[TEST] Vecchio PLA vs Nuovo PLA di Plastink

    Soprattutto a chi si avvicina per la prima volta alla stampa 3D può capitare di focalizzare la propria attenzione esclusivamente sulla stampante, probabilmente perché presi dal funzionamento di queste macchine che per molti sono ancora tutte da scoprire. In questo modo si tralasciano però altri fattori estremamente importanti nell’attività di stampa, forse perché percepiti come superflui. Uno di questi è sicuramente il materiale di stampa. Bisogna ammetterlo, pochi di noi, appena hanno visto una stampante 3d in azione, si sono chiesti che tipo di materiale veniva stampato e ancora meno si sono chiesti se ci fosse differenza di qualità tra una bobina e l’altra dello stesso materiale. Spesso si pensa che i materiali di stampa siano tutti uguali tra loro: l’ABS è ABS, quali dovrebbero essere le differenze? In realtà i materiali per le stampanti 3D hanno tutti caratteristiche diverse. Se si affiancano due bobine dello stesso materiale prodotto da due produttori diversi potrete andare certi che i due materiali risponderanno in modo diverso durante l’attività di stampa, questo perché ogni produttore utilizza componenti diverse, le quali caratterizzano fortemente il materiale che noi andremo a utilizzare.

    Plastink, marchio italiano produttore di materiali per la stampa 3D a FDM, ha lanciato da poco sul mercato il suo nuovo PLA (se volete approfondire le caratteristiche del PLA vi rimandiamo a questo articolo: LINK). Questo prodotto andrà a sostituire in modo graduale il vecchio filamento PLA attualmente in vendita.

    Con grande fortuna, siamo riusciti a farci inviare direttamente dall’azienda dei campioni di materiale, sia del Vecchio PLA che del Nuovo PLA, con l’intento di testare quest’ultimo e di metterlo alla prova rispetto al predecessore. Il seguente test è organizzato in due parti: una prima parte dove abbiamo fatto delle considerazioni generali sui due materiali; una seconda parte che comprende i test pratici effettuati con una Makerbot Replicator 2X, aventi l’obiettivo di fare una prova tecnica e di vedere l’effettiva risposta del materiale alle nostre richieste.

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    Vecchio PLA vs Nuovo PLA: prime considerazioni

    Non appena abbiamo ricevuto le bobine di materiale, abbiamo pensato di fare un confronto diretto tra il PLA prodotto finora e il Nuovo PLA.

    Colorazione – Mettendo vicino i due filamenti, notiamo subito la differenza di colore tra i due. Il nuovo PLA ha una tonalità di colore più scuro rispetto al vecchio. Questa differenza si nota maggiormente in questa colorazione blu, mentre per le colorazioni verde e nero si nota in modo minore.

    Superficie – Oltre alla tonalità di colorazione, che ai fini di stampa non è poi molto importante, la superficie dei due filamenti risulta molto diversa. Infatti, se il vecchio PLA ha una superficie molto più opaca e molto simile al tatto ad un filamento di ABS, il nuovo PLA ha una superficie più lucida e liscia rispetto al precedente, caratteristica che migliora sensibilmente l’inserimento del filamento all’interno dell’estrusore (perlomeno con la nostra stampante Makerbot utilizzata per il test).

    Trasparenza – Un’altra proprietà fisica diversa tra i due filamenti è l’opacità. Il nuovo PLA è completamente opaco e non permette di notare imperfezioni (almeno ad occhio nudo, non abbiamo effettuato test microscopici), mentre il vecchio materiale è semi-opaco e in controluce permette di vedere delle piccole disomogeneità all’interno del materiale.

    Elasticità – Il vecchio filamento di PLA risulta essere molto più rigido rispetto al nuovo prodotto, rendendo molto difficile il tentativo di distenderlo in quanto segue in modo abbastanza rigido la forma della bobina. Diversamente, il nuovo PLA risulta essere più elastico e malleabile.

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    La differenza tra i due filamenti: a destra il vecchio, a sinistra il nuovo

    Printing Test

    Come abbiamo annunciato all’inizio di questo articolo, per questo printing test abbiamo utilizzato la Makerbot Replicator 2X. Il modello su cui sono state fatte le prove di stampa è il “Polpo” di Makerbot, ovviamente scaricato direttamente da Thingiverse a questo link. Per tutti test che seguono abbiamo mantenuto l’altezza del layer fissa a 0,15 mm, pari a 150 micron. Questa risoluzione non è la massima raggiungibile dalla stampante adottata per il test, ma l’abbiamo scelta in modo da avere il giusto compromesso tra alta risoluzione e bozza. Inoltre, a questa risoluzione è possibile notare lo spessore del layer ed eventuali imperfezioni sulla superficie (se stampavamo tutti i modelli a 100 micron molte caratteristiche sarebbero state più difficili da notare).

    Queste sono le impostazioni di stampa del nostro provino:

    Layer Height: 0,15 mm

    Number of Shells: 2

    Infill: 16%

    Speed while extruding: 80 mm/s

    Temperatura piatto: 0°C

    Ci teniamo a precisare che le foto del nostro “Polpo” non sono state in alcun modo modificate e che non è stato fatto alcun lavoro di trattamento della finitura superficiale.

    Nell’immagine sottostante potete vedere il primo provino che abbiamo stampato con la temperatura dell’estrusore a 230 gradi. La scelta di iniziare con questa temperatura non è stata casuale in quanto è indicata nel range di temperatura consigliata direttamente da Plastink (230-250 gradi). Come potete notare, il risultato è stato alquanto deludente. Possiamo vedere importanti imperfezioni sulla superficie del modello e negli incavi.

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    Il “Polpo” con estrusore a temperatura a 230°C.

    Abbiamo successivamente provato a fare un test alla temperatura di 240 gradi centigradi, avendo però poco successo. La nostra scelta è ricaduta quindi su una temperatura più bassa, scendendo a step di 5 gradi centigradi. Nelle immagini sottostanti vi mostriamo i modelli stampati alle diverse temperature di estrusione.

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    Estrusore a 225°C.
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    Estrusore settato a 220°C.

    Arrivati alla temperatura di 215 gradi, finalmente abbiamo notato che il nostro oggetto veniva riprodotto in modo estremamente fedele al modello 3D. Anche eseguendo un test a 210 gradi il grado di finitura del nostro polpo è rimasto più o meno lo stesso.

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    Temperatura ottimale a 215°C

    Come si può vedere dall’immagine sottostante, il modello realizzato con il vecchio PLA risulta essere molto più trasparente. Si possono notare gli attacchi dell’infill interno che, diciamocelo, non sono un gran bel vedere. Per ovviare a questo problema si potrebbe aumentare lo spessore della parete, andando però incontro ad un aumento generale dei tempi di stampa, senza considerare il maggior utilizzo di materiale soprattutto per i modelli più grandi ed elaborati . Il nuovo filamento non soffre di questo problema e permette di realizzare modelli con una parete molto più sottile.
    A livello estetico, oltre che la differente colorazione, è possibile notare una finitura superficiale diversa tra i due PLA: molto più lucido il nuovo PLA rispetto al vecchio.

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    Il “Polpo” realizzato con il vecchio filamento di PLA

    Conclusioni

    Come scritto in precedenza, la finitura più lucida e liscia del Nuovo PLA permette al materiale di scorrere meglio all’interno dell’estrusore della nostra Makerbot (che ringrazia!), evitando noiosi blocchi durante la stampa.

    Lei imperfezioni erano molto frequenti nel vecchio filamento, visibili anche a causa della sua semi-trasparenza. Questo problema è stato praticamente risolto nel Nuovo PLA.

    Alla luce di queste ultime considerazioni, possiamo affermare che il nuovo prodotto immesso sul mercato da Plastink è un buon materiale. Siamo rimasti contenti della sua risposta alle nostre richieste, notando che tutti gli aggiornamenti fatti rispetto al filamento precedente si sono rivelati utili e hanno prodotto risultati positivi. L’assenza delle vecchie impurità ne fanno sicuramente un prodotto di qualità sul panorama italiano.

    Il prezzo? 32€ + iva al chilo. Qui il link allo store di Plastink.

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