Vai al contenuto

FoNzY

Membri
  • Numero contenuti

    6.845
  • Iscritto

  • Ultima visita

  • Giorni Vinti

    516

Tutti i contenuti di FoNzY

  1. fai lo stesso problema ma ancor piu' evidente? i settaggi sembra generalmente ok
  2. è troppo incasinato per metterci le mani, va rifatto da zero, almeno alcuni oggetti.
  3. cambia il modo in cui assorbe la luce, hai prestazioni meccaniche molto superiori. la soluzione ottimale sarebbe mischiarla con una resina "tenace" tipo syraya tech al 30% ma 1kg di syraya ti costa 75 euro. se usi abs like "liscia" il colore bianco è di gran lunga migliore.
  4. abbandona sto grigio resina bruttisimo, prendi la bianca o aggiungi un po' di nero a questo gfrigio. è sicurmaente il colore perggiore
  5. il tuo è un esempio da manuale di cristallizzazione, è sempre dovuta a qualche tipo di reazione chimica sfortunata, puo' anche essere causata dalla polvere nella resina e non solo da alterazioni chimiche
  6. è una reazione chimica dovuta a qualche solvente che ha contaminato la resina. la vedi solo nella parte esposta alla luce solare quindi non credo penetrera'
  7. ho provato a sistemarlo ma è troppo "fatto male" per sistemarlo, ci vuole autocad come suggeriscono sopra,ma anche li ottieni un prodotto intermedio da ricalcare a mano... da dove arriva sto file?
  8. tranne che la p2s credo che tutte siano in pre order comunque...viviamo in un epoca strana dove i soldi partono subito ed il prodotto arriva con calma...🤣
  9. A mio parere, e per confonderti ancora un po’ di più, le due migliori sono queste. La Qidi Max 4 (+ eventuale EMS a 1200) è probabilmente la stampante desktop più “industriale” disponibile sul mercato in questo momento. La Anycubic Kobra S1 Max, invece, è quella con il miglior rapporto qualità-prezzo. Secondo me entrambe offrono le prestazioni migliori in relazione al prezzo: con la Qidi hai la stampante più vicina possibile a una macchina industriale rimanendo su cifre sensate; la Anycubic invece ti dà praticamente tutte le funzioni di una Bambu Lab, ma a un prezzo davvero pazzesco. Anche la U1 non è male e la metterei come terza scelta, però secondo me i problemi che hai citato sono reali. La P2S alla fine è semplicemente una Anycubic più piccola. La Prusa… se proprio vuoi farti fregare, allora prendi direttamente Stratasys, non Prusa. Almeno lo fai fino in fondo. 😄
  10. non puoi lavorare sugli stl purtroppo...o meglio puoi ma solo cose basilari...o meglio ancora servono le licenze professional per lavorarli... ma la forma della culla chi ti dice che sia fatta bene?
  11. nessuna in particolare, queste stampanti appartengono alla vecchia generazione basata su marlin, per farle funzionare è necessaria un esperienza almeno discreta ma essendo usate molto probabile che siano disintegrate dal vecchio proprietario. Ad esempio "ugelli bloccati" sta per "non stampa e non so perche'". Se proprio devi prenderne una quella che costa meno se viene venduta come condizioni ottimali ma secondo è molto meglio una a2, piccolina ma ti diverti ad usarla mentre queste ti diverti a farle funzionare...forse
  12. a disegnarlo non ci vuole molto il problema è che ci sono delle zone critiche, dimensioni generali e la parte di contatto con il modello... come suggerito dalla ai, come base prenderei dei tubolari di alluminio dal brico e ridurrei comunque le parti stampate al minimo possibile
  13. devo farti presente che essendo una resina di classe IIa andare a caso non è proprio ideale per il protocollo...evitare di avvelenare qualcuno non è una cattiva idea.... ad ogni modo: https://italia.bego.com/stampa-3d/bego-stampanti-3d-supportate in fondo alla pagina c'è la anycubic p.s. devi usare il loro forno uv per completare il protocollo, non quello cinese da 50euro
  14. perche' dici che non è idonea? è una stampante super idonea. non so' che tipo di problemi hai riscontrato ma il tpu non si stampa troppo diversamente dal pla, non conosco l'ecosistema flashforge ma se spieghi i problemi posso aiutarti
  15. cosa'?una mangiatoia in generale o la tua mangiatoia?
  16. Anch’io ho sempre avuto il problema del sovradosaggio con le mangiatoie automatiche commerciali (ho una eheim con lo scotch sulla bocchetta da 15 anni) se il tuo progetto riesce a controllare così bene la granulometria del cibo è un enorme punto a favore sia per la salute dei pesci sia per la stabilità dell’acquario Ho dato un’occhiata al sito e al repository e secondo me la scelta di tenere tutto essenziale e diretto funziona benissimo si capisce subito cosa fa il progetto e come replicarlo l’open source poi è la ciliegina sulla torta Da acquariofilo ti direi che una soluzione del genere è oro soprattutto per chi ha vasche piantumate e pesci delicati se posso permettermi come feedback futuro magari qualche foto o video del macinino in funzione sopra la vasca sarebbe super interessante. Ancora complimenti e grazie per aver condiviso continua così 👍
  17. mi sembra decisamente eccessivo, non so dove abiti ma se sei una grande citta' l'aria in centro è sicuramente peggiore di quella che fa la stmpante. la finestra aperta va gia benone.
  18. la prima volta per forza sd 😅 poi anche usb
  19. ni?! l'unica cosa è provare, male che va un motore gira al contrario...non succede niente, fare il debug per sentito dire non è cosa...se si compila senza errori sei al 99% 😅
  20. sei troppo puntiglioso ma credo che il "problema" sia il cambio di geometria nel pezzo e quindi il warping dovuto da un layer molto piu lungo ed uno molto piu' breve, se la Z nella stampa è questa:
  21. NO 😅 o meglio ni...teoricamente si,ma spesso comunque si hanno problemi. si, molta gente ha riscontrato i tuoi stessi problemi dovuti principalmente al tipo di hardware
  22. al tempo indubbiamente la migliore stampante al mondo 😍 qualita' assoluta ad un prezzo fantastico... Zortrax come altri brand della sua generazione offriva una stampante FDM di livello professionale con un ecosistema completo e controllato a un prezzo ancora accessibile anche per gli hobbisti evoluti. Tuttavia a differenza di quanto accaduto con Bambu Lab non è mai riuscita a trasformarsi in un vero brand prosumer restando più ancorata a una visione professionale tradizionale. Bambu Lab ha invece scelto una strategia opposta puntando con decisione sul mercato hobbystico avanzato e conquistando di riflesso anche il segmento professionale entry level. Nello stesso periodo Zortrax ha attraversato diversi problemi interni che ne hanno rallentato l’innovazione e limitato la capacità di reagire a un mercato in rapida evoluzione. Oggi come altri marchi simili Zortrax propone soluzioni meno avanzate dal punto di vista tecnologico ma pensate per garantire stabilità e affidabilità nel lungo periodo. In questo senso Zortrax è stata la Bambu Lab del 2010 ma non ha mai raggiunto una diffusione paragonabile. Bambu Lab ha investito e rischiato su una scala molto più ampia probabilmente superiore al valore complessivo che Zortrax abbia mai avuto e questa scommessa le ha permesso di vincere la competizione. conviene ancora oggi? in alcuni casi si. Nel contesto professionale ciò che conta davvero è la garanzia di successo del processo, al di là del marketing e delle prestazioni dichiarate. La velocità molto elevata delle Bambu Lab può aumentare il rischio di fallimenti di stampa, soprattutto nel lungo periodo quando componenti meccanici in plastica iniziano a usurarsi dopo migliaia di ore di utilizzo continuo. In ambito professionale è inoltre fondamentale poter contare su materiali prevedibili e certificabili. I filamenti Bambu Lab di produzione cinese pur essendo generalmente buoni non rientrano nella categoria dei materiali professionali intesi come standard industriale, tracciabilità e costanza assoluta delle prestazioni. Per chi lavora con prototipi funzionali o produzione ripetibile l’affidabilità del processo e dei materiali resta una priorità rispetto alla velocità o alle mode del momento.
  23. solo 200? 👹
  24. si, il direct è sempre meglio del bowden, ovviamente hai il problema di trasportare piu' massa sull'estrusore ma ormai la tecnologia ha superato questo problema
  25. La tecnologia SLA non va confusa con la MSLA perché si tratta di due soluzioni diverse. La SLA utilizza un laser UV pilotato da un sistema galvanometrico che disegna ogni strato punto per punto. È una tecnologia più precisa e stabile ma anche più complessa e costosa. Le stampanti SLA sono quindi pensate per un uso professionale. Le MSLA invece impiegano una sorgente UV e un display LCD per mascherare l’intero strato in un’unica esposizione e sono diffuse soprattutto in ambito hobbystico e prosumer. Incidono molto più di quanto sembri e spesso hanno un impatto maggiore della risoluzione. Il tipo di polarizzatore è determinante perché regola quanta luce UV utile riesce effettivamente ad attraversare il pannello. Un polarizzatore progettato specificamente per l’UV migliora l’efficienza luminosa riducendo i tempi di esposizione e il riscaldamento dell’LCD. La gestione della luce UV è altrettanto critica. Non è solo una questione di potenza della sorgente ma soprattutto di uniformità sull’area di stampa. Una distribuzione irregolare provoca differenze di polimerizzazione tra centro e bordi con conseguente perdita di qualità e ripetibilità. Nelle MSLA economiche polarizzatore e gestione della luce UV sono spesso i primi elementi su cui si risparmia. Il risultato sono pannelli che richiedono esposizioni più elevate scaldano maggiormente e si degradano in tempi più brevi. Anche in presenza di una risoluzione elevata la qualità reale e la costanza delle stampe ne risentono. In realtà è evidente: il vantaggio resta soprattutto teorico 😅. Se confronti una MSLA di prima generazione con una di ultima, anche se il numero di pixel è decuplicato, la qualità di stampa reale resta praticamente la stessa. Il miglioramento visibile deriva soprattutto dall’introduzione di correzioni specifiche per la stampa 3D nel modo in cui il pannello viene gestito, più che dalla qualità intrinseca della macchina. I primi pannelli erano praticamente “rubati” dai TV, con firmware, antilasing, filtri e altre regolazioni pensati per la visione televisiva. Oggi i pannelli sono progettati appositamente per la stampa 3D, ed è qui che si concentra tutta l’innovazione. probabilmente questo è un buon pannello, di quelli che trovi su una stampante da 20.000 euro....ma mancano troppi dati per trarre conclusioni significative. mipi 51pin è una connessione presente su lcdm di fascia alta ma questo da solo non basta per giudicare, sicuramente è migliore del pannello che trovi sulle msla hobbystiche. Se parliamo di una MSLA hobbystica da 200 euro, in pratica i costi di gestione sono praticamente nulli: quando il pannello si degrada lo cambi o, se vuoi, butti tutta la stampante. Non ci sono consumabili costosi, a parte il FEP che costa pochi euro. La qualità di stampa cala poco nel tempo; tutto dipende da cosa vuoi produrre. Se sei un hobbysta o uno “smanettone”, i costi restano bassi e puoi permetterti di sperimentare. Se invece sei un professionista che ha bisogno di continuità e affidabilità, allora i pannelli economici diventano frustranti e si tende a prendere macchine più robuste senza doverci pensare troppo. In sostanza cambia il punto di vista: per l’uso hobbystico la gestione e i costi sono minimi; per uso professionale servono soluzioni più solide in linea di massima. io ad esempio uso sla per componenti meccanici e msla per modelli dentali, nei modelli dentali non c'è margine e la msla è un ottimo rapporto qualita'\prezzo, un pezzo meccanico stampato in msla me lo tirano dietro quando si spacca dopo 20 giorni...
×
×
  • Crea Nuovo...