wasp factory tour

Esattamente sette giorni prima della Maker Faire Rome 2014, abbiamo avuto l’occasione di far visita alla sede di Wasp, una delle principali aziende italiane di stampanti 3D. Per chi non lo sapesse, Wasp è acronimo di “World’s Advanced Saving Project“, il quale denota in modo chiaro la mission dell’azienda di Massa Lombarda.

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Il progetto nasce nel 2012 dal mondo open source come parte integrante del CSP – Centro Sviluppo Progetti – fondato da Massimo Moretti una ventina di anni fa come luogo di ricerca, sviluppo e innovazione.

Il primo prodotto, presentato nel 2012, è stata la PowerWasp, una stampante 3D in grado anche di fresare. Una macchina da veri makers, veloce e sufficientemente economica per poter entrare nei laboratori artigiani italiani. In seguito è nata la serie Delta, proponendo macchine di diverse dimensioni e con materiali costruttivi più ricercati.

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Oggi Wasp è conosciuta soprattutto per la grande ricerca sui materiali inusuali, uno su tutti: l’argilla. E’ proprio da qui che nascono una serie di estrusori per argilla e la BigDelta, una stampante 3D alta 8 metri.

L’obiettivo? Stampare case in argilla.

Ecco cosa abbiamo visto

Varcata la soglia si entra in un mondo completamente dedicato alla stampa 3D e alla sperimentazione: un ampio laboratorio che assolve il compito di assemblaggio della PowerWasp e servizio assistenza, nonché ufficio. Sulla destra troviamo una piccola sala riunioni, la quale viene dedicata anche ai corsi per i nuovi clienti. Tra le due sale vi è una sorta di libreria divisoria contenente modelli stampati in vari materiali, come argilla (grezza e rifinita), metallo e i classici ABS e PLA. In cima a questa “libreria di modelli” vi è in bella mostra il premio ricevuto al 3D Print Show di Londra 2013.

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Vasetto in argilla rifinito

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Modello ottenuto per micro-fusione da un precedente modello in PLA

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Wasp, beyond the door

No, il Centro Sviluppo Modelli non si limita ad una sala polifunzionale. Nel retro del locale abbiamo scoperto l’officina dove vengono assemblati i modelli più grandi, le stampanti 3D Delta e quelli che sono i prototipi di nuovi progetti.

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Dopo un approfondito giro nella “catena di montaggio” delle Delta, Massimo ci ha portati in un ambiente separato dove, a sorpresa, ci è stata rivelata la BigDelta. Una stampante per la costruzione di oggetti in argilla alta 6 metri, non completamente assemblata, ma che rendeva perfettamente l’idea delle sue potenzialità.
Sempre in questo ambiente vi era un forno per le fusioni, campo di ricerca in cui l’azienda cercherà di sviluppare la tecnologia della stampa 3D sfruttando la tecnica del “PLA perso”, similare alla cera persa.

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La big Delta

Il nostro tour si è concluso in un’altro stanzone, staccato dai precedenti e ancora in via di allestimento, dove per ora è stato sistemato il laboratorio per le stampanti 3D in argilla. Proprio qui abbiamo trovato uno dei primi modelli di Delta che stampavano argilla, il nuovo corpo estrusore per le Delta 20-40 e diversi impasti di argilla pronti per essere stampati.
Anche i modelli che ci sono stati presentati sono stati di grande impatto, primo su tutti il nano in argilla cotta, che successivamente è stato tagliato per studiarne l’interno.

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Laboratorio in allestimento

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Nanetto in argilla indurita con processo di cottura
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Modello realizzato con argilla e scarti

WASP – World Advanced Saving Project