Per le stampanti 3D FDM, il filamento è come un compagno di viaggio: va sempre scelto con cura, altrimenti rischi che vada a rovinare la vacanza.

Il filamento, infatti, è uno degli elementi fondamentali per ottenere buoni risultati nella produzione dei modelli tramite stampa 3D FDM. La qualità del filo, come anche la sua composizione chimica, definiscono quelle che saranno la resistenza e la finitura dell’oggetto finale. Detto questo, è facile capire quanto la scelta delle materie prime e la produzione influiscano sulla buona riuscita delle nostre stampe, ed è proprio per questo motivo che deve essere scelto con molta cura.

Tra i vari produttori di tutto il mondo, uno in particolare si contraddistingue per la grande disponibilità di colorazioni: stiamo parlando di un offerta pari a 57 filamenti diversi di PLA.

Recensione PLA EUMakers – Il PLA curato nei minimi dettagli

Il PLA di EUMakers si presenta all’interno di scatole in cartone protette da una pellicola trasparente in plastica. La scatola riporta le caratteristiche del filo: tipologia di materiale, diametro, peso, colore, temperatura di estrusione consigliata sono le informazioni che è possibile avere già direttamente dall’esterno della confezione.

La bobina è a sua vota sigillata all’interno di una confezione in plastica sottovuoto e contenente un sacchettino di sali, utili per assorbire l’umidità che potrebbe rovinare il filo. Di conseguenza, il materiale arriva a casa come se fosse appena uscito dall’estrusore di filamento in azienda, mantenendo le sue proprietà inalterate.

Un primo pensiero devo dedicarlo al confezionamento della bobina è di ottima qualità: la presenza di tutte queste accortezze da parte del produttore dimostra la conoscenza delle problematiche relative al progressivo degenero della qualità della plastica se lasciata all’aria aperta. Tutti questi dettagli fanno pensare di avere sottomano un materiale di una qualità.

La stampante utilizzata per effettuare questo test di stampa è una GiMax Maty vecchio modello, con ugello da 0.4 mm e dotata di due ventole di raffreddamento del filo appena estruso.

Recensione PLA EUMakers – Test di stampa 1: case per controller

Il primo oggetto che ho deciso di stampare con i filamenti EUMakers è un semplice case per un controller elettronico. Si tratta di un pezzo semplice, con una piccola parte a sbalzo e avente funzione di raccogliere al suo interno piccole parti di elettronica.

L’altezza dei layer utilizzata in questa prima prova è di 0.2 mm. Il materiale ha aderito bene al piano di stampa in vetro (con una spruzzata di lacca Splendor e riscaldato a 30 °C) senza dare alcun segno di ritiro. Il pezzo è venuto sufficientemente rigido e senza imperfezioni. Anche le parti più piccole hanno soddisfatto le mie aspettative.

Recensione PLA EUMakers – Test di stampa 2: telaio per drone

Stampato a 0.1 mm di altezza dei layer, anche in questo caso i risultati sono stati più che buoni. Il materiale, estruso a 205 °C con piano freddo, non ha dato segni di ritiro o deformazione, pur essendo le pareti del modello molto sottili. 

Le imperfezioni che potete notare sulle superfici a vista non sono dovute al filamento, ma piuttosto a una velocità troppo elevata di esecuzione della stampa – errore mio! Anche le parti composte da sezioni molto piccole si sono dimostrate ben prodotte, senza presentare problemi di rottura o delaminazione. Qui lascio il link al modello 3D, scaricabile da Thingiverse.

Recensione PLA EUMakers – Test di stampa 3: moschettoni

Per il terzo ed ultimo test, l’oggetto stampato è stato qualcosa che volevo fare da tempo. I moschettoni che vedrete nelle prossime immagini sono composti da due elementi che vengono incastrati uno dentro l’altro. Grazie alla flessibilità del PLA è possibile usare questo oggetto come se fosse stato prodotto in modo tradizionale.

In questo caso, ho deciso di stampare due modeli.

Il primo è stato prodotto con due normali PLA – Blue Metallic e Pearl White. Stampa a 0.2 mm di layer, infill al 100%: la resistenza e la flessibilità dell’oggetto finito sono notevoli. L’elemento dotato di rotazione tende a deformarsi dopo un utilizzo abbastanza sostenuto – se ci giochicchiate con le dita in modo costante vedrete che non riuscirà più a scattare in posizione di chiusura come se fosse nuovo. Ma questo è normale, il PLA è un materiale che si deforma, non mi aspettavo un comportamento diverso.

Il secondo moschettone è stato stampato usando due PLA riciclati presenti nell’offerta commerciale di EUMakers – i due di colore verde, ZLife e Bio. Il risultato mi ha colpito in positivo: a parità di parametri di stampa, i materiali hanno risposto in modo del tutto simile a quello dei materiali non riciclati. Al tatto il filamento si presenta più morbido, anche se in modo quasi impercettibile. Dopo aver messo sotto stress il moschettone, ci ha mollato un po’ prima rispetto al modello precedente. Dopotutto è normale: non potevamo aspettarci da un materiale riciclato una resistenza e deformazioni migliori rispetto a un materiale estruso per la prima volta.

Recensione PLA EUMakers – Conclusioni

Il questa recensione il PLA EUMakers ha sbalordito in modo molto positivo. La cura ai dettagli e la conservazione del filo dimostrano la volontà di consegnarlo integro ai consumatori. Le plastiche hanno comportamenti di qualità e, la grande possibilità di scelta nelle colorazioni, può soddisfare le richieste più bizzarre. Anche una volta estrusi, i colori restano sgargianti e fedeli a quelli proposti dalla confezione. Inoltre, l’azienda fornisce idee creative che permettono di riutilizzare il rocchetto della bobina, una volta che il filamento è finito. In questo modo, gli scarti di plastica si riducono, permettendoci comunque di ricavare un oggetto utile e utilizzabile tutti i giorni.

Tirando le somme, EUMakers si è dimostrato un produttore ricco di sorprese, capace di consegnare materiali di qualità. Se volete provare anche voi i PLA EUMakers, potete visitare il sito internet dell’azienda.