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  1. ciao a tutti. Qualcuno ha sentito o magari visto e guardato in qualche fiera questo scanner? Mi sembra buono e anche made in Italy come ce scritto su loro sito. Il prezzo su i 2100 euro. Sto pensando se prenderlo o scegliere qual cos'altro?
  2. Come da titolo cerco scan in a box fx usato nel caso qualcuno non lo usi più e abbia intenzione di venderlo sono interessato all'acquisto. contattati in pvt. Grazie
  3. pubblicazione comunicato stampa Creaform, leader mondiale nel settore delle soluzioni di misurazione 3D portatile e test non distruttivi (NDT), ha annunciato oggi che il suo scanner laser per metrologia HandySCAN 3D™ potrà essere utilizzato per rilevare le caratteristiche fisiche di ammaccature e giunzioni su tutti i modelli di aeroplani commerciali della Boeing. Boeing ha pubblicato un documento di servizio con le istruzioni per l'uso degli scanner 3D per la misurazione di ammaccature e giunzioni sugli aeroplani. La soluzione SmartDENT 3D™ con il suo scanner HandySCAN 3D sono stati utilizzati dalla Boeing nel processo di compilazione dei requisiti di qualità per il documento. “Creaform è fiera di vedere che aziende leader come la Boeing, si affidano alle soluzioni di scansione 3D per l'ispezione dei difetti superficiali. Con SmartDENT 3D, il nostro obiettivo è offrire una valutazione dei danni più precisa possibile ai nostri clienti, consentendo loro di prendere decisioni informate e sicure, e di rimettere l'aeroplano in servizio con tempi di fermo ridottissimi” ha dichiarato Jérôme Beaumont, Global NDT Business Manager presso Creaform. Scanner 3D e reverse engineering: leggi la nostra guida! Panoramica dei vantaggi di SmartDENT 3D Velocità: 80 volte più veloce della tecnica con calibro di profondità (pit gauge). È lo strumento per l'ispezione di danni superficiali sugli aeroplani più veloce e affidabile sul mercato. Misurazioni di livello metrologico per la manutenzione degli aeroplani: Lo scanner ha una precisione massima di 0,025 mm e una risoluzione massima di 0,100 mm, con un’elevata ripetibilità e certificazione rintracciabile. Valutazioni intuitive per l'approvazione: Con il suo design intuitivo e la visualizzazione software in tempo reale, le soluzioni per NDT della Creaform garantiscono un apprendimento rapido, minimizzando l'influenza dell'esperienza dell'operatore sulla precisione dei risultati. Visualizzazione in tempo reale e portabilità: Con un peso inferiore a un chilo, lo scanner manuale è lo strumento perfetto per lavorare in hangar o anche all'aperto. Gli operatori possono eseguire con facilità ispezioni superficiali 3D di qualsiasi parte di un aeroplano (inclusi i lati superiore e inferiore delle ali) per le quali si utilizzerebbero tecniche manuali. In aggiunta alla conformità nel documento della Boeing, gli scanner HandySCAN 3D della Creaform figurano nel manuale di equipaggiamento tecnico di Airbus, a cui si fa riferimento nel Manuale delle riparazioni strutturali. I tecnici del controllo qualità e gli operatori MRO che desiderano migliorare i tempi di revisione e la redditività possono rivolgersi a Creaform per saperne di più sulle loro soluzioni per NDT.
  4. L'ultima generazione di Go!SCAN 3D, denominata GO!SCAN SPARK, offre velocità senza pari, facilità d'uso e un'esperienza di scansione 3D ideale per ingegneri e product designer. Creaform, leader mondiale nel campo delle soluzioni di misurazione 3D portatili e automatizzate, ha lanciato il nuovo GO!SCAN SPARK. La terza generazione dello scanner 3D portatile professionale Go!SCAN 3D di Creaform è ideale per i professionisti dello sviluppo dei prodotti che richiedono uno scanner portatile ed efficiente per acquisire i dati 3D degli oggetti fisici in ogni luogo. Go!SCAN SPARK offre quattro telecamere in linea, per una scansione 3D e un'acquisizione del colore più veloci, e un design ergonomico adatto a diverse posizioni delle mani. GO!SCAN SPARK offre misurazioni dimensionali a campo pieno su una vasta gamma di superfici e texture, ed è adatto a diverse applicazioni di sviluppo dei prodotti. Un potente strumento per ridurre il tempo di accesso al mercato dei prodotti Plug and play: non occorre alcuna installazione. Posizionamento efficace utilizzando geometrie, colori o target Risoluzione quadrupla: eccellente qualità di scansione con tracciamento impeccabile di texture e geometria del colore Velocità di misurazione 3 volte superiore e file immediatamente utilizzabili:area di scansione con 99 strisce e fino a 1.500.000 di misurazioni al secondo, per poter ridurre il tempo necessario per ottenere file mesh utilizzabili e importabili nei software di modellazione e stampa 3D, senza alcuna post-elaborazione 2 volte più preciso: misurazioni affidabili fino a 0,050 mm Design intelligente: l'impugnatura multiposizione offre un'ergonomia efficiente grazie a un design efficace La scansione 3D nello sviluppo prodotti "Il lavoro degli ingegneri e dei product designer si è evoluto negli ultimi decenni. I team di sviluppo prodotti devono innovare in meno tempo, lavorare in remoto con team multidisciplinari e immettere prodotti sul mercato con una velocità più elevata che mai", spiega Simon Côté, responsabile del prodotto di Creaform. Go!SCAN SPARK consente di creare modelli 3D di qualità, facilitare il processo di iterazione del design, ridurre l'entità degli errori e accelerare il reverse engineering. Il nuovo Go!SCAN SPARK è uno strumento essenziale per la progettazione di prodotti, che consentirà ai produttori di restare leader nell'innovazione nei propri settori di mercato". Creaform ha presentato Go!SCAN SPARK durante il recente sales meeting in Québec. Per saperne di più puoi partecipare a uno dei webinar gratuiti, così da scoprire gli aspetti più interessanti di GO!SCAN SPARK.
  5. Io lo uso e trovo sia fantastico https://www.bellus3d.com
  6. Creaform ha lanciato un nuovo modello di Go!Scan, uno scanner 3D "economico" di livello professionale, che dovrebbe ulteriormente semplificare il processo di rilievo. Qui maggiori info!
  7. In questo articolo vi presentiamo 7 alternative DIY low-cost rispetto ai laser scanner presenti in commercio. Al giorno d'oggi i programmi di modellazione 3D stanno diventando sempre più user-friendly ed intuitivi, anche un utente alle prime armi non avrà difficoltà a modellare degli oggetti relativamente semplici e di uso quotidiano. Le cose, tuttavia, potrebbero complicarsi nel caso in cui si voglia modellare un oggetto molto complesso, come per esempio un volto umano oppure una macchina da corsa. Anche un utente mediamente esperto potrebbe avere qualche difficoltà per non parlare della grande quantità di tempo che si impiegherebbe per produrre il modello 3D. In questi casi, quando il gioco si fa duro, i duri fanno ricorso sempre più spesso al reverse-engineering ovvero al processo tramite il quale, a partire da un oggetto reale, si ricava un modello digitale dello stesso che, in fasi successive, potrebbe essere modificato oppure direttamente stampato in 3D. Mediante laser scanner si possono acquisire modelli 3D abbastanza accurati di oggetti complessi ed oltretutto in tempi molto brevi. Peccato però che la stragrande maggioranza dei dispositivi presenti sul mercato abbia un costo piuttosto elevato (mediamente 300 - 400 euro, mi riferisco ai dispositivi desktop e non a quelli professionali il cui costo può arrivare tranquillamente anche ad alcune decine di migliaia di euro) e non accessibile ad una fetta sostanziale di utenti. Sensori Kinect ed Asus Xition Il famoso sensore della Xbox può essere usato come uno scanner 3D abbinandolo a programmi per poter effettuare l'acquisizione vera e propria del modello (per esempio KScan3D, Skanect 3D, ReconstructMe, Scenect, ecc). Il Kinect è facilmente reperibile sul mercato, ad un prezzo compreso tra 50 e 100 euro ed è facile da adoperare grazie anche alle numerosissime istruzioni d'uso e tutorial presenti su internet. Le scansioni effettuate con il Kinect sono di discreta qualità. In alternativa è possibile adoperare anche il sensore Asus Xition, reperibile ad un costo leggermente superiore rispetto al Kinect ma analogo a quest'ultimo in termini di prestazioni. Prossimamente scriveremo una guida d'uso del Kinect come scanner 3D. Spinscan Si tratta di un progetto totalmente opensurce sviluppato nel 2011 da Tony Buser e si basa semplicemente su un laser (per intenderci, il puntatore laser deve poter generare una linea e non un punto) ed una webcam. Su Thingiverse sono presenti tutte le istruzioni per realizzare le parti hardware ed un link ad un software di acquisizione. Spinscan ha ispirato numerosi altri progetti di scanner opensurce e non, Makerbot, infatti, si è basata anche su alcune intuizioni di Buser per lo sviluppo del proprio scanner Digitizer 3D. Fabscan Fabscan è uno scanner 3D opensurce ideato da uno studente dell'università di Aquisgrana, Francis Engelmann, che lo ha presentato come progetto per la propria tesi di laurea. Attualmente il progetto è implementato da René Bohne e Mario Lukas. Fabscan, a livello di principio di funzionamento, è simile a Spinscan, la differenza maggiore è rappresentata dalla presenza della struttura scatolare esterna che evita possibili interferenze di luce dovute all'ambiente esterno e migliora il risultato globale della scansione. Le istruzioni di assemblaggio e scansione sono reperibili qui. Atlas 3D Scanner Questo scanner opensurce ed openhardware è stato presentato su Kickstarter da Uriah Liggett, fondatore della Murobo LLC. La campagna di crowdfunding si è conclusa con successo il 7 Febbraio 2015 ed a breve lo scanner verrà commercializzato sotto forma di kit. Analogamente ai casi precedentemente visti, la scansione dell'oggetto, posizionato su una base rotante, avviene tramite un laser ed una webcam. A livello di elettronica, il kit Atlas sostituisce la scheda Arduino con una Raspberry Pi mentre la parte strutturale è costituita da elementi assemblabili stampati in 3D. per ulteriori informazioni vi rimandiamo al sito. Makerscanner Questo scanner opensurce è del tutto analogo agli altri dispositivi visti in precedenza, è composto infatti da parti strutturali stampabili in 3D e scaricabili in formato .STL qui, una webcam ed un laser che, in questo caso, deve essere in grado di ruotare per colpire compiutamente l'oggetto da scansionare. Prima di effettuare la scansione vera e propia, si devono fare alcune prove per calibrare il dispositivo, inoltre l'oggetto reale dovrebbe essere posizionato davanti ad un muro bianco e lontano da possibili disturbi ed interferenze di luce. Virtucube Questo scanner opensurce si differenzia dagli altri fin qui citati poiché, invece di adoperare un laser, sfrutta il fascio di luce generato da un proiettore. Per il resto, gli altri elementi sono delle parti strutturali stampabili in 3D, una webcam e una scheda Arduino. L'intero sistema può essere posizionato in un banale scatolone di cartone per evitare, come accennato già per lo scanner Fabscan, interferenze dovute alla luce ambientale. L'intero progetto è ripubblicato su Thingiverse in cui oltre alle parti strutturali in formato .STL, potrete trovare anche un video tutorial ed altri link utili per l'assemblaggio. Ciclop 3D scanner Lo scanner Ciclop 3D è stato presentato al CES da una azienda spagnola, la BQ ed al momento non è ancora disponibile sul mercato. Lo scanner in questione adopera due laser, una webcam usb ed una scheda ZUM BT-328 basata su Arduino. Il software per acquisire i modelli 3D, chiamato Horus, è stato creato anch'esso dalla BQ. La possibile data di commercializzazione è stimata entro la fine dell'anno in corso. Ognuno degli scanner precedentemente citati fornisce una nuvola di punti in grado di restituire una mesh abbastanza fedele all'oggetto reale scansionato. Naturalmente bisogna considerare che, dopo l'acquisizione, i dati output dovrebbero essere "puliti" e rimaneggiati mediante appositi programmi quali, ad esempio, Meshlab, ReMESH, MeshFix ecc. Avete già usato qualcuno di questi scanner? che ne pensate? scrivete sul forum se avete domande o per darci i vostri feedback a riguardo.
  8. Le tecnologie di rilievo, modellazione e stampa 3D stanno rivoluzionando il settore dei Beni Culturali, creando nuove forme di documentazione, fruizione e divulgazione. Proprio la tecnologia della stampa 3D, associata alle moderne tecniche di rilievo tridimensionale open source, consente di ottenere in tempi rapidi e a costi contenuti riproduzioni fisiche di reperti archeologici, elementi scultorei o architettonici che possono essere utilizzati a scopi differenti: per studio e ricerca, per la didattica con le scuole, per l'allestimento di percorsi museali alternativi. In quest'ottica è nato 3D ArcheoLab, un progetto di tre giovani professionisti dei Beni Culturali: Giulio Bigliardi, Sara Cappelli e Sofia Menconero. L'obiettivo del progetto 3D ArcheoLab è quello di permettere a tutti il libero e pieno accesso al nostro patrimonio culturale, facilitandone la fruizione attraverso il superamento delle barriere geografiche, fisiche e culturali. A questo scopo, 3D ArcheoLab utilizza tecnologie 3D libere, open source e low-cost per creare nuove forme di conoscenza, divulgazione e accessibilità del nostro patrimonio. 3D ArcheoLab si rivolge a tutti quei musei che vogliono rinnovare il proprio percorso espositivo e i propri servizi online e offline, attraverso un approccio più tecnologico, più innovativo e più coinvolgente. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2014/07/1-3d-archeolab-scanner-e-stampa-3d-monumenti-stampa-3d-forum.jpg Il primo passo è quello di creare una galleria fruibile liberamente online, anche in mobilità, e popolata di modelli 3D di reperti museali (un esempio: 3d-archeolab.sketchfab.me). Il team di 3D ArcheoLab è infatti specializzato nella realizzazione di rilievi e modelli 3D ad alta risoluzione di oggetti utilizzando esclusivamente software libero e open source. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2014/07/2-3d-archeolab-scanner-e-stampa-3d-monumenti-stampa-3d-forum.jpg Il secondo passo è quello di riprodurre gli oggetti rilevati in 3D attraverso la tecnologia della stampa 3D. Tali riproduzioni sono gli strumenti più efficaci per creare originali attività didattiche per le scuole e per gli studenti, nella convinzione che l’approccio tecnologico e lo sviluppo di soluzioni innovative che riuniscono educazione e intrattenimento sia il modo più efficace per migliorare la conoscenza del nostro patrimonio culturale tra le giovani generazioni. Infine, le riproduzioni vengono utilizzate per allestire all'interno dei musei percorsi tattili per non vedenti, in modo da garantire anche a loro un'esperienza di visita completa, troppo spesso legata solamente a testi descrittivi in braille o ad audioguide che in alcun modo riescono a restituire la complessità di un reperto. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2014/07/4-3d-archeolab-scanner-e-stampa-3d-monumenti-stampa-3d-forum.jpg Al momento 3D ArcheoLab ha attiva una collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale dell'Umbria di Perugia e con l'Accademia Valdarnese del Poggio di Montevarchi; ha inoltre in corso un progetto su Parma, in collaborazione con il costituendo On/Off FabLab Parma. Infine, collabora con Open Téchne e l'Istituto di Formazione e Ricerca della Federazione Italiana Club e Centri UNESCO nell'organizzazione di attività di formazione nel campo del software libero e dei Beni Culturali. 3D ArcheoLab: dall'oggetto reale alla riproduzione Il miglior modo che abbiamo oggi per una corretta documentazione di un qualsiasi oggetto è il rilievo tridimensionale, poiché consente di ricreare un modello virtuale identico all’originale, metricamente corretto e fotorealistico. Un modello 3D ci permette di estrarre un qualsiasi rilievo bidimensionale dell’oggetto, come prospetti, piante o sezioni, nonché di ricreare materialmente l’oggetto grazie alla tecnologia della stampa in 3D. Uno dei limiti principali ad un uso diffuso delle tecnologie di rilievo 3D (su tutte laser scanning e fotogrammetria) nell’ambito dei Beni Culturali è dato dal costo elevato per l’acquisto delle strumentazioni necessarie e delle rispettive applicazioni, spesso nell’ordine delle decine di migliaia di euro. Tuttavia, oggi esistono tecnologie e software liberi e open source che, partendo da semplici immagini digitali, consentono di ottenere un accurato rilievo 3D semplicemente utilizzando una macchina fotografica digitale, anche compatta, e un PC di medie prestazioni, come un notebook. Il primo passaggio fondamentale è ovviamente l’acquisizione di buone fotografie digitali. In questa fase è certamente utile l’utilizzo di una buona macchina fotografica, anche se camere compatte e addirittura smartphone hanno dato buoni risultati (qui un esempio). In certe situazioni può essere molto utile l’uso di un cavalletto, sopratutto in luoghi chiusi con poca luce dove il rischio di ottenere immagini mosse è molto alto; è infatti da evitare l’uso del flash. Può risultare utile anche l’uso di un manfrotto nei casi in cui l’oggetto da fotografare sia particolarmente alto e diventi impossibile scattare fotografie anche della parte più elevata dell’oggetto. Quando scattiamo le fotografie dobbiamo sempre considerare la tridimensionalità dell’oggetto che abbiamo di fronte. Per ottenere un rilievo completo e accurato è indispensabile scattare foto tutt’attorno all’oggetto: su tutti i lati, sopra e, se possibile, anche sotto. Ogni porzione dell’oggetto deve comparire in almeno tre fotografie e ogni foto deve avere un margine di sovrapposizione del 60% circa con quelle adiacenti. In pratica, si scatta una prima fotografia, poi ci si sposta un po’ di lato e se ne scatta un’altra, e così via finché abbiamo compiuto un giro completo attorno all’oggetto e non siamo tornati al punto di partenza; è consigliato scattare una fotografia almeno ogni 15 gradi di spostamento. Il software Una volta scattate le fotografie dell'oggetto, possiamo elaborarle con il software libero Python Photogrammetry Toolbox - PPT. Dopo aver aperto il software (è possibile installarlo sia su GNU/Linux che su Windows: si rimanda al sito dello sviluppatore per tutti i dettagli), il primo passo è caricare la cartella contenente le immagini nel tab "Check Camera Database" e qui inserire la larghezza in mm del sensore CCD della macchina fotografica che abbiamo utilizzato (se non si ha a disposizione il manuale, basta fare una veloce ricerca su Google). Il secondo passo è caricare la cartella delle immagini nel tab "RunBundler": questo processo orienterà nello spazio le immagini ricostruendo i punti di presa di ciascuna immagine. Al termine di questo processo PPT crea una cartella temporanea con i risultati parziali dell'elaborazione. Il secondo e ultimo passaggio consiste nel caricare tale cartella temporanea nel tab "RunCMVS/PMVS" e al termine di questo passaggio il software avrà creato una nuvola di punti 3D degli oggetti che abbiamo fotografato; il risultato, in formato PLY, è visibile all'interno della solita cartella temporanea (percorso /tmp/"nome-cartella-temporanea-creata-da-PPT"/pmvs/models/). Per visualizzare il risultato possiamo utilizzare il software libero MeshLab: qui è possibile caricare la nuvola di punti creata da PPT, ripulirla dai punti in eccesso e creare la mesh lanciando il comando "Surface Reconstruction: Poisson" (sul canale YouTube degli sviluppatori si trovano molti tutorial). La stampa 3D A questo punto ci basta esportare il file in formato STL e aprirlo con un software di slicing, come CURA o Slic3r, per creare il file GCODE da dare in pasto ad una stampante 3D. Ecco quì un video riassuntivo di tutta la procedura: Il progetto 3D ArcheoLab sta rivoluzionando il mondo dei Beni Culturali in modo innovativo, sfruttando software open source e nuove tecnologie che piano piano stanno diventando accessibili a tutti. Per chi volesse approfondire l'argomento del software di Slicing per un oggetto 3D, consigliamo la consultazione della guida apposita a CURA Slicer: LINK
  9. Vendo per mancato utilizzo, praticamente NUOVO, famoso scanner 3D Ciclop. In alto una foto che descrive la struttura. Lo vendo perchè mi sono reso conto di aver effettuato un acquisto avventato e dopo i primi utilizzi per test e prove non l'ho più usato. Purtroppo il lavoro mi porta via molto tempo e quel poco che mi rimane preferisco dedicarlo alla stampa 3D piuttosto che alla scansione di oggetti. L'ho provato, e funziona da Dio, ma non ho il tempo materiale di usarlo...mi spiace averci speso dei soldi a vuoto, preferisco venderlo a chi lo può usare. ATTENZIONE, io sto vendendo lo scanner originale, con pezzi in plastica pressofusa, non un modellino con pezzi stampati a casa e ricreato in modo "artigianale". Anche i componenti (laser, videocamera, supporti, motore) sono pezzi originali facenti parte del kit. Considerando che l'ho usato manco 10 volte, fate un affare comprando un oggetto identico al NUOVO. Ho addirittura ancora lo scatolo e gli "scomparti" in polistirolo per i vari pezzi del kit, tutto come nuovo insomma. Disposto a vendere di persona su BA e MT, oppure posso spedire in tutta Italia con corriere di fiducia con consegna 24/48h. Chiedo 150 euro, per favore preferirei non trattare sul prezzo...l'oggetto è praticamente nuovo e vorrei venderlo a un prezzo per me consono. Se interessati posso inviarvi altre foto, basta chiedere.
  10. Maggiore sarà la diffusione delle stampanti 3D, maggiore sarà in futuro la necessità di creare contenuti tridimensionali digitali che possano essere stampati. Nei portali di condivisione dei file 3D, come YouMagine o Thingiverse, possiamo trovare numerosi file da scaricare già pronti per la stampa; in alternativa, possiamo ricorrere alla modellazione tridimensionale manuale per creare un oggetto personalizzato. Se però dobbiamo riprodurre in modo preciso un oggetto esistente, come nel caso delle riproduzioni di oggetti d'arte o nel reverse engineering, l'unica possibilità che abbiamo è quella di ricorrere al rilievo tridimensionale. Eseguire un rilievo 3D di un oggetto significa ricrearne una perfetta copia digitale, cioè creare un modello 3D metricamente corretto. Rilievo 3D: le tecnologie A seconda di ciò che dobbiamo rilevare, abbiamo oggi a disposizione tecnologie e strumenti molto diversi, ciascuno con i propri pregi e i propri difetti. Conoscere le caratteristiche delle soluzioni a disposizione è importante, perché ci permette in ogni situazione di scegliere quelle più adatte. Le principali tecniche di rilievo 3D si possono classificare in: tecniche basate su sensori attivi (range-based); tecniche basate su sensori passivi (image-based). Le tecniche range-based impiegano strumenti che emettono un segnale che viene registrato dallo strumento stesso al fine di derivarne una misura di distanza: ad esempio i laser scanner, le stazioni totali, i GPS, i radar, ecc. In particolare, gli scanner laser e a luce strutturata hanno riscontrato un grande successo e hanno notevolmente aumentato la facilità con la quale possono essere acquisiti i dati relativi a semplici oggetti o ad ampie strutture; l'utilizzo sistematico di questi strumenti nel rilievo 3D è però ancora ostacolato dall'elevato costo dell'hardware. Le tecniche image-based sfruttano invece la luce presente nell’ambiente per acquisire immagini da cui derivare informazioni tridimensionali della scena osservata. Tra queste tecniche, la fotogrammetria è quella più conosciuta ed utilizzata per rilievi cartografici, architettonici, industriali e archeologici, ma richiede ancora apparati fotografici, strumentazioni e pacchetti software costosi, oltre a un approccio teorico e pratico particolarmente complesso. Una tecnica simile, che per certi versi può essere considerata un'evoluzione della fotogrammetria stessa, è la Structure-from-Motion, una tecnica che ha come scopo primario l’automazione dell’intero processo di elaborazione delle immagini. Al momento i principali vantaggi di questa soluzione risiede nel minor costo e nella elevata trasportabilità della strumentazione necessaria. Ci soffermeremo ora sulle principali soluzioni low-cost rappresentate da software di Structure-from-Motion, che permettono di ottenere rilievi 3D di qualità elevata utilizzando semplicemente immagini digitali, normali fotocamere e computer di medio livello; mentre tralasceremo - per il momento - il settore degli scanner, dove le soluzioni low-cost non garantiscono ancora la stessa qualità. Structure-from-Motion (SfM): come funziona? La SfM è una tecnica che permette di ricostruire in modo automatico una scena tridimensionale partendo da un set di immagini digitali bidimensionali; differisce sostanzialmente dalla fotogrammetria convenzionale in quanto non prevede alcun intervento umano nel processo. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2014/11/sfm.png Per poter ricostruire la tridimensionalità di una scena è necessario ricostruire la posizione di scatto delle singole immagini, in modo tale da poter in seguito dedurre per triangolazione la posizione degli oggetti presenti in esse. Mentre la fotogrammetria tradizionale utilizza i dati GPS delle immagini o di punti di controllo di coordinate note, la tecnica SfM si basa sull'individuazione automatica di punti chiave (features) ben riconoscibili in tre o più immagini, che serviranno per creare corrispondenze tra le immagini e collegarle tra loro (image matching). Partendo dai punti chiave, attraverso un procedimento di triangolazione fotogrammetrica a stelle proiettive (meglio noto come bundle adjustement), in maniera automatica viene calibrata la fotocamera (orientamento interno: calcolo della lunghezza focale e del punto principale) e viene ricostruita la posizione di scatto delle singole immagini (orientamento esterno: coordinate dei centri di presa e rotazioni del fotogramma), e per ogni punto chiave vengono ricavate le coordinate reali x,y,z che vengono materializzate tridimensionalmente in una sparse points cloud, cioè in una nuvola di punti a bassa densità (sparse reconstruction). Nel passaggio successivo la nuvola di punti a bassa densità viene infittita aumentando enormemente il numero di punti (dense reconstruction): i dati relativi alla posizione x,y,z dei punti chiave vengono utilizzati come punti di partenza per estendere l'analisi delle immagini alle zone prossimali ai punti chiave e riconoscere ed estrarre la posizione x,y,z degli elementi circostanti. Il risultato finale sarà una dense points cloud, cioè una nuvola di punti densa. Per arrivare al modello 3D finale, poligonale e a colori, in seguito la nuvola di punti deve essere elaborata con programmi di mesh processing e texturing, come spiegato in questo tutorial: LINK. Structure-from-Motion: soluzioni open source e low cost Abbiamo a disposizione numerose soluzioni gratuite e low-cost di SfM e in particolare ci soffermeremo sulle cinque più diffuse (che sono infatti quelle utilizzate nei nostri corsi): Python Photogrammetry Toolbox, VisualSFM, 123D Catch, ARC3D e PhotoScan (Standard Edition). Abbiamo messo alla prova i software elaborando lo stesso set di immagini digitali e confrontando i risultati ottenuti: si tratta di 17 fotografie delle dimensioni di 3.600x2.700 pixel (ca. 10 MP) di un rilievo marmoreo che fa parte dello Zooforo del Battistero di Parma scolpito da Benedetto Antelami. Python Photogrammetry Toolbox - PPT PPT è una suite realizzata da Pierre Muloun (Mikros Image) e Alessandro Bezzi (Arc-Team) che lavora al meglio sui sistemi GNU/Linux, ma è disponibile anche per Windows, dove però è in grado di elaborare immagini non oltre i 2.500 pixel di larghezza (ca. 5 MP). Il tempo totale di processamento delle immagini dipende dalla potenza dell'hardware a disposizione e dal numero di immagini, ma in generale è piuttosto elevato soprattutto se le immagini da elaborare sono alcune decine. Molti esempi nel campo dei Beni Culturali sono disponibili qui: LINK. L'installazione è piuttosto semplice, basta seguire attentamente le indicazioni presenti in questa pagina: http://184.106.205.13/arcteam/ppt.php http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2014/11/software-rilievo-3D-3.pngNel nostro caso di studio in ambiente GNU/Linux (ArcheOS v. 5) è stato ottenuto un ottimo risultato: una nuvola composta da un elevato numero di punti, ben 1.099.551; mentre in ambiente Windows le immagini sono state scalate a 2.500 pixel di larghezza e si è ottenuta una nuvola di soli 487.901 punti. Velocità di elaborazione: lento Accuratezza: alta Difficoltà d'uso: facile Costo: Gratuito; software libero con licenza GNU GPL Punteggio: ★★★★☆ VisualSFM VisualSfM è un'applicazione sviluppata da Changchang Wu, in collaborazione con l'Università di Washingthon e Google. L'applicazione non è open source, come spesso erroneamente si crede, ma è freeware e può essere scaricata e utilizzata gratuitamente solo per uso personale e non commerciale. Installare VisualSFM è piuttosto semplice: dall'homepage è possibile scaricare i file d'installazione per Linux, MacOS e Windows, facendo attenzione a seguire alcune indicazioni presenti in questa pagina: http://ccwu.me/vsfm/install.html. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2014/11/software-rilievo-3D-4-300x271.pngNel nostro caso di studio l'elaborazione è stata più veloce rispetto a PPT, ma con un risultato meno accurato: sebbene la nuvola sia in realtà più omogenea e ampia, il numero totale di punti estratti è sensibilmente inferiore, 699.175. Tempo di elaborazione: medio Accuratezza: media Difficoltà d'uso: facile Costo: Gratuito per uso personale e non commerciale Punteggio: ★★★☆☆ ARC3D ARC3D WebService è un'applicazione web sviluppata dal laboratorio VISICS dell'Università Cattolica di Lovanio. Il sistema funziona come servizio on-line: attraverso un applicazione multipiattaforma scaricabile gratuitamente (http://www.arc3d.be/), le immagini vengono inviate ad un server che le elabora; una volta terminata l'elaborazione, all'utente viene inviata una mail con un link per scaricare i risultati del rilievo 3D. Essendo un servizio online, è importante prestare attenzione a cosa accade alle nostre immagini che inviamo al server, le condizioni d'uso infatti specificano che: “The uploader gives ARC the right to use the results generated by the webservice for its research activities. In particular, the uploader gives ARC the right to use the data for the creation of a 3D repository for the testing and benchmarking of tools”. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2014/11/Software-rilievo-3D-5-300x296.pngNel nostro caso di studio è stata restituita una nuvola di punti non colorata composta da 206.507 punti, quindi un risultato di gran lunga inferiore rispetto alle due soluzioni precedenti; l'unico vantaggio, è che in questo caso viene restituita anche la mesh (409.793 poligoni) e la relativa texture (8.092 pixel), entrambe di risoluzione molto elevata. Tempo di elaborazione: veloce Accuratezza: bassa Difficoltà d'uso: molto facile Costo: Gratuito per uso personale e non commerciale Punteggio: ★★★☆☆ Autodesk 123D Catch Anche in questo caso si tratta di un servizio online, ma rispetto ad ARC3D è disponibile sia come applicazione desktop (Windows, Android e iOS), sia come applicazione web per tutti i sistemi operativi (http://www.123dapp.com/catch). Il principio di funzionamento è simile al precedente: si inviano le foto attraverso l'applicazione (con un limite però di 70 immagini del peso massimo di 5 MB ciascuna); l'elaborazione avviene sui server e al termine l'applicazione restituisce un modello 3D già provvisto di mesh e texture. Da un punto di vista della licenza, in questo caso non è ben chiaro che cosa accada alle nostre immagini una volta caricate, in quanto è difficile districarsi nel mare delle licenze Autodesk... resta quindi il dubbio che anche in questo caso si cedano i diritti di utilizzo. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2014/11/Software-rilievo-3D-6-300x300.pngNel nostro esempio abbiamo usato l'applicazione web e abbiamo ottenuto un modello composto da soli 113.787 punti (con una nuvola poco densa, non omogenea e non colorata), una mesh di 227.161 poligoni con una texture a 4096 pixel. Un risultato quindi appena sufficiente, con un modello utilizzabile solo per una stampa 3D in scala e una visualizzazione online. Tempo di elaborazione: molto veloce Accuratezza: molto bassa Difficoltà d'uso: molto facile Costo: Gratuito Punteggio: ★★☆☆☆ PhotoScan (Standard Edition) PhotoScan è un software multipiattaforma per l'elaborazione di nuvole di punti, mesh e texture. La versione standard è indicata per la ricostruzione 3D di oggetti, in quanto consente di esportare solamente il modello 3D e le nuvole di punti. La versione professional, di costo molto più elevato, è indicato per i rilievi topografici e architettonici, in quanto consente l'inserimento di mire di coordinate note e l'esportazione di prodotti particolari, quali DEM e ortofoto. Il software è a pagamento, ma può essere richiesta una versione demo di 30 giorni; è inoltre disponibile una licenza educational a prezzo molto scontato, che tuttavia vieta l'utilizzo del software a scopo commerciale (http://www.agisoft.com/). http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2014/11/Software-rilievo-3D-7-300x285.pngNel nostro caso di studio il software ha prodotto una nuvola di 1.437.525 punti ( senza lavorare al massimo delle possibilità), un risultato del 30% superiore a quanto ottenuto con PPT. Infine, è possibile elaborare velocemente una mesh da 500.000 poligoni con una texture a 8192 pixel. Tempo di elaborazione: veloce Accuratezza: molto alta Difficoltà d'uso: facile Costo: 148 euro (demo gratuita di un mese) Punteggio: ★★★★☆ Considerazioni conclusive Come accade in ogni lavoro, lo strumento deve essere scelto in base all'obiettivo da conseguire. In questo caso, non è sempre scontato dover utilizzare la soluzione in grado di restituire il maggior numero di punti. PhotoScan rappresenta la soluzione più efficiente, ma presuppone un investimento economico iniziale ed è indicato soprattutto per chi deve eseguire rilievi a scopo professionale e ha bisogno della massima accuratezza possibile. L'unica vera alternativa, in tal senso, è data da PPT usato su GNU/Linux, oppure, da VisualSFM per Windows e MacOS. Se invece abbiamo bisogno di realizzare un rilievo 3D per ottenere un modello da stampare in piccole dimensioni, quindi con una perdita dei dettagli più minuti, oppure da mettere online, quindi con la necessità di un modello leggero che sia facilmente visualizzabile con connessioni internet normali, possiamo tranquillamente rivolgerci ad ARC3D o a 123D Catch, certi di ottenere in breve tempo e con impegno quasi nullo un buon risultato alla giusta risoluzione per la stampa o per il web. In questi due casi dobbiamo però ricordarci che cediamo ai gestori delle applicazioni la possibilità di utilizzare le nostre immagini e i nostri modelli; elemento da non trascurare se si lavora su immagini coperte da copyright altrui, come, ad esempio, nel caso di opere d'arte. Vuoi saperne di più? Leggi la nostra guida dedicata agli scanner 3D per la stampa 3D.
  11. Makars è la prima Scuola in Italia di Fabbricazione Digitale per i Beni Culturali. La prima edizione, iniziata il 3 dicembre, è ormai entrata nel vivo e anche il secondo corso di Rilievo 3D Range-based è concluso. Durante il primo corso di Rilievo 3D Image-based avevamo sperimentato le tecniche e i software per rilevare in 3D oggetti usando semplici fotografie e video (qui alcuni dei modelli realizzati dagli studenti). In questo secondo corso, abbiamo visto come rilevare in 3D usando uno scanner a luce strutturata. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2016/01/01-makars-beni-culturali-rilievo-scanner-in-a-box.jpg La scansione 3D a luce strutturata è una tecnologia molto accurata che si basa sulla proiezione di un pattern di luce sulla superficie dell'oggetto. La deformazione del pattern indotta dalla superficie dell’oggetto viene acquisita tramite una coppia di telecamere e sfruttata per il calcolo delle coordinate tridimensionali. In generale, gli scanner 3D di questo tipo sono particolarmente adatti per rilevare oggetti di piccole dimensioni e sono in grado di acquisire dettagli anche molto minuti. Lo scanner usato durante le esercitazioni è Scan in a Box, uno scanner a luce strutturata prodotto in Italia e uscito sul mercato lo scorso anno. Abbiamo già avuto occasione di testarlo in situazioni differenti (qui un nostro test) e i risultati sono sempre stati di grande qualità; da non trascurare anche il costo veramente competitivo. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2016/01/02-makars-beni-culturali-rilievo-scanner-in-a-box.jpg Per quel che riguarda l’hardware le caratteristiche tecniche di Scan in a Box dichiarate dal produttore sono: Tempo di Scansione: circa 4 secondi a scansione; Risoluzione/Precisione: fino a 0.1% di accuratezza rispetto all’oggetto scansionato; Densità Mesh: fino a 10 milioni di vertici per modello; Formati di esportazione : OBJ, STL, PLY, OFF; Sistemi operativi supportati: Windows (requisiti minimi: sistema operativo Windows 7 or 8 – 64 bit, CPU 2 Quad Core GHz, 4 GB RAM, VGA NVIDIA GeForce, Risoluzione schermo minima 1280×720); Gestione del colore: colore per-vertex. Durante il corso abbiamo potuto sperimentare tutte le funzioni dello scanner e del suo software IDEA. Infatti, grazie alla partnership tecnica tra Makars e Scan in a Box, ciascun studente ha a disposizione una licenza completa per tutta la durata della Scuola. In particolare, abbiamo affrontato i seguenti argomenti: calibrazione dello scanner: Scan in a Box consente di lavorare con differenti aree di acquisizione, comprese tra 100 e 500 mm. La dimensione dell'area di lavoro indica la dimensione massima di un oggetto che lo strumento è in grado di rilevare con una scanione unica; oggetti più grandi possono essere rilevati con più scansioni. L'area di acquisizione viene quindi scelta in base alle dimensioni dell'oggetto da rilevare, ma anche in base al livello di dettaglio che vogliamo ottenere: minore è infatti l'area di acquisizione che impostiamo e maggiore sarà la risoluzione della scansione e quindi il livello di dettaglio finale del nostro rilievo. Ogni volta che modifichiamo l'area di lavoro è necessario rifare la calibrazione dello scanner, un'operazione con cui si familiarizza velocemente e che richiede alcuni minuti; scansione: lo scanner non acquisisce in continuo, ma è necessario fare una scansione per volta, cioè si scansiona l’oggetto da un punto di vista, poi lo si ruota e si torna ad acquisire, e così via finché non si è rilevata l’intera superficie. Abbiamo visto che non esiste una sequenza di acquisizione valida in ogni situazione, ma che a seconda della forma dell'oggetto da rilevare dobbiamo ruotarlo o muovere lo scanner in modo tale da acquisire la superficie completa; allineamento: le singole scansioni devono essere allineate manualmente, anche se in realtà è un sistema semi-automatico, poiché prese due nuvole di punti basta indicare tre punti in comune (senza bisogno di essere troppo precisi) e il software esegue l'allineamento fino a raggiungere la massima precisione possibile (fornendo al termine anche i valori di distanza media e di deviazione standard). Scanner di fascia di prezzo superiore eseguono l'allineamento automatico, ma questo non è un grosso limite per tre motivi: lo scanner è molto veloce sia in acquisizione che in fase di allineamento manuale; in caso di oggetti di forma molto complessa anche con scanner ad acquisizione continua è difficile rilevare l'oggetto in un'unica acquisizione ma è necessario procedere per step; lavorando su singole acquisizione i file di lavoro sono molto più leggeri ed è possibile utilizzare il software anche con PC di medio livello; http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2016/01/04-makars-beni-culturali-rilievo-scanner-in-a-box.jpg pulizia della nuvola di punti finale: il software mette a disposizione molto strumenti di selezione per ripulire la nuvola di punti; oltre agli strumenti di selezione manuale, anche strumenti per selezionare i punti isolati o gruppi di punti isolati; elaborazione della mesh: per l'elaborazione della mesh il software IDEA mette a disposizione molte impostazioni; particolarmente utili sono i quattro profili già settati (Small Artistic Object, Technical Object, Sculpture, Design Object) che corrispondo a quattro gradi diversi di dettaglio finale del modello. In aggiunta è comunque possibile impostare manualmente i parametri d elaborazione. Il sofwtare fornisce poi tutti gli strumenti necessari per la pulizia della mesh, lo smoothing, la riduzione del rumore, la chiusura dei buchi e la decimazione. Al termine di tutte le elaborazioni è pertanto possibile esportare un modello 3D molto dettagliato, a colori e in scala, pronto, ad esempio, per poter essere pubblicato on-line o per essere stampato in 3D. Le esercitazioni in aula sono state inizialmente utili per prendere confidenza con lo strumento e per capire i suoi limiti, in particolare per capire con quali oggetti la scansione può essere problematica o impossibile: oggetti di metallo o molto lucidi: i problemi sono causati dall’eccessiva riflessione delle frange luminose proiettate dallo strumento; è possibile risolvere il problema usando uno spray opacizzante quando possibile. Questo problema non c'è con oggetti di metallo ossidati, come la maggior parte dei metalli “archeologici”; oggetti trasparenti: le frange luminose vengono proiettate attraverso la superficie rendendo impossibile rilevare l’oggetto; oggetti neri o molto scuri: il problema è parzialmente risolvibile grazie ad alcune impostazioni del software IDEA (vedi questo esempio); il risultato è comunque molto “rumoroso”. Dopo alcuni esercizi in laboratorio, abbiamo utilizzato Scan in a Box per rilevare alcuni reperti di uno dei Musei partner: il Museo Civico Archeologico di Albano Laziale. Non smetteremo mai di ricordare, infatti, che è indispensabile utilizzare questi strumenti anche fuori dalle aule e in applicazioni pratiche e in contesti reali, perché solo in questo modo ci scontra con le reali difficoltà e gli imprevisti spesso in agguato. Ecco alcuni dei modelli 3D che sono stati realizzati dai nostri studenti. Mancano ancora tre mesi e ben otto corsi al termine di questa prima edizione di Makars. Quindi continuate a seguirci sia qui che sul nostro Blog!
  12. Giovedi 3 dicembre a Roma abbiamo dato il via alla prima edizione di Makars, la prima Scuola in Italia di Fabbricazione Digitale per i Beni Culturali. Gli iscritti sono 10, provenienti da tutta Italia (da Bolzano a Catania) e con formazione differente nel campo dell'archeologia, del restauro e della storia dell'arte. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2015/12/Makars-corso-3d-scanner-e-archeologia-roma-2.jpg Makars è un percorso di studio unico nel suo genere che, come dice il nome stesso, nasce dall’incontro tra il mondo dei Makers e quello dei professionisti dei Beni Culturali, non è un caso che la Scuola si svolga in un FabLab e non all'interno di una Università. Il nostro obiettivo è di portare le tecnologie di Fabbricazione Digitale, proprie del movimento dei makers, tra chi si occupa del nostro patrimonio storico-artistico, mostrandone le possibili applicazioni nel campo della ricerca, conservazione e valorizzazione. La Scuola Makars è organizzata in 10 moduli per un totale di 160 ore di lezione e laboratori: Rilievo 3D Image-based, Rilievo 3D Range-based, Modellazione 3D con Blender, Scultura digitale con Blender, Introduzione alla Fabbricazione Digitale per i Beni Culturali, Laboratorio di stampa 3D FDM/FFF – Fused Filament Fabrication, Laboratorio di stampa 3D DLP – Digital Light Processing, Laboratorio di stampa 3D con argilla, Laboratorio di stampa 3D CJP – Color Jet Printing, Laboratorio di fresatrice e laser cutter. I docenti sono tutti professionisti del settore e le lezioni sono ospitate all'interno del FabLab SPQwoRk di Roma, in via di Portonaccio 23b. Makars è sostenuta dai alcuni dei più importanti protagonisti italiani del mondo della fabbricazione digitale: 3D ArcheoLab, SPQwoRk, 3D Flow, 3D Italy, 3DPR, 3DZ, ON/OFF FabLab Parma, Lumi Industries, Scaninabox, Sharebot, TreeD Filaments, WASP. Grazie al loro sostegno è stato possibile allestire un FabLab dedicato agli studenti della Scuola, in cui possono liberamente utilizzare strumenti di scansione 3D (Scaninabox), software di fotomodellazione (Zephyr) e modellazione 3D (Blender), stampanti 3D (Lumipocket, Delta WASP, Sharebot KIWI, COOBOT, WASP) e materiali innovativi per la stampa 3D (TreeD Filaments Architectural). Makars può contare inoltre sulla collaborazione del Museo Diocesano e del Museo Archeologico di Albano Laziale, che hanno messo a disposizione le loro collezioni per essere rilevate in 3D e per sviluppare progetti di modellazione e stampa 3D insieme ai partecipanti. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2015/12/Makars-corso-3d-scanner-e-archeologia-roma-4.jpg http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2015/12/Makars-corso-3d-scanner-e-archeologia-roma-6.jpg Come si svolge Makars? In totale sono 160 ore di lezione, quasi tutte di laboratori pratici: a dicembre si tengono i corsi di rilievo 3D, a gennaio è la volta di modellazione 3D e scultura digitale, infine a febbraio si svolgono i laboratori di stampa 3D. Le lezioni si svolgono in due giorni full-immersion ogni settimana, il giovedì e il venerdì dalle 9 alle 18, mentre nei restanti giorni è possibile accedere al FabLab per studiare ed esercitarsi utilizzando le attrezzature a disposizione; è anche disponibile una piccola biblioteca con letture specifiche di approfondimento e un'area E-Learning per lo studio individuale on-line. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2015/12/Makars-corso-3d-scanner-e-archeologia-roma-7.jpg A marzo viene il bello: i partecipanti dovranno sviluppare un project work mettendo in pratica quanto imparato e utilizzando liberamente le attrezzature della Scuola. Il 31 marzo, infine, è prevista la presentazione dei progetti sviluppati, ovviamente durante una giornata aperta a chiunque è interessato. Se siete curiosi di sapere cosa faremo nelle prossime settimane, sappiate che vi racconteremo tutti gli sviluppi di Makars sia sul Blog dedicato con appuntamenti giornalieri, sia con approfondimenti qui su Stampa 3D Forum, media partner di Makars. Inoltre, potete anche venire a trovarci a Roma in Via di Portonaccio 23b, presso il FabLab SPQwoRk. Seguite i nostri report del corso
  13. Da qualche mese nel mio laboratorio è arrivato un nuovo prodotto, uno scanner a luce strutturata in grado di effettuare scansioni 3D ad alta qualità ed ora, dopo qualche mese di utilizzo intensivo, penso sia il momento di condividere la mia esperienza. Il prodotto nello specifico è lo Scan In A Box, realizzato da un’azienda scna che si occupa di scanner a luce strutturata da 15 anni (anche se in scala più grande) Perchè uno scanner 3D? Prima di parlare di caratteristiche tecnologiche e di prestazioni, vorrei raccontare cosa mi ha portato prima a provare e poi ad utilizzare estensivamente uno scanner 3D. Appena iniziato a valutare la possibilità di prendere uno scanner 3D ero piuttosto scettico sulla reale utilità di una macchina di questo tipo, perchè alla fine, per il tipo di lavorazioni che faccio (prototipi, giocattoli, oggetti per collezionisti), ho sempre pensato che la fase principale fosse quella della progettazione 3D via CAD e che anche in caso di oggetti da replicare, avrei sempre e comunque fatto prima a ridisegnare l’oggetto da zero, partendo dai disegni o dalle rilevazioni “calibro alla mano”. I primi esperimenti di scansione 3D mi avevano confermato questa impressione, in quanto le scansioni ottenute erano di qualità tale da richiedermi una quantità di ore per aggiustarle almeno pari a quelle che avrei usato per ridisegnarle da zero. In genere i problemi principali riguardavano sempre le stesse questioni: scarsa attinenza metrica degli oggetti acquisiti (dimensioni sbagliate), modelli non corretti geometricamente, errori di procedura che avrebbero poi reso l’oggetto non stampabile (non manifold, non watertight). A questo punto mi è stato chiaro che un oggetto del genere (lo scanner) avrebbe iniziato ad avere senso se la qualità di base dei risultati ottenuti ne avrebbe giustificato l’utilizzo, altrimenti sarebbe convenuto andare avanti a mano, da qua la ricerca di un prodotto di qualità. Le caratteristiche di Scan In A Box Scan in a Box è uno scanner a luce strutturata, prodotto da un’azienda che opera nel campo da 15 anni, ed in effetti la percezione del prodotto è simile a quella che si prova lavorando con un oggetto “ridimensionato” partendo da tecnologie di alta fascia. Partendo dalla dotazione, Scan In A Box è davvero un prodotto “in a box”, nel senso che nella scatola c’è tutto quello che serve per iniziare a lavorare, a partire dalle componenti hardware principali (proiettore e telecamere) per arrivare agli accessori (chiavi di montaggio, fascette fermacavi e treppiede). L’assemblaggio dello scanner non è problematico, si tratta di montare correttamente le staffe in metallo su cui vanno fissati i componenti, collegare e raccogliere assieme il fascio di cavi che partono dalla “testa ottica”, cioè l’insieme di proiettore e telecamere e che andranno al PC. I componenti sono tutti di ottima fattura ed estremamente solidi, motivo per cui l’assemblaggio difficilmente potrà risultare problematico. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2015/10/Scan-In-A-Box_1.jpg La prima scansione Una volta terminato l’assemblaggio e installato il software (anch’esso presente nella confezione, sotto forma di installazione da chiave USB) va svolta la procedura di calibrazione, che andrà fatta la prima volta che si usa lo scanner e ripetuta solo nel caso in cui si volesse cambiare il campo di lavoro (per semplificare, la dimensione media degli oggetti da acquisire). Questa procedura è forse la parte che può inizialmente intimorire maggiormente l’utente, perchè richiede una serie precisa di operazioni da effettuare, ma fortunatamente gli sviluppatori hanno posto molta attenzione a rendere il tutto il più semplice possibile, attraverso una serie di passaggi guidati. In pratica, giusto per capirci, quello che viene richiesto è di far “inquadrare” allo scanner un template (una tavola con una griglia di punti, fornita con lo scanner), in modo che il software di scansione acquisendo questo primo oggetto “noto” possa poi interpretare in maniera corretta gli oggetti da acquisire. Per completare la procedura questa griglia dev’essere orientata e inquadrata secondo diversi punti di vista (da destra, da sinistra, dall’alto, etc). Ogni volta che viene fatto un test il software comunica il passaggio successivo da svolgere ed in realtà, con un po’ di attenzione, l’intera procedura può essere completata con successo in pochi minuti. Nel caso qualcosa non fosse andato in maniera ottimale, sarà il software stesso ad avvisare e a chiedere di ripetere qualche passaggio. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2015/10/Scan-In-A-Box_2.jpg La procedura di scansione Per chi si domandi come funzioni uno scanner a luce struttura proverò a spiegare in maniera semplice la cosa: un proiettore, montato centralmente rispetto a due telecamere, “illumina” l’oggetto da acquisire proiettando una serie di “pattern” (ad esempio delle sequenze di righe nere parallele). Queste righe, risulteranno deformate dalla superficie su cui vengono proiettate e il software di scansione, ricevendo le immagini registrate dalle telecamere, interpreta queste deformazioni per capire forma e dimensione dell’oggetto inquadrato. All’atto pratico la scansione di un oggetto richiede che l’oggetto stesso venga inquadrato successivamente da diversi punti, generando una serie di “pezzi” di scansione, quelle che nel software di scansione sono chiamate “range images”. A questo punto, il software di scansione, con l’aiuto dell’utente che indica alcuni punti di riferimento comuni alle diverse range images (ad esempio, immaginando una faccia, l’utente indica in due diverse immagini l’occhio o la punta del naso), riunisce le varie scansioni in un unico oggetto tridimensionale. Quante scansioni fare dipende dall’oggetto e dall’esperienza e in generale dalla qualità del software. Inizialmente si tenderà a produrre una quantità di scansioni maggiori rispetto a quelle realmente necessarie ma una volta presa confidenza con il processo ci si rende conto che in realtà poche inquadrature spesso sono sufficienti per ricostruire interamente l’oggetto. Il processo può essere integrato, nel senso che posso acquisire poche immagini, provare a montarle e nel caso mi rendessi conto della mancanza di qualche particolare, effettuare in seguito le scansioni delle parti mancanti. In maniera analoga, se mi rendessi conto che alcune parti non acquisite non sono di mio interesse (ad esempio la parte inferiore del piedistallo di una statua o il retro di un oggetto di cui mi interessa solo il fronte) posso chiedere al software di scansione di creare “proceduralmente” le parti mancanti. Ovviamente, queste parti sono ricreate dal software in maniera realistica ma mancheranno di tutti i dettagli realmente esistenti. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2015/10/Scan-In-A-Box_3.jpg Il software di scansione Uno degli aspetti che colpisce maggiormente quando si approcciano questi strumenti (o almeno che ha colpito me) è la quantità di lavoro che viene fatto dal software di acquisizione rispetto alla componente hardware. Sicuramente proiettore e telecamere devono essere di qualità, ma è il software il vero protagonista del successo (o insuccesso) di un prodotto come questo, rendendo tutto il processo produttivamente conveniente o meno. Da questo punto di vista, Idea, il software fornito con lo scanner, è notevole. In primis la procedura di calibrazione, potenzialmente operazione lunga e complessa, in questo caso viene gestita in maniera agile e fluida. L’ambiente di scansione vera e propria permette di acquisire velocemente un numero notevole di range images e di combinarle con pochi click del mouse, avendo alla base degli algoritmi di ricostruzione delle coordinate evidentemente molto ottimizzati. Il risultato è che, dopo un minimo di ambientazione, si riescono ad acquisire oggetti complessi nel giro di pochi minuti, rendendo il processo estremamente conveniente rispetto alle tecniche tradizionali di ri-disegno degli oggetti. L’altro aspetto è la precisione metrica con cui lavora lo scanner, che teoricamente rientra nell’ordine dei centesimi di millimetro e che quindi, nel mondo reale degli strumenti di stampa mediamente utilizzati, risulta ampiamente all’interno delle tolleranze con cui siamo abituati a lavorare. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2015/10/Scan-In-A-Box_4.jpg E nel mondo reale? Allora, acquisito che uno scanner 3D, se di qualità, sia in grado di acquisire e rendere disponibili modelli tridimensionali realistici, nel mondo reale quale può essere la sua utilità? Senza entrare nel merito di casi d’uso che non mi riguardano direttamente anche se li ho seguiti di persona (gioielleria per la riduzione di manufatti, acquisizione di sculture e incisioni per la riproduzione in scale/materiali differenti, etc) nel campo della prototipazione e del prop making la scansione 3D può semplificare sensibilmente alcuni processi o permettere addirittura di sviluppare nuove metodologie di lavoro. Caso 1: il longboard elettrico Il progetto richiedeva la modifica di un longboard in modo da poterlo equipaggiare con un motore elettrico. Il motore andava montato con un supporto rimovibile sul carrello del longboard e collegato tramite una cinghia ad una delle ruote. In questo caso lo scanner è stato utilizzato per acquisire (con precisione nell’ordine dei centesimi di millimetro) il carrello e la struttura della ruota interna della ruota. Il supporto motore è stato progettato con un software di CAD 3D e poi una volta pronto è stato sovrapposto alla scansione del carrello per valutare il corretto dimensionamento. Sempre dal software di cad poi il volume del carrello è stato “sottratto”, ottenendo nel blocco del supporto uno spazio negativo identico al carrello stesso. Il supporto è poi stato stampato in ABS con una stampante 3D e una volta pronto è bastato inserirlo sul carrello, dove ha occupato lo spazio senza alcun gioco. Per la ruota il processo è stato simile: prima ho ottenuto un calco in silicone dell’interno della ruota, poi ho fatto la scansione del calco e importata nel CAD l’ho usata come modello dimensionale per disegnare i supporti della corona. Una volta stampati sono entrati negli alloggi della ruota senza alcun problema. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2015/10/Scan-In-A-Box_5.jpghttp://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2015/10/Scan-In-A-Box_6.jpg Caso 2: il fucile da softair Questo progetto richiedeva il redesign di un fucile da softair, con l’aggiunta di alcune parti e la totale sostituzione di altre. In questo caso lo scanner ha permesso di avere una scansione dimensionalmente corretta da usa come base per ridisegnare le parti aggiuntive e inoltre di fornire alcuni modelli (come l’impugnatura) da usare come “sottrazione” ad altre parti per ottenere degli incastri senza giochi. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2015/10/Scan-In-A-Box_7.jpghttp://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2015/10/Scan-In-A-Box_8.jpghttp://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2015/10/foto_9.jpg Conclusioni Quanto può cambiare in meglio il processo produttivo uno scanner 3D? Dopo qualche mese sono giunto alla conclusione che può cambiarlo in meglio di molto, se lo scanner scelto può garantire un livello di qualità elevato. Uno scanner che garantisca velocità di acquisizione e precisione metrica rende estremamente conveniente l’acquisizione delle parti rispetto al ridisegno e anche nel caso in cui la parte debba comunque essere ridisegnata , partire da un oggetto importato che permette di “ricalcare” il nuovo modello è sicuramente vincente in termini di tempi e di qualità finale del prodotto. Da questo punto di vista Scan In A Box soddisfa quelli che per me sono i due requisiti fondamentali (velocità e precisione), permettendo non solo di fare meglio e in meno tempo cose che già facevo prima, ma di approcciare nuovi ambiti, come quello della modifica di oggetti esistenti e la creazione di aggiunte o add-ons (impugnature, accessori) dove l’interazione tra l’oggetto creato e quello esistente prima avrebbe richiesto una quantità di prove e aggiustamenti infinita. Qui il sito dello scanner 3D.
  14. Se da un lato la stampa 3D prende piede a gran velocità permettendo un forte abbassamento dei prezzi, di certo non si può dire lo stesso per gli scanner 3D. Abbiamo esempi di dispositivi “grezzi” come il Kinect di Microsoft o Cubify di 3D System che sono sì economici, ma cedono per quanto riguarda altri aspetti. Qualità costruttiva, precisione di scan e usabilità lasciano un po’ a desiderare e in fin dei conti viene da chiedersi se valga veramente la pena acquistare qualcosa che è più adatto ad un uso amatoriale. Rangevision è un’azienda di ingegneri russi nata con l’intento di creare finalmente una linea di scanner con un rapporto qualità-prezzo vincente, portando quindi un prodotto professionale ad un target di pubblico molto più ampio. I loro prodotti sono caratterizzati da una grande facilità di utilizzo: basta collegarli al computer e avviare la scansione attraverso il software proprietario; il risultato è modello 3D altamente dettagliato e comprensivo di texture, esportabile nei formati STL, OBJ e PLY. Funzionano mediante due fotocamere e una lampada alogena per la luce strutturata, quest’ultima proietta strisce di luce verticali e orizzontali per una durata di 5-7 secondi per ottenere i dati sulla profondità. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2015/10/rangevision-2.png http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2015/10/rangevision-1.png Gli scanner Rangevision hanno un range operativo davvero ampio, riescono a elaborare senza difficoltà prodotti molto piccoli, come oggettistica da gioielleria, e molto grandi, come vere le automobili. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2015/10/rangevision.jpg I modelli a listino sono 3: ‘Standard scanner’, ‘Standard plus’ e ‘Advanced’. Il primo dei tre possiede due fotocamere da 1.3 Megapixel (1280x1024) con una livello di dettaglio che, dipendentemente dal volume di scansione, varia tra 0.05mm e 0.35 mm. La versione “plus” si differenzia unicamente per lo chassis in metallo al posto della plastica del modello precedente. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2015/10/rangevision-3.png Per i più esigenti, Rangevision ha sviluppato il modello top di gamma “Advanced” con una coppia di fotocamere da 2 Megapixel (1600x1200), che impiega un tempo di 12 secondi per scansioni di alta qualità. L’accuratezza varia da 0.043 mm a 0.3 mm, sempre a seconda del volume di scansione. Per quanto riguarda i campi applicativi, questi prodotti si collocano in diversi settori e campi: - educazione; - service 3D; - arte e sculture; - reverse engineering; - design industriale. Dimensioni e portabilità (7 kg) rendono gli scanner Rangevision dei dispositivi molto validi, senza dimenticare la possibilità di operare fino ad un’ora senza essere collegati a corrente elettrica; il prezzo, che parte da 2600 $, è la chiave per il loro successo. Ulteriori dettagli sono disponibili nel sito web di Rangevision.
  15. ARTEC SCANNER 3D S: La Artec S scanner 3D è la più alta risoluzione scanner 3D disponibili da Artec. Ha il più piccolo campo di profondità ed è quindi noto come il modello 'piccola'. La Artec S è leggero e va tenuto come una videocamera normale. La scanner Artec S 3D è utilizzato al meglio per digitalizzare piccoli oggetti delle dimensioni di un fiammifero o una penna. Inoltre, viene utilizzato per la scansione di intricati dettagli su un oggetto più grande e combinare questo con dati acquisiti da parte degli altri scanner 3D di Artec. USATO POCHISSIMO PARI AL NUOVO COMPLETO DI ALIMENTATORE E BORSA DA TRASPORTO. IN DOTAZIONE ARTEC STUDIO SOFTWARE. FATTURABILE; ALL'IMPORTO VA AGGIUNTA L'IVA. DISPONIBILE PER GLI INTERESSATI VISIONE E PROVA. EUR 4000 + IVA
  16. ARTEC SCANNER 3D MHT:Lo scanner Artec MHT cattura colori brillanti fino a 24 bit per pixel. Ciò significa che la struttura risultante è di grande qualità simile a una moderna videocamera. Questo modello è perfetto per i progettisti, produttori di film e animatori. Usato pochissimo, è completo di alimentatore e borsa da trasporto. In dotazione software ARTEC STUDIO. Fatturabile, al prezzo va aggiunta l'iva. Disponibile per gli interessati visione e prova. EUR 8500 + IVA Se interessati contattatemi in privato.
  17. Al 3DPrint Hub ho visto in funzione lo scanner 3D relativamente economico di 3D Systems, il Sense, e devo dire che mi aspettavo di meglio... capisco che l'ambiente non fosse il top per scansionare oggetti o persone, però mi sembra che avesse diversi problemi nel rilevare "particolari non troppo particolari", ad esempio una felpa piegata o le orecchie. Qualcuno ce l'ha in casa? Sapete dirmi qual'è il suo limite di utilizzo?
  18. Artec 3D è un'azienda che fonda il suo business nello sviluppo e nella vendita scanner 3D professionali e di sistemi di sicurezza attraverso la scansione tridimensionale dei volti. Il team è composto da professionisti che lavorano insieme da più di dieci anni e che sono esperti nel campo dell’acquisizione di immagini e del riconoscimento facciale; queste esperienze hanno portato l’azienda a diventare leader nel mondo, con sede principale a Lussemburgo e uffici in Russia e in California. SCANNER 3D PROFESSIONALI ARTEC: QUALI SONO E COME FUNZIONANO Come ben sappiamo, esistono diverse tipologie di scanner 3D. Comprese le varianti, Artec può vantare di quattro differenti modelli, tra cui tre scanner 3D portatili e uno fisso. Questi si differenziano principalmente per tipo di applicazione e costo. SCANNER 3D ARTEC EVA http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2015/06/SCANNER-3D-PROFESSIONALI-ARTEC-01.jpg Lo scanner 3D Artec Eva è il primo sulla lista di Artec per il suo costo contenuto. Il suo funzionamento è simile a quello di una fotocamera che rileva informazioni tridimensionali. Sposa alte prestazioni e maneggevolezza grazie al peso di 850 g e una risoluzione che arriva a 0.5 millimetri. L’accuratezza nei punti arriva a 0,1 millimetri e il campo di lavoro è compreso tra 0,4 e 1 metro, rilevando fino a 16 immagini al secondo. Le sue caratteristiche lo rendono adatto per la scansione di oggetti di media grandezza come una sedia, il sistema di scarico di una moto o il presidente degli Stati Uniti. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2015/06/SCANNER-3D-PROFESSIONALI-ARTEC-02-obama-1024x726.pnghttp://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2015/06/SCANNER-3D-PROFESSIONALI-ARTEC-03-obama.png Non è necessario alcun marcatore o sistema di referenzazione, sarà direttamente il software a rielaborare la scansione e a riconoscere la geometria del solido scansionato, allineando automaticamente la nuvola di punti rilevata. Il rilievo dei colori è a 24 bit/pixel, con una risoluzione di 1.3 megapixel. L'allineamento avviene in tempo reale e viene mostrato sullo schermo del pc collegato allo scanner via USB 2.0, rendendo la scansione veloce e senza perdite di tempo in post-produzione. Eva ha un costo di 13'700 €; è disponibile anche nella versione ‘lite’, limitata nella possibilità rilevare i colori dei modelli, a 9'700 €. Successivamente è comunque possibile fare l’upgrade per la versione completa pagando la differenza di 4'000 €. SCANNER 3D ARTEC SPIDER http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2015/06/SCANNER-3D-PROFESSIONALI-ARTEC-01-spider.png Saliamo di categoria e di prestazioni. Con lo scanner 3D Artec Spider si arriva ad una risoluzione di 0,1 millimetri e una accuratezza nei punti di 0,05 millimetri. Il campo di lavoro passa al range di 0,17-0,3 metri. Artec spider è uno strumento per i CAD-users e inventori di ogni tipo; è stato progettato apposta per rilevare dettagli in oggetti di piccole dimensioni e colori brillanti: scansionare oggetti piccoli con angoli, cambi di direzione, nervature e texture particolari non sarà più un problema. La distanza ottimale di rilievo è tra i 17 e i 30 cm. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2015/06/scanner-3d-professionali-artec-04-spider.jpgEssendo uno scanner altamente preciso, l'elaborazione dei dati rilevati richiede una notevole potenza di calcolo, consigliando queste caratteristiche tecniche: processore I5 o I7, 12GB di memoria, scheda video Nvidia GeForce 400 i superiore, Windows 7 o superiore, 300MB di spazio su disco e 1 porta USB 2.0 libera per collegare lo scanner 3D al pc. Per ottenere la massima risoluzione di scansione è consigliabile attendere 30 minuti per far sì che avvenga il corretto riscaldamento delle componenti. Come il modello più economico non deve essere calibrato e non necessita di marcatori come punti di riferimento. Prezzo: 15'700 €. SCANNER 3D ARTEC SPACE SPIDER http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2015/06/headerimage.img_.jpg Come suggerito dal nome, è la versione più evoluta dello Spider, sviluppata originariamente per lavorare nello spazio. Mantiene temperature operative ottimali e consente di ottenere la massima precisione di dieci volte più velocemente rispetto al suo predecessore, permettendo un utilizzo a lungo termine nell’acquisizione dati. A differenza della versione standard, il tempo di riscaldamento delle componenti avviene in appena 3 minuti, velocizzando notevolmente l'attesa prima della scansione. Le caratteristiche tecniche richieste per il funzionamento sono le stesse dello Spider. Guadagna inoltre un ulteriore anno di garanzia. Il costo è di 20'700 €. SHAPIFY BOOTH http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2015/06/SCANNER-3D-PROFESSIONALI-ARTEC-shapify-booth-1024x576.jpg E’ uno scanner fisso, ma non aspettatevi di posizionarlo sulla scrivania perché ha un’altezza di 3,3 metri e un diametro altrettanto grande. E’ dotato di ben 4 scanner Artec montati su un telaio cilindrico che ospita anche luci e un telo bianco di sfondo, il tutto ruota attorno al soggetto. Ma qual è il suo target di utilizzo? E’ un prodotto collegato ad un servizio, infatti Shapify Both è fatto per essere ospitato nei vari service point di stampa 3D con lo scopo di creare modelli di un’intera persona in 12 secondi, per poi ottenere in 15 minuti il modello 3D creato automaticamente. A questo punto basta scegliere se si vuole il modello stampato dal service e spedito direttamente a casa o se si vuole il file magari per stamparselo da soli. Per acquistare la macchina sono necessari 34'700 €. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2015/06/scanner-3d-professionali-artec-05-Shapify.jpg http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2015/06/scanner-3d-professionali-artec-06-1024x395.jpg Ciò che è necessario dire è che, anche se gli scanner Artec si posizionano nel segmento degli scanner 3D professionali, sono tutti caratterizzati da un'ottima semplicità d’uso. Il funzionamento è ‘plug and play’, ciò significa che, per iniziare una scansione, la lista degli accorgimenti da seguire si limita alla connessione via usb ad un pc e alla pressione del pulsante di avvio. Ulteriori facilitazioni non mancano di certo: con gli scanner Artec è possibile ottenere il modello di un oggetto in più scansioni, oppure, per evitare di scansionare con il laptop attaccato, si può acquistare la batteria esterna da 16'000 mha e lavorare in scioltezza. Per far funzionare gli scanner, Artec ha sviluppato in casa propria il software Artec Studio 10. Molte delle correzioni per i modelli scansionati possono essere delegate al programma, permettendo anche ai modellatori non esperti di ottenere un modello di alta qualità. Le principali funzioni del programma sono: allineamento automatico delle scansioni; semplificazione della mesh in modo rapido; eliminazione automatica dei target usati in fotogrammetria; correzione automatica della texture (riempimento dei buchi di texture analizzando le aree vicine); facile eliminazione delle parti non volute. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2015/06/scanner-3d-professionali-artec-07-software.png INDUSTRIE E APPLICAZIONI NELL’IMPRESA D’OGGI Per quanto riguarda gli scanner 3D portatili le applicazioni sono moltissime e toccano gli ambiti più disparati, permettendo realizzazioni prima inimmaginabili: medicina, con chirurgia plastica e protesi ortopediche; industria, con prototipazione, ingegneria ‘inversa’, controllo qualità; design, con ergonomia e computer grafica; arte, con musei virtuali, archeologia, restauro; criminologia. Grazie allo scanner Shapify Booth invece si apre la frontiera dei service di scansione 3D a livello locale, con possibilità di vendita del file tridimensionale o del modello direttamente stampato in 3D. Vuoi saperne di più sugli scanner 3D? Ti consigliamo qualche altro contenuto: Qual è lo scanner 3D giusto per te? Scanner 3D low-cost: 7 soluzioni Fuel3D Scanify - scanner 3D ad alta risoluzione
  19. Non si può parlare di completa applicazione della stampa 3D senza unirla ad un altro strumento: lo scanner 3D. La qualità delle 3D printer di poter produrre pezzi unici e su misura, può avere senso solo se preceduta dal rilievo di un oggetto complesso. I sistemi di scansione 3D sono strumenti meravigliosi, perché ci permettono di riprodurre in modo preciso qualcosa che già esiste, che ci serve o che semplicemente desideriamo, come il pezzo di ricambio di un oggetto che si è rotto, il ritratto di un amico, un'opera d'arte che ci piace particolarmente. Eseguire un rilievo 3D di un oggetto significa ricrearne una perfetta copia digitale, cioè creare un modello 3D metricamente corretto. Le principali tecniche che abbiamo a disposizione si possono classificare in: tecniche basate su sensori passivi (image-based); tecniche basate su sensori attivi (range-based). Abbiamo già parlato delle tecniche image-based, le quali, come dice il nome stesso, si basano sull'elaborazione automatica o semi-automatica di immagini digitali per estrarre informazioni di carattere tridimensionale. Abbiamo visto che esistono numerose soluzioni open source e low-cost che permettono di ottenere rilievi 3D di qualità elevata utilizzando normali fotocamere, addirittura smartphone, e computer di medio livello. Le tecniche range-based si basano su strumenti che emettono un segnale che viene registrato dallo strumento stesso al fine di calcolare una misura di distanza: appartengono a questa categoria gli scanner, le stazioni totali, i GPS e i radar. In particolare, gli scanner 3D laser e a luce strutturata sono gli strumenti più noti e che hanno riscontrato il maggior successo, rendendo relativamente semplice acquisire in 3D oggetti di qualsiasi dimensione. La diffusione di questi strumenti è però ancora ostacolata da un costo elevato, spesso insostenibile per un semplice appassionato o anche per il piccolo professionista, per questo motivo ci soffermeremo sui principali scanner 3D di fascia medio-bassa (qui invece un elenco dei principali scanner low-cost o DIY), in grado di riunire prestazioni interessanti a un costo ragionevole. Esistono numerosi modelli e non risulta facile orientarsi tra prodotti che appaiono spesso molto simili tra di loro. La condizione ideale è sempre quella di poter sperimentare in prima persona lo scanner, in modo tale da rendersi conto della facilità d'uso e del risultato finale. Poiché spesso questo non è possibile, diventa fondamentale analizzare bene la scheda tecnica per capire come lo strumento lavora e ipotizzare i risultati che produrrà. Ci sono infatti alcuni fattori che determinano il grado di qualità di uno scanner 3D (e quindi della scansione) e di conseguenza ne determinano il prezzo. Inoltre, è opportuno individuare lo scanner più adeguato alle proprie esigenze: come per qualsiasi altro strumento, non esiste lo scanner universale, cioè adatto a ogni tipo di situazione, ma ogni prodotto dà il meglio di sé in certe situazioni e non in altre. Quindi, quali sono le caratteristiche che dobbiamo considerare nella scelta di uno scanner? Accuratezza: indica il grado di precisione dello scanner; ad esempio un'accuratezza di 0,1 mm indica che ogni punto della nostra scansione potrebbe in realtà avere un errore di posizione di 0,1 mm; Risoluzione: indica la dimensione minima che lo scanner è in grado di rilevare; ad esempio un'accuratezza di 1 mm indica che se l'oggetto da rilevare ha piccoli particolari di dimensione inferiori, questi non compariranno nella scansione (1 mm sembra un buon valore, ma in realtà basti pensare che la filettatura di una vite non verrebbe rilevata); Volume: indica la dimensione massima di un oggetto che può essere rilevato in un'unica scansione; se scegliamo uno scanner portatile sarà sempre possibile rilevare un oggetto in più scansioni e riunirle alla fine; Output: tutti gli scanner esportano in almeno uno dei formati standard, come STL, PLY o OBJ, ma ciò che non tutti fanno è acquisire a colori o esportare una texture; è un elemento importante da considerare se il rilievo ci serve per la stampa a colori o per altri impieghi in cui la resa del colore è importante, ad esempio in computer grafica; Compatibilità: non tutti gli scanner sono multipiattaforma (Windows, MacOS e Linux), è bene quindi prestare attenzione a questo aspetto; Condizioni ambientali: ci sono scanner che lavorano molto bene anche al buio e scanner che lavorano molto male alla luce solare, non è sempre indicato nelle schede tecniche ma in generale i sistemi laser non presentano grossi problemi in quasi tutte le condizioni, mentre i sistemi basati su fotometria possono essere influenzati negativamente dalle condizioni di luce; Velocità: raramente è dichiarata, ma in generale i sistemi a luce strutturata sono molto più veloci dei sistemi laser; se dobbiamo rilevare un oggetto la velocità non è un grosso problema, ma se dobbiamo rilevare una persona allora diventa un aspetto non trascurabile; Prezzo: naturalmente il prezzo sarà influenzato da tutti questi parametri, a migliori performance corrisponde sempre un prezzo maggiore; ciò significa che non è possibile aspettarsi grandi prestazioni da uno scanner a bassissimo costo. Sulla base di questi parametri proviamo ora a valutare i principali scanner di fascia di prezzo medio-bassa suddividendoli in due categorie: scanner portatili; scanner desktop. Scanner portatili Tra gli scanner portatili il più noto è il Sense prodotto da Cubify, disponibile sia come scanner da collegare al PC, sia nella versione per iPad, con caratteristiche tecniche molto simili. Il prezzo è molto competitivo, ma la risoluzione non è particolarmente elevata e non permette scansioni di precisione; si tratta di una soluzione ottimale per chi deve fare scansioni di oggetti di medie/grandi dimensioni che non presentano particolari troppo minuti. Certamente più preciso è lo Scanify della Fuel 3D, che promette una risoluzione spaziale di gran lunga minore e che permette, cosa non trascurabile, di esportare una texture insieme al modello. Le scansioni si prestano quindi non solo alla stampa 3D tradizionale, ma anche a quella a colori, nonché ad applicazioni legate alla computer-grafica. Scanner desktop Tra gli scanner desktop spiccano quelli prodotti da Next Engine e David, laser il primo, a luce strutturata il secondo. La fascia di prezzo è piuttosto alta, ma le prestazioni sono di tutto rispetto: garantiscono accuratezza e risoluzione molto elevata, una buona gestione della texture; unico neo è la compatibilità solamente con sistemi Windows. Entrambi sono corredati da software che consentono facilmente di unire più nuvole di punti, quindi di acquisire anche oggetti di grandi dimensioni. Per quanto riguarda il primo, da segnalare l'integrazione con SolidWorks. Ci sono poi una serie di prodotti di fascia di prezzo decisamente inferiore, dai 1.000 euro in giù, che presentano comunque caratteristiche interessanti: Rubicon (Rubitech), Digitizer (Makerbot), Matter and Form 3D Scanner, EinScan-S (Shining 3D) e Cubik (CadScan). Sono tutti basati su piattaforme fisse rotanti, motivo per cui i volumi di scansione sono piuttosto contenuti, fa eccezione solo EinScan-S che presenta anche una modalità di scansione a mano libera. In base al rapporto qualità/prezzo Rubicon è quello più interessante in quanto ha un'accuratezza molto elevata e gestisce il colore tramite texture fino a 5 MP di risoluzione. Tra tutti questi l'unico che ho avuto la possibilità di testare personalmente è il Sense di Cubify. Qualcuno ha avuto modo di utilizzare qualcuno degli altri e vuole dirci cosa ne pensa?
  20. Cosa c'è di più originale di una riproduzione di noi stessi in 3D? Statuine stampate come fossero un autoscatto realistico in tre dimensioni. La nuova frontiera della stampa 3D è la personalizzazione totale riproducendo, oltre agli oggetti, anche le persone in scala e con fattezze umane. Esplorando il passato, possiamo vedere che l’uomo, da sempre, ha avuto la necessità e l’abitudine di immortalare la propria immagine. Ha voluto raffigurare se stesso e i propri cari per rimanere nella storia, lasciare un segno indelebile o un semplice ricordo della persona che restasse nella memoria. Scorrendo attraverso i libri di storia ci accorgiamo di come nelle varie epoche sia sempre mutato il metodo con cui ci raffiguriamo: nella Grecia antica i busti di marmo testimoniavano la potenza dei più grandi sovrani, mentre in tempi più vicini a noi era consuetudine il dipinto di famiglia. Poi ovviamente, l’avvento della fotografia. Tutto è cambiato in maniera radicale: l’acquisizione di immagini è diventata estremamente semplice e supportata da un costo delle fotocamere relativamente basso. Dopo questa grande rivoluzione siamo però arrivati ad un nuovo giro di boa; l’innovazione in questo campo arriva proprio dalla stampa 3D e si prenota per entrare nelle case di tutti in un futuro più vicino di quanto si pensi. La novità consiste nel creare copie di noi stessi stampati in 3D. Non stiamo parlando di strani cloni, bensì di “statuette” fatti proprio a nostra immagine. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2015/02/Autoscatto-stampa-3D-13.jpg Per ottenere delle perfette copie miniaturizzate di noi stessi si utilizzano scanner 3D che possono essere mobili oppure delle vere e proprie "cabine" di scansione. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2015/02/Autoscatto-stampa-3D-Smob.jpghttp://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2015/02/Autoscatto-stampa-3D-Sbox.jpghttp://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2015/02/Autoscatto-stampa-3D-SC.jpgRimanendo immobili per per pochissimi minuti avremo il modello su cui eseguire la stampa, potremo poi decidere le dimensioni compatibilmente con le capacità della stampante. Oggi per questo tipo di applicazioni si usano stampanti 3D a tecnologia granulare (SLS) oppure la PP (che utilizza le testine inkjet) perché richiedono un dettaglio molto elevato e una grande varietà di colori. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2015/02/Autoscatto-stampa-3D-17.jpgEsistono già, anche in italia, dei negozi che offrono questo servizio, come Mini-Me Store e Shapify. Il costo va ben oltre la classica fotografia ma il sistema è destinato ad evolversi e diffondersi, e quindi sarà inevitabilmente soggetto a calo di prezzo. Per ora può risultare un regalo sicuramente originale, in futuro ci troveremo più spesso ad avere a che fare con piccoli modellini della nostra famiglia, magari anche stampati da noi stessi. Siete pronti per sostituire le foto sul comodino con modellini in scala? http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2015/02/Autoscatto-stampa-3D-23.jpg http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2015/02/Autoscatto-stampa-3D-22.jpg http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2015/02/Autoscatto-stampa-3D-21.jpg http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2015/02/Autoscatto-stampa-3D-20.jpg http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2015/02/Autoscatto-stampa-3D-19.jpg http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2015/02/Autoscatto-stampa-3D-18.jpg http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2015/02/Autoscatto-stampa-3D-10.jpg http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2015/02/Autoscatto-stampa-3D-9.jpg http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2015/02/Autoscatto-stampa-3D-6.jpg http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2015/02/Autoscatto-stampa-3D-5.jpg http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2015/02/Autoscatto-stampa-3D-3.jpg http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2015/02/Autoscatto-stampa-3D-2.jpg http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2015/02/Autoscatto-stampa-3D-1.jpg
  21. Molte volte la modellazione 3D non è di facile utilizzo per tutti, proprio per questo molte aziende stanno inserendo sul mercato nuovi modelli di scanner 3D. Non tutti questi dispositivi hanno una risoluzione che accontenta i più precisi stampatori 3D, i quali si devono accontentare di basse o medie qualità di scansione. Tuttavia, durante il Consumer Eletronics Show (CES 2015) di Las Vegas, SHINING 3D ha presentato EinScan-S, uno scanner 3D che promette di offrire una migliore tecnologia ed una maggiore qualità a prezzi ragionevoli, soprattutto di facile utilizzo siate voi dei professionisti o degli hobbisti. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2015/01/EinScan-S-scanner-3d-economico-alta-risoluzione.png http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2015/01/EinScan-S-scanner-3d-economico-alta-risoluzione-3.png http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2015/01/EinScan-S-scanner-3d-economico-alta-risoluzione-4.png Questo nuovo dispositivo è in grado di ottenere risoluzioni scanner estreme, grazie ad una dotazione di tecnologica di tipo industriale. EinScan-S utilizza in parte la tecnologia della famosa Kinect di Microsoft: proietta sul oggetto una stretta banda di luce, producendo un’altra fonte di luce, che verrà utilizzata dalla telecamera per far riferimento alle dimensioni, alle superfici ed infine alle geometria esatta dell’oggetto. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2015/01/EinScan-S-scanner-3d-economico-alta-risoluzione-5.png http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2015/01/EinScan-S-scanner-3d-economico-alta-risoluzione-6.jpg Utilizzando l’EinScan-S potete ottenere in soli 3 minuti una scansione perfetta con una precisione di dettaglio fino a 0,1 millimetri. Ovviamente il vostro oggetto sarà posto su una tavola rotante per permettere alla telecamera di ottenere tutti i punti. Lo scanner include due modalità di scansione, quella automatica, utilizzata per piccoli oggetti posizionati sulla piattaforma rotativa dello strumento, e quella libera, utilizzata per oggetti di maggiori dimensioni (con un limite massimo di 700 x 700 x H700 mm) dove sarà lo scanner, adagiato su un 3 piedi, a ruotare attorno all'oggetto. Dopo aver scannerizzato l’oggetto da voi scelto, il file è pronto per essere immediatamente stampato in 3D, utilizzando l STL. Oltre agli ottimi risultati di scansione, EinScan-S ha un peso di soli 3,5 kg, consentendo un facile trasporto e un ingombro veramente ridotto. Ecco alcune caratteristiche salienti di EinScan-S: Precisione: <0,1mm Volume scansionabile in automatico: 215 x 215 x H200 mm Volume scansionabile in scansione libera: 700 x 700 x H700 mm Velocità scansione: Max 3 minuti. Formato dati: STL, ASC Sorgente di luce: Luce bianca Dimensioni totali chiuso: 400 x 300 x H120 mm Dimensioni totali esteso: 630 x 300 x H280 mm Consumo elettrico: 50w Prezzo: 899 dollari. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2015/01/EinScan-S-scanner-3d-economico-alta-risoluzione-7.jpg Dinosaur by EinScan on Sketchfab
  22. Gli scanner 3D sono dispositivi che ci permettono di ottenere modelli 3D da oggetti esistenti. Questi dispositivi rilevano le superfici che rientrano nel proprio raggio d'azione memorizzando le informazioni ottenute e rielaborandole, producendo in conclusione una descrizione matematica per punti dell'oggetto scansionato. In altri termini, un modello 3D digitale. Le tecnologie per gli scanner 3D sono diverse e differiscono soprattutto per: la meccanica: gli scanner 3D possono essere fissi o mobili. Quelli fissi dispongono generalmente di un piano che ruota, sopra al quale viene posizionato l'oggetto da rilevare. Quelli mobili sono impugnati da un operatore che deve avere la cura di puntarlo contro l'oggetto interessato, rilevandone le superfici.la tipologia di raggi che lanciano verso l'oggetto desiderato.SCANNER 3D LASER A TEMPO DI VOLOQuesti dispositivi utilizzano una luce laser che viene riflessa sulla superficie dell'oggetto rilevato. Il sensore del laser cronometra il tempo di volo, ossia il tempo che ci mette il fascio di laser a tornare all'origine in seguito essere rimbalzato sulla superficie rilevata, potendo definire se un determinato punto è più o meno vicino al diodo laser che emette l'impulso di luce. Questa misura è possibile in quanto la velocità della luce è costante, sarà quindi il tempo di andata e ritorno dell'impulso luminoso laser che definirà la posizione nello spazio del punto battuto. La precisione di uno scanner 3D laser a tempo di volo dipende quasi esclusivamente dalla precisione con cui esso riesce a misurare il tempo di volo. [gallery td_select_gallery_slide=slide" link="file" ids="3690,3691] SCANNER 3D CON SISTEMA A LUCE STRUTTURATAGli scanner 3D con sistema a luce strutturata proiettano sulla superficie dell'oggetto da rilevare un fascio di luce. La deformazione del pattern proiettato definisce la posizione dei punti che compongono l'oggetto, permettendo ad una telecamera di calcolarne le coordinate tridimensionali attraverso una triangolazione. [gallery td_select_gallery_slide=slide" link="file" ids="3692,3693] SCANNER 3D ECONOMICISono diverse le aziende che si sono lanciate nel mercato degli scanner 3D vedendo l'aumentare dell'interesse nei confronti di questi utili pezzi di tecnologia. Stiamo parlando, per esempio, degli scanner di MakerBot, Rubicon 3D e Structure Sensor. [gallery td_select_gallery_slide=slide" link="file" ids="3688,3687,3689] Esistono poi altri metodi più smanettoni per scansionare degli oggetti 3D. Uno dei più conosciuti è quello che sfrutta il potenziale del Microsoft Kinect. Proprio così, l'accessorio per la famosa XBox 360 può essere trasformato in uno scanner 3D low cost grazie ai suoi driver open source e a diversi software scaricabili online. Altro metodo economico è quello di utilizzare una macchina fotografica o uno smartphone e software open source per elaborare le immagini ottenute. Per maggiori informazioni su questo metodo di rilievo vi rimandiamo a questo articolo su 3D ArcheoLab. RILIEVO 3D: I SOFTWARE LOW-COST VAI ALLA GUIDA ALLE STAMPANTI 3D TORNA ALL'INDICE
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