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  1. Anycubic kossel linear plus: http://www.anycubic3d.com Specifiche: * Tecnologia di stampa: FDM * Velocità massima di stampa:80 mm/s. * Tipo di livellamento:Auto Leveling * Velocità di spostamento:150 mm/s * Dimensioni della stampante: 380x380x680 mm * Dimensioni di stampa:φ230x300 mm (*) * Dimensioni del piatto di vetro di stampa:Diametro: 240 mm; spessore: 3 mm * Risoluzione dei Layer:0.1-0.4 mm * Precisione di posizionamento: 0.1 mm * Formati di file supportati:GCode, STL, OBJ, DAE, AMF * Temperatura di stampa: Max 260℃ * Tipi di connessioni:USB/SD * Slicer software: Cura * Formato di uscita di Cura:GCode * Linguaggi del Software: Cinese/Inglese * Alimentazione:AC 100-240V, 50/60Hz, 1.5A * Consumo nominale:48W (*) come tutte le stampanti delta, il volume massimo non è un cilindro ma una forma particolare più simile ad un cilindro con sopra un cono, quindi il volume totale è da considerare ridotto. Pagina di supporto: http://www.anycubic3d.com/support/show/594034.html sono presenti documenti, firmware e video di assemblaggio e supporto.
  2. Ciao a tutti! Sono in procinto di acquistare la mia prima stampante 3d, il mio budget è sui 400 euro max (ma anche meno😅) e la utilizzerei principalmente per stampare PLA, ma veniamo al dunque: abito in una casa piuttosto piccola, la stampante non riuscirei a metterla da nessuna parte se non in garage, per questioni di spazio e di rumorosità. Vivendo al nord, in inverno le temperature scendono spesso sotto lo zero e il garage non essendo riscaldato penso che stia sui 4/5 °C di notte (magari anche meno, dovrei misurare), e sicuramente con un tasso di umidità più alto delle altre stanze. Ho già letto un paio di discussioni in cui viene consigliato di costruire un box in legno dove inserire la stampante, i miei dubbi sono: Se costruisco un box in legno con relativi pannelli fonoassorbenti isolanti e antivibrazioni non c'è il rischio che la zona interna si surriscaldi troppo e vada a deteriorare alcuni componenti? La temperatura ambiente influisce molto sulla qualità della stampa e in che modo? Quali componenti dovrebbero rimanere fuori dal box? a me verrebbe in mente l'elettronica e l'alimentatore, ma la bobina di filamento? ho visto che molti la lasciano fuori ma non sarebbe meglio lasciarla dentro per non esporla all'umidità? Quale legno sarebbe consigliato per fare un lavoro del genere? Quale stampante è facile da disassemblare per lasciare dei pezzi fuori? quale mi consigliereste? ho visto che alcune hanno elettronica e alimentatore integrati sotto il piatto e non sarebbero il massimo immagino. Sarebbe un problema se il garage non fosse arieggiato? Scusate per le troppe domande e se sono già state fatte, ma non essendo molto pratico non vorrei acquistarla per poi non usarla e rimandarla indietro. Grazie a tutti!
  3. Salve a tutti, sono nuova in questo forum. Sono una studentessa di ingegneria che sta facendo una tesi su bioprinting e in preparazione ad esso utilizzo una sharebot 42. Dato che il mio interesse è il monitoraggio tramite telecamere avrei bisogno, alla fine di ogni layer stampato, di spostare l'estrusore (e i bracci) fuori dal field of view della camera (co-assiale con l'estrusore, ma posta più in alto, in modo da vedere il pezzo per intero). Ho perciò pensato di modificare il gcode in modo tale che alla fine di ogni layer faccia tornare l'estrusore alla sua origine: ho visto che il comando base per questo è G28 (X0 Y0) ma vorrei avere qualche consiglio da chi ha più esperienza di me in questo ambito, anche perchè non avrò accesso alla macchina per una settimana ma mi piacerebbe ottimizzare i tempi ed imparare il più possibile circa la modifica di gcode. Ad esempio: so che quello che voglio fare allungherebbe i tempi di stampa (non è un problema) ma a parte questo, il comando che ho trovato (G28) causerebbe problemi alla stampa del layer successivo? Spero di essere stata chiara. Ogni consiglio o guida alla modifica gcode sarà molto ben accetta 🙂 ( per ora ho letto questa: https://www.italia3dprint.it/gcode/) grazie
  4. Sono alla ricerca di più informazioni possibili sui filamenti idonei al contatto alimentare: certificazioni necessarie componenti chimiche eventuali accortezze nel processo di produzione/estrusione accortezze nello sviluppo Qualcuno ha esperienze?
  5. Anycubic I3 Mega Ultrabase Sito ufficiale : http://www.anycubic3d.com/ Supporto : http://www.anycubic3d.com/support/show/594016.html Customer service: http://support.anycubic3d.com/submit.html Specifiche tecniche: Tecnologia di stampa: FDM (Fused Deposition Modeling) Risoluzione layer: 0.05-0.3 millimetri Precisione di posizionamento: X/Y 0.0125 millimetri Z 0.002 millimetri Materiali Stampabili: PLA, ABS, Hips, Wood Velocità di stampa: 20 ~ 100 millimetri/s (velocità consigliata 60%) Velocità di Travel: 150 millimetri/sDiametro dell'ugello: 0.4mm/1.75 MM Estrusore : SingoloVelocità di stampa: 20 ~ 100 millimetri/s Materiali stampabili: PLA, ABS, Hips, Wood Volume di stampa: 210x210x205mm (x,y,z) Tensione di funzionamento: 12 V DC Ingresso Nominale: 110-220 V AC, 50/60 H Temperatura Estrusore: Max 260 °C Temperatura ambiente di Funzionamento: 8 °C-40 °C Formati di Input:. STL,. OBJ,. DAE,. AMF Slicer : Cura/Simplify3D Formati di Output: GCode Connettività: Scheda SD, Porta USB (solo gli utenti esperti) Ingresso Nominale: 110-220 V AC, 50/60Hz, 1.5A Dimensioni: 405 millimetri x 410 millimetri x 453 millimetri Peso imballo: 16.5 kg Temperatura bed: Max 110 °C Scheda madre: Trigorilla (con driver intercambiabili) Asse z: doppio motore con due driver distinti Di solito le anycubic hanno una scheda madre trigorilla a 8 bit: Sul alcune stampanti per un certo periodo è stata montata una trigorilla a 32 bit non upgradabile. Tenetelo a mente se avete intenzione di cambiare i driver con i tmc 2208/2130 Una cosa da considerare per il piatto incollato e quella che segue nel video. Faccio presente che la stessa Anycubic, sia sulla mega s che sulla nuova promax ,non incolla più il piatto in vetro ma lo blocca con delle clip metalliche
  6. Ho visto che c'è un corso sulla stampa 3D tenuto da Alessandro Tassinari @BMaker a Reggio Emilia dal 13/05/2019 al 20/05/2019, magari può tornare utile quest'informazione qui sul forum. http://www.formart.it/corsi/reggio-emilia/stampa-3d-per-la-progettazione-di-stampi/4541
  7. Vi siete mai chiesti quale fosse il modo per rendere i processi di stampa 3D più veloci? Qualcuno lo ha fatto: ad esempio Carbon 3D, nella stampa 3D SLA, grazie al metodo di stampa CLIP. E per la produzione tramite tecnologia FDM? Possibile che ancora nessuno abbia trovato un modo per migliorare e velocizzare i processi di fabbricazione? Ebbene, oggi vi presentiamo Essentium, l'azienda che ritiene di aver rivoluzionato la tecnologia di stampa 3D tramite estrusione di livello professionale. Se sei nuovo nel mondo della stampa 3D, ti consiglio di leggere la nostra guida alle tecnologie additive. Magicamente, tutto sarà più chiaro! Essentium FlashFuse - I dettagli della tecnologiaEssentium è una azienda statunitense dotata di un forte background nel campo della stampa 3D. La sua grande innovazione è stata FlashFuse, una tecnologia teoricamente applicabile a più macchine, studiata per risolvere il problema della resistenza dei modelli in Z. Come noto, i pezzi prodotti con tecnologia FDM sono costruiti dalla sovrapposizione di strati. Questo porta ad una notevole differenza di resistenza rispetto al piano X-Y, che talvolta sfocia anche in delaminazione dei layer. Flashfuse interviene proprio per correggere questa disparità: attraverso l’utilizzo del plasma e di un campo magnetico che attraversa l’estrusore passando per il pezzo stampato, i layer interni aumentano di temperatura in modo controllato e si legano tra loro. In quest’ultima immagine è possibile vedere, attraverso una camera sensibile alla temperatura, il confronto tra una estrusione con tecnologia FlashFuse ed una tradizionale. Essentium dichiara che i modelli prodotti con questa tecnologia hanno una resistenza assolutamente paragonabile a quella di modelli ottenuti per iniezione. Trattasi di una innovazione importante, che ha però trovato difficoltà nell'implementazione in stampanti 3D di altri produttori: per questo motivo, Essentium, ha deciso di darsi da fare e produrne una propria. Essentium HSE 180S - Velocità e produttivitàNasce così la HSE 180S, una macchina altamente professionale caratterizzata da prestazioni incredibili e numerose innovazioni, tra le quali proprio FlashFuse. È una stampante 3D che ha una incredibile capacità di riscaldare l’ugello da 20 a 600°C in circa 3 secondi, dotata di motori lineari e un piano di stampa che raggiunge i 200°C. Ma il fattore più rilevante è la velocità di stampa. La sigla HSE significa High Speed Extrusion, ovvero estrusione ad alta velocità: è in grado di stampare ad una velocità di dieci volte superiore ad una normale stampante 3D. Per ottenere questo risultato si è resa necessaria una meticolosa progettazione e l’adozione di una meccanica superiore. Motori, processori ad alte prestazioni e un complessivo sistema di movimento la cui precisione tocca i 30 micron, risultato assolutamente notevole a tali velocità operative. Tutto ciò unito al volume di stampa di 740x510x650 millimetri rende la HSE 180S una ottima macchina per la piccola produzione in serie. Vediamo inoltre le altre caratteristiche tecniche: - diametro filamento 1.75 mm - diametro ugello 0,4 – 0,8 – 1,2 - camera interamente chiusa e riscaldata >110°C - velocità operativa >1000 mm/s - motore estrusore con potenza >40Nm Essentium HSE 180S è capace di stampare la maggior parte dei filamenti in commercio, tra cui quelli caricati al carbonio, vetro e metallo. Essentium stessa produce una propria gamma di materiali tecnici studiati in collaborazione con BASF. HSE 180S è venduta ad un prezzo di 75.000 dollari, prezzo sicuramente competitivo per il mercato delle stampanti FDM di fascia professionale.
  8. Sempre, ogni anno, la Torino Mini Maker Faire presenta qualche piccola sorpresa. L'edizione 2018, oltre ad essere stata baciata dal sole, si è caratterizzata per la presenza in dimostrazione di una stampante 3D che ha riscosso molto interesse a seguito del suo lancio sul mercato, avvenuto nel mese di aprile: la nuova Ultimaker S5. In questa occasione, ho potuto toccarla con mano e ho avuto l'occasione di scambiare qualche parola con il rivenditore italiano 3D Italy, il quale renderà disponibile la Ultimaker S5 presso il proprio store di Torino. Ultimaker S5 - Caratteristiche tecniche Partendo dalla solida base delle macchine precedenti, Ultimaker ha deciso di fare parecchi passi avanti con la S5, ammiccando al segmento professionale. Ultimaker S5 è una macchina solida, grazie a una struttura in metallo racchiusa dai classici mannelli in plastica che caratterizzano le Ultimaker. Gli assi di movimentazione sono maggiorati e, a detta del produttore, consentono di avere una precisione ancora maggiore nei movimenti. Il piano di stampa è intercambiabile: sarà da usare in alluminio anodizzato per i materiali come ABS e PC, in vetro per tutti gli altri. Finalmente, è stato aggiunto un sensore di rilevamento del filo, che va a integrare il sistema di rilevamento delle bobine in utilizzo tramite tecnologia nfc. Questo significa che, sia in caso di mancata estrusione, sia in caso di errata impostazione dei materiali di stampa, la macchina darà un segnale di errore per allertare l'utente. Il diametro dei fili utilizzabili è di 2.85 mm, anche prodotti da terze parti. Per monitorare la fase di produzione anche a distanza, troviamo una piccola webcam incorporata nel volume di stampa. Infine, una bella sorpresa: lo sportellino frontale a doppia anta. A differenza della maggior parte degli sportelli che si vedono sulle stampanti 3D più economiche, quello montato sulla Ultimaker S5 è solido, con due perni di rotazione ben saldi alla struttura. Vediamo ora la scheda tecnica e, poco sotto, parleremo del nuovo blocco estrusore dotato di elettronica. Tecnologia: FDM Estrusore: blocco dotato di doppio estrusore, con sistema di movimentazione verticale degli ugelli e di rilevamento elettronico della testa di stampa Volume di stampa: X 330 x Y 240 x Z 300 mm Risoluzione: ugello da 0.25 mm -> 60-150 micron ugello da 0.4 mm -> 20 - 200 micron ugello da 0.8 mm -> 20-600 micron Precisione su XYZ: 6.9 ; 6.9 ; 2.5 micron Piano di stampa: riscaldato, in vetro e alluminio Temperatura di lavoro del piano: 20 - 140 °C Materiali supportati: PLA, ABS, Nylon, CPE, PC, TPU, PP, PVA, materiali di terze parti da 2.85 mm Temperatura di lavoro dell'estrusore: 180 - 280 °C Rumore in attività: 50 dBA Consumo: 500 W Connettività: wifi, Lan, usb Ultimaker S5 - Il blocco estrusore La maggior parte dei miglioramenti introdotti dalla Ultimaker S5 stanno nel blocco estrusore. Completamente racchiuso in un case bianco, il blocco estrusore comprende una serie di ventole di raffreddamento e due estrusori, i quali sono facilmente removibili tramite un sistema a incastro. Inoltre, ogni estrusore è stato dotato di una piccola componente di elettronica: il singolo estrusore viene quindi rilevato dalla stampante 3D e, grazie al codice identificativo, viene associato a un materiale di stampa specifico. Questo sistema di rilevamento era già stato integrato da Makerbot ormai qualche anno fa con gli Smart Extruder, dove a essere rimosso era tutto il blocco estrusore. Ultimaker, già a partire dalle Ultimaker 3, ha avuto un approccio più "tradizionale": gli estrusori sembrano ben progettati su misura e, a parte per il sistema di incastro a plug, non differiscono molto dai normali estrusori montati sui modelli precedenti. Ultimaker S5 - Considerazioni e prezzo di vendita Viste le caratteristiche tecniche e i nuovi sistemi integrati, devo dire che la macchina ha suscitato una buona impressione. I materiali di costruzione sono di qualità. Tra tutte le componenti regna il blocco estrusore, il quale sembra sia stato progettato fino al minimo dettaglio per garantire un sistema veloce e affidabile, ideale per professionisti e aziende. Ultimaker S5 è in vendita a € 5.495 + iva, disponibile sia sul sito Ultimaker e presso i rivenditori ufficiali italiani.
  9. Da quanto tempo non sentivamo parlare di stampa 3D a pellet? Ne parlammo già nell'ormai lontano 2014, quando uscirono i primi modelli di estrusori per filamento. Ai tempi si parlava di Filafab e Filabot, macchine ancora presenti oggi sul mercato che, una volta riempite di materiale in granuli, permettono di estrudere filamento da riutilizzare in fase di stampa 3D. Oggi, invece, sono a raccontarvi di un approccio completamente diverso all'uso di pellet per la stampa 3D: DIRECT 3D Pellet Extruder è un'estrusore a pellet che va a sostituirsi completamente al blocco estrusore delle stampanti 3D FDM, portando avanti quello che potremmo definire come una "stampa 3D diretta a pellet". DIRECT 3D Pellet Extruder - Cos'è e che vantaggi porta Il funzionamento di DIRECT 3D Pellet Extruder è semplice e per certi versi innovativo: attraverso tecnologia FDM, fonde la materia prima in forma di granuli, polvere o scaglie, stampando direttamente l'oggetto in fase di produzione. DIRECT 3D Pellet Extruder consente di utilizzare una gamma di materiali molto ampia, alcuni dei quali non compatibili con i classici estrusori a filamento. Nella gamma di materiali utilizzabili, oltre a PLA, ABS, PA, PP e PE, troviamo anche TPU, PC-ABS, PA-SGF, PA-CF, PP-SGF, PP-CF e PET, PS, materiali riciclati. Ciò consente un'apertura maggiore della stampa 3D nel campo professionale, favorendo l'uso di materiali differenti. Come in tutte le applicazioni che vedono coinvolte le plastiche in pellet, anche in questo caso troviamo benefici nei costi. Infatti, la plastica in pellet ha un costo ridotto rispetto i filamenti in bobina tradizionali. Secondo il produttore, la velocità di stampa di DIRECT 3D Pellet Extruder si allinea a quella dei normali estrusori sul mercato. DIRECT 3D Pellet Extruder - Caratteristiche tecniche Peso: 1 Kg Portata: 30 – 250 g/h Dimensione ugelli: 0.4 – 2.5 mm Temperatura massima di estrusione: 320-340 °C "E lato elettronica?", vi starete chiedendo. Il produttore afferma che DIRECT 3D Pellet Extruder risulta applicabile per elettronica e firmware alla maggior parte delle stampanti 3D presenti sul mercato e che la sua logica di funzionamento si avvicina molto a quella degli estrusori a filo conosciuti.
  10. Ciao ragazzi! navigando ho trovato in giro questa recensione sulla Poetry Infinity della Ira3d, la stampante 3d che ho anche io e con la quale mi trovo davvero bene, ho pensato di riportarvela qui, magari può essere di aiuto a qualcuno.. nell'riginale trovate anche foto di oggetti stampati (le foto non sono un granchè ma comunque ci sono) Ciao ragazzi, è la mia prima volta qui sul forum quindi penso sia educato presentarmi Mi sono addentrato da poco nel mondo dei forum come "stimolatore di topic" (ho sempre preferito spulciare in incognito come un bravo maniaco smanettone) ma mi sono accorto che le recensioni risolvono una marea di dubbi bestiali e quindi ho deciso di contribuire Mi è arrivata la Poetry Infinity della Ira3D e spinto dalla mia soddisfazione ho deciso di lasciarvi una recensione, premetto che ho pagato la stampante a prezzo pieno, a parte un paio di bobine di filamento omaggiate, e quindi non alcun interesse a farne una recensione positiva, se non quello di contribuire (spero in modo utile) a questo forum, vi anticipo che la mia recensione sarà parecchio positiva. Premetto che ho avuto bisogno subito dell'assistenza tecnica, nonostante la stampante venga venduta come un prodotto adatto sia ai maker che alle aziende, devo dire che il mio primo utilizzo non è stato proprio immediato. Fortunatamente il pacchetto da 2.389 comprendeva anche 1 ora di corso di formazione quindi ne ho approfittato: il team di Ira3D è stato molto disponibile e le spiegazioni mi sono state date in modo chiaro e preciso. Sicuramente un ottimo servizio per un pubblico poco esperto. Come consumatore devo ammettere di avr prestato attenzione anche all'imballaggio. Con la Poetry Infinity la Ira3D ha fatto un ottimo lavoro. La stampante è arrivata dentro ad un'elegante scatola di legno perfettamente sigillata con all'interno anche le bobine dei filamenti (che ho potuto scegliere personalmente). Dentro alla scatola inoltre ho trovato uno scomparto con alcune parti di ricambio, colla, nastro e uno strumento a brugola per la calibrazione) La scatola in legno ha la forma di un bancale classico ma molto più raffinato, è saldata con dei chiodi che garantiscono la sicurezza della macchina all'interno. Inoltre è molto leggera e facile da trasportare. L'avvio della stampante è facilissimo. Il filamento si carica in un minuto e mezzo più o meno e non c'è bisogno di fare granchè se non fissare il piatto e caricare la bobina. La cosa che la Poetry Infinity fa veramente bene è stampare. E' veloce (sul manuale che arriva in allegato c'è scritto che arriva a 400 mm al secondo ma io sono riuscito a spingerla anche a 600 ) e la qualità è buona, mantiene la promessa dei 15 micron. E' abbastanza silenziosa ma non vi consiglio di tenervela in stanza mentre dormite. Ha un bello schermo touch screen a colori e molto intuitivo. Il piatto è abbastanza grande, sicuramente in linea con le altri stampanti in circolazione se non addirittura più grande (25x25x30) Ha un paio di cosine piuttosto interessanti come il sistema sideckick e il Phoenix System che permettono di continuare a stampare anche in caso di interruzione di corrente (il giochetto funziona per una decina di minuti, ho fatto l'esperimento staccando strategicamente la presa di corrente all'improvviso) e danno il tempo di gestire il processo di stampa. Qualche piccola difficoltà si presenta nella stampa del nylon poichè non bisogna attivare il piatto riscaldato ma, come mi ha spiegato poi Riccardo del supporto tecnico, basta posizionare sul piatto un foglio di carta (grazie Riccardo ) Qualche commento personale I filamenti in omaggio con la Poetry Infinity sono di buona fattura, arrivano in una scatola di cartone ben sigillata e bella anche da vedere (la mia l'ho conservata )chiusi insieme alla stampante I filamenti sono morbidi e resistono abbastanza bene agli urti e tensioni indesiderate, molto più di molti altri no-brand per intenderci Temperatura di stampa: dipende molto dai materiali ma in generale io ho stampato senza problemi il PLA a 225°, il Copper a 230° e il gummify a 260° Velocità di stampa: loro dicono massimo 400 mm ma io sono riuscito a raggiungere i 600 senza avere nessun problema (solo sulle stampe corte però, massimo 15' e solo con il PLA, niente filamenti speciali per non esagerare) Devo dire che quando mi sono spinto a 600 mm/sec. ho impostato la temperatura a 270° e la Poetry Infinity non si è lamentata (certo è che ho dovuto abbassare la risoluzione per non rischiare di fare esplodere la stampante, con una consistente perdita della qualità ma per un esperimento va più che bene) Risultato delle stampe Buone. Lisce e con la risoluzione impostata al valore massimo non c'è nemmeno bisogno di post lavorare. Hanno un effetto molto texturizzante e sono completamente inodori tranne nel caso del wood che ha un piacevole odore di legno bagnato. Ho provato pochi filamenti ancora ma posso dire che gli oggetti sono resistenti, la gomma è molto elastica e al tatto è morbida e piacevole, il PLA e il wood non si deformano. In conclusione direi che questa stampante 3D svolge bene il suo lavoro, le stampe vengono fuori bene e in poco tempo permette di organizzare una proprio produzione con risultati più che soddisfacenti.
  11. Taulman 3D – produttore di filamenti - ha annunciato la disponibilità di Aloy 910, l’ultimo di una serie di filamenti FDM ad alte prestazioni. Lo studio di questo filamento era iniziato nei primi mesi dell’anno 2014, su richiesta di tester industriali. Quest’ultimi volevano un nuovo polimero che soddisfasse le loro specifiche, sfortunatamente questo filamento risulto avere una bassa resistenza meccanica alla prova di trazione. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2015/04/taulman1.jpgDopo alcune prove e nessuna di queste soddisfacenti, Taulman stabilì che era possibile utilizzare una variante chimica per aumentare la resistenza, ma il lotto di prova non giustificava un intero ordine di produzione. Le sperimentazioni furono riprese qualche mese fa, proprio perché Taulman fu informato della disponibilità dei prodotti necessari per un lotto di prova. Questo materiale è l’Aloy 910, che è stato svelato durante il Midwest RepRap Festival tenuto da SeeMeCNC, dove centinaia di campioni sono stati distribuiti ai partecipanti ed i particolari stampati con questo nuovo materiale sono stati esposti. Tanti tester sono rimasti increduli delle caratteristiche di questo filamento FDM ad alte prestazioni, disponibile nei diametri di: 1,75mm e 2,85mm. Noi di Stampa3DForum abbiamo voluto entrare più nel dettaglio, indagando sui possibili materiali polimerici utilizzati per produrre questo filamento. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2015/04/taulman-4.jpgLa casa produttrice dà alcune informazioni, fra cui la transizione vetrosa del filamento che è di circa 82°C ed un altro indizio molto importante è stata la necessità di dover incrementare la resistenza. Questo ci ha permesso di presumere che il materiale è un compound di PA6 (comunemente chiamato nylon) e ABS (acrilonitrile-butadiene-stirolo) Traendo le conclusioni, facendo alcuni calcoli, la temperatura di transizione vetrosa (tg) è di circa 82°C perché per la PA6 la tg vale circa 50°C mentre per l’ABS vale 109°C. Inoltre l’ABS offre un'elevata resistenza sia meccanica e all'urto, che viene mantenuta anche a basse temperature (-40°C). Mentre la PA6 ha un minor ritiro allo stampaggio favorendo il mantenimento delle tolleranze.http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2015/04/taulman-3.jpg http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2015/04/taulman-2.jpg
  12. Se fosse una canzone sarebbe sicuramente "Born to Run" di Bruce Springsteen, stiamo parlando della DeltaWASP 2040 Turbo una velocissima stampante 3D FDM che verrà presentata da Massimo Moretti al 3DPrint Hub di Milano. Tutto ha avuto origine circa un anno fa, durante la progettazione della BigDelta, stampante 3D ad argilla, alta 4 metri e destinata ad applicazioni in campo edile. Come ha spiegato il team di Wasp, durante lo sviluppo della BigDelta, si è presentato un enorme ed inedito problema, ovvero l'insufficienza della scheda Arduino Mega nella gestione della quantità di dati necessari per far muovere con velocità e scorrevolezza adeguata gli assi del motore di una stampante di quel tipo. “Nel mondo dell’open source non abbiamo trovato schede più potenti: tutti i firmware sono scritti per Arduino Mega. Questo ci ha costretti a fare un profondo lavoro di ricerca e sviluppo che condividiamo in open source per ricambiare le preziose conoscenze che ci sono state donate dalla comunità fino ad ora.” Il Segreto della DeltaWASP 2040 Turbo Per superare questa barriera, il team WASP ha deciso di adoperare una pcb board con un processore RISC da 32 bit e 82 milioni di operazioni al secondo, per un totale di 2624 milioni di operazioni al secondo, ovvero può fare quello che attualmente fanno 10 processori vecchio modello. Oltre all'elettronica, ci sono state anche rilevanti modifiche anche al software Marlin, programma di controllo delle stampanti, che è stato demolito e ricostruito ad hoc per far fronte a queste nuove esigenze. Sostanzialmente WASP è riuscita a prendere due piccioni con una fava poichè non solo ha risolto i problemi riguardanti la gestione dei movimenti della BigDelta ma, applicando la stessa "ricetta" alla stampante DeltaWASP 2040, è riuscita anche a migliorarne le prestazioni, promuovendola a DeltaWASP 2040 Turbo. La nuova arrivata di casa WASP tocca velocità di 1000 mm/s gestendo milioni di dati al secondo che esegue senza perdere passi. Stiamo parlando di quantità pazzesche che collocano la DeltaWASP 2040 Turbo tra le stampanti 3D più veloci al mondo, la Usain Bolt delle FDM. In attesa di vederla all'opera dal vivo al 3DPrint Hub di Milano, che si terrà dal 5 al 7 Marzo 2015, dobbiamo accontentarci del video sottostante. Anche i dettagli sul prezzo e disponibilità sul mercato saranno rilasciati in occasione del 3DPrint Hub.
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