Stampa 3D: nuove opportunità per la medicina

medicina stampa 3D

Medicina – Negli ultimi anni la ricostruzione 3D di parti anatomiche è diventata un supporto basilare per la diagnostica, a partire dalla didattica fino alla pianificazione degli interventi. I settori più interessati sono quelli dell’ortopedia e della chirurgia maxillo-facciale, tuttavia nuovi software hanno aperto la strada anche al campo cardiovascolare. E’ il caso della Materialise, fornitore leader di software 3D, sia per la modellazione che per la stampa.

In particolare Mimics Innovation Suite è un software della Materialise che partendo da dati forniti da indagini tradizionali come TAC, risonanza magnetica, ecografia 3D, ecc. rielabora un modello anatomico 3D di notevole accuratezza e specifico per ciascun paziente che permette di dare ai medici informazioni supplementari al fine di determinare la migliore procedura di intervento. E non è tutto, infatti Materialise ha sviluppato un proprio procedimento, chiamato HeartPrint® Flex, per la creazione di modelli cardiovascolari flessibili, stampati in 3D, che riproducono la flessibilità propria dei tessuti cardiaci. Questi prodotti sono già stati testati sul campo con ottimi risultati.

E’ storia recente l’intervento effettuato sul cuore di un bimbo di appena una settimana di vita nato con una complessa cardiopatia congenita.

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Il giorno dopo la nascita è stato sottoposto a Tac per acquisire i dati, quindi con Mimics é stato creato un modello digitale 3D poi stampato, ottenendo una perfetta replica dell’organo completa di ogni dettaglio muscolare.

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Il team di medici del New York-Presbyterian/Morgan Stanley Children’s Hospital ha utilizzato il modello per pianificare un’operazione che ha risolto in un unico intervento tutti i problemi del cuore del bimbo.

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Altro esempio è il caso di Bradley White, un ragazzo di 16 anni che è nato con un tumore che ha provocato l’irregolarità del battito cardiaco. Con l’aiuto di modelli HeartPrint® stampati in 3D, i medici sono stati in grado di determinare il miglior trattamento per la patologia di Bradley.

“Dopo il successo di questa chirurgia, è difficile immaginare di dover entrare in una sala operatoria per un altro caso difficile senza ausilio di un modello 3D. Sicuramente sarà lo standard di cura per il futuro e siamo felici di aprirne la strada “, ha detto il dottor Emile Bacha, cardiochirurgo presso la New York-Presbyterian / Morgan Stanley Children’s Hospital.

Un particolare aspetto del software Mimics è la possibilità di simulare i flussi attraverso cavità o vasi, molto utile nel caso di impianto di valvola cardiaca per valutarne le performance e ottimizzarne il posizionamento, oppure in fase di ricostruzione del setto nasale.

Un esempio pratico è la storia del piccolo Kaiba, affetto da tracheobroncomalacia, causa di collasso delle grandi vie aeree dovuto al rammollimento delle strutture cartilaginee. La riproduzione esatta della sua trachea ha permesso l’impianto di una protesi stampata in un biopolimero chiamato policaprolattone al fine di permettere la dilatazione dei bronchi e il corretto sviluppo delle vie aeree. Nei successivi 3 anni circa l’impianto sarà completamente riassorbito e il bambino risulterà perfettamente sano.

Non c’è dubbio che si stia riscrivendo la storia della medicina: l’uso clinico della stampa 3D e della nuova generazione di imaging permettono di valutare e provare a priori le operazioni necessarie e quindi di effettuare interventi con rischi nettamente ridotti.

Ad evidenziare la rivoluzione in atto vi e’ l’inserimento di HeartPrint® Flex nell’elenco dei dispositivi medici di classe I nei mercati americani ed europei, ovvero il suo riconoscimento come strumento utilizzato per finalità diagnostiche e/o terapeutiche in medicina.

Grazie alle tecnologie 3D stiamo davvero varcando nuove frontiere.

Lusiana Pasquini