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Trovato 23 risultati

  1. Ciao a tutti. Ho una Makerbot Replicator 2. Da qualche giorno non riesco più a stampare come prima. Sembra che la stampante depositi il filamento su piani diversi e disallineati tra loro. Allego foto. Qualcuno sa darmi qualche consiglio in merito? Aggiungo che ho sempre effettuato regolare manutenzione e ho sempre utilizzato ricambi ufficiali makerbot. Grazie per i Vostri contributi.
  2. Una storia travagliata, composta da alti e bassi e diversi tentativi di affermarsi sul mercato come leader indiscussa. E' questa la premessa che ci porta a presentarvi Makerbot Method, la nuova stampante 3D che verrà commercializzata dall'azienda americana nei prossimi mesi. Un prodotto professionale, che garantisce alte prestazioni e che intende colmare il gap tra la stampa 3D desktop e quella industriale lasciato in sospeso dal 2016, anno in cui Makerbot presentò i modelli Plus e lo SmartExtruder. Makerbot Method - Una stampante 3D dotata di brevetti Stratasys E' dal 2016 che non sentiamo parlare di Makerbot, La struttura in metallo, ottimizzata sulle geometrie della macchina, garantisce rigidezza durante la fase di produzione. La camera chiusa è dotata di un sistema di riscaldamento a circolare, il quale mantiene costante la temperatura limitando ritiri e deformazioni. Il sistema di riscaldamento della camera, si aggiunge al piano riscaldato. Makerbot Method - Elettronica e sensori fanno da padrone La testa di stampa presenta due estrusori, entrambi dotati di tanta elettronica. Makerbot introduce una serie di sensori che permettono di tenere alta la qualità della stampa, rilevando eventuali blocchi di materiale o la fine della bobina. Hot-end allungato, velocita di riscaldamento accelerata, coppia spingente migliorata con rapporto 19:1. Chiaramente, uno dei due estrusori potrà essere usato con il materiale idrosolubile Makerbot. Le bobine di materiale vanno inserite nell'apposito alloggiamento che si trova alla base della macchina. I materiali resteranno protetti e asciutti grazie a una serie di sensori che tengono sotto controllo anche l'umidità, proprio come nelle stampanti 3D industriali. E ancora, materiali tecnici testati per dare la certezza di dormire sonni tranquilli nelle notti di fabbricazione. Makerbot Method - Specifiche tecniche Risoluzione: Range: 20 - 400 microns Max Material Flow Rate: ~50 mm3 per sec Print Head Travel Speed: Up to 500 mm per sec Modalità di stampa ottimizzate 100 microns - High Quality Print Mode 200 microns - Balanced Print Mode Volume di stampa 19 L x 19 W x 19.6 H cm / 7.5 x 7.5 x 7.75 singolo estrusore 15.2 L x 19 W x 19.6 H cm / 6.0 x 7.5 x 7.75 doppio estrusore Struttura Aluminum Die Cast Base Extruded Aluminum Uprights Steel Weldment Gantry Frame Controllo della temeperatura Circulating Heated Chamber Peso: 29.5 kg / 65 lbs Piano di stampa: metallo flessibile rutilizzabile Display: 5" Full-Color Capacitive Touch Screen Fotocamera interna: 640 x 480 pixels 21 sensori, tra cui: Camera di stampa: Temperature Humidity Control Material Detection RFID Estrusori: Temperature Material Detection Encoder (Jam Detection) Stampante: Lid – Open/Closed Door – Open/Closed Temperature Sensors – Heated Chamber Calibration Sensors Makerbot Method è in prevendita al costo di $ 6.499. Se sei interessato a vederla dal vivo, contatta i nostri amici di Juno Design, venerdì 14 alle 15:00 sarà presentata al pubblico in anteprima europea presso la loro sede di Borgo Panigale. Attenzione, i posti sono limitati! Sei curioso di saperne di più? Clicca qui per iscriverti al nostro forum: la community sarà felice di aiutarti! Resta aggiornato sulle ultime novità, seguici su Facebook e Twitter. Le migliori stampanti 3D economiche del 2018, la nostra guida al risparmio. Le migliori stampanti 3D del 2018 - Tutte le tecnologie in una sola guida.
  3. Buongiorno a tutti, come da titolo vendo Makerbot Replicator 2, nuova e sigillata a meno della metà del prezzo di listino. La stampante 3D è perfettamente funzionante, è in vendita perchè rimanenza di magazzino. La vendita sarà gestita tramite regolare fattura. La stampante si trova fisicamente a Reggio Emilia, è disponibile la spedizione gratuita con corriere in tutta Italia oppure la consegna a mano. Di seguito le caratteristiche della Makerbot Replicator 2. Printer type FDM Material PLA Build volume 28.5 x 15.3 x 15.5 cm Min layer height 100 microns Extruder Head 1 XY precision 11 microns Open source No Can you use 3rd party material? Yes Heated platform No Filament Diameter 1.75 On-printer controls Yes Connectivity SD card, USB Target audience beginner, intermediate Valore di Listino 1.799€ +iva Prezzo proposto 699€ +iva
  4. Che bella cosa..... l'Italia, come la Corea del nord, ma chissà perchè anche la Polonia, escluse dal "Remix challenge" che è partito ieri su thingiverse..... ma come sono contento....... http://www.thingiverse.com/challenges/RemixChallenge WHO MAY NOT ENTER CONTEST: The following categories of persons are NOT eligible to enter the Contest or win a prize: (a) Employees and their immediate families (spouse, parent, child, sibling and their respective spouses, regardless of where they reside) or those living in the same household (whether or not related) of Sponsor, and their respective parents, affiliates, subsidiaries, prize suppliers, distributors and advertising and promotion agencies (collectively, “Contest Parties”); and (b) residents of North Korea, Syria, Sudan, Cuba, Iran, Brazil, Argentina, Romania, Turkey, Poland, Italy, and the Province of Quebec, Canada Fateci caso... neppure il continente africano è espressamente escluso...quindi un "libico" o un "camerunense" potrebbero partecipare.... paradossalmente sembrerebbe che anche gli afgani possano partecipare..... e date un'occhiata attenta ai paesi che vengono iscritti in questa "lista nera" insieme a noi Se mai qualcuno volesse far sentire la propria voce in merito io per primo ho pubblicato questo..... http://www.thingiverse.com/thing:1934344 Ma c'è allegato qui anche la versione semplificata a un colore che, se volete pubblicare "in proprio" su Thingiverse e magari incrociamo tutti i "mi piace", ecco che dovremmo essere quantomeno più visibili nella pagina di apertura e nella board a sinistra del sito e se mai chi ha in firma una di quelle stampanti (Makerbot) sarebbe bello le facesse sparire per un po'..... chissà se come "clienti" gli italiani non valgono proprio nulla per loro..... intero.stl
  5. Voi ve lo aspettavate? Magari non in questo momento, ma probabilmente si percepiva nell'aria che MakerBot, famosa azienda americana produttrice di stampanti 3D low-cost, era pronta a lanciare sul mercato qualche nuovo prodotto. Ragionandoci a posteriori è evidente che in tutti questi mesi MakerBot, che potete tranquillamente leggere col nome di "Stratasys", stava lavorando a qualcosa che potesse ulteriormente consolidare la propria posizione nel travagliato mondo della stampa 3D - ma mi raccomando, evitiamo di parlare di "crisi della stampa 3D". NUOVE STAMPANTI 3D MAKERBOT 2016 Stampanti 3D professionali, destinate ad un pubblico tecnico e che non si accontenta: è questo il messaggio che MakerBot vuole far passare con suoi nuovi due prodotti. MakerBot Replicator Plus e MakerBot Replicator Mini Plus rappresentano la nuova generazione delle stampanti 3D commercializzate fin ora dall'azienda americana, le quali dovrebbero garantire una semplificazione d'uso e un miglioramento dei risultati ottenibili. Insieme alle due nuove stampanti 3D arrivano anche un nuovo software di gestione dei file stl - proprietario, come sempre in casa MakerBot -, nuovi servizi e nuovi materiali per la stampa. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2016/09/411-copy-of-replicator-with-assembled-headphone-print-1024x694.png Secondo le dichiarazioni di MakerBot, la nuova MakerBot Replicator Plus è stata interamente ricostruita andando a eliminare i difetti della versione precedente: il sistema di movimento dell'estrusore è stato aggiornato per consentire una stampa più veloce e precisa; il piano di stampa flessibile garantisce l'adesione dei pezzi facilitandone la rimozione; un'importante riduzione delle emissioni sonore. Il volume di stampa è aumentato: si passa dai 200 x 250 x 150 mm della Replicator ai 295 x 195 x 165 mm della Replicator Plus. Il prezzo di lancio, garantito fino al 31 di ottobre, è di € 1.999 + iva. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2016/09/412-replicator-mini-front-no-print.png Passando alla MakerBot Replicator Mini Plus, troviamo un volume di stampa pari a 101 x 126 x 126 mm (contro i 100 x 100 x 125 mm della versione precedente). Il rumore durante la stampa è stato ridotto del 58% e vanta di una serie di migliorie meccaniche. Fino al 31 ottobre sarà disponibile a € 999, in seguito venduta a € 1.299. Insomma, una versione economica ideale per le scuole e per chi si avvicina per la prima volta alla stampa 3D. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2016/09/413-tough-pla-bundle-w-box-z18-1024x684.png Parliamo poi del nuovo materiale MakerBot, chiamato Tough PLA, stampabile come un normale PLA e dotato di una finitura "slate gray". Non sarà quindi disponibile in diverse colorazioni - per ora - e sarà supportato dalle Replicator Plus, Z18 e Replicator 5th Gen. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2016/09/414-mb-print-1024x553.png Tutte queste novità arrivano non arrivano sole. Parte fondamentale del sistema MakerBot sono infatti i software, completamente "chiusi" e dedicati alle proprie macchine, i quali permettono una gestione agevolata dei processi. MakerBot Print e MakerBot Mobile sono i nuovi software aggiornati, e portano con loro diverse novità. Tralasciando i classici miglioramenti, una caratteristica su tutte ci ha colpito: MakerBot Print ha iniziato a supportare l'elaborazione di file CAD, non sarà più necessario salvare i propri modelli 3D in estensione STL per fare lo slicing. Secondo MakerBot, questo si traduce in maggiori performance nella fase di stampa e in una migliore elaborazione dei modelli tridimensionali nativi. Infine, parliamo dei servizi. I professionisti avranno a disposizione un portale contenente una serie di documenti e istruzioni riguardanti la finitura dei pezzi, la produzione di stampi e molto altro, in modo che questi possano essere stimolati nell'usare le stampanti 3D per scopi diversi e non solo per produrre oggetti finiti. Per gli educatori, invece, il portale Thingiverse accoglierà una nuova sezione dove sarà possibile caricare oggetti dedicati ai propri studenti, impostare un piano di lezioni e condividere informazioni. Il tutto, con l'obiettivo di ottimizzare i tempi nell'insegnamento dell'utilizzo delle macchine. E' chiaro, quindi, che MakerBot stia puntando a due settori: quello professionale e quello educational, ossia i due settori che, senza alcun dubbio, continueranno ad alimentare il mercato della stampa 3D per i prossimi anni.
  6. Buonasera a tutti, è un po' che non passo da queste parti. Mi chiedevo se aveste provato i nuovi estrusori. Vanno una bomba
  7. Buongiorno a tutti, mi chiamo Adriano uso stampanti 3D da 6 anni, sempre stato affascinato fin dal primo utilizzo nel 2010, ora ho a casa una Makerbot replicator 2X, su cui sto iniziando a fare le prime cose. Per lavoro e incontri fortunati ho avuto modo di usare dall'Elite con le lunghe attese nei bagni di scioglimenti materiale di supporto, ma di affidabilità incredibile, alla Fortus 400mc, 450, DWS, a polveri...fino a sbattere la testa contro il muro per depositare un mentecatto di primo layer con una prusa... :) per non parlare dei materiali..., un mondo davvero incredibile e in pieno fermento. un saluto e a presto nelle aree tecniche
  8. Causa passaggio a sistema superiore, vendo una Flashforge creator Pro, clone della Makerbot 2x, in condizioni perfette. Acquistata ad agosto 2015. Ho già montato gli estrusori all-metal della micro-swiss per evitare problemi con i tubicini in PTFE. Il prezzo è di 750€ Iva esclusa e spedizione inclusa via corriere con imballi originali. Preferibile scambio a mano in zona Varese-Milano.
  9. Cavalcando l'onda della 5th Generation e della Z18, Makerbot lancia il nuovo Smart Extruder+. Migliorato rispetto al versione precedente, il blocco estrusore sarà compatibile con Makerbot Mini, 5th Generation, Z18. La promessa? Migliorare l'efficienza e l'affidabilità. Makerbot Smart Extruder+ "I vantaggi del nuovo Smart Extruder fisseranno un nuovo standard nel mondo del 3D printing. ... Makerbot ha progettato il nuovo Smart Extruder+ per avere la miglior performance possibile ed estendere la vita stessa dell'estrusore." Precisione, maggiori velocità nella calibrazione e nella retrazione, nuova posizione del tubo in PTFE, encoder che rileva la presenza del filo o il mancato scorrimento. Sembra che Makerbot sia sia data da fare. Il costo si attesta intorno i 179 €, disponibile sul sito Makerbot14 http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2016/01/makerbot-Smart-extruder-ces-las-vegas-2016-3.jpg
  10. Mi sto informando su prezzi e prestazioni delle Makerbot (sono OT in quest'area essendo stampanti consumer?). Se ho capito bene i modelli più venduti sono: Mini, Replicator, Replicator 2X, Z18. Di queste, solo la 2x è indicata per l'ABS (+ un solubile per i supporti) mentre per le altre c'è solo il PLA. E' corretto? Altra questione: posto che il loro filamento sarà senza dubbio di ottima qualità, chi le compra è comunque vincolato al loro o può fornirsi dove gli pare? Ad esempio ma Mini deve avere un caricatore custom perchè si parla di 200 gr. Lo so, potevo fare le stesse domande a loro, lo farò, ma mi piacerebbe sentire più opinioni :-) Un saluto.
  11. Vendo nuovissima stampante 3D MakerBot Replicator 2X Experimental, ricevuta come regalo e ancora imballata. Prezzo: 2200 euro tratt. , spedizione a carico dell'acquirente o consegna a mano. mail: doroandrea@libero.it Cell.: 347 6627824
  12. Salve a tutti... Siamo un gruppo di ricerca universitario che si sta approcciando al mondo della stampa 3D con lo scopo di testare nuovi tipi di polimeri da utilizzare per svariate appliazioni... Dopo una iniziale infarinatura sulle dinamiche di questa tecnologia di manufacturing e sull'utilizzo di programmi di modeling (Autocad 2016) abbiamo deciso di acquistare una Makerbot replicator 2 in quanto valutata adatta per sviluppare il nostro progetto... Premessa: siamo abbastanza competenti nel campo della polimerica e nelle tecnologie di termoplasticizzazione dei polimeri (ottenuta per estrusione). Il nostro laboratorio è fornito di un mini estrusore da banco, bivite della Themo Haake (MiniLab II) che ci permette di lavorare con un ampio range di temperature, velocità di rotazione delle viti, ecc... Nonchè di ottenere misure reologiche utili alla comprensione del comportamento e delle caratteristiche dei polimeri utilizzati... Non mi stò a dilungare su questi aspetti in quanto non voglio andare off topic... Veniamo a noi... Le prove preliminari sono state molto confortanti e ci hanno portato ad ottenere ottimi risultati in tempi brevi ma comunque abbiamo riscontrato alcune difficoltà nello svolgere alcune operazioni... Dividerò volontariamente la procedura di produzione del prodotto finito in 2 parti in modo da porre domande mirate riguardo le due tipologie produttive accoppiate...(buona lettura agli "addetti ai lavori") mi spiego meglio: 1) Produzione del filamento da 1,75 mm da utilizzare nella stampante 3D. Il nostro mini estrusore presenta alcune problematiche... a) La camera (dove avviene la lavorazione del materiale) è di soli 7 cm ed alcuni polimeri necessitano di maggiori tempi di lavorazione per ottenere prodotti completamente transiti e termoplastici; Non è provvisto di un sistema di "tiraggio del filamento" e di "controllo del diametro" (on line, in tempo reale) all'uscita dalla filiera... Problema parzialmente risolto in modo home-made: abbiamo costruito un sistema di tiraggio con un sistema aggiuntivo di raffreddamento del filamento stampando i componenti con un'altra stampante 3D ed interfacciando il tutto con Arduino; mentre per controllare il diametro utilizziamo un calibro applicato, con un supporto, all'uscita della filiera dove il filamento inizia a raffreddarsi (in modo da non avere variazioni del diametro a valle del sistema). Risoluzione parziale in quanto il filamento prodotto non ha un diametro proprio costante... sappiamo tutti quanto questo aspetto sia importante per il successivo utilizzo con la stampante 3D... (infatti, molte volte si blocca e non stampa) 2) Utilizzo della Makerbot replicator 2 per stampare con i nostri filamenti autoprodotti. Alcune problematiche saltano subito all'occhio dopo le prime prove: a) La mancanza del "piatto riscaldato"... Alcuni polimeri non aderiscono in modo ottimale al supporto, diventano, in breve tempo, troppo "rigidi" e non permettono la deposizione di un secondo layer (il secondo layer non aderisce in modo soddisfacente al primo). Il sistema di "caricamento/tiraggio" del filamento nel sistema di fusione tende a non essere continuo e fluido e siamo quindi obbligati ad intervenire con una piccola pressione manuale mentre avviene la stampa (fortunatamente stampiamo, per ora, dischi di 3 cm di diametro e con spessore di 600 um con 2 layer totali)... Probabilmente questo è dato dal fatto che il filamento non ha un diametro costante e definito (1,75 mm) e la consistenza dello stesso è molto differente rispetto ai classici PLA o ABS (alcuni polimeri sono più rigidi, altri più soft)... Risoluzione parziale anche in questo caso: sostituendo la "molla" interna al sistema di caricamento, con molle più hard e più soft, siamo riusciti ad adattare il sistema alle diverse caratteristiche dei filamenti provati... ma questo non basta... c) Tutto il sistema tende a sporcarsi ed a intasarsi e quindi siamo obbligati a smontare, pulire e rimontare anche più volte in una stessa giornata di lavoro (penso che per questo terzo punto non ci sia soluzione... purtroppo)... d) Non mi convince molto il sistema di "livellamento" del piatto della Makerbot... Non è molto riproducibile in quanto risente molto dell'"occhio" dell'operatore ed inoltre il sistema della "frizione" con il biglietto da visita non mi sembra molto scientifico... Considerando che dobbiamo soventemente smontare e pulire, le calibrazioni sono frequenti e non sempre è la stessa persona a farle, talvolta succede che non sono fatte ad hoc (e questo si riflette in una perdita di tempo)... (penso che anche questo problema non sia risolvibile in quanto rimane un limite dello strumento... ri-purtroppo)... ---------------------------------------------------------- Veniamo ora alle "questions"... (divido volontariamente anche queste in due parti, per non creare confusione) 1) Domande relative alla produzione home-made dei filamenti: a, Conoscete in che modo e con quali apparecchiature, i famosi produttori di filamenti danno vita ai loro prodotti che mettono in commercio? (se si... modelli ed eventuali prezzi) L'ideale sarebbe avere a disposizione un estrusore ("da banco" e di dimensioni non troppo elevate... non come quelli industriali... basterebbe un sistema simile al nostro ma con una camera più lunga) fornito di un sistema di tiraggio del filamento e con un sistema di controllo on line del diametro... 2) Domande relative al processo di stampa 3D: a) Esiste la possibilità, e se si il modo, di montare un piatto riscaldato sulla nostra Makerbot replicator 2? (intendo un piatto riscaldato, compatibile e con un'alimentazione indipendente dal sistema della stampante 3D) Come posso migliorare ed ottimizzare il sistema di "caricamento/tiraggio" del filamento nel sistema di fusione? c'è un modo di aumentare la "presa" della rotella, nel caricamento, sul filamento? o di aumentarne la "forza"? (scusate se la domanda è un pò confusa) c,d) Pulizia e Calibrazione del piatto della Makerbot? (io ci provo) e) Consigli su altri upgrade o su altre problematiche che al momento non ho considerato... Sicuramente con la vostra esperienza potrete essermi di grande aiuto... ------------------------------------------------------------ I passi successivi saranno l'acquisto di una stampante con due ugelli (per lavorare contemporaneamente due tipi diversi di materiali e la possibilità di combinarli) e con piatto riscaldato... ma per il momento i test preliminari verranno effettuati con questa che già possediamo... Inoltre vorremmo provare stampe più "complicate" rispetto ai semplici dischi da 600 um, quindi necessitiamo di ottimizzare il processo produttivo in modo da non dover "forzare" continuamente il filamento all'interno del sistema... (per ora un paio di minuti, al massimo, sono accettabili... Un tempo maggiore non mi sembra molto gestibile!!!) Mi scuso per essermi dilungato ma volevo esporvi i problemi nel modo più completo possibile... ... è un progetto a cui crediamo molto e in cui mettiamo tutta la nostra passione... Vi sarò grato se riuscirete a darmi qualche consiglio... Mattia S.
  13. Ebbene sì, qualche giorno fa lo Smart Extruder della MakerBot Z18 in laboratorio ha iniziato ad avere qualche problema col filamento. Il PLA ha smesso di essere estruso, intasando completamente l'ugello dello Smart Extruder. La soluzione? Aprire l'estrusore e rimuovere tutto quello che è rimasto incastrato dentro! Questa è la stampante con cui abbiamo avuto il problema, la grande di famiglia MakerBot. Per chi non lo sapesse, lo Smart Extruder è l'estrusore progettato da MakerBot per i suoi ultimi modelli di stampanti 3D e consiste in un estrusore removibile molto facilmente grazie ad un aggancio magnetico. L'alloggiamento dell'estrusore invece, rimane ancorato alla stampante. Questo funzionamento risulta molto comodo per fare manutenzione. Per prima cosa bisogna togliere la chiusura superiore della Z18 e, in seguito, andare a rimuovere il tubo che accompagna il filamento all'interno dell'estrusore. In questo modo ci ritroviamo con l'estrusore "libero" dal filamento. Per rimuoverlo completamente dal suo alloggiamento sarà sufficiente tirarlo verso l'esterno. I magneti si staccheranno molto agevolmente. Ecco quindi il nostro Smart Extruder rimosso dal suo alloggiamento. Nella prima foto sono facilmente riconoscibili i quattro magneti laterali e i pin di comunicazione con l'elettronica della stampante. Ora iniziamo la fase di smontaggio vera e propria. Per prima cosa bisogna rimuovere la guida superiore che aiuta a indirizzare meglio il filamento all'interno dell'estrusore. La fase successiva consiste invece nell'aprire lo Smart Extruder, agendo sulle linguette in plastica sui lati. E' sufficiente agire in modo leggero per muovere quelle su uno dei due lati. Mi raccomando, fate molta attenzione in questa operazione, le linguette in plastica sono molto fragili e romperne una facendo troppa pressione non è per niente complicato. Consiglio di agire con uno strumento molto sottile, in modo da piegarle il meno possibile. Il rischio è di piegarle troppo, causando una deformazione irreversibile della plastica. Ecco il grande momento: stiamo per aprire del tutto lo Smart Extruder. Segnalo subito una criticità: le linguette di plastica tenderanno a scattare, facendo quindi saltare via dei pezzi interni. Fate molta attenzione a evitare scatti bruschi, tenete con due mani l'estrusore (una sopra e una sotto) e rimuovete lentamente la parte superiore dell'involucro in plastica. Finalmente il nostro estrusore è totalmente aperto. Nell'immagine soprastante potete vedere tutto il meccanismo di funzionamento interno che, di fatto, non è molto diverso da quello di un qualsiasi altro estrusore. Per arrivare a rimuovere i residui rimasti nell'ugello dovremo però andare a rimuovere la parte inferiore comprendente ugello e dissipatore di calore. Come potete vedere nelle immagini sottostanti, il problema che mi si è posto riguarda un pezzo di filamento che è rimasto incastrato nell'ugello, bloccando l'ingresso del nuovo filo nell'ugello. Rimuovendo anche la molla che sta sopra all'ugello si rende maggiormente accessibile il filamento. Ora dovremo quindi agire sul filamento, rimuovendolo il più possibile. Con delle pinze e facendo un po' di forza si va a tirare il filo, cercando di evitare di spezzarlo. Molto probabilmente rimarrà qualche residuo all'interno dell'ugello, il quale non creerà problema in quanto, successivamente, torneremo a scaldare l'estrusore facendo in modo di farlo fuoriuscire correttamente. Una volta rimosso il filamento rimasto incastrato si può rimontare l'estrusore. Però... Già che abbiamo lo Smart Extruder aperto, perché non dare una pulita anche alla rotella godronata che ha funzione di tirare giù il filamento? Eliminare i residui che si fermano su questa componente consente di evitare stampe rovinate di vecchie rimanenze di materiali diversi, oltre che assicurare una migliore funzionalità della componente tirante. E' sufficiente andare a rimuovere le due componenti che fanno pressione sul filamento per andare a trovare la rotella godronata. Basta una veloce occhiata per capire se c'è bisogno di pulire in modo approfondito, in genere è sufficiente utilizzare uno spazzolino da denti, rimuovendo quindi i residui. Per essere certi di aver pulito al meglio, possiamo dare un'ultima controllata anche al restante corpo dell'estrusore. Non ci resta altro da fare che rimontare lo Smart Extruder, facendo attenzione di posizionare le componenti nel modo corretto. Andremo poi a riposizionarlo sulla nostra stampante 3D, infilando un nuovo filamento e scaldando l'estrusore. L'obiettivo è quello di andare a rimuovere anche le ultime rimanenze del vecchio filo rimasto bloccato nell'ugello. Nell'immagine sottostante si vede il residuo arancione del vecchio filamento bloccato con sopra quello appena inserito di colore bianco. Il nostro Smart Extruder è pronto per tornare al lavoro!
  14. Ciao a tutti, sono nuovo del forum, è la prima discussione che apro, spero possiate aiutarmi con la mia stampante. Ho una replica della Makerbot 1x, che sono riuscito a far stampare bene solo dopo 3 mesi dall'acquisto, da quando ho iniziato ad usare Simplify3D. E' rimasto solo un problema, praticamente la stampante riproduce dimensioni diverse da quelle indicate, di solito un 20% in più, in sostanza un oggetto 10x10x10 diventa circa 12x12x12. Secondo voi quale può essere il problema? E come posso risolvere? Grazie a tutti!
  15. Il 10 Giugno 2015 è stato inaugurato presso la sede dell'università LIUC-Carlo Cattaneo, il primo MakerBot Innovation Center d'Europa. La notizia della collaborazione tra l'università del varesotto ed uno dei principali protagonisti del mercato delle stampanti 3D FDM a livello mondiale non può che renderci molto felici. Cos'è un MakerBot Innovation Center Un MakerBot Innovation Centre è costituito da un cluster di stampanti 3D MakerBot Replicator gestite da un software, MakerBot Innovation Center Management Platform, atto a rendere agevole e sostenibile il processo di stampa. Lo scopo di un MakerBot IC è quello di far diventare più competitive le imprese e le organizzazioni che se ne fanno carico sotto diversi aspetti, tra cui, principalmente, ricerca, innovazione ed ottimizzazione dei processi di prototipazione. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2015/06/MakerBot-Innovation-Center-1.jpg Collaborazione con la LIUC Il MakerBot Innovation Center dell'università Cattaneo è costituito da 20 stampanti 3D, tre Replicator Mini, cinque Z18 e dodici Replicator, che saranno usate sia dagli studenti della LIUC, sia in corsi per imprenditori, tecnici e professionisti. Il centro è gestito dai ricercatori di SmartUp – Laboratorio Fabbricazione Digitale mentre il supporto tecnico è affidato a Energy Group, uno dei principali rivenditori di MakerBot. "Dopo SmartUp, sviluppato in collaborazione con l’Unione degli Industriali della Provincia di Varese ed il progetto Digital Do It Yourself, che ha ottenuto un finanziamento pari a 2 milioni di euro nell’ambito del programma Horizon 2020, la LIUC aggiunge un altro importante tassello agli sforzi fatti nel campo della fabbricazione digitale con il MakerBot Innovation Center. Il primato europeo ci riempie di soddisfazione ma ancora di più ci convincono i contenuti di questa iniziativa, che porta alla LIUC un vero e proprio centro propulsore di innovazione per diversi target." (Michele Graglia, Presidente della LIUC) http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2015/06/MakerBot-Innovation-Center-2.jpg All’inaugurazione è intervenuto anche Andreas Langfeld, General Manager MakerBot Europe, che ha espresso tutta la soddisfazione dell’azienda rispetto a questo nuovo traguardo. Dagli USA è giunto poi il messaggio di Jonathan Jaglom, CEO di MakerBot: “Siamo felici di questa partnership con la LIUC che ha permesso di aprire il primo MakerBot Innovation Center in Europa. La stampa 3D sta trasformando il modo di pensare, progettare, inventare e fabbricare. Il MakerBot Innovation Center permette alla LIUC di rendere questa potente tecnologia disponibile agli studenti e di prepararli per il mondo del lavoro di domani. Crediamo che il MakerBot Innovation Center potrà dare agli studenti un vantaggio competitivo creando un ambiente nel quale imprenditorialità, formazione e innovazione vengono coltivati e incoraggiati." http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2015/06/MakerBot-Innovation-Center-3.jpg L’attività formativa avviata all’interno del MakerBot Innovation Center coinvolge in particolare gli studenti della LIUC iscritti al corso di laurea in Ingegneria Gestionale, per i quali sarà attivato, all'interno del piano di studio, un laboratorio di creatività, Innovazione e Design. Il direttore del centro sarà il Prof. Luca Mari che afferma: "L'attivazione dell'Innovation Center è per la nostra Università una sfida duplice: vogliamo che sia uno strumento per rendere i percorsi di formazione dei nostri studenti sempre più interessanti e capaci di rispondere alle esigenze della società che cambia e nello stesso tempo vogliamo continuare a lavorare per rendere l'Università sempre più aperta al territorio, un luogo di dialogo che promuove l'innovazione anche mettendo alla prova tecnologie come la stampa 3D, che dell'innovazione sono elementi abilitanti.” Nonostante la LIUC sia un'università privata, auspichiamo che questa collaborazione possa, in futuro, essere uno stimolo, anche e soprattutto per le università pubbliche, a compiere dei passi importanti verso un impiego più articolato delle tecnologie di prototipazione rapida. Qual'è la vostra opinione al riguardo? fatecelo sapere scrivendo sul nostro forum.
  16. Pochi giorni fa mi sono imbattuto in un articolo pubblicato sul sito web di Wired Italia, intitolato "La crisi della stampa 3D". Purtroppo. Dico "purtroppo" perché, pur essendo un grande fan della nota rivista di innovazione e tecnologia, solo il titolo mi ha fatto rabbrividire. Il primo pensiero che mi è passato per la testa è stato qualcosa molto simile a "Devo essermi perso qualcosa di grosso". Invece mi sbagliavo. Nell'articolo pubblicato su Wired Italia si parla della crisi che il settore della stampa 3D starebbe passando in questo periodo. In particolare si parla di, cito testualmente, "una fase stanca", "costi non ancora veramente abbordabili per le masse (in particolare quelli dei materiali)", "qualità di stampa in molti casi troppo approssimativa", "limiti di interesse" e "una certa oscurità culturale al di fuori della cerchia tecnologica". Chi scrive tale contenuto fa poi riferimento al particolare caso di MakerBot, noto produttore di stampanti 3D che nelle scorse settimane ha chiuso i propri negozi fisici, licenziando circa il 20% dei propri dipendenti, arrivando addirittura a definire MakerBot in pura crisi aziendale. Se ci leggete da un po' di tempo saprete sicuramente che affermazioni di questo tipo sono troppo generiche, dimostrando che le letture leggere, soprattutto quelle con titoli ad effetto, fanno presto a diventare virali. Crisi della stampa 3D? Vi sbagliate di grosso Il settore della stampa 3D consumer - sia chiaro che sto parlando di stampa 3D consumer - sta passando quello che potrebbe essere definito come un momento particolarmente importante. Nei mesi e negli anni scorsi sono stati tantissimi i produttori di stampanti 3D che hanno provato ad accaparrarsi la propria fetta di mercato. C'è chi è arrivato per primo, c'è chi ci ha provato con progetti alternativi - un esempio possono essere quelle macchine che stampano 3D, fresano e tagliano al laser - e c'è chi ci ha provato attraverso piattaforme di crowdfounding. Fatto sta che, ad oggi, neanche noi sapremmo dirvi quante stampanti 3D di livello consumer sono presenti in commercio. Il boom di produttori e il grande incremento di interesse verso questo nuovo mercato hanno fatto sì che la stampa 3D entrasse sulla bocca di tutti. Ne parlò Beppe Grillo, ne parlarono tutte le più grandi testate giornalistiche del mondo e addirittura i telegiornali. Da qualche mese, però, sembra che tutto si sia leggermente appiattito. Gli articoli sulle testate giornalistiche principali sono calati molto dall'inizio del 2015, eppure continuano a saltare fuori nuovi produttori. Internamente a Stampa 3D Forum lo sappiamo già da un po' - a noi basta analizzare i dati del web per sapere le cose in anticipo - ma anche chi è dentro il settore da qualche anno sarà sicuramente riuscito a percepire quanto il numero di prodotti offerti sul mercato sia in crescita rispetto alla reale richiesta. Ed è proprio ora che il gioco si fa duro. Non si parla di "crisi della stampa 3D", ma di un mercato non ancora pienamente maturo. Il mondo utopico dove tutti avremo in casa una stampante 3D per produrci il set da cucina della nonna è ancora molto, molto lontano. Questo perché la stampa 3D è ancora una cosa da tecnici: per stampare oggetti bisogna conoscere le caratteristiche della propria stampante 3D e dei materiali di consumo. Per stampare qualcosa di personalizzato non è sufficiente scaricare un modello dal web, ma bisogna saper modellare in 3D, quindi è necessario conoscere almeno un software di modellazione tridimensionale e le caratteristiche che il modello deve avere per essere stampato correttamente. E qui mi fermo, altrimenti finiamo per perderci in crisi esistenziali chiedendoci se le stampanti 3D Plug&Play esistono realmente. MakerBot: davvero credete che sia in crisi? Analizzando il caso di MakerBot, è completamente errato parlare di "crisi". Quello che è successo internamente all'azienda americana è stato un semplice, seppur importante, cambio di rotta. Stratasys, sin dal momento dell'acquisizione, ha iniziato a investire capitali per rendere MakerBot il produttore di stampanti 3D più conosciuto al mondo, con l'obiettivo di vendere più stampanti possibili ai consumatori. Sono state fatte tantissime campagne pubblicitarie, sono stati semplificati notevolmente i prodotti e sono stati aperti negozi fisici, tutto nell'ottica di arrivare in casa all'utente più ignorante in materia, cercando di convincerlo che stampare in 3D, dopotutto, non è così difficile. Evidentemente, Stratasys si sbagliava, o meglio, ha spinto troppo in questo senso anticipando i tempi. Quello che è successo nelle scorse settimane, oltre la chiusura dei negozi fisici per la vendita e l'assistenza ai consumatori, è stata l'apertura di numerosi "Innovation Center" marchiati completamente MakerBot. Questa scelta indica la crescita di interesse di MakerBot verso le Università, i centri di ricerca e l'ambiente professionale - ovvero tutte quelle piccole e medie realtà che possono trarre vantaggi dall'utilizzo della stampa 3D. Quello che ha visto MakerBot cambiando rotta è stato un miglioramento della propria clientela, ossia quella cerchia di persone che possono veramente imparare a usare una stampante 3D e che hanno interesse ad usare questa tecnologia all'interno del proprio business. Le reali prospettive Questa volta, la nota rivista di innovazione e tecnologia ha dimostrato di non essersi informata quanto sarebbe doveroso fare prima di scrivere un contenuto che parla di "crisi" e declino di un settore che, si prevede, nel 2015 dovrebbe crescere del 40% (fonte). Come dimostra la scelta del titolo, probabilmente l'obiettivo era quello di generare un po' di traffico sul sito web... Senza dubbio ci saranno riusciti. Se proprio siete curiosi, qui trovate l'articolo di Wired Italia. Dateci pure una letta, ma non credo vi sarà molto d'aiuto.
  17. Ne vogliamo parlare? Sono mesi che sento lamentele di chi possiede la Replicator 5th Gen, evidentemente ha dei reali problemi. La scelta di rimettere in commercio un modello così datato è un segnale forte. Non a caso, miei conoscenti che hanno la Replicator 2 non si sono mai lamentati di niente, anzi! Poi ci possiamo mettere in mezzo anche i problemi con lo Smart Extruder e cose similari che in effetti possono rompere le scatole.
  18. Può una stampante 3D evitare un'operazione chirurgica e rendere meno invasiva una terapia farmacologica? Le ultime ricerche dicono di si. Dalla Louisiana arrivano bioplastiche adatte alla 3D print che permetteranno ai medici di stampare capsule con il giusto contenuto di farmaci, necessarie per terapie particolari e poi riassorbite dall'organismo. Il boom delle stampanti 3D e’ seguito soprattutto allo scadere dei numerosi brevetti che rendevano questa tecnologia appannaggio delle grandi industrie e aziende. Sembra strano, ma visto il ritmo incalzante dell’evoluzione della tecnologia, si può già parlare di stampanti 3D “classiche”, ormai strumenti di creazione popolari e quasi di massa, mentre in altri campi, come quello medico e biomedico, vengono introdotte proprio adesso pur mantenendosi ancora a prezzi elevati trattandosi in molti casi di applicazioni hi-tech che prevedono l’utilizzo di materiali bio-specifici di non facile produzione. Tuttavia, anche in campo medico il cambiamento sembra essere alle porte grazie alla comparsa delle prime soluzioni a basso costo. Una delle ultime importanti scoperte è stata realizzata dai ricercatori della Louisiana Tech University e riguarda i sistemi di drug delivery fin’ora impiegati in ambito medico. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2015/02/stampa-3d-terapia-farmacologica-2.jpg Allo stato attuale per facilitare il trattamento dei pazienti con antibatterici e altri chemioterapici si fa uso di matrici simil ossee che vengono impiantate nel corpo permettendo di rilasciare gradualmente il composto senza dover somministrare singole dosi distinte. Queste matrici consistono spesso in strutture a forma di “perle” che tuttavia non vengono riassorbite dall’organismo e devono essere rimosse per via chirurgica. Tutto questo fino a quando i dottorandi Jeffery Weisman, del programma di ingegneria biomedica e biologia, e Connor Nicholson, ingegnere dei nanosistemi, in cooperazione con il Dr. David K. Mills ed Extrusionbot, non hanno pensato di sfruttare le potenzialità della MakerBot Replicator 2 per sviluppare un proprio sistema di estrusione per stampare filamenti biocompatibili e sostituire le tradizionali perline. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2015/02/stampa-3d-terapia-farmacologica-33.jpg Il filamento in questione è costituito da una bioplastica che può essere riassorbita dal corpo umano evitando ulteriori interventi chirurgici. Come descritto dallo stesso Dr. Mills, ad un certo punto si è pensato se fosse possibile con opportuni materiali stampare in 3D (di cui i due team stavano già valutando altre applicazioni) le tradizionali perline per il delivery di antibiotici. Il materiale stampato, grazie alla flessibilità di fabbricazione, può essere facilmente manipolato e “arricchito” con antibiotici o altri farmaci, e una volta dentro il corpo viene naturalmente consumato nel corso del tempo. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2015/02/stampa-3d-terapia-farmacologica-4.jpg Le perle stampate possono essere modificate fino ad assumere una forma cava, aumentando l’area di superficie e permettendo così una più efficace modulazione del rilascio del farmaco. Allo stesso tempo è possibile localizzare e delimitare il trattamento, evitando la diffusione del farmaco a tutto il corpo e limitando danni al fegato e ai reni. Un altro vantaggio del metodo sviluppato dal Dr. Mills è che, lì dove l’aggiunta degli antibiotici nei metodi tradizionali richiede normalmente impianti industriali per assicurare una corretta dispersione del farmaco nella matrice, in questo la dispersione avviene su scala estremamente più limitata permettendo ai ricercatori un elevato livello di personalizzazione e sperimentazione nell’aggiunta degli addittivi ai livelli desiderati. Ma la grande rivoluzione portata dal team è che il materiale sviluppato può essere realizzato con qualsiasi stampante 3D, anche quelle consumer, permettendo a farmacisti ospedalieri e medici di riprodurre il filamento ovunque nel mondo per tentare nuovi metodi di terapia farmacologica in base alle necessità e casistiche individuali. Anche in questo caso, le stampanti 3D si sono mostrate strumenti perfetti per sperimentare nuove idee senza spese eccessive. Economica, flessibile, personalizzabile: questi i punti forti della stampa 3D, a cui aggiungere idee concrete per sviluppare soluzioni innovative al servizio dell’uomo. Valentino Megale
  19. Salve, faccio parte di uno studio grafico e di architettura che vorrebbe dotarsi di alcuni nuovi macchinari tra cui uno scanner (apriro' un topic specifico) ed una stampante 3D. Con la stampante vorremmo produrre modelli architettonici, piccoli oggetti e figurine. Guardando in giro per la rete e il forum ho ristretto il campo alle seguenti stampanti: Makerbot Replicator 5 gen.: perche' e' la piu' famosa ed immagino abbia un buon supporto Sharebot NG: perche' e' fatta in Italia e sembra un prodotto ben supportato Zortrax M200: perche' qui sul forum ne parlano bene in quanto a precisione A questo punto la domanda ovvia e': quale prendere? Quali sono i punti a favore ed a sfavore delle tre soluzioni? Tenete conto che qui non abbiamo esperienza sulla stampa 3D. Se pensate di avere delle proposte migliori sono aperto ad altre marche. Grazie in anticipo.
  20. Ce lo stavamo chiedendo da diverse ore: siamo al CES2015, nell'edizione MakerBot è stata la regina indiscussa della fiera, volete dire che quest'anno non presenterà qualcosa di nuovo? Finalmente la nostra domanda ha ottenuto risposta. Quest'anno MakerBot non presenta nuove macchine - l'hanno scorso ha presentato l'intera nuova generazione di stampanti 3D - bensì nuovi materiali e nuovi servizi per i suoi clienti. “Last year was a really big year for us. We brought three new MakerBot Replicator 3D Printers to market, plus we launched numerous other initiatives including MakerBot Desktop, MakerBot Mobile and MakerBot PrintShop; we introduced the MakerBot Digital Store and brought on licensed partners Sesame Street, Uglydoll, Hello Kitty and Martha Stewart; and we expanded our global presence with MakerBot Europe and our retail presence to the point where MakerBot Replicator 3D Printers and the MakerBot Digitizer™ Desktop 3D Scanner are now available in more than 500 retail stores throughout the U.S. and Europe. That is a lot. For 2015, we are focused on enhancing the overall MakerBot 3D Ecosystem by listening to our users, fine-tuning our 3D printers, iterating our software and apps to unlock their full potential, and launching new MakerBot PLA Composite Filaments as well as services that will make 3D printing even more interesting and accessible.” Jenny Lawton, CEO of MakerBot Ecco quindi che MakerBot inizia ad approfondire l'esperienza dell'utente delle proprie macchine e lo fa andando ad ampliare la scelta tra i suoi materiali: nel 2015 sarà messa in vendita una serie di PLA compositi. Per chi non li conoscesse, i filamenti compositi contengono residui e polveri di materiali non polimerici come metallo, legno o pietra che, a stampa terminata, offrono finiture che spaziano dal finto legno alla finta roccia. Di fatto, quest materiali sono assimilabili ai già noti materiali venduti da ColorFabb, come il bronzefill, il woodfill e molti altri. Da tenere in considerazione è che i nuovi materiali di MakerBot saranno prodotti appositamente per le stampanti MakerBot, quindi adatta particolarmente per l'ormai noto Smart Extruder. Le novità di MakerBot continuano dal punto di vista dei servizi, in particolare: MakerBot Innovation Center Management Platform Consulting MakerBot Learning MakerBot 3D Design Services MakerBot 3D Printed Products “We know there is a lot of hype around 3D printing. We also know that 3D printing is not plug and play. It can be challenging and that is why a major emphasis is on creating a MakerBot 3D Ecosystem that helps make 3D printing easier and more accessible. At CES, we want to ground the hype and showcase how educators, businesses and real users have incorporated MakerBot 3D printing into their daily work and lives.” ha affermato Lawton. Speriamo che tali servizi siano previsti anche sul territorio europeo ora che la nuova sede operativa tedesca è entrata in azione. Segui tutte le novità dal CES2015, clicca su questo link
  21. Domanda easy easy... Ma è vero che anche i filamenti MakerBot hanno spesso dei problemi di attorcigliamento del filo? Ne parlavo ieri con alcuni amici che appunto mi segnalavano questo problema. Mi chiedo come sia possibile che un'azienda di questo tipo che si produce filamenti da sé incorra ancora in questi problemi. Il filamento MakerBot costa caro rispetto tanti altri, quindi dovrebbe anche assicurare una certa qualità, sia nelle componenti chimiche sia - passatemi il termine - nell'arrotolamento della bobina! Voi mi confermate queste voci? Sapreste dirmi come potrebbero fare i produttori per risolvere questo problema?
  22. Ebbene sì, succede. In questo caso questa Replicator 2 non ha capito bene che l'edificio deve essere verticale, inventandosi un'improbabile opera d'arte...
  23. Tutti noi sappiamo che le stampanti 3D, specie quelle desktop, hanno i loro limiti. Nella stampa 3D vorremmo usare non solo materiale plastico ma anche combinazioni di metallo e gomma (vedi maggiori informazioni nella nostra introduzione alla stampa 3D) , ma, purtroppo, non è attualmente possibile. Vorremmo stampe 3D multicolori, anzi più ancora: vorremmo poter gestire il cambio di colore in modo automatico senza dover fermare il processo di stampa. Si, questo è il futuro! Infatti Makerbot già nel 2012 ha presentato la domanda per un brevetto di stampa 3D con differenti materiali ed un unico estrusore. Le attuali stampanti 3D desktop permettono di stampare con differenti materiali di supporto e di stampa o con più colori simultaneamente, ma sono stampanti con almeno due estrusori. Makerbot ha brevettato una tecnica di stampa 3D che gestisce automaticamente il passaggio da un colore ad un altro durante il processo di stampa. La stampante è composta da un piano di stampa, un estrusore, un meccanismo di posizionamento che si muove lungo i 3 assi x-y-z e un controller che gestisce la fabbricazione dell'oggetto all'interno dell'area di lavoro della stampante. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2014/05/richh-nylon-multi-color-3d-printing-stampa-3d-forum.jpg Questa stampante 3D usa un estrusore che ha un alimentatore per il materiale di fabbricazione ed un ugello per estruderlo. E' previsto poi l'uso di un particolare dispositivo, uno "scambiatore" di filamento, così da gestire due filamenti distinti in modo da inviarli alternativamente all'estrusore. Questo scambiatore ha una lama o altro dispositivo di taglio per recidere il materiale prima di spostare l'altro materiale sull'ingresso di alimentazione dell'estrusore. Il dispositivo può alternare i due filamenti senza bloccare il flusso del filamento perché ognuno dei due alimentatori dello scambiatore ha un proprio motore indipendente. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2014/05/stampa-3d-forum-multicolore.png Tuttavia quando la periferica passa da un colore all'altro, c'è la possibilità che il vecchio colore rallenti all'interno dell'ugello dell'estrusore a causa del flusso non-laminare. Per questo Makerbot suggerisce di usare segmenti di transizione, un margine di sicurezza per i vari cambi di colore, oppure di monitorare l'ugello di uscita dell'estrusore con una videocamera. La domanda di brevetto copre anche metodi per individuare percorsi utili all'estrusore per la stampa di oggetti da modelli 3D, come pure per identificare una transizione da un colore all'altro o un cambio di materiale. La domanda è stata presentata il 21 settembre 2012 e pubblicata il 6 febbraio 2014. Forse alcuni di questi metodi saranno implementati in future generazioni del Makerbot Replicator. Potete leggere i dettagli della domanda di brevetto qui: Brevetto
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