Alcuni di voi sapranno rispondere, tanti altri invece leggeranno questo articolo per schiarirsi le idee. Sappiamo che il nome FabLab deriva dall’abbreviazione di “Fabrication Laboratory” e che sono luoghi luoghi d’incontro per i maker. Ma la domanda in questione è: cosa si fa (veramente) in un FabLab?

Tanto per iniziare, possiamo dire che i FabLab sono laboratori incentrati sull’autoproduzione. Sono frequentati da artigiani 2.0, i così detti “maker”, ossia coloro che, utilizzando le ultime tecnologie a disposizione, producono oggetti di diverso tipo. I macchinari utilizzati sono molteplici: stampanti 3D, lasercut, frese, ecc. Tutte queste macchine sono da intendersi abbastanza limitate nelle loro capacità, non aspettatevi di trovare macchinari usati nelle fabbriche all’interno di un FabLab. Allo stesso tempo, troverete gli strumenti e i materiali più comuni, esattamente come quelli che usava vostro nonno la domenica mattina in garage quando aggiustava il tavolino in legno.

I FabLab sono “open-source“. Tutto quello che avviene all’interno di un FabLab viene condiviso e reso accessibile a tutti i partecipanti. Ovviamente, questo approccio deve essere visto come un punto a favore della condivisione delle idee: se non parlate con qualcuno di quello che volete fare rimarrete sempre allo stesso punto. I FabLab pensano prima ai progetti piuttosto che ai prodotti veri e propri!

I FabLab sono luoghi d’incontro per socializzare, imparare e scambiarsi idee. Vedeteli come un luogo in cui potrete allenare il cervello, una specie di laboratorio didattico in cui le cose che pensate possono diventare realtà.

Innovazione, creazione e divertimento. Ecco cosa accade dentro un FabLab!