Felfil, un estrusore domestico per produrre il filamento da stampa 3D

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    Il riutilizzo è uno dei temi più sentiti nel mondo del DoItYourself. Quando si parla di stampa 3D, il termine giusto da utilizzare è “riciclo” in quanto, è inutile nasconderlo, lo spreco di materiale plastico è inevitabile in quasi ogni sessione di stampa. C’è chi usa il “brim”, c’è chi ama il “raft”, spesso si usano i supporti e, ancora più spesso, ci ritrova a dover bloccare la stampa a causa degli errori più svariati. Il metodo per riciclare tutti questi scarti c’è, e consiste negli ormai conosciutissimi estrusori di filamento come Protocycler, FilaLab e l’estrusore di EWE Industries, tutte macchine che permettono di ottenere filamento per la stampa 3D partendo da granuli polimerici – i famosi pellets. Questa tendenza sta diventando sempre più importante, al punto che anche il famoso marchio produttore di filamento per stampa 3D ColorFabb ha iniziato a commercializzare pellets di PLA.

    Oggi intendiamo presentarvi un nuovissimo progetto italiano ideato dal Collettivo Cocomeri, giovane team di designer torinesi specializzati nel settore dell’ecodesign.

    Felfil, un estrusore domestico per produrre il filamento da stampa 3D

    Estratto dal comunicato stampa:

    “Sviluppato come open-hardware autoproducibile, tutti i dettagli tecnici e le istruzioni per la sua realizzazione concreta sono accessibili presso il sito web felfil.com, coperti da una licenza creative commons non commerciale. Questa versione fa largo uso di componenti di recupero a basso costo, dal motore da tergicristallo alla trasmissione a catena di derivazione ciclistica, tutti elementi che hanno lo scopo di renderne accessibile la costruzione.
    Per coloro i quali non fossero interessati all’autoproduzione e ne volessero uno già pronto all’uso presto sarà pronta una versione di Felfil evoluta e pensata per una piccola produzione in serie. I componenti di recupero saranno sostituiti da elementi standard, mantenendo il prezzo finale il più basso possibile.

    felfil Felfil è un piccolo macchinario che prende ispirazione per il suo funzionamento dagli estrusori di tipo industriale. Utilizzandolo sarà possibile ottenere filamento a partire da qualsiasi polimero termoplastico la cui temperatura di fusione non ecceda i 300°c. Questa temperatura viene raggiunta attraverso l’utilizzo di una resistenza a fascia che circonda una camera di fusione in acciaio tornito. All’interno una vite senza fine collegata ad un motore elettrico in grado di sviluppare circa 9 Nm di coppia garantisce una pressione costante del materiale. Materiale, in pellet o granuli, che viene versato in una tramoggia da cui pesca direttamente la vite.
    In uscita, la plastica ormai sciolta dalla temperatura, passa attraverso un ugello accuratamente dimensionato. L’ugello in ottone tornito permette un minor attrito, inoltre una retina evita che porzioni di materiale ancora solido interferiscano con una corretta estrusione. Particolarità di questo ugello è poi il fatto di essere stato studiato e sagomato per dissipare parte del calore proveniente dalla camera. L’abbassamento della temperatura, nel tratto finale d’estrusione, permette maggiore costanza nell’ottenimento del filamento; il quale, in base all’ugello scelto potrà essere da 1,75mm o 3mm di diametro.

    felfil Il controllo della temperatura è ottenuto da un sistema PID liberamente controllabile dall’utente. E’ inoltre in fase di sviluppo una versione che sfrutti le capacità di Arduino come regolatore di temperatura.
    La struttura portante di camera-ugello-vite è in alluminio piegato, in grado di garantire ottimi risultati strutturali ad un costo contenuto.
    La scelta strategica è infatti quella di garantire un prodotto di qualità, dal punto di vista tecnico, ad un prezzo competitivo, rinunciando a quei componenti superflui che non migliorano concretamente l’esperienza dell’utente.”

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    Sembra quindi che i ragazzi torinesi facciano sul serio, mantenendo una grande impronta open source e garantendo all’utente finale la libertà di riutilizzare i propri scarti polimerici. Sicuramente sarebbe apprezzabile una formula di upgrade dedicata all’estrusione di filamento in più colori, proprio come permette l’estrusore Mosaic, è vero però che c’è ancora tempo per perfezionare ulteriori funzioni di tale prodotto.

    Siete incuriositi da Felfil e vorreste saperne di più? Il luogo più idoneo per parlarne è il nostro forum!