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  1. In questa guida ho selezionato le 5 migliori stampanti 3D a resina, tenendo in considerazione il prezzo e la facilità d'uso. Qui puoi trovare la stampante 3D a resina adatta alle tue esigenze, da usare a casa o in laboratorio. Le stampanti 3D in resina stanno diventando sempre più popolari. La continua riduzione dei costi della tecnologia e delle resine ha reso queste macchine accessibili a chiunque, permettendo di realizzare stampa incredibilmente dettagliate in pochissimo tempo. Sul mercato si trovano ormai numerose stampanti 3D in resina acquistabili con budget limitato e facilissime da usare. Ma quali sono le migliori? Qualche consiglio può dartelo Stampa 3D forum! Ecco le migliori stampanti 3D in resina del momento, selezionate secondo criteri di usabilità, caratteristiche tecniche e prezzo. In questa guida: > Come scegliere una stampante 3D a resina > Elegoo Mars 2 > Creality Halot One > Anycubic Photon Mono 4K > Anycubic Photon Mono X > Elegoo Mars 3 > Altre stampanti 3D a resina economiche e ad alta risoluzione Come scegliere una stampante 3D a resina A differenza delle stampanti FDM a filamento le stampanti 3D in resina con tecnologia MSLA sono meccanicamente più semplici. Infatti, le stampanti a filamento si muovono su tre assi in contemporanea, depositando il materiale in modo controllato. Le stampanti 3D a resina, invece, presentano un movimento meccanico soltanto sull'asse Z. Dal punto di vista meccanico, praticamente tutte le stampanti a resina funzionano allo stesso modo. Inoltre, molti produttori di stampanti in resina utilizzano le schede di controllo CBD-Tech nelle loro macchine, il che significa che le stampanti funzionano tutte con quasi lo stesso software ed esperienza utente. Una delle caratteristiche più importanti da guardare quando si deve comprare una stampante 3D a resina è la quantità di pixel dello schermo LCD utilizzato. Questo è un aspetto molto importante perché incide direttamente sulla risoluzione di stampa della stampante; un fattore decisivo quando si sceglie una macchina rispetto a un'altra. Attualmente, la tendenza di mercato è quella di proporre stampanti con risoluzioni sempre migliori, facendo una vera e propria battaglia sul prezzo. L'innovazione si limita a queste caratteristiche. Se qualcosa ancora non ti è chiaro, lo sarà a breve: leggendo questa panoramica sulle migliori stampanti 3D a resina toccheremo molti punti che ti faranno scegliere quella che rispecchia al meglio le tue esigenze. Avanti, accendiamo gli LCD e scopriamo quali sono i migliori modelli di stampanti 3D a resina disponibili sul mercato! Torna all'Indice Elegoo Mars 2 Elegoo è uno dei marchi più apprezzati nell'ambito delle stampanti 3D a resina a basso costo. Sarà la facilità d'utilizzo, saranno le macchine ben progettate... Elegoo è altrettanto competitiva dal punto di vista del prezzo. Mentre l'ultima versione prodotta da Elegoo, la Mars 3, offre una risoluzione migliore ad un prezzo molto ragionevole, acquistando la Mars 2 puoi risparmiare un po' di soldi rinunciando a un po' di risoluzione. Diciamolo: nella maggior parte dei casi, la differenza di risoluzione sulle stampe è praticamente impercettibile. Anche se il modello Elegoo Mars 2 risulta più datato, puoi portarti a casa una stampante 3D a resina di buona qualità al costo di circa € 225. Si tratta di un risparmio di circa € 150 rispetto alla Elegoo Mars 3. Elegoo Mars 2 è dotata di uno schermo LCD mono da 6,08 pollici, che lavora su un volume di stampa 129 x 80 x 150 mm. In termini di risoluzione, il pannello "2K" da 2540 x 1620 pixel equivale a una risoluzione di 50 micron. Si tratta di una risoluzione standard per questa categoria di stampanti in resina economiche. Per fare un paragone in termini di qualità di stampa, sappi che la differenza con macchine che montano schermi da 4K sarà visibile in alcuni modelli, ma la risoluzione della Mars 2 è ancora considerata competitiva e a tutti gli effetti più che accettabile. Come tutte le macchine prodotte da Elegoo, Mars 2 è facilissima da usare. Le componenti da "toccare" con mano sono veramente poche e, in caso tu abbia necessità di sostituire un pezzo, la fornitura di componenti di ricambio è davvero semplice tramite Amazon. La macchina è dotata di un'interfaccia estremamente semplice. Lo slicing si effettua tramite software gratuiti come Chitubox o Lychee, i quali esportano i file di stampa in formato .ctb. Per avviare la stampa, non devi fare altro che caricare il file su una chiavetta USB, collegarla alla stampante nella parte frontale (molto comoda!) e interagire tramite lo schermo touch da 3,5 pollici. La vasca di stampa è realizzata in plastica, diversamente da quella in metallo montata sulla Mars 3. Probabilmente questo aiuta a ridurre i costi della stampante, ma a mio avviso non cambia molto a livello di qualità di stampa. Chiaro, la vasca in metallo ha un effetto più premium. Elegoo Mars 2 è una stampante ottima per entrare nel mondo della stampa 3D a resina spendendo pochi soldi. Inoltre, la community online è davvero grande, il che ti aiuterà a reperire profili di stampa o a ricevere consigli sull'utilizzo. Se hai un budget limitato, Elegoo Mars 2 è la stampante a resina che fa per te. Scopri offerta su Amazon Torna all'Indice Creality Halot One In concorrenza diretta con Elegoo troviamo Creality, il secondo grande marchio che offre macchine a basso costo, semplici e ben progettate. Creality si è fatta conoscere prima tramite le stampanti 3D FDM come la Ender V2 e CR-10, diventando un punto di riferimento per la stampa 3D low cost. Ormai da qualche anno Creality commercializza anche stampanti 3D a resina e col modello Halot ha effettivamente fatto ulteriori passi avanti. Halot One è una stampante facile da usare e dal costo molto basso. La trovi su Amazon a circa € 230-260. La dimensione della macchina è di 221 x 221 x 404 mm mentre il volume di stampa ha dimensione 127 x 80 x 160 mm. Il peso totale, 7,1 Kg. Lo schermo frontale è grande e permette di visualizzare molte informazioni sul processo di stampa. Agevola l'uso e ti permette di avere sotto controllo diverse funzionalità. Monta uno schermo LCD 2K monocromatico con sorgente luminosa da 120W, con un specchio performante che, a detta del produttore, assicura un'ottima uniformità della luce su tutta la superficie che solidifica la resina. Precisione e dettaglio sono i punti su cui Creality si è concentrata, cercando ti usare componenti economiche per contenere i costi. La macchina si connette via wifi, il che favorisce la ricezione di file di stampa via rete. Creality ha anche ideato un suo sistema cloud, dove possono essere stoccati i file in coda di stampa. Con Halot One, Creality ha anche lanciato il proprio software di slicing. Un software veramente semplice e perfettamente integrato con la macchina, ti assicura di passare alla stampa in pochi minuti. Se la trovi in offerta, non fartela sfuggire! Scopri offerta su Amazon Torna all'Indice Anycubic Photon Mono 4K La terza grande protagonista di questa guida non piò essere che Anycubic. Un marchio conosciutissimo dagli amanti della stampa 3D a resina, produttore di numerosi modelli molto utilizzati. Il modello Photon Mono 4K è davvero concorrenziale: presenta un volume di stampa di 132 x 80 x 165 mm e monta uno schermo LCD da 6 pollici di dimensione con risoluzione 4K. Stiamo parlando di caratteristiche notevoli per una macchina che costa appena € 240-260. L'uso è similare ai modelli che già ti ho presentato in questa guida. Le componenti sono poche e nel progettate. Insomma, si tratta di una macchina entry-level che può fare gola anche agli utenti più esperti. Lo schermo LCD monocromatico 4K ha una risoluzione di 3840x2400 pixel, il che fa presupporre che la stampante sia in grado di offrire qualche dettaglio in più sulle stampante più delicate. L'alta luminosità dello schermo LCD e l'elevata trasmissione della luce tramite la vasca dovrebbero assicurarti maggiori velocità di stampa e una ridotta tempistica di indurimento della resina. Anycubic fornisce anche diverse tipologie di resina fotosensibile. La resina standard è disponibile in colore grigio, trasparente, bianco, verde, nero e traslucido. Inoltre, è disponibile una resina vegetale, più ecologica e sostenibile. I risultati di stampa tra l'uso di una resina o l'altra non cambiano. Scopri offerta su Amazon Torna all'Indice Anycubic Photon Mono X Tra i modelli offerti da Anycubic, il modello Photon Mono X è uno dei più venduti. Con l'ultimo aggiornamento, sono stati fatti diversi miglioramenti a livello di qualità generale del prodotto. E' evidente che l'obiettivo di Anycubic fosse quello di realizzare un prodotto di alta qualità premium. Rispetto ai modelli visti finora, qui i costi aumentano, ma migliorano anche le caratteristiche tecniche della stampante 3D. Photon Mono X è una macchina aperta all'uso di qualsiasi resina fotosensibile. E' dotata di uno schermo LCD monocromatico ad alta risoluzione 4K con dimensione 8.9 pollici, che rende i dettagli di stampa più precisi. Il fatto che la Photon Mono X monti uno schermo più grande e performante porta benefici anche al volume di stampa: sulla Mono X abbiamo a disposizione 192 x 120 x 250 mm., uno spazio davvero generoso. Il design della stampante si differenzia dal modello Mono 4K, anche se le modalità di utilizzo non cambiano. Le componenti variano in alcuni dettagli, soprattutto in relazione al volume di stampa. Il costo è di € 459 - 499. Se stai cercando una stampante a resina con volume di stampa ampio e dotata di caratteristiche più elevate, probabilmente questa è la tua macchina. Scopri offerta su Amazon Torna all'Indice Elegoo Mars 3 Se hai letto fin qui e stai cercando la giusta via di mezzo tra le macchine super economiche e quelle più costose, allora ho quello che fa per te. La Elegoo Mars 3 è la sesta versione della popolare stampante economica progettata da Elegoo. Si tratta di un modello che presenta alcuni vantaggi a livello di prestazioni, oltre a presentarsi con un design tutto nuovo e elegante. Il volume di stampa di 143 x 90 x 165 mm è concorrenziale e abbastanza grande per contenere pezzi di medie dimensioni. Su questo volume agisce uno schermo LCD da 4098 x 2560 pixel, che puà raggiungere una risoluzione ultra fine di 35 micron. Sebbene non sia la prima stampante economica a offrire una risoluzione di 35 micron, è comunque una delle più grandi a presentare questa caratteristica. Una risoluzione di questo tipo su un volume di stampa come quello della Mars 3 non è comune. La Mars 3 ha una potente sorgente luminosa COB (Chip On Board), composta da 36 LED riposti sotto l'LCD monocromatico che insieme forniscono un'elevata uniformità della luce in tutta l'area di costruzione. Ciò significa tempi di polimerizzazione degli strati rapidi fino a 1,5 secondi per strato. Questa potente fonte di luce emette molto calore, quindi Mars 3 presenta anche un sistema per dissipare il calore nuovo e migliorato. Ciò aiuta a mantenere l'interno della stampante alla temperatura ottimale e aumenta la longevità generale della stampante. Sul fronte si trova un display LCD touchscreen a colori da 3,5 pollici, posizionato a filo con la parte anteriore della macchina. Sia l'ingresso USB che il pulsante di accensione si trovano appena sotto lo schermo, davvero comodi per evitare di muovere la macchina quando è piena di resina. La vasca di metallo è un dettaglio davvero apprezzabile. Le viti di bloccaggio sono comode e facilissime da gestire, mentre i piedini sul fondo della vasca evitano che il FEP entri in contatto con la superficie di lavoro. Elegoo afferma che la pellicola FEP fornita è più sottile, il che migliora l'adesione di stampa se combinata con la superficie sabbiata del piano di stampa. L'asse Z si muove su una barra filettata tramite una guida lineare, che sembrano ben salde e affidabili. Elegoo Mars 3 è la combinazione di tutti gli elementi positivi delle versioni precedenti. Ne preserva la semplicità e l'affidabilità. E' una stampante 3D che fa quello che deve, senza tanti fronzoli. Lo slicing può essere fatto su Chitubox o Lychee slicer. La trovi su Amazon a circa € 365. Se desideri stampe ad alto dettaglio, senza fare molti sforzi e senza spendere troppo, Elegoo Mars 3 dovrebbe essere la tua stampante 3D a resina. Scopri offerta su Amazon Torna all'Indice Altre stampanti 3D a resina economiche e ad alta risoluzione Oltre alla selezione di stampanti 3D a resina che ti ho mostrato, credo che abbia senso fornirti una panoramica anche di altre macchine meno conosciute. Queste sono stampanti di diversa tipologia e prezzo, e presentano caratteristiche diverse. Se nella selezione non hai trovato quello che fa per te, forse potresti trovarlo qui di seguito. Nell'ambito della risoluzione 2K - 50 micron ci sono davvero tantissimi modelli tra cui scegliere. Non voglio girarci tanto attorno... le differenze tra i vari modelli sono praticamente nulle. Se la Mars 2 non ti convince, ci sono alcune alternative a cui vale la pena dare un'occhiata. Se cerchi il massimo risparmio, Voxelab Proxima 6 ha un costo di appena € 159. Ha un volume di stampa di 130 x 82 x 155 mm ed è compatibile con Lychee slicer, ma mette a disposizione un suo slicer proprietario - VoxelPrint. Costa poco ed è paragonabile alla concorrenza. Se davvero vuoi spendere poco e avvicinarti alla stampa 3D a resina senza pretese, potrebbe essere la tua prima scelta. Se il tuo obiettivo è una stampa ultra dettagliata, la Phrozen Sonic Mini 8K è una stampante a resina con risoluzione di 22 micron. Attualmente è l'unica stampante disponibile a basso costo a fornire un dettaglio di questo livello. La macchina non sempre è disponibile online. Al momento in cui sto scrivendo la trovi su Amazon al costo di € 699. Se cerchi una stampante con risoluzione di 35 micron, Phrozen Sonic Mini 4K potrebbe essere una valida scelta. Monta uno schermo mono 4K e può produrre stampe con una precisione di 35 micron, ma, rispetto al Mars 3, ha un volume di costruzione notevolmente inferiore di 135 x 75 x 130 mm. Il prezzo è di € 399, non molto distante da quello della Mars 3, il che la rende una valida alternativa. Se vuoi un po' più di dettaglio e un'esperienza più raffinata, dai un'occhiata a Nova3D Bene4 Mono. Costa € 329, ha un costo più elevato rispetto alle macchine della stessa fascia, ma presenta dettagli che la rendono più piacevole e agevole da usare. Volume di stampa da 130 x 80 x 150 mm, abbastanza voluminoso, compatibilità con Chitubox e Lychee, fonte luminosa di buona qualità, wifi, memoria interna da 8 GB. Insomma, gli optional sono già integrati. Torna all'Indice
  2. Nicola di WASP spiega come stampare in 3D argilla e materiali fluido densi. Un video semplice e dettagliato, davvero ben fatto!
  3. Questa è una guida completa alla stampa 3D, destinata a chi vuole capire come funzionano le stampanti 3D, conoscere i materiali, i filamenti, le resine, i software 3D, ricevere consigli e soluzioni a problemi di stampa. Se stai leggendo questa pagina, probabilmente sei alla ricerca delle informazioni di base o avanzate sulla stampa 3D. Qui trovi tutto quello che ti serve per iniziare a stampare in 3D, compresi consigli all'acquisto e soluzioni ai problemi più comuni. Non aspettarti solamente un’infarinatura generale, questa guida affronta anche tematiche specifiche, al punto da essere utile anche ai più esperti. In questa guida: > Guida alla stampa 3D, come usarla > Guida introduttiva alla stampa 3D > Materiali di stampa 3D > Stampanti 3D > Guide e soluzioni ai problemi di stampa 3D > Altri contenuti utili Guida completa alla stampa 3D, come usarla La guida completa alla stampa 3D è suddivisa in più sezioni che approfondiscono specifici argomenti. Infatti, per usare una stampante 3D, è necessario avere diverse conoscenze sulla modellazione 3D, sui materiali, sui software, sulle diverse tecnologie esistenti e molto altro. Questo non significa che per stampare in 3D sia necessario studiare chissà quanti argomenti, ma sicuramente è importante non essere completamente all’oscuro di informazioni che, a lungo andare, potrebbero solamente darti dei problemi. Per questo motivo, la nostra guida alla stampa 3D rimarrà online a lungo termine, in modo che tu possa usufruirne tutte le volte che ne sentirai la necessità. Non avrai bisogno di studiare a memoria i contenuti di queste pagine, potrai consultarli tutte le volte che lo riterrai opportuno accedendo a Stampa 3D forum. All'interno di ogni sezione trovi link a contenuti specifici che risponderanno alle tue domande. Attenzione: questa guida è un lavoro Work In Progress. Come potrai immaginare, la quantità di informazioni da condividere sono tante, richiedono continui aggiornamenti e tanto tempo per essere pubblicate. Per questo motivo all'interno di questa guida potresti trovare qualche link non ancora attivo. In tal caso, ti chiedo di avere un po' di pazienza, tutti i contenuti sono aggiornati nel minor tempo possibile! Guida introduttiva alla stampa 3D Questi sono gli argomenti introduttivi alla stampa 3D. Se ti stai avvicinando ora a questo mondo, ti consiglio di partire da qui. In queste guide vedremo insieme come funzionano le stampanti 3D, quali sono le tecnologie più utilizzate, tutti i materiali e i software da utilizzare. I modelli 3D La modellazione 3D La scansione 3D e il reverse engineering Stampanti 3D: guida all’acquisto Come funziona una stampante 3D Tecnologie di stampa 3D - Guida completa e aggiornata Materiali per la stampa 3D Tutti i software indispensabili per la stampa 3D Cosa possiamo stampare in 3D 5 idee per guadagnare con la stampa 3D Torna all'Indice Materiali di stampa 3D I 5 filamenti più economici per la stampa 3D Filamento PETG stampa 3D: le migliori marche - Guida all'acquisto Filamento PLA stampa 3D: le marche migliori - Guida all'acquisto Come produrre filamento per stampanti 3D Torna all'Indice Stampanti 3D Le 3 migliori stampanti 3D per principianti Le 10 migliori stampanti 3D economiche del 2022 Torna all'Indice Guide e soluzioni ai problemi di stampa 3D 3 regole fondamentali di modellazione 3D Regolazione step/mm - Guida operativa alla calibrazione assi X Y Z della stampante 3D Flusso di stampa: guida alla calibrazione ottimale Test stampante 3D: come valutare in modo oggettivo le tue stampanti 3D Differenze estrusori bowden e direct 5 consigli per una stampa 3D perfetta Come eliminare il wobble, problema di stampa 3D ruvida e ondeggiata Extrusion width: cos'è e come si imposta la larghezza di estrusione Come stampare in 3D una litofania Skirt, brim o raft? Cosa sono e come usarli per migliorare l'adesione al piano di stampa Come migliorare la qualità delle superfici inclinate nella stampa 3D FDM Top layer perfetti con la funzione Z hop Differenze tra stampanti 3D cartesiane, delta, polari Torna all'Indice Altri contenuti utili Database materiali stampa 3D, una risorsa collaborativa La nuova Galleria fotografica di Stampa 3D forum Torna all'Indice
  4. In questa guida ai materiali per la stampa 3D trovi tutti i materiali di consumo comunemente usati oggi per la stampa 3D a filamento e a resina. I materiali utilizzati per la stampa 3D sono di diverso tipo e il loro utilizzo varia in base ai modelli che si vuole realizzare. Per ottenere il massimo dai tuoi progetti, scegliere il materiale giusto è fondamentale. In questa guida daremo un'occhiata alle materie plastiche per la stampa 3D più comuni, sia per stampanti 3D a filamento FDM, sia per stampanti 3D a resina SLA, DLP o LCD. Che tu stia cercando il filamento giusto o la resina più adatta, questa guida ti aiuterà a selezionare il materiale migliore per il tuo prossimo progetto o a migliorare la qualità delle tue stampe. Come potrai immaginare, questa guida si concentra esclusivamente sui materiali per la stampa 3D desktop. Questo significa che non troverai riferimenti alle tecnologie di stampa 3D più costose e professionali, come metalli e termoplastiche molto tecniche. Qui ci concentriamo sui materiali d'uso quotidiano, facilmente reperibili in rete o dal tuo rivenditore di fiducia. Coraggio allora: scaldiamo gli estrusori e vediamo quali sono i migliori materiali per stampanti 3D desktop. In questa guida: > Filamenti per stampa 3D > PLA > ABS > PETG > PVA > Nylon > HIPS > Filamento legno > Filamento metallo > TPU > Riciclare e produrre filamento in casa > Resine per stampa 3D > Resina standard > Resina rapida > Resina lavabile ad acqua > Resina ad alta resistenza > Resina flessibile > Resina vegetale > Resina da colata Filamenti per stampa 3D Il modo più accessibile per stampare in 3D a casa è con una stampante a filamento. La stampa 3D FDM è infatti il modo più semplice ed economico per realizzare qualsiasi componente, e per questi motivi è anche la più usata in assoluto. Le stampanti FDM fondono un filamento, il quale viene depositato a strati per creare l'oggetto in stampa. Il materiale, in questo caso, è generalmente un filamento termoplastico, che viene fuso e poi estruso strato dopo strato sul piano di stampa. I filamenti più comuni sono realizzati con i materiali termoplastici PLA, ABS e PETG, ma ce ne sono molti altri che presentano caratteristiche molto interessanti, sia dal punto di vista estetico, sia dal punto di vista tecnico-meccanico. Torna all'Indice PLA Il PLA è il materiale più utilizzato nella stampa 3D a filamento. Innanzitutto, il PLA è facile da stampare. Ha una bassa temperatura di stampa, non necessita di un piano riscaldato (anche se aiuta) e non si deforma facilmente. Un altro vantaggio dell'utilizzo del PLA è che non emette un odore sgradevole durante la stampa (a differenza dell'ABS). Tuttavia, il PLA è meno durevole dell'ABS o del PETG ed è sensibile al calore. Quindi, per la realizzazione di modello con funzione meccanica, dovrai fare attenzione a questa caratteristica. Evita di usarlo quando crei oggetti che potrebbero essere piegati, attorcigliati o lasciati cadere ripetutamente, come custodie per telefoni, giocattoli ad alta usura o impugnature di attrezzi. Il PLA è disponibile in un'ampia gamma di colori e in una varietà di compositi. Lo trovi anche fluorescente, glitterato e caricato con micropolveri. Filamento PLA - Vedi i migliori prezzi su Amazon Torna all'Indice ABS L'ABS è comunemente usato nello stampaggio a iniezione ed è probabilmente una delle plastiche più comuni in assoluto. Si trova in molti articoli per la casa, le custodie dei telefoni o i caschi delle biciclette. Ha la caratteristica di essere molto robusto e durevole, oltre che resistente ad alte temperature. Sebbene svolga un ruolo importante nelle applicazioni commerciali, nella stampa 3D per hobbisti l'ABS è meno popolare. Ciò è dovuto al fatto che è leggermente più difficile da stampare: è un materiale soggetto a deformazioni e ritiri, che possono essere evitati se si dispone di piatto riscaldato e camera calda. Tuttavia, l'ABS è un buon filamento per stampanti 3D per uso generale per progetti fai-da-te. Gli esempi includono giocattoli ad alta usura, impugnature di utensili, componenti di finiture per autoveicoli e quadri elettrici. È facilmente accessibile, resistente, leggero, consente una facile post-elaborazione ed è disponibile in un'ampia gamma di colori. Attenzione ad usarlo in ambienti chiusi e poco arieggiati: l'ABS rilascia sostanze maleodoranti e tossiche durante la stampa. Filamento ABS - Vedi i migliori prezzi su Amazon Torna all'Indice PETG Il PETG è composto da polietilene tereftalato (PET), il materiale usato per realizzare le bottiglie d'acqua di plastica, con l'aggiunta di CHDM (cicloesandimetanolo). A causa di questa modifica chimica, si aggiunge appunto la lettera "G". Il risultato è un filamento più trasparente, meno fragile e più facile da usare rispetto al PET. È un'eccellente scelta per la stampa di oggetti che devono essere robusti, avere una superficie liscia e avere un ritiro controllato. Le componenti in PETG sono resistenti agli agenti atmosferici e sono quindi spesso utilizzati per gli elettrodomestici da giardino. Questo materiale è considerato sicuro per gli alimenti, anche se il processo di stampa poco controllato non permette di avere una vera e propria certificazione. Il PETG non è eccezionale per stampare elementi a sbalzo e risulta più igroscopico del PLA: significa che tende ad assorbire maggiormente l'umidità, soprattutto se lasciato all'aria aperta. Se cerchi un materiale facile da stampare e ad alta resistenza, il PETG è un'ottima opzione. Filamento PETG - Vedi i migliori prezzi su Amazon Torna all'Indice PVA Il PVA è un composto chimico ottenuto per idrolisi, normalmente alcalina, degli esteri polivinilici. Si dissolve totalmente e rapidamente in acqua, anche fredda e questa proprietà lo rende particolarmente adatto come di materiale di supporto. Vi sono produttori che indicano temperature di estrusione attorno ai 200-220 °C, in tal caso è meglio affidarsi alla temperatura certificata dal produttore poiché, spesso, i materiali sono tagliati con altri termoplastici per conferire proprietà meccaniche maggiori. Per la stampa 3D, il PVA è progettato per essere utilizzato come materiale di supporto solubile, principalmente se abbinato a un altro filamento in una stampante 3D con doppio estrusore. Il vantaggio dell'utilizzo del PVA rispetto all'HIPS è che può fare da supporto a più materiali rispetto al semplice ABS. Il compromesso è un filamento per stampante 3D leggermente più difficile da maneggiare. Bisogna anche fare attenzione quando lo si conserva, poiché l'umidità nell'atmosfera può danneggiare il filamento prima della stampa. Le scatole asciutte e le buste di silice sono un must se si vuole mantenere una bobina di PVA utilizzabile a lungo termine. Filamento PVA - Vedi i migliori prezzi su Amazon Torna all'Indice Nylon Con il termine nylon si indica una famiglia particolare di poliammidi alifatiche sintetiche. Molto economico e facilmente reperibile sul mercato, in vari colori, a differenza del PLA e dell'ABS, è molto meno fragile e quindi più resistente. Gode di proprietà autolubrificanti, il che lo rende particolarmente performante per stampe di ingranaggi. Tra gli aspetti negativi possiamo evidenziare il fatto che si deforma molto di più rispetto all'ABS, quindi necessita del piano riscaldato. Inoltre, un riempimento eccessivo potrebbe causare dei problemi poichè il nylon è un materiale estremamente fibroso. In aggiunta, bisogna assicurarsi che sia ben asciutto prima della stampa. La temperatura di estrusione si attesta attorno ai 220-250°C, anche in questo caso il consiglio è di attenersi alle specifiche segnalate dal produttore. E' un materiale che si distingue per la sua tenacità e la sua resistenza alle alte temperature e agli urti. Ha anche un coefficiente di attrito molto basso, che lo rende il materiale di stampa 3D ideale per parti che richiedono una buona resistenza alla trazione. Data la sua flessibilità e resistenza, il nylon è la scelta migliore per varie applicazioni meccaniche e ingegneristiche. Si stampa abbastanza facilmente, ma potresti aver bisogno di un ugello per alte temperature, poiché alcune miscele richiedono fino a 300°C per essere estruse. Filamento Nylon - Vedi i migliori prezzi su Amazon Torna all'Indice HIPS Il polistirene ad alto impatto (HIPS) è una miscela di materiali di plastica di polistirene e gomma di polibutadiene. La miscela di questi polimeri si traduce in un materiale resistente e flessibile. Relativamente alla rigidezza, la resistenza termica e agli urti e le deformazioni può essere considerato quasi come l'ABS. La temperatura di estrusione è di circa 230-250 °C e necessita di un piano riscaldato. HIPS è molto simile all'ABS, è facilmente verniciabile, lavorabile e funziona bene con un gran numero di adesivi. Tra le varie caratteristiche, troviamo anche la conformità per applicazioni di trasformazione alimentare. Nel mondo della stampa 3D, l'HIPS viene utilizzato principalmente come materiale di supporto poiché si dissolve in una soluzione di limonene, eliminando la necessità di rimozione tramite abrasivi, utensili da taglio o qualsiasi altro strumento. Il limonene è una soluzione a base di bucce di limone, facilmente ottenibile. Questa soluzione, tuttavia, può potenzialmente danneggiare materiali di stampa 3D diversi dall'ABS. In genere è usato come materiale di supporto per l'ABS, in sostituzione al PVA. Filamento HIPS - Vedi i migliori prezzi su Amazon Torna all'Indice Filamento legno I filamenti caricati legno sono ormai diventati molto comuni e apprezzati da chi vuole dare una finitura estetica particolare alle proprie stampe. Questi filamenti, chiamati wood-fill, laywood o wood 3D, sono tipicamente composto di PLA e fibra di legno. Oggi sono disponibili molti filamenti per stampanti 3D in legno-PLA e includono numerose varietà di legno. Come con altri tipi di filamenti per stampanti 3D, esiste un compromesso con l'utilizzo del legno. In questo caso, l'appeal estetico e tattile va a scapito di una ridotta flessibilità e resistenza. Non necessita di un piano riscaldato e può essere estruso a temperature che oscillano dai 180-250 °C. L'oggetto sarà, esteticamente, simile ad un oggetto di legno ed in funzione della temperatura è possibile ottenere diverse gradazioni di marrone, anche all'interno dello stesso oggetto. Il filamento caricato legno può anche accelerare il degrado dell'ugello della stampante 3D, rovinandolo a tramite abrasione. Fai attenzione alla temperatura alla quale lo stampi, poiché troppo calore può provocare un aspetto quasi bruciato o caramellato. In genere, questo materiale giova molto dalla post-produzione. Puoi tagliarlo, carteggiarlo o dipingerlo. Filamento legno - Vedi i migliori prezzi su Amazon Torna all'Indice Filamento metallo Quando si parla di filamenti in metallo nell'ambito della stampa 3D FDM, si fa necessariamente riferimento a un filo termoplastico, tipicamente PLA, che è stato mescolato con basse quantità di particelle di metallo. Questo conferisce al filamento e agli oggetti realizzati alcune proprietà estetiche del metallo, ma non quelle meccaniche. Queste miscele tendono ad essere molte volte più dense del filamento di pura plastica. Le stampe composite in metallo possono dare risultati estetici sorprendenti e possono essere trattati in post-produzione tramite levigatura, lucidatura, invecchiamento o altre procedure. Quando si parla di filamento in metallo spesso si cade in incomprensioni. A volte si può pensare che il filo sia riempito di metallo, ma i casi in cui è davvero così sono molto pochi. Chiariamo subito la differenza tra "filamento composito" e "filamento metallico": il filamento composito, detto anche "con riempimento", è un filamento dove la plastica trasporta al suo interno particelle di vero metallo; il filamento metallico è generalmente un PLA dotato di una particolare colorazione che ricorda quella di un metallo, ma l'unica componente del filo è PLA. Quando si stampano materiali compositi bisogna tenere in considerazione una maggiore usura dell'ugello, dovuta anche in questo caso all'abrasione delle particelle. Gli ugelli in acciaio inossidabile sono consigliati in questo caso. Filamento metallo - Vedi i migliori prezzi su Amazon Torna all'Indice TPU Il TPU è un materiale rubber-like, elastico, flessibile ed estremamente resistente all'abrasione. Si tratta a tutti gli effetti di una gomma, che può caratterizzarsi di diverse durezze, finiture e colorazioni. Generalmente i materiali flessibili sono difficoltosi da stampare con estrusori di tipo bowden, in quanto il filo potrebbe deformarsi e non venire spinto nell'hot-end della macchina. Se usati con estrusori direct, in generale non ci sono problemi. La temperatura di estrusione consigliata è attorno i 210-230 °C, il piatto riscaldato non è necessario ma in alcuni casi può essere consigliabile per evitare ritiri. Filamento TPU - Vedi i migliori prezzi su Amazon Torna all'Indice Riciclare e produrre filamento in casa Per gli amanti dell'economia circolare vi sono diverse soluzioni che favoriscono due importanti attività: il riciclo di scarti e stampe venute male; la riduzione del packaging e dei trasporti/consegne di materiale. Questo è possibile grazie agli estrusori di filamenti, che permettono di produrre filamento a partire da pellet. Si tratta di una soluzione apprezzata da chi vuole avere sotto controllo l'intero processo, dalla produzione del filo alla stampa, oppure da chi si diverte a realizzare le proprie produzioni di filamento personalizzate. Produrre il filamento è molto semplice, basta dotarsi della strumentazione giusta e di un po' di pazienza. Inoltre, è un ottimo modo per risparmiare denaro: in confronto alle bobine, il materiale in granuli costa molto meno! Resine per stampa 3D Nella stampa 3D, le resine sono una gamma di liquidi (fotopolimeri) che solidificano se esposti alla luce ultravioletta (UV). Sono utilizzati in un processo ampiamente noto come polimerizzazione in vasca, tecnologia disponibile oggi in diverse varianti, tra cui la stereolitografia (SLA) e il Digital Light Printing (DLP). Le stampanti 3D a resina utilizzando una fonte di luce per tracciare la forma di un oggetto sulla superficie del fotopolimero. La resina si solidifica formando strati dell'oggetto in successione, tramite un processo layer-by-layer. Le resine sono una scelta eccellente per realizzare modelli funzionali e concettuali. Questo materiale è particolarmente adatto per la produzione di elementi sia grandi che piccoli, anche se trova maggiore utilizzo nell'uso su volumi ridotti. La scelta di usare le resine su modelli di piccole dimensioni deriva da due caratteristiche: il costo del materiale, il quale non è irrisorio; l'accuratezza nel realizzare dettagli molto piccoli. La popolarità delle resine deriva dalla grande riduzione dei costi della tecnologia, avvenuta negli ultimi anni, e dalla velocità e precisione superiori rispetto ad altri sistemi. Tutte le resine necessitano di due passaggi di post-produzione: la "cura UV": i modelli vengono posti sotto raggi UV così da solidificare ulteriormente la resina di cui sono costituiti; un bagno di pulizia, che di solito avviene in alcol isopropilico. L'alcol isopropilico è un materiale corrosive, infiammabile e ad altissima volatilità, per questi motivi deve essere maneggiato con molta cautela in ambienti molto areati e usando le dovute precauzioni. In alcuni casi la pulizia può avvenire in acqua. Tra gli svantaggi dell'uso di resina troviamo i costi e la necessità di effettuare sempre operazioni di post-produzione e cura. Resina standard Se stai utilizzando una stampante SLA, DLP o LCD, avrai bisogno di qualche litro di resina. Se stai cercando qualcosa di semplice da usare senza scopi particolari, la resina standard è quello che fa per te. Si tratta di una resina base, che solidifica con facilità al passaggio della luce, ed è perfetta per applicazioni molto varie, come la creazione di modelli concettuali, modelli funzionali, prototipi, miniature e action figures. Le resine standard sono disponibili in una vasta gamma di colori e sono realizzate da tutti i produttori. Inoltre, è il tipo di resina più economica di tutte. Resina standard - Vedi i migliori prezzi su Amazon Torna all'Indice Resina lavabile in acqua Le resine lavabili in acqua hanno la caratteristica di poter essere sciacquate sotto acqua invece che con altri liquidi più pericolosi da maneggiare. Le resine lavabili in acqua sono una soluzione molto più sicura e pulita da utilizzare. L'uso dell'acqua limita ulteriormente i rischi di entrare in contatto con sostante corrosive. Sicuramente si tratta di un materiale da stampa consigliabile nella maggior parte dei casi. Resina lavabile in acqua - Vedi i migliori prezzi su Amazon Torna all'Indice Resina rapida Le resine a cura rapida limitano le deformazioni e riducono i tempi della post-produzione. Usa questa resina se è necessaria grande precisione, ad esempio quando crei strumenti o componenti, e se davvero non puoi attendere i tempi di pulizia completa dei tuoi modelli. Resina rapida - Vedi i migliori prezzi su Amazon Torna all'Indice Resina ad alta resistenza Le resine ad alta resistenza sono commercializzate con molti nomi diversi. In ogni caso, riportano comportamenti simili all'ABS e vantano di un alto livello di resistenza agli urti. La resina resistente è ideale per modelli concettuali, parti funzionali e prototipi che devono sopportare sollecitazioni di qualsiasi tipo. Le trovi chiamate "tough resin", "abs-like resin" o "hard resin". Resina resistente - Vedi i migliori prezzi su Amazon Torna all'Indice Resina flessibile Le resine flessibili hanno la caratteristica di rimanere morbide anche a seguito della post-produzione. Si comportano come un materiale gommoso, simile al TPU per le stampanti FDM. Se stai cercando una resina simile al TPU, puoi trovarla sotto il nome "Flex" e può essere utilizzata per realizzare oggetti in cui sono necessarie un'elevata elasticità e assorbimento delle vibrazioni. Attenzione però: flex non significa "elastico". Il comportamento elastico va sicuramente cercato su materiali appositi. Resina flessibile - Vedi i migliori prezzi su Amazon Torna all'Indice Resina vegetale Le resina a base vegetale sono un ottimo sostituto eco-friendly che aiutano a ridurre la tossicità del processo di stampa 3D. Queste resine sono prodotte partendo da semi di soia e piante similari, diventano al 100% a base vegetale. Usare una resina a base vegetale non significa che puoi buttarla in giardino e guardarle decomporre! Assicurati di controllare la scheda del prodotto e non dare sempre per scontato che puoi lavarla in acqua o gettarla nel bidone dell'organico. Resina vegetale - Vedi i migliori prezzi su Amazon Torna all'Indice Resina da colata La resina da colata viene usata in applicazioni molto comuni ai gioiellieri, i quali possono ottenere con poche operazioni modelli per il processo a cera persa: il modello stampato 3D viene racchiuso in uno stampo in gesso, il quale viene fatto indurire. In seguito si fa uscire la resina utilizzata nella stampa, lasciando spazio per essere riempito con metalli preziosi. La resina da colata consente di creare un modello in cera molto dettagliato, ideale per prototipare oggetti di piccole dimensioni e procedere col processo di cera a perdere. Un singolo anello o una spilla stampati in 3D possono formare lo stampo per realizzare dozzine di gioielli in oro, argento o altri metalli preziosi. Resina da colata - Vedi i migliori prezzi su Amazon Torna all'Indice
  5. Come funziona una stampante 3D? In questa guida ti spiego in modo semplice come funzionano le stampanti 3D a filamento, a resina e a polvere. La stampante 3D è uno strumento che permette di produrre oggetti partendo da un modello digitale tridimensionale. Nei metodi di stampa 3D più conosciuti la produzione dell’oggetto avviene per strati, posizionando uno strato di materiale sopra l’altro. Se vuoi sapere qualcosa in più su come funziona la stampa 3D, nelle prossime righe troverai tutte le informazioni che stai cercando! In questa guida: > Differenze tra Stampa 3D e Additive Manufacturing > Come funziona stampante 3D a filamento > Come funziona stampante 3D a resina > Come funziona stampante 3D a polvere > Come funziona stampante 3D a polveri di metallo > Guida completa alle tecnologie di stampa 3D > Guadagnare con la stampa 3D Differenze tra Stampa 3D e Additive Manufacturing Il termine “stampa 3D” è il più utilizzato negli ultimi cinque-dieci anni e indica in modo generico qualsiasi tecnologia di tipo additivo con lo scopo di produrre oggetti. La sua grande diffusione si deve alla popolarità che ha riscontrato nel mondo dei consumatori: la dicitura “stampa 3D” ricorda in modo diretto la stampa bidimensionale tradizionale, rendendo facilmente l’idea di come funzioni. A livello industriale e professionale, la medesima tecnologia è più comunemente chiamata “manifattura additiva” – dall’inglese “Additive Manufacturing” – enfatizzando maggiormente il ruolo manifatturiero di questa tecnica. Con Additive Manufacturing si indicano in particolare le tecnologie di stampa 3D più costose, utilizzate soprattutto da professionisti e aziende, e che sfruttano materiali tecnici e più performanti sotto diversi aspetti (polimeri e resine, metalli, polveri). Indipendentemente dalla terminologia utilizzata, sia la stampa 3D che la manifattura additiva indicano un processo produttivo basato su una “tecnica additiva”, ossia che produce oggetti tramite l’aggiunta di materiale. Le tecnologie di stampa 3D differiscono tra di loro per meccanica e funzionamento stesso delle macchine, oltre che per il tipo di materiali supportati. In alcuni casi esistono più nomi per la stessa tecnica: questa varietà è dovuta soprattutto alla presenza di più produttori che, nel corso del tempo, hanno registrato brevetti per metodi di stampa 3D molto simili tra loro. Torna all'Indice Come funziona stampante 3D a filamento Tra i metodi di stampa 3D, è sicuramente quello più comune ed economico. La stampa 3D a filamento funziona tramite estrusione di materiale. Infatti, in genere ci si riferisce a questo metodo con le diciture FFF - Fused Filament Fabrication- o FDM - Fused Deposition Modeling. Il funzionamento è molto semplice: un polimero sotto forma di filamento viene riscaldato da una resistenza e spinto attraverso un ugello, il quale, spostandosi all’interno del volume di lavoro, va a depositare il materiale strato su strato. La temperatura di estrusione dipende dal polimero utilizzato nella fase di stampa. Il materiale usato più comunemente è il PLA (Acido Polilattico) e viene estruso ad una temperatura compresa tra i 180 e 210 °C. Altri materiali richiedono temperature di estrusione ben maggiori, a volte anche 300-400 °C come l’ULTEM, il PEEK o il PMMA. Anche il PETG è un materiale molto utilizzato, perché economico e facile da stampare come il PLA, ma molto più resistente. Stampa 3D FDM - Qualche consiglio per l'acquisto Come già ti accennavo, le stampanti 3D a filamento sono le più economiche in assoluto. Questo perché la tecnologia di per sé è davvero molto semplice e le componenti molto comuni. Se stai cercando una stampante economica da posizionare in casa tua o nel tuo laboratorio, ho quello che fa per te: una guida dedicata alle stampanti 3D più economiche in assoluto. Molte di queste sono FDM. Per risparmiare tempo nella tua ricerca, potresti darci un'occhio! Per quanto riguarda i filamenti, sicuramente avrai modo di scoprire quello che può fa al caso tuo in base alle caratteristiche che cerchi. Quella che segue è una lista dei filamenti più economici in assoluto. Lo sapevi che potresti realizzare in casa tua il filamento per stampare in 3D? Scopri come! Torna all'Indice Come funziona stampante 3D a resina Il funzionamento di una stampante 3D a resina è molto diverso da quello delle stampanti a filo. Le stampanti 3D a resina realizzano oggetti partendo da una vasca contenente resine allo stato liquido. Il processo prevede la solidificazione di uno strato di materiale sopra l’altro per mezzo di una fonte luminosa. La resina utilizzata è una resina fotosensibile, cioè un materiale che reagisce e solidifica se sottoposto a fonti luminose. Tali resine fotosensibili presentano scarse qualità meccaniche e deterioramento precoce, soprattutto se esposte a raggi solari o all’umidità. Oggi però esistono resine dotate di caratteristiche meccaniche notevoli, disponibili soprattutto per i sistemi che prevedono l'uso di laser per attivare la fotopolimerizzazione. Da considerare, infatti, è che l'azione del laser è più potente e precisa rispetto a quella di uno schermo LCD o di un video proiettore. Entrami i sistemi che ho descritto sono utilizzati molto di comune e vanno da definire due tecnologie di stampa 3D a resina diverse: la Stereolitografia - SLA - dove viene usato un laser; il Digital Light Printing - DLP - dove viene usato un video proiettore. Nel caso sia usato uno schermo LCD come fonte luminosa, il processo è comunemente chiamato "LCD". Mentre nella tecnologia SLA il laser si muove sulla parte superficiale della resina, arrivando a solidificare lo strato interessato punto per punto, la tecnologia DLP solidifica uno strato intero alla volta, proiettando un fascio di luce su tutta la superficie da lavorare. Il tempo impiegato per solidificare gli strati dipende dalla potenza della fonte luminosa originaria e dalla dispersione di luce, che è bene avvenga il meno possibile per garantire una buona riuscita di stampa. Per sostenere le parti a sbalzo dell’oggetto in stampa è necessario utilizzare dei supporti, che possono essere disegnati appositamente o generati dal software CAM in modo automatico. Torna all'Indice Come funziona stampante 3D a polvere Le stampanti 3D a polvere utilizzano un processo chiamato "sinterizzazione". Per “sinterizzazione” - SLS - s’intende una lavorazione che permette di ottenere elementi compatti partendo da materiali polverulenti. Questa tecnologia sfrutta una luce laser che va a colpire uno strato di polvere accolta all’interno di una vasca, fondendo tra di loro le particelle interessate. La sinterizzazione può essere vista come la saldatura tra piccole particelle solide. La costruzione degli oggetti avviene sinterizzando uno strato di polvere sull’altro. A fine stampa sarà quindi necessario rimuovere l’oggetto dalla vasca in cui è stato prodotto e pulirlo dalle polveri circostanti, che non sono state colpite dal raggio laser. Utilizzando una stampante 3D SLS non servono i supporti all’oggetto in stampa poiché, il materiale che non viene sinterizzato, fa da supporto agli strati successivi. Inoltre, il materiale che all’interno di una sessione di stampa non viene impiegato sarà riutilizzabile nuovamente. I materiali utilizzabili sono generalmente a base polimerica e possono contenere caricature di diverso tipo (nylon caricato alluminio, nylon caricato carbonio, poliammide). L’altezza degli strati di stampa può arrivare a grandezze nell’ordine dei 20 micron. Come funziona stampante 3D a polveri di metallo Se ti stai chiedendo come funziona esattamente la stampa 3D a polveri di metallo, te lo spiego subito. La tecnologia SLS è stata tra le prime ad essere trasformata per permettere la stampa 3D in metallo. Il passaggio è stato abbastanza semplice, in quanto meccanica e componenti erano già disponibili: per rendere stampabile il metallo basta avere una fonte di energia più potente e utilizzare un volume di stampa sottovuoto o carico di gas inerti. Le tecnologie che sono in grado di gestire questo processo sono chiamate Direct Metal Laser Sintering - DMLS - o Direct Metal Printing - DMP. In questo caso è prevista la vera e propria fusione tra le particelle. Torna all'Indice Guida completa alle tecnologie di stampa 3D Le tecnologie a filamento, resina e polvere offrono sicuramente un'ottima panoramica sul funzionamento delle stampanti 3D. I metodi di stampa 3D che ti ho presentato finora sono i più comuni in assoluto, ma non sono gli unici. In realtà esistono molte altre tecnologie di stampa 3D, che si differenziano per tipologia di processo e materiali utilizzati. Per esempio, una delle classificazioni più usate vede la differenziazione a seconda dell'uso di polimeri e metalli. Inoltre, le stesse tecnologie a filamento, resina e polvere contengono a loro volta delle sotto categorie di stampanti, che funzionano in modo leggermente diverso. Se vuoi saperne di più, di seguito ti lascio il link alla guida completa alle tecnologie di stampa 3D. Lì potrai approfondire e toglierti qualsiasi dubbio 😎 Guadagnare con la stampa 3D La stampa 3D potrebbe diventare per te un vero e proprio business. Il primo passo per farlo è conoscere sapere come funziona la stampa 3D e quali sono le tecnologie più comuni, così da essere poi in grado di utilizzare quella che meglio si addice alle tue necessità. Dopo aver letto questa guida qualche informazione in più dovresti averla! Ora potresti iniziare a pensare a un modo per rendere redditizia la tua conoscenza. Qualche spunto io te lo lascio 😉 Torna all'Indice
  6. Per chi stampa 3D con le stampanti 3D FDM, la ricerca del giusto filamento da utilizzare può essere un’attività noiosa e stancante. Ci sono sempre più produttori, tantissimi esteri, che escono con nuovi materiali e che cambiano continuamente i prezzi. Quello del prezzo infatti è un problema continuo. Anche se cerchi semplicemente un filamento per la stampa 3D in PLA troverai sicuramente bobine da tutti i prezzi. Questo è tutt’altro che strano: i prezzi variano continuamente in base alle richieste di mercato e a dinamiche commerciali. Come facciamo allora a trovare i filamenti più economici per la stampa 3D? Semplice, te li consiglia Stampa 3D forum! In questa guida troverai i filamenti più economici disponibili sul mercato oggi. Inutile dire che uno dei materiali per la stampa più economici in assoluto è il PLA, oltre ad essere il più semplice da stampare. Per andare incontro alle esigenze di tutti, in questa guida ci concentreremo quindi sui PLA al miglior prezzo. In più, in fondo alla guida troverai un consiglio molto interessante, che ti permetterà di risparmiare un sacco di soldi nell'inutile acquisto di materiale aggiuntivo per la stampa 3D. Coraggio, iniziamo! In questa guida: > Materiale 1 > Materiale 2 > Materiale 3 > Materiale 4 > Materiale 5 > Consiglio speciale: come mantenere al meglio i tuoi materiali per la stampa 3D Lista dei 5 filamenti più economici per la stampa 3D PLA Amazon Basics - Filamento per stampanti 3D Se stai cercando un materiale di buona qualità al giusto prezzo, il PLA Amazon Basics è quello che stai cercando. Si tratta di un filamento per la stampa 3D in PLA di qualità più che accettabile che troverai sempre disponibile su Amazon in quanto il fornitore è Amazon stessa! Disponibile in tanti colori diversi: rosso, arancione, giallo, blu, verde, rosa, bianco, grigio, marrone… insomma, probabilmente troverai quello che fa per te. Il costo può variare periodicamente di qualche euro. Il prezzo consigliato è attorno ai 19-20 € per la bobina da 1Kg di materiale. Inoltre, è uno dei materiali per la stampa 3D più recensiti su Amazon (ha più di 11.000 recensioni e un voto con 4 stelle piene). Se consumi molto materiale puoi anche attivare l’Acquisto periodico. In cosa consiste? Semplice! Ogni due mesi Amazon ti spedirà automaticamente a casa il materiale che preferisci, applicando uno sconto del 5 o del 10% in base alle preferenze. Non ci sono costi aggiuntivi e puoi cancellare la consegna automatica quando vuoi! Vedi offerta su Amazon Basicfil PLA Il PLA Basicfil è un prodotto di qualità media, disponibile ad un prezzo veramente basso e con un ottimo rapporto qualità/prezzo. Disponibile in colori veramente interessanti (giallo, rosso, blu, arancione, bianco, nero e un bellissimo verde), la bobina da 1Kg costa appena 18,95 €. La maggior parte degli utilizzatori ne resta soddisfatto e felice di aver risparmiato qualche euro nell’acquisto. Sicuramente da provare! Vedi offerta su Amazon SUNLU PLA+ Se stai cercando un materiale di ottima qualità e provato da migliaia di persone, il SUNLU PLA+ sicuramente è quello che fa per te. Con una votazione media di 4.5 stelle su più di 8.000 recensioni, è uno dei materiali da stampa 3D più recensiti su Amazon. Ma perché piace così tanto questo materiale? Beh, innanzitutto mettiamo avanti la qualità: si tratta di un materiale si stampa facilmente con qualsiasi stampante 3D e offre un’ottima qualità estetica. E’ disponibile una grande quantità di colori (lo trovi addirittura in viola!) e il costo della bobina da 1Kg è di appena 24,29 €. Unito alla spedizione veloce di Amazon Prime, ammetto che questa è la mia prima scelta! Vedi offerta su Amazon ICE Filaments Icefil PLA Se vuoi spendere poco e usare materiali in colori sgargianti, forse dovresti dare un’occhiata ai materiali di ICE Filaments. Il costo della bobina da 0.75 Kg è di appena 17,70 €. I materiali sono disponibili in colori molto accesi, difficili da trovare, addirittura fluorescenti. Inoltre, sono disponibili in dimensioni da 1.75 o 2.85 mm. Un dettaglio non banale. Vedi offerta su Amazon eSUN PLA Plus Uno dei filamenti più apprezzati di sempre per il suo basso costo e la facilità di stampa. Il filamento eSUN PLA PLus è un materiale molto simile al SUNLU PLA+ in quanto a caratteristiche e stampabilità. A sua volta è sempre disponibile in numerose colorazioni e ad un prezzo veramente accessibile, appena 22,99 € per la bobina da 1Kg. Si tratta di uno materiali più utilizzati in assoluto: le recensioni di Amazon parlano da sole. Vedi offerta su Amazon Consiglio speciale: essiccatore per filamento stampa 3D Complimenti! Se hai letto questa guida fino qui, ti sei aggiudicato un consiglio speciale. Come sappiamo, i filamenti per la stampa 3D sono materiali abbastanza delicati: sono sensibili ai raggi UV e assorbono l’umidità. Per questi motivi (e tanti altri) sono solitamente venduti in buste di plastica ben sigillate e sotto vuoto. Ma come fare una volta che hai aperto la busta e il materiale inizia a deteriorarsi? Se sei solito ad acquistare PLA per la tua stampante 3D e poi a non usarlo per qualche settimana o mese, posso consigliarti di acquistare un essiccatore per filamenti da stampa 3D. Si tratta di un piccolo macchinario, dentro al quale puoi posizionare le tue vecchie bobine. L’essiccatore riscalda il materiale al suo interno, eliminando l’umidità e riportandolo (più o meno) alle sue caratteristiche originarie. L’essiccatore per filamenti è un gadget essenziale per tutti quelli che, proprio come me, hanno vecchie bobine aperte da finire. A questo link trovi l'essiccatore SUNLU Dryer Box, al costo di appena 49,99 €. Vedi offerta su Amazon E con questo è tutto! Spero davvero che questa guida ai 5 filamenti più economici per la stampa 3D sia stata utile e che d’ora in poi tu possa divertirti ancora di più a stampare in 3D. A presto!
  7. In questa guida ti spiego in modo semplice come funzionano tutte le tecnologie di stampa 3D utilizzate oggi. Scoprirai come funzionano le tipi di stampa 3D FDM, SLA, MSLA, DLP, SLS, DMLS, SLM, EBM, Material Jetting, DOD, Binder Jetting e molte altre. Una delle attività più impegnative che progettisti e ingegneri si trovano a svolgere la prima volta che hanno a che fare con la stampa 3D è quella di navigare nel vasto numero di tipi di stampa 3D, cercando la soluzione che più si addice alle proprie necessità. In genere, le prime domande sono sempre le stesse: come funziona una stampante 3D? Oppure, quali materiali si possono usare? In questa guida trovi una descrizione dettagliata di tutte le tipologie di stampa 3D. Ti mostrerò come funzionano, quali sono i materiali usati e le applicazioni in cui vengono coinvolte, sottolineando i pro e i contro di ognuna. Sfruttando queste informazioni sarai in grado di determinare quale tecnologia è meglio sfruttare a seconda degli oggetti che dovrai realizzare. In questa guida: > Classificazione dei tipi di stampa 3D > Stampa 3D a estrusione > Stampa 3D a resina > Stampa 3D a fusione di polveri (Powder Bed Fusion) > Stampa 3D a getto di materiale (Material Jetting) > Stampa 3D a getto di legante (Binder Getting) > Stampa 3D a energia diretta (Direct Energy Deposition) > Stampa 3D a laminazione Classificazione dei tipi di stampa 3D Scegliere la tecnologia di stampa 3D a seconda dei pezzi da realizzare non è un'attività facile. I processi di fabbricazione additiva variano in precisione, resistenze meccaniche raggiungibili, materiali utilizzabili e finitura. La categorizzazione più utilizzata nell'ambito della stampa 3D deriva da un regolamento standard istituito nel 2015. Il documento a cui fa riferimento l'industria, e al quale anche noi saremo fedeli in questa guida, è lo Standard ISO/ASTM 52900. Grazie a questo standard è stata fatta una classificazione delle tecnologie di stampa 3D in "processi". Inoltre, è stata standardizzata anche la terminologia legata all'ambito della stampa 3D, così da semplificare la descrizione dei vari metodi di produzione. Classificazione delle tecnologie di stampa 3D in base ai materiali Le tecnologie di stampa 3D possono essere distinte anche in base alla tipologie di materiali utilizzabili. I materiali per la stampa 3D sono numerosi e si differenziano tra loro secondo diverse caratteristiche. Di base però, possiamo sicuramente fare una prima distinzione in due gruppi: polimeri e metalli. Polimeri Il gruppo dei polimeri racchiude in vasto numero di materiali che presentano proprietà molto diverse tra loro, trovando spazio in un numero molto alto di applicazioni. Se ti guardi intorno, ti renderai immediatamente conto di quanto i polimeri siano usati nell'industria. Oggi infatti, il mercato dei polimeri supera di gran lunga quelli di altri materiali. Nella stampa 3D i materiali di consumo si presentano solitamente in tre forme - filamenti, resine e polveri. Nello specifico, i polimeri si suddividono principalmente in due gruppi: termoplastiche e termoindurenti. La differenza tra questi due sta essenzialmente nel comportamento che assumono se sottoposti a calore. Termoplastiche Le termoplastiche possono passare dallo stato liquido allo stato solido più volte nel tempo, mantenendo praticamente inalterate le proprie caratteristiche. Le termoplastiche sono usate nel processo di stampa 3D a filamento fuso, come anche nella tradizionale produzione tramite stampi. Risulta evidente quindi come l'uso delle termoplastiche preveda una fase di fusione, a cui segue una fase di estrusione o iniezione, e infine una fase di raffreddamento e solidificazione. Termoindurenti A differenza delle termoplastiche, i polimeri termoindurenti non entrano mai nello stato di fusione. I polimeri termoindurenti si presentano solitamente sotto forma di fluidi viscosi, ad esempio resine, e passano allo stato solido indurendosi a seguito dell'azione di un'agente come: esposizione al calore; esposizione alla luce; catalisi (reazione chimica che avviene quando il termoindurente entra in contatto con un secondo materiale, detto catalizzatore). Se vengono fusi, i termoindurenti perdono interamente le proprie caratteristiche tecniche. Questo significa che i materiali facenti parte di questa categoria non possono essere trasformati tramite fusione per poi essere riutilizzati. Tra le tecnologie di stampa 3D, le tecnologie SLA, DLP e Material Jetting sfruttano polimeri termoindurenti in fase di produzione. La solidificazione del materiale avviene a seguito dell'azione di un laser o di una luce UV. Metalli A differenza dei polimeri, i quali sono essenzialmente usati sotto forma di filamenti, polveri e resine, la stampa 3D a metallo prevede quasi esclusivamente l'uso di materiali in polvere. La stampa 3D in metallo predilige l'alta precisione nella realizzazione di pezzi funzionali e performanti. La dimensione delle particelle, la loro distribuzione, la forma e l'attrito tra loro stesse sono tutte proprietà che determinano la qualità di realizzazione dei pezzi. La stampa 3D a metallo non si ferma all'uso di materiali come l'acciaio. Sono diverse le applicazioni che vedono l'impiego di polveri di titanio, oro, argento e altre leghe. Altri materiali Alcune tecnologie di stampa 3D sono in grado di utilizzare materiali compositi a fibra lunga, filamenti caricati con polveri di ceramica o polveri metalliche e sabbia. In questo gruppo ricadono tutti quei materiali meno conosciuti e che soddisfano richieste di nicchia. Torna all'Indice Stampa 3D a estrusione La stampa 3D a estrusione è la più conosciuta. In questo processo, il materiale viene estruso attraverso un ugello. Il più delle volte quel materiale è un filamento di plastica spinto attraverso un ugello riscaldato, che lo scioglie e lo deposita su di un piano. La stampante deposita il materiale su una piattaforma di costruzione lungo un percorso predeterminato, dove il filamento si raffredda e si solidifica per formare un oggetto solido. In questo processo sono usati anche materiali compositi come pasta di metallo, biogel, cemento, cioccolato e una vasta gamma di altri materiali. Caratteristiche principali: Tipi di tecnologia di stampa 3D: stampa a deposizione di filamento fuso (FDM), a volte chiamata Fused Filament Fabrication (FFF); Materiali: filamento di plastica (PLA, ABS, PET, PETG, TPU, nylon, ASA, PC, HIPS, fibra di carbonio e molti altri); Precisione dimensionale: ±0,5% (limite inferiore ±0,5 mm); Applicazioni comuni: alloggiamenti elettrici, prototipi di geometria e forma, dispositivi di vario genere, modelli per microfusione, ecc; Punti di forza: basso costo, ampia gamma di materiali. Fanno parte di questo processo di stampa: > Stampa a filamento fuso - Fused Deposition Modeling (FDM) Stampa a filamento fuso - Fused Deposition Modeling (FDM) Comunemente chiamata con gli acronimi FFF - Fused Filament Fabrication - o FDM – Fused Deposition Modeling – questa tecnologia di stampa 3D è la più comune ed economica. Un filamento di materiale, generalmente un polimero, viene riscaldato da una resistenza e spinto attraverso un ugello il quale, spostandosi all’interno del volume di lavoro, va a depositare il materiale strato su strato. La temperatura di estrusione dipende dal polimero utilizzato nella fase di stampa. Il materiale usato più comunemente è il PLA (Acido Polilattico) e viene estruso ad una temperatura compresa tra i 180 e 210 °C. Altri materiali richiedono temperature di estrusione ben maggiori, a volte anche 300-400 °C come l’ULTEM (materiale altamente performante e resistente alle deformazioni), il PEEK (apprezzato per l’alta resistenza termica) o il PMMA (comunemente chiamato Plexiglass). La dimensione del foro dell’ugello di estrusione può variare a seconda delle necessità: si parte dai decimi di centimetro fino ad arrivare a diversi millimetri di diametro. Il diametro dell’ugello definisce due parametri molto importanti: la velocità di stampa (a parità di dimensioni dell’oggetto in stampa, un ugello più grande estrude più materiale, permettendo di finire la lavorazione più velocemente); la precisione con cui viene depositato il materiale (un ugello più piccolo permette di ottenere forme più precise). Comunemente, si dice che la tecnologia FDM viene utilizzata anche per realizzare edifici stampati in 3D estrudendo argilla o cemento, dolci e cibo stampati 3D estrudendo cioccolato, organi stampati in 3D estrudendo cellule vive in un gel biologico, ecc. A mio avviso questa di tratta di una grande approssimazione. Per quanto il processo di stampa sia molto similare, le componenti cambiano. Ad esempio, per stampare argilla è necessario montare un estrusore apposito dotato di una vite e senza riscaldatore. Fai sempre attenzione a questi dettagli! Torna all'Indice Stampa 3D a resina La polimerizzazione in vasca è un processo di stampa 3D in cui una sorgente di luce polimerizza in modo selettivo una resina fotopolimerica raccolta in una vasca. A livello pratico abbiamo a che fare con una fonte luminosa che viene diretta con precisione verso un punto specifico su un sottile strato di plastica liquida, facendola indurire. Questo processo viene ripetuto strato dopo strato fino a formare l'oggetto 3D. Le tecnologie più comuni di polimerizzazione in vasca sono la stereolitografia (SLA), la Digital Light Processing (DLP) e la Masked Stereolitography (MSLA). La differenza fondamentale tra questi tipi di tecnologia di stampa 3D è la fonte di luce che usano per polimerizzare la resina. Alcuni produttori di stampanti 3D, in particolare quelli che producono stampanti 3D di livello professionale, utilizzano varianti leggermente differenti e brevettate. Ne consegue che sia abbastanza comune trovare diversi tipi di tecnologia SLA sul mercato. Alcuni esempi possono essere Carbon, la quale utilizza una tecnologia di polimerizzazione in vasca chiamata Digital Light Synthesis (DLS), Origin di Stratasys chiama la sua tecnologia Programmable Photopolymerization (P³), Formlabs con la Low Force Stereolithography (LFS) e Azul 3D con la tecnologia HARP. Caratteristiche principali: Tipi di tecnologia di stampa 3D: stereolitografia (SLA), Masked Stereolitography (MSLA), microstereolitografia (µSLA) ecc. Materiali: Resine fotopolimeriche (colabili, trasparenti, industriali, biocompatibili, ecc.) Precisione dimensionale: ±0,5% (limite inferiore ±0,15 mm o 5 nanometri con µSLA) Applicazioni comuni: prototipi di polimeri simili a stampi a iniezione; colata di gioielli; applicazioni odontoiatriche Punti di forza: finitura superficiale liscia, dettagli fini Fanno parte di questo processo di stampa: > Stereolitografia (SLA) > Digital Light Processing (DLP) Stereolitografia (SLA) La tecnologia SLA è stata prima in assoluto ad essere inventata. La stereolitografia è stata inventata da Chuck Hull nel 1986, usata e commercializzata dalla società 3D Systems. Le stampanti 3D a stereolitografia permettono di realizzare oggetti partendo da una vasca contenente resine epossidiche allo stato liquido. Il processo prevede la solidificazione di uno strato di resina sopra l’altro per mezzo di un raggio laser che viene riflesso da una lente che disegna gli strati dell’oggetto interessato. Le resine utilizzate con questa tecnologia sono dei fotopolimeri, ossia materiali polimerici che si solidificano se sottoposti ad un raggio di luce avente determinate caratteristiche. Tali resine fotosensibili presentano scarse qualità meccaniche e deterioramento precoce, soprattutto se esposte a raggi solari o all’umidità. Per sostenere le parti a sbalzo dell’oggetto di stampa è necessario utilizzare dei supporti, che possono essere disegnati appositamente o calcolati dal software CAM in modo automatico. Gli oggetti prodotti attraverso stereolitografia sono anche utilizzati per lo stampaggio a iniezione, per la termoformatura, per la soffiatura e per processi che prevedono colate di metallo, in quanto risultano sufficientemente resistenti alle sollecitazioni sul materiale. Lo svantaggio della stereolitografia rispetto alla tecnologia DLP - che vediamo nel prossimo paragrafo - è che, utilizzando un laser che "lavora per punti", il processo di stampa può richiedere più tempo. Torna all'Indice Digital Light Processing DLP Se nel metodo SLA la luce utilizzata per fotopolimerizzare la resina proviene da un laser, il metodo DLP utilizza invece un fascio di luce proveniente da proiettori o schermi LCD. Il processo prevede anche in questo caso la fotopolimerizzazione di una resina fotosensibile, che si trova inizialmente allo stato liquido, tramite dei flash ad alta luminosità. La luce viene proiettata sulla resina utilizzando schermi a diodi a emissione di luce (LED) o una sorgente di luce UV (lampada) diretta alla superficie di costruzione da un dispositivo a microspecchi digitali (DMD). Il dispositivo digitale a microspecchi, chiamato DMD – Digital Micromirror Device - corrisponde ad un meccanismo di modulazione di luce spaziale. Questo permette di coprire in modo dinamico un’ampia area di luce. La precisione di questo sistema di specchi permette di arrivare a qualità di stampa notevoli, pari circa a 30 micron. Mentre nella tecnologia SLA il laser si muove sulla parte superficiale della resina, arrivando a solidificare lo strato interessato punto per punto, la tecnologia DLP solidifica uno strato intero alla volta, proiettando un fascio di luce su tutta la superficie da lavorare. Il tempo impiegato per solidificare gli strati dipende dalla potenza della fonte luminosa originaria e dalla dispersione di luce, che è bene avvenga il meno possibile per garantire una buona riuscita di stampa. Le stampanti DLP possono utilizzare un’ampia gamma di materiali, anche morbidi e flessibili. Poiché vengono usati schermi LCD e proiettori, i quali sono schermi digitali composti da pixel, l'immagine proiettata di ogni strato è composta da pixel quadrati estrusi, chiamati voxel. Torna all'Indice Stampa 3D a fusione di polveri (Powder Bed Fusion) La stampa 3D a fusione di polveri è un processo in cui una fonte di energia termica induce selettivamente la fusione tra particelle di polvere (plastica, metallo o ceramica) all'interno di un'area di stampa, così da creare l'oggetto solido strato dopo strato. In questa metodologia, le macchine posizionano un sottile strato di materiale in polvere sul letto di stampa, in genere con una lama, su cui poi agisce la fonte di calore che fonde le particelle tra di loro. In seguito, un altro strato di materiale viene depositato e a sua volta fuso. Il processo si ripete fino a fine lavoro. Caratteristiche principali: Tipi di tecnologia di stampa 3D: Sinterizzazione Laser (SLS), Selective Laser Melting (SLM), fusione con fascio di elettroni (EBM), Direct Metal Laser Sintering (DMLS), Multi Jet Fusion (MJF) Materiali: Polveri termoplastiche (Nylon 6, Nylon 11, Nylon 12, ecc.), polveri metalliche (acciaio, titanio, alluminio, cobalto, ecc.), polveri ceramiche Precisione dimensionale: ±0,3% (limite inferiore ±0,3 mm) Applicazioni comuni: parti funzionali, tubazioni complesse (disegni cavi), produzione di parti a basse tirature Punti di forza: parti funzionali, ottime proprietà meccaniche, geometrie complesse Fanno parte di questo processo di stampa: > Sinterizzazione Laser (SLS) > Direct Metal Laser Sintering (DMLS) / Selective Laser Melting (SLM) > Electron Beam Melting (EBM) > Multi Jet Fusion (MJF) Sinterizzazione Laser (SLS) Per “sinterizzazione” s’intende una lavorazione che permette di ottenere elementi compatti partendo da materiali polverulenti. Questa tecnologia sfrutta una luce laser che va a colpire uno strato di polvere, solitamente polimerica, accolta all’interno di una vasca, e che sinterizza tra di loro le particelle interessate. Banalmente, la sinterizzazione può essere vista come la saldatura tra piccole particelle solide. La costruzione degli oggetti avviene sinterizzando uno strato di polvere sull’altro: alla fine sarà quindi necessario rimuovere l’oggetto dalla vasca in cui è stato prodotto e pulirlo dalle polveri circostanti, che non sono state colpite dal raggio laser. I materiali utilizzabili sono generalmente polimeri e possono contenere caricature di diverso tipo (nylon caricato alluminio, nylon caricato carbonio, poliammide). L’altezza degli strati di stampa può arrivare a grandezze nell’ordine dei 20 micron. Sono note tecnologie che prevedono l'uso di materiali differenti, come nel caso del Micro Selective Laser Sintering (μSLS). Il Micro Selective Laser Sintering è essenzialmente una tecnologia SLS su scala ridotta e spesso chiamata micro sinterizzazione laser. In μSLS vengono usati comunemente metalli. μSLS può produrre parti metalliche 3D con una risoluzione inferiore a 5 μm e una produttività superiore a 60 mm3/ora. Utilizzando una stampante 3D SLS non servono i supporti all’oggetto in stampa poiché, il materiale che non viene sinterizzato, fa da supporto agli strati successivi. Inoltre, il materiale che all’interno di una sessione di stampa non viene impiegato sarà riutilizzabile nuovamente. Torna all'Indice Direct Metal Laser Sintering (DMLS) / Selective Laser Melting (SLM) Sia la Direct Metal Laser Sintering (DMLS) che la Selective Laser Melting (SLM) derivano dalla tecnologia a Sinterizzazione SLS. La differenza principale è che questi tipi di tecnologia di stampa 3D vengono applicati per realizzare componenti in metallo. La tecnologia DMLS non scioglie la polvere, ma la riscalda fino a produrre una fusione a livello molecolare. In questo modo si ottiene una lega metallica. La tecnologia SLM utilizza il laser per ottenere una vera e propria fusione della polvere metallica. Con questo sistema si ottiene un materiale puro, come il titanio. Torna all'Indice Electron Beam Melting (EBM) La fusione tramite fascio di elettroni (EBM) utilizza un raggio ad alta energia, o elettroni, per indurre la fusione tra le particelle di polvere metallica. Il processo prevede il passaggio di un fascio di elettroni su un sottile strato di polvere, provocando la fusione e la solidificazione localizzate di una specifica area del piatto di stampa. Il risultato è quindi la solidificazione del singolo layer del pezzo in stampa. Rispetto ai tipi di tecnologia di stampa 3D SLM e DMLS, EBM ha generalmente una velocità di stampa superiore grazie della sua maggiore densità di energia. Tuttavia, caratteristiche come la dimensione minima dei dettagli, la dimensione delle particelle di polvere, lo spessore dello strato e la finitura superficiale sono in genere più grossolane. Nel processo EBM le parti sono fabbricate sotto vuoto. Inoltre, il processo può essere utilizzato solo con materiali conduttivi. Torna all'Indice Multi Jet Fusion (MJF) Multi Jet Fusion è tecnicamente una tecnologia di stampa 3D a fusione di letto di polvere, sebbene abbia somiglianze con il Binder Jetting. La tecnologia Multi Jet Fusion è stata introdotta sul mercato da HP nel 2016 e deriva da decenni di investimenti di HP nella stampa a getto d'inchiostro, nei materiali "a getto", nella meccanica di precisione a basso costo, nella scienza dei materiali e nei sistemi di "imaging". La tecnologia prende il nome dalle molteplici testine a getto d'inchiostro che eseguono il processo di stampa. Nel processo di stampa Multi Jet Fusion, la stampante depone uno strato di polvere di materiale sul piano di stampa. In seguito, una testina a getto d'inchiostro attraversa la polvere e deposita su di essa sia un agente di fusione che un agente di dettaglio. Un'unità di riscaldamento a infrarossi si sposta in seguito sullo strato di stampa. Col passaggio degli infrarossi, gli agenti reagiscono e attivano una fusione del layer con quello sottostante. Le aree dove è stato depositato l'agente di dettaglio rimangono sotto forma di polvere, in quanto hanno solo funzione di generare i dettagli della geometria. Ciò elimina la necessità di usare supporti, poiché gli strati inferiori supportano quelli stampati sopra. HP afferma che una stampante Multi Jet Fusion differisce dalla maggior parte delle altre tecnologie di stampa 3D in quanto ogni nuovo strato di materiale e agente viene posizionato mentre lo strato precedente è ancora in fase di fusione. Ciò consente agli strati di fondersi completamente, offrendo dettagli più fini e caratteristiche migliori. Per completare il processo di stampa, l'intero letto di polvere - e le parti stampate in esso contenute - vengono spostati in una stazione di elaborazione separata. Qui, la maggior parte della polvere non fusa viene aspirata, consentendo di riutilizzarla. Torna all'Indice Stampa 3D a getto di materiale (Material Jetting) Il Material Jetting è un processo di stampa 3D in cui goccioline di materiale vengono depositate in modo controllato e polimerizzate su un piano di stampa. Solitamente si tratta di fotopolimeri o goccioline di cera che polimerizzano se esposte alla luce. Il processo consente di stampare materiali diversi nel singolo oggetto, aggiungendo anche colori e trame. Si tratta di un processo con buona finitura superficiale ed estetica, usato per produrre prototipi a colori e multimateriale. Caratteristiche principali: Tipi di tecnologia di stampa 3D: Material Jetting (MJ), Drop on Demand (DOD) Materiali: Resina fotopolimerica (standard, calcinabile, trasparente, alta temperatura) Precisione dimensionale: ±0,1 mm Applicazioni comuni: prototipi di prodotti a colori; prototipi simili a stampi a iniezione; stampi ad iniezione a bassa tiratura; modelli medici Punti di forza: Migliore finitura superficiale; Disponibile in quadricromia e multimateriale Punti di debolezza: fragile, non adatto per parti meccaniche; Costo superiore a SLA/DLP per scopi visivi Fanno parte di questo processo di stampa: > Material Jetting (MJ) > Drop On Demand (DOD) Material Jetting (MJ) Il Material Jetting (MJ) funziona in modo simile a una stampante a getto d'inchiostro standard. La differenza è che, invece di stampare un singolo strato di inchiostro, gli strati vengono costruiti l'uno sull'altro per creare un oggetto solido. La testina di stampa emette centinaia di minuscole goccioline di fotopolimero e quindi le polimerizza/solidifica utilizzando la luce ultravioletta (UV). Dopo che uno strato è stato depositato e polimerizzato, la piattaforma di costruzione viene abbassata e il processo viene ripetuto per costruire un oggetto 3D. Il Material Jetting si differenzia da altri tipi di tecnologia di stampa 3D che depositano, sinterizzano o polimerizzano il materiale di costruzione perché, invece di focalizzarsi su punti singoli dello strato, deposita e solidifica il materiale in modo omogeneo su tutto il layer. Il vantaggio della deposizione in linea è che si possono fabbricare più oggetti senza avere alcun impatto sulla tempistica di stampa. Gli oggetti realizzati tramite Material Jetting richiedono i supporti, che viene stampato simultaneamente durante la costruzione con un materiale solubile, di seguito rimosso durante la fase di post-produzione. Il Material Jetting è uno dei pochi tipi di tecnologia di stampa 3D a offrire oggetti realizzati con stampa multimateriale e full-color. Torna all'Indice Drop On Demand (DOD) Drop on Demand (DOD) è un tipo di tecnologia di stampa 3D che utilizza una coppia di getti d'inchiostro. Il primo deposita il materiale di stampa, che in genere è un materiale simile alla cera. Il secondo deposita un materiale di supporto solubile. Come in le altre tecnologie di stampa 3D, le stampanti DOD eseguono un percorso predeterminato per depositare materiale in modo puntuale. Le stampanti DOD utilizzano anche una sorta di raschietto, che sfiora il layer appena stampato e lo livella, garantendo una superficie perfettamente piana prima di iniziare lo strato successivo. Le stampanti DOD vengono solitamente utilizzate per creare modelli adatti per la fusione a cera persa, la microfusione e altre applicazioni di costruzione di stampi. Torna all'Indice Stampa 3D a getto di legante (Binder Getting) La stampa 3D a getto di legante è un processo di stampa 3D in cui un agente legante liquido lega aree definite di un letto di polvere. Il getto di legante è una tecnologia di stampa 3D simile a SLS, dove è previsto uno strato iniziale di polvere sulla piattaforma di stampa. A differenza dell'SLS però, il Binder Jetting sposta una testina di stampa sulla superficie della polvere, depositando goccioline di legante, che in genere hanno un diametro di 80 micron. Queste goccioline legano insieme le particelle di polvere, generando il layer dell'oggetto. Una volta che uno strato è stato stampato, il letto di polvere viene abbassato e un nuovo strato di polvere viene distribuito sul layer precedente. Questo processo viene ripetuto fino a formare l'oggetto completo. L'oggetto viene quindi lasciato nella polvere per indurire e acquisire le sue caratteristiche meccaniche. Successivamente, l'oggetto viene rimosso dal letto di polvere e l'eventuale polvere rimasta viene rimossa utilizzando aria compressa. Caratteristiche principali: Tipi di tecnologia di stampa 3D: getto di legante Materiali: Sabbia, polimero o polvere di metallo: Inossidabile/Bronzo, Sabbia; compositi Ceramica-Metallo Precisione dimensionale: ±0,2 mm (metallo) o ±0,3 mm (sabbia) Applicazioni comuni: parti metalliche funzionali; Modelli a colori; Colata in sabbia Punti di forza: basso costo; Grandi volumi di costruzione; Parti metalliche funzionali, riproduzione dei colori eccezionale, velocità di stampa elevate, flessibilità di progettazione senza supporto Punti deboli: Proprietà meccaniche non buone come la fusione a letto di polvere di metallo Fanno parte di questo processo di stampa: > Sand Binder Jetting > Metal Binder Jetting > Plastic Binder Jetting Sand Binder Jetting Il Sand Binder Jetting è un processo a basso costo usato per la produzione di parti da sabbia, ad esempio arenaria o gesso. Dopo la stampa, gli oggetti prodotti vengono rimossi dal volume di costruzione e puliti per rimuovere la sabia rimasta in superficie. Gli stampi sono in genere immediatamente pronti per la colata in metallo fuso. Dopo la colata, lo stampo viene rotto e il componente metallico finale viene rimosso. Il processo è abbastanza facile da integrare nei processi di produzione o fonderia esistenti. Inoltre permette di produrre geometrie grandi e complesse a costi relativamente bassi. Metal Binder Jetting Il Binder Jetting può essere utilizzato anche per la fabbricazione di oggetti metallici. La polvere di metallo viene legata utilizzando un agente legante polimerico. Il processo prevede, a seguito della fase di stampa, una fase di infiltrazione e di sinterizzazione dei pezzi realizzati, fondamentali per far raggiungere alle componenti le caratteristiche meccaniche desiderate. Se queste fasi non sono eseguite, una parte realizzata in metallo tramite Binder Jetting avrà scarse proprietà meccaniche. Il processo di infiltrazione funziona come segue: inizialmente, le particelle di polvere metallica vengono legate insieme utilizzando un agente legante per formare un oggetto in "green state". Una volta che gli oggetti sono completamente induriti, vengono rimossi dalla polvere e posti in una fornace, dove il legante viene bruciato. Ciò lascia l'oggetto a una densità di circa il 60%. Successivamente, viene fatta una infiltrazione di bronzo in modo da riempire i capillari aperti, ottenendo un oggetto con una densità di circa il 90% e una maggiore resistenza. Gli oggetti realizzati con Metal Binder Jetting hanno generalmente proprietà meccaniche inferiori rispetto alle parti metalliche realizzate con Powder Bed Fusion. Il processo di sinterizzazione può essere applicato laddove le parti metalliche siano realizzate senza infiltrazioni. Al termine della stampa, gli oggetti con in "green state" vengono inseriti in un forno per rimuovere il legante. Successivamente, vengono sinterizzati in una fornace ad un'alta densità di circa il 97%. Tuttavia, il ritiro non uniforme può essere un problema durante la sinterizzazione e dovrebbe essere tenuto in considerazione in fase di progettazione. Torna all'Indice Plastic Binder Jetting Il Plastoc Binder Jetting è molto simile ai sistemi visti in precedenza. Si tratta di polvere di plastica su cui agisce un legante liquido. Una volta stampate, le parti in plastica vengono rimosse dal loro letto di polvere e spesso possono essere utilizzate senza ulteriori lavorazioni, ma possono essere riempite con un altro materiale, polimerizzate, lucidate o verniciate. Non richiedono una fase di sinterizzazione in forno, come con il metallo. Il getto di legante con polimeri, come con i metalli, presenta una gamma di vantaggi unici rispetto allo stampaggio a iniezione e ad altre tecnologie di stampa 3D di polimeri. Torna all'Indice Stampa 3D a energia diretta (Direct Energy Deposition) La stampa 3D a energia diretta è un processo di stampa 3D dove il materiale viene depositato e contemporaneamente fuso da una potente energia termica. La fonte di energia in questione è solitamente un raggio di elettroni, un laser o un plasma. Il materiale viene fornito sotto forma di filo o polvere. Questa tecnologia può essere usata strato su strato, per realizzare nuovi oggetti, ma può anche essere utilizzata per riparare componenti. Per questo motivo, la Direct Energy Deposition viene spesso utilizzata più per la riparazione che per oggetti completamente nuovi. Quando il materiale utilizzato in questo metodo di stampa è in polvere, la polvere viene spruzzata insieme a un gas inerte per ridurre o eliminare la possibilità di ossidazione. C'è anche la possibilità di utilizzare più polveri per mescolare i materiali e ottenere risultati diversi. Il problema più grande con questo metodo di stampa è che non tutto il materiale viene utilizzato durante il processo. Inevitabilmente, ci sarà della polvere che svolazza al di fuori dell'area interessata e non si scioglie. Un altro aspetto negativo della DED è che le parti prodotte in questo modo spesso richiedono una discreta quantità di post-elaborazione. Caratteristiche principali: Tipi di tecnologia di stampa 3D: Laser Engineered Net Shaping (LENS); Produzione additiva di fasci di elettroni (EBAM); Spray freddo Materiali: metalli, in filo e in polvere Precisione dimensionale: ±0,1 mm Applicazioni comuni: riparazione di componenti automobilistici/aerospaziali di fascia alta, prototipi funzionali e parti finali Punti di forza: Strutture di supporto raramente richieste; miscelazione di metalli; capacità di lavorare in 3 dimensioni Punti deboli: una scarsa finitura superficiale richiede una post-elaborazione; costoso Fanno parte di questo processo di stampa: > Electron Beam Additive Manufacturing (EBAM) > Laser Engineered Net Shaping (LENS) > Cold Spray Electron Beam Additive Manufacturing (EBAM) Si utilizza un raggio di elettroni come fonte di energia su di polvere o filamento. L'EBAM viene spesso eseguito sotto vuoto, riducendo la possibilità che venga contaminato il prodotto finale. Gli strati vengono costruiti uno alla volta, con il fascio di elettroni che crea una vasca di fusione e aggiunge il materiale dove richiesto. I metalli comunemente usati con questa procedura includono leghe di rame, titanio, cobalto e nichel, ma vengono utilizzati anche titanio e altro. Per la maggior parte dei casi, il titanio è il materiale più utilizzato con questo metodo di stampa. Torna all'Indice Laser Engineered Net Shaping (LENS) La stampa 3D di LENS avviene all'interno di una camera ermeticamente sigillata, poiché una polvere di metallo viene alimentata attraverso uno o più ugelli e fusa in modo specifico tramite un potente laser. Un oggetto viene quindi costruito strato dopo strato mentre l'ugello e il laser si muovono, a volte anche su più assi. Per questo motivo, un gas inerte (di solito argon) viene usato nella camera di stampa per ridurre quantità di ossigeno e umidità al suo interno. I metalli comunemente usati in questo processo includono titanio, acciaio inossidabile, alluminio e rame. Questo metodo di stampa viene spesso utilizzato per riparare componenti aerospaziali e automobilistici di fascia alta, come le pale dei motori a reazione, ma può anche essere utilizzato per produrre componenti interi. Spesso, la finitura superficiale delle parti completate non è particolarmente impressionante, quindi è necessario un certo grado di finitura post-produzione per fornire un componente completato. Torna all'Indice Cold Spray Nel Cold Spray, invece di utilizzare una fonte di energia esterna come un raggio di elettroni o un laser, il sistema funziona solo in base alla velocità delle molecole di metallo. Si tratta di una tecnologia di produzione che spruzza polveri metalliche a velocità supersoniche per legarle senza fonderle, il che non produce quasi alcuno stress termico. Dall'inizio degli anni 2000 è utilizzato come processo di rivestimento, ma più recentemente diverse aziende lo hanno adattato per la produzione additiva per stratificare il metallo a una velocità da circa 50 a 100 volte superiore rispetto alle tipiche stampanti 3D in metallo. Potrebbe non sorprendere che questo metodo di stampa 3D non produce stampe di grande qualità superficiale o dettaglio. D'altro lato, la tecnologia non ha bisogno di metallo in polvere di alta qualità per funzionare, e non c'è bisogno di usare gas o camere a vuoto. Spesso è prevista una finitura a CNC, che a volte viene integrata nella macchina stessa. Torna all'Indice Stampa 3D a laminazione La stampa 3D a laminazione è una forma di stampa 3D che prevede il posizionamento di fogli di materiale molto sottili uno sopra l'altro, che vengono tagliati uno alla volta per produrre un oggetto 3D. Gli strati di materiale possono essere fusi insieme utilizzando calore o leganti in base al materiale laminato usato: carta, polimeri e metalli. Questa tecnologia è una delle meno accurate. Le parti prodotte con questo metodo richiedono molte rifiniture di post-produzione. Sostanzialmente, i laminati sono tagliati tramite taglierine laser o CNC mentre la stampa avanza. Il sistema porta inevitabilmente a più sprechi rispetto ad altre tecnologie di stampa 3D. Viene usata per produrre prototipi economici e non funzionali a una velocità relativamente elevata o per produrre articoli compositi, poiché i materiali utilizzati possono essere scambiati durante il processo di stampa. Va sottolineato che gli oggetti prodotti in questo modo non sono abbastanza resistenti per fungere da componenti funzionali. Caratteristiche tecniche: Tipi di tecnologia di stampa 3D: Laminated Object Manufacturing (LOM), Ultrasonic Consolidation (UC) Materiali: carta, polimero e metallo in fogli Precisione dimensionale: ±0,1 mm Applicazioni comuni: prototipi non funzionali, stampe multicolori, stampi per colata Punti di forza: basso costo; produzione rapida possibile; stampe composite Punti deboli: bassa precisione; più rifiuti; molto lavoro di post-produzione richiesto per le parti Fanno parte di questo processo di stampa: > Laminated Object Manufacturing (LOM) > Ultrasonic Consolidation (UC) Laminated Object Manufacturing (LOM) La tecnologia LOM è la forma più comune di stampa 3D con laminazione a fogli. Molto apprezzata per i risultati estetici e il relativo basso costo dei materiali di consumo, la tecnica per laminazione produce oggetti incollando strato su strato il materiale impiegato, tra i quali il più utilizzato è la carta. Si otterrà quindi una risma di fogli con una sequenza ben definita, ognuno dei quali sarà tagliato secondo la forma che dovrà avere lo strato e incollati uno sopra l’altro. I fogli possono anche essere colorati proprio come accade con le macchine Inkjet. Avremo così un oggetto che potrà essere caratterizzato da infinite colorazioni, rinunciando però alle capacità meccaniche. Materiali utilizzati comunemente sono anche film plastici e lamiere metalliche. La quantità di colla applicata durante questo processo di stampa può variare e il sistema di taglio lavora mentre la stampa procede, tagliando una sezione trasversale 2D dell'oggetto 3D finale. Questo metodo di stampa presenta alcuni vantaggi, con stampe rapide e convenienti da produrre, soprattutto sulle grandi dimensioni. Torna all'Indice Ultrasonic Consolidation (UC) Ultrasonic Consolidation (UC) è un modo per stampare in 3D oggetti metallici. A volte lo vedrai indicato come Ultrasonic Additive Manufacturing (UAM). Questo metodo di stampa 3D utilizza vibrazioni e pressioni ultrasoniche per fondere sottili fogli di metallo a bassa temperatura. A causa delle basse temperature usate, le lamiere non vengono fuse insieme ma semplicemente legate insieme a causa della rottura degli ossidi sulla superficie dei metalli. Questo metodo produce poco calore e può legare insieme diversi tipi di metallo, producendo parti multimateriale senza che i metalli si mescolino. Come con altri metodi di stampa della laminazione del foglio, è necessario un sistema di taglio per tagliare la sezione trasversale 2D e, solitamente, una macchina CNC è il metodo più comunemente utilizzato. A causa del processo di taglio, con questo metodo si ottengono più scarti. Spesso è richiesta una finitura in post-produzione. Torna all'Indice
  8. Questa guida di regolazione step/mm e calibrazione assi X Y Z è ideale per chi possiede una stampante 3D FDM cartesiana. Una calibrazione step/mm fatta male può causare diversi problemi: primo tra tutti, una mancanza di accuratezza dimensionale nei pezzi realizzati. In una precedente guida ti ho spiegato come calibrare perfettamente il flusso di estrusione della tua stampante, guidandoti in un setting che ti permette di estrudere esattamente la quantità di materiale impostata dallo slicer. Oggi invece vedremo un'altra regolazione altrettanto importante: la calibrazione degli assi X Y Z e la conseguente regolazione step/mm della tua stampante 3D. In questa guida: > Regolazione step/mm: brevemente, in cosa consiste > Passo 1: Controllare il valore step/mm nel firmware > Passo 2: Stampa del cubo di prova > Passo 3: Calcolo dei valori step/mm corretti > Passo 4: Correggere il valore E-step nel firmware > Regolazione step/mm - Conclusione Regolazione step/mm: brevemente, in cosa consiste Come probabilmente già saprai, la stampante 3D muove il blocco estrusore secondo coordinate espresse nel file gcode. I movimenti si articolano negli assi X, Y e Z attraverso la meccanica, grazie alla spinta dei motori stepper. In questa configurazione, è quindi necessario verificare che i movimenti richiesti dal software siano esattamente quelli eseguiti dai motori stepper della tua macchina. Come fare? Molto semplicemente, andremo a verificare insieme se un modello 3D che hai stampato ha le stesse dimensioni del modello digitale. Passo 1 – Controllare il valore step/mm nel firmware Prima di tutto dovrai verificare quali sono i valori di step/mm contenuti nel firmware, ossia i moltiplicatori che comunicano alla stampante quanti ‘step’ far fare ad un motore per uno spostamento di un millimetro. Per fare questo controllo abbiamo più possibilità: collegare la stampante 3D al pc e verificare con Repetier Host i valori alla stringa M92; direttamente dallo schermo LCD della stampante se supporta questa funzione. Fatto? Nel mio caso, i valori corrispondono a X80.00, Y80.00 e Z400.00. Passo 2 – Stampa del cubo di prova Ora che consoci i valori impostati nel comando M92, dobbiamo verificare cosa implicano nel mondo fisico. Per farlo dobbiamo stampare un cubo di prova con dimensioni di 20x20x20 millimetri. Questo ti servirà a capire di quanto le dimensioni fisiche dell’oggetto stampato si discostano dalle misure del modello digitale. Per comodità, puoi scaricare un cubetto che ho già preparato per te qui: Come puoi notare, il cubo che ti metto a disposizione riporta sulle sue facce le diciture dei tre assi cartesiani X, Y e Z. Questo può esserti di molto aiuto: se stampi il cubo allineando le facce con gli assi della tua stampante 3D, saprai esattamente quale faccia è stata stampata su quale asse. Potrà sembrarti banale, ma in tanti si sbagliano invertendo tra di loro gli assi... calibrano l'asse X nei parametri dell'asse Y e viceversa 😵 Di conseguenza, se usi il mio cubetto e fai attenzione, eviterai sicuramente di cadere in errori banali! Passo 3 – Calcolo dei valori step/mm corretti Una volta stampato il cubetto puoi procedere con le misurazioni: utilizza un calibro digitale con una precisione di almeno due decimali, iniziando da quella corrispondente all’asse X. Usare uno strumento di misura di qualità è un'accortezza fondamentale. Se usi un calibro di bassa qualità, le tue misurazioni non saranno mai precise a sufficienza per garantirti una buona regolazione step/mm. Se ancora non ce l'hai questa potrebbe essere una buona occasione per acquistare un calibro digitale. Non credo che te ne pentirai, è uno strumento versatile che torna utile anche nelle misurazioni delle parti cave. E' uno strumento fondamentale per noi che stampiamo in 3D! Vedi offerta su Amazon Nella misurazione è bene prendere come riferimento la parte centrale del cubo, rimanendo lontani dalla base e dagli spigoli. Infatti, non è raro che in questi punti ci siano imperfezioni, le quali potrebbero farti prendere misure poco corrette. A volte, capita che la base del modello sia leggermente più larga a causa dello schiacciamento dell’ugello sul piano, mentre negli spigoli, essendo soggetti al cambio di direzione durante la stampa, potrebbe esserci maggiore deposito di materiale. Hai eseguito la tua misura? Il valore di X nel mio caso è pari a 20.15 millimetri. A seguito della tua misurazione puoi procedere ad applicare la formula seguente: Sostanzialmente, quello che stai facendo è trovare il nuovo valore moltiplicatore da salvare nel firmware della tua stampante 3D. Allo stesso modo puoi calcolare i valori degli assi Y e Z, ovvero misurando il corrispondente lato del cubo e applicando la formula. Passo 4 – Correggere il valore E-step nel firmware Il mio valore di regolazione step/mm per l’asse X è pari a 79.40. Ottenuti i tre valori puoi finalmente sostituirli a quelli di default della macchina. Anche in questo caso hai due possibilità: inviare da Repetier Host il comando con i nuovi valori step/mm (es: ‘M92 X79.40 Y80.25 Z400.32’ poi ‘M500’ per salvare); cambiare i valori dallo schermo LCD della stampante 3D se il firmware te lo consente. Regolazione step/mm stampante 3D- Conclusione Complimenti, hai appena concluso la calibrazione degli assi X Y Z della tua stampante 3D, aggiornando la regolazione step/mm! Per fare un'ulteriore prova puoi stampare nuovamente il cubo 20x20x20 mm e verificare che, questa volta, le misure siano effettivamente corrette. Se così non fosse, forse la tua stampante 3D è soggetta a qualche altro problema. Di seguito ti lascio i link ad altre mie utili guide, spero davvero che ti siano utili!
  9. Le 10 migliori stampanti 3D economiche del 2022, selezionate in una sola guida! Stampanti 3D FDM e a resina: consulta la guida all'acquisto per trovare la migliore stampante 3D per le tue realizzazioni. Hai dubbi sul tuo acquisto? Leggi i consigli che ho raccolto in fondo a questa guida, ti aiuteranno a capire quale stampante 3D risponde meglio alle tue esigenze. In questa guida: > Introduzione > Creality Ender 3 > Voxelab 3D Aquila > FLSUN Q5 > Geeetech Prusa I3 Pro B > ELEGOO Mars 2 > Creality Cr-10 V2 > Anycubic Vyper > Anycubic Photon Mono X > Elegoo Mars 3 > Longer LK5 > Elegoo Saturn > Aggiornamenti alla guida > Quale stampante è meglio per te? Introduzione La stampa 3D non è mai stata così economica come nel 2022. Dico per davvero, il costo delle stampanti 3D è stato abbattuto nel corso degli anni, rendendo queste macchine estremamente accessibili a chiunque. Per aiutarti nella tua ricerca all’affare, in questo articolo ho selezionato per te le 10 migliori stampanti 3D economiche del 2022. Si tratta di stampanti 3D semplici nella loro fattura quanto semplici da usare, capaci di dare grandi soddisfazioni anche agli utenti più esigenti. Nella lista trovi sia stampanti 3D a filamento (FDM) sia stampanti 3D a resina. Sei pronto a scoprirle? Allora scalda gli estrusori e preparati a essere tentato dalle 10 migliori stampanti 3D economiche disponibili sul mercato! Creality Ender 3 Un modello conosciutissimo e probabilmente il più venduto nella storia della stampa 3D desktop. Costi ridotti, semplicità e versatilità: la Ender 3 è la stampante 3D economica per eccellenza. Questo modello ha visto numerosi aggiornamenti. Quello in vendita oggi prevede la funzione di ripresa della stampa a seguito di interruzioni accidentali della corrente. Le componenti dell’estrusore sono state aggiornate così da limitare i problemi di ostruzione che si sono riscontrati in alcune delle versioni precedenti. Il volume di stampa è generoso - 220x220x250 mm - e il piatto di stampa è riscaldato così da permettere la migliore adesione possibile. Un evergreen al costo di circa € 200. VEDI OFFERTA Voxelab 3D Aquila Con un volume di stampa pari a 220x220x250 mm, la Voxelab Aquila riprende le migliori caratteristiche della Ender 3 mischiandole con quelle di altri modelli, dando come risultato una macchina curata sotto ogni punto di vista. Il corpo della stampante è interamente in metallo, l’alimentatore è nascosto all’interno della struttura così da renderla più sicura anche nel montaggio. L’interfaccia utente è perfezionata e gestibile dallo schermo LCD posto frontalmente. Tutte le funzioni principali sono a portata di un click. Le componenti sono silenziose, è dotata di sistema di ripresa della stampa e il piatto di stampa garantisce ottima adesione. VEDI OFFERTA FLSUN Q5 Se stai cercando qualcosa di diverso, la FLSUN Q5 è una macchina che rappresenta ancora una novità del 2022. Sarà anche una novità, ma è anche una delle macchine più apprezzate ultimamente. Sarà per la sua meccanica di tipo delta o per le velocità che riesce a raggiungere, la Q5 viaggia tra i 60 e 150 mm/s. Il livellamento del piano di stampa è automatico e il volume di stampa ha dimensioni di 200x200 mm. Presenta uno schermo touchscreen nella parte frontale tramite il quale si accede ai comandi di base. Il kit è piacevole da montare e, lascia che te lo dica, vederla in movimento è veramente piacevole. Il costo? 269 €, veramente ridotto! VEDI OFFERTA Geeetech Prusa I3 Pro B Al pari della Ender 3, un pilastro della stampa 3D. Geeetech realizza da sempre alcuni dei modelli più conosciuti ed economici. Tra questi, il modello Prusa I3 Pro B spicca per longevità e quantità di vendite. Costa solo 169 €. Una caratteristica che la distingue dalle altre concorrenti è che è rimasta una delle poche ad essere venduta in kit da assemblare. E questo è il motivo per cui il costo è così ridotto. Si tratta di una macchina adatta a chi fa i primi passi nella stampa 3D e, soprattutto, a chi piace mettere mano alle componenti per modificarle e migliorarle. Con un volume di stampa pari a 200x200x180 mm e una risoluzione di 0.1-0.3 mm, è una stampante 3D economica in grado di soddisfare i più. In più, è dotata di un piatto riscaldato e temperatura massima dell’estrusore di 240°. VEDI OFFERTA ELEGOO Mars 2 Parlando di stampanti 3D si rischia spesso di focalizzarsi solamente sulle macchine a filamento FDM. Eppure sono gli utilizzatori di stampanti 3D a resina ed è giusto non dimenticare che anche in questa categoria esistono delle stampanti 3D estremamente economiche. In questo caso ti segnalo la ELEGOO Mars 2, una stampante 3D che utilizza delle resine sensibili ai raggi UV per realizzare modelli precisi e complessi. Spesso in offerta lampo a 195 €, il prezzo solitamente oscilla tra i 230 e i 245 €. Si tratta di una stampante 3D LCD veramente economica e con un volume di stampa di 129x80x160 mm. La precisione sull’asse Z arriva a 0,00125 mm e lo spessore dei layer può variare da 0.01 a 0.2 mm. Il software consigliato per ‘utilizzo è Chitubox, un software slicer gratuito e utilizzato ormai da tanti anni nell’ambito della stampa 3D a resina. Lo schermo LCD che polimerizza la resina è uno schermo ad alta definizione 2K con sorgente LED COB UV, mentre la struttura della macchina è in alluminio lavorato CNC. VEDI OFFERTA Creality CR-10 V2 La Creality CR-10 V2 deriva dal noto modello CR-10. Una stampante dotata di un volume di stampa molto accomodante da 300 x 300 x 400 mm, migliorata tramite l'implementazione delle barre oblique che limitano le oscillazioni nelle stampe che si sviluppano in altezza. In questa versione la trovi a 480 €, dotata di sensore di presenza filo, estrusore interamente in metallo, scheda madre rinnovata, nuovo firmware, nuovo sistema di raffreddamento dell'hot-end. VEDI OFFERTA Anycubic Vyper Se cerchi una stampante 3D tecnologicamente avanzata, la Anycubic Vyper è quello che fa per te. Dotata di livellamento automatico del piatto, ti aiuta nel realizzare i migliori modelli con grande precisione. Il volume di stampa misura 245 x 260 x 260 mm, una dimensione non molto importate ma in linea con gli standard di mercato. L'estrusore a doppio ingranaggio si dice essere preciso e funzionare, mentre il touchscreen a colori aiuta nell'uso della macchina e nell'impostazione dei settaggi. Il costo di 459 € giustifica la qualità delle componenti. VEDI OFFERTA Anycubic Photon Mono X Al costo di € 699 è una stampante 3D a resina di ottima qualità. La Anycubic Photon Mono X incorpora uno schermo LCD UV da 8,9'' con risoluzione 4K. Il volume di stampa è di 192 x 120 x 250 mm, favorisce la realizzazione di pezzi abbastanza voluminosi con buona qualità di stampa. L'asse Z a doppia guida lineare migliora la stabilità e la precisione, mentre il piatto in alluminio spazzolato garantisce una buona tenuta dei pezzi durante la stampa. VEDI OFFERTA Elegoo Mars 3 Elegoo Mars 3 è una stampante 3D a resina dotata di ottime caratteristiche, disponibile oggi a 365 €. Mars 3 è la sesta versione della popolare stampante economica di Elegoo. Oltre ad essere probabilmente la più elegante, la stampante offre anche alcuni vantaggi in termini di prestazioni. Vantaggi come il volume di stampa sorprendentemente grande - 143 x 90 x 165 mm - per una "piccola" stampante 3D in resina - e l'LCD 4K che consente di stampare con una risoluzione ultra fine di 35 micron per voxel nella X/Y- assi. VEDI OFFERTA Longer LK5 Una soluzione preassemblata, ideale per chi vuole mettersi subito a stampare. Il modello Longer LK5 presenta dimensioni di stampa notevoli, 300 x 300 x 400 mm. Al costo di circa € 379 avrai tra le mani una stampante silenziosa e dotata di tutte le funzioni fondamentali. Il piatto di stampa presenta una superficie microporosa che assicura una buona tenuta anche dei pezzi più grandi. VEDI OFFERTA ELEGOO Saturn Al costo di € 550, si tratta di una stampante MSLA con volume di stampa da 192 x 120 x 200 mm. Schermo 4K con risoluzione di 3440x2400 pixel da 8.9 pollici a visualizzazione monocromatica, risoluzione xy di 5um, tempo di stampa pari a circa 1,5-2s per layer. La sorgente luminosa promette stampe veloci e precise. Elegoo fornisce assistenza di 1 anno su tutte le componenti della macchina: LCD 4K, pellicola FEP e kit di strumenti inclusi. I pezzi sono spediti da magazzini europei per garantire velocità nella fornitura dei pezzi. VEDI OFFERTA Aggiornamenti alla lista Questo articolo viene aggiornato continuamente, così da proporti i migliori prodotti al miglior prezzo. Inoltre, essendo il mondo della stampa 3D in continua evoluzione, nuovi prodotti entrano sul mercato migliorando gli standard delle macchine. Ogni volta che ci imbattiamo in una stampante 3D che merita di essere conosciuta e che presenta caratteristiche interessanti, la inseriamo in questo articolo. Questo articolo è una selezione delle 10 migliori stampanti 3D sul mercato. Solo perché una stampante esce da questo elenco non significa che sia un pessimo acquisto. Semplicemente, i prodotti cambiano e i più nuovi solitamente riscuotono maggiore interesse. Solitamente, i nuovi prodotti sono anche migliori dal punto di vista tecnologico. Nostra premura è quella di selezionare prodotti che, per davvero, hanno caratteristiche interessanti per chi è alla ricerca di una stampante 3D da acquistare. Tieni in considerazione che non ci è possibile provare tutti i prodotti presenti nella lista. Quale stampante è meglio per te? Se sei indeciso e non sai quale direzione prendere nel tuo acquisto, rischierai di acquistare un prodotto che non risponde alle tue esigenze. Per aiutarti ho riassunto per te una serie di consigli che sono sempre validi per chi è alla ricerca di una stampante 3D. Dopotutto è vero, è facile perdersi tra la grande quantità di prodotti disponibili sul mercato. Stampanti 3D per principianti Molte stampanti sono definite per principianti, ma spesso presentano dei limiti di utilizzo. Se ti stai avvicinando al tuo primo acquisto e non hai mai stampato prima, ti consiglio di definire un budget che ritieni di poter spendere. In base al budget, potrai effettuare la scelta che meglio si presta alla tua preparazione e a quello che dovrai stampare. Se vuoi qualche dritta per il tuo primo acquisto, leggi la mia guida alle 3 migliori stampanti 3D per principianti, sarà molto utile per farti un'idea della direzione da prendere. Seguendo la mia guida risparmierai un po' di soldi e tempo. Inoltre, avrai l'opportunità di imparare sperimentando con una macchina economica. E per qualsiasi necessità, non dimenticare che la nostra community è pronta ad aiutarti a risolvere qualsiasi problema. Se acquisti una stampante economica, acquista un prodotto conosciuto Mentre la qualità generale delle stampanti 3D economiche è notevolmente migliorata negli ultimi anni, a volte il livello di controllo della qualità delle componenti può essere carente. I produttori con basi di utenti più grandi (come Creality e Anycubic) si stanno adattando per soddisfare le richieste dei loro nuovi fan, includendo anche un migliore supporto clienti. Se hai intenzione di acquistare una stampante 3D economica, ti consiglio di andare su uno dei modelli più venduti. In questo modo sarai certo di trovare consigli online per risolvere qualsiasi problema. Inoltre, potrai facilmente recuperare pezzi di ricambio a basso costo. Sappi esattamente cosa vuoi stampare Prima di procedere col tuo acquisto, assicurati di avere le idee chiare su cosa vorrai stampare. Questo definisce se la tua stampante 3D deve essere a filo o a resina, oppure se il piatto di stampa deve avere grandi dimensioni. Le caratteristiche definiscono il costo della stampante 3D e i costi vivi che dovrai sostenere per mantenerla (materiali, manutenzione, ecc). Quando hai le idee chiare, acquista la stampante che più ti aiuta nel raggiungere i tuoi obiettivi La stragrande maggioranza delle stampanti 3D desktop sono macchine di stampa a deposizione fusa a estrusione singola, ovvero potrai stampare un singolo materiale attraverso un singolo ugello. Abbastanza versatili per un ampio numero di applicazioni grazie alla compatibilità dei materiali, si tratta di una soluzione predefinita sicura con cui iniziare. Ma se sai che devi stampare oggetti con geometrie impegnative, è probabile che una stampante a doppia estrusione renderebbe la tua stampa molto più semplice. Allo stesso modo, gli oggetti che devono essere realizzati con più materiali potrai ottenerli solo con una macchina a doppio ugello. Per miniature ad alto dettaglio, una stampante in resina sarà la strada da percorrere. Sostanzialmente, prima di acquistare la stampante 3D assicurati di conoscere le tecnologie e i materiali, risparmierai soldi e tempo.
  10. Cerchi un filamento PETG adatto alle tue esigenze e al tuo budget? In questa guida trovi una panoramica dei filamenti PETG disponibili sul mercato, dalle marche migliori ai marchi più economici. Il PETG si è guadagnato molte attenzioni nell'ambito dei materiali di stampa 3D negli ultimi anni. Essendo un materiale facile da stampare, sicuro per gli alimenti, durevole e conveniente, ha in gran parte sostituito l'ABS come il secondo filamento più popolare, restando secondo soltanto al PLA. Grazie alla sua elevata resistenza meccanica, resistenza agli urti e resistenza alla temperatura rispetto al PLA, il PETG viene spesso utilizzato per la realizzazione di componenti in modo continuativo e flessibile senza rinunciare alle specifiche tecniche. Se hai deciso di stampare PETG con la tua stampante 3D, ora dovrai scegliere quale utilizzare. Con una gamma infinita di bobine disponibili, è scuramente molto complicato trovare i materiali migliori e convenienti. In questa guida all'acquisto ho selezionato i PETG più popolari oggi sul mercato, elencando i più utilizzati dalla community e i più promettenti. Non dovrai fare altro che scegliere il tuo fornitore preferito, identificando il materiale più affidabile e facile da stampare secondo le tue esigenze. Questa guida ha obiettivo di aiutarti a semplificare la tua scelta a un elenco dei migliori marchi di PETG, permettendoti di scegliere al meglio e in modo informato. Tutti i materiali che trovi nella lista sono stati valutati in base al prezzo, alla varietà di colori disponibili e alla qualità del materiale. L'ordine della lista è casuale. La lista è lunga e ben argomentata. Non ti resta che continuare a leggere e selezionare il tuo filamento PETG preferito! In questa guida: > eSUN PETG > Amazon Basics PETG > Sunlu PETG > Eryone PETG > Polymaker PolyLite PETG > Polymaker PolyMax PETG > PETG speciali, le varianti più ricercate > Taulman T-Glase PETT > Ultimaker CPE > Le guide ai materiali eSUN PETG eSUN è probabilmente la regina dei marchi più convenienti ed economici, ma non tralascia l'attenzione alla qualità. eSUN PETG è un materiale generalista, ideale per stampare tutti i giorni, che non ha preteste a livello di caratteristiche meccaniche ma che allo stesso tempo assicura una resa estetica molto buona. Facendo leva sulla notorietà dei suoi materiali, primo tra tutti eSUN PLA Plus, eSUN garantisce l'acquisto a costi ridotti e alle migliori condizioni. Venduto in bobine da 1 Kg a circa € 23, il produttore garantisce buone qualità meccaniche. Per ottenerle, il mio consiglio è quello di partire utilizzando di parametri di stampa consigliati: temperatura estrusore 240 °C, temperatura piato 75-90°C, velocità della ventola 50-100%, velocità di stampa 40-100 mm/s. Vedi offerta su Amazon Amazon Basics PETG Ormai lo sai, io sono un grande fan dei filamenti Amazon, commercializzati tramite il marchio Amazon Basics. Mi piacciono molto perché hanno un rapporto qualità-prezzo molto competitivo e in aggiunta la spedizione in 1 giorno è sempre comodissima se sei abbonato ad Amazon Prime. I prodotti Amazon Basics, a differenza di tutti gli altri, vanteranno sempre di questa particolare comodità, oltre ad essere disponibili in modo continuativo con caratteristiche fisiche costanti nel tempo. Acquistando questo PETG non rischierai ma di restare senza! L'etichetta riportata sulla bobina fornisce i parametri di stampa di base, utili per avviare una stampa veloce e trovare successivamente i parametri ottimali per la tua stampante 3D. Disponibile in bobine da 1 Kg e in una grande varietà di colori, il costo è di circa € 21. Un ottimo prezzo se ci pensi. Vedi offerta su Amazon SUNLU PETG SUNLU è uno dei marchi più amati per ovvi motivi: materiali economici, colori e finiture ottimi, costi bassi. Basti pensare al successo che ha avuto il SUNLU PLA+, uno dei materiali più recensiti su Amazon, per capire di cosa stiamo parlando. SUNLU mette a disposizione un catalogo molto ampio anche nell'ambito del PETG, dimostrando anche questa volta la capacità di fare ottima concorrenza anche alle migliori marche. SUNLU PETG è venduto in bobine da 1 Kg e con diametro standard da 1.75 mm. L'accuratezza dimensionale dichiarata dal produttore è di ± 0,02 mm, veramente notevole e migliore della media a mercato. Ti lascio qualche consiglio per la stampa: temperatura dell'estrusore 235°C - 245°C, temperatura del piatto 65°C - 80°C, ventola spenta o al 50%. Vedi offerta su Amazon Eryone PETG I materiali Eryone sono probabilmente tra i più noti degli ultimi anni. Si sono guadagnati una buona fetta di mercato grazie a un ottimo rapporto qualità-prezzo, assicurando ottime stampe e buoni risultati. Posso affermare con certezza che il PETG Eryone è sicuramente uno dei più utilizzati e apprezzati tra i consumatori. La bobina da 1 Kg costa circa € 26, a volta la si trova in sconto del 10%. La tolleranza dimensionale è di ± 0,03 mm e si attesta alla media dei filamenti disponibili a questo prezzo. La varietà di colori disponibili non è ampissima, ma sufficiente a coprire la maggior parte delle richieste. Sulla Ender 3 si stampa bene a 235 °C di estrusione e piatto a 60-65 °C. Vedi offerta su Amazon Polymaker PolyLite PETG Uno dei produttori di materiali più rinomati, Polymaker è conosciuta perché commercializza materiali idonei a lavorazioni specifiche. In queste righe però ci focalizziamo su PolyLite, il suo materiale di consumo più versatile. Utilizzabile per una grande varietà di applicazioni, la qualità in questo caso fa la maggiore. Il materiale ha una tolleranza standard di ±0,05 mm e ha un prezzo di circa € 29 per una bobina da 1 Kg, salendo leggermente di prezzo per i colori più particolari. Si tratta di un materiale standard di alta qualità, confezionato alla perfezione e con una comoda etichetta che ti mostra quanto materiale è rimasto nella bobina. Vedi offerta su Amazon Polymaker PolyMax PETG Polymaker PolyMax è un altro materiale che non può restare fuori da questa lista di materiali consigliati. PolyMax è un materiale di alta qualità idoneo per applicazioni specifiche, anche se mantiene la flessibilità e la facilità di stampa della versione generalista PolyLite. PolyMax viene realizzato tramite una tecnologia di "nano-rinforzo" che permette di ottenere un prodotto di qualità superiore, con proprietà meccaniche e qualità di stampa sopra la media. PolyMax ha una tolleranza media di ±0,05 mm e ha un costo che balla tra i 40 e i 60 € per 750 grammi di filamento. Vedi offerta su Amazon PETG speciali, le varianti più ricercate Il PETG è un materiale molto utilizzato a livello industriale, al punto da essere prodotto anche in varianti del materiale stesso così da renderlo ideale a utilizzi specifici. Dobbiamo sempre ricordare infatti che il PETG è deriva dal polietilene tereftalato, più comunemente noto come PET, materiale usatissimo per realizzare bottiglie d'acqua e altre plastiche monouso. Quelle che seguono sono alcune delle varianti che fanno parte della famiglia del PET, ma che presentano caratteristiche molto particolari. Dai un'occhiata, magari trovi il filamento ideale per i tuoi modelli. Taulman T-Glase PETT Il PETT, o polietilene cotrimetilene tereftalato, è un materiale leggermente più rigido del PETG. Se sei alla ricerca di maggiori resistenze potrebbe valere la pena tenerlo in considerazione. Il PETT non è un materiale comune nella stampa 3D, ma è stato reso popolare da Taulman T-Glase per la sua impressionante trasparenza dopo la stampa. Come il PET e il PETG, è un materiale che, quantomeno sulla carta, potrebbe stare a contatto con gli alimenti. Il mio consiglio però è quello di non usare mai i pezzi stampati in 3D per usi alimentari. Su questo tema scriverò una guida dedicata. Vedi offerta su Amazon Ultimaker CPE Un materiale similissimo al PET sotto tutti i punti di vista, alcuni marchi preferiscono questa sigla per i propri prodotti. Tra questi Fillamentum e Ultimaker, che propongono CPE ad alte prestazioni. Vedi offerta su Amazon Le guide ai materiali Se sei ancora indeciso e pensi che il PETG non sia il materiale che stai cercando, puoi leggere le altre mie guide ai materiali per la stampa 3D. Di seguito trovi quella sul PLA, il materiale più semplice da stampare in assoluto. Se invece sei alla ricerca di qualche affare, puoi leggere la mia guida ai 5 materiali più economici per la stampa 3D. Buona lettura!
  11. Cerchi un filamento PLA adatto alle tue esigenze e al tuo budget? In questa guida trovi una panoramica dei filamenti PLA disponibili sul mercato, dalle marche migliori ai marchi più economici. Il PLA è il materiale più utilizzato nella stampa 3D FDM. Si tratta di un materiale facile da usare, sicuro e conveniente. In più è dotato di caratteristiche fisico-meccaniche che soddisfano la maggior parte delle necessità. Il filamento PLA è infatti utilizzato in numerose applicazioni ed è disponibile in una vasta gamma di colori e compositi - dal PLA fluorescente al PLA legno, fino al PLA marmo, ormai si trova in tante versioni diverse. Con una così ampia varietà di PLA sul mercato, può essere difficile distinguere quelli realizzati da produttori affidabili e di alta qualità. Ammettiamolo, acquistare un filamento molto economico ma poi ritrovarti con risultati di stampa scadenti non è sicuramente il risultato che vuoi ottenere. D'altro lato, probabilmente non vuoi neanche acquistare il filamento più costoso quando uno più economico sarebbe altrettanto affidabile. In questa guida all'acquisto ti aiuto a semplificare la tua ricerca un elenco dei migliori produttori, dandoti la possibilità di acquistare il materiale che davvero più si avvicina alle tue esigenze. I materiali presenti in questa lista sono stati selezionati secondo tre fattori principali: prezzo, qualità e opinione generale della community. La lista è lunga e ben argomentata. Non ti resta che continuare a leggere e selezionare il tuo filamento PLA preferito! In questa guida: > SUNLU PLA+ > Eryone PLA > Amazon Basics PLA > FormFutura PLA > Proto Pasta PLA > EONO PLA > eSUN PLA > Smartfil PLA > Colorfabb PLA > Hatchbox PLA > Amolen PLA > Polymaker PLA > Basicfil PLA > Geeetech PLA > ICE Filaments PLA > Overture PLA > 5 filamenti più economici per la stampa 3D FDM SUNLU PLA+ Sunlu è un produttore di filamenti ampiamente noto per la grande varietà di materiali di qualità che offre a prezzi accessibili. Sunlu ha a catalogo il PLA standard in una serie di colori e varianti molto particolari, tra cui Silk, Marble e una speciale miscela PLA e PETG, chiamato SPLA. Le recensioni online parlano da sole, il Sunlu PLA è un materiale con prestazioni eccezionali, fornisce dettagli nitidi, ottima adesione al piatto di stampa, colori vivaci e deformazione minima o nulla. Tutti i filamenti di Sunlu sono ben confezionati in sacchetti sigillati sottovuoto e, al loro interno, sacchetti di essiccante per evitare l'umidità. Le bobine sono avvolte correttamente e in modo molto ordinato, assicurando stampe senza grovigli. I filamenti Sunlu PLA sono conformi a una tolleranza standard di ±0,02 mm e sono disponibili con un diametro di 1,75 mm. Le bobine sono vendute al peso di 1 kg ciascuna, acquistabili in bundle per un massimo di 5 kg di filamento. Vedi offerta su Amazon Eryone PLA Eryone è un produttore di stampanti 3D, accessori e miscele di filamenti molto popolari. Oltre a un vasto assortimento di colori, Eryone offre anche miscele più stravaganti come seta, marmo, traslucido o multicolor. Il filamento gode di grande popolarità su Amazon. Molti utenti ne elogiano le qualità, le sue caratteristiche e la sua finitura superficiale liscia. Questo mi fa pensare che sia un filamento facile da stampare e affidabile in tutte le occasioni. È disponibile con un diametro di 1,75 mm, ha una tolleranza di ± 0,03 mm e viene spedito in bobine da 1 kg. Alcune stampanti 3D potrebbero dover stampare questo filamento a una temperatura leggermente superiore per ottenere i migliori risultati. Vedi offerta su Amazon Amazon Basics PLA Disponibile in numerose colorazioni, Amazon Basics PLA è un materiale molto conosciuto perché fornito a marchio Amazon. Si tratta di un PLA con buone prestazioni, molto versatile e stampabile facilmente con qualsiasi stampante 3D. Viene consegnato in confezioni sottovuoto e avvolto alla perfezione, riportando sulla bobina le principali informazioni utili alla stampa come la temperatura di estrusione. Il marchio Amazon Basics garantisce serietà nella gestione dell'ordine. Se dovessi avere necessità di fare un reso, Amazon metterà a disposizione il suo impeccabile servizio di assistenza clienti. Acquistare bobine Amazon ti dà la certezza che anche a distanza di mesi troverai lo stesso materiale disponibile da acquistare, a differenza di altre marche meno conosciute che magari nel giro di qualche mese non saranno più sul mercato. Vanta di una tolleranza al diametro di +/- 0,02 mm nella versione da 1,75 mm. Spesso è disponibile in offerta, probabilmente perché Amazon stessa è in grado di gestire al meglio la propria campagna di sconti. Vedi offerta su Amazon FormFutura FormFutura è un produttore olandese molto conosciuto per il suo ampio catalogo di filamenti speciali. Oltre al PLA EasyFil, una miscela PLA facile da usare e senza deformazioni per i lavori di stampa quotidiani, e al PLA Premium, un PLA più rigido e di fascia alta con un'eccellente stabilità termica, orientato alle applicazioni professionali e prototipazione, Formfutura offre anche una varietà di miscele PLA speciali. Tra i più interessanti da citare c'è Volcano PLA, un filamento PLA altamente resistente al calore e biodegradabile con proprietà simili all'ABS e miscele più esotiche come il Galaxy PLA scintillante o PLA riempito di metallo, sughero o persino pietra. FormFutura è un marchio sensibile al tema della sostenibilità. Il filamento viene spedito su bobine di cartone completamente riciclabili. L'azienda offre anche ReForm rPLA: essenzialmente EasyFil PLA ottenuto da residui di estrusione ricomposti in un filamento PLA riciclato di fascia alta. Tutte le bobine sono disponibili nella gamma da 1,75 mm e 2,85 mm da 250 a 8 kg. Vedi offerta su Amazon Proto Pasta PLA Proto Pasta è un marchio di fascia alta, lanciato dopo una campagna di successo su Kickstarter nel 2013, oggi è un affermato produttore di filamenti che sta guadagnando popolarità per le sue miscele di alta qualità. L'azienda produce alcuni filamenti speciali estremamente interessanti come il PLA in metallo ruggine, il PLA in acciaio inossidabile o il filamento PLA conduttivo composito, un filamento che funziona davvero per i circuiti di base. Tuttavia, va notato che il produttore consiglia di utilizzare un ugello da 0,4 o 0,6 mm per alcuni di questi filamenti, perché possono essere molto abrasivi. Proto Pasta offre anche uno speciale HT-PLA che vanta una facilità di stampa simile al PLA standard ma può anche essere trattato termicamente per una maggiore stabilità e resistenza. Ciò dovrebbe consentirgli di mantenere la sua forma a temperature che si avvicinano ai 200 °C, molto più della temperatura media di fusione del PLA di circa 50 °C. Vedi offerta su Amazon EONO PLA Si tratta di un materiale che sta riscuotendo successo tra chi acquista su Amazon, in quanto sembra che Eono sia un marchio di proprietà di Amazon stessa. Il che è possibile, perché spesso il materiale è disponibile scontato e in promozione. Il materiale risulta stampabile anche a basse temperature, ideale per le stampe di tutti i giorni. Adesione tra layer, resistenze meccaniche e prestazioni sono nella media. In stampa non risultano deformazioni, mentre sembra che abbia ottime prestazioni in overhang. Il produttore dichiara una maggiore resistenza agli effetti atmosferici: le prestazioni idrolitiche migliorate permettono ai pezzi stampati di durare più a lungo, anche quando esposti alle intemperie. La tolleranza del filamento in versione PLA plus è +/- 0,03. Vedi offerta su Amazon eSUN PLA Un materiale che va a ruba, soprattutto nella sua versione PLA Plus, grazie alle fantastiche finiture ottenibili. Venduto in bobine da 1 kg e con precisione dimensionale di +/- 0.3 mm, tolleranze e deformazioni minime assicurano alimentazione costante e stampe senza deformazioni. Il filamento risulta avvolto in modo ordinato e senza nodi, mentre la formulazione chimica nella versione Plus offre un'elevata resistenza e migliore tenacità. E' inodore e atossico, realizzato con materiali vergini. Venduto in confezioni sottovuoto ben sigillate per assicurare la massima qualità, oltre che per tenerlo al sicuro dall'umidità. Compatibile con qualsiasi stampante 3D, ideale per realizzare pezzi di qualità a costi bassissimi o per donare superfici ottime alle tue migliori realizzazioni. Vedi offerta su Amazon Smartfil PLA Smartfil è un marchio non molto conosciuto, eppure offre dei materiali molto validi nelle loro caratteristiche. Adesione perfetta e zero deformazioni, gli utenti sul web lo amano. Disponibile sia in diametro da 1.75 e 2.85 mm, purtroppo non vanta di tantissime colorazioni. La più nota è il bianco avorio, che sembra abbia una finitura superficiale davvero notevole a fine stampa. Il costo al kg non è dei più economici, si tratta di un PLA di fascia alta. Disponibile in due taglie da 1 kg o da 330 g, utile se vuoi spendere poco e provarlo. Vedi offerta su Amazon ColorFabb ColorFabb è un marchio che non ha bisogno di presentazioni. Sul mercato ormai da numerosi anni, offre una quantità smisurata di materiali diversi di alta qualità. Il segreto dietro il PLA di colorFabb è un piccolo ingrediente in più: PHA (Polyidrossialcanoato). Dovrebbe rendere il filamento più forte e durevole di molti altri PLA, con eccellenti proprietà di adesione degli strati e ridotte tendenze alla deformazione, il tutto mantenendo la facilità di stampa. ColorFabb ha disponibile anche un PLA leggero (LW-PLA), che sembra ridurre il peso delle parti stampate fino al 65% rispetto al PLA normale, rendendolo particolarmente adatto ai pezzi che richiedono un peso ridotto in ambiti automotive o aerospaziale. Come puoi immaginare, colorFabb PLA è disponibile in diversi colori. E' l'unica azienda offre anche il servizio "color on demand": filamento di colore personalizzato. Per quanto riguarda le specifiche tecniche e il controllo qualità, i filamenti PLA colorFabb hanno una tolleranza di ± 0,1 mm. Puoi scegliere tra diametri da 1,75 mm o 2,85 mm e le bobine sono generalmente disponibili in bobine da 750 go 2,2 kg, anche se in alcuni casi il peso della bobina arriva fino a 8 kg. Vedi offerta su Amazon Hatchbox PLA Hatchbox PLA è offerto in un diametro di 1,75 mm con una tolleranza di ±0,03 mm di alta qualità, disponibile in 70 diversi colori molto vivaci. Ha la caratteristica di essere flessibile ma resistente, cosa non comune in un PLA, e la risoluzione dei dettagli di stampa sembra giovare da questa particolare caratteristica del materiale. La bobina viene sigillata in un sacchetto di plastica imballato in una scatola di cartone riciclabile. Il sacchetto di plastica non è richiudibile, il che significa che avrai bisogno di una nuova scatola o di uno scomparto adatto per proteggere il tuo filamento dall'umidità quando non lo utilizzi. Vedi offerta su Amaozn Amolen PLA Il produttore di filamenti Amolen offre PLA in un'ampia varietà di colori e compositi esclusivi, come un PLA termocromico, che cambia colore al variare della temperatura o che si illumina al buio. La foto sopra è un esempio di PLA simile al legno Amolen. Oltre alle sue miscele più esotiche, Amolen si è guadagnata una reputazione per avere in vendita bobine a basso costo e molto convenienti. Disponibile nel diametro di 1,75 mm e con una tolleranza di ±0,03 mm, puoi scegliere tra bobine da 0,5 o 1 kg. A livello di finitura, le superfici escono molto lisce e senza imperfezioni. Il materiale ha una buona adesione dello strato, ma potrebbe essere necessario applicare dell'adesivo sul piano di stampa per migliorarne l'adesione. Sfortunatamente, la bobina viene fornita in un sacchetto di plastica non richiudibile. Anche in questo caso avrai bisogno di una soluzione alternativa per tenere il filamento lontano dall'umidità. Vedi offerta su Amazon Polymaker PLA Polymaker è un noto produttore di filamenti che vende una varietà di diverse opzioni di PLA. La varietà di materiali PLA PolyTerra ha guadagnato molta popolarità grazie a colori vivaci come quello che puoi vedere nell'immagine qui sopra. Sono disponibili colori davvero molto interessanti, che ti consiglio di andare a guardare. La linea PolyTerra adotta anche un approccio in qualche modo unico ai materiali ecologici, andando oltre la propaganda della compostabilità del PLA e offrendo gratuitamente dettagli su come davvero il PLA risulta essere compostabile. Le bobine sono interamente di cartone. Nonostante tutto questo, il materiale è piuttosto economico a soli circa € 20 per kg. Oltre allo straordinario PolyTerra, l'azienda offre un filamento PLA indicato per l'uso di tutti i giorni noto come PolyLite e un PLA PolyMax professionale. Secondo Polymaker, PolyMax PLA ha una resistenza agli urti nove volte superiore a quella dei normali filamenti PLA ed è il 20% più resistente dell'ABS, pur mantenendo le caratteristiche di facile stampa del PLA. Essendo PLA, ovviamente non ha problemi di deformazione dell'ABS o emette tanti fumi tossici. E' spedito in sacchetti di plastica richiudibili, sono disponibili nei diametri di 1,75 e 2,85 mm e sono disponibili in bobine da 0,5, 1 o 2 kg. Vedi offerta su Amazon Basicfil PLA Basicfil PLA non è un materiale usato molto di comune, eppure si sta ricavando il suo spazio grazie alla disponibilità di colori unici a prezzi ragionevoli. In effetti, la community mostra stampe straordinarie utilizzando PLA di Basicfil, con colori eccezionali, eccellente adesione degli strati e dettagli nitidi e uniformità durante la stampa. Basicfil PLA è disponibile anche in versioni speciali come oro o Silk PLA. Questi PLA speciali sono disponibili in bobine economiche da 500 g, utili per chi vuole provare il materiale o se non si necessita di fare grandi acquisti. Sono disponibili anche dei bundle da 4-6 bobine da 500g tutte diverse: probabilmente è la soluzione ideale se vuoi provare PLA speciali di versi tra loro. Il diametro standard è di 1,75 mm. Vedi offerta su Amazon Geeetech PLA Geeetech è una marca nota per le sue stampanti 3D vendute in kit, mentre i suoi filamenti sono meno noti. Eppure le recensioni online ne parlano bene, mettendo in risalto la cura nell'imballaggio in sacchetto sottovuoto e il fatto che il filo risulta sempre avvolto al meglio. Questo PLA è disponibile o in molti colori e versioni speciali, come il PLA legno, che però non risultano complesse da stampare: si tratta quindi di un PLA dotato di caratteristiche fisiche particolari, che non vanno a complicare l'uso del materiale stesso. Il ché è una cosa molto positiva, significa che potrai stampare anche quelli più particolari senza dover cercare nuovi parametri di stampa. La community consiglia di stampare il primo strato a 210 °C, mentre dal secondo layer si può procedere a 190 °C. Vedi offerta su Amazon ICE Filaments PLA Un marchio che si sta facendo conoscere molto grazie a costi bassi e filamenti fuori dal comune. Come il PLA che vedi nell'immagine qui sopra, composto da un filamento multicolor che ti permetterà di realizzare oggetti in colorazioni fuori dal comune. Oltre alle bobine più particolari, ICE Filaments fornisce PLA in colorazioni standard, filamento da 1.75 mm e bobine da 0,75 Kg. Il costo medio è di circa € 15, un costo molto concorrenziale. Tra i filamenti economici è forse quello più criticato per la poca costanza nel diametro del filo, che può causare problemi sulle superfici dei modelli. Dopotutto lo abbiamo detto all'inizio, i filamenti più economici probabilmente mancano di alcune accortezze tecniche che i più esperti noteranno. A mio avviso questo filamento merita di stare in questa lista visti i bassi costi e le colorazioni particolari. Se sei un pignolo dal punto di vista dimensionale, non acquistarlo! Vedi offerta su Amazon Overture PLA Overture è un altro produttore di filamento da 1,75 mm conveniente e affidabile che ha raccolto migliaia di recensioni positive su Amazon. Colore e qualità estetica sembrano essere le caratteristiche più lodate di questo materiale, il quale aderisce bene al piano di stampa. La bobina è dotata di pratici piccoli indicatori, che mostrano la lunghezza e il peso del filamento rimasto. Il filamento ha una tolleranza di ±0,05 mm, è disponibile in bobine da 1 kg e in diverse tonalità e colori. Overture offre anche un "PLA Plus", con una tenacità dichiarata cinque volte maggiore di quella del PLA normale. Vedi offerta su Amazon I 5 filamenti più economici per la stampa 3D FDM Sei ancora indeciso e vorresti spendere ancora meno? Dai un'occhiata ai 5 filamenti più economici per la stampa 3D a filamento FDM:
  12. In una delle nostre guide più lette - 5 accorgimenti per una stampa 3D perfetta - abbiamo visto come ottenere la massima qualità dalle nostre stampe 3D seguendo dei consigli base. Abbiamo cercato la messa a punto ottimale dando soluzioni per risolvere i problemi più frequenti in tutto il processo di stampa, a partire dalla scelta del filamento. In questa guida, invece, ti aiuteremo ad analizzare un problema più tecnico, ma non per questo difficile da risolvere. Vediamo come calibrare in modo preciso il flusso di stampa del tuo blocco estrusore. Calibrare il flusso di stampa: procedimento per ottenere una calibrazione perfetta Come probabilmente saprai, blocco estrusore è dotato di una ruota dentata agganciata a un motore stepper. Questa ruota, girando, tira il filamento spingendolo verso l'ugello. In questo processo di movimentazione meccanica, il problema potrebbe sorgere nel momento in cui l’estrusore non riesce a spingere la giusta quantità di materiale necessaria da estrudere. Il risultato? Una stampa deformata, con fessurazioni, zigrinata o in difetto di materiale. Per verificare se la tua stampante ha problemi di flusso di stampa, possiamo fare una semplice prova di misurazione e correggere un semplice parametro nel firmware. Step 1 - Controllare il valore E-step impostato nel firmware Prima di procedere con le operazioni manuali, è necessario entrare nel firmware della stampante 3D e verificare su che valore è impostata la quantità di estrusione della nostra stampante. Ciò che devi trovare è il valore di E-step alla stringa M92. Da qui devi leggere il valore che segue la ‘E’, nel nostro caso pari a 96.6. Per fare ciò abbiamo due possibilità: connettere la stampante al pc e verificare il valore da Repetier Host;verificare il valore dallo schermo LCD della stampante 3D, se il firmware lo permette. Non conosci Repetier Host? Clicca qui per leggere la nostra guida Step 2 - Fare un prova di estrusione Ora dovrai, in breve, fornire alla stampante il comando per estrudere una certa quantità di materiale e controllare se ciò si verifica correttamente. Per prepararti alla procedura, dovrai segnare sul filamento il punto corrispondente a 100 millimetri di distanza dall’imbocco dell’estrusore, come in figura. Invia quindi alla macchina un gcode per farle estrudere 100 millimetri di filamento, ricordandoti prima di riscaldare l’ugello. Puoi avviare questa operazione in due modi: inviando il comando ‘G1 E100 F200’ da Repetier Host;caricando un gcode apposito su scheda SD ed avviandolo dalla stampante 3D come una qualsiasi stampa (se scegli quest’ultima opzione, puoi scaricare il gcode dal nostro forum a questo link). Step 3 - Verificare la quantità di estrusione A questo punto puoi misurare la lunghezza del filamento non estruso, ovvero la distanza tra il segno fatto a penna e l’imbocco dell’estrusore, così da ottenere per differenza la lunghezza di filamento effettivamente estrusa. Nel nostro caso l’estrusione era minore dei 100 millimetri effettivi, quindi la misurazione del filamento rimanente risultava facilitata. Per misurare il filamento nel caso in cui l’estrusione risulti maggiore, basta fare precedentemente un altro segno ad una data distanza oltre quello dei 100 millimetri, ottenendo il valore cercato per differenza. Step 4 - Calcolare il valore E-step corretto Nel nostro esempio otteniamo un valore di 91.88 millimetri estrusi (ottenuti con 100 mm – 8.12 mm). Procediamo quindi applicando la formula per ottenere il valore corretto di E-step da sostituire nel firmware. Step 5 - Correggere il valore E-step nel firmware Per concludere, ora puoi sostituire il valore di E-step nel firmware. Anche in questo caso puoi agire in due modi. Nell’LCD, se il firmware della stampante te lo consente, ti basterà cambiare il valore E0 steps/mm e poi selezionare l’opzione ‘salva in EEPROM’ per rendere definitive le modifiche. Altrimenti, da Repetier Host, dovrai inviare il comando M92 seguito dal valore E-steps (es: ‘M92 E105.13’), seguito dal comando ‘M500’ per salvare la modifica. Complimenti, hai appena finito la calibrazione del flusso di stampa per la tua stampante 3D! Per verificare se l'intera procedura è andata a buon fine, puoi ripetere gli Step 1, 2 e 3, estrudendo nuovamente 100 millimetri di filamento e controllando che ne siano estrusi effettivamente altrettanti. Se ti restano domande che vorresti porci o stai riscontrando altri problemi, clicca qui per iscriverti al nostro forum: la community sarà felice di aiutarti! Se ti è piaciuta questa guida, seguici su Facebook e Twitter per non perdere gli ultimi aggiornamenti. Di seguito ti lasciamo una serie di guide che potrebbero interessarti: Guida per il neofita: guida introduttiva alla stampa 3D PLA vs ABS: qual è il migliore? Velocità o qualità? I parametri di stampa corretti per ottenere risultati migliori.
  13. Attenzione: questa guida è frutto di numerosi tentativi e test atti a risolvere l' annoso problema degli endstop in questo incisore. Nonostante con questo metodo io sia riuscito a risolvere tale problema, non ho elementi sufficienti da poter garantirne l' efficacia su tutte le macchine. Per cui il voler seguire tale guida comporta l' assunzione di tutti i rischi che ne derivano da parte dell' utilizzatore. Detto ciò è utile un piccolo prologo per capire il contesto. Arrivatami la Totem S decido di installare un air assist da me creato nonchè gli endstop. Secondo tante guide che trovate in giro basta semplicemente collegare degli endstop alla scheda negli appositi connettori (rimando alle molteplici e valide guide che trovate su youtube per la parte dei collegamenti) bisogna inviare alla macchina i seguenti comandi $21=1 $22=1 $23=3 Quest' ultimo parametro definisce l' angolo di posizionamento degli endstop su X ed Y(secondo una mappa), in questo caso in basso a sinistra. Salvati tali comandi però questi si perdono al successivo riavvio. Per risolvere questo problema avete 3 strade 1 - Con Lightburn create una macro che lanciate ad ogni avvio contenente i parametri di sopra 2 - Con LaserGrbl inviate i comandi e li salvate 3 - Tentare come me di sostituire il firmware Ci sarebbbe la quarta opzione, quella più ovvia, ossia di contattare l'assistenza, ma ho 1 mese di mail con loro per questo motivo senza soluzioni! Se decidete di affrontare la terza strada ecco come ho fatto. Scaricate LaserGRBL Andate in Strumenti->Scrivi il firmware e scegliete come Target Arduino Uno, la COM connessa al laser,115.200 come velocità e IMPORTANTISSIMO il firmware 1.1h versione del 30 Agosto 2019 con modifica per 2 assi XY Se volete potete installare questo firmware anche con xLoader; lo trovate nella sotto cartella firmware di LaserGRBL. Fatto questo ecco i parametri che dovete impostare $0=10 $1=25 $2=0 $3=2 $4=0 $5=0 $6=0 $10=1 $11=0.010 $12=0.002 $13=0 $20=0 $21=1 $22=1 $23=3 $24=100.000 $25=1000.000 $26=250 $27=1.000 $30=1000 $31=0 $32=1 $100=80.000 $101=80.000 $102=800.000 $110=6000.000 $111=6000.000 $112=5000.000 $120=500.000 $121=500.000 $122=10.000 $130=300.000 $131=300.000 $132=10.000 Fatto questo tutto potrebbe andare bene oppure il laser potrebbe muoversi verso il basso e sinistra dopo l' Homing. Questo succede se avete inserito nei vari tentativi qualche offset che potete verificare con $# Se vi restituisce tutti valori a 0 allora dovrebbe andare bene, ma se trovate qualche valore diverso (e in negativo) allora dovete impostare lo zero macchina con questo comando G10 L2 P1 X0 Y0 Fatto tutto ciò a me funziona e spero che sarà così anche per tutti coloro che vorranno adottare questo metodo Nello sviluppo di questo lungo test, durato oltre 15 giorni ho avuto il supporto attivo di uno membro della community, @Killrob che sono lieto di ringraziare per il suo prezioso supporto Saluti Salvo De Cervo
  14. Alzi la mano chi non ha mai avuto un problema con la propria stampante 3D 🙋‍♂️ Niente da fare, credo che nessuno sia mai stato così fortunato! Proprio così, perché non è raro cadere in inconvenienti con le nostre macchine additive. Per non parlare dei difetti che possono colpire i pezzi che vogliamo stampare 😵 Non temere, una soluzione esiste. In questa guida ho raccolto per te 5 consigli che ti permetteranno di ottenere una stampa 3D perfetta! Attenzione però, nessuno fa miracoli: molto sta a te e all'attenzione che poni nell'uso della tua stampante 3D. Se seguirai i miei consigli, sicuramente potrai risolvere diversi problemi che affliggono le tue stampe. Usando l'indice di questa guida puoi saltare da un consiglio all'altro. Dacci una letta e usufruisci dei contenuti aggiuntivi che trovi nei link. Sono sicuro che ti saranno utili! In questa guida: > Come ottenere una stampa 3D perfetta > Consiglio n.1: scegliere un buon filamento > Consiglio n.2: livellare bene il piano di stampa > Consiglio n.3: migliorare l'adesione al piano di stampa > Consiglio n.4: assicurati di avere la meccanica a punto > Consiglio n.5: affinare le impostazioni dello slicer > Consigli bonus! Come ottenere una stampa 3D perfetta Se hai acquistato da poco la tua stampante 3D, sappi che il setup iniziale è sempre un momento cruciale per un neofita. Impostare al meglio la stampante è un passaggio fondamentale per ottenere una stampa 3D perfetta. Inoltre, non sottovalutare mai la manutenzione. Molti problemi però sono davvero molto comuni e facilmente risolvibili. Potremmo dividerli in due gruppi: problemi che derivano dall'uso di materiali scadenti o componenti di bassa qualità; problemi che derivano da poca attenzione e poca manutenzione nell'uso della stampante 3D. I motivi per cui non riesci a ottenere dei modelli ben fatti, precisi e con superfici pulite ricadono probabilmente in una di queste due categorie. Per aiutarti, ho quindi deciso di fare un elenco di consigli che potrebbero salvarti da ore e ore di lavoro senza trovare una soluzione. In questa guida andiamo a verificare velocemente alcune procedure che devi fare con la tua stampante, ma oltre a questo ti darò qualche utile consiglio che potrebbe fare la differenza, soprattutto sui materiali e sulle componenti che stai utilizzando. Coraggio allora, iniziamo! Consiglio n.1: scegliere un buon filamento Scegliere un buon filamento è fondamentale per avere una stampa 3D perfetta. Proprio a causa del materiale di stampa potresti rischiare di perdere tempo a maneggiare i parametri dello slicer senza trovare una soluzione. È vero, acquistare materiali economici piace a tutti. Però devi fare attenzione, perché risparmiare qualche euro all'inizio potrebbe rivelarsi in seguito un cattivo affare, al punto da dover essere costretti a buttare tutto nel cestino. I problemi che derivano dall'uso di un materiale di stampa 3D di bassa qualità sono di diverso tipo: estrusore otturato; mancata estrusione; filo mangiato dalla rotella godronata che spinge il filo; risultati estetici scadenti; deposito di filamenti indesiderati; parametri di stampa non congrui alle reali modalità di stampa del materiale. Questi problemi sono causati da caratteristiche o proprietà del materiale: diametro del filo poco costante; temperature di stampa sballate; impurità; bassa qualità della plastica; umiditià assorbita; esposizione ai raggi solati o raggi UV. Viene da sé che deve essere tua premura assicurarti che il materiale sia trattato con modalità consone, ad esempio evitando che assorba l'umidità nell'aria. E qui ti offro la possibilità di fare una prima ammissione di colpe... 😰 Se pensi di aver mantenuto in malo modo i tuoi materiali di stampa, o se ritieni che le condizioni ambientali dove puoi tenerli non siano ottimali per il mantenimento delle loro caratteristiche - magari li tieni in garage, in officina, in uno studio - ho una soluzione molto comoda da segnalarti: un essiccatore per filamenti da stampa 3D. Si tratta di un piccolo macchinario, dentro al quale puoi posizionare le tue vecchie bobine. L’essiccatore riscalda il materiale al suo interno, eliminando l’umidità e riportandolo (più o meno) alle sue caratteristiche originarie. L’essiccatore per filamenti è un gadget essenziale per tutti quelli che, proprio come me, hanno vecchie bobine aperte da finire. Trovi l'essiccatore SUNLU Dryer Box su Amazon, al costo di appena 49,99 €. Essiccatore per filamenti - Vedi offerta su Amazon L'uso di un essiccatore per filamenti è molto utile anche se hai acquistato un filamento imballato male. Mi spiego meglio. Un filamento prodotto in atmosfera inadatta oppure imballato in modo sbagliato può facilmente assorbire umidità al suo interno. Il risultato sarà un filamento che ‘scoppietta’ quando viene estruso - a causa dell’acqua che evapora al suo interno - e una stampa piena di buchi. Più una bobina ha raccolto umidità, più questo problema sarà presente. In questo caso l'essiccatore può salvare la bobina che hai appena acquistato. Ma con tutta sincerità, se ti capita di ricevere delle bobine in sacchetti aperti e non sotto vuoto... beh, ti consiglio vivamente di cambiare produttore! Ormai la vendita di bobine in sacchetti sotto vuoto è lo standard e rappresenta un'attenzione fondamentale per assicurare il mantenimento dei materiali per la stampa 3D. Questa accortezza, come anche tante altre, dipendono esclusivamente dal produttore. Ad esempio, se il filamento è prodotto con plastiche scadenti o con una tolleranza di diametro esagerata, ti porterà ad avere l'estrusore bloccato. Oltre a questo, potresti andare incontro a fenomeni di wobble, filamenti che si annodano perché avvolte male, ecc. Tutto questo dipende esclusivamente dal produttore e dalla qualità del materiale che hai acquistato. In sostanza, quello che voglio dirti è che acquistare un buon filamento è importante e ripaga nel tempo. Uno dei filamenti più apprezzati per il suo basso costo e la facilità di stampa è il filamento eSUN PLA PLus. E' un materiale che garantisce ottime caratteristiche estetiche, disponibile in tanti colori e venduto a soli 22,99 € al Kg. Su Amazon è uno dei materiali più recensiti. Insomma, una certezza! eSUN PLA Plus - Vedi offerta su Amazon Se vuoi cercare altri materiali di buona qualità, di seguito ti lascio la mia guida aggiornata ai 5 filamenti più economici per la stampa 3D. Si tratta di filamenti che io stesso mi sento di consigliare perché li ho provati direttamente, oppure perché ho sentito pareri molto positivi a riguardo. Nel selezionarli ho tenuto conto della qualità e del prezzo, cercando il giusto compromesso per farti risparmiare il più possibile. Se abbiamo risolto la "questione filamento", allora possiamo proseguire e entrare nel dettaglio di altre accortezze a fondo meccanico, necessarie per raggiungere la famigerata stampa 3D perfetta 😄 Consiglio n.2: livellare bene il piano di stampa Un piano livellato bene è un aspetto cruciale per garantire l’adesione del primo layer delle tue stampe. Per ottenere una stampa 3D perfetta è necessario avere il nozzle alla corretta distanza dalla superficie: questa operazione può essere fatta manualmente, guidati dal firmware, o con appositi sensori. Se la tua stampante non ne è provvista, basterà posizionare l’ugello nei quattro angoli del piano e regolare per ognuno la vite sottostante, in modo che la distanza col piano lasci passare un po' a fatica un foglio di carta o un biglietto da visita. Un ugello troppo vicino al piatto di stampa ti porterà ad uno schiacciamento eccessivo del filamento. Se ti trovi in questo caso, il primo layer della stampa potrebbe risultare trasparente. Nel caso peggiore invece, il materiale potrebbe anche non fuoriuscire, così da far girare a vuoto la ruota dentata dell’estrusore. Al contrario, un ugello troppo lontano dalla superficie porta a problemi di adesione. Il primo layer in questo caso, avrà le linee di materiale separate tra loro. Mi raccomando, regola sempre al meglio il tuo piano di stampa e assicurati di farlo ogni volta prima iniziare a stampare un nuovo modello. Se non lo fai, potrebbe essere la volta buona che qualcosa non si attacca per bene. Lo so, non lo fa mai nessuno... ma quella volta che capiterà, avrò diritto a dirti "te l'avevo detto!" 😇 Consiglio n.3: migliorare l'adesione al pianto di stampa Il livellamento del piano da solo non basta fissare per bene i tuoi modelli al piatto di stampa. Ho infatti da darti qualche consiglio in più. Usa una stampante 3D con piano riscaldato Una soluzione utile e funzionale sarebbe quella di avere una stampante 3D con piano riscaldato. Ormai tutte le stampanti, anche quelle più economiche, ne sono dotate. E questa è un'ottima cosa, almeno per due motivi: ti permette di stampare materiali più tecnici, come l'ABS; aiuta a tenere i pezzi saldi al piatto, anche nel caso di PLA o PETG. Se stai per acquistare la tua prima stampante 3D, dovresti assolutamente comprarla dotata di piano riscaldato. Te ne segnalo una, un modello ormai consolidato sul mercato ed estremamente economico: la Geeetech Prusa I3 Pro B. Il modello Prusa I3 non ha bisogno di presentazioni. In più Geeetech offre la stampante in kit da assemblare, dotata di tutto quello che serve, anche del piano riscaldato, a meno di 200 €. Geeetech Prusa I3 Pro B - Vedi offerta su Amazon Il piano riscaldato da solo però potrebbe non bastare. Inoltre, non tutte le stampanti ne sono provviste. E' quindi normale utilizzare anche altri sistemi, alcuni più conosciuti altri meno, che permettono di risolvere una volta per tutte i problemi di adesione. Usa la lacca per capelli o colle apposite Probabilmente uno dei metodi più diffusi tra i makers, per efficacia e semplicità di utilizzo. Un paio di secondi per applicarla e si rimuove facilmente con carta e detergente. La lacca per capelli non è altro che una colla spray, disponibile in tutti i supermercati. Spruzza sul piatto in vetro un sottile strato, attendi uno o due minuti, giusto il tempo che si asciughi completamente. Se la tocchi con mano, non deve restarti la patina collosa sulle dita. Lo spray più utilizzato in assoluto è la lacca per capelli Splend'Or, la classica lacca della nonna. A mio parere però è meglio andare su prodotti leggermente più ricercati. La colla spray 3DLAC ha riscosso diverso successo perché adatta all'uso con qualsiasi filamento. Basta applicarne uno strato sottilissimo e la presa è veramente forte. Se hai dubbi, leggi le recensioni del prodotto. Vedrai che confermeranno quello che ti sto dicendo 😉 Colla spray 3DLAC presa forte - Vedi offerta su Amazon La lacca per capelli o le colle spray sono particolarmente indicate per chi monta piatti in vetro. A fine stampa, non devi fare altro che togliere il piano e pulirlo con uno sgrassatore e acqua calda. Un consiglio in più: se devi fare più stampe una dietro l'altra, potresti pensare di non pulire ogni volta il piano. Questa è una buona idea, infatti i tuoi pezzi si attaccheranno meglio ad un piano ruvido e leggermente sporco rispetto ad un piatto perfettamente lucidato. Usa il nastro adesivo di carta Leggermente più macchinoso da applicare ma è anch’esso molto utilizzato. Il nastro adesivo di carta si attacca al piano per creare una superficie ruvida perfetta per l’adesione. È sicuramente una soluzione molto economica, ma devi fare molta attenzione alla qualità del nastro adesivo e alla sua capacità di "incollarsi" al piatto. Ti avviso: se utilizzi un nastro adesivo estremamente economico, tenderà a staccarsi dal piano durante la stampa! Continuerai quindi ad avere problemi di distacco dei pezzi e il fastidio sarà ancora maggiore. Parlo per esperienza personale 🤐 Io ormai da anni acquisto esclusivamente il nastro adesivo blu della 3M. Ha una presa eccezionale, spesso mi capita di stamparci sopra più volte senza doverlo cambiare. Può essere usato su qualsiasi piano di stampa, io lo uso soprattutto sui piani in vetro e metallo. Nastro adesivo 3M - Vedi offerta su Amazon Questa soluzione è tra le mie preferite, perché sporca molto meno della colla spray ed è comunque immediata. Usa un piano di stampa forato Se vuoi fare un upgrade alla tua stampante 3D, puoi pensare di montare un piano di stampa forato. Si tratta di una soluzione sempre più utilizzata, queste basi sono appositamente studiate per migliorare l’adesione. In pratica, il materiale depositato nel primo layer entrerà nei forellini del piano, aggrappandosi e creando una tenuta veramente forte. Piano di stampa forato Creality - Vedi offerta su Amazon È una soluzione ideale per qualsiasi materiale e molto versatile in quanto si può montare praticamente su qualsiasi modello di stampante 3D. Il costo poi è davvero irrisorio e a lungo andare ti farà risparmiare un sacco di soldi tra colle e nastri adesivi. In alternativa puoi anche usare un piano in PEI. L'adesione è garantita e in aggiunta avrai la comodità di usare un piano flessibile, molto comodo per rimuovere i pezzi senza romperli. Corretto uso di Brim e Raft Skirt, Brim e Raft sono impostazioni dello slicer che favoriscono l'adesione al piano di stampa. Di queste, il Brim e il Raft le due impostazioni che devi assolutamente conoscere e imparare a gestire. Ti spiego come funzionano in pochissime parole. Il Brim aumenta la superficie del primo layer. Aumentando la superficie di adesione del primo layer, il pezzo resterà più saldo al piano di stampa. Il Raft è composto da una serie di strati di materiale, su cui l'oggetto viene poi stampato. Il pezzo aderisce allo stesso materiale di cui è fatto lui stesso, questo garantisce l'adesione. Se vuoi imparare a gestire al meglio Skirt, Birm e Raft, ti consiglio di leggere la mia guida di approfondimento: Consiglio n.4: assicurati di avere la meccanica a punto Di stampanti 3D in commercio se ne contano a centinaia, con prezzi che variano dai 150€ ai 5-6000€ per quanto riguarda le FDM più diffuse. Il principale fattore che influenza questa oscillazione di prezzo è la qualità costruttiva. Qualunque sia però la tua stampante 3D, devi sempre assicurarti che tutto funzioni correttamente. È chiaro che se hai tra le mani una stampante 3D economica questa avrà maggiore bisogno di manutenzione. In generale devi assicurarti che la struttura sia ben rigida e che non tenda a flettere se sollecitata da movimenti. Capita spesso, infatti, che nelle macchine a basso costo ci siano movimenti e vibrazioni indesiderate. Uno dei problemi più frequenti in queste stampanti 3D sono le stampe che peggiorano con l’alzarsi dell’asse Z. Quando le masse si spostano dalla base e il peso dell’estrusore sale, si verificano delle oscillazioni e si presentano dei difetti nella stampa. Per questo motivo, tanti produttori hanno iniziato ad aggiornare i propri modelli più venduti aggiungendo dei sostegni di irrigidimento della struttura. Questo è il caso della stampante Creality 3D CR-10 V2, una macchina molto venduta perché economica e con volume di stampa spazioso. Lo sviluppo in verticale del volume di stampa causava delle vibrazioni che, nei pezzi più alti, si facevano notare. Nella V2 questo problema è stato risolto aggiungendo delle barre diagonali a sostegno del telaio. Un upgrade minimo quanto fondamentale! Personalmente apprezzo molto la costante attenzione che Creality pone ai suoi prodotti. Sono un assiduo utilizzatore del modello CR-10 e mi sento di consigliartelo, se stai valutando l'acquisto di una nuova stampante 3D. Creality CR-10 V2 - Vedi offerta su Amazon Andando al di là della struttura della macchina, una cosa che devi fare ogni tanto è manutenere i suoi meccanismi. Uno degli accorgimenti più importanti per arrivare alla stampa 3D perfetta è controllare la tensione delle cinghie. Queste dovrebbero essere tese, ma non troppo. Fai una leggera pressione delle dita, devi riuscire a far toccare i due lembi in prossimità del centro della cinghia stessa. Una corretta tensione ci permette di evitare problemi di layer shifting. Altra buona regola è quella di tenere lubrificati i cuscinetti e le barre lisce. Tutte le parti in movimento devono scorrere senza impedimenti e per evitare problemi è necessario lubrificarle periodicamente. Come ultimo consiglio, ma non per importanza, è bene che sia la scheda che l’estrusore siano sempre ben raffreddati. Sarà quindi necessario controllare che le ventole funzionino correttamente e che siano libere da polvere e altri ostacoli. Una ventilazione insufficiente può causare il surriscaldamento della scheda e il malfunzionamento dei motori. Un problema frequente in questi casi è il ‘tac tac’, rumore di saltellamento del motore dell’estrusore che restituisce una erogazione incostante. Questo problema può essere dovuto anche ad una velocità di stampa troppo elevata. Se ti interessa, a questo link parliamo più nel dettaglio del parametro di velocità di stampa: Consiglio n.5: affinare le impostazioni dello slicer Una volta che sei sicuro di avere un riscontro positivo sui precedenti punti, puoi concentrarci sui parametri di stampa. La chiave, in questo caso, è affinare i parametri per far rendere al meglio la tua stampante 3D. Per fare ciò possiamo seguire due strade: provare per gradi a modificare ogni parametro finché non si raggiunge la configurazione ottimale; caricare nello slicer un profilo di stampa esistente e lavorare su quello. Se scegli di seguire la prima strada, avrai modo di imparare a gestire in completa autonomia tutti i parametri del tuo slicer. Ci metterai più tempo, mane uscirai ricco di informazioni. Se invece hai fretta di stampare, puoi scaricare un profilo di stampa dalla sezione download della community o chiedere aiuto sul forum. Qualcuno potrà condividere il suo profilo e tu sarai pronto a stampare. Infatti, in tutti gli slicer puoi caricare pacchetti di impostazioni creati da altri utenti che possiedono la tua stessa stampante. In ogni caso, non esistono impostazioni che facciano magie per ottenere una stampa 3D perfetta. Tutto dipende da molti fattori come materiale, grandezza e complessità dell’oggetto che dovrai stampare. Abilità ed esperienza maturate insieme alla propria macchina contano. Questo, ricordalo sempre!🙃 Consigli bonus per la stampa 3D perfetta Bene, siamo arrivati a conclusione di questa guida. Spero che ti sia stata utile e che ti possa finalmente arrivare alla stampa 3D perfetta. In questa parte conclusiva lascio i link ad alcune guide che potrebbero interessarti, così da migliorare ancora più i tuoi risultati di stampa. Mi raccomando, unisciti alla community e condividi i tuoi risultati di stampa nella galleria della community!
  15. Se hai letto le mie precedenti guide, sicuramente avrai scoperto come migliorare le prestazioni della tua stampante 3D FDM. Attraverso piccoli controlli e accorgimenti avrai eliminato tutti quei difetti che fino a prima ti avevano fatto impazzire. Ora però è arrivato il momento di valutare i tuoi risultati... ma come possiamo valutare in modo oggettivo le tue stampanti 3D? Quali sono i parametri e gli aspetti di cui tenere conto per dare un voto alle tue stampe? Certamente puoi basarti su un controllo visivo, ma per avere un riscontro più affidabile è necessario adottare un approccio oggettivo. In questa guida: > Come valurate la tua stampante 3D: i test da fare > Prima di eseguire i test segui questi consigli > I test da eseguire > Sommiamo i risultati: che punteggio hai ottenuto? Ora avanti tutta, entriamo nel merito delle prove che la tua stampante 3D dovrà superare. Come valutare la tua stampante 3D: i test da fare Per valutare la tua stampante 3D è necessario fare dei test oggettivi che siano comparabili tra loro. Quello che ho fatto è stato raggruppare in questo articolo i test di stampa 3D più conosciuti, prendendo anche spunto dal noto sito Make:. Il test si basa sulla realizzazione di più oggetti, a cui va assegnato un punteggio in base ai risultati ottenuti. In questo modo, sommando i punti, potrai avere un risultato comparabile e avrai una base su cui lavorare per eventuali miglioramenti. Attenzione però, non farti fregare: in questo test anche la tua bravura sarà messa alla prova! Proprio così, le tue abilità di "stampatore" saranno fondamentali per ottenere i migliori risultati. Pensaci... meglio imposterai i parametri di stampa del tuo slicer, migliori saranno le tue stampe. Prima di eseguire i test segui questi consigli Premessa importante: è necessario utilizzare lo stesso filamento per tutti i test, magari uno che conosci già. Ti consiglio di usare un filamento di qualità e facile da stampare come il PLA, così eviterai di complicarti la vita con le difficoltà che sorgono nell'usare materiali più tecnici. Se ti serve qualche dritta sul materiale giusto da usare, ti segnalo la guida ai 5 materiali più economici per la stampa 3D. Al suo interno trovi una selezione che tiene conto del prezzo e della qualità del materiale stesso. Penso sia di grande aiuto se sei indeciso sul filamento da usare con la tua stampante 3D. Se non lo hai ancora fatto, dai un'occhiata ai miei 5 consigli su come ottenere una stampa 3D perfetta. Prima di iniziare coi test è bene che la tua stampate 3D sia pronta a essere messa sotto stress. Seguendo questi accorgimenti, non potrai sbagliare! 🚀 Infine, dovrai assicurarti di avere a disposizione uno strumento fondamentale: un calibro digitale. Potrà sembrarti banale, ma misurare in modo preciso i pezzi che realizzerai sarà importantissimo per valutarli correttamente. Questo è il calibro che uso io, è disponibile su Amazon e solitamente si trova in offerta. Vedi offerta su Amazon Bene, penso che sia il momento di iniziare. I test da eseguire per valutare la tua stampante 3D Usa l'indice che trovi di seguito per saltare velocemente alle sezioni dei vari test. All'interno di ogni sezione troverai anche il relativo modello 3D da scaricare direttamente dalla sezione Download della community. Non ti resta che proseguire nella lettura e, mi raccomando, non dimenticare di mostrarci i tuoi risultati nella galleria immagini! I test da eseguire: > Test stampante 3D n.1: Accuratezza dimensionale > Test stampante 3D n.2: Bridging (ponti e sbalzi) > Test stampante 3D n.3: Massimo angolo di sbalzo > Test stampante 3D n.4: Ritrazione > Test stampante 3D n.5: Tolleranza negativa > Test stampante 3D n.6: Vibrazioni sugli assi X e Y > Test stampante 3D n.7: Wobble Ready? Go! Test stampante 3D n.1 - Accuratezza dimensionale Come primo oggetto abbiamo un solido di rotazione che aiuterà a verificare se la tua stampante è ben calibrata. Una volta stampato l’oggetto, puoi utilizzare il tuo calibro digitale e controllare se e quanto le misure dell'oggetto stampato si discostano dal modello digitale. Per darti un riferimento: la base circolare del modello 3D ha diametro che misura esattamente 20 mm. Segna con un pennarello sul modello gli assi X e Y per essere sicuro di non invertirli anche quando lo avrai staccato dal piatto di stampa. Assegna poi un punteggio a seconda di quanto differiscono le misure di X e Y: 1 punto se la differenza della misura tra X e Y è maggiore di 0,4 mm; 2 punti se la differenza della misura tra X e Y è tra 0,3 e 0,4 mm; 3 punti se la differenza della misura tra X e Y è tra 0,2 e 0,3 mm; 4 punti se la differenza della misura tra X e Y è tra 0,1 e 0,2 mm; 5 punti se la differenza della misura tra X e Y è minore di 0,1 mm. Scarica qui il modello 3D per eseguire il test: Per questo test puoi anche usare il modello del cubo XYZ, che puoi trovare al a seguente link. Solitamente questo modello è usato per fare la calibrazione step/mm delle stampanti 3D. Se nella misurazione scopri che ci sono degli scostamenti dimensionali, puoi correggere queste imperfezioni seguendo la mia guida alla regolazione step/mm. Test stampante 3D n.2: Bridging (ponti e sbalzi) In questo test entrano in gioco due fattori: stampante e, soprattutto, impostazioni di slicing. Assicurati quindi di settare al meglio lo slicer: ogni stampante si comporta in modo diverso ma, in generale, posso dirti che è bene diminuire la quantità di estrusione, tenere leggermente più bassa la temperatura dell’ugello e andare molto piano con la velocità di stampa. Una volta finita la produzione dell'oggetto potrai verificare il punteggio: 1 punto se tutti i ponti risultano collassati; 2 punti se solo i 2 più lunghi risultano collassati; 3 punti se tutti i ponti sono stabili ma hanno dei dei fili cadenti; 4 punti se nessun ponte risulta collassato e i 2 più piccoli non hanno fili cadenti; 5 punti se nessun ponte risulta collassato e tutti e 5 i ponti non hanno fili cadenti.(lo spanciamento di un filo fino a 2 mm è accettabile). Scarica qui il modello 3D per eseguire il test: Test stampante 3D n.3: Massimo angolo di sbalzo Nel caso della prova degli sbalzi, più l’angolo aumenta e meno superficie di appoggio sarà disponibile per il filamento del layer superiore. Perciò solitamente i difetti crescono con l’alzarsi della stampa. Le valutazioni vanno date in questo modo: 1 punto se la stampante non è riuscita a terminare nessuna sporgenza; 2 punti se la stampante è riuscita a terminare le sporgenze 30 e 45 gradi ma non i 60 e 70; 3 punti se la stampante ha lasciato cadere alcuni fili sulla sporgenza da 70 gradi; 4 punti se la stampante non ha lasciato cadere i perimetri sottostanti e la superficie del 60 e 70 gradi è solo leggermente diversa dalla superficie degli sbalzi di 30 e 45 gradi; 5 punti se c’è poca o nulla differenza nella struttura superficiale tra i quattro angoli di sbalzo. Scarica qui il modello 3D per eseguire il test: Test stampante 3D n.4: Ritrazione Sarai in grado di gestire al meglio la ritrazione su un modello come questo? Qui la storia si fa dura! 🤯 Anche qua entrano in gioco le impostazioni dello slicer. Una volta stampato il tuo file verifica ancora una volta quanti punti merita il tuo risultato: 1 punto se le punte non sono finite a causa di un inceppamento dell’estrusore o mancanza di flusso di materiale; 2 punti se le punte sono stampate ma sono piene di fili che le collegano l’un l’altra; 3 punti se le punte sono stampate e ci sono alcuni fili di collegamento. Ma gli errori sulla geometria sono dovuti a problemi di flusso (sotto o sovraestrusione); 4 punti se le punte sono presenti, non ci sono fili di collegamento, ma ci sono problemi di flusso, per cui le stesse non risultano quadrate ma hanno mancanze o abbondanza di materiale e sembrano di forma conica; 5 punti se le punte sono state stampate, non ci sono fili di collegamento e non vi sono scalini o rigature a causa di problemi di flusso del volume. Scarica qui il modello 3D per eseguire il test: Test stampante 3D n.5: Tolleranza negativa Nel file corrispondente a questo test i cilindri aumentano di diametro, diminuendo quindi la distanza dalle pareti. Sarà quindi mano a mano più possibile che il cilindro faccia aderenza al resto del pezzo. Non dovrai preoccuparti se la tua estrusione è settata in modo super preciso. Questi sono i punteggi: 0 punti se non è possibile rimuovere alcun cilindro; 1 punto se è possibile rimuovere il cilindro di tolleranza radiale da 0.6 mm; 2 punti se è possibile rimuovere i cilindri di tolleranza radiale da 0.6 mm e 0.5 mm; 3 punti se è possibile rimuovere i cilindri di tolleranza radiale da 0.6, 0.5 e 0.4 mm; 4 punti se è possibile rimuovere i cilindri 0.6, 0.5, 0.4 e 0.3mm; 5 punti se tutti i cilindri possono essere rimossi. Scarica qui il modello 3D per eseguire il test: Test stampante 3D n.6: Vibrazioni sugli assi X e Y Questo test valuta sia la risonanza meccanica degli assi X e Y, che il controllo della deposizione durante le estrusioni lineari. Infatti, le pareti formate da un solo guscio ti permettono di verificare se lo spessore dell’estrusione sia uguale a quella impostata nello slicer. Poiché la risonanza è difficile da misurare quantitativamente, il risultato sarà solamente di tipo fallito/superato. Se c’è qualche increspatura agli angoli o nel punto medio della parete di stampa con l’inserto, il test è fallito. Assegna quindi alla stampa un valore di 0 punti. Se non ci sono increspature invece il test è superato e puoi assegnare alla stampa un valore di 2 punti. Per quanto riguarda il controllo della deposizione invece, se misurando lo spessore della parete, trovi che la misura si discosta di massimo 0,1 millimetri dal valore di "extrusion width" dello slicer allora assegna 1 punto. Con ogni altro valore il test non è passato, e quindi vale 0 punti. In questo caso ti metto a disposizione due modelli 3D. Questi si differenziano per lo spessore delle pareti verticali: nel primo hanno spessore 0.5mm, nel secondo hanno spessore 1mm. In base all'ugello che monta la tua stampante 3D dovrai scegliere il modello che più ha senso! Scarica qui il modello 3D per eseguire il test: Test stampante 3D n.7: Wobble Con il modello della torre sarai in grado anche di valutare il cosiddetto "wobble". Questo difetto riguarda l’asse Z. Per la valutazione si deve illuminare dall’alto la stampa e valutare, se c’è una notevole perdita degli strati nella metà superiore della stampa. Se vedi più di 6/7 ombre molto marcate, sintomo che hai spessori più grandi o più piccoli, allora la stampa è fallita e dovrai assegnare 0 punti. Se non c’è differenza tra i layer, oppure si presenta in pochi punti, il test è passato e puoi assegnare alla stampa un valore di “2”. Scarica qui il modello 3D per eseguire il test: Se riscontri problemi di wobble, puoi correggerli seguendo le indicazioni di questa guida: Sommiamo i risultati: che punteggio hai ottenuto? Terminati tutti i test potrai ottenere un punteggio complessivo della tua stampante e saprai anche quali sono i punti più carenti su cui mettere mano. Che punteggio hai ottenuto? Faccelo sapere commentando questo post e non dimenticare di caricare le foto dei tuoi risultati nella galleria immagini!
  16. Quando apri il tuo slicer, qualunque esso sia, i parametri di base da impostare sono sempre gli stessi. Tra questi, senza alcun dubbio, trovi quello corrispondente alla ‘extrusion width’. Ma esattamente cos'è l'extrusion width? E come può questo parametro influenzare il risultato delle tue stampe 3D? Se stai cercando risposta a queste domande, sei nel posto giusto! Sapere come impostare correttamente l'extrusion width è di fondamentale importanza se vuoi assicurarti di avere sotto controllo alcune caratteristiche fondamentali per la stampa 3D, tra cui: accuratezza dimensionale; evitare deformazioni; ottenere risultati estetici di alta qualità. In questa guida analizzeremo nel dettaglio il parametro di extrusion width, capendo cos'è, come funziona e come va impostato per ottenere i migliori risultati di stampa. In questa guida: > Extrusion width: spieghiamo nel dettaglio cos'è la 'larghezza di estrusione' > Come impostare correttamente la larghezza di estrusione > Cosa succede se aumento o diminuisco l'extrusion width > Perché dovrei modificare il parametro di extrusion width? > Attenzione: ridurre la larghezza di estrusione non significa stampare in modo più preciso! > Un esempio per capire come funziona l'extrusion width Extrusion width: spieghiamo nel dettaglio cos'è la 'larghezza di estrusione' Extrusion width significa letteralmente ‘larghezza di estrusione’. Quando la tua stampante 3D estrude materiale, questa va a realizzare una 'linea', o in altri termini, una striscia di materiale. Questa striscia, una volta depositata, può essere più o meno larga a seconda di determinate caratteristiche o parametri, tra cui la vicinanza dell’ugello al piatto di stampa e la extrusion width. In questa guida devo necessariamente dare per scontato che il piano della tua stampante 3D sia stato livellato alla perfezione. Se così non fosse, sappi che un piano livellato male può incidere molto sull'accuratezza delle tue stampe e su alcuni parametri impostati nello slicer, tra cui anche l'extrusion width. Inoltre, un piano livellato con poca attenzione può portare direttamente a problemi di wobble. Se sei convinto che il piatto della tua stampante 3D sia perfettamente livellato ma continui a notare problemi di wobble, stampe ondulate, zigrinate o poco precise, ti consiglio di leggere la mia guida dedicata alla risoluzione di questi problemi: Tornando a noi... concentriamoci ora sulla larghezza di estrusione! Come impostare correttamente la larghezza di estrusione - extrusion width Entriamo ora nei dettagli: come impostare correttamente la larghezza di estrusione - extrusion width? Bene, partiamo dalla base. Abbiamo già detto che la larghezza di estrusione corrisponde alla striscia di materiale depositato dal nostro estrusore. Da questa constatazione, ne consegue che l'extrusion width è un parametro strettamente correlato con la dimensione dell'ugello montato sulla tua stampante 3D. Inoltre, l'unità di misura dell'extrusion width sono i millimetri. Solitamente, il valore di default dell'extrusion width è pari alla dimensione del foro del tuo ugello maggiorata di un 15% o 20%. Il valore più comune in assoluto è 0.48 mm, in quanto la maggior parte delle stampanti 3D FDM monta ugelli con diametro da 0.4 millimetri. Viene da sé che, se monti un ugello di dimensione diversa (0.3, 0.6, 0.8 mm) è bene che tu lo sappia e che la larghezza di estrusione sia correttamente impostata! Ma perché la l'extrusion width va impostata esattamente seguendo la dimensione dell'ugello? Attenzione: questa è una regola da prendere con le pinze. In genere, quando si stampa in 3D, il diametro dell'ugello definisce a cascata numerose caratteristiche della stampa. Il diametro dell'ugello definisce anche quanto materiale può, fisicamente parlando, essere estruso in determinate condizioni di stampa. Qui introduciamo due parametri di stampa molto importanti, di cui parleremo in fondo alla guida: la velocità di stampa; il flusso di stampa. Considerando l'utilizzo di parametri di velocità e flusso di stampa nella norma - stampiamo senza voler strafare 😅 -, l'extrusion width si imposta pari alla dimensione del foro dell'ugello per avere sotto controllo la stampa dal punto di vista dimensionale. Pensaci: quando guardi l'anteprima prodotta dal tuo software slicer vai ad analizzare le strisce di materiale che saranno depositate dall'ugello. Se sai che l'ugello è da 0.4 mm e il tuo modello deve avere 2 perimetri, è molto facile intuire e visualizzare a schermo 2 perimetri affiancati da 0.4 mm l'uno. Inoltre, quando il modello sarà stampato e vorrai verificarne le dimensioni col calibro, potrai andare sul sicuro sapendo che la dimensione misurata dovrà essere un multiplo di 0.4 mm. Ok... Fin qui direi che tutto sia stato abbastanza semplice. Ma cosa succede se incrementi o riduci il valore di extrusion width? Vediamolo insieme. Cosa succede se aumento o diminuisco l'extrusion width Ora, facciamo un'ipotesi: ammettiamo che tu voglia aumentare la dimensione delle strisce di materiale depositato durante la stampa, mantenendo però invariata la dimensione dell'ugello stesso. Ebbene, è qualcosa che puoi tranquillamente fare! Se aumenti o diminuisci il valore di extrusion width nel tuo slicer, il software aumenterà o diminuirà la quantità di materiale estruso a parità di lunghezza della striscia di materiale depositato. La conseguenza è che la striscia di materiale depositato, la quale è costretta tra ugello e piatto di stampa, tenderà rispettivamente ad avere una forma allargata o una forma più ristretta. Puoi tranquillamente modificare il valore di extrusion width nel tuo slicer, ma ricordati di non discostarti troppo dalla misura della dimensione del tuo ugello. Se la stampante estrude troppo filamento, puoi facilmente accorgertene perché questo tenderà ad andare notevolmente fuori dai bordi dell’ugello. In tal caso, si parla di over extrusion. Al contrario, quando la quantità di materiale estrusa risulta in quantità ridotta, si parla di under extrusion. Perché dovrei modificare il parametro di extrusion width? Penso te lo starai chiedendo anche tu. Viste le problematiche che derivano dall'aver modificato la larghezza di estrusione, per quale motivo dovresti modificare questo parametro? Le risposte sono molteplici e tutte hanno una loro logica funzionale. Voglio ridurre i tempi di stampa Nel caso tu voglia ridurre i tempi di stampa, potresti valutare l'idea di aumentare l'extrusion width, così da aumentare la dimensione della striscia di materiale estruso. Di conseguenza potrai permetterti di stampare a velocità più sostenute e di aumentare il flusso di materiale estruso. Come vedi, in questo caso entrano in gioco i due parametri di cui parlavamo prima: la velocità e il flusso di stampa. Questi vanno regolati alla perfezione per far sì che tu non vada incontro a problemi di over extrusion, i quali sono sempre dietro l'angolo. In stampa noterai dei layer più irregolari ed evidenti, mentre i particolari come gli angoli risulteranno arrotondati e quindi poco definiti. Per capire meglio questo ultimo passaggio prova a pensare ad un semplice disegno su carta: sarà molto facile disegnare dei particolari con una matita appuntita mentre sarà molto difficile farlo con un grosso pennarello. Insomma, se davvero vuoi ridurre i tempi di stampa, dovresti valutare l'acquisto di un ugello di maggiori dimensioni. Allora sì che la quantità di materiale estruso potrà davvero essere maggiore, seppure a discapito della precisione. Puoi trovare molto facilmente dei set di ugelli, forniti in varie dimensioni da 0.2 mm a 1 mm e ad un costo veramente irrisorio (10 € massimo!). Vedi offerta su Amazon Voglio che le strisce di materiale aderiscano perfettamente tra di loro Questa motivazione è più che lecita, ed è il principale motivo per cui di base l'extrusion width ha un valore maggiorato rispetto alla dimensione dell'ugello. Per far sì che le strisce di materiale aderiscano perfettamente tra loro e evitare fastidiose fessure tra di esse, puoi sicuramente aumentare leggermente l'extrusion width. Mi raccomando però, dico "leggermente" perché, anche in questo caso, l'over extrusion è pronta a entrare in gioco. Attenzione: ridurre la larghezza di estrusione non significa stampare in modo più preciso! Non te la prendere, ma in tanti subito pensano che riducendo la quantità di materiale estruso la stampa risulterà più precisa 😆 Chiaramente non è così. Semplicemente, a parità di lunghezza della striscia depositata, la quantità di materiale estrusa sarà inferiore. Se vuoi spingerti in dettagli molto piccoli, l'unico modo per farlo è montare un ugello con dimensione inferiore a quello che già usi. In questo modo ti stupirai dei risultati che si possono ottenere anche con una stampante 3D FDM. Un esempio per capire come funziona l'extrusion width Nell’immagine che segue abbiamo messo sotto la lente d'ingrandimento un modello 3D dalle geometrie complesse, utilizzando lo slicer Cura Ultimaker. Abbiamo impostato due valori differenti di extrusion width per un ugello da 0.4 millimetri. Nel primo caso l'extrusion width è pari alla dimensione dell’ugello, nel secondo caso invece è impostata a 0.9 mm. Dalle due immagini possiamo effettivamente vedere la differenza che si otterrà nel risultato di stampa ed è facile notare come nel secondo caso si vadano a perdere numerosi dettagli del modello in stampa. Tutte le forme verranno approssimate e, inoltre, quelle parti che sono più piccole della larghezza di estrusione non verranno stampate.
  17. Per ottenere delle stampe di ottima qualità è necessario tenere sott'occhio tutti i parametri dello slicer, in modo da poterli impostare al meglio a seconda delle necessità. A parità di stampante, materiale e temperature, ogni modello lanciato in stampa richiede una particolare attenzione e una regolazione personalizzata. In questa guida andremo ad analizzare le funzioni di skirt, brim e raft, così da capire cosa sono, che funzioni hanno e in quali casi ha senso utilizzarli. In più, scopriremo come usarli per migliorare l'adesione al piano di stampa! Proprio così, perché skirt, brim e raft possono essere dei fedelissimi alleati del piatto di stampa, evitando distacchi e fastidiose deformazioni alla base del pezzo. In questa guida: > Skirt, cos'è e a cosa serve > Brim, cos'è e a cosa serve > Raft, cos'è e a cosa serve > Come migliorare l'adesione di skirt, brim e raft al piano di stampa Skirt, cos'è e a cosa serve Lo skirt è una funzione che va a creare delle linee di materiale intorno all'oggetto in stampa. Tecnicamente, si tratta di un offset del primo layer e, essendo distanziato dall'oggetto stesso, non ha funzione di migliorare l'adesione del pezzo sul piano. O meglio, non direttamente. Lo skirt, infatti, è utilizzato come modalità standard nella stampa 3D a filamento in quanto, grazie ad esso, è possibile vedere come il primo layer di stampa aderisce al piano. Ha quindi principalmente una funzione di controllo, che permette di interrompere il processo se qualcosa va per il verso sbagliato. Spesso viene utilizzato per capire se il piatto è livellato correttamente: controllando lo skirt puoi accorgerti molto velocemente se il filamento risulta troppo schiacciato o se al contrario non riesce ad aderire, staccandosi. Infine, lo skirt è molto utile anche per dare continuità al flusso di materiale. E' infatti frequente che, ad inizio estrusione, il flusso non sia regolare. Per questo motivo, far estrudere alla macchina del materiale sul piano prima di iniziare a produrre il pezzo può evitare di compromettere il primo layer di stampa. I parametri base per impostare lo skirt sono il numero di linee da cui è composto e la distanza con cui viene realizzato rispetto al modello in stampa. Non esistono dei parametri corretti in assoluto, molto dipende dalla dimensione dell'oggetto, dalla qualità di stampa impostata e dalle impostazioni del primo layer. In generale, possiamo dire che più grande è la dimensione del primo layer dell'oggetto, maggiore risulterà il perimetro dello skirt. Di conseguenza, se la superficie coperta dallo skirt è molto grande, avrai necessità di realizzarne meno linee. Potrai inserire una lunghezza minima da estrudere, così da essere sicuro che anche in un pezzo piccolo venga garantita la minima estrusione essenziale per regolarizzare il flusso di materiale. Brim, cos'è e a cosa serve Una volta compreso lo skirt, risulta estremamente semplice introdurre il concetto di brim. Quest'ultimo non è altro che uno skirt attaccato al pezzo da stampare o, se preferisci, un'estensione del primo layer dell'oggetto in stampa. Il brim aderisce a tutto il perimetro del pezzo e ha lo scopo di aumentarne la superficie di contatto col piano. Avrai quindi, oltre al vantaggio di una regolarizzazione dell'estrusione, anche una migliore adesione al piano di stampa. In alcuni slicer, come in Cura Ultimaker, puoi selezionare l'utilizzo di brim o skirt. In altri, come ad esempio su Simplify3D, ti basterà impostare uno skirt ad una distanza dal pezzo pari a 0 millimetri. Il risultato sarà esattamente lo stesso! Lo svantaggio del brim è quello di doverlo rimuovere dal pezzo a fine stampa. Se i parametri della stampa, soprattutto il flusso, non sono stati impostati in maniera corretta, o se l'ugello è troppo attaccato al piano, la rimozione del brim sarà sicuramente difficoltosa. Per assicurarti di non riscontrare problemi di distacco del brim, ti consiglio da leggere la mia guida dedicata all'extrusion width. Penso ti sarà davvero molto utile. Per facilitare ulteriormente il distacco del brim dal pezzo, ti basterà diminuire la larghezza della linea (skirt/brim line width) se utilizzi Cura Ultimaker. Se usi Simplify 3D, puoi impostare l'offset dal pezzo (skirt offset from part) ad un valore minimo, per esempio 0,1 millimetri. Il numero di linee del brim si imposta a seconda di quanto vuoi incrementare l'adesione al piano. Solitamente, non è necessario superare il centimetro. In modelli complessi l'opzione per eseguire il brim solo nelle pareti esterne può tornare molto comoda. Raft, cos'è e a cosa serve Il principale ruolo del raft è quello di migliorare l'adesione al piano di stampa. Viene solitamente utilizzato quando si stampa in ABS, ma nulla vieta di sfruttarlo anche con altri materiali. Il raft è composto da una serie di strati di materiale sui quali viene stampato il pezzo. Avrai quindi una base d'appoggio prodotta con lo stesso materiale con cui verrà realizzato il modello. Il raft è generalmente composto da tre strati: un basamento, composto a sua volta da uno o più layer semi-vuoti; uno strato intermedio, realizzato con uno o più layer a basso riempimento; un top layer, realizzato da uno o più layer pieni. Il riempimento del top layer, ossia quello che dovrà essere a contatto col modello, influenzerà sull'adesione, così come la distanza del pezzo dal top layer. Entrambi questi parametri vanno gestiti al meglio per avere la massima adesione possibile, garantendo però una facile rimozione del modello a fine stampa. Un riempimento a maglia troppo larga comporterà una cattiva adesione e una finitura imperfetta del primo layer del modello. La condizione ideale prevede un riempimento al 100%, gestendo al meglio il valore della distanza del pezzo dal raft. A seconda del comportamento della stampante e dal materiale utilizzato, skirt, brim e raft saranno sempre pronti ad aiutarti a migliorare l'adesione del pezzo al piano di stampa. Come migliorare l'adesione di skirt, brim e raft al piano di stampa Proprio come i normali modelli, anche skirt, brim e raft possono essere soggetti a distacchi dal piatto di stampa. Le soluzioni ai distacchi dal piano di stampa sono molteplici e prevedono l'uso di strumenti aggiuntivi, spesso essenziali! Dimafix, fissante per stampa 3D Uno strumento essenziale per migliorare l'adesione al piatto di stampa è la lacca o colla spray. La più usata di tutte è sicuramente il Dimafix, uno spray adesivo estremamente performante e fortemente consigliato anche per le stampe in ABS. Vedi offerta su Amazon Lacca per capelli Splend'Or Per i più nostalgici invece, la classica lacca per capelli Splend'Or resta un must. Cosa meno del Dimafix e, devo ammettere, ha sempre svolto in modo egregio la sua funzione. Vedi offerta su Amazon Nastro adesivo Blue Tape Una soluzione sempre valida e utile a migliorare l'adesione al piano di stampa è quella di applicare sul piano del nastro adesivo BlueTape. Quello della 3M costa leggermente di più, ma ti posso assicurare che è l'unico che a sua volta non si stacca dal piatto di stampa! Vedi offerta su Amazon Piano di stampa in PEI Una valida soluzione potrebbe essere quella di cambiare piano di stampa. Oggi sono disponibili numerose soluzioni, tra cui anche i piatti di stampa flessibili. Il piatto di stmapa flessibile agevole notevolmente la rimozione dei pezzi, essendo in grado di deformarsi. Il più noto è il piatto di stampa in PEI. Garantisce una buona adesione per la maggior parte dei materiali da stampa 3D FDM e limita i distacchi. Vedi offerta su Amazon Piano di stampa forato E per finire... questa credo che sia la soluzione definitiva a qualsiasi problema di adesione: un piatto di stampa forato. Se monti un piano di stampa forato, il primo layer del tuo pezzo potrà entrare leggermente nei fori del piatto. Immagina di usarlo insieme al raft o allo skirt. Adesione assicurata! Lo trovi su Amazon ad un prezzo veramente accessibile. In più la dimensione del piatto forato Creality si adatta abbastanza bene alla maggior parte delle stampanti 3D. Vedi offerta su Amazon Mi fermo qui, altrimenti potrei andare avanti per ore consigliandoti numerosi altri prodotti. Se vuoi ulteriori consigli, ho scritto una guida dedicata a riguardo. Lascia un commento a questa guida e fammi sapere se sei riuscito a impostare correttamente i parametri di skirt, brim e raft! E non dimenticarti di seguire la nostra community. A presto!
  18. Come trasformare una foto 2D in una foto 3D? Mai stato così semplice! In questa guida vedrai come trasformare una semplice fotografia in una foto 3D da stampare con la tua stampante 3D. Come prima cosa mi sembra doveroso fare un minimo di introduzione sul sistema che useremo: la litofania. La litofania è un semplice metodo utilizzato per rappresentare in maniera creativa le classiche fotografie. La litofania è una raffigurazione dove l’alternanza di spessori della superficie da luogo ad una immagine, visibile solamente se posizionata di fronte ad una fonte luminosa. Ma come si fa a preparare correttamente un file 3D per produrre una litofania? Beh, diciamo che hai a disposizione due strade: puoi chiedere consiglio sul forum, sicuramente qualcuno sarà felice di aiutarti 😊; oppure puoi continuare a leggere questa guida. Ci penserò io a guidarti passo passo nelle procedure. In entrambi i casi otterrai il risultato in pochissimi passaggi! Bene, se hai scelto la tua foto 2D direi che siamo pronti a trasformarla in una foto 3D, pronta per essere stampata. Let's go! In questa guida: > Come produrre la tua litofania - dalla foto 2D alla stampa 3D > Produrre una litofania utilizzando Cura Ultimaker > Produrre una litofania utilizzando 3dp.rocks > Litofania con la stampa 3D: i migliori materiali da usare > Ultimi consigli per la tua litofania 3D Come produrre la tua litofania - dalla foto 2D alla stampa 3D Come prima cosa, un dettaglio fondamentale: la tua foto 2D deve essere necessariamente convertita in scala di grigi. Nelle litofanie, infatti, le parti più scure di un’immagine corrispondono a spessori maggiori, mentre le parti più chiare corrispondono a spessori sottili. Tutte le sfumature dello spettro, che in una immagine bianco e nero sono rappresentate dai vari livelli di grigio, sono in questo caso il risultato di tutti gli spessori intermedi contenuti tra un valore massimo e un valore minimo. Recentemente abbiamo visto un grande sfoggio di questa tecnica. Al contrario di ciò che si possa pensare però, la litofania è di origine antica. Infatti, già all’inizio dell’Ottocento troviamo i primi esempi realizzati in porcellana con ciotole e ritratti provenienti da Cina, Francia, Inghilterra. La tecnica è stata poi accantonata a causa dei costi elevati. Inutile dire che con l'avvento della stampa 3D, la litofania ha subito scoperto una nuova diffusione, facendo diventare il processo estremamente semplice ed accessibile a tutti. Ci sono immagini che per loro natura si prestano più o meno bene a questa tecnica. In generale però, possiamo affermare che tutte le fotografie possono essere rappresentate con la litofania. Per fare ciò esistono diversi metodi. In questa guida analizzeremo due tecniche estremamente semplici, con cui potrai ottenere un ottimo risultato in pochi click. Nella nostra dimostrazione, partiremo da questa immagine: Produrre una litofania utilizzando Cura Ultimaker Sapevi che Cura Ultimaker integra al suo interno la possibilità di fare litofanie? Ebbene sì, ed è estremamente immediato. Basta trascinare un’immagine all'interno del software ed impostare i valori corretti nel menù che appare in seguito. I primi due riguardano lo spessore massimo, che rappresenterà il colore più scuro della nostra immagine, e lo spessore minimo, che rappresenterà il colore più chiaro. Come puoi vedere nell'immagine riportata qui sopra, io ho impostato 3 millimetri come ‘Altezza’ e 0,8 millimetri come ‘Base’. I valori di ‘Larghezza’ e ‘Profondità’ sono le dimensioni in X e in Y della tua immagine. Modificando una dimensione, l’altra cambierà di conseguenza, rispettando il rapporto dimensionale della foto di origine (nel nostro caso 16:9). Molto importante è impostare l’opzione ‘Più scuro è più alto’, altrimenti otterrai una litografia e non una litofania. Fatto ciò, non ti resta che andare in stampa! La tua foto 2D verrà riprodotta come foto 3D. Produrre una litofania utilizzando 3dp.rocks 3dp.rocks è un servizio online e gratuito che ti permette di creare litofanie con qualche possibilità in più rispetto alla funzione integrata di Cura. Puoi anche decidere se spalmare l’immagine finale su una superficie curva, su una sfera o altro ancora. Accedendo a ‘Settings’>’Model settings’ trovi le impostazioni di spessore che abbiamo visto in precedenza, oltre ad altre per aggiungere cornici o una base di appoggio. Su ‘Image settings’, invece, è importante selezionare ‘Positive image’ e cliccare poi su ‘Refresh’ per ottenere l’immagine corretta per una litofania. Infine, dovrai solamente scaricare il modello 3D generato dal programma e caricarlo nello slicer che preferisci per stampare in 3D. 3dp.rocks è raggiungibile a questo link. Litofania con la stampa 3D: i migliori materiali da usare Se hai letto questa guida fino qui, ti meriti qualche consiglio tra amici. Per ottenere il massimo dalla tua litofania, il segreto sta nell'usare un filamento di colore bianco o neutro. Questo garantisce il risultato migliore, in quanto solitamente i filamenti poco pigmentati presentano maggiori trasparenze negli spessori ridotti. Se vuoi provare un materiale di colore neutro, ti consiglio il PLA Natural Verbatim. Lo trovi su Amazon, con spedizione immediata se hai Amazon Prime. Vedi offerta In alternativa, mi sento di consigliarti il PLA Bianco di Amazon Basics. Oltre a prestarsi bene alla realizzazione di litofanie, è anche un ottimo materiale da essere usato in qualsiasi altra stampa. Vedi offerta Perché ti consiglio del PLA, ti starai chiedendo? La risposta è veramente semplice. Le litofanie si presentano come dei parallelepipedi di materiale, solitamente con spessori ridotti. Se usassimo materiali che vengono stampati ad alte temperature o soggetti a forti ritiri, la litofania rischierebbe di deformarsi negli angoli o, ancora peggio, di staccarsi dal piano di stampa! Per questi motivi, il mio consiglio è quello di usare del PLA, un materiale che ritira poco e si estrude a temperature relativamente basse. Se vuoi risparmiare al massimo sull'acquisto del filamento, questi sono i 5 filamenti più economici per la stampa 3D che abbiamo trovato: Ultimi consigli per la tua litofania 3D Mi raccomando, poni attenzione alla qualità di stampa. Più sarà alta, più dettagliata sarà la tua litofania. Ricorda che i parametri di spessore sono strettamente legati alla fonte di luce che accosterai alla stampa. Se ti accorgi che la fonte luminosa è debole e non lascia intravedere al meglio l’immagine, adegua gli spessori diminuendo soprattutto quello minimo. Infine, non dimenticare: usa l'infill al 100% 😉 Ora non ti resta che stampare! Di seguito ti lascio qualche discussione sul forum. Non dimenticarti di lasciare un commento e di condividere la tua litofania nella Galleria fotografica della community!
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