Skirt, brim e raft

Per ottenere delle stampe di ottima qualità è necessario tenere sott’occhio tutti i parametri dello slicer, in modo da poterli impostare al meglio a seconda delle necessità. Anche a parità di stampante, materiale e temperature, ogni modello lanciato in stampa richiede una particolare attenzione e una regolazione personalizzata. In questa guida andremo ad analizzare le funzioni di skirt, brim e raft, così da capire cosa sono, che funzioni hanno e in quali casi ha senso utilizzarli.

SKIRT

Lo skirt è una funzione che va a creare delle linee di materiale intorno all’oggetto in stampa. Tecnicamente, si tratta di un offset del primo layer e, essendo distanziato dall’oggetto stesso, non ha funzione di migliorare l’adesione del pezzo sul piano. O meglio, non direttamente. Lo skirt, infatti, è utilizzato come modalità standard nella stampa 3D a filamento in quanto, grazie ad esso, è possibile vedere come il primo layer di stampa aderisce al piano. Ha quindi principalmente una funzione di controllo, che permette di interrompere il processo se qualcosa va per il verso sbagliato. Spesso viene utilizzato per capire se il piatto è livellato correttamente: controllando lo skirt puoi accorgerti molto velocemente se il filamento risulta troppo schiacciato o se al contrario non riesce ad aderire, staccandosi.

Infine, lo skirt è molto utile anche per dare continuità al flusso di materiale. E’ infatti frequente che, ad inizio estrusione, il flusso non sia regolare. Per questo, far estrudere alla macchina del materiale sul piano prima di iniziare a produrre il pezzo può evitare di compromettere il primo layer di stampa.

I parametri base per impostare lo skirt sono il numero di linee da estrudere e la distanza dal pezzo. Non esistono dei parametri corretti in assoluto, molto dipende dalla dimensione dell’oggetto, dalla qualità di stampa impostata e dalle impostazioni del primo layer. In generale, possiamo dire che più grande è la dimensione del primo layer dell’oggetto, maggiore risulterà il perimetro dello skirt. Di conseguenza, se il perimetro dello skirt è molto grande, avrai necessità di meno linee di contorno. Potrai inserire una lunghezza minima da estrudere, così da essere sicuro che anche in un pezzo piccolo venga garantita la minima estrusione essenziale per regolarizzare il flusso di materiale.

Skirt, brim e raft

BRIM

Una volta compreso lo skirt, risulta estremamente semplice introdurre il concetto di brim. Quest’ultimo non è altro che uno skirt attaccato al pezzo da stampare o, se preferisci, un’estensione del primo layer dell’oggetto in stampa. Il brim aderisce a tutto il perimetro del pezzo e ha lo scopo di aumentarne la superficie di contatto col piano. Avrai quindi, oltre al vantaggio di una regolarizzazione dell’estrusione, anche una migliore adesione. In alcuni slicer, come Cura Ultimaker, potrai selezionare l’utilizzo di brim o skirt; in altri, come ad esempio su Simplify3D, ti basterà impostare uno skirt ad una distanza dal pezzo di 0 millimetri. Il risultato sarà esattamente lo stesso!

Lo svantaggio del brim è quello di doverlo rimuovere dal pezzo a fine stampa. Se i parametri della stampa, soprattutto il flusso, non sono stati impostati in maniera corretta, o se l’ugello è troppo attaccato al piano, la rimozione del brim sarà sicuramente difficoltosa. Per comprendere meglio il concetto di larghezza di estrusione abbiamo scritto una guida che potrebbe risultarti molto utile.

Per facilitare ulteriormente il distacco del brim dal pezzo, ti basterà diminuire la larghezza della linea (‘skirt/brim line width’) se utilizzi Cura Ultimaker, oppure impostare l’offset dal pezzo (‘skirt offset from part’) ad un valore minimo, per esempio 0,1 millimetri, se utilizzi Simplify3D. Il numero di linee del brim si imposta a seconda di quanto vuoi incrementare l’adesione al piano. Solitamente, non  è necessario superare il centimetro. In modelli complessi l’opzione per eseguire il brim solo nelle pareti esterne può tornare molto comoda.

Skirt, brim e raft

RAFT

Il principale ruolo del raft è l’incremento di adesione al piano di stampa. Viene solitamente utilizzato per l’ABS, ma nulla vieta di sfruttarlo con altri polimeri. In sostanza, il raft è composto da una serie di strati di materiale che fungono da piano di stampa per il pezzo: avrai quindi una base d’appoggio prodotta con lo stesso materiale con cui verrà realizzato il modello.

Il raft è generalmente composto da tre strati: un basamento composto da uno o più layer pieni, per facilitare l’adesione, uno strato intermedio di uno o più layer con basso riempimento, e un top layer, che viene estruso pieno oppure con riempimento a maglia fitta. Il riempimento del top layer, ossia quello che dovrà essere a contatto col modello, influenzerà sull’adesione, così come la distanza del pezzo dal top layer. Entrambi questi parametri vanno gestiti al meglio per avere la massima adesione possibile, garantendo però una facile rimozione del modello a fine stampa. Un riempimento a maglia troppo larga comporterà una cattiva adesione e una finitura imperfetta del primo layer del modello: la condizione ideale prevede un riempimento al 100%, gestendo al meglio il valore della distanza del pezzo dal raft.

Skirt, brim e raft

A seconda del comportamento della stampante ed dal materiale utilizzato, skirt, brim e raft saranno sempre pronti ad aiutarti a migliorare l’adesione del pezzo al piano di stampa. L’utilizzo di lacca, blue tape o prodotti specifici può sicuramente risparmiarti l’utilizzo di brim o raft, senza però andare a sostituire l’utile funzione di controllo dello skirt.

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