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invernomuto

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  1. Non sapevo ci fossero soluzioni alternative alla palla a prezzo così basso. Quando mi ero informato, tempo fa, su una soluzione a basso costo, non li avevo visti, e avevo letto che per fare una cosa un minimo decente con un sistema automatizzato avrebbe richiesto un budget decisamente maggiore. Un'alternativa in più, ottimo.
  2. Siamo però su altri livelli di costi. La palla te la blocchi sopra la stampante e dovresti essere a posto con poche decine di euro, un impianto anti incendio automatico sono un po' di soldini in più. Comunque con 10-15 euro consiglio anche un allarme antifumo a batteria, è un prodotto molto economico utile a prevenire problemi (ovviamente se si stampa in presenza). Tendenzialmente con lo smartworking per me è cambiato tutto per cui lancio anche stampe abbastanza lunghe, mi sembra che la più lunga che ho fatto sia durata una quindicina di ore. Mai fatto stampe per più giorni. In ge
  3. Quoto tutti e 3 i punti e ottima idea quella della presa wifi!
  4. Anche io ho acquistato un piccolo alimentatore dedicato con pulsante su Amazon. Considera che nel 90% dei casi un vecchio caricabatterie da cellulare per il Raspberry Pi non va bene, necessita di un alimentatore che eroghi sufficiente corrente, per cui ne ho preso uno su Amazon con interruttore. Io lo lascio quasi sempre acceso, lo spengo solo quando non ho in programma di usare la stampante per un po' di tempo. E' abbastanza indifferente, se lo alimenti da alimentatore della stampante ti dovrai procurare uno step down da 12/24V ai 5V richiesti dal Rasberry Pi. Personalmente, visti i c
  5. E' esattamente quello che ho letto io, il problema non è nel filamento ma nel fatto che quando lo stampi inevitabilmente si creano delle microporosità dove possono proliferare i batteri, contaminando il cibo. Dovrebbero esserci in commercio delle resine (tipo silicone liquido) per renderli lisci ed "impermeabili" ed evitare il problema, ma per uso alimentare personalmente eviterei.
  6. Potrebbe essere una vref / corrente settata male per i nuovi stepper?
  7. Concordo. Aggiungo che la scheda NON rende più performante la stampante, se la stampante ha problemi la scheda dovrebbe essere l'ultima degli imputati. Per la scheda, prova a ripartire da zero aggiornando all'ultimo firmware disponibile per la tua macchina sul sito del produttore. Fai un reset della EEPROM e riparti da capo con le calibrazioni.
  8. Ciao, grazie per la spiegazione, molto utile. Quindi una volta che hai curato la resina e che questa si deposita travasi l'IPA altrove e poi pulisci il contenitore? Per me non sarebbe problematico usare più di un contenitore (al momento uso solo resine lavabili in acqua, e come detergente o acqua e sapone per piatti o alcool normale).
  9. Sì su questo sono perfettamente d'accordo, il discorso non vale in assoluto.
  10. Secondo me non ci capiamo. Un conto è una persona che compra singole parti con marchio CE e ci assembla una macchina, su suo progetto. Un conto è vendere un kit progettato da un costruttore con marcatura CE. Nel primo caso, se assembli i singoli pezzi marchiati CE, il prodotto finale, ovviamente, non risulterà necessariamente conforme CE. Se invece il kit ha il marchio CE, una volta assemblato è il prodotto finale ad essere conforme CE. Basta che ci siano le istruzioni di montaggio. Altrimenti non potresti vendere nessun oggetto da assemblare (manco un giocattolo), i pare assurdo. S
  11. Non mi sembra di aver fatto passare un messaggio di spensieratezza, anzi, è esattamente il contrario. Proprio perché te l'assembli tu sei TU responsabile in caso di problemi, a terzi o a cose di terzi, senza poterti rivalere sul produttore (anche perché il produttore sei tu!). Per cui lo fai (legalmente perché non mi sembra che il fai da te sia fuori legge) a tuo rischio e pericolo. Fatta salva responsabilità (civile e penale) in caso di incidente, quello che sto dicendo è che per uso personale ed hobbistico: nessuno si va a far mettere il marchio CE su cose assemblate in casa per uso pe
  12. Qui è un po' difficile da dire, io con le stampanti 3D, specie la resina, vado un po' a momenti, se mi serve un pezzo stampo. Ci sono periodi, come in questo momento, che stampo molto e in effetti la parte di post produzione diventa un po' una noia. Premesso che al momento ho provato solo resine lavabili in acqua, ma non esistono detergenti che siano in qualche maniera "riutilizzabili" più a lungo? Leggevo altrove di qualcuno che usa IPA, fa cristallizzare la resina in esso contenuta mettendolo sotto lampade UV e poi lo riutilizza quasi come nuovo. E' fattibile oppure è una fesseria? I
  13. Ne ho viste diverse e i prezzi sono ormai diventati molto interessanti. Una domanda per chi ne possiede, semplificano davvero il processo di post produzione della stampa a resina? Perché io fra guanti e fazzoletti faccio un casino ad ogni stampa e se veramente queste macchine riducono di un minimo il tutto sono tentato di prenderla.
  14. Non sono d'accordo sul termine "raggiro": non tutti i prodotti venduti nella UE necessitano del marchio CE (ignoro se una stampante 3D lo necessiti) sul "fai da te" (che è perfettamente legale) sarebbe assurdo richiedere una marcatura CE: penso a un appassionato di elettrotecnica che si costruisce un robot con Arduino o uno che si autocostruisce qualsiasi cosa invece di comprarla già fatta c'è comunque la libertà di importare prodotti dalla Cina prodotti non marchiati CE (ovviamente nei limiti legali vigenti, no farmaci o merci contraffatte ovviamente), significa che sarai tu
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