbero distrutte durante la pulizia oppure la rimozione del materiale di supporto dalle geometrie intricate potrebbe risultare troppo laboriosa o addirittura impossibile. La stampante 3D Fortus 380mc edizione in fibra di carbonio sarà visibile presso lo stand Stratasys in occasione del TCT #H36 dal 25 al 27 settembre al NEC di Birmingham. Vuoi saperne di più? Iscriviti al nostro forum, la community sarà felice di aiutarti! Resta aggiornato sulle ultime novità, seguici su Facebook e Twitter.
  23. Al ritorno dalle vacanze estive arriverà il momento di organizzare la prossima stagione lavorativa al meglio, fondendo momenti di puro lavoro e formazione. Esatto, formazione. Sappiamo entrambi quanto sia importante tenersi aggiornati sulle ultime tecnologie e il beneficio che queste possono apportare a livello professionale/lavorativo. Chi dorme non piglia pesci, dicevano. Ecco perché ho deciso di condividere già da adesso l'opportunità di iscriversi al prossimo corso di stampa 3D che terrò nel mese di settembre. Corso di stampa 3D @ FORMart Bologna - Info generali Due giorni interi dedicati alla stampa 3D, impostati sul format di successo già proposto ai corsi tenutosi a Modena e Bologna in marzo e maggio 2018. A differenza dei corsi precedenti, ai quali si potevano iscrivere solamente aziende facenti parte di specifiche categorie merceologiche, l'iscrizione a questo corso sarà aperta a tutte le categorie. Un'occasione unica, che non potrà essere replicata con alta frequenza. Si riparte quindi da Bologna, il 21 e il 28 settembre, con un nuovo corso organizzato in collaborazione con FORMart, che ci offrirà gli spazi e l'appoggio organizzativo, e SI-Design, fidato partner tecnologico che metterà a disposizione stampanti 3D FDM, DLP, materiali di consumo e scanner 3D. Corso di stampa 3D @ FORMart Bologna - Temi trattati Il corso è finalizzato all'apprendimento dell'utilizzo delle stampanti 3D FDM - Fused Deposition Modeling - e DLP - Digital Light Processing - attraverso la produzione di modelli in tempo reale e lo studio dei parametri di stampa tramite software di slicing. Saranno analizzate una serie di case history di successo, esaminando le tecnologie, i materiali e i processi di produzione utilizzati, arrivando alla definizione di quella che è la toolchain per la stampa 3D di livello professionale. Infine, giusto per non farci mancare niente, potremo vedere insieme l'utilizzo di scanner 3D in funzione del reverse engineering. I contenuti del corso sono targetizzati per soddisfare le richieste di aziende e professionisti. Riassumendo, nel corso vedremo questi temi: Introduzione alle tecnologie di stampa 3D Produzione di modelli 3D tramite modellazione e scansione 3D Materiali utilizzabili Case History di successo Software Slicing: parametri di stampa e analisi di casi particolari Approfondimento tecniche additive FDM e DPL Toolchain per la produzione e la prototipazione Tipologia di scanner 3D, software e funzionalità Il reverse engineering Per la scelta di una stampante: garanzia di qualità, ricambi, assistenza, ripetibilità della stampa. Corso di stampa 3D @ FORMart Bologna - Iscrizioni La quota di partecipazione è di € 300 + iva e il termine per le iscrizioni è fissato in data 17 settembre 2018. Il corso prevede il ricorso ad esercitazioni ed applicazioni pratiche in laboratorio informatico. Arrivati a termine sarà rilasciato un attestato di frequenza. La sede di svolgimento del corso è FORMart Bologna, via Ronco n.3, Castelmaggiore (BO). Per iscriverti puoi scrivermi all' indirizzo info@stampa3d-forum.it. Non aspettare, i posti sono limitati! Non perdiamoci di vista: clicca qui per iscriverti al nostro forum! Resta aggiornato sulle ultime novità, seguici su Facebook e Twitter.
  24. In questi giorni è rimbalzata in moltissime testate giornalistiche la notizia che riguarda la liberalizzazione delle armi stampate in 3D. Al centro della questione si trova spesso la foto di un’arma in plastica, capace di sparare un colpo calibro .380 ACP. Inutile dire che in molti si sono allarmati. Il fatto riguarda in modo diretto gli Stati Uniti, paese che non è nuovo a stragi con armi da fuoco. ARMI E STAMPA 3D: COME TUTTO E' INIZIATO Ad aprire la porta alle preoccupazioni è stato l’esito della battaglia legale condotta Cody Wilson, trentenne originario del Texas, Stati Uniti. La sua storia legale comincia cinque anni fa, quando diventò la prima persona ad aver stampato in 3D un’arma da fuoco funzionante. Non si limitò però all’uso personale. Decise infatti di caricare i modelli sul proprio sito Defcad.org, portale dedicato alla liberalizzazione del possesso di armi. Il lancio della piattaforma venne inaugurato con un video, dichiarando che il possesso delle armi non sarebbe mai più stato lo stesso in un’era dove ognuno può scaricare e stampare la propria arma con pochi click. Nei giorni seguenti al lancio, la sua pistola venne scaricata più di 100.000 volte. Il sito non è passato inosservato alle autorità americane e, meno di una settimana dopo, ricevette una lettera dal Dipartimento di Stato che ne chiedeva la chiusura; ciò che veniva contestata era la violazione delle norme sul commercio di armi. La vicenda non ha però scoraggiato Wilson, che nel 2015 ha fatto causa al governo americano. Il suo team di avvocati sottolineò che, vietando a Wilson di pubblicare i suoi dati, il Dipartimento di Stato non stava solo violando il suo diritto di portare armi, ma il suo diritto di condividere liberamente le informazioni. Di fatto veniva violata la libertà di espressione sancita dal primo emendamento degli Stati Uniti. Poche settimane fa il giudice ha dato fine al processo, riconoscendo a Wilson il diritto di diffondere i suoi modelli 3D, confermando però, come dalla sentenza precedente, il divieto di vendita. I RISVOLTI DELLA VICENDA Cody Wilson non ha perso tempo e, attraverso la sua azienda ‘Defense Distributed’ ha rilanciato il suo sito Defcad.org con l’obiettivo di trasformarlo in un enorme database di modelli di armi scaricabili. Ma non solo. Un ulteriore passo è stata la commercializzazione della ‘Ghost Gunner’, una macchina CNC appositamente studiata per produrre armi. È un dispositivo desktop, quindi studiato per essere facilmente utilizzato in casa, open source e semplice da utilizzare. Permette di produrre armi molto più resistenti e con capacità di fuoco superiori. ARMI FAI-DA-TE, PERICOLI E PROSPETTIVE Sembra proprio che si siano spalancate le porte al possesso di armi per chiunque. La sentenza americana potrebbe scatenare un effetto domino in altri paesi dove, facendo leva sullo stesso principio di libertà di espressione, si potrebbe arrivare ad un risultato analogo. Sono molti i timori che sorgono dalla questione: il possesso di un oggetto così pericoloso non sarebbe precluso a nessuno. Tra le tante criticità rivolte alle armi in plastica è necessario sottolineare la mancanza di un numero di serie in quanto non sono soggette a registrazione. Sarebbe quindi impossibile ricondurle al proprietario in caso di crimini. Inoltre, sono difficilmente individuabili. Sarebbe piuttosto semplice infatti eludere un metal detector ed entrare in un tribunale come in un aeroporto. Per sostenere la sua tesi, Wilson afferma che il codice che compone un modello per stampa 3D è paragonabile alla 'parola' e, in quanto tale, il codice non può subire limitazioni di censura. Sicuramente la visione liberale di Wilson apre numerosi spunti su cui ragionare. Non a caso, l'Unione Europea sta pensando di introdurre nuove regolamentazioni per tutelare la riproduzione di modelli tramite stampa 3D. Probabilmente è questo il momento giusto per approfondire il tema. Vuoi sapere cosa ne pensa la nostra community? Leggi subito la discussione cliccando su questo link. Visione europea verso la stampa 3D: leggi l'articolo.
  25. Proseguono le nostre prove di filamenti per la stampa 3D, sempre alla ricerca dei migliori produttori. Le bobine devono essere garanzia della migliore qualità perché sono in primo luogo responsabili della resa dei nostri prodotti stampati. Essere sicuri di avere tra le mani un buon filamento ci da la certezza che, quando invieremo il gcode alla macchina, tutto andrà per il verso giusto. Oggi, quindi, è il turno di Arianeplast, produttore francese ancora poco conosciuto nella nostra penisola. Facendo un giro sul sito web dell'azienda possiamo subito notare la vasta offerta di materiali, che varia dai soliti PLA e ABS ai filamenti speciali come legno (uno dei pochi produttori ad offrire una scelta di più essenze) e solubili. RECENSIONE PLA ARIANEPLAST – UNBOXING Da Arianeplast ci arriva la sua gamma di PLA ‘metallizzati’. Sette bobine di colore: alluminio, rosso, viola, ocra, blu e nero. Arrivano con una confezione essenziale dove sono indicati i parametri di stampa. Non tutte le bobine sono sotto vuoto ma tutte sono provviste di sacchetti di argilla disidratante per evitare il fastidioso problema dell’accumulo di umidità dei filamenti. A primo impatto hanno una buona resa cromatica, sicuramente molto particolari. Li abbiamo messi alla prova con una Prusa i3 senza piatto riscaldato. Abbiamo utilizzato l’ugello stock da 0.4 mm. Lacca Splend’Or per l’adesione al piano. RECENSIONE PLA ARIANEPLAST – TEST DI STAMPA 1: VITE E BULLONE Settiamo la temperatura a 210°, valore intermedio tra quelli indicati in confezione, e al primo tentativo otteniamo ottimi risultati. Da Cura 3.4.0 impostiamo una altezza di layer di 0.12 mm, nessun raft per l’adesione, solo due giri di skirt per avere l’estrusione pronta e pulita già dall’inizio del pezzo. Sia la vite che il bullone sono stati stampati ad una velocità di 35 mm/s. Già al primo pezzo si nota una qualità ottima e una buonissima resa soprattutto nelle superfici piane. I top layer si distinguono molto a fatica dalle parti che aderiscono direttamente al piano, estremamente uniformi. In altezza zero problemi di wobble, anche in questo caso abbiamo superfici molto lisce e si fa fatica a vedere i layer. Per quanto riguarda i colori, tutti assomigliano più ad un glitterato che ad un metallizzato, ma il colore si distingue bene da un normale PLA opaco. RECENSIONE PLA ARIANEPLAST – TEST DI STAMPA 2: PARTENONE In questo caso, stesse impostazioni delle stampe precedenti. Particolare attenzione alla retraction. Il pezzo è scelto infatti per mettere alla prova il comportamento del filamento di fronte alle numerose colonnine, quindi alla possibile formazione di fastidiose imperfezioni dovute ad una estrusione non continuativa. I nostri parametri di ritrazione sono: distanza 6.5 mm, velocità 35 mm/s. Risultati molto buoni, con sbavature quasi assenti e facilmente ripulibili. La resa si conferma ottima in tutte le direzioni e la stampa non ha prodotto le classiche sbavature a cui questo tipo di pezzi sono talvolta soggetti. Il colore, più che all’ocra semplice, tende al marrone. Corrisponde circa ad un RAL 8001. RECENSIONE PLA ARIANEPLAST – TEST DI STAMPA 3: VASO E FIBBIA Terzo test con un focus sulla finitura. Abbiamo messo a confronto due oggetti con altezza di layer differenti: un vaso con altezza layer 0.06 mm e una fibbia a risoluzione 0.2 mm. Il vaso è stato stampato con la modalità ‘contorno spiraliforme’ (o modalità ‘vaso’) e una velocità di 50 mm/s, la fibbia a 40 mm/s. Si nota fin da subito la completa assenza dei layer del pezzo di sinistra. Una incredibile finitura che non tradisce neanche al tatto. Precisione estrema che ci ha assolutamente stupito. La differenza tra le due stampe è molto visibile. Anche nella fibbia la resa è molto buona ma la maggiore altezza dei layer porta per forza di cose ad una finitura più ruvida e stratificata. Molto simile all’alluminio il colore. I glitter inseriti all’interno del filamento producono punti luce interessanti e risaltano le sfaccettature del vaso. Nella fibbia, i layer più visibili somigliano vagamente ad un alluminio spazzolato. RECENSIONE PLA ARIANEPLAST – CONCLUSIONI Per concludere, facciamo anche un bilancio sul prezzo: il listino prezzi è allineato a quello di molte altre marche di filamenti (tra i 25 e i 30 €/Kg). Al momento in cui scriviamo tutti i prodotti sono scontati per un tempo limitato. Nel complesso, i filamenti Arianeplast si sono dimostrati un prodotto assolutamente valido, che ci ha stupito in modo positivo sia per la resa che per la semplicità di impiego, con una stampa perfetta già al primo tentativo. Vi siete incuriositi? Tutta la gamma filamenti Arianeplast è acquistabile sul sito internet arianeplast.com. Hai ancora delle domande? Non lasciarle in sospeso, iscriviti sul nostro forum!
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