Vai al contenuto

Cerca nel Forum

Mostra risultati per tag 'settori'.

  • Cerca per Tag

    Tag separati da virgole.
  • Cerca per autore

Tipo di contenuto


Categorie

  • News
  • Guide
  • Stampanti 3D
  • Recensioni
  • Materiali
  • Software
  • Eventi
  • Comunicati
  • Novità dall'estero

Forum

  • Benvenuto
    • Presentazioni
    • Nuove idee e progetti
    • Guide di Stampa 3D forum
    • Notizie sulla stampa 3D
  • Stampa 3D
    • La mia prima stampante 3D
    • Stampanti 3D al dettaglio
    • Problemi generici o di qualità di stampa
    • Hardware e componenti
    • Software di slicing, firmware e GCode
    • Materiali di stampa
    • Stampa 3D industriale
  • Modellazione 3D
    • Problemi di modellazione 3D, gestione mesh, esportazione in stl
    • Scanner 3D
  • Guide, recensioni, profili di stampa, esperienze
    • Guide della redazione
    • Database materiali
    • La mia stampante 3D e il mio laboratorio
    • Le tue stampe - Album fotografico dei migliori modelli 3D
    • Profili di stampa 3D
    • Recensioni e tutorial
    • Servizi di stampa 3D/ Negozi / E-commerce
    • FabLab
  • Eventi e corsi sulla stampa 3D
    • Eventi e fiere
    • Corsi, concorsi, workshop
  • Off-Topic
    • Off-Topic in generale
    • Incisione e taglio laser
    • Fresatura CNC
    • Droni
  • Mercatino
    • In vendita
    • Cerco
    • Offerte di Lavoro
    • Offerte e Codici Sconto
  • Feedback e Comunicazioni alla Community
    • Comunicazioni interne
  • Geeetech's Discussioni
  • Geeetech's Video
  • Presepe stampato 3D's Discussioni
  • Club di Fabula 3D's Discussioni
  • Progettare una CNC's Discussioni
  • Club di Alessio Iannone's Discussioni
  • Club di Alessio Iannone's Le basi per imparare Autodesk Fusion 360
  • Miniature e action figures's Discussioni

Calendari

  • Community Calendar
  • Eventi YouTube
  • Geeetech's Eventi
  • Presepe stampato 3D's Pianificazione lavori
  • Club di Fabula 3D's Eventi
  • Progettare una CNC's Calendario del gruppo CNC
  • Club di Alessio Iannone's Eventi
  • Miniature e action figures's Calendario

Blog

  • Novità sulla stampa 3D
  • Club di Prova's Blog di Prova
  • Club di Fabula 3D's Blog
  • Club di Alessio Iannone's Blog

Cerca risultati in...

Trova risultati che contengono...


Data di creazione

  • Inizio

    Fine


Ultimo Aggiornamento

  • Inizio

    Fine


Filtra per numero di...

Iscritto

  • Inizio

    Fine


Gruppo


Instagram


Twitter


LinkedIn


Facebook


Website URL


Città


Lavoro


Interessi

  1. Siamo in procinto della fine dell'anno ed è quindi arrivato il momento di tirarne le somme. Il 2018 della stampa 3D ci ha messo di fronte a una serie di nuove interessanti proposte che, insieme ad alcune delle ottime macchine già in commercio, stanno davvero portando il mercato della stampa 3D verso una nuova direzione. È per questo motivo che, ogni anno, noi di Stampa3Dforum raccogliamo una lista delle migliori stampanti 3D in commercio: una selezione delle macchine che si distinguono dal resto del mercato per innovazione, qualità costruttiva e prestazioni. Senza avere l'intenzione di fare una classifica, siamo quindi andati alla ricerca di quei modelli che si fanno notare nel proprio ambito di utilizzo, andando a coprire tutte le tecnologie di stampa 3D più conosciute e aggiungendo brevi ed esaustive descrizioni dei prodotti. Cosa aspettiamo allora, avanti con la lista delle migliori stampanti 3D del 2018! MARKFORGED MARK TWO La Mark Two è l’unica desktop di Markforged in grado di stampare sia fibra di carbonio che vetroresina, ma anche Kevlar, e Onyx. Ha un ecosistema che va dal software al materiale (proprietari) per ottenere i migliori risultati grazie al pieno controllo nell’intero processo. Una macchina costruita per ottenere prototipi e pezzi pronti all’uso con una definizione di 100 micron. L’interfaccia è di tipo touch e la stampa è gestita dallo slicer Eiger. Sei interessato a materiali tecnici e metallo? Leggi anche: Markforged Metal X, stampante 3D a metallo a basso costo Markforged MarkOne, la prima stampante 3D a fibra di carbonio ZORTRAX M200 PLUS Zortrax si è pian piano ritagliata la sua fetta del mercato FDM grazie alla solidità e alle prestazioni delle sue macchine. La M200 ha aperto la strada per le sue evoluzioni: la più grande M300, normale e Plus, e la M200 Plus. Quest’ultima, come tutta la gamma a fusione di filamento, è una stampante costruita per essere pronta all’uso. È forse il modello più completo della categoria, integra infatti molte raffinatezze che costruiscono una esperienza d’uso senza compromessi: piano riscaldato microforato, livellamento del piatto automatico, videocamera per monitorare le stampe e sensore di fine materiale. Cosa pensa la nostra community della Zortrax M200? Leggi qui! ROBOZE ONE +400 XTREME Roboze ha appena ampliato la sua offerta con la nuova serie Xtreme presentata al Formnext di Francoforte. Ne parliamo in questo articolo. Le nuove stampanti 3D fanno della costruzione il principale punto di forza, con un nuovo sistema di movimento beltless che porta la precisione di movimento a 15 micron. Le elevate temperature raggiungibili (500 gradi per l’estrusore e 180 gradi per il piano) consentono l’uso di materiali tecnici. Roboze per questo offre Carbon Peek, Carbon PA, Glass PA e altri polimeri ad alte prestazioni. Leggi l'articolo completo su Roboze Xtreme PRUSA MK3 È il modello che ha generato il maggior numero di repliche di altri produttori, grazie alla sua natura open source e al grande rapporto prestazioni/prezzo. Ha una meccanica molto semplice ma ogni parte della struttura è studiata e si è evoluta nel tempo per avere la maggiore efficacia con il minor peso ed ingombro, per mantenere la macchina tra le più performanti nella fascia bassa del mercato. ULTIMAKER 3 e S5 Anch’essa ormai da tempo tra le stampanti più conosciute del panorama. Affidabilità e prestazioni alla base con un prezzo più alto dei diretti competitor. Ma guardando con attenzione la macchina si comprende come possa essere giustificato. L’ingegnerizzazione di elementi come il sistema di ugelli intercambiabili denota la cura e lo studio del dettaglio. Ampia gamma di filamenti proprietari ma con la possibilità di caricarne di terze parti. La Ultimaker 3 risulta una ottima macchina disponibile anche nella sua versione Extended con una altezza di stampa ampliata a 300 millimetri. Ultimaker S5: prime considerazioni e scheda tecnica FORMLABS FORM 2 Passando alla tecnologia SLA non possiamo non chiamare in causa la Formlabs Form 2. Regina della classe, può contare in una ampia gamma di resine tecniche ed una risoluzione massima di 25 micron, anche per la produzione di pezzi finiti. Per il lavaggio e la fotopolimerizzazione post-stampa, Formlabs ha prodotto Form Wash e Form Cure, creando un intero ecosistema di stampa 3D professionale. Video - Presentazione materiale ceramico per la Formlabs Form2 SINTERIT LISA Sinterit Lisa è una stampante SLS compatta e performante. Rende di semplice utilizzo ciò che di base non lo è. Una ottima macchina che porta al target desktop la stampa a polveri, unica nel panorama 3D per i vantaggi di stampa senza supporti. Lisa ha un volume di stampa di 150 x 200 x 150 millimetri. Ne abbiamo parlato in modo completo qui. DESKTOP METAL Una rivoluzione, quella della stampa 3D in metallo, dove troviamo Dekstop Metal in prima fila a tirare il mercato. L'azienda americana propone un sistema a estrusione di un materiale che contiene polveri di metallo. Il pezzo, una volta prodotto, viene rifinito e sinterizzato, seguendo altri due step di lavorazione. In questo modo, il materiale legante viene sciolto e il metallo assume solidità. Sei curioso di saperne di più? Clicca qui per iscriverti al nostro forum: la community sarà felice di aiutarti! Resta aggiornato sulle ultime novità, seguici su Facebook e Twitter.
  2. Liquid Printed Pneumatics è il nome del progetto a cui stanno lavorando il laboratorio di ricerca MIT Self Assembling Lab e BMW. Assieme stanno elaborando nuove soluzioni per gli interni delle automobili di nuova generazione. Il progetto, ancora in fase di sperimentazione, propone spunti interessanti per capire come, in futuro, la materia che comporrà gli abitacoli sarà in grado di adattarsi alle esigenze rispondendo a stimoli esterni. La tecnologia scelta da BMW: stampa 4D per le proprie automobili Il concetto base che permette questo è la stampa 4D, tema che abbiamo già trattato in questo articolo. Sostanzialmente, gli oggetti stampati hanno delle capacità dinamiche, possono quindi cambiare forma. Questo non in modo casuale, perché il modo in cui questi si comportano dopo la stampa può essere progettato, adattando forma e i materiali. In questo caso gli oggetti sono dei dispositivi pneumatici, ovvero meccanismi che agiscono grazie allo stimolo di pressione di un fluido. Sono dotati di una o più camere grazie alle quali ognuna di queste determina due possibilità di movimento. La sottrazione o l’immissione di un fluido permettono all’oggetto di comprimersi o estendersi. La combinazione di più movimenti in un oggetto permette trasformazioni multiple. Il MIT mostra più esempi dove gli elementi compiono movimenti differenti a seconda della loro forma. Le parti sottili subiscono una deformazione maggiore di quelle spesse. Sfruttando questo principio i movimenti possono essere previsti in fase progettuale posizionando opportunamente il materiale. La tecnologia utilizzata dal laboratorio dell’università del Massachusetts si chiama Rapid Liquid Printing. È un metodo di stampa estremamente rapido che sfrutta un fluido più denso dell’aria (in questo caso un gel) come ambiente di stampa. In questo modo il materiale depositato non cade sotto il suo stesso peso ma rimane nel punto in cui viene estruso. Questo permette la stampa 3D di elementi complessi senza problemi per le parti a sbalzo, dove il limite dimensionale risiede solo nella vasca di stampa. Nello specifico, Liquid Printed Pneumatics è solo un concept che mostra le capacità di questa tecnologia. In futuro questi smart objects potranno essere impiegati per rendere più confortevoli i veicoli adattandosi ai nostri bisogni. Staremo quindi a vedere come BMW porterà la stampa 3D all’interno delle sue auto e in che modo potranno incrementare il comfort dei nostri viaggi. Il progetto sarà mostrato il 4 Novembre 2018 al V&A Museum di Londra come parte della mostra ‘The Future Starts Here’.
  3. - Pubblicazione comunicato stampa del 24 agosto 2018 - Come risposta all’utilizzo crescente dei compositi nei vari settori, Stratasys (Nasdaq:SSYS) ora offre un sistema di fabbricazione additiva a basso costo dedicato al Nylon 12 caricato a fibra di carbonio. La stampante Fortus 380mc edizione a fibra di carbonio, presentata in anteprima in occasione del RAPID 2018, è un sistema di livello industriale, con un costo a partire da 70.000 euro nell’area EMEA, e sarà venduto in questa regione nelle prossime settimane. Stratasys Fortus carbonio - Le richieste del mercato Di recente, il materiale composito ha assistito a una crescita sul mercato anno dopo anno dall ‘8 al 12%. Le applicazioni composite in fibra di carbonio e i polimeri rinforzati in fibra di carbonio sono considerati tecnologie energetiche pulite dal Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti d’America in quanto consentono di produrre oggetti più leggeri, i quali riducono il consumo di energia. Si stima che una riduzione del 10% del peso del veicolo consenta di ridurre dal 6 all’8% il consumo di carburante. STAMPA 3D METALLO “DIRECT METAL PRINTING”: COS’È E COME FUNZIONA Stratasys è stata una delle prime aziende a offrire un composito caricato a fibra di carbonio per la fabbricazione additiva, ma in precedenza offriva il materiale solo sulle stampanti 3D di produzione di fascia alta, tra 200.000 e 350.000 euro. “I nostri clienti spingono per un accesso semplificato alla fibra di carbonio”, afferma il vicepresidente senior di Stratasys, Pat Carey. “Ci hanno detto che desiderano una soluzione a basso costo ma in un sistema affidabile di livello industriale. È per questo che stiamo offrendo un sistema più accessibile, basato sulla nostra piattaforma Fortus 380. Poiché la 380mc CFE è dedicata esclusivamente al Nylon 12 caricato a fibra di carbonio e a un altro materiale, siamo in grado di offrirla al prezzo più basso di qualsiasi altra stampante industriale”. “Da molti anni, il settore della fabbricazione additiva assiste alla necessità di una serie di macchine diverse per produrre parti in materiali compositi a resistenza elevata” afferma Terry Wohlers di Wohlers Associates, un’azienda di consulenza nel settore della fabbricazione additiva. “Spero che la recentissima macchina di Stratasys consentirà di soddisfare questa esigenza offrendo parti resistenti in fibra di carbonio e Nylon 12”. POLIAMMIDE 11 – MATERIALE IN POLVERE PER LA STAMPA 3D A SINTERIZZAZIONE LASER Il team Penske utilizza l’FDM per produrre prototipi e parti finali nel materiale composito Nylon 12 caricato a fibra di carbonio sia per le auto da corsa dell’IndyCar che per quelle della NASCAR. Il team ha utilizzato di recente il composito per produrre un alloggiamento per lo specchietto per i team di corsa della NASCAR. Dopo aver progettato l’alloggiamento, gli ingegneri hanno personalizzato il progetto per ognuno dei piloti dei bolidi, creando le parti finali in composito tramite FDM. Il materiale basato su fibra di carbonio ha consentito al team Penske di produrre alloggiamenti per specchietti leggeri con elevata resistenza agli urti e alta rigidità, caratteristiche fondamentali nel settore delle corse. La rigidità del composito è vantaggiosa soprattutto quando si creano parti con pareti sottili, che non devono flettersi sotto i carichi aerodinamici prodotti sulla pista. Le applicazioni additive per il Nylon 12 caricato a fibra di carbonio possono includere: Prototipazione funzionale delle parti in composito o in metallo Cicli di produzione brevi in un materiale a resistenza elevata Produzione di strumenti di assemblaggio leggeri per migliorare l’ergonomia e alleviare la fatica degli addetti Sostituzione di parti metalliche con compositi leggeri e resistenti Stratasys prevede che i più rapidi ad adottare la stampante 3D Fortus 380 CFE saranno le aziende che realizzano strumenti e staffaggi e le aziende dei settori automobilistico, delle attrezzature per gli sport ricreativi, marino, ortesico e protesico, della difesa, aerospaziale, delle attrezzature mediche, del petrolio e del gas. Come una parte in plastica rinforzata con fibra di carbonio stampata a iniezione, il Nylon 12CF di Stratasys è costituito per il 35% di frammenti di fibra di carbonio e presenta un rapporto rigidità/peso elevato, superiore a qualsiasi parte stampata in 3D FDM o FFF.Stratasys Fortus 380mc CFE si basa su una piattaforma comprovata che produce parti caratterizzate da precisione dimensionale ripetibile. Le parti non mostrano curvatura o restringimento apprezzabile e mantengono una stretta tolleranza. Il Nylon 12CF Stratasys è fino a quattro volte più resistente rispetto all’alternativa economica sull’asse delle X e delle Y e mantiene le proprietà meccaniche a una temperature superiore del 40%. STRATASYS PER LA STAMPA 3D DENTALE: LA NUOVA J700 DENTAL Stratasys Fortus 380mc CFE crea parti dello spessore di 0,254 mm (0,010 pollici). Il sistema è inoltre compatibile con la termoplastica ASA, che è in grado di produrre spessori degli strati di 0,127 mm (0,010 o 0,005 pollici). La camera di costruzione della stampante 3D misura 355 x 305 x 305 mm (14 x 12 x 12 pollici). Offre la rimozione del materiale di supporto idrosolubile, che elimina la necessità di manodopera per la rimozione dei supporti. Di conseguenza, consente la creazione di geometrie sottili e intricate, che sarebbero impossibili senza il materiale di supporto solubile, in quanto le caratteristiche sottili verrebbero distrutte durante la pulizia oppure la rimozione del materiale di supporto dalle geometrie intricate potrebbe risultare troppo laboriosa o addirittura impossibile. La stampante 3D Fortus 380mc edizione in fibra di carbonio sarà visibile presso lo stand Stratasys in occasione del TCT #H36 dal 25 al 27 settembre al NEC di Birmingham. Vuoi saperne di più? Iscriviti al nostro forum, la community sarà felice di aiutarti! Resta aggiornato sulle ultime novità, seguici su Facebook e Twitter.
  4. In questi giorni è rimbalzata in moltissime testate giornalistiche la notizia che riguarda la liberalizzazione delle armi stampate in 3D. Al centro della questione si trova spesso la foto di un’arma in plastica, capace di sparare un colpo calibro .380 ACP. Inutile dire che in molti si sono allarmati. Il fatto riguarda in modo diretto gli Stati Uniti, paese che non è nuovo a stragi con armi da fuoco. ARMI E STAMPA 3D: COME TUTTO E' INIZIATO Ad aprire la porta alle preoccupazioni è stato l’esito della battaglia legale condotta Cody Wilson, trentenne originario del Texas, Stati Uniti. La sua storia legale comincia cinque anni fa, quando diventò la prima persona ad aver stampato in 3D un’arma da fuoco funzionante. Non si limitò però all’uso personale. Decise infatti di caricare i modelli sul proprio sito Defcad.org, portale dedicato alla liberalizzazione del possesso di armi. Il lancio della piattaforma venne inaugurato con un video, dichiarando che il possesso delle armi non sarebbe mai più stato lo stesso in un’era dove ognuno può scaricare e stampare la propria arma con pochi click. Nei giorni seguenti al lancio, la sua pistola venne scaricata più di 100.000 volte. Il sito non è passato inosservato alle autorità americane e, meno di una settimana dopo, ricevette una lettera dal Dipartimento di Stato che ne chiedeva la chiusura; ciò che veniva contestata era la violazione delle norme sul commercio di armi. La vicenda non ha però scoraggiato Wilson, che nel 2015 ha fatto causa al governo americano. Il suo team di avvocati sottolineò che, vietando a Wilson di pubblicare i suoi dati, il Dipartimento di Stato non stava solo violando il suo diritto di portare armi, ma il suo diritto di condividere liberamente le informazioni. Di fatto veniva violata la libertà di espressione sancita dal primo emendamento degli Stati Uniti. Poche settimane fa il giudice ha dato fine al processo, riconoscendo a Wilson il diritto di diffondere i suoi modelli 3D, confermando però, come dalla sentenza precedente, il divieto di vendita. I RISVOLTI DELLA VICENDA Cody Wilson non ha perso tempo e, attraverso la sua azienda ‘Defense Distributed’ ha rilanciato il suo sito Defcad.org con l’obiettivo di trasformarlo in un enorme database di modelli di armi scaricabili. Ma non solo. Un ulteriore passo è stata la commercializzazione della ‘Ghost Gunner’, una macchina CNC appositamente studiata per produrre armi. È un dispositivo desktop, quindi studiato per essere facilmente utilizzato in casa, open source e semplice da utilizzare. Permette di produrre armi molto più resistenti e con capacità di fuoco superiori. ARMI FAI-DA-TE, PERICOLI E PROSPETTIVE Sembra proprio che si siano spalancate le porte al possesso di armi per chiunque. La sentenza americana potrebbe scatenare un effetto domino in altri paesi dove, facendo leva sullo stesso principio di libertà di espressione, si potrebbe arrivare ad un risultato analogo. Sono molti i timori che sorgono dalla questione: il possesso di un oggetto così pericoloso non sarebbe precluso a nessuno. Tra le tante criticità rivolte alle armi in plastica è necessario sottolineare la mancanza di un numero di serie in quanto non sono soggette a registrazione. Sarebbe quindi impossibile ricondurle al proprietario in caso di crimini. Inoltre, sono difficilmente individuabili. Sarebbe piuttosto semplice infatti eludere un metal detector ed entrare in un tribunale come in un aeroporto. Per sostenere la sua tesi, Wilson afferma che il codice che compone un modello per stampa 3D è paragonabile alla 'parola' e, in quanto tale, il codice non può subire limitazioni di censura. Sicuramente la visione liberale di Wilson apre numerosi spunti su cui ragionare. Non a caso, l'Unione Europea sta pensando di introdurre nuove regolamentazioni per tutelare la riproduzione di modelli tramite stampa 3D. Probabilmente è questo il momento giusto per approfondire il tema. Vuoi sapere cosa ne pensa la nostra community? Leggi subito la discussione cliccando su questo link. Visione europea verso la stampa 3D: leggi l'articolo.
  5. Il mercato della stampa 3D è in piena espansione e le potenzialità di questa tecnologia sono innumerevoli. Le stampanti 3D sono macchine sempre più semplici ed economiche e non è un azzardo pensare che fra qualche anno saremo in molti a possederne una in casa. Si tratta di un business che è destinato a raggiungere i 9,64 milioni di euro nel 2021. Come avviene per ogni nuova grande tecnologia, la sua diffusione comporta una necessità di regolamentazione. Questa tecnologia apre nuove possibilità, ma se usata nel modo sbagliato può sfociare in opere illecite, che ricadono nell'illegalità. Esempi di cattivo utilizzo hanno portato in passato a violazione di licenze o, addirittura, alla riproduzione di oggetti pericolosi come le armi da fuoco. STAMPA 3D E TRASCORSI GIURIDICI DI ILLEGALITÁ - IL CASO EBAY È del 2015 un precedente di violazione dei diritti che ha coinvolto un utente eBay. Questo, infatti, fu sorpreso a vendere sulla nota piattaforma di e-commerce oggetti stampati in 3D coperti da una licenza Creative Commons (CC) che non ne permetteva la commercializzazione. L’utente scaricava i modelli 3D dal sito Thingiverse.com. Su questa piattaforma è il singolo utente a decidere cosa è possibile fare con le proprie creazioni, sfruttando le varie versioni della licenza Creative Commons, dove la maggiore differenza riguarda la possibilità di commercializzare i prodotti e l’attribuzione di quest’ultimo al creatore dell’opera. Accertata la violazione, Makerbot (proprietaria di Thingiverse) ha contattato l’utente per vie legali mentre eBay ha rimosso tutti gli articoli presenti nell’account incriminato. LA RISPOSTA EUROPEA Ma l’Europa come agisce di fronte alle problematiche sul tema? È chiaro infatti che sia necessaria una legislatura in materia per definire chiare risposte. A tal proposito il 3 luglio 2018 il Parlamento europeo ha appoggiato la relazione non legislativa dell’eurodeputata francese Joëlle Bergeron. Questa solleva numerose questioni nell’ambito dell’uso della stampa 3D. Una di queste riguarda la responsabilità di fronte ad un oggetto stampato che si riveli poi difettoso o pericoloso. In questo caso si applicano le regole sulla responsabilità civile (generale), come previsto dalla direttiva sul commercio elettronico. Tuttavia, in caso di incidente la responsabilità per il prodotto difettoso potrebbe potenzialmente ricadere su molteplici attori: colui che ha creato il file 3D, sul produttore della stampante 3D, sul fornitore del materiale utilizzato per creare il prodotto o, ancora, sulla persona che ha fabbricato l’oggetto, a seconda dell’origine del difetto. La catena delle responsabilità può essere lunga e complicata, perciò sta alla Commissione Europea analizzare poi attentamente le questioni legali. Le proposte fatte dall’eurodeputata in materia di responsabilità sono le seguenti: creazione di una banca dati mondiale per gli oggetti stampabili, con l'obiettivo di controllare le riproduzioni di oggetti tridimensionali protetti dal diritto d'autore; progettazione di stampanti collegate a un sistema in grado di gestire i diritti di proprietà intellettuale; l'introduzione di un limite di legge per il numero di copie private di oggetti tridimensionali, per evitare riproduzioni illecite; l'imposizione di una tassa sulla stampa 3D per compensare il danno subito dai titolari del diritto di proprietà intellettuale per le copie private di oggetti in 3D. Ad una prima analisi proposte che sembrano in gran parte poco efficaci e difficilmente applicabili, è infatti la stessa Bergeron a dichiarare che nessuna di queste soluzioni è completamente soddisfacente. Bisogna dire che molte stampanti 3D hanno per natura un’anima open source e chiunque abbia dimestichezza con l’elettronica e il fai-da-te può costruirsene una facilmente. Sembrano quindi surreali delle misure restrittive della libertà di autocostruzione o di produzione. Si deve tenere a mente che le stampanti 3D non sono affatto pericolose, ma rappresentano esclusivamente un mezzo di produzione di oggetti. Così come altri mezzi, tipo la rete internet, possono essere utilizzate in modo lecito o illecito, ed è il comportamento che il singolo adotta nell’utilizzo o nella diffusione dei pezzi prodotti che dovrebbe essere giudicato. Il parlamento europeo dovrà esprimersi regolamentando la stampa 3D. Quello che ci auguriamo è che, con una legislazione chiara indirizzata a tutelare i proprietari dei diritti, si faccia chiarezza sulle responsabilità di chi invece produce, tutelando anche quello che è lo spirito maker che da sempre accompagna un movimento in grande crescità.
  6. In data 18 Giugno Lumi Industries, start-up italiana che progetta e produce soluzioni innovative nell’ambito della stampa 3D a resina, ha annunciato il lancio di una nuova campagna su Kickstarter per il suo ultimo progetto: VVD visualizzatore volumetrico tridimensionale. VVD visualizzatore volumetrico tridimensionale - Vediamo cos'è L'acronimo "VVD" sta per Volumetric Visualization Device, sistema progettato da Lumi Industries e attualmente in attesa di brevetto. VVD è un dispositivo portatile stand-alone, che consente di esplorare un contenuto 3D. Si tratta quindi di un visualizzazione 3D "olografico" che, a differenza dei sistemi di realtà virtuale (dove è necessario l’uso di un visore), permette di vedere in modo immediato e intuitivo i modelli 3D, agevolando anche la collaborazione tra più individui eliminando la barriera del visore. "L'idea di VVD è nata dall'esigenza di avere una reale visualizzazione di un modello 3D prima di passare alla stampa 3D. Quando si progetta o si ispeziona un modello 3D, lo si fa sempre su uno schermo piatto, bidimensionale. Questo lascia spazio ad errori nel percepire le dimensioni e le proporzioni del modello. Si rischia quindi di produrlo, solo per scoprire in un secondo momento, che qualcosa non era corretto e si è sprecato tempo e denaro." Davide Marin, CEO e fondatore di Lumi Industries VVD visualizzatore volumetrico tridimensionale - Come funziona Con il software attuale, che è ancora in fase di sviluppo, è sufficiente caricare su VVD un modello 3D in formato STL, lo stesso utilizzato per la stampa 3D, che può essere il risultato di una scansione o di una modellazione 3D. Un proiettore integrato proietta i diversi strati del modello su una speciale pellicola in sincronia con il suo movimento verticale. La vibrazione della pellicola crea un effetto 3D che sfrutta il fenomeno della "persistenza della visione", una caratteristica del nostro cervello che, conservare un'immagine anche dopo che non è più visibile, ci consente di percepire un intero oggetto. L'attuale versione di VVD - si tratta ancora di un prototipo - si basa su una scheda X86 con precaricato Windows. Ha oltre 39 milioni di voxel, un volume di visualizzazione di 90x60x45 mm, connettività USB e WIFI e un display LCD da 7" e altoparlanti audio per aggiungere un ulteriore livello di informazioni sulla proiezione volumetrica. L'ingombro complessivo del dispositivo è di 36 x 20 x 24 cm. VVD visualizzatore volumetrico tridimensionale - A cosa serve VVD può trovare numerosi utilizzi all'interno di diversi ambienti: sicuramente lo sviluppo ingegneristico, la progettazione e il design del prodotto sono i settori che possono trovare immediato riscontro positivo, magari per ricontrollare un contenuto 3D e discuterlo con i colleghi o con un cliente prima della produzione, in modo da evitare ogni spreco di tempo e denaro. La condivisibilità dell'esperienza della visualizzazione rende VVD utile in molti campi diversi, come ad esempio: • Uso medico / dentale: VVD può essere utilizzato per visualizzare scansioni 3D o modelli elaborati a partire da MRI (risonanza magnetica) e CT (tomografia computerizzata) insieme ai pazienti in modo da fornire loro una spiegazione visivamente più chiara, con studenti e specializzandi, arricchendo le lezioni con immagini realmente tridimensionali di organi o parti del corpo, con i colleghi, per discutere, analizzare e ottenere valutazioni più corrette. • Educational: VVD è lo strumento perfetto per stimolare l'interesse e la curiosità degli studenti durante le lezioni utilizzando modelli 3D anziché normali immagini bidimensionali. L'interazione con l'insegnante o i compagni è stimolata dal fatto che la visualizzazione è condivisibile con più persone contemporaneamente da diversi punti di vista. • Ambito museale / mostre / marketing e comunicazione: VVD, è un singolo dispositivo che il pubblico può guardare assieme, senza bisogno di doversi dotare di singoli occhiali speciali. VVD è lo strumento perfetto per l'attenzione su un artefatto o un reperto che si vuole mettere in evidenza o un prodotto che si sta per lanciare. Mentre sullo schermo frontale di cui è dotato, è possibile aggiungere didascalie, video e descrizioni. • VVD può anche essere utilizzato per la visualizzazione di dati DEM del terreno e altre superfici, nonché per modelli di architettura in scala per esterni e interni. Link alla campagna Kickstarter.
  7. La casa produttrice polacca Sinterit, con il modello Lisa, è stata una delle prime a lanciare sul mercato una stampante 3D SLS desktop, rendendo accessibile anche alle piccole aziende quella che è una delle tecnologie di stampa 3D più ricercate. A distanza di oltre un anno dal lancio i questo modello e per fare in modo che la tecnologia SLS non rappresenti più un’esclusiva delle applicazioni industriali, Sinterit sta introducendo una nuova macchina: Sinterit Lisa 2, stampante 3D SLS desktop, ideata appositamente per sostenere la creatività di ingegneri e progettisti e destinata all'uso diretto in ufficio o in laboratorio. SINTERIT LISA 2: LA NUOVA STAMPANTE 3D DESKTOP SLS Dopo circa 18 mesi di sviluppo, Sinterit Lisa 2 promette di avere prestazioni migliori rispetto al modello precedente, permettendo di ottenere stampe eccellenti a un prezzo accessibile, aunitamente alla facilità d'uso e alla possibilità di usare diversi materiali. “Nel 2014, Sinterit è stata la prima azienda a immettere sul mercato una stampante SLS in versione desktop. Grazie alle macchine desktop Sinterit, questa tecnologia risulta finalmente accessibile ad una vasta gamma di settori e può fornire a progettisti ed ingegneri possibilità illimitate. Ora, il nostro team di esperti sta per compiere un ulteriore passo in avanti. Infatti, stiamo introducendo sul mercato una macchina ancora più potente” - afferma Konrad Głowacki, cofondatore dell'azienda Sinterit. ELEVATO VOLUME DI STAMPA Sia il modello Lisa e la nuova Lisa 2 sono in grado di stampare pezzi resistenti e con geometrie molto complesse, grazie alla tecnologia SLS. Lisa 2 tuttavia, permette di stampare elementi di dimensioni maggiori, fino a una grandezza massima di quasi 32 cm in diagonale. Di seguito la tabella comparativa dei volumi di stampa per i due materiali PA12 e Flexa. Lisa 1 Lisa 2 Nylon PA12 90 x 110 x 130 mm 90 x 120 x 230 mm Flexa 110 x 130 x 150 mm 110 x 160 x 250 mm CAMERA AD AZOTO PER MATERIALI PERFORMANTI Quella che forse è la novità più grande lato hardware riguarda la camera di stampa. Per Lisa 2, infatti, la scelta è ricaduta su una camera ad azoto che, grazie alla sua speciale conformazione, permette di usare polveri come Flexa Gray e Nylon PA11. “I clienti sono soddisfatti delle nostre polveri, ma sono sempre alla ricerca di materiali sempre più performanti. Per rispondere alla crescente richiesta, abbiamo deciso di progettare una nuova macchina adatta alla sperimentazione. Grazie alla camera ad azoto possiamo creare un ambiente speciale all’interno della stampante e ampliare la lista dei materiali potenzialmente utilizzabili” afferma Michał Grzymała-Moszczyński, uno dei fondatori, nonché responsabile del reparto ricerca e sviluppo. I materiali stampabili sono i già noti Nylon PA12, per parti robuste e resistenti agli agenti chimici, nonché il Flexa back, un materiale simile al TPU e destinato ad applicazioni simil-gomma. Le nuove polveri disponibili al lancio della nuova Lisa 2 sono il Flexa grey, caratterizzato da una maggiore elasticità, dalla resistenza agli agenti chimici e alle temperature estreme e il Nylon PA11, molto resistente agli agenti chimici e alle alte temperature. SOFTWARE AVANZATO & ACCESSORI MIGLORATI Lato software, Lisa 2 arriva insieme al nuovo software Sinterit Studio 2018, creato da un team di ex-dipendenti Google, e garantisce la massima automazione e una migliore user experience. Grazie al sistema completo Sinterit, il processo di produzione è rapido e semplice. Sia il Sinterit Sandblaster che il Powder Sieve - entrambi indispensabili per pulire i pezzi prodotti e e donargli una maggiore resistenza - permettono risparmio di tempo e accelerano il flusso del lavoro. PERCHE’ UTILIZZARE LA TECNOLOGIA SLS? La tecnologia SLS rappresentava in precedenza una prerogativa delle grandi aziende, a causa dei costi proibitivi. L’avvento di stampanti 3D più economiche e adatte a realtà più piccole simboleggia senza alcun dubbio l’interruzione di questa esclusività industriale. La SLS è la tecnologia che impiega un raggio laser ad alta potenza per sinterizzare polvere di un Nylon e risulta perfetta per le applicazioni industriali poiché è in grado di: creare parti complesse, con geometrie elaborate o con elementi che devono muoversi tra di loro pur restando uniti - non è neessario generare strutture di supporto; conferire alle parti durevolezza, un’alta resistenza meccanica e un’elevata precisione dimensionale; realizzare prototipi funzionali e parti molto dettagliate (min. spessore della parete 0,04 mm dimensione del dettaglio 0,01 mm). La polvere non sinterizzata può essere riutilizzata, limitando il consumo di materiale. “È possibile riutilizzare fino al 100% della polvere, e nel caso della stampa con Sinterit, basta aggiungere il 30% di polvere fresca alla nuova stampa. Questi parametri rappresentano l'opzione più economica presente sul mercato" afferma Janne Kyttanen, attuale cliente dell'azienda. - vuoi saperne di più sulle tecnologie di stampa 3D? Leggi la nostra guida! - UNA TECNOLOGIA ADATTA A TUTTI I SETTORI L’accessibilità della tecnologia SLS che Sinterit offre in una macchina desktop e la vasta gamma di materiali, conferisce ai prototipi e ai pezzi stampati la possibilità di essere utilizzati in diversi settori come l’automotive, l’elettronica, il medicale… Il PA12 che rappresenta in questo campo il materiale più popolare, viene utilizzato soprattutto per la stampa di turbine, tubi o involucri per dispositivi elettronici, mentre il PA11 per la stampa di camme, impugnature di utensili o corrimani. ECONOMICITÀ ALLA PORTATA DI TUTTI E PER TUTTI I SETTORI Sinterit Lisa 2 è disponibile in prevendita al prezzo di € 11.990, mentre il prezzo per il Complete System (comprensivo di setacciatore, sabbiatrice e 6 Kg di materiale) è di € 13.990. Le prime consegne sono previste per Settembre 2018. E’ possibile preordinare la macchina o richiedere maggiori informazioni contattando il rivenditore autorizzato per l’Italia Manufat. Hai ancora qualche dubbio sul funzionamento della stampa 3D SLS? Cerchi maggiori informazioni sui materiali disponibili e i costi di gestione? Apri una discussione sul forum!
  8. La stampa 3D è una enorme risorsa per la produzione di prototipi e molte grandi aziende hanno già integrato questa tecnologia nei propri laboratori di ricerca, proprio come Nike. Abbiamo già visto l’approccio al tema di un’altra grande casa di abbigliamento sportivo: Adidas, infatti, ha prodotto l’intersuola delle sue Futurecraft 4D utilizzando la fotopolimerizzazione, un processo che utilizza un polimero sottoforma di resina e una sorgente luminosa per produrre pezzi finiti. Stesso processo è stato seguito da New Balance - qui le nostre foto - e da altre aziende leader del settore. Questa volta, invece, Nike ha annunciato un nuovo modo di utilizzare la stampa 3D per la produzione di sneakers occupandosi, nello specifico, della tomaia - la parte superiore della scarpa. NIKE STAMPA 3D - LA TECNOLOGIA UTILIZZATA La tecnologia di stampa 3D usata da Nike è quella che prevede la deposizione di filamento (FDM). Come spiega l’azienda, sono state modificate macchine già esistenti ed è stato perfezionato il metodo di stampa per poter creare il tessuto delle loro calzature. Nike utilizza una speciale formula a base di TPU, quindi materiale flessibile e impermeabile all'acqua. Allo stesso tempo, grazie alla struttura della scarpa e alla spaziatura tra i filamenti, è permesso all’umidità di uscire. CONTROLLO DI OGNI SINGOLA LINEA Come ben sappiamo, i normali tessuti sono composti da maglie regolari e ben definite, con caratteristiche fisiche costanti in tutta la stoffa, ed è solo controllando il processo di produzione di quest’ultima che si può riuscire ad ottenere trame performanti e soprattutto rispondenti a diverse sollecitazioni derivanti dal tipo di uso. La tecnologia utilizzata da Nike permette di controllare con definizione micrometrica la posizione dei singoli filamenti e di variarla a seconda delle esigenze. Il cuore del progetto è l’algoritmo che traduce i dati derivanti dalle performance degli atleti in geometrie digitali, che a loro volta possono essere modificate anche spostando ogni filamento indipendentemente dagli altri, senza ridisegnare tutto il modello. Nike dichiara che la prototipazione con le stampanti 3D è 16 volte più rapida rispetto altri metodi precedenti di produzione. Questo permette di ridurre notevolmente i cicli di test-revisione e soprattutto di realizzare sneakers completamente personalizzate. NIKE STAMPA 3D PER INSEGUIRE I RECORD Nike ha utilizzato questa tecnologia per la prima volta col modello Zoom Vaporfly Elite Flyprint ai piedi di Eliud Kipchoge, che ha corso e vinto la maratona di Londra lo scorso mese. E chissà che con qualche piccolo aggiustamento all’algoritmo non si riesca a scendere anche sotto le 2 ore di maratona, come lo stesso Eilud si era prefissato. Per ora, Nike ha rilasciato solo 100 esemplari delle nuove sneakers, ognuno ad un prezzo di 600 dollari. Non certo un prodotto accessibile, ma sicuramente un ottimo esempio di come con la stampa 3D può aprire la porta a nuove modalità di produzione.
  9. Le applicazioni della stampa 3D nel mondo del Motorsport sono svariate: si passa dall'ottimizzazione delle geometrie delle componenti meccaniche, alla produzione su misura di pezzi in metallo. Spesso però, le necessità arrivano nel momento in cui meno te le aspetti... sulla pista da corsa nel bel mezzo di una gara, per esempio. E' così che GRT Yamaha Official Team WorldSSP, attuali campioni mondiali in carica del campionato WorldSSP, insieme a MarkOne, azienda innovativa che progetta e sviluppa stampanti 3D professionali, hanno deciso di introdurre per la prima volta nel mondo del Motorsport stampanti 3D all'interno del box. Yamaha Official Team e la stampante 3D MarkOne Mark One è un'azienda che progetta e sviluppa stampanti 3D, ponendosi sul mercato con soluzioni all’avanguardia e materiali tecnici innovativi. Grazie a questa visione e a scelte aziendali indirizzate verso la ricerca e lo sviluppo, GRT Yamaha e MarkOne sono in grado di realizzare componenti real time, poi implementati sulla moto in gara, riducendo drasticamente tempi e costi di produzione. Tutto questo è reso possibile dalla presenza di una stampante 3D MarOne nei box del team motociclistico. Parliamo di nuovi distanziali poco reperibili, tappi, supporti, staffe e altre componenti che, compatibilmente coi tempi di fabbricazione e necessità, possono essere prodotte all'interno del box nei tempi richiesti. A questo, si aggiunge la possibilità di produrre geometrie complesse con materiali tecnici, come nel caso delle componenti ottimizzate per migliorare i processi di cambio gomme. Per MarkOne l’additive manufacturing, quando efficacemente studiato, ha applicazioni che vanno ben oltre lo studio prototipale, raggiungendo facilmente la produzione. Tutto ciò ha introdotto MarkOne a collaborazioni in differenti ambiti industriali, dalla fabbricazione di componenti automotive alle macchine automatiche, dal design del prodotto industriale al settore medicale ed aerospaziale grazie all'alta flessibilità delle sue macchine e dalla possibilità di realizzare soluzioni uniche. Il Team ufficiale GRT Yamaha WorldSSP vanta il corridore Mirko Giansanti, ex 125 e 250, come direttore sportivo e tecnico, e Filippo Conti come Team Manager. Con sede nel centro Italia, appena fuori Terni, la squadra ha progredito attraverso campionati nazionali ed europei negli ultimi anni prima di dedicarsi al Campionato WorldSSP nel 2016. Probabilmente, grazie alla sua nuova strumentazione, il Team GRT Yamaha WorldSSP potrà migliorare ulteriormente i propri risultati, seguendo strade che, fino a qualche mese fa, sarebbero state impensabili.
  10. Se ci si appresta ad acquistare una nuova stampante, o magari a costruirne una, arriva il momento di scegliere quale tipo di estrusore utilizzare. La scelta non è scontata e bisogna fare alcune valutazioni. Prima di tutto facciamo un po' di chiarezza: stiamo parlando di stampanti a fusione di filamento (FFF o FDM), il cui estrusore è il cuore della stampante. L’estrusore è formato dall’ hot-end, appunto la parte calda che scioglie e deposita direttamente il materiale, e dal cold-end, il dispositivo che spinge il filamento nella zona di fusione. Ed è proprio la posizione del cold-end nella stampante 3D la caratteristica principale che distingue le due tipologie di estrusore. ESTRUSORI DIRECT L’estrusore direct ha fondamentalmente uno schema semplice: il meccanismo di spinta del filo è montato a ridosso dell’ugello e il motore fornisce direttamente la rotazione al pignone. Lo svantaggio di questa soluzione sta nel peso dello stesso meccanismo che costringe ad un maggiore stress le parti in movimento per vincere la sua inerzia, tutto ciò si ripercuote a scapito della precisione e della velocità massima della stampante. Il vantaggio è che tutta l’energia del motore viene trasmessa al filamento senza dispersioni. Proprio per la semplicità di funzionamento troviamo questa soluzione solitamente nelle stampanti 3D più economiche. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2017/05/schema-Direct-con-scritte-300x225.jpg ESTRUSORI BOWDEN Negli estrusori bowden il motore viene delocalizzato rispetto all’hotend e portato in una zona non in movimento della stampante. Il moto è quindi trasferito ed il filamento passa attraverso un tubo flessibile in Teflon che riduce al minimo gli attriti. La delocalizzazione porta ad una notevole diminuzione di peso sul carrello risolvendo le criticità che invece troviamo negli estrusori direct, permettendoci delle velocità di stampa maggiori. Di contro, però, sappiamo che per quanto possa essere liscia la guaina avremo comunque uno spreco di energia legato all’attrito che è proporzionale alla lunghezza del tubo, è bene quindi utilizzare un tubo della minima lunghezza possibile. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2017/05/schema-Bowden-con-scritte-300x225.jpg In entrambe le tipologie di estrusori il moto nel cold-end può essere diretto o con demoltiplica. Come possiamo facilmente intuire, nel primo caso il motore fornisce direttamente la spinta. Il filo è schiacciato da un cuscinetto sul pignone dello stepper. Nel secondo caso invece il meccanismo è quello di una trasmissione riducente, ciò vuol dire che per un certo numero di giri del motore avremo un numero minore di giri trasferiti ma una maggiore coppia di forza. Ciò risulta molto utile negli estrusori bowden per ovviare alle eventuali perdite di energia dovute all'attrito. La demoltiplica permette inoltre di porre rimedio al caratteristico movimento a scatti dei motori stepper (o passo-passo) producendo una erogazione più fluida e quindi più precisa utile in entrambe le tipologie di estrusori. In sostanza, la scelta consapevole di un estrusore si fa valutando pro e contro di ciascuna soluzione, anche e soprattutto in base al tipo e alla robustezza del telaio della stampante 3D.
  11. Pubblicazione comunicato stampa Kentstrapper presenta oggi la stampante 3D Mavis, ultimo modello realizzato dalla casa produttrice fiorentina, in cui si fondono insieme tecnologia avanzata e semplicità di utilizzo. Abbiamo scelto per la stampante 3D MAVIS un area di lavoro 400x400x700 mm al fine di permettere la realizzazione di prototipi di grandi dimensioni senza la necessità di scalarli o sezionarli Tutte queste caratteristiche rendono il nuovo prodotto in linea con le prestazioni e l’attenzione al design del brand Kentstrapper. CALIBRAZIONE AUTOMATICA Giusto il tempo di iniziare La parte più complicata nell’utilizzo di una stampante 3D risiede nella procedura di calibrazione del piatto di stampa. Abbiamo cercato la soluzione a questo problema e abbiamo dotato la stampante 3D Mavis di un sistema automatizzato di calibrazione. Appena la accederai sarai in grado di stampare senza dover effettuare nessuna procedura di calibrazione SMART GUI Una vista dinamica La nuova interfaccia è dinamica dove icone colorate con raffigurazioni permettono all’utente di accedere ai comandi in modo semplice e veloce. Nessuna manopola, nessun click, il display touch screen da 5 pollici permetterà di gestire tutto con il semplice tocco delle dita. La stampante 3D MAVIS è in grado di capire se il filamento è terminato e di salvare il processo di stampa per poi essere riavviato, una volta aver ricaricato il filamento. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2017/04/Mavis-Kentstrapper-2.jpg PHOENIX SYSTEM Interrompi. Arresta. Riprendi quando vuoi. L’interruzione di corrente non causerà mai più il fallimento della vostra stampa. La stampante 3D MAVIS è in grado di capire se viene privata dell’alimentazione e di salvare il processo di stampa. Sul display della stampante apparirà un messaggio che notifica l’assenza di alimentazione e non appena l’alimentazione ritornerà la stampante 3D ripartirà da dove si era interrotta. Questo sistema permette anche di gestire il processo di stampa, può essere messo in pausa o arrestato per poi riprenderlo in un secondo momento. INGRESSO USB KEY Un unica chiave d’acesso alla stampa. Ingresso Usb per il caricamento dei file di stampa. WI-FI Controllo remoto della stampante tramite Wi-fi. Possibilità di controllare la stampante tramite il Wi-fi.
  12. Pubblicazione comunicato stampa Milano, 1 Marzo 2017 - ACTLAB - Politecnico di Milano presenta in anteprima al Made Expo 2017 Trabeculae Pavilion, un’architettura sperimentale che coniuga stampa 3D e ricerca biomimetica. Dal 8 al 11 Marzo, all’interno dell’area BSmart!, nel padiglione 10 della Fiera di Milano-Rho verrà presentato un primo prototipo di costruzione leggera che dimostra le potenzialità rivoluzionarie delle innovazioni nel campo del design computazionale e della stampa 3D per il mondo delle costruzioni. Questo progetto è la sintesi di una ricerca incentrata sull’uso di tecniche innovative di manifattura additiva nelle costruzioni e su come queste possano fornire nuove soluzioni ai problemi della nostra contemporaneità. La stampa 3D è utilizzata come metodo evoluto per affrontare il problema della scarsità di risorse. “Gli ultimi decenni hanno visto una crescita esponenziale nella domanda di materie prime a causa della rapida industrializzazione di economie emergenti e dell’alto consumo di materiali. Questa ricerca guarda ai modelli biologici e alle opportunità offerte da nuove tecnologie di produzione additiva per trovare soluzioni sostenibili nell’uso dei materiali. Il nostro obiettivo è studiare un nuovo tipo di architettura non-standard: evoluta, efficiente e sostenibile”, affermano Roberto Naboni, architetto e ricercatore al Politecnico di Milano e Ingrid Paoletti, Professore Associato in Tecnologia delle Costruzioni al Politecnico di Milano. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2017/03/ACTLAB-Trabeculae-padiglione-stampa-3d-3.jpg Il padiglione è un prototipo dimostrativo a grande scala completamente stampato in 3D con un biopolimero ad alte prestazioni sviluppato assieme al partner industriale Filoalfa, che ha permesso di elevare la stampa a deposizione fusa (FDM) ad applicazioni strutturali. La produzione dei componenti a geometria complessa è realizzata con una printing farm di stampanti Wasp, in grado di assicurare una produzione continuativa e di precisione, anche attraverso l’utilizzo di un estrusore sperimentale che permette di fabbricare strutture resistenti dimezzando i tempi di produzione. Una sinergia di progetto, materiali e tecnologie che hanno permesso di concepire un’innovativa tecnica di costruzione additiva, in cui l’organizzazione materiale di forme architettoniche complesse viene definita in modo adattivo. “Abbiamo guardato alla Natura e a come questa costruisca forme leggere e resistenti al tempo stesso per minimizzare l’uso di risorse materiali. Studiando la struttura interna delle ossa, abbiamo creato degli algoritmi che ci permettono di ottenere strutture cellulari tridimensionali con la precisione dei decimi di millimetro per realizzare architetture complesse, sempre diverse e ad alta efficienza”. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2017/03/ACTLAB-Trabeculae-padiglione-stampa-3d.jpg Al Made Expo verrà presentata la ricerca raccontando i vari aspetti interdisciplinari che la caratterizzano, spaziando dalla progettazione computazionale alla biomimetica, dalla manifattura innovativa dell'ingegnerizzazione dei materiali. Verrà esposto un prototipo di involucro leggero alla grande scala, accompagnato da un centro di produzione con stampanti 3D che produrrà in diretta i componenti che andranno a costituire il Trabeculae Pavilion, la cui costruzione verrà completata a fine fiera presso i laboratori del Politecnico di Milano. ACTLAB - Dipartimento ABC, POLITECNICO DI MILANO ACTLAB (Laboratorio di Architettura, Computazione e Tecnologia) è un’unità di ricerca fondata da Ingrid Paoletti e Roberto Naboni nel 2014 con l’obiettivo di esplorare l’ambito di intersezione dell’architettura con tecniche computazionali, tecnologie emergenti e la scienza dei materiali. ACTLAB fa parte del Dipartimento di Architettura, Ingegneria delle Costruzioni e Ambiente Costruito (ABC) del Politecnico di Milano. CREDITI DI PROGETTO Trabeculae Pavilion è un progetto promosso da ACTLAB, Dipartimento ABC - Politecnico di Milano Coordinamento Scientifico: Roberto Naboni, Ingrid Paoletti Sviluppo Scientifico: Roberto Naboni (Project Leader ), Anja Kunić (Computational Design), Luca Breseghello (Computational Design), Francesco Martelli (Analisi Strutturale). In collaborazione con ITKE - University of Stuttgart: Valentin Koslowski (Analisi Strutturale e Prove Materiali), Jan Knippers Collaboratori: Rahul Sehgal, Maia Zheliazkova, Francesco Pasi, Erik Zanetti, Bilyana Savova.
  13. Pubblicazione comunicato stampa Dal 23 al 25 marzo saranno presentate in anteprima all’edizione 2017 del Mecspe di Parma le innovazioni in casa WASP. Fiera di riferimento per l'industria manifatturiera, il Mecspe offre una panoramica completa su materiali, macchine e tecnologie innovative. WASP sceglie questa occasione per presentare cinque importanti novità. La nuova linea di stampanti 3D Industrial DeltaWASP 4070 Industrial http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2017/03/4070industrial.59.png Rivisitazione del modello classico, è realizzata interamente in metallo, con camera riscaldata a ventilazione forzata, coibentata per l’isolamento termico e dei rumori. Ha un sistema di filtraggio fumi integrato e nuove meccaniche progettate per lavorare in camera calda. Permette la stampa di materiali tecnici stampabili solo in camera calda. DeltaWASP 3MT Industrial http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2017/03/3mtchiusarender.38.png E’ l’interpretazione industriale della DeltaWASP 3MT, con camera coibentata per l’isolamento termico e acustico, struttura completamente chiusa e in metallo che elimina ogni vibrazione in fase di stampa. Permette stampe di qualità superficiale comparabili a quelle delle piccole stampanti ma con area di stampa elevata al cubo. Può montare un estrusore a granuli per stampare oggetti in grandi dimensioni con ugelli fino a 3mm. Per il filamento può essere equipaggiata con estrusori da 0,4; 0,7; 1,2mm. Nuova DeltaWASP 2040 Turbo2 http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2017/03/2040I.951.png Versione rivista e implementata della classica DeltaWASP 2040 Turbo, per una stampante 3D ancora più precisa e affidabile. Monta una nuova scheda 32bit integrata di classe industriale. Si fornisce con un sistema di alimentazione che può supportare 2 estrusori ad alta potenza. La Turbo 2 presenta un nuovo sistema di scorrimento dei carrelli che ne incrementa la velocità e la precisione. La camera è stata meglio coibentata per poter raggiungere temperature adatte a stampare materiali tecnici ed è dotata di un sistema di raffreddamento dei motori e delle schede e di una cinematica per le alte temperature. Viene presentata con il doppio estrusore opzionale. Non solo stampanti 3D, ma anche nuovi blocchi estrusori http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2017/03/spitfire.png WASP Spitfire è un blocco estrusore pensato per l'alta precisione a velocità elevate. Può macinare fino a 30 metri l'ora di filamento. Lo Zen Extruder è un blocco estrusore con sistema di pulizia e ugelli dotati di un sistema di movimento che favoriscono la buona riuscita di stampa a più materiali.http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2017/03/spitfire-3.jpghttp://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2017/03/spitfire-2.jpg
  14. In campo professionale molte aziende si sono già affidate alle potenzialità delle stampanti 3D per la produzione di prototipi, in attesa che questa tecnologia si sviluppi a tal punto da permettere una produzione in serie con un rapido flusso di lavoro; alcuni produttori di stampanti 3D ci stanno lavorando, ma c’è ancora un po' di strada da fare. La diffusione di questo sistema aumenta, e sempre di più le nuove richieste si orientano verso modelli con capacità di stampa maggiori, perché le dimensioni del pezzo da stampare sono, a volte, un vincolo imprescindibile. I vantaggi di ottenere un prototipo in scala 1:1 riguardano la possibilità di testare il prodotto nell'ingombro, nelle funzionalità e nella sua ergonomia. A questo scopo ci sono già stampanti con un volume di stampa da primato, con prezzi però che risultano tutt’altro che accessibili. Per questo, 3D Platform ha sviluppato la sua stampante 3D FFF (a fusione di filamento) a grandi dimensioni, la 3DP Workbench. Il suo nome non è certo un caso: questa stampante 3D si presenta come un vero e proprio ripiano di lavoro, compresi cassetti per gli attrezzi e consolle di comando della macchina. Il volume di stampa corrisponde a 1000 x 1000 x 500 mm, riscaldato, in un ingombro totale di poco superiore, pari a 1420 x 1680 x 1520 cm. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2016/04/3DP-printer.jpg http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2016/04/Volume-di-costruzione-della-stampante-3DP.jpg La scheda tecnica è sicuramente interessante: - tecnologia di stampa: FFF - risoluzione massima layer: fino a 70 micron (0.07 millimetri) - diametro estrusore: 0.6 mm - temperatura massima di estrusione: 295 °C - velocità: 70-100 mm/s - piatto riscaldato in vetro borosilicato (temperatura Massima 145 °C) - diametro filamento: 1.75mm , 3 mm (consigliato) - peso della stampante: 400 kg (comprensiva del carrello porta attrezzi) E’ possibile sostituire l’estrusore di serie con altri da 0.4 o da 1.2 mm. Montando quello più grande possiamo trarre vantaggio in una maggiore resistenza del pezzo e di una maggiore velocità di stampa, sacrificando qualcosa dal lato della risoluzione degli strati. Dal lato dei materiali, 3DP1000 lascia aperte moltissime possibilità grazie alla sua flessibilità e al grande range di temperatura di esercizio, possiamo stampare infatti PLA, ABS, PVA, HIPS, Nylon, Ninjaflex® oltre che materiali speciali come filamenti compositi, conduttivi e molti altri ancora. L’azienda da questo lato non vende bobine proprietarie ma lascia piena libertà di scelta di materiali open. Piena libertà c’è anche nello slicer, per generare G-code 3DP raccomanda ‘Simplify 3D’. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2016/04/Products-Materials.jpg Per quanto riguarda la costruzione, abbiamo un telaio in alluminio e attuatori lineari PCB Linear, che garantiscono un’elevata precisione nei movimenti e una grande affidabilità, soprattutto se confrontati con i normali sistemi a cinghie. I motori sfruttano la SurePrint™ Technology, riducendo del 60% il consumo di energia e del 50% la temperatura di esercizio rispetto a motori classici. La scelta della tipologia di macchina FFF sta alla base dell’economicità della macchina, che ne beneficia non soltanto per questo aspetto, ma anche per una maggiore flessibilità in fase di produzione. E’ possibile interrompere la stampa per inglobare oggetti all’interno del pezzo stampato, ad esempio parti elettroniche come sensori o interruttori e parti strutturali come staffe metalliche. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2016/04/chair.pnghttp://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2016/04/prototyping.png I campi di applicazione come al solito sono molteplici, dal settore medico, all’arredamento, all’artistico; pensate che tra i prototipi realizzati da 3DP c’è anche un modello in scala 1:1 di Kecheng Lu (Marketing Specialist di 3DP) che è stato realizzato con una densità di riempimento del 7%, completamente in PLA. La replica in scala pesa 21 Kg, e ci sono voluti 7 Giorni per completare in toto la stampa, prodotta su una diagonale in due metà (porzione superiore e inferiore) e poi i due pezzi sono stati assemblati insieme. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2016/04/cinese-fullscale.jpg Il costo della 3DP Workbench è di 27'000 $ , che secondo le stime di 3D Platform risulta circa venti volte inferiore al costo medio di una stampante professionale di pari volume di stampa.
  15. Il settore dentale è sempre stato uno dei più ricettivi nei confronti della stampa 3D, riuscendo a convertire processi manuali in sistemi digitali avanzati. Il conseguente miglioramento delle prestazioni e della qualità degli oggetti prodotti non ha fatto altro che confermare questa tendenza, spingendo le grandi multinazionali dell'additive manufacturing a migliorare ulteriormente le proprie macchine in termini di produzione, velocità e precisione, dimostrandosi sempre più competitive nel settore. Stratasys per la stampa 3D dentale - Stratasys J700 Dental Presentata in anteprima al 37th International Dental Show, la nuova Stratasys J700 Dental è stata progettata per poter sostenere una produzione di 400 stampi per allineatori trasparenti al giorno. Il materiale proposto per tale funzione è chiamato VeroDent™, materiale ottimizzato per una produzione veloce e accurata, che garantisca una fase di post-produzione più ridotta possibile. La tecnologia utilizzata da questa macchina è la PolyJet, che permette di ottenere superfici lisce e dettagli accurati con una risoluzione degli strati di 16 micron e un livello di precisione fino a 0,1 mm - questi dati tecnici sono indicativi per la tecnologia PolyJet di Stratasys e non riguardano in modo specifico questa nuova stampante 3D, di cui non abbiamo ulteriori specifiche tecniche . Ogni sessione di stampa permette la fabbricazione di più allineatori, anche differenti tra loro, ottimizzando i tempi di produzione. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2017/03/Stratasys-J700-stampa-3D-dentale-01.jpg Come si evince da queste prime caratteristiche tecniche, Stratasys J700 Dental è stata progettata per quei laboratori di ortodonzia che necessitano di alte prestazioni nella fabbricazione di allineatori trasparenti. Con i maggiori volumi di produzione del segmento, l'obiettivo è quello di soddisfare le richieste delle più grandi produzioni, mantenendo inalterata la qualità dei risultati. Grandi passi avanti sono stati fatti nei confronti della semplificazione dell'intero sistema di produzione e pulizia, in modo da ridurre la necessità di riservarne l'utilizzo a utilizzatori esperti. Attraverso GrabCAD Print, software proprietario di Stratasys, è possibile gestire i modelli tridimensionali tramite parametri di base e avanzati. Il software è stato aggiornato in modo da poter dare agli operatori consigli durante il workflow di preparazione dei pezzi, fungendo da assistente anche nel processo di slicing e consigliando aggiustamenti prima di iniziare la fase di stampa. La nuova Stratasys J700 Dental sarà disponibile verso fine 2017 e presentata al pubblico in anteprima all'International Dental Show di Colonia.
  16. Pubblicazione comunicato stampa Milano, 16 febbraio 2017 - Stampare in 3D oggetti metallici e ceramici sarà presto possibile grazie al nuovo dispositivo brevettato dal Politecnico di Milano, senza fondere il materiale! Il prototipo costruito e brevettato dal Politecnico, chiamato Hephæstus, è una evoluzione delle tradizionali stampanti 3D di tipo FDM - Fused Deposition Modeling, molto economiche e molto popolari per la stampa di oggetti in plastica. L’innovativa stampante è in grado di produrre oggetti metallici o in ceramica avanzata di piccole dimensioni con la stessa velocità di deposizione di una FDM convenzionale. Il dispositivo brevettato è costituito da un sistema di iniezione e da un robot a macchina cinematica parallela a cinque gradi di libertà. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2017/02/prototipo.jpg L’estrusore viene mantenuto in posizione fissa, ad asse verticale, mentre è in movimento la tavola porta-pezzo, basata su una struttura ibrida caratterizzata da due meccanismi a cinematica parallela posti in serie. Il primo ha tre gradi di libertà traslazionali, mentre il secondo, denominato “polso sferico agile” è un manipolatore a due gradi di libertà rotazionali. I due manipolatori sono in grado di lavorare in modo coordinato o indipendente. I materiali caricati (detti feedstock) sono polveri metalliche o ceramiche, in granuli o pellets, ad alta percentuale di metallo, miscelate con un legante polimerico (detto binder), la cui quantità deve essere ottimizzata perché il procedimento abbia successo. Dopo la deposizione, il materiale viene decerato e sinterizzato con dei trattamenti termici, fino a raggiungere lo stato solido, compatto, omogeneo e privo di porosità residua, se non quella tipica di tutti i processi FDM.
  17. Usare la tecnologia FDM per stampare materiali tecnici non è mai banale. Spesso si rischia di scontrarsi con problemi di hardware e componenti non idonee a soddisfare le richieste più spinte. Per questo motivo AON3D ha elaborato una stampante 3D in grado di stampare due materiali molto richiesti nel mondo professionale: ULTEM e PEEK. AON-M, la macchina professionale per ULTEM e PEEK AON-M è la stampante 3D idonea a soddisfare le richieste più elaborate. Il blocco estrusore raggiunge temperature elevate in modo da garantire l'estrusione di PEEK e Ultem, arrivando ai 380-400°C richiesti da questo tipo di materiali. A differenza dei classici blocchi estrusori da pochi soldi, perdiamo completamente il tubo in PTFE, il quale non può resistere a queste temperature, e al suo posto troviamo solo componenti in metallo. Inoltre, AON-M è dotata di due ugelli, offrendo maggiori libertà nell'uso di più materiali nella stessa stampa. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2017/02/Untitled-3.jpg Con una temperatura massima raggiungibile dall'estrusore pari a 450 °C, un piano di stampa che raggiunge i 150 °C e la camera riscaldata fino a 70 °C, AON-M si attesta tra le stampanti 3D più performanti dell'anno. Il volume di stampa è di 454 x 454 x H 640 mm. La grande novità di AON-M? Il raffreddamento ad acqua Avete capito bene, ma nel dubbio torno a dirvelo: raffreddamento ad acqua. Gli estrusori sono quindi stati progettati fino al minimo dettaglio, con l'obiettivo di garantire una gestione maniacale dei dettagli con un consumo di 1200 W e un costo di mercato vicino a 15.000 €. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2017/02/AON-M-INDUSTRIAL-PROFESSIONAL-3D-PRINTER-3.jpg
  18. UniBo Motorsport è il Team di Formula SAE dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, nato nel 2009 dalla passione di un gruppo di studenti della Facoltà d’Ingegneria, con l’obbiettivo di progettare, costruire, assemblare e mettere in pista un’auto da corsa di tipo formula. Nel corso degli anni il Team ha sempre avuto un occhio di riguardo per le nuove tecnologie offerte dal mercato e, come potrete facilmente immaginare, una di queste è la stampa 3D. A partire dall’inizio della stagione 2017 il parco macchine a disposizione dei progettisti di UniBo Motorsport è stato ampliato con l'acquisto di una stampante 3D Mark One, modello One. Una vera e propria novità per il Team, grazie alla quale è stato possibile raggiungere nuovi obiettivi e ottenere numerosi vantaggi: maggiori libertà durante la progettazione; possibilità di creare pezzi singoli, unici e personalizzati, garantendo comunque costi contenuti; opportunità di realizzare parti complesse, difficilmente ottenibili mediante altri processi. Velocità, una parola che accomuna la stampa 3D e il motorsport Quello che vorrei raccontarvi è un particolare aneddoto successo ai ragazzi di UniBo Motorsport che sottolinea come, grazie alla stampa 3D, la rapidità nello sviluppo e la gestione delle modifiche del progetto, sia stato possibile risolvere una problematica che avrebbe compromesso tutte le prove libere previste per il periodo invernale dal gruppo sportivo automobilistico. Verso fine ottobre, a termine della seconda giornata di test invernali, la monoposto di UniBo Motorsport ha subito un problema inatteso ad uno dei semiassi. Dopo un'attenta analisi svolta in officina, si è realizzato che una delle componenti interne era danneggiata, compromettendo il corretto funzionamento dell'intero semiasse. Come da prassi, il primo pensiero del gruppo è stato quello di chiedere un pezzo di ricambio attraverso i canali classici di rifornimento componenti, ma, ottenute le risposte dai fornitori, il pezzo sarebbe arrivato dopo diverse settimane, rendendo impossibile il completamento delle due sessioni di test previste nei giorni successivi l'accaduto. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2017/01/UniBo-Motorsport5-1024x772.jpg Ricevuta la brutta notizia, il pensiero dei tecnici del Team si è quindi spostato alla ricerca di un modo alternativo per poter ottenere nei tempi più brevi possibili una copia del pezzo compromesso. Dopo aver ridisegnato al CAD la parte rovinata, il gruppo ha immediatamente pensato di riprodurlo stampandolo in 3D, ottenendo risultati sorprendenti: il pezzo prodotto si è dimostrato all'altezza dell'originale e ha permesso all'autovettura di tornare in pista per concludere le giornate di test invernali. Il CTO di UniBo Motorsport, Rosario La Rocca, ha evidenziato come quest’evento abbia fatto capire al gruppo le potenzialità di uno strumento come la stampante 3D: "penso una cosa, la progetto, la stampo e poi la installo. La mentalità di produzione sta mutando grazie alla praticità e comodità di questa nuova invenzione." http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2017/01/UniBo-Motorsport4-1024x680.jpg Questo episodio, seppur di rilievo, non è stato l'unico in cui il Team ha potuto sperimentare l'utilità della stampa 3D nel loro specifico settore. Il Team utilizza la tecnologia additiva per agevolare diverse attività progettuali, tra cui la verifica dei reali ingombri in vettura di componenti varie. Per esempio: convogliatori aria per il raffreddamento dei freni e il supporto per un motorino che permetterà la realizzazione di un sistema di ripartizione freno controllato elettronicamente. UniBo Motorsport, come progetto specifico per questo nuovo anno, ha in mente l'esecuzione di stampi per la laminazione di pezzi in carbonio per la vettura 2017. Con l'aiuto della loro stampante 3D Mark One potranno ottimizzare i processi progettuali e produttivi, risparmiando risorse e ottenendo benefici che, a livello competitivo, potrebbero risultare fondamentali nella riuscita della nuova stagione sportiva.
  19. Dopo 700 anni una donna torna ad avere un volto grazie all'integrazione della stampa 3D alle tecniche di antropologia forense applicate in ambito storico-archeologico. Quello che vi presenterò oggi è il risultato di un lavoro minuzioso, che ha visto la partecipazione dell'azienda italiana 2be3D srl nelle attività di realizzazione, ottimizzazione e post-produzione del modello stampato in 3D del cranio di Hari. Archeologia e stampa 3D - Il caso Hari Più di 700 anni fa, a Vronen, località a 19 chilometri da Amsterdam, si fronteggiarono due eserciti: da una parte Olandesi e Zelandesi guidati da Jan III, dall’altra i Frisoni, popolo che combattè per la propria libertà. A fine battaglia si contarono circa 3500 Frisoni morti: praticamente l’intera popolazione maschile adulta perì in quella battaglia. Risale al 1991 la scoperta delle vittime del massacro olandese, che avvenne non solo durante, ma anche dopo la battaglia di Vronen, tra cui cadaveri con ferite alle gambe e un cranio. Nell’ambito di un progetto costituito tra 2be3D srl, Virtutim srls e Open State Foundation, la ricostruzione facciale del cranio ritrovato si è conclusa il 21 Maggio 2016. Hari, donna uccisa nel corso della battaglia di Vronen, oggi ha di nuovo un volto. Archeologia e stampa 3D - Il processo di ricostruzione facciale Il primo step consiste nel rilevamento in 3D del cranio della vittima. Per il particolare significato del reperto, è stato deciso di procedere ad una restituzione in 3D tramite fotogrammetria: sono state scattate oltre 150 foto con una Canon 60D APS-C e obbiettivo ad ottica fissa 20mm. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2017/01/scan_hari-1024x294.jpg Le tracce visibili sul cranio ben testimoniano la ferocia e l’inaudita violenza degli Olandesi vittoriosi sulla popolazione frisone. Sul cranio, infatti, sono state registrate ben otto ferite di spada, sintomo di un desiderio vero e proprio di infierire sulla vittima. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2017/01/cranio-1.png Il modello tridimensionale ottenuto dalla fotogrammetria, è stato poi post-prodotto e ottimizzato per essere stampato sia in tecnologia FDM a plastica ABS, sia texturizzato con tutte le sue sfumature di colore originali, in polvere di pietra, tramite tecnologia CJP. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2017/01/stampa_hari-1024x286.jpg La ricostruzione del cranio facciale è stata realizzata manualmente seguendo il protocollo di Manchester, che consiste il risultato della fusione di due tecniche: quella americana, basata unicamente sull'apposizione degli spessori tissutali ricoperti di plastilina o creta, e quella russa, che ricostruisce il viso muscolo per muscolo. Il profilo del naso è stato ottenuto seguendo il metodo di George, mentre la mandibola è stata ricreata seguendo le statistiche della popolazione dell’epoca. Seguendo e unendo tra loro queste tecniche di ricostruzione è quindi possibile risalire ai tratti facciali dei nostri predecessori umani. In fine, dopo il lavoro di manodopera, il risultato è sorprendente. Ecco Hari. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2017/01/ricostruzione_hari-1024x576.jpg
  20. Stampare metallo non sarà più proibitivo come lo è stato fino ad oggi. Markforged è una società americana che si pone come obiettivo quello di ridurre i costi della stampa 3D a metallo, rendendola accessibile a tutti abbattendone i costi. Diventata famosa per la sua prima macchina, Mark One, capace di lavorare materiali compositi a base di nylon e fibra di carbonio a fibra continua, al CES di Las Vegas presenta il modello Metal X. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2017/01/Markforged-Metal-X.jpg La novità di Metal X sta nella tecnologia utilizzata e nei materiali disponibili: parliamo di acciaio 303, alluminio 6061, acciaio 7-4, acciaio D-2, acciaio A-2, Inconel 625, Titanio, Ergal, da lavorare su uno volume di stampa di 220 x 250 x Z 200 mm. Markforged Metal X - La tecnologia Metal X si basa sull'Atomic Diffusion Additive Manufacturing, una tecnologia che prevede la deposizione di un polimero utilizzato come materiale di supporto, contenente polveri metalliche. Il modello, una volta realizzato, sarà quindi composto da una base plastica che verrà disciolta all'interno di un forno ad alte temperature. In questo modo, resterà a vivo solamente il pezzo composto dalle polveri metalliche che, all'interno del forno, si uniscono tra loro, sinterizzando. Il risultato dovrebbe essere vicino ai pezzi realizzati con le tecnologie di stampa 3D a metallo più conosciute. Il costo di Metal X dovrebbe aggirarsi sui 100.000 $, una cifra nettamente più bassa rispetto la concorrenza nel settore dei metalli. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2017/01/metal-X-markfroged-e1484294962645.jpg
  21. stampa3D

    Kentstrapper Verve

    Alla Maker Faire Rome ci siamo imbattuti nella nuova stampante 3D di Kentstrapper, Verve. Kentstrapper Verve - Carateristiche tecniche Volume di stampa: 200 x 200 x 200 Tipo estrusore: 0,4 mm all metal - Titan di e3D Piano riscaldato: 50 - 100°C Display 2,8 pollici COnsumo: 360 watt max Velocità di stampa : 10 -300 mm/s Prezzo: non definito http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2016/10/kentstrapper-verve-6.png Segue pubblicazione del comunicato stampa Kentstrapper ha presentato oggi la stampante 3D Verve, questo prodotto è l’ultimo modello realizzato dall’azienda, in cui si fondono insieme tecnologia avanzata e semplicità di utilizzo. In questa stampante 3D sono stati introdotti sistemi per facilitare l’interazione uomo - macchina, tra i quali la calibrazione automatizzata, l’interfaccia Narwhal, il Filament Guardian, il Phoenix system e il caricamento del file di stampa direttamente da pennetta usb. Tutte queste caratteristiche rendono il nuovo prodotto in linea con le prestazioni e l’attenzione al design del brand Kentstrapper. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2016/10/Kentstrapper-Verve.pnghttp://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2016/10/kentstrapper-verve-3.png CALIBRAZIONE AUTOMATICA - Giusto il tempo di iniziare La parte più complicata nell’utilizzo di una stampante 3D risiede nella procedura di calibrazione del piatto di stampa. Abbiamo cercato la soluzione a questo problema e abbiamo dotato la stampante 3D Verve di un sistema automatizzato di calibrazione. Appena la accederai sarai in grado di stampare senza dover effettuare nessuna procedura di calibrazione NARWHAL Una vista dinamica Narwhal è un interfaccia dinamica dove icone colorate con raffigurazioni permettono all’utente di accedere ai comandi in modo semplice e veloce. Nessuna manopola, nessun click, il display touch screen da 2,8 pollici permetterà di gestire tutto con il semplice tocco delle dita. Con Narwhal potrai avviare le tue stampe direttamente da pennetta usb. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2016/10/Kentstrapper-verve-2.png FILAMENT GUARDIAN - Finisce il filo ma non la stampa Se il filamento termina non dovrete più rinunciare al vostro oggetto. La stampante 3D VERVE è in grado di capire se il filamento è terminato e di salvare il processo di stampa per poi essere riavviato, una volta aver ricaricato il filamento. PHOENIX SYSTEM - Interrompi. Arresta. Riprendi quando vuoi. L’interruzione di corrente non causerà mai più il fallimento della vostra stampa. La stampante 3D VERVE è in grado di capire se viene privata dell’alimentazione e di salvare il processo di stampa. Sul display della stampante apparirà un messaggio che notifica l’assenza di alimentazione e non appena l’alimentazione ritornerà la stampante 3D ripartirà da dove si era interrotta. Questo sistema permette anche di gestire il processo di stampa, può essere messo in pausa o arrestato per poi riprenderlo in un secondo momento.
  22. L'obiettivo di Divergent Microfactories è quello di ridurre le emissioni prodotte durante la fase di costruzione delle automobili. La soluzione dell'azienda californiana parte dal telaio stampato in 3D. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2015/08/divergent-blade-3d-supercar-6.jpeg La supercar prodotta da Divergent Microfactories si chiama Blade ed è il primo modello prodotto dall'azienda californiana che sfrutta una struttura modulare in metallo stampata in 3D. Ogni elemento che compone la struttura modulare è stampato in 3D utilizzando una polvere di alluminio che viene sinterizzata attraverso un raggio laser, proprio come nelle tecnologie SLS e DMP di 3D Systems che vi avevamo presentato in questo articolo. I vari elementi vengono poi collegati tra loro attraverso dei tubi di carbonio che s'incastrano nei nodi della struttura, in modo apparentemente semplice e veloce. Ogni nodo di collegamento è progettato su misura e standardizzato per questo tipo di assemblaggio, come se dovesse essere venduto sotto forma di kit. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2015/08/divergent-blade-3d-supercar-8.jpeg Kevin Czinger, CEO di Divergent Microfactories, dichiara che "attraverso questo sistema è possibile costruire telai per qualsiasi tipo di veicolo, dalle supersportive alle pickup, con un notevole risparmio di peso e di energie, dando vita a vetture estremamente resistenti e sicure." Ed è proprio nella parola "peso" uno dei punti più interessanti della supersportiva Blade. Sfruttando il telaio proposto da Divergent Microfactories, utilizzando una carrozzeria di materiali compositi e montando un motore 4 cilindri, l'intera automobile pesa 635 chilogrammi e riesce a raggiungere i 100 Km/h in soli 2 secondi. Secondo le dichiarazioni della casa madre la struttura basata sugli elementi stampati in 3D peserebbe solamente 46 Kg. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2015/08/divergent-blade-3d-supercar-15.jpeg Secondo gli studi e ricerche condotti dall'azienda le auto moderne necessitano di tantissima energia per essere assemblate, andando a impattare in modo importante sull'ambiente dell'intero pianeta. All'interno del problema si trovano anche tutte le auto ibride ed elettriche che hanno iniziato a farsi spazio negli ultimi anni in quanto, anche se i consumi durante l'utilizzo vengono ridotti, le emissioni prodotte nella fase di costruzione sono aumentate rispetto a quelle delle automobili tradizionali. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2015/08/divergent-blade-3d-supercar-16.jpg Divergent Microfactories ci tiene a specificare che il suo particolare sistema di montaggio può essere utilizzato anche come base per l'assemblaggio di altre tipologie di automobili, come i suv o i pickup. L'unico limite è dato dalle dimensioni standard dei pezzi stampati in 3D. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2015/08/divergent-blade-3d-supercar-14.jpg L'obiettivo dell'azienda è quindi quello di "dematerializzare e democratizzare" l'industria dell'automobile, sfruttando la tecnologia della stampa 3D e dandola in pasto alle piccole realtà - chiamate "microfactories" - evitando i metodi tradizionali di lavorazione e riducendo i costi dei materiali di base. Sicuramente Divergent Microfactories ha ancora molto lavoro da fare, tra cui dimostrare che il proprio sistema di assemblaggio possa essere assimilato dalle piccole attività produttive e che non esistano problemi tecnici nella costruzione di altri modelli di automobili. Se siete interessati ad approfondire, di presentazione di Divergent Microfactories. Volete vedere un'altra automobile che monta elementi stampati in 3D? Ecco una Shelby Cobra in scala 1:1 e perfettamente funzionante.
  23. Pubblicazione comunicato stampa NOVARA - Ottobre 2016 - Ira3D, produttore italiano di stampanti 3D, ha avviato una importante fase di ricerca e sperimentazione per produrre, con la sua Poetry Infinity, stampante 3D a tecnologia FLD, giocattoli, miniature, action figures, oggetti per cosplay e molto altro... “Abbiamo scelto l’industria del giocattolo per sperimentare le potenzialità delle nostre stampanti 3D perché è un settore dove la versatilità delle nostre macchine può rappresentare un vantaggio competitivo per creare giochi modulari in grado di accendere la fantasia dei più piccoli e dei “Peter Pan” con qualche anno di più!" http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2016/10/stampa-3d-giocattoli-01-1024x1024.jpgLa finitura e i minuziosi dettagli delle superfici stampate sono assolutamente apprezzabili tanto che, durante la presentazione ad un gruppo di mamme e bambini, al fine di testare la validità delle creazioni, nessuno si è accorto che i giochi venivano realizzati, sul momento, da stampanti 3D. Le diversità e le peculiari caratteristiche di ogni filamento Ira3D hanno trovato il loro posto risaltando le funzionalità dei giocattoli. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2016/10/stampa-3d-giocattoli-02-1024x1024.jpg"Abbiamo voluto stressare le performance della macchina realizzando componenti ad incastro, i quali sono stati sollecitati con ripetitività nel tempo, simulando l’attività tipica di un bambino, possibilità cui va dato merito alla precisione e affidabilità con cui Poetry Infinity esegue le operazioni di stampa, tanto quanto alla capacità del Team Ira3D” Con ancora qualche grattacapo burocratico da dover risolvere, la collaborazione tra Ira3D e il mondo dei giocattoli darà i suoi frutti in futuro, anche se un futuro non molto lontano..!
  24. Piattaforme per gestire in rete modelli 3D, produzioni, sistemi, reti e ricevere ordini di stampa. I servizi online dedicati alla stampa 3D sono in aumento e stanno aprendo nuove strade per aziende e professionisti che hanno interesse a espandere la propria attività verso la prototipazione/produzione per l'utente finale. E' proprio in quest'ottica che Ira3D introduce Poetry Express, il servizio online di stampa 3D On Demand di Ira3D. Poetry Express - Cos'è e come funziona Poetry Express intende essere la soluzione professionale per la realizzazione di campioni, prototipi e oggetti finiti realizzati su commissione. Poetry Express offrirà la possibilità a tutti gli esperti di stampa 3D di incrementare il proprio business avviando il proprio centro di stampa 3D su richiesta. Attraverso Poetry Express gli utenti di tutto il mondo potranno farsi realizzare modelli, progetti, campioni, prototipi, e anche prodotti finiti di alta qualità e senza limiti di personalizzazione grazie alle tecnologie di stampa 3D messe a disposizione da chi ne è in possesso. Per i primi 30 giorni si potrà aderire al servizio come partner in forma del tutto gratuita, purché già in possesso di una stampante 3D. Registrarsi è semplicissimo: basta compilare il form su questo link e fornire i propri dati, comprese le specifiche della propria stampante 3D. È possibile accreditarsi come Hub anche senza essere già in possesso di una stampante 3D: in questo caso Ira3D mette a disposizione il Box Infinity Express, la soluzione completa con tutto il necessario per avviare un centro di stampa 3D su commissione, che comprende: Poetry Infinity: stampante 3D professionale con tecnologia FLD; Kit Infinity: upgrade per sfruttare il pieno potenziale di Poetry Infinity; Ira3D Filaments: pacchetto iniziale dell’intera gamma di filamenti Ira3D; Infinity Slicer: software di slicing ottimizzato per le stampanti Poetry. Poetry Care: l’assistenza da remoto; Corso e installazione in loco: corso avanzato di stampa 3D e installazione della stampante 3D presso la propria sede. Con Poetry Express il cliente può realizzare il suo progetto specificando caratteristiche e preferenze per la stampa, i materiali, le dimensioni, la qualità e la finitura. Ad ordine effettuato sarà il partner a decidere se accettare o meno la realizzazione del progetto, e a conferma avvenuta potrà procedere alla stampa secondo le indicazioni ricevute. Ogni Partner avrà un suo profilo personale da cui potrà accettare ordini diretti e, per ogni ordine realizzato tramite Poetry Express, otterrà il 70% del costo dell'oggetto, oltre che ricevere uno sconto del 15% su tutti i filamenti Ira3D. Se siete interessati all'acquisto di un Box Infinity Express, potete inviare una richiesta al seguente indirizzo email: info@poetryexpresshub.com http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2016/06/banner_poetry_express-679x1024.jpg
  25. Milano ha già ospitato lo scorso anno il 3D Print Hub, fiera interamente dedicata alla stampa 3D in cui anche noi di Stampa 3D forum eravamo presenti; quest’anno l'evento si ripete, proponendosi in veste ancora più in grande: dal 7 al 9 giugno Milano ospiterà il Technology Hub, un’incubatore dei settori che in ambito tecnologico risultano quelli con maggior tasso di crescita a livello mondiale, segnando un +4% rispetto al già importante incremento del 2014. E’ uno dei più grandi eventi in Italia dedicati alla tecnologia in campo professionale, una grande opportunità per rimanere aggiornati sulle più recenti innovazioni per il futuro. Gli ‘Hub’ appunto, o settori, portati all’interno della fiera riguarderanno droni, materiali, elettronica e IoT (internet delle cose), robot e ovviamente stampa 3D e tecnologie di manifattura additiva. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2016/05/settori.png 3D Print Hub e Additive Manufacturing Hub Come si sta evolvendo il settore della stampa 3D professionale? In che modo è in grado di rivoluzionare i tradizionali processi produttivi? La lente d’ingrandimento cade su questi aspetti e attraverso la fiera si darà risposta a questi e ad altri quesiti connettendo il mondo imprenditoriale con i fornitori di tecnologie. All’interno di 3D Print Hub e Additive Manufacturing Hub sarà presente tutto ciò che riguarda il mondo della stampa tridimensionale, quindi: stampanti 3D desktop; materiali; plastica: ABS, PLA, PET, poliuretano, nylon e altre resine; tecnologia additiva Fused Deposition Modeling (FDM), Plastic Jet Printing (PJP), Stick Deposition Moulding (SDM), Digital Light Processing (DLP), Continuous Liquid Interface Production (CLIP), ecc; scanner 3D; software di simulazione, modellazione, progettazione tridimensionale; accessori per la stampa e la scansione 3D; service; nuovi servizi per la stampa 3D desktop e industriale. Il tutto riferito ai vari campi di applicazione, che spaziano dal settore dell’edilizia a quello della meccanica, dal dentale a quello delle calzature. Technology Hub - Convegni Per tutta la durata di Technology Hub si alterneranno workshop e convegni, di cui molti dedicati proprio alle tecnologie di stampa 3D. A questo link potete vedere l’elenco completo diviso per i tre giorni di fiera. Tra i tanti eventi in programma, ve ne segnaliamo due in particolare: Fabbricare con la stampa 3D Più che un convegno è una pura dimostrazione di come arrivare alla produzione di un oggetto definitivo, pronto per l’impiego, partendo da un modello digitale. L’area dimostrativa sarà divisa in tre zone. Nella prima è operativo un computer sul quale girano i programmi necessari per la stampa 3D, dal CAD che ha costruito il modello dell’oggetto da stampare ai software necessari per la sua conversione nel linguaggio adatto per pilotare la stampante e per il controllo dei file. Nella seconda zona è operativa una stampante 3D industriale, collegata direttamente con il PC. Non stampa direttamente il prototipo ma, per dimostrare nel dettaglio un tipico flusso industriale, realizza lo stampo che poi viene montato su una tradizionale pressa a iniezione presente nella terza zona dell’area dimostrativa. Mediante questa pressa si ottengono oggetti definitivi con i materiali standard della tecnologia a iniezione, che possono essere immessi direttamente sul mercato o usati come pre-serie. Ognuna di queste zone sarà pienamente operativa per tutta la durata della fiera. Non solo: esperti di modellazione, stampa 3D e stampaggio a iniezione sono a disposizione dei visitatori per rispondere a ogni domanda legata alla manifattura additiva. Previsti anche interventi di stampisti che hanno già adottato questa tecnologia, che consente loro di integrare con uno strumento in più la loro attività tradizionale. Per capire in pratica di cosa si tratta vi lasciamo ad un video che mostra la stessa dimostrazione già eseguita alla fiera MECSPE di Parma, organizzata da Stratasys e State Technologies. Additive manufacturing talks Sarà l’appuntamento conclusivo di Technology Hub e si terrà il 10 giugno a Milano presso il Vodafone Theatre. Tra i vari argomenti trattati, uno dei più interessanti sarà sicuramente quello riguardante il vetro trasparente prodotto con tecnologia additive manufacturing, e si focalizzerà sulla presentazione di una stampante 3D ad estrusione unica nel suo genere, in grado di stampare componenti in vetro. La piattaforma si compone di elementi modulari in grado di operare alle temperature elevate necessarie per lavorare il vetro dallo stato fuso fino al prodotto finale ricotto. L'evento sarà a cura di Peter Houk, Massachusetts Institute of Technology (Mit), Boston e Giorgia Franchin, Università degli Studi di Padova http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2016/05/vetro.jpghttp://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2016/05/vetro2.jpg Technology Hub - Orari, ingressi, prezzi http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2016/05/planimetria.png LUOGO: fieramilanocity – Padiglione 3 DATA: 7 – 9 giugno 2016 ORARIO: 9.30 – 17.30 INGRESSO: Porta Colleoni, Gate 4, Viale Scarampo Ingresso a pagamento Reception: 25,00 euro. Biglietto acquistato in reception, valido 1 giorno, 1 ingresso Online: 15,00 euro. Biglietto acquistato con il pre-accredito online, valido 1 giorno, 1 ingresso (QUI il link) Parcheggi a pagamento Sono a disposizione dei visitatori 600 posti auto sul tetto del padiglione 4. La tariffa è di 14 euro al giorno, ridotta a 8,5 euro dopo le 14.00. Ingresso Studenti: Gli studenti universitari esibendo alla biglietteria la tessera universitaria (o un documento che attesti l’iscrizione all’università) hanno diritto ad un ingresso omaggio. Resta obbligatoria la compilazione di una scheda di registrazione cartacea alla biglietteria. Ciò che ci aspettiamo da Technology Hub è sicuramente una grande partecipazione e tante, tante novità in ambito di stampa 3D. Nell’attesa dell’inizio dell’evento vi rimandiamo ai reportage delle precedenti edizioni del 3D Print Hub.
×
×
  • Crea Nuovo...