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  1. É proprio vero, quando si ha a che fare con i software da utilizzare nella stampa 3D spesso ci si trova in difficoltà. Quali software servono per stampare in 3D? Che programmi devo usare? Cosa significa “slicing“? Queste sono solo alcune delle domande a cui daremo risposta in questa guida ai software per la stampa 3D. Qui ho catalogato i programmi indispensabili per la stampa 3D, dividendoli in 4 categorie di utilizzo: programmi per lo slicing, la modellazione 3D, per riparare la mesh e per gestire la stampa. Coraggio, accendiamo gli estrusori e cominciamo! In questa guida: > L'importanza dei software > Software di Slicing > Software di Slicing per stampanti 3D a filamento > Software di Slicing per stampanti 3D a resina > Programmi di modellazione 3D > Software per riparare la mesh > Software di gestione stampa > Stampanti 3D economiche da usare con software gratuiti L'importanza dei software Partiamo dalle basi. Anche se sei nuovo al mondo della stampa 3D, dovrebbe esserti chiaro cos’è un modello 3D. Il termine “3D” viene utilizzato per descrivere un oggetto in un sistema di coordinate cartesiane X, Y, Z. Ogni oggetto è composto da punti con coordinate diverse che ne definiscono l’esatta posizione sugli assi X, Y, Z e che, posizionati uno vicino all’altro, rappresentano l'oggetto intero. Quello che visualizziamo sul monitor di un computer è un modello 3D definito in modo matematico da un software, il quale ci permette di visualizzarlo e modificarlo. I programmi che servono per avere sotto controllo la stampa 3D sono: programmi per lo slicing; software per la modellazione 3D; software riparare la mesh; programmi per gestire la stampa. Se il tuo obiettivo è quello di stampare in 3D, sicuramente per te sarà indispensabile un software di slicing. Gli altri tre non saranno strettamente necessari anche se, come vedrai, ricoprono ruoli molto importanti per ottenere il massimo dalla tua stampante 3D. Infine, facciamo una piccola distinzione tra software gratuiti e software a pagamento. Perché dovrei pagare per un programma se ce ne sono altri gratuiti? La differenza tra i software gratuiti e quelli pagamento sta solitamente nell’accuratezza con cui è progettato il software stesso e al target di utenti a cui sono destinati: i software gratuiti sono spesso destinati agli utenti meno esperti, i quali richiedono meno comandi e meno precisione. I software a pagamento sono destinati ai professionisti e a coloro che hanno necessità di avere maggior controllo sul proprio lavoro. Oggi però questa distinzione non ha più molto senso: esistono tanti software gratuiti ben fatti e ricchi di funzionalità. Torna all'Indice Software di Slicing I programmi di slicing sono fondamentali per la stampa 3D. Tramite lo "slicing" - "affettare" dall'inglese - il software elabora il modello tridimensionale, tagliandolo in tanti strati e convertendolo in comandi meccanici, i quali permetteranno alla stampante 3D di capire cosa deve fare e come deve muoversi. I comandi meccanici sono contenuti all'interno di un file con estensione .gcode. Il G-code è un linguaggio di controllo macchina e permette di gestire sotto qualsiasi aspetto il processo di fabbricazione tramite stampa 3D. Il G-code contiene quindi tutte le informazioni elaborate dal software Slicer, come ad esempio l'esatta sequenza con cui stampare gli strati del modello 3D. Il software Slicer è anche detto CAM - Computer-Aided Manufacturing - che significa fabbricazione assistita da computer. Alcuni programmi integrano strumenti CAD con quelli CAM, nel senso che permettono all’utente sia di disegnare modelli geometrici, sia di generare le istruzioni per una macchina utensile. Questi programmi sono detti di CAD/CAM. I programmi di CAD/CAM non hanno bisogno di usare un file di scambio per passare il modello geometrico dalla funzione di CAD a quella di CAM. Alcune stampanti 3D viene fornita con un proprio software di slicing. In tal caso, si parla di software proprietari. Esistono anche software aperti alla maggior parte delle stampanti 3D. Questi sono indubbiamente quelli più utilizzati. A cosa serve un software slicer? L’obbiettivo durante il processo di slicing è quello di impostare e ottimizzare alcune caratteristiche di stampa del modello, attributi che nei momenti durante e posteriori alla stampa possono influire sulla velocità di realizzazione e sull’aspetto o comportamento dell’oggetto stampato. Queste impostazioni sono molte e varie, eccone una breve lista: Altezza dello strato (Layer Height); Temperatura di stampa, che varia in base al materiale da stampa 3D utilizzato; Larghezza delle pareti (Shell Thickness); Densità di riempimento (Fill Density) Tipo di supporto (Support Type, per strutture a sbalzo che hanno bisogno di supporti per garantire l’integrità strutturale); Flusso di stampa; Altri dettagli possono a volte essere dettati dalla stampante che utilizzate, e questi possono essere: Velocità di stampa (Print Speed); Temperatura di stampa (Print Temperature, da determinare a seconda del materiale con cui vorrete stampare). Altre impostazioni importanti da caricare nel programma di slicing sono informazioni sulle caratteristiche tecniche della stampante 3D in uso, chiamati “profili”. I profili di stampa sono impostazioni comuni a ogni modello di stampante 3D e, grazie alle community online, è possibile reperirli in rete e scaricarli gratuitamente. Ora che abbiamo chiarito quali sono gli aspetti legati all'uso dei software slicer vediamo, ti mostro una lista dei più utilizzati. Software di Slicing per stampanti 3D a filamento Cura Ultimaker Cura è uno slicer potente, gratuito e open source, sviluppato dal produttore di stampanti 3D Ultimaker. Si tratta di un programma molto elaborato, ricco di impostazioni che possono essere modificate individualmente. Ma non temere: se sei un principiante, puoi limitarti a impostare sono i parametri di base. Al resto ci penserà lui! É senza alcun dubbio uno dei software più utilizzati di sempre, per cui vengono rilasciati continuamente aggiornamenti e nuove funzionalità. Il download è gratuito e puoi farlo qui. Slimplify 3D Un programma slicer, con un ottimo sistema client per la gestione della stampante 3D. Permette di controllare i modello 3D, fare lo slicing ed esportarlo in numerose estensioni diverse. La velocità nello slicing, l'interfaccia e la preview di stampa interattiva sono sicuramente alcune delle caratteristiche di spicco. Un software ben fatto, che richiede l'attivazione di una licenza a pagamento. Puoi visionarlo qui. Idea Maker Uno slicer ideato dalla casa produttrice Raise 3D, un software con interfaccia grafica molto intuitiva e pieno di dettagli da impostare. Sulla falsa riga di Simplify 3D, questo software è completamente gratuito pur integrando tutte le funzionalità che Simplify offre a pagamento. Raise 3D fornisce supporto e aggiornamenti continui, con l'intento di rendere il programma sempre più versatile a più stampanti possibili. Lo trovi qui. Consigliatissimo. Slic3r Slic3r è un altro popolare programma di slicing gratuito, ideato da Alessandro Ranellucci, Joseph Lenox e sviluppato insieme a diversi contributori. É uno degli slicer più longevi, essendo nato agli arbori del mondo RepRap. Purtroppo il suo sviluppo si è fermato al 2018, eppure vanta ancora di una community attiva e, ovviamente, legatissima all'ambito Open Source. Puoi scaricarlo qui. Torna all'Indice Software di Slicing per stampanti 3D a resina Pochissima attenzione viene posta alle stampanti 3D a resina e spesso è difficile recuperare informazioni utili. Fortunatamente c'è Stampa 3D forum! 🙃 Quelli che seguono sono software di slicing per stampanti 3D a resina. Chitubox Chitubox è un software gratuito che ha fatto passi da gigante negli ultimi anni, su cui è stato fatto uno sviluppo molto importante soprattutto di interfaccia utente. Si tratta di uno slicer per stampanti 3D a resina, gratuito e dotato di tutte le funzionalità utili a questo tipo di processo. Ideale per tutte le stampanti DLP, LCD più economiche e comuni. Mi sento di consigliarlo per la semplicità d'uso. Lo trovi qui. Lychee Un software disponibile in doppia versione, gratuita o a pagamento. Inutile specificare che quella a pagamento sblocca una serie di utili funzionalità avanzate. La versione gratuita è comunque molto apprezzata dalla community, che la utilizza in modo continuativo. Lo trovi qui. Torna all'Indice Programmi di modellazione 3D Sono i programmi utilizzati per modellare in 3D, anche chiamati “CAD” - Computer-Aided Design. I software di modellazione 3D hanno scopo di realizzare i modelli che, in seguito, saranno elaborati dallo slicer. Esistono diversi tipi di software CAD. La differenza sta nel modo in cui avviene la modellazione stessa e, inevitabilmente, la scelta di uno rispetto un altro dipende dalle necessità e dalle abilità del progettista. Software di modellazione 3D gratuiti Tinkercad Tinkercad, un software Autodesk, è un ottimo strumento di modellazione 3D basato su browser per principianti. Non è uno strumento molto potente, ma è molto facile da utilizzare. Permette di combinare forme geometriche di base per creare modelli più complessi. SketchUp Free SketchUp Free è un ottimo strumento per coloro che desiderano un po' più di flessibilità rispetto a quella offerta da Tinkercad. Offre strumenti sia per i principianti che per gli utenti più avanzati. FreeCAD FreeCAD è uno strumento CAD open source. FreeCAD, uno strumento di progettazione parametrica, consente di creare modelli specificando parametri a cui è possibile accedere e modificarli in seguito, offrendo maggiore libertà di progettazione. Inoltre viene fornito con alcuni strumenti di analisi agli elementi finiti per simulazioni ingegneristiche. OpenSCAD OpenSCAD è un software di modellazione 3D che si basa su script. Invece di modellare visivamente, scrivi codice che viene trasformato in un modello digitale, offrendoti piena libertà di progettazione. Non è per tutti. Blender Un software open-source e sviluppato da centinaia di contributori, Blender è uno strumento di modellazione 3D gratuito ma professionale per la creazione di sofisticati modelli 3D. È uno degli strumenti software di stampa 3D più potenti disponibili, sia per la progettazione che per l'editing di mesh. Software di modellazione 3D a pagamento Fusion 360 Fusion 360 è un popolare strumento di progettazione parametrica creato da Autodesk. È dotato di strumenti CAD, CAM e di simulazione professionali per tutte le tue esigenze ingegneristiche. E, soprattutto, è gratuito per studenti, hobbisti e start-up. Autocad AutoCAD, sempre di Autodesk, è un'altra scelta popolare per i professionisti. Mette a disposizione un ampio set di strumenti specializzati per architetti e ingegneri. Solidworks SolidWorks, di Dassault Systems, è uno standard industriale per l'ingegneria e la produzione. Dotato di strumenti di progettazione e simulazione all'avanguardia, è uno dei preferiti dai professionisti. Rhinoceros Rhinoceros, sviluppato da Robert McNeel & Associates, è un popolare software di modellazione 3D per designer, in grado di produrre progetti complessi e splendidi rendering fotorealistici. ZBrush ZBrush è software di scultura 3D e rendering digitale, utilizzato da artisti e designer professionisti per prodotti, film, videogiochi e altro ancora. Se stai cercando di creare oggetti freeform, organici e artistici, ZBrush fa per te. Torna all'Indice Software per riparare la mesh Di tanto in tanto, potresti imbatterti in mesh che procurano errori, che non risultano stampabili o che, per qualche motivo, non risultano compatibili coi processi di stampa 3D. Nella fase di slicing, infatti, è necessario che il modello 3D da affettare risponda a determinate caratteristiche. Deve essere un modello solido, senza tagli o aperture verso l'interno, definito da tante facce sufficienti per definire le superfici, ma non esageratamente fitte per risultare di difficile gestione. Se dovesse capitarti qualche problema con la mesh, allora sarà necessario ripararla. Puoi farlo in due modi: ripartire dal modello nativo, modellato in 3D, se ne hai possibilità; tenere come buono il modello 3D in mesh e aggiustarlo tramite un software di editing della mesh stessa. Alcuni strumenti di modellazione 3D, come FreeCAD, SketchUp, Blender e Fusion 360, solo per citarne alcuni, includono strumenti di gestione, modifica e correzione della mesh. Ma, nel caso in cui quelli non si adattino alle tue esigenze o al tuo livello di abilità, ci sono anche alcuni programmi di riparazione della mesh dedicati. Di seguito sono riportate alcune delle migliori scelte. MeshLab MeshLab è un programma gratuito e open source che consente di modificare mesh e nuvole di punti. Viene spesso utilizzato per la scansione della fotogrammetria. Netfabb Netfabb, di Autodesk, è uno strumento commerciale professionale diretto specificamente alla produzione additiva. È dotato di una serie di potenti strumenti per la preparazione e la riparazione di file 3D per la stampa 3D. Torna all'Indice Software di gestione stampa I programmi di gestione stampa servono per comunicare in modo diretto con la stampante 3D. Tramite i software di gestione stampa è possibile inviare e ricevere istruzioni, come comandi di avvio, spegnimento, o di interrogazione. Questi programmi sono anche chiamati "client software" e sono disponibili sia in versione open source che proprietaria. I programmi proprietari sono, solitamente, in grado di dialogare esclusivamente con specifici modelli di stampanti 3D. Questo accade perché vengono progettati su misura su specifici dispositivi o macchinari a seguito di accordi tra produttori di macchine e software house. OctoPrint OctoPrint è uno degli strumenti di gestione della stampa più popolari disponibili. È un'interfaccia basata sul Web, in esecuzione su un Raspberry Pi collegato alla stampante 3D, che consente il controllo dettagliato della stampante, il monitoraggio, lo slicing e la stampa wireless. Con tutta una serie di plug-in disponibili, è uno strumento incredibilmente potente per eseguire tutta la stampa 3D in un unico posto. PrintRun PrintRun è un altro potente strumento di gestione della stampa. Come OctoPrint, è dotato di controllo della stampante 3D, slicing e rilascio di stampa. Con così tante impostazioni e parametri disponibili, tuttavia, non è per i nuovi arrivati alla stampa 3D. Torna all'Indice Stampanti 3D economiche da usare con software gratuiti Usare software gratuiti è sicuramente una soluzione efficace per risparmiare soldi. In più, se combini un software gratuito con una stampante 3D economica, il risparmio è assicurato! Tra le stampanti economiche puoi trovare delle ottime macchine, ideali sia per principianti che per esperti. Il segreto sta nell'acquistare quella che meglio risponde alle tue necessità. Di seguito lascio il link alla mia guida aggiornata alle 10 migliori stampanti 3D economiche. Invece, se hai ancora bisogno di capire meglio come si suddividono le stampanti 3D, questa è la guida che fa per te: Torna all'Indice
  2. Salve a tutti, sono un novellino della stampa 3d, ho da poco acquistato una creality ender 3 pro. Oggi ho provato a fare una stampa a 2 colori ma quando la stampante è arrivata al layer per cambiare il colore è andata avanti. Ho provato sia che con cura sia che con slicer ma il risultato era sempre lo stesso, non si fermava. Ho controllato nel gcode ed è presente il comando M600, quindi è come se la mia stampante non lo leggesse e passasse oltre. Qualcuno ha dei consigli o ha avuto lo stesso problema?
  3. MbSt

    Guida a Repetier-Host - Parte II

    Dopo aver affrontato la prima parte della guida a Repetier-Host (qui il LINK), ecco a voi la seconda parte che conclude la guida: Attivazione dell'estrusore Prima di lanciare la stampa devo attivare l'estrusore premendo l'apposito pulsante evidenziato in rosso nell'immagine sottostante. Noto che in alto, nel pannello dei comandi manuali, compare la scritta "Heating Extruder" che rappresenta la conferma del riscaldamento dell'estrusore, inoltre, si può osservare che il valore in gradi della temperatura, subito sotto il pulsante appena premuto, aumenta gradualmente fino ad arrivare, nel mio caso, a 200 °C. Controllo della temperatura e stampa Cliccando sul tab "Temperature Curve", sotto il pulsante di connessione PC-stampante, si passa dalla visualizzazione dell'oggetto nello spazio tridimensionale ad una schermata con due grafici. Il primo è costituito dai minuti, in ascissa, e dalla temperatura, in ordinata La curva viola rappresenta la temperatura di estrusione ed è costante, al valore, nel mio caso, di 200°C. Le altre due curve, la rossa e l'arancione rappresentano rispettivamente la temperatura effettiva dell'estrusore e la media delle temperature fino a quel momento registrate. Come si può notare, non sono costanti e manifestano un comportamento crescente fino ad attestarsi, entrambe, alla temperatura di estrusione. Solo quando entrambe le curve raggiungono la curva viola, è possibile far partire la stampa premendo sul pulsante "Run Job" evidenziato in rosso. Dopo qualche secondo inizierà il processo di stampa. Nel caso in cui si voglia interrompere la stampa, basta premere sul pulsante "Kill Job" accanto a "Run Job". Controlli manuali Cliccando sul tab "Manual controls" in alto a destra, compare un pannello che consente di controllare in maniera diretta gli spostamenti dell estrusore lungo i tre assi, ma non solo. Le frecce presenti nel riquadro evidenziato in verde rappresentano i movimenti possibili. Cliccando opportunamente sulle freccie possiamo incrementare o decrementare gli spostamenti. Per esempio, nel mio caso, si può notare che mentre l'asse X e Y sono entrambi fermi a 0, l'asse Z è a +10mm, questo perchè, cliccando sulla freccia, in direzione positiva, ho imposto uno spostamento dell'estrusore, verso l'alto, di 10mm. Cliccando, invece, sulle icone delle case, si riporta l'estrusore in posizione "Home", tale posizione può essere generale, icona senza lettere, oppure relativa a ciascun asse, separatamente. Gli spostamenti manuali, come già anticipato, sono fondamentali per calibrare la stampante e possono farci anche capire, soprattutto la prima volta, se tutto funziona correttamente, ovvero, se imponendo uno spostamento verticale di 10mm la mia stampante rimane impassibile, oppure lo spostamento avviene in senso contrario a quello che mi aspetto, capisco che c'è qualcosa che non va. Tuttavia il pannello dei controlli manuali è utile anche per controllare l'estrusore, come abbiamo visto precedentemente, l'eventuale piatto riscaldato e la ventola, come si può notare nel riquadro in rosso. Siete curiosi di vedere il risultato finale? ecco come la nostra Printrbot Simple ha stampato lo squalo adoperando lo slicer Slic3r. Concludendo, sia Repetier-Host che Cura sono due software molto validi, in particolare consiglio Cura ai meno esperti, sicuramente è più intuitivo ed i parametri sono gestibili più facilmente (qui potete trovare la guida a Cura: LINK). Nel libro "La caffettiera del masochista" di Donald A. Norman vi è una riflessione molto interessante sul paradosso della tecnologia, ovvero che "..l'aumento di funzionalità generalmente viene a prezzo di un aumento di complessità". Repetier-Host consente di effettuare più operazioni ma è sicuramente più complesso, il primo impatto a volte può essere anche un po' traumatico, vista la quantità di impostazioni da settare. Risulta sicuramente imprescindibile nel caso in cui si vogliano usare i comandi manuali o nel caso in cui si voglia avere un controllo più accurato del processo di stampa. Per qualsiasi domanda o dubbio, non esitate a scrivere sul forum.
  4. Abbiamo già affrontato, in una guida precedente, l'argomento slicing definendo, in particolare, di cosa si tratti ed analizzando i parametri base di uno degli slicer più diffusi, Cura (questo è il LINK per la guida). Tuttavia esistono anche altri programmi ugualmente validi ed uno di questi è sicuramente Repetier-Host. Per essere precisi, Repetier-Host non è lo slicer vero e proprio ma è un programma che ci consente di effettuare diverse operazioni, tra cui principalmente lo slicing, scegliendo a seconda delle preferenze che slicer usare tra Slic3r e Skeinforge. Repetier-Host non è così immediato come Cura a livello di user-experience ma risulta fondamentale nel caso in cui, per esempio, si possieda una stampante da ricalibrare spesso. Mi spiego, molte stampanti in commercio sono reperibili già assemblate e calibrate e non necessitano di essere ricalibrate con gran frequenza; per le stampanti DIY il discorso cambia, bisogna calibrarle da se almeno la prima volta e spesso, successivamente, il piatto va ricalibrato dopo un tot di tempo, in funzione del tipo di stampante che si possiede e dell'uso che se ne fa. Di sicuro una buona calibrazione del piatto incide fortemente sulla qualità della stampa. Repetier-Host possiede un pannello di controlli manuali della stampante che risulta imprescindibile in caso di calibrazione e non solo. Ma procediamo con ordine, partendo dal primo avvio del programma. Download ed installazione di Repetier-Host Repetier-Host è scaricabile gratuitamente dal sito (LINK) ed è compatibile con i sistemi operativi Windows, Mac OS e Linux. Una volta scaricato ed installato, analogamente anche a quello che si farebbe con Cura, bisogna settare i parametri della stampante. Questi parametri in realtà dipendono quasi tutti dal tipo di stampante che si possiede. In questa guida mostrerò nello specifico le impostazioni da usare per una Printrbot Simple cercando di fare, nei limiti del possibile, un discorso il più generale possibile, quindi niente paura per gli utenti in possesso di stampanti diverse dalla Printrbot. In ogni caso consiglio sempre di tener d'occhio il sito dell'azienda produttrice della propria stampante poichè, in genere, tra i vari contenuti, sono presenti anche delle guide al settaggio dei parametri di stampa. In alternativa, se avete difficoltà o dubbi, potete scrivere sul nostro forum. Impostazioni stampante con Repetier-Host Cliccando su "Printer Settings", nel riquadro rosso nell'immagine sottostante, si aprirà una finestra di dialogo costituita da quattro tab. Il primo, "Connection", è relativo alla connessione tra il PC e la stampante. In particolare segnalo che, a prescindere dalla stampante che si possiede, il campo il campo "Port" potrebbe variare in base a come è stata riconosciuta la stampante dal PC quindi basta scegliere il valore disponibile dopo aver connesso la stampante via USB. Cliccando sul secondo tab, "Printer", è possibile settare dei parametri un po' più familiari rispetto a quelli della finestra precedente, nel mio caso ho impostato la temperatura di default dell'estrusore a 200°C e la temperatura del piatto a 0°C perchè la Printrbot in questione non possiede piatto riscaldato. Il numero di estrusori è 1. Le due velocità, "Travel Feed Rate" e "Z-Axis Feed Rate" sono relative ai controlli manuali. Consiglio di spuntare tutte le caselle che compaiono nella finestra e che sono relative al caso in cui si decida di interrompere la stampa. "Park Position" indica la posizione di stand-by, in particolare dalle mie impostazioni si nota che in caso di interruzione di stampa, l'estrusore si posizionerà in posizione stand-by corrispondente alle coordinate (0;0;0). Il tab "Printer Shape" è quello che più dipende dalle proprietà della stampante, sostanzialmente si settano le dimensioni dell area di stampa, nel mio caso 10x10x10 cm e si impostano le posizioni "Home" relative a ciascun asse, nel mio caso il minimo per tutti, quindi in posizione (0;0;0). La posizione "Home" in generale è diversa da "Park Position" vista nel tab precedente. Per comodità mia ho stabilito la loro coincidenza ma non è una regola. Per quanto riguarda il tab "Advanced", consiglio di lasciare le impostazioni di default che si vedono nell'immagine sottostante. Importazione file STL in Repetier-Host Cliccando sull'apposita icona evidenziata in rosso nell'immagine sottostante, nel tab "Object Placement", è possibile inserire l'oggetto che si vuole stampare. Per comodità ho importato un oggetto scaricato da Thingiverse al link seguente (http://www.thingiverse.com/thing:14702/#files). Come si può notare, nel riquadro in verde sono presenti delle informazioni sull'oggetto inserito, per esempio che si tratta di una mesh, che non ci sono collisioni, che è un solido manifold e che non presenta particolari criticità a livello di intersezioni di triangoli o lati (per saperne di più leggere l'articolo sulla modellazione degli oggetti). Assegnando opportunamente dei valori a "Translation" possiamo impostare la posizione dell'oggetto all'interno del volume di stampa, con "Scale" possiamo modificarne le dimensioni e con "Rotate" possiamo farlo ruotare attorno ad uno o più assi. Altri comandi gestibili da questa stessa finestra sono richiamabili dalle icone accanto a quella dell'importazione dell'oggetto, evidenziate nel riquadro giallo e ci consentono, per esempio, di centrare l'oggetto all'interno dell'area di stampa oppure rimediare ad eventuali problemi inierenti alle normali della mesh. Slicing tramite Repetier-Host Cliccando sul tab "Slicer" abbiamo due possibilità, scegliere se usare lo slicer Slic3r oppure Skeinforge. Di default è attivo Slic3r ma è sufficiente cliccare su "Active" in Skeinforge per cambiare slicer. Personalmente raccomando il primo, più che altro perchè ho riscontrato, da esperienze personali e da opinioni di altri utenti, che Slic3r è più immediato ed user-friendly. Quindi al momento, per questa guida, ci focalizzeremo sullo slicer Slic3r riservando ad un eventuale altro articolo il confronto tra Slic3r e Skeinforge. Configurazioni Slic3r Una volta scelto lo slicer, si devono configurare delle opzioni che, come è noto, variano da oggetto ad oggetto in funzione delle caratteristiche e delle proprietà che si vogliono conferire. Cliccando su "Configure", riquadro rosso immagine in basso, si aprirà una finestra di dialogo avente tre tab e per ciascuno di essi dei sottomenù. Partiamo da "Print Settings", in particolare dal primo sottomenù, "Layers and perimeters" e notiamo che compaiono delle impostazioni di default. I parametri devono essere modificati in funzione delle nostre esigenze ed in seguito bisogna salvare le modifiche mediante l'apposita icona "save". Quando si salva il programma da la possibilità di dare un nome alle impostazioni scelte, in modo tale da poterle facilmente richiamare per le stampe successive. Nel mio caso, ho deciso di chiamare le impostazioni con il nome "Mr.Jaws2" come si vede dal menù a tendina evidenziato in verde. I parametri da settare sono abbastanza familiari e non troppo diversi da quelli visti nella guida a Cura, quindi in "Layer height" andrà un valore inferiore al diametro dell'ugello e che dipende dalla qualità che si vuole conferire all'oggetto, in genere si usa 0,1 per oggetti che richiedono una maggiore accuratezza e 0,35/0,4 per stampe che non richiedono particolare dettaglio. Possiamo gestire agilmente diversi parametri, tra cui l'altezza del primo layer, il contorno esterno vericale "Vertical Shell", il numero di layer da impiegare per la base superiore ed inferiore "Horizontal Shell". Sempre rimanendo in "Print Settings" passiamo al secondo sottomenù, "Infill", in cui possiamo gestire, tra le varie cose, la densità del riempimento, il tipo di trama che verrà adoperata, l' eventuale inclinazione del pattern di riempimento. Io ho usato riempimento 15% e pattern lineare inclinato a 45° sia per il riempimento che per le basi. Nel sottomenù "Speed" si possono gestire le velocità, parlo al plurale perchè non è affatto detto che l'oggetto debba essere stampato tutto alla stessa velocità, anzi. Per i bridges o il materiale di supporto ci si può permettere di adoperare valori superiori. Tuttavia modificare le velocità è un'operazione che si raffina con l'esperienza e con molte prove e che, ancora una volta, è influenzata sia dal tipo di stampante che dall'oggetto che si vuole realizzare. Consiglio di mantenere i valori di default. In "Skirt and brim" si può scegliere il numero di giri della skirt, la distanza di quest'ultima dall'oggetto, la sua altezza in termini di layers e l'ampiezza del brim. Nel sottomenù "Support material" si possono gestire tutte le impostazioni relative all'eventuale materiale di supporto, per esempio se inserirlo, a partire da quale inclinazione (il valore 0 corrisponde ad un inserimento automatico) e al raft. Tralasciamo gli altri sottomenù visto che in questa guida analizziamo più che altro le funzioni principali di Repetier-Host e passiamo direttamente al secondo tab, "Filament settings". Nel primo sottomenù, "Filament", bisogna inserire i parametri relativi al filamento usato e le temperature di estrusione. Anche in questo caso parlo al plurale perchè il primo layer può essere settato ad una temperatura diversa rispetto agli altri, in genere di poco superiore. Per quel che concerne il piatto, nel mio caso la temperatura è nulla in entrambi i casi vista l'assenza del piatto riscaldato. Il sottomenù "Cooling" riguarda principalmente le impostazioni della ventola, e ovviamente sappiamo che possono variare moltissimo in funzione del materiale che si è scelto di adoperare. Anche in questo caso salvo le impostazioni relative al filamento fornendo un nome ad hoc, "1.75mm PLA_MrJaws". Dell'ultimo tab, "Printer settings" ci interessano prevalentemente il primo ed il terzo sottomenù. In "General" inseriamo le informazioni riguardanti l'area di stampa ed il numero di estrusori. Saltiamo "Custom G-code". Avendo un solo estrusore, riscontriamo solo il sottomenù "Extruder1", se avessimo inserito nel sottomenù precedente 2 o 3 estrusori avremmo avuto anche i sottomenù "Extruder2" ed "Extruder3". I parametri riguardano prevalentemente il diametro dell'ugello e la retrazione. Salvo le modifiche ed assegno un nome appropriato, nel mio caso "Simple". Generazione del G-code A questo punto premiamo su "Slice with Slic3r" ed attendiamo che si generi il G-code. Le operazioni fin qui descritte possono essere effettuate anche a stampante disconnessa. Adesso premendo il pulsante di connessione in alto a sinistra, nel riquadro rosso, si connette la stampante al PC. GUIDA A REPETIER-HOST - PARTE II
  5. Uso cura 4.6 come software di slicing e sto trovando una difficoltà... infatti volevo aumentare il flow dell'ultimo strato dell'oggetto e quindi ho cercato tra le impostazioni avanzate cliccando nella rotella e ho trovato "top surface flow" però pur mettendo il tic non me lo visualizza nella schermata in cui si possono modificare i parametri, così ho cliccato nell'info e mi dice che ènascosto, ma continuo a non capire perchè... grazie in anticipo per la risposta, siete sempre strautili😃
  6. Ciao a tutti, in attesa che mi arrivi la stampante (consegna prevista lunedì), stavo facendo un po' di esperimenti, che riguardano sia Fusion 360 (tra i diversi programmi che ho trovato, è quello che mi sembra più adatto alle mie esigenze) sia con Cura. Per prima cosa ho realizzato un banalissimo frontone di tempio greco, formato da tre colonne, un'architrave e un timpano legate insieme in Fusion in un pezzo unico, poi ho esportato tutto in Cura e ho provato a vedere come effettuava lo slicing. E qui mi vengono le prime due domande, una serissima, l'altra più una curiosità. La prima: nel passaggio dalla fine delle colonne all'architrave, Cura mi disegna (si vede bene nell'immagine sotto, è il tratto in giallo) il perimetro dell'architrave. Ma non appoggia su niente!!! Ovviamente non può reggersi, e quindi è palese che c'è un errore. Cosa ho sbagliato? Devo spezzare il disegno nelle tre colonne + architrave e timpano e montare il tutto in seguito? Sicuramente non devo girarlo sottosopra, perché il timpano è a "V" e la struttura non reggerebbe. Devo girarlo in modo che parte del tetto sia appoggiata al piano orizzontale? Mmmmh, anche questo mi suona male, perché verrebbe su in diagonale e prima o poi rischierebbe di cadere, oltre a risultare disuniforme. Penso che la soluzione migliore sia fare il disegno in due parti, prima le colonne poi architrave+timpano. Ma in questo caso, vorrei impostare su Fusion 360 dei perni che mi aiutassero nel posizionamento dei pezzi. Però suppongo che per far sì che le colonne si incastrino nell'architrave devo fare il perno (maschio) e la guida (femmina) non precisamente delle stesse dimensioni, ma con una leggera differenza (perno più piccolo, fori-guida più grandi). Di quanto devono essere diverse le dimensioni? E, nel caso, qual è la colla più adatta per fissare insieme i pezzi? (ho comprato una bobina di PLA). Seconda domanda, solo sfiziosa: a che serve quella specie di perimetro ellissoidale che Cura mi disegna al primo livello? Nell'immagine è in grigio, e ho notato che lo fa anche con altri modelli già pronti che ho provato a importare. Grazie a tutti coloro che volessero aiutare un neofita!
  7. Buongiorno a tutti, sembra che dall'aggiornamento odierno fusion 360 abbia anche la componente slicer al suo interno..... a voi il video. Io non ho ancora provato ma a tempo perso farò un test... https://youtu.be/Yd0l2ZOQQek
  8. Salve a tutti, condivido un tutorial che nasce da un commento che ho ricevuto sul video della modellazione dei vasi con Fusion 360, in cui veniva chiesto: come faccio ad irrobustire il modello utilizzando Cura? Ho pensato quindi di fare un veloce tutorial per rispondere a questa domanda: senza modificare il modello è possibile impostare lo slicer per aumentare lo spessore del vaso, rendendolo più robusto? La risposta è chiaramente SI. In questo video viene mostrato come fare su Cura e su Craftware ma lo stesso discorso vale su qualunque slicer stiate usando. Quello che otteniamo non è più un vero e proprio "Vase Mode" in quanto questo presuppone che l'ugello non faccia interruzioni tra un layer e l'altro, ma l'effetto finale è lo stesso: il modello è vuoto all'interno e non ha la copertura superiore. Iscrivetevi al canale! Mi aiuterà a farlo crescere creando altri contenuti di questo tipo --> CLICCA QUI
  9. Buongiorno, richiedo un consiglio se qualcuno l'ha già riscontrato. Ho già stampato varie cose con Simplify3d e mai nulla di eccepire, ora però sono arenato su un modellino stile Marvel che cambiando e ricambiando i settaggi non vuole proprio saperne di uscire bene. Il problema è che da programma quando vado a prepararlo per la stampa l'anteprima del modellino appare in alcuni punti (le maniche per esempio dell'omino) con dei buchi. Se da settaggi vari riesco a correggere questo problema se ne presenta un altro, cioè in una sola delle due braccia, la parte dell'ascella per intenderci non viene eseguita in modo corretto e pulito ma subisce come un trascinamento di materiale irregolare (vedere foto allegata) Se lo stesso modello lo stampo su Cura i problemi non si verificano! Sapete quali settaggi sbaglio? Grazie Igor
  10. Salve a tutti ragazzi Ho un problema con Cura 3.3.1 (ma lo faceva anche con le versioni precedenti) Quando apro i modelli ogni tanto vengono caricati "invisibili" ...è presente solo l'ingombro... non lo fa sempre .... qualcuno sa da cosa può dipendere? Grazie Dario
  11. Buongiorno a tutti e grazie a tutti per l'aiuto, Ho acquistato da poco una Anet A8 ed ho creato un diffusore circolare per la mia Anet A8 con blender. Apparentemente la conversione in STL non ha dato problemi, ma importandolo nello slicer, quando crea il file g-code, compaiono dei layer di riempimento della sezione circolare che non ci sono ne in blender ne nell'anteprima arancione dello slicer. Qualcuno può aiutarmi a risolvere il problema? Dove sbaglio???
  12. Buongiorno a tutti e grazie a tutti per l'aiuto, Ho acquistato da poco una Anet A8 ed ho creato un diffusore circolare per la mia Anet A8 con blender. Apparentemente la conversione in STL non ha dato problemi, ma importandolo nello slicer, quando crea il file g-code, compaiono dei layer di riempimento della sezione circolare che non ci sono ne in blender ne nell'anteprima arancione dello slicer. Qualcuno può aiutarmi a risolvere il problema? Dove sbaglio???
  13. Buongiorno a tutti e grazie a tutti per l'aiuto, Ho acquistato da poco una Anet A8 ed ho creato un diffusore circolare per la mia Anet A8 con blender. Apparentemente la conversione in STL non ha dato problemi, ma importandolo nello slicer, quando crea il file g-code, compaiono dei layer di riempimento della sezione circolare che non ci sono ne in blender ne nell'anteprima arancione dello slicer. Qualcuno può aiutarmi a risolvere il problema? Dove sbaglio???
  14. Buongiorno a tutti e grazie a tutti per l'aiuto, Ho acquistato da poco una Anet A8 ed ho creato un diffusore circolare per la mia Anet A8 con blender. Apparentemente la conversione in STL non ha dato problemi, ma importandolo nello slicer, quando crea il file g-code, compaiono dei layer di riempimento della sezione circolare che non ci sono ne in blender ne nell'anteprima arancione dello slicer. Qualcuno può aiutarmi a risolvere il problema? Dove sbaglio???
  15. Buongiorno a tutti e grazie a tutti per l'aiuto, Ho acquistato da poco una Anet A8 ed ho creato un diffusore circolare per la mia Anet A8 con blender. Apparentemente la conversione in STL non ha dato problemi, ma importandolo nello slicer, quando crea il file g-code, compaiono dei layer di riempimento della sezione circolare che non ci sono ne in blender ne nell'anteprima arancione dello slicer. Qualcuno può aiutarmi a risolvere il problema? Dove sbaglio???
  16. Per una volta anche io ho una domanda da principiante Da quando ho iniziato a stampare ho sempre e solo utilizzato slic3r trovandomi in genere abbastanza bene, Io stampo quasi esclusivamente ASA e progetto gli oggetti che mi servono in modo che non abbiano bisogno di supporti. L'unica cosa di cui mi sono sempre lamentato è poca robustezza degli oggetti stampati. Per esempio spesso i perimetri sono staccati dall'oggetto vero e proprio. E questo effetto fin'ora lo ho sempre attribuito al materiale. Io sono parecchio impegnato per mio lavoro (che non riguarda la stampa 3d) e approfittando del fatto che Agosto è un mese tranquillo mi sono messo a fare un pò di prove ed ho provato ad usare curaengine per lo slicing al posto dello slic3r Prima sorpresa, tempi di stampa dimezzati, cito uno dei miei oggetti con Slic3r 14 ore e 33 con 62,3 metri di materiale infill al 20 %, con cura. 6 ore e 46 con 42,8 metri di materiale. Seconda sorpresa gli oggetti (almeno quelli piccoli , adesso sono senza materiale e lo aspetto per fine mese per fare gli oggetti grandi) sono molto ma molto più omogenei e compatti che con slic3r. Ora che i tempi siano più bassi ed il materiale sia di meno è normale perchè cura con la sua struttura di riempimento a quadrati contro la strutture molto più piene che mi fa slic3r direi che è normale, ma quello che mi meraviglia è la maggior robustezza, come se il problema non fosse riempire gli spazi ma aumentare le superfici di adesione degli strati. Infatti con slic3r ogni strato ha angolazioni diverse e gli strati si toccano solo nei punti di incrocio, cosa che non avviene con cura dove i riempimenti, almeno per come lo ho regolato io, seguono sempre gli stessi percorsi. Cosa ne pensate?
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  18. Nei momenti precedenti alla stampa, un oggetto digitale è costituito da un’insieme di informazioni che caratterizzano la sua forma, le sue dimensioni e i suoi attributi fisici. Le fasi che compongono il procedimento di sviluppo di tale oggetto precedenti alla stampa vera e propria sono due: la fase di modellazione e quella di slicing. La modellazione (che è stata trattata in una mini guida che potete trovare a questo LINK) è il processo in cui il creatore realizza l’oggetto nel mondo tridimensionale del software scelto, formando un volume nel modo desiderato. Lo slicing è il passaggio intermedio tra la modellazione e la stampa 3D ed è la chiave di volta per reggere in piedi il procedimento di stampa in modo ottimale e il più vicino possibile all’idea formatasi nella mente del designer. A cosa serve uno Slicer? I software slicer permettono di convertire il nostro modello 3D in istruzioni che dialogano con la stampante 3D, impostando tutti i parametri di stampa. Tutte queste istruzioni sono recepite dalla stampante grazie ad un codice specifico, chiamato G-code. L’obbiettivo durante il processo di slicing è quello di impostare e ottimizzare alcune caratteristiche di stampa del modello, attributi che nei momenti durante e posteriori alla stampa possono influire sulla velocità di realizzazione e sull’aspetto/comportamento dell’oggetto stampato, oltre a quello di esportare il file 3D in un formato riconoscibile e leggibile dalla stampante. Queste impostazioni sono molte e varie, eccone una breve lista: Altezza dello strato (Layer Height); Larghezza delle pareti (Shell Thickness); Densità di riempimento (Fill Density) Tipo di supporto (Support Type, per strutture a sbalzo che hanno bisogno di supporti per garantire l’integrità strutturale); Altri dettagli possono a volte essere dettati dalla stampante che utilizzate, e questi possono essere: Velocità di stampa (Print Speed); Temperatura di stampa (Print Temperature, da determinare a seconda del materiale con cui vorrete stampare); Un altra serie di impostazioni importanti da caricare nel programma di slicing sono le informazioni relative alle caratteristiche tecniche della stampante 3D in uso (chiamati “profili”), pressoché unici per ogni stampante e ottenibili di norma sul sito delle stesse. Programmi Slicer sul mercato Ora che abbiamo chiarito quali sono gli aspetti analizzati e modificati all’interno di uno slicer vediamo, in una breve overview, quali sono i giocatori in campo, con le loro caratteristiche: SLIC3R http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2014/07/slic3r.jpg “Slic3r” è uno dei più usati programmi di slicing, vantando un'ottima flessibilità di OS e di stampanti compatibili.. Presente sul mercato da un anno e mezzo, riceve molto spesso aggiornamenti. Features: Open source, molti formati input/output, ampio spettro di compatibilità, UI semplice, stampa a estrusore multiplo, veloce generazione G-Code. Link: http://www.slic3r.org/ CURA http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2014/07/curaslicer.jpg Il programma all-in-one (slicing, g-code sending, …) della Ultimaker, Cura può vantare un’interfaccia snella per i processi di slicing, ma anche di collegamento con la stampante ed esportazione. Poter accedere a molte utilità in un unico programma è molto vantaggioso. Se volete avere già un'anteprima del suo funzionamento vi consigliamo la lettura della nostra guida specifica ai settaggi di Cura: LINK Features: all-in-one software suite, UI snella e intuitiva, Open Source. Link: https://www.ultimaker.com/pages/our-software SIMPLIFY 3D http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2014/07/simplify3d.jpg Un programma slicer all-in-one (anche con la parte di modellazione) che permette di avere a che fare con ogni parte della creazione, ottimizzazione e esportazione del tuo modello, fino alla stampa finale in 3D. Le prestazioni comprensive di questo prodotto hanno tuttavia un prezzo. Features: semplifica ogni passaggio del processo di stampa, supporto per multi-estrusore, alta velocità di calcolo slicing, preview interattiva strato per strato, generazione intelligente delle strutture di supporto, impostazioni avanzate. Link: http://www.simplify3d.com/software/ KISSLICER http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2014/07/kisslicer.jpg Riconosciuto come uno dei più veloci slicer sul mercato, parzialmente grazie alla sua interfaccia minima che gli consente di concentrarsi su quella funzione. La UI è scarna, ma permette di metter mano a molte impostazioni necessarie. Features: veloce calcolo slicing, impostazioni minime, preview facile, upgrade al Pro per aggiunto supporto di multi-estrusore e stampa di più modelli. Link: http://www.kisslicer.com/ Questi sono alcuni dei programmi slicer presenti ora sul mercato: alcuni sono dei nuovi front-end con un fondamento slicer comune, altri sono proprietari e interamente differenti. Seguendo questa breve introduzione ci attiveremo per creare guide approfondite per ciascuno dei programmi qui esposti, fornendo un punto di vista più integrale dei pro e contro di questo o quello slicer. Hai ancora dubbi su questo argomento? Chiedi aiuto sul forum! 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