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I veri costi della stampa 3d


Fabula

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Nel mondo delle opportunità offerte dalla stampa 3D non si parla mai dei costi reali e del rapporto reale che esiste tra convenienza e scalabilità.

E' difficile se non impossibile trovare sulla rete una risposta a questa domanda, in quanto le varianti sono molteplici e così le necessità di ciascun individuo, tuttavia a tale quesito ci si è arrivati già circa 15 anni fa con i primi sistemi di stampa utilizzati nell'ambito della prototipazione rapida. Oggi la stampa 3d rappresenta o meglio dovrebbe rappresentare l'opportunità per tutti di disporre di questi strumenti, che però non saranno MAI a disposizione di chiunque e di fatti se si osserva il VERO valore di mercato e non quello cianciato da migliaia di siti internet, la stampa 3D casalinga non rappresenta un bel nulla. Avere l'1 o 2% di un mercato globale significa non esistere neanche. 

Purtroppo non ci si vuol rendere conto, ma questo Americani e Russi lo hanno capito già da un pezzo, che se la materia prima in Europa costa 10 ed in Cina costa 2, pure un bambino capirebbe che non si potrà mai essere competitivi nella realizzazione anche di poche piccole unità di prodotto. La grande e vera innovazione sarebbe quella di poter disporre degli stessi costi dei paesi Asiatici ma questo non avverrà mai per diverse altre ragioni.

Nell'ambito dei processi produttivi industriali di una materia prima, quale ad esempio nylon piuttosto che abs, ci si scontrerà sempre con i colossi della chimica che nel continente Europeo dispongono di un prezzo che non è lo stesso rispetto ad un territorio quale quello indiano o cinese. Faccio un esempio pratico parlando di un'azienda abbastanza nota: Basf - granulato di polimero a base nylon caricato con 40% di fibra di vetro (per intenderci questo è il componente che si utilizza per fare molti degli stampi industriali a iniezione per la realizzazione di prodotti a medio elevata resistenza meccanica - ad esempio una carena per moto)...costo in Europa circa 4/5 € al kg....Qui in Russia 3/4 $ al kg e...sulla piazza di Shangai tra 0,90 e 2$ al kg.

Se questo è il rapporto (ma lo è) per una materia prima utilizzata a livello industriale ove il consumo per la produzione in piccola media serie raggiunge differenze di oltre il 100% tra mercato Europeo ed Asiatico, provate ad immaginarvi quale è la differenza in marginalità per produzioni casalinghe. Il vero business non è la stampa 3D, ma gli elementi che concorrono alla produzione di milioni di differenti varianti. Nè più e nè meno ciò che accade con le stampanti tradizionali, ove il costo base dello strumento è arrivato a poche decine di dollari, ma le cartucce o i ricambi spesso superano tale valore. Proprio per tali differenze di costi, in Europa fino a 10 anni fa vi erano circa 11.500 aziende di prototipazione rapida, oggi nel 2017 ne sono rimaste scarsamente non oltre 2.000...provate a chiedervi il perchè?

 

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Discreta disamina.... e chiedendomi il perchè giungo subito ad una conclusione.... ne sono rimaste 2000 perchè c'è stata "prima" una campagna di marketing selvaggio delle grandi major, che hanno riempito il mercato di macchine costosissime e tecnologicamente "vecchie"... le quali si sono dovute scontrare con una "usabilità" sempre maggiore di macchine un poco più economiche e soprattutto molto più diffuse sul territorio..... i costi di mantenimento di quelle macchine hanno fatto il resto.... quindi aziende di prototipazione a livello "professionale" ce ne saranno sempre meno... se poi aggiungi i service on line che sono decisamente competitivi con la tipologia di aziende citate.... ecco che continuerà il trend.

Per quanto riguarda le differenze dei costi a livello industriale ecco che invece c'è da fare dei distinguo...

In Asia è verissimo che i costi sono decisamente inferiori.... ma non è del tutto vero quando ci si scontra a "pari tecnologie", nel senso che diverse aziende stanno uscendo dal contesto asiatico proprio perchè se si vuole tecnologia e qualità, poi la forbice dei costi si assottiglia e diventa molto meno conveniente produrre in quei paesi... anche perchè poi hanno altri costi accessori, come personale da formare, dirigenti della casa madre perennemente in trasferta, ecc ecc......

Ho un esempio proprio di questi giorni di una azienda leader in veicoli leggeri elettrici qui nel bolognese che è rientrata proprio da Shenzen ed ha impiantato qui di nuovo l'intera produzione.

 

quindi, come detto, non è del tutto vero ciò che hai scritto, anche se per molti versi è condivisibile vista la saturazione del mercato da parte di prodotti cinesi a basso costo e similari

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Tralaltro la prototipazione rapida "in service" ha poco senso. E' un po' come uno studio di architettura senza plotter e stampanti.

Come dice giustamente lmmaginaecrea, man mano che la tecnologia diventa usabile ed economicamente sostenibile, il service ha sempre meno senso.

Per quanto riguarda il costo del materiale ci sono mille discorsi da fare, tra cui il riciclo "casalingo" dei materiali, che IMHO sarà il vero driver della stampa 3d di largo consumo.

Vi siete chiesti perché millemila cinesi producono e vendono stampanti e praticamente nessuno sviluppa tecnologie di recupero dei materiali ? Proprio perché si andrebbero ad intaccare le residue rendite di posizione legate all'industria chimica che oggi campa mettendo sul mercato, in un modo o nell'altro, tonnellate di plastiche vergini e che vedono la stampa 3d solo come una fetta di mercato in espansione, soprattutto in aree "mature" come l'occidente.

Saluti

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