Wasp Big Delta, tra esperimenti e CasaClima

Avevamo lasciato Wasp al 3DPrint Hub di Milano lo scorso marzo con la loro stampante Big Delta da 6 metri. A distanza di tre mesi circa ci troviamo a darvi un’altra notizia sullo stato di avanzamento del progetto di Massimo Moretti.

La sfida si è tenuta ad Alessandria con CasaClima, l’intento è stato quello di realizzare una costruzione che contenesse un cubo di ghiaccio. Il primo giorno, dopo 10 ore di lavoro, intorno alle 20.30 la struttura è collassata di fronte ai giornalisti locali. Disfatta.

wasp big delta casaclima

Il problema è stato subito chiaro: stampare un pezzo che si sviluppa prevalentemente in altezza in un solo giorno non consente all’argilla di seccare debitamente, sottoponendola appunto al rischio di un collasso. Questo problema si pone nel caso di pezzi con dimensioni relativamente piccole, nella costruzione di una casa con una circonferenza di 6 metri, invece, l’impasto ha il tempo di solidificarsi mentre la macchina lavora.

Così, il giorno successivo Wasp ha avuto l’idea di stampare 40 cm di altezza per volta e di spostare la stampante in un altro punto per lasciare al pezzo appena prodotto il tempo necessario.
La struttura è stata realizzata al fine di contenere il cubo ed era composta da quattro costruzioni triangolari con altezza di 80 cm e lato di 100 cm. Le pareti delle case in argilla sono più spesse di quelle in cemento e la forma prodotta consente di replicare questo stesso spessore attorno al ghiaccio. Da queste circostanze e dal bisogno di lasciare seccare il materiale è nata così una nuova necessità per la BigDelta: quella di potersi spostare agilmente.

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In questa occasione la BigDelta è stata mossa utilizzando dei pannelli e segnando con alcuni perni le posizioni iniziali, in modo tale da rimetterla in fase per i 40 cm da stampare successivamente su quelli lasciati seccare. In futuro la BigDelta sarà implementata con un sistema che le consenta di spostarsi nello spazio in maniera più agile: la visione dei tecnici di Wasp è quella di avere una stampante in grado di muoversi fino a realizzare un intero villaggio senza che debba essere ogni volta smontata e riassemblata.

Per stampare l’intero progetto sono stati utilizzati quintali di terra cruda e la preparazione dell’impasto ha richiesto il lavoro di sei persone. Wasp ha così compreso che la stampante deve essere in grado di preparare l’impasto da sé, prelevando l’argilla, la sabbia e la paglia da punti prestabiliti. Per l’economia e il pensiero che è alla base del progetto Wasp non è concepibile che tante persone debbano lavorare per produrre il materiale necessario.

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Un altro spunto di riflessione è stato quello sulle fibre all’interno dell’impasto, il nuovo estrusore si è dimostrato in grado di stampare fibre molto lunghe, orientandole automaticamente nel senso di stampa. Tutto questo è eccezionale, poiché la lunghezza del filo di paglia conferisce una maggiore coesione e tenuta al muro. La fibra di paglia consente all’impasto di asciugarsi in maniera uniforme, drenando l’umidità dall’interno verso l’esterno.
La creazione degli impasti è stata seguita dall’architetto Gaia Bollini, esperta di costruzione e recupero di strutture in argilla. Le difficoltà tecniche erano tante: evitare i ritiri, ricercare la giusta densità per l’estrusione, calcolare i tempi per il cambio di stato dell’impasto, da fluido a solido.

Nella zona di Alessandria esiste un’antica tradizione riguardo alle case in argilla, sono presenti bellissimi palazzi e ville. Le conferme che questo sia un materiale perfettamente idoneo per le abitazioni non sono ormai più necessarie: questa è la direzione presa da Wasp, costellata di esperienze, scoperte e ricerche. Il cubo di ghiaccio verrà posto all’interno della struttura il 21 giugno, il 4 luglio verrà aperto e potremo verificare quanto si è sciolto. Sicuramente ne daremo notizia su Stampa 3D forum.