Stampa 3D: un nuovo alleato contro il diabete

stampa 3d e diabete

Nel mondo ci sono circa 346 milioni di persone accomunate da un problema che ha cambiato la loro vita per sempre: il diabete. Neuropatia periferica e danni vascolari sono i sintomi del peggioramento della malattia a cui possono seguire cecità e amputazione degli arti inferiori. Nell’ultimo decennio la malattia sta crescendo nel mondo a ritmi quasi esponenziali così come i costi economici e sociali ad essa legati. Cosa fare di fronte a questa vera e propria pandemia? Prima di tutto prevenire e informare la popolazione per renderla maggiormente cosciente di questa patologia. In questa ottica, per meglio descrivere i meccanismi della malattia, è stata avviata la campagna RocketHub che, tra i tanti modelli di “Protein Action Figures”(definizione di Wired UK), stampa in 3D kit didattici di due molecole di emoglobina, una normale, l’emoglobina ossigenata (Hb), e l’altra glicata A1c (HbA1c), modelli realizzati a partire dalla cristallografia a raggi X delle molecole reali.

Il confronto tra i due modelli fornisce una metafora visiva immediata del metabolismo normale del glucosio nel sangue e quello incontrollato causato dal diabete: ciò consente ai medici di mostrare ai pazienti l’impatto della malattia e di far loro affrontare le terapie in modo più efficiente e comprensibile.

stampa 3d e diabete

Purtroppo sappiamo bene che prevenire non e’ sufficiente, il passo successivo è un’efficace terapia farmacologica e anche in questo ambito la stampa 3D fa la sua parte. I ricercatori dell’Università di Copenhagen, infatti, hanno escogitato un nuovo metodo di coltura cellulare 3D che permette alle cellule pancreatiche di crescere in un ambiente tridimensionale favorendone la proliferazione, osservabile al microscopio in pittoresche strutture ad albero.

stampa 3d e diabete

Il metodo innovativo di questa ricerca ha un grande potenziale e si spera porti alla creazione di mini-pancreas umani su cui effettuare test farmacologici senza sperimentazione su animali.

Ma c’è di più! Il dottor IbrahimOzbolat, professore di ingegneria presso l’Università dell’ Iowa, sembra avere una visione molto chiara e quasi futuristica dei prossimi usi della stampa tridimensionale di organi umani grazie alla biostampa 3D.


stampa 3d e diabete

Ozbolat sta attualmente lavorando sulla stampa 3D di un simil-pancreas da trapiantare in un paziente affetto da diabete di tipo 1 per aiutarlo a regolare i livelli di glucosio.

stampa 3d e diabete

Invece di trattare il diabete con farmaci, si immagina un futuro in cui questi pazienti avranno semplicemente un organo stampato per curare la loro malattia, un organo bioprinted progettato con cellule geneticamente modificate per migliorarne la funzionalità all’interno del corpo.

Per le persone già malate invece o che hanno addirittura dovuto subire l’amputazione di arti, la stampa 3D già oggi riesce a farci avere protesi che assomigliano all’arto o alla parte mancante originale (è recente la notizia di impianto di una protesi di cranio stampata in 3D). La ricerca sta permettendo di creare rivestimenti protesici che si conformano perfettamente agli arti dei pazienti accrescendone la soddisfazione e migliorandone la qualità della vita.

Probabilmente ci vorrà ancora qualche anno prima di vedere organi bioprinted che possano essere direttamente trapiantati su un essere umano, tuttavia quel giorno non è così lontano, visto che le stampanti 3D sono già in grado di stampare cellule e parti del corpo, direttamente su una cavia. Per curarsi basterà avere in casa una stampante 3D? Chissà… forse siamo sulla strada giusta!

Lusiana Pasquini – Open BioMedical Initiative