Vai al contenuto

Cerca nel Forum

Mostra risultati per tag 'eventi'.

  • Cerca per Tag

    Tag separati da virgole.
  • Cerca per autore

Tipo di contenuto


Categorie

  • News
  • Guide
  • Stampanti 3D
  • Recensioni
  • Materiali
  • Software
  • Eventi
  • Comunicati
  • Novità dall'estero

Forum

  • Benvenuto
    • Presentazioni
    • Nuove idee e progetti
    • Guide di Stampa 3D forum
    • Notizie sulla stampa 3D
  • Stampa 3D
    • La mia prima stampante 3D
    • Stampanti 3D al dettaglio
    • Problemi generici o di qualità di stampa
    • Hardware e componenti
    • Software di slicing, firmware e GCode
    • Materiali di stampa
    • Stampa 3D industriale
  • Modellazione 3D
    • Problemi di modellazione 3D, gestione mesh, esportazione in stl
    • Scanner 3D
  • Guide, recensioni, profili di stampa, esperienze
    • Guide della redazione
    • Database materiali
    • La mia stampante 3D e il mio laboratorio
    • Le tue stampe - Album fotografico dei migliori modelli 3D
    • Profili di stampa 3D
    • Recensioni e tutorial
    • Servizi di stampa 3D/ Negozi / E-commerce
    • FabLab
  • Eventi e corsi sulla stampa 3D
    • Eventi e fiere
    • Corsi, concorsi, workshop
  • Off-Topic
    • Off-Topic in generale
    • Incisione e taglio laser
    • Fresatura CNC
    • Droni
  • Mercatino
    • In vendita
    • Cerco
    • Offerte di Lavoro
    • Offerte e Codici Sconto
  • Feedback e Comunicazioni alla Community
    • Comunicazioni interne
  • Geeetech's Discussioni
  • Geeetech's Video
  • Presepe stampato 3D's Discussioni
  • Club di Fabula 3D's Discussioni
  • Progettare una CNC's Discussioni
  • Club di Alessio Iannone's Discussioni
  • Club di Alessio Iannone's Le basi per imparare Autodesk Fusion 360
  • Miniature e action figures's Discussioni

Calendari

  • Community Calendar
  • Eventi YouTube
  • Geeetech's Eventi
  • Presepe stampato 3D's Pianificazione lavori
  • Club di Fabula 3D's Eventi
  • Progettare una CNC's Calendario del gruppo CNC
  • Club di Alessio Iannone's Eventi
  • Miniature e action figures's Calendario

Blog

  • Novità sulla stampa 3D
  • Club di Prova's Blog di Prova
  • Club di Fabula 3D's Blog
  • Club di Alessio Iannone's Blog

Cerca risultati in...

Trova risultati che contengono...


Data di creazione

  • Inizio

    Fine


Ultimo Aggiornamento

  • Inizio

    Fine


Filtra per numero di...

Iscritto

  • Inizio

    Fine


Gruppo


Instagram


Twitter


LinkedIn


Facebook


Website URL


Città


Lavoro


Interessi

  1. Dall’8 al 14 Aprile saranno esposti progetti nati dalle stampanti 3D Delta WASP in collaborazione con importanti firme del design internazionale. La stampa 3D entra a far parte della vetrina milanese grazie al crescente interesse da parte degli studi di progettazione per una tecnologia innovativa e al contempo artistica. Dalle bioplastiche alle ceramiche, dall’architettura alla scultura, vanno in scena geometrie ambiziose al limite del reale, realizzabili grazie alle stampanti 3D Delta WASP. Di seguito i luoghi e gli eventi in cui la stampa 3D e WASP saranno temi centrali: Conifera – Installazione architettonica realizzata da settecento moduli in bioplastica stampati in 3D con Delta WASP 3MT INDUSTRIAL, che aspira ad essere una della più più grandi opere al mondo realizzata con questo metodo. E’ il progetto di Arthur Mamou-Mani per COS realizzato tramite la rete WASP Hub: Londra, Venezia, Macerata e Milano. Durante tutto il periodo della Design Week sarà presente presso Conifera la stampante che l’ha generata Delta WASP 3MT INDUSTRIAL con live printing show. Palazzo Isimbardi Corso Monforte, 35, 20122 Milano MI WASP HUB Milano – Presentazione dell’intera linea di stampanti 3D Delta di WASP. Via Fabio Mangone, 1, 20123 Milano MI Talks – “What about a more emotional 3d printing future?” – WASP con MADE; Talks con Massimo Moretti CEO di WASP; Sabato 13 Aprile 11.00 – 12.30; Free entry. Stecca 3.0 Via Gaetano de Castillia, 26, 20124 Milano MI Workshop – “PRINT SOMETHING BIG! DAL PICCOLO AL MEDIO FORMATO: pensa la stampa 3D … in grande!” WASP e WASP Hub Milano – Sabato 13 Aprile dalle 14,30 alle 18,00. Stecca 3.0 Via Gaetano de Castillia, 26, 20124 Milano MI; Iscriviti>> Ikebana Rock’n’Roll – Andrea Salvatori e WASP – Una collezione di 10 vasi stampati in 3D nata dal dialogo tra la stampante 3D Delta WASP 40100 Clay e l’artista Andrea Salvatori. Sarà esposta presso THE POOL NYC a Milano dal 3 Aprile al 31 Maggio 2019. Via Santa Maria Fulcorina, 20, 20123 Milano MI Building Objects – Mario Cucinella Architects – Esposizione di pezzi stampati in 3D con la stampante 3D Delta WASP 40100 Clay per la collezione Mario Cucinella Design. Via Varese, 12, 20121 Milano MI La repubblica del design 1979 – 2019 – Saranno esposte nella galleria “Upperphotography” alcune rivisitazioni del design mondiale stampate con Delta WASP 3MT e Delta WASP 4070 INDUSTRIAL. Via Carlo Imbonati, 52, 20159 Milano MI Lido Sammontana – Studio Novembre – WASP – Allestimento realizzato con stampante 3D Delta WASP 3MT INDUSTRIAL con estrusione di granuli di bio plastica e plastica riciclata. Via Vincenzo Forcella, 6, 20144 Milano MI Ydra – Sguanci Baroni Studio – Ydra, una collezione di vasi con idroriserva, disegnati da Sguanci Baroni Studio, sono stampati in terrarossa con Delta WASP 40100 Clay. In esposizione nello spazio collettivo Dcomedesign Reloaded, curato da Anty Pansera con Patrizia Sacchi e Raffaella Fossati. Corso Garibaldi, 116, 20121 Milano MI CITTÀSTUDIO – Un progetto che nasce dal quartiere per il quartiere. Una serie di piccoli oggetti stampati con Delta WASP 2040 TURBO2 pensati a partire dalle esigenze del quartiere individuate da 13 progettisti. Piazza Andrea Fusina, 20133 Milano MI La ceramica parallela di Salvatore Arancio e Marinella Paderni – Elementi ibridi tra scultura ed elementi d’arredo stampati con Delta WASP 40100 Clay. Progetti realizzati dagli studenti dell’Isia di Faenza. Via della Moscova, 60, 20121 Milano MI
  2. Il nostro impegno nel fare divulgazione non si ferma: nel mese di giugno ti aspettano due giorni interi dedicati alla stampa 3D e agli scanner 3D. A differenza dei corsi precedenti, ai quali si potevano iscrivere solamente aziende facenti parte di specifiche categorie merceologiche, l’iscrizione a questo corso sarà aperta a tutte le categorie. Un’occasione che non potrà essere replicata con alta frequenza. Si riparte quindi da Bologna, 14 e 21 giugno, con un nuovo corso organizzato in collaborazione con FORMart, che ci offrirà gli spazi e l’appoggio organizzativo, e SI-Design, fidato partner tecnologico che metterà a disposizione stampanti 3D FDM, DLP, materiali di consumo e scanner 3D. CORSO DI STAMPA 3D @ FORMART BOLOGNA – TEMI TRATTATIIl corso è finalizzato all’apprendimento dell’utilizzo delle stampanti 3D FDM – Fused Deposition Modeling – e DLP – Digital Light Processing – attraverso la produzione di modelli in tempo reale e lo studio dei parametri di stampa tramite software di slicing. Saranno analizzate una serie di case history di successo, esaminando le tecnologie, i materiali e i processi di produzione utilizzati, arrivando alla definizione di quella che è la toolchain per la stampa 3D di livello professionale. Infine, giusto per non farci mancare niente, potremo vedere insieme l’utilizzo di scanner 3D in funzione del reverse engineering. I contenuti del corso sono studiati per soddisfare le richieste di aziende e professionisti. Temi trattati: Introduzione alle tecnologie di stampa 3DProduzione di modelli 3D tramite modellazione e scansione 3DMateriali utilizzabiliCase History di successoSoftware Slicing: parametri di stampa e analisi di casi particolariApprofondimento tecniche additive FDM e DPLToolchain per la produzione e la prototipazioneTipologia di scanner 3D, software e funzionalitàIl reverse engineeringPer la scelta di una stampante: garanzia di qualità, ricambi, assistenza, ripetibilità della stampa.CORSO DI STAMPA 3D @ FORMART BOLOGNA – ISCRIZIONILa quota di partecipazione è di € 300 + iva e il termine per le iscrizioni è fissato in data 07 giugno 2019. Affretati però, i primi posti sono già stati prenotati! Il corso prevede il ricorso ad esercitazioni ed applicazioni pratiche in laboratorio informatico. Arrivati a termine sarà rilasciato un attestato di frequenza. La sede di svolgimento del corso è FORMart Bologna, via Ronco n.3, Castelmaggiore (BO). PRENOTA SUBITO, I POSTI SONO LIMITATI.CLICCA QUI PER ISCRIVERTI! Non perdiamoci di vista: clicca qui per iscriverti al nostro forum!
  3. Nuovo anno, corso nuovo: sempre più strutturato e aggiornato! Nel mese di febbraio ti aspettano due giorni interi dedicati alla stampa 3D, impostati sul format di successo già proposto ai corsi tenutosi a Modena e Bologna nel 2018. A differenza dei corsi precedenti, ai quali si potevano iscrivere solamente aziende facenti parte di specifiche categorie merceologiche, l’iscrizione a questo corso sarà aperta a tutte le categorie. Un’occasione che non potrà essere replicata con alta frequenza. Si riparte quindi da Bologna, l' 8 e l' 15 febbraio, con un nuovo corso organizzato in collaborazione con FORMart, che ci offrirà gli spazi e l’appoggio organizzativo, e SI-Design, fidato partner tecnologico che metterà a disposizione stampanti 3D FDM, DLP, materiali di consumo e scanner 3D. CORSO DI STAMPA 3D @ FORMART BOLOGNA – TEMI TRATTATI Il corso è finalizzato all’apprendimento dell’utilizzo delle stampanti 3D FDM – Fused Deposition Modeling – e DLP – Digital Light Processing – attraverso la produzione di modelli in tempo reale e lo studio dei parametri di stampa tramite software di slicing. Saranno analizzate una serie di case history di successo, esaminando le tecnologie, i materiali e i processi di produzione utilizzati, arrivando alla definizione di quella che è la toolchain per la stampa 3D di livello professionale. Infine, giusto per non farci mancare niente, potremo vedere insieme l’utilizzo di scanner 3D in funzione del reverse engineering. I contenuti del corso sono studiati per soddisfare le richieste di aziende e professionisti. Temi trattati: Introduzione alle tecnologie di stampa 3D Produzione di modelli 3D tramite modellazione e scansione 3D Materiali utilizzabili Case History di successo Software Slicing: parametri di stampa e analisi di casi particolari Approfondimento tecniche additive FDM e DPL Toolchain per la produzione e la prototipazione Tipologia di scanner 3D, software e funzionalità Il reverse engineering Per la scelta di una stampante: garanzia di qualità, ricambi, assistenza, ripetibilità della stampa. CORSO DI STAMPA 3D @ FORMART BOLOGNA – ISCRIZIONI La quota di partecipazione è di € 300 + iva e il termine per le iscrizioni è fissato in data 07 febbraio 2019. Affretati però, i primi posti sono già stati prenotati! Il corso prevede il ricorso ad esercitazioni ed applicazioni pratiche in laboratorio informatico. Arrivati a termine sarà rilasciato un attestato di frequenza. La sede di svolgimento del corso è FORMart Bologna, via Ronco n.3, Castelmaggiore (BO). Prenota subito il tuo posto, clicca qui per iscriverti! Non aspettare, i posti sono limitati! Non perdiamoci di vista: clicca qui per iscriverti al nostro forum! Resta aggiornato sulle ultime novità, seguici su Facebook e Twitter.
  4. Metallo, materiali tecnici e, perché no, anche un po' di colore. E' proprio quest'ultimo l'elemento presentato da Mimaki al Formnext 2018: la stampa 3D full color trova una rinnovata spinta. “La gamma e la vivacità dei colori, insieme a una resa cromatica particolarmente precisa, aprono la strada a nuove entusiasmanti opportunità applicative”, afferma Bert Benckhuysen, Senior Product Manager di Mimaki. “Le carnagioni dei visi, ad esempio, le cui minime variazioni di tonalità possono essere facilmente percepite dall'occhio umano, vengono riprodotte con qualità fotorealistica, dal momento che la stampante rispecchia l'accuratezza del dispositivo di scansione con assoluta precisione. Con 3DUJ-553 gli sviluppatori di prodotti che necessitano di rappresentazioni puntuali dei propri progetti sono in grado di ottenere gradazioni cromatiche estremamente uniformi riducendo la granulosità. Inoltre, è possibile creare speciali colori spot per soddisfare anche le più esigenti richieste dei brand”. Stampa 3D full color - Mimaki presenta il modello 3DUJ-553 La stampante full-color 3DUJ-553 è in grado di riprodurre oltre 10 milioni di combinazioni cromatiche in strati sottilissimi da 19, 32 o 42 micron garantendo risultati precisi e ripetibili grazie all’esclusivo sistema di gestione dei profili ICC messo a punto da Mimaki. L'azienda ha sviluppato anche una resina ottimizzata per la creazione di effetti trasparenti e semitrasparenti ancora più ricercati. Lo speciale materiale di supporto idrosolubile, inoltre, consente la realizzazione di design complessi e dettagliati e può essere lavato via facilmente riducendo i tempi di produzione e gli scarti. I modelli 3D stampati con tecnologia Mimaki assicurano una rigidità equivalente alla plastica ABS. Sono realizzati con teste di stampa a getto di inchiostro, resine acriliche polimerizzate istantaneamente tramite lampade UV e sono creati direttamente sul vassoio di costruzione con dimensioni fino a 500 x 500 x 300 mm. La stampante 3DUJ-553 può essere utilizzata da remoto oppure direttamente tramite il monitor touch screen, mentre il software integrato Mimaki 3D Link consente di gestire i cambi colore con estrema semplicità. “Le eccellenti prestazioni garantite da 3DUJ-553 in termini di stampa inkjet, tecnologia UV Led e gestione del colore sono strettamente connesse all’eccezionale know-how di Mimaki in ambito di stampa 2D”, spiega Benckhuysen. “Un’expertise che si è rivelata fondamentale anche per lo sviluppo di un sistema di circolazione dell'inchiostro in grado di assicurare massimo uptime, affidabilità e operatività. Di estrema importanza, inoltre, i costanti investimenti di Mimaki in R&D, oltre al valore aggiunto di un’ottima un’assistenza tecnica, di un servizio clienti e di una forza vendite in continua espansione”. Sei curioso di saperne di più? Clicca qui per iscriverti al nostro forum: la community sarà felice di aiutarti! Resta aggiornato sulle ultime novità, seguici su Facebook e Twitter.
  5. Dal 13 al 16 novembre si terrà il Formnext, uno degli eventi europei più importanti per le tecnologie additive industriali, ed è proprio in questo contesto che EOS introdurrà sul mercato due importanti novità. In primis si parla di una rivoluzionaria tecnologia per l’Additive Manufacturing dei polimeri: con quasi un milione di laser a diodo per la fusione del materiale, che realizzano il componente uno strato dopo l’altro, questo processo di costruzione è così produttivo che può rappresentare una valida alternativa allo stampaggio a iniezione per molte applicazioni. In secondo luogo, EOS presenterà il più recente sistema EOS M 300-4 come base per una cella di produzione in serie con materiali metallici. Che materiali si possono usare con la stampa 3D? Leggi la nostra guida! Tecnologia EOS LaserProFusion: la stessa produttività dello stampaggio a iniezione Con la nuova tecnologia LaserProFusion, EOS presenta un sistema pensato per assicurare la massima produttività. Con quasi 30 anni di esperienza nel campo dell’Additive Manufacturing, EOS ottimizza continuamente l’interazione tra i materiali in polvere e i laser destinati alle applicazioni industriali. Invece del processo di sinterizzazione laser utilizzato fino ad oggi, con un unico laserCO2 in movimento lungo l’intera area di stampa, questa nuova tecnologia utilizza fino a un milione di laser, in grado di generare un’uscita totale massima di 5 kilowatt. Per ogni strato, vengono attivati solo i laser a diodo che corrispondono ai dati CAD della parte, a livello di singolo pixel. La nuova tecnologia riduce significativamente i tempi di esposizione, indipendentemente dal numero di parti e dalla relativa geometria. “Con la tecnologia LaserProFusion, stiamo ottenendo un nuovo livello di produttività nella stampa 3D industriale di polimeri per la produzione in serie. Si tratta di una tecnologia che può rappresentare un’alternativa allo stampaggio a iniezione in molte applicazioni, oltre a rendere possibile lo stampaggio a iniezione senza utensili. Questo renderà la stampa 3D industriale molto interessante per un mercato completamente nuovo in futuro.” Tobias Abeln, Chief Technical Officer (CTO) di EOS EOS M 300-4 come base per una cella di produzione AM Nel corso di formnext, EOS illustrerà l’interazione delle proprie soluzioni software e hardware attraverso una cella di produzione per la stampa 3D industriale di materiali metallici. Questa cella integra tutte le soluzioni essenziali per un flusso ottimale di componenti e dati in ogni fase della produzione AM, inclusi il design, il processo di creazione e il controllo qualità. In tal modo, EOS soddisfa i rigorosi requisiti per la produzione in serie tramite Additive Manufacturing ed è in grado di fornire alle aziende una gamma completa di soluzioni da un’unica fonte. Prima del processo di creazione AM, il software Amphyon di Additive Works simula la produzione dei componenti, evidenziando e ottimizzando le aree potenzialmente problematiche della parte fin dalle fasi iniziali. A questo si affianca lo strumento CAM intuitivo, aperto e produttivo EOSPRINT 2. Clicca qui per leggere la nostra guida dedicata al software CAM Cura Ultimaker. Entrambe le soluzioni consentono agli utenti di preparare efficacemente i dati dei componenti per il processo di creazione. Un ulteriore vantaggio è che gli algoritmi di EOSPRINT 2 possono essere integrati direttamente nei principali sistemi CAD. Questo consente un flusso di lavoro senza interruzioni e collegato in modo associativo in un ambiente software uniforme. EOS M 300-4, il più recente sistema per l’Additive Manufacturing digitale industriale di materiali metallici, è l’elemento centrale della cella di produzione in esposizione. Il sistema offre una produttività fino a 10 volte superiore, garantendo al tempo stesso la creazione di componenti di qualità industriale. La piattaforma è configurabile con EOSTATE Monitoring-Suite per il monitoraggio in tempo reale del processo di produzione AM. Questa capacità di effettuare il controllo qualità durante il processo di creazione è significativa, in particolare nella produzione su larga scala, poiché una qualità elevata e riproducibile delle parti è assolutamente essenziale. La fiera formnext si terrà a Francoforte sul Meno dal 13 al 16 novembre 2018. Con lo slogan “Start your industrial production now”, EOS presenterà il proprio portfolio di sistemi e soluzioni software per l’Additive Manufacturing, nonché i materiali e un’ampia gamma di servizi e consulenza, presso lo stand G50 nel padiglione 3.1. Sei curioso di saperne di più? Clicca qui per iscriverti al nostro forum: la community sarà felice di aiutarti! Resta aggiornato sulle ultime novità, seguici su Facebook e Twitter.
  6. Da sempre Roboze ha puntato a differenziarsi dal punto di vista tecnologico. Lavorando nel settore della stampa 3D FFF - estrusione di materiale - e dovendo competere con una grande quantità di piccoli e grandi competitor, l'azienda barese ha sempre puntato a rialzo: migliori meccaniche grazie al sistema Beltless, migliori prestazioni, più materiali (come PEEK e CARBON PEEK). Oggi Roboze annuncia il potenziamento delle proprie soluzioni, presentando la gamma di stampanti 3D Xtreme. Non conosci le tecnologie di stampa 3D? Leggi la nostra guida! Dopo la presentazione nel novembre scorso di Argo 500, avanguardia tecnologica in grado di stampare parti finite in 500 x 500 x 500 mm con materiali ad alte temperature e caricati fibra carbonio, Roboze fa un altro passo in avanti: presenterà al Formnext 2018 la nuova serie Xtreme, composta dai sistemi di manifattura additiva desktop/production Roboze One Xtreme e Roboze One+400 Xtreme. Roboze Xtreme - Le novità che vedremo a Francoforte La prima novità è sicuramente nel design: la nuova cover, oltre a donare un tocco estetico elegante e un impatto visivo armonioso, è in lamiera e progettata per migliorare la robustezza delle macchine e ridurre la manutenzione. Questa caratteristica rende le stampanti Xtreme di Roboze perfette per essere utilizzate in tutti gli spazi in quanto non ingombranti ed estremamente silenziose. Il Beltless System in questa nuova linea desktop/production subisce un’evoluzione: le cremagliere vengono lavorate con nichelatura chimica, che permette di aumentare la resistenza alla corrosione e all'usura e di ridurre l'attrito di contatto tra cremagliera e pignone , con il vantaggio di aumentare la velocità di stampa. “La forte collaborazione tra tutti i membri del team R&D di Roboze ci ha permesso di progettare questo nuovo sistema che migliora il precedente garantendo una maggiore vita utile della macchina”, afferma l’Ing. Rocco Maggialetti, capo della progettazione meccanica di Roboze. Altra novità è rappresentata dal nuovo sistema di sensoristica avanzata costituito da: Endstop ottico/touch-less che riduce le problematiche tipiche degli endstop meccanici garantendo minori interventi di manutenzione; Encoder sui motori per un controllo a loop chiuso del sistema di funzionamento che monitora il processo di stampa ed elimina definitivamente il rischio di fallimento delle stampe, incrementando cosi i livelli di produttività delle macchine; Endstop finalizzato al livellamento del piano semi-automatico; Connessione USB e WiFi. Inoltre, le nuove stampanti Roboze Xtreme presentano l’innovativo Support System Cabinet (SSC), un armadietto di supporto progettato per lo scarico delle vibrazioni macchina che, oltre a presentare uno spazio dedicato al controllo delle temperature dei materiali, permette lo stoccaggio delle bobine per preservarle da agenti atmosferici. All’interno di questo sistema è anche alloggiato il Vacuum Box per la generazione del vuoto. Il sistema del piano del vuoto, come nella Roboze One+400 e nella Argo500, è presente in entrambe le soluzioni Roboze Xtreme e garantisce perfetta adesione al piano di stampa e maggiore planarità dei primi layers, semplificando e velocizzando le operazioni. Roboze Xtreme e l'ingegneria dei materiali Sotto l’aspetto dei materiali - qui la nostra guida - le nuove soluzioni Xtreme di Roboze offrono maggiore versatilità con un portfolio incrementato da ben quattro nuovi materiali rispetto alle precedenti versioni: Glass PA, PP, Carbon PP e Carbon PEEK, quest’ultimo disponibile solo sulla Roboze One+400 Xtreme e già presente sulla Argo500 della serie production. Glass PA - è una poliammide caricata con sfere di vetro, la quale presenta proprietà meccaniche migliorate e minore assorbimento dell’umidità rispetto alla poliammide standard, garantendo elevata stabilità dimensionale. Inoltre è anche un buon isolante elettrico. PP, polipropilene - rappresenta il polimero commodities più utilizzato soprattutto in applicazioni per oggetti di uso comune e componentistica automotive, grazie alle sue caratteristiche di elevata resistenza agli urti, all’abrasione, agli agenti chimici ed è dotato di eccellenti proprietà isolanti elettriche. Carbon PEEK - aggiunge una maggiore stabilità termica e proprietà meccaniche rispetto alle straordinarie prestazioni del PEEK. Carbon PP - anch’esso perfetto per applicazioni di automotive perché garantisce le stesse prestazioni del PP con l’aggiunta dei vantaggi offerti dalla fibra di carbonio. Il Carbon PP, grazie alla fibra di carbonio, fornisce un livello di resistenza incrementata del 25% rispetto al PP. “Le nuove soluzioni Xtreme, frutto di un intenso lavoro da parte di tutto il team Roboze, ha permesso oggi di creare una nuova linea di sistemi in grado di soddisfare le più estreme esigenze dei nostri clienti, offrendo maggiore versatilità nei materiali e accuratezza delle stampe, nonché migliori prestazioni. Abbiamo riscritto la storia della stampa 3D e il Formnext 2018 rappresenta la migliore vetrina per raccontarla ”, conclude Alessio Lorusso, CEO & Founder di Roboze. Non ci resta che attendere il 13 novembre e la Fiera Formnext 2018 di Francoforte sul Meno, stand C78- padiglione 3.1: vi terremo aggiornati su tutti i dettagli! Vuoi saperne di più? Clicca qui per iscriverti al nostro forum: la community sarà felice di aiutarti! Resta aggiornato sulle ultime novità, seguici su Facebook e Twitter.
  7. Si è conclusa domenica l'edizione 2018 della Maker Faire Rome, tra conferme e novità. Un'edizione senza dubbio riuscita, che ha visto una grandissima partecipazione di un pubblico vario. Come vi avevamo anticipato nell’articolo di anteprima, la stampa 3D ha avuto un ruolo centrale, comparsa in tutte le sfaccettature e con modelli di macchine per ogni portafoglio. Come tutti gli anni, a distanza di qualche giorno dalla chiusura, giunge per noi il momento di fare un bilancio dell’evento, con l'obiettivo di risaltare cosa ha maggiormente lasciato il segno per ogni categoria merceologica e quali sono i prodotti che più ci hanno colpito. Stampanti 3D FDM - Maker Faire Rome 2018 Proprio quando sembra ci sia poco ancora da innovare nel campo delle stampanti a fusione di filamento, arriva puntuale il produttore in grado di aggiungere qualcosa di interessante. WreckLab è una piccola realtà che, oltre che produrre stampanti delta tradizionali, ne fabbrica una molto particolare. La differenza sta nel telaio, la cui parte superiore viene ruotata e le barre prima verticali assumono una forma a traliccio. Una modifica che ne irrigidisce la struttura senza stravolgerne il funzionamento. Robot Factory, altra italiana, mostra la sua macchina che stampa a 45 gradi e con l’asse Y a rullo e quindi infinito. Tra le conferme c’è invece la presenza di WASP, che porta in fiera linea delle stampanti clay (argilla) per la felicità di grandi e piccoli maker, mostrando le possibilità di lavorazione con workshop dedicati. Stampanti 3D a resina - Maker Faire Rome 2018 La prossima volta che visitate un museo, portate con voi una luce UV - alcuni dei reperti storici che vi circondano potrebbero nascondere indizi che rivelano l’uso di moderne tecnologie di restauro, inesistenti fino a pochi anni fa. Grazie alla collaborazione tra Formlabs e l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze è stato possibile il restauro marmi, stucchi e intagli lignei con una precisione estrema, altrimenti difficilmente ottenibile con altri processi. Parliamo sempre di resine cambiando però approccio, perché Lumi Industries promette di rendere portatile questa tecnologia. La New Lumifold TB infatti è studiata per funzionare con un tablet come fonte di luce per polimerizzare. Studiata a misura di iPad mini ma compatibile con dispositivi di dimensioni anche minori. Prusa fa il suo esordio nel campo con la SL1 mentre la fiorentina Kentstrapper rinnova la sua Aura. Poi XFAB e molti altri. Filamenti - Maker Faire Rome 2018 Tra i filamenti più innovativi troviamo quelli di RadChemLab, team del laboratorio di chimica dell’Università di Pavia. Sono infatti riusciti a produrre filamenti a base di PLA con una componente di funghi o addirittura con cellulosa estratta dai mozziconi di sigarette. Altri come il FabLab di Caserta hanno portato filamenti caricati a scarti della lavorazione di birra, caffè o canapa. Resina speciali - Maker Faire Rome 2018 Di resine speciali ne esistono a decine: dalle gommose alle calcinabili, fino a quelle resistenti ad alte temperature. Ma ancora l’Università di Pavia si distingue in modo sorprendente producendo una resina composta per il 60-70% di olio vegetale esausto. Il prodotto finito ha una colorazione che varia dal giallo all’arancio a seconda della varietà di olio utilizzato (girasole, colza, ecc…) e una consistenza gommosa, che può comunque essere modificata additivando opportunamente la resina. Il materiale è ad oggi in fase di brevetto. Estrusori - Maker Faire Rome 2018 In più stand abbiamo visto estrusori alimentati a pellet o scarti provenienti da altre stampe, come i supporti. I produttori li hanno applicati sia in autonomia, per l’autoproduzione di filamento, che direttamente alle stampanti (come Kentstrapper). In questo ultimo caso, tutte le applicazioni avevano un sistema di estrusore a vite. A spingere nell'utilizzo di questo sistema di alimentazione è la voglia di avere stampe con variazioni di colori, mentre in altri casi una maggiore attenzione all’ecologia ed al riciclo. Altre tecnologie - Maker Faire Rome 2018 Lumi Industries porta in fiera anche un prototipo di stampante a sinterizzazione di zucchero e il suo visore volumetrico VVD: un dispositivo per visualizzare modelli tridimensionali senza supporti esterni. Suscitano molta curiosità, soprattutto tra il pubblico giovanissimo, le stampanti 3D a cioccolato, di cui abbiamo visto la versione di 3Drag e quella di Stampa3DSud. Da menzionare è anche il progetto di ‘The Tactigon’. Per quanto riguarda la stampa 3D offrono un visore VR ed un controller con cui si potrà vedere da remoto e ad ogni angolazione lo stato del processo di stampa. Maker Faire Rome 2018 è stata una vera dimostrazione di come sta evolvendo il movimento dei maker. Una festa che ha coinvolto tutti, dal professionista ai bambini e che ha dimostrato quanto le tecnologie di stampa 3D siano costantemente in fase di sviluppo e ottimizzazione. Assisteremo a grandi novità nei prossimi anni. Resta aggiornato sulle ultime novità, seguici su Facebook e Twitter. Sei interessato alla stampa 3D? Entra subito nella community italiana per la stampa 3D, clicca qui per registrarti!
  8. Lo scorso 6 ottobre si è tenuta a Massa Lombarda la conferenza intitolata "Viaggio a Shamballa" organizzata da WASP e alla quale hanno partecipato alcuni tra i più grandi esponenti per l'edilizia stampata 3D. Un evento quasi unico nel suo genere, che ha visto in primo piano la presentazione del nuovo sistema Crane WASP e il modulo abitativo Gaia - di cui abbiamo parlato in questo articolo. I temi affrontati dagli ospiti, sapientemente moderati da Alessandro Ranellucci, hanno spaziato tra quelle che sono le grandi incertezze della stampa 3D a grandi dimensioni. Segreto industriale, brevetti, normative, opportunità di mercato, estetica, sicurezza, tecniche e sistemi integrati; questi sono solo alcuni dei punti che si sono toccati e, volutamente, "stressati". Nelle prossime righe, quindi, ripercorreremo insieme quello che abbiamo visto e sentito nelle tre ore dedicate alla conferenza. Edilizia stampata 3D - La conferenza che ha preceduto il nostro Viaggio a Shamballa Primo intervento - Massimo Moretti e WASP Team Ad avviare la conferenza è stato Massimo Moretti, aprendo con un discorso molto vicino all'attività di WASP: quello della ricerca. Da sempre, infatti, WASP percorre una strada legata a una visione che va oltre la semplice progettazione di macchine per la stampa 3D. Crane WASP è solo uno dei tasselli che compongono un puzzle composto da estrusori per argilla, arte, ecologia e la centralità del benessere dell'essere umano. Il focus si è quindi spostato sul tema dell'abitare, entrando nel vivo di quella che è stata la presentazione di Crane WASP. Una macchina che deriva da anni di test e prototipi scartati per diversi fattori: lentezza, risoluzione di stampa non ottimale, dimensioni del macchinario esagerate rispetto il reale volume di fabbricazione - mi riferisco alla Big Delta e ai primi tentativi di ingresso nel mondo dell'edilizia da parte dell'azienda romagnola, a cui avevo personalmente dedicato un editoriale nell'ormai lontano 2015. Dopo aver sviluppato tre prototipi e aver preso come riferimento il sistema della gru a torre, ecco quindi l'arrivo di Crane WASP, un sistema che nella visione di WASP sarà collaborativo e permetterà così di abbattere i tempi di fabbricazione. La macchina ripropone quello che è un macchinario ben conosciuto in edilizia e che può lavorare su un volume di stampa cilindrico composto da 6.3 metri di diametro e 3.1 metri di altezza. L'estusore è di 18/30 mm di diametro, ovviamente più preciso, alimetato in modo meccanico tramite una pompa che spinge il materiale, dotato di un sistema a vite di controllo del flusso e di un sensore di pressione che controlla il materiale in entrata. Dopotutto, tutto si gioca qui: quando si parla di materiali fluidodensi, è necessario tenere sotto controllo la qualità e la costanza dell'impasto in estrusione. Si è poi passati a parlare di Gaia, l'ottimo risultato ottenuto dall'azienda nel suo processo di definizione della tecnologia per l'edilizia stampata 3D. Gran parte della ricerca è stata fatta sul pacchetto dei muri perimetrali, i quali fungono da involucro esterno e non hanno, al momento, funzione strutturale. Essendo gestito in modo parametrico, il pacchetto prevede configurazioni variabili che integrano impianti, isolanti, pacchetti ventilati, ecc. Infatti, per lo slicing è stato utilizzato un percorso "ricamato" che ha permesso di limitare le deformazioni e i ritiri della terra con paglia (quest'ultima rappresenta le fibre lunghe, proprio come nei materiali compostiti). La copertura e i pilastri interni all'involucro sono in legno lamellare e verificati secondo normativa. Secondo intervento - Tiziana Monterisi di RiceHouse Sapevate che il più grande produttore di riso in Europa è l'Italia? Dalla lavorazione della materia prima restano scarti in quantità elevate che possono essere utilizzate a bassissimo costo. Il risultato di WASP è frutto di un'interessante collaborazione avviata con RiceHouse, azienda italiana che utilizza questi scarti, miscelandoli con calce e argilla per produrre materiali idonei alla fabbricazione di massetti allegegriti, cappotti di paglia, ecc. E' proprio da questo processo, opportunamente raffinato, che deriva l'involucro esterno di Gaia. Grazie alle proprietà del materiale di tamponamento e del corretto orientamento rispetto alla sua posizione geografica, Gaia non necessita di sistemi di raffrescamento o riscaldamento. Terzo intervento - Mahriz Akhavan Zakeri di XTreeE Diversamente da WASP, XTreeE utilizza un cemento ad alte prestazioni. Il processo progettuale e produttivo sviluppato dall'azienda è composto da una serie di step: definizione del modello digitale; utilizzo di una piattaforma di management condivisa; materiale UHPC (Ultra High Performance Concrete); metodo produttivo sviluppato da XTreeE. Come è facile intuire, XTreeE sta riuscendo a definire un workflow strutturato su base di tecnologie all'avanguardia, ma che non sempre trovano la corretta applicazione. Anche questo questo fa parte del gioco. Eventuali accortezze però non mancano: il metodo di estrusione di XTreeE integra un sistema di accelerazione del processo di asciugamento del materiale, riducendo i tempi di attesa tipici del cemento. Essicamento e ampliamento delle geometrie producibili saranno sicuramente i punti di studio dei prossimi anni. Quarto intervento - Alexandre Dubor per lo IAAC di Barcellona Essendo lo IAAC un istitituto scolastico e di ricerca, l'approccio presentato da Alexandre ha dato una visione alternativa alle tematiche discusse. Mentre per XTreeE i brevetti rappresentano una soluzione per restare competitivi sul mercato, lo IAAC spinge sul fronte della condivisione immediata dei risultati ottenuti in modo da generare sempre più interesse dei confronti dell'industria e delle nuove frontiere di edilizia. Le ultime ricerche dello IAAC si sono spinte nella rivisitazione dell'Adobe, passando attraverso un sistema Mixtruder dotato di una serie di sensori che analizzano in modo costante il materiale estruso. Secondo Alexandre, uno dei punti su cui bisognerà spingere è proprio questo: per convincere le istituzioni a rilasciare certificazioni su tecnologie e materiali, è necessario avere dati in mano. L'estrusore super accessoriato sarà il futuro per l'edilizia stampata 3D, ma questo dovrà anche essere in un certo senso collaborativo; gli esseri umani avranno sempre un ruolo centrale, anche in cantiere, ma potranno farsi aiutare da droni dotati di sistema di rilievo mirato, in sviluppo in questo momento presso Noumena. Quinto intervento - Enrico Dini per D-Shape Un intervento esemplare quello di Dini, il grande pioniere italiano che dal lontano 2004 porta avanti la propria visione per l'edilizia stampata 3D: "Il mio obiettivo è portare nell'industria delle costruzioni la democratizzazione del bello". Il "metodo Dini" non prevede l'estrusione di materiale, bensì, la "sinterizzazione" a livello chimico partendo da un materiale polverulento. Seppure la volontà fosse quella di promuovere i cementi magnesiaci, oggi Dini utilizza un calcestruzzo in modo rasterizzato. Questa deviazione è dovuta alla difficoltà riscontrata a livello di certificazioni dei materiali proposti. Il processo, comunque, resta quello di cui vi parlai nel 2014: la produzione di elementi architettonici o edifici tutti d'un pezzo, utilizzando una macchina di 12 metri di lato e con un costo di produzione pari a 25.000 € per una superficie di 200 mq. Sesto intervento - Ronald Rael per Emerging Objects Emergin Objects è qualcosa di ibrido: sviluppa materiali per la stampa 3D, sviluppa software, elabora macchine e connette le economie della maker economy. Tutto questo avviene in quello che vorrei definire come un'atelier d'arte e sviluppo tecnologico. I materiali provati da Emerging Objects provengono da pneumatici a fine del loro ciclo di vita, scarti dell'uva, polveri provenienti dalla lavorazione del legno, arrivando anche dall'uso del sale marino. Tutto questo si raggruppa però in un solo concetto, ossia la rivisitazione del "mattone" - o del blocco standard da costruzione. Da qui, passano le ricerche su mix di materiali e argille, sull'habitat degli uccelli e sull'innalzamento del livello del mare. Edilizia stampata 3D - Considerazioni su un settore che necessita di essere spinto da una grande voce comune Chi come me lavora per in edilizia e architettura, ne sarà consapevole: il settore è uno dei più lenti ad assorbire il cambiamento che sta avvenendo in questo momento. Ai nuovi professionisti è richiesta la capacità di saper passare da un contesto all'altro con grande disinvoltura, comprendendo la capacità di saper tenere sott'occhio tutto il processo di produzione dell'oggetto in fabbricazione. Allo IAAC questa tendenza è stata percepita. La necessità di digitalizzare il mondo delle costruzioni e l'unione di tecniche di progettazione sono solo alcuni dei temi su cui stanno lavorando. L'obiettivo? L'integrazione della fabbricazione digitale in tutte le fasi di produzione. Il che significa produrre pezzi su misura che s'incastrano in elementi stampati in 3D, skills professionali che si integrano, capacità di gestione di processi complessi e di risoluzione di problemi concreti. Perché qui si ha a che fare con oggetti reali, materici, fisici. D'altro lato, i cantieri d'oggi sono ancora lontani da questa "visione digitalizzata", sostiene la Monterisi. Le competenze sono ancora in mano a pochi e, al momento, il sistema non è pronto a fare questo salto. Edilizia stampata 3D - Certificazioni e normative Il pensiero di Dini è chiaro e schietto: "serve un'opera di cucitura tra politica e innovatori". Francia e Svizzera sono avanti l'Italia sotto questo punto di vista. Questo però non significa che bisogna demordere, anzi, è necessario dotarsi di case study, proprio come Gaia, per fare test e dimostrare che l'edilizia stampata 3D può essere una realtà a livello di industria. In un contesto come quello dei materiali fluidodensi, il grosso del lavoro sta nel dimostrare che l'estrusione può essere un processo costante e uniforme, insieme alla corretta adesione tra i layer in argilla o cemento. Il metodo furbesco di WASP ha previsto l'utilizzo delle parti stampate 3D solamente come involucro del modulo abitativo che abbiamo visitato a Shamballa - la muratura non è altro che un tamponamento non soggetto a compressione dalla copertura. Trattasi di una soluzione provvisoria, necessaria per permettere a tutti la possibilità di visitare l'ottimo risultato tecnologico ottenuto. I prossimi anni saranno una sfida continua e noi saremo qui per raccontarverla! Resta aggiornato sulle ultime novità, seguici su Facebook e Twitter. Sei interessato alla stampa 3D? Entra subito nella community italiana per la stampa 3D, clicca qui per registrarti!
  9. Sono già passati tre anni da quando venne presentata al mondo la BIG Delta - correva settembre 2015 e noi la presentammo in questo report. Il progetto ambizioso di creare qualcosa di innovativo è sfociato in una trasposizione in grande del concetto di delta, da sempre marchio di fabbrica del gruppo WASP. Una struttura tralicciata di dodici metri che ha destato grande stupore nel mondo dell'additive manufacturing. E non solo, perché in quel periodo la notizia era rimbalzata un po' ovunque, anche nelle testate non specializzate. La curiosità era molta perché non si trattava solamente di un vezzo per tecnici. Il mito della casa stampata 3D abbraccia temi etici, economici e sociali. Aggiungendo inoltre il fattore ecologico, perché ad alimentare la grande delta c’era un estrusore per terra cruda e paglia. Quello che è stato un bell’esperimento è poi risultato un mattone fondamentale per ciò che oggi WASP ha costruito. Il progetto è servito anche per comprendere i limiti della tecnologia. Il sistema richiedeva una macchina troppo grande in relazione al volume di stampa e per mettere a frutto le premesse bisognava costruire qualcosa di più efficiente e portabile. Infatti, con i prototipi successivi si cambia approccio: il modello da seguire diventa la struttura delle gru. Il peso e gli ingombri vanno al minimo e nasce pian piano la Crane beta. È uno step cruciale: compare il movimento circolare nel piano XY che permette finalmente di testare i materiali sulla forma della casa. Attraverso la scansione del modello stampato si testano i risultati. Focus sui ritiri del materiale che risultano rientrare nei limiti delle aspettative. Si passa quindi alla fase finale e prende vita la definitiva Crane. Ha 4 volte meno pezzi del primo modello e 3 volte più volume di stampa. Crane WASP inoltre acquista la caratteristica di “infinite 3D printer”. Infinita perché potenzialmente espandibile ad un numero indeterminato di moduli esagonali. La Crane WASP ha un’area circolare di stampa con un diametro di 6,3 metri per un’altezza massima di 3 metri. L’ugello ha un diametro variabile da 18 a 30 millimetri. La Crane WASP è contenuta nel Maker Economy Starter Kit, un container che contiene tutti gli strumenti necessari per stampare un villaggio con un impasto naturale a km 0. Il punto di forza risiede nella relativa semplicità di messa in opera del cantiere, infatti la stampante si monta in 1,5 ore e WASP dichiara che ci sono prospettive di miglioramento. Gaia - Il primo prototipo di casa stampata 3D Gaia, la casa stampata 3D, è il prodotto finale degli anni di ricerca e sviluppo di WASP. Si tratta di un modulo abitativo di 20 metri quadri con un involucro composto per il 25% da terreno prelevato in sito (30% argilla, 40% limo e 30% sabbia), per il 40% da paglia di riso trinciata, per il 25% da lolla di riso e il 10% da calce idraulica. Il tutto stampato in 10 giorni e meno di 100 ore di stampa con un costo complessivo di 900€. L’involucro è stato progettato con la finalità di integrare al proprio interno i sistemi di ventilazione naturale, di isolamento termo-acustico e di impiantistica. La forma ondulata degli strati facilita l’essiccamento del materiale. Grazie alla stampa 3D è stato possibile infatti mettere in opera pareti con forme complesse e adattabili ad ogni tipo di esigenza tecnica o funzionale. Con queste caratteristiche l’edificio raggiunge un fabbisogno energetico pari ad una classe A4. Ma a stupire è anche l’ecosistema circolare che si crea assieme alla costruzione della casa. Dalla porzione di terra dove il terreno viene asportato si può dare forma ad uno stagno, dove confluiranno anche le acque reflue della copertura. Una volta popolato di pesci, lo stagno muterà in una condizione ideale per l’approvvigionamento idrico di una agricoltura acquaponica. Ecco che il sistema diventa autosufficiente ed in grado di produrre cibo. La stampante 3D Crane è una macchina estremamente concreta, i cui sviluppi sono sicuramente da seguire. Sarà curioso vedere quando WASP proporrà una soluzione con copertura stampata in 3D assieme al resto e soprattutto soluzioni di moduli multipli all’opera per la creazione di ambienti più grandi. Nel frattempo, il presente ci regala la prima casa stampata 3D da WASP con un risultato più che soddisfacente. Se vi siete persi l'evento della settimana scorsa, non disperate: avrete la possibilità di incontrare il team di WASP alla Maker Faire Rome 2018, che si terrà a Roma dal 12 al 14 ottobre. Lo stand espositivo sarà interamente in tema "stampa 3D in argilla" e, sicuramente, ci sarà la possibilità di parlare della prima casa stampata 3D. D-Shape, la stampante 3D che stampa pietra a qualsiasi dimensione. MX3D e il primo ponte in metallo stampato 3D Resta aggiornato sulle ultime novità, seguici su Facebook e Twitter. Sei interessato alla stampa 3D? Non sei l'unico! Entra subito nella community italiana per la stampa 3D. Clicca qui per registrarti.
  10. È finalmente arrivato l’appuntamento annuale che riunisce il meglio del mondo del "fai da te digitale": la Maker Faire Rome 2018. L’evento sarà una grande occasione per scoprire le nuove frontiere dell’artigianato digitale e toccare con mano le innovazioni pronte ad invadere il futuro prossimo. Maker Faire Rome 2018, cosa ci aspettiamo Design, elettronica, salute e qualità della vita, arte, droni, energia, sostenibilità, open source, il negozio del futuro, area kids, aerospazio e ovviamente stampa 3D saranno i temi principali. Ma vediamoli in modo approfondito: Area Kids & Education: i giovanissimi, bambini e ragazzi dai 4 ai 15 anni, hanno un’area espositiva a loro dedicata, in cui possono sperimentare in prima persona il vero spirito maker, con laboratori di elettronica, robotica, programmazione e creatività digitale. Parola d’ordine “imparare facendo”! Maker for Space: uno “spazio” per parlare di spazio, un’area dedicata alla celebrazione del Programma Apollo, un’anteprima assoluta del cinquantennale del primo sbarco sulla Luna che si celebrerà nel 2019. Protagonisti di quest’area i pionieri che realizzarono i primi satelliti della serie San Marco; Agrifood e Agritech: la sensoristica e le nuove tecnologie digitali applicate all’agricoltura e al cibo. Gli show case sul food e altre sorprese; Negozio 4.0: come potenziare il punto vendita tradizionale con le nuove tecnologie digitali 4.0 … ma non solo quelle, senza snaturarlo; Robotics-AI Area: dopo il grande exploit del 2017, che ha visto la presenza delle migliori realtà italiane, quest’anno l’area della robotica cresce di importanza e si arricchisce di set up dimostrativi provenienti da tutta Europa; Economia Circolare: Sostenibilità, Riciclo, Bioeconomy and Green Energy – coinvolgenti giochi a tema, laboratori e dimostrazioni pratiche, dibattiti e workshop, con l’obiettivo di sensibilizzare ed informare il grande pubblico. Insomma, un’immersione nell’innovazione che rende il mondo migliore. La stampa 3D, come ormai da alcune edizioni, sarà sparsa all’interno delle varie aree della fiera. E' ormai riconosciuto che, in molti, utilizzano le proprie stampanti 3D per dar vita a progetti che prima potevano essere difficili da ideare. Per questo motivo, molti dei prototipi in mostra saranno il risultato dell’uso della tecnologia additiva. Nel settore del 3D printing ci saranno vecchie conoscenze e nuove proposte. Tra i primi non mancheranno Prusa Research di Joseph Prusa (che abbiamo intervistato nell'edizione 2015 e che, con alta probabilità, porterà in mostra la nuova Original Prusa SL1, stampante a resina), Formlabs e Kentstrapper. Sarà presente anche Sliding 3D, la stampante a 45 gradi tutta italiana di cui abbiamo parlato in un recente articolo. Molta attenzione sarà dedicata al mondo dei musei: stampa e scansione 3D saranno al centro dei progetti di conservazione e fruizione delle opere. Poi ancora nuove stampanti, strumenti per la stampa e tanto altro. E non solo esposizione. Alla Maker Faire si terranno centinaia tra conferenze, seminari e workshop su temi come industria 4.0, domotica, droni e robotica, stampa 3D, IoT – Internet delle cose, tecnologia applicata ai mezzi di trasporto, cucina e musica. Da non perdere i demo-workshop, ovvero, i corsi dimostrativi sulle applicazioni della fabbricazione digitale. Maker Faire Rome 2018 - Il programma Venerdì 12 ottobre 2018 – mattina Ore 9.00/13.00 – Educational Day Ingresso in fiera gratuito riservato esclusivamente alle scuole che hanno effettuato la prenotazione Venerdì 12 ottobre – pomeriggio Ore 14.00/19.00 – Apertura di Maker Faire Rome al pubblico Sabato 13 ottobre Ore 10.00/19.00 – Apertura al pubblico Domenica 14 ottobre Ore 10.00/19.00 – Apertura al pubblico Saranno circa 700 gli espositori distribuiti nei 50.000 metri quadrati di una fiera che promette grandi sorprese. Il tutto sarà coordinato da Andrea Banzi, co-fondatore di Arduino. I biglietti possono essere acquistati in biglietteria direttamente in fiera oppure online a questo link.
  11. Abbiamo sempre seguito con interesse l'attività di ricerca di WASP, tesa allo sviluppo di una stampante 3D per la costruzione di case con materiali reperiti sul luogo e a costo tendente a zero. Tre anni fa WASP ha presentato al mondo la BigDelta WASP 12 metri, stampando un primo modulo architettonico. L’esperienza è stata molto importante per indirizzare la ricerca, che ha preso una nuova direzione, arrivando alla realizzazione di Crane WASP, the infinite 3D printer. Come funziona Crane WASP Crane WASP the Infinity 3D printer è un sistema modulare di stampa 3D collaborativa. Reinterpreta nell'ottica della fabbricazione digitale le classiche gru per costruzione edilizia. E' composta da una unità stampante principale che può essere assemblata in diverse configurazioni a seconda dell'area di stampa e delle dimensioni del manufatto architettonico da costuire in 3D. L'area di stampa del modulo singolo è di 6,60 metri di diametro per un'altezza di 3 metri. Creata con le stesse componenti meccaniche modulari che formano la struttura in alluminio della Big Delta 12M è uno strumento performante e veloce da smontare e rimontare, facile da trasportare. Il modulo singolo può funzionare in maniera autosufficente stampando materili fluidodensi di genere differente: cemento, bio cemento, impasti naturali. Una volta in possesso di un modulo singolo, questo potrà essere ampliato aggiungedo traversi e di bracci stampanti generando così una sistema di fabbricazione digitale infinito. Non è necessario "coprire" l'intera area interessata alla costruzione con l'area di stampa delle Crane WASP; la macchina è riconfigurabile e può avanzare con atteggiamento generativo a seconda del manufatto. Potenzialmente, quindi, una squadra di Crane WASP presenta un'area di stampa potenzialmente infinita. Ognuna potrà poi essere impostata dagli operatori in loco, seguendo l'evoluzione del progetto architettonico. Contenuta nel Maker Economy Starter Kit, anch'essa è creata per poter stampare in loco impasti naturali a Km 0 con aggiunta di fibre naturali, per realizzazioni in scala architettonica. Il container trasportato sul posto offre tutti gli strumenti necessari alla costruzione di un villaggio autosufficente. A seconda del territorio e del progetto, si potranno scegliere le conformazioni ottimali di stampa: assemblando diversamente i singoli moduli le quali componenti vengono trasportate smontate. Gli strumenti fondamentali che sono compresi nel kit, oltre alla stampante, sono quelli dedicati all'impasto: molazza e burattatrice. L'evento si terrà nei giorni 6-7 ottobre a Massa Lombarda. A questo link aggiornamenti sul programma. Sei interessato alla stampa 3D in edilizia? Ti segnalo: D-Shape, la stampante 3D che stampa pietra Contour Crafting, uno dei primi sistemi pensati per la costruzione in serie di involucri edili
  12. Pubblicazione comunicato stampa Arrivano con le loro scatole, le aprono e guardano il contenuto, ordinatamente disposti ci sono un paio di centina di parti, il più viti e dadi di varie dimensioni e forma. Il gioco è metterli ognuno al proprio posto e far funzionare la stampante. Anzi no! Il gioco è imparare cosa fanno, perché vanno lì e come funziona la stampante. Giovedì sera scorso StuffCube, alla biblioteca di Canegrate, ha iniziato il montaggio e l’imparaggio collettivo delle stampanti 3D. Durante l’Arduino day del 7 aprile abbiamo proposto il laboratorio di montaggio della propria stampante 3D. Abbiamo scelto quale stampante acquistare e, Amazon permettendo, i partecipanti hanno ordinato e ricevuto il kit. Nel corso di quattro incontri assembleremo le parti, impareremo il loro nome e il loro scopo, condivideremo i piccoli trucchi che l’esperienza insegna. Un poco come accade nelle botteghe artigiane. I nostri apprendisti usciranno dalla bottega di StuffCube con una stampante 3D funzionante. Ma questo potevano già farlo ordinando il kit montato. Usciranno con la conoscenza che consegue ad averla montata e compreso la funzione tar i vari pezzi. La relazione tra ognuno di questi che hanno unito uno dopo l’altro. Usciranno con l’esperienza di avere lavorato insieme risolvendo le difficoltà una dopo l’altra. Ma quali mai saranno queste? Partiamo dalle istruzioni, ci sono ma a volte non sono perfettamente aggiornate, alcuni pezzi cambiano un poco la forma pur mantenendo la funzione. Oppure il grande classico, confondere destra con sinistra o montare al contrario. Tutte cose che si fissano nella mente facendo, un poco come gli esercizi a scuola e farli assieme a un mentore che ti guida fa imparare di più. Gli incontri di StuffCube proseguono ogni mercoledì sera alle 21:00 alla biblioteca di Canegrate. Sino a metà giugno è di scena il montaggio delle stampanti. Seguirà poi la presentazione di Arianna, il robot bibliotecario giunto ormai a una solida funzionalità. Ci trovate a infostuffcube@gmail.com / www.stuffcube.wordpress.com
  13. Arriva aria di novità da questa edizione di Technology Hub, fiera leader in Italia per le tecnologie innovative, che si terrà a Fieramilanocity dal 17 al 19 maggio. Come altre aziende del settore, WASP ha deciso di utilizzare questo palcoscenico per presentare al pubblico la nuova linea di stampanti 3D per l'argilla - WASP Linea Clay. WASP Linea Clay - Stampanti 3D dedicate a argilla e materiali ceramici "Da sempre WASP punta con decisione alla ricerca e allo sviluppo di sistemi per consentire e promuovere in tutto il mondo l’utilizzo nella stampa 3D di materiali come l’argilla, la ceramica, la porcellana. Ora l’azienda guidata da Massimo Moretti annuncia un’importante novità ... la sua nuova Linea Clay". Oltre alla presentazione di WASP Linea Clay, l'invito è quello di andare a vedere coi propri occhi stampanti 3D di diverso formato, abilitate a produrre modelli tridimensionali con diversi materiali. Caratteristica distintiva delle macchine progettate dell'azienda di Massa Lombarda è proprio quella della versatilità: sostituendo il blocco estrusore è possibile passare dalla stampa 3D di polimeri (ABS, HIPS, PETG, PA carbonio) a quella di argilla, utilizzando sempre la stessa macchina come supporto meccanico. Inoltre, i più attenti potranno analizzare quelli che sono stati dei miglioramenti a livello di carrelli di movimentazione, firmware, caricamento dei serbatoi. Insieme a WASP Linea Clay, sarà esposta l'intera famiglia delle famose stampanti 3D delta. Tra queste, DeltaWASP 3MT Industrial, utilizzabile sia a filamento che a granuli, progettata appositamente per realizzare oggetti di grandi dimensioni come statue, complementi d'arredo, casse acustiche e scenografie per spettacoli teatrali come già avvenuto per l’opera Fra Diavolo presentata al Teatro dell’Opera di Roma e al Teatro Massimo di Palermo. WASP vi aspetta allo stand E20 del Technology Hub di Milano. Nell’occasione verrà organizzata la premiazione dell’architetto Marco Parnasi, vincitore del 3D Printing Light Contest con il suo progetto Aureal Twist.
  14. In occasione di Technology Hub, l’evento professionale sulle tecnologie innovative in programma dal 17 al 19 maggio 2018 a Fieramilanocity, saranno presentate diverse novità in ambito stampa 3D. Tra le aziene espositrici, Sharebot svelerà al pubblico una nuova stampante 3D, completamente rivisitata rispetto ai modelli già messi in commercio dalla casa madre di Nibionno. Nuova stampante 3D Sharebot - quale tecnologia? "Presenteremo per la prima volta al pubblico la nostra rete capillare di 3D Store che, avendo raggiunto il traguardo di 9 punti vendita disseminati sul territorio italiano, è ufficialmente diventata la rete proprietaria con più negozi inerente alla stampa 3D e alle tecnologie additive" si legge nel comunicato stampa arrivato qualche giorno fa nella nostra casella email. L'obiettivo di Sharebot sarà quello di dare risalto ai singoli progetti presentati dagli Store, ognuno dei quali strettamente legato a uno specifico settore merceologico. "La politica di Sharebot mira così a evolversi mettendo in evidenza, oltre al prodotto, i campi applicativi che possono trarre grande vantaggio da Additive Manufacturing e prototipazione rapida e il know-how del personale qualificato degli Store, in grado di fornire service, assistenza, formazione e consulenza tecnica". A completamento di quella che sicuramente sarà una bella vetrina composta da pezzi stampati in 3D d'interesse, troveremo la presentazione dell'ultima macchina progettata dall'azienda. Seppure ancora non si abbiano dettagli tecnici, neanche a riguardo della tecnologia su cui si baserà questa nuova stampante 3D - FDM? DLP? - Sharebot si sbilancia, definendola come "rivoluzionaria". Dotata di grande precisione e velocità di esecuzione, insieme alla qualità della finitura superficiale, sembra che avremo l'opportunità di mettere gli occhi su qualcosa di migliorativo. Indirizzata a un livello di utenza professionale, la nuova stampante 3D sarà dotata di accortezze tecniche che la renderanno comoda e veloce da usare nell'ambito dell'industria, probabilmente grazie a materiali e profili già preparati dalla casa madre (come di consuetudine per Sharebot). Questa macchina sarà in grado di "concretizzare i progetti e realizzare i sogni delle PMI e delle aziende tutte". Parliamo quindi una stampante FDM? Oppure ci troveremo davanti a un modello DLP? Non ci resta che attendere ancora qualche giorno, magari sperando di ricevere - o captare per vie traverse - qualche informazione in più.
  15. Pubblicazione comunicato stampa Dal 23 al 25 marzo saranno presentate in anteprima all’edizione 2017 del Mecspe di Parma le innovazioni in casa WASP. Fiera di riferimento per l'industria manifatturiera, il Mecspe offre una panoramica completa su materiali, macchine e tecnologie innovative. WASP sceglie questa occasione per presentare cinque importanti novità. La nuova linea di stampanti 3D Industrial DeltaWASP 4070 Industrial http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2017/03/4070industrial.59.png Rivisitazione del modello classico, è realizzata interamente in metallo, con camera riscaldata a ventilazione forzata, coibentata per l’isolamento termico e dei rumori. Ha un sistema di filtraggio fumi integrato e nuove meccaniche progettate per lavorare in camera calda. Permette la stampa di materiali tecnici stampabili solo in camera calda. DeltaWASP 3MT Industrial http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2017/03/3mtchiusarender.38.png E’ l’interpretazione industriale della DeltaWASP 3MT, con camera coibentata per l’isolamento termico e acustico, struttura completamente chiusa e in metallo che elimina ogni vibrazione in fase di stampa. Permette stampe di qualità superficiale comparabili a quelle delle piccole stampanti ma con area di stampa elevata al cubo. Può montare un estrusore a granuli per stampare oggetti in grandi dimensioni con ugelli fino a 3mm. Per il filamento può essere equipaggiata con estrusori da 0,4; 0,7; 1,2mm. Nuova DeltaWASP 2040 Turbo2 http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2017/03/2040I.951.png Versione rivista e implementata della classica DeltaWASP 2040 Turbo, per una stampante 3D ancora più precisa e affidabile. Monta una nuova scheda 32bit integrata di classe industriale. Si fornisce con un sistema di alimentazione che può supportare 2 estrusori ad alta potenza. La Turbo 2 presenta un nuovo sistema di scorrimento dei carrelli che ne incrementa la velocità e la precisione. La camera è stata meglio coibentata per poter raggiungere temperature adatte a stampare materiali tecnici ed è dotata di un sistema di raffreddamento dei motori e delle schede e di una cinematica per le alte temperature. Viene presentata con il doppio estrusore opzionale. Non solo stampanti 3D, ma anche nuovi blocchi estrusori http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2017/03/spitfire.png WASP Spitfire è un blocco estrusore pensato per l'alta precisione a velocità elevate. Può macinare fino a 30 metri l'ora di filamento. Lo Zen Extruder è un blocco estrusore con sistema di pulizia e ugelli dotati di un sistema di movimento che favoriscono la buona riuscita di stampa a più materiali.http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2017/03/spitfire-3.jpghttp://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2017/03/spitfire-2.jpg
  16. Chiunque abbia partecipato all'edizione della Maker Faire Rome di quest'anno si sarà accorto di quanto sia estesa la stampa 3D nel mondo dei makers. Come è ben noto, tutto questo è stato possibile grazie a progetti open source e collaborativi che, come risultato, hanno dato vita a tanta cultura e altrettante aziende. All'interno del padiglione dedicato alla stampa 3D ho incontrato una superstar internazionale dell'ambiente open source e ho avuto la fortuna di fargli un'intervista di dieci minuti circa. La persona di cui sto parlando è Josef Prusa, ideatore della stampante 3D open source più famosa al mondo - la Prusa i3. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2015/11/intervista-josef-prusa-stampanti-3d.jpg Josef Prusa, l'intervista A.T.: Piacere di conoscerti, Josef! J.P.: Piacere mio, sono felice di essere di nuovo qui a Roma. A.T.: Parto subito con una domanda che ti avranno già fatto in molti: puoi raccontarmi come è nato il progetto Prusa? J.P.: Di sicuro non posso metterci cinque minuti a raccontarti tutto questo, cercherò di riassumere il più possibile. Tutto è iniziato quando finii le scuole superiori e iniziai l'università, in quel momento conobbi il mondo RepRap e decisi di costruirne una. In quel periodo costruire una stampante 3D era una cosa lenta e richiedeva tanto tempo, io iniziai col secondo modello RepRap. Decisi quindi di semplificarne la costruzione e di definirne le parti in modo da rendere l'assemblaggio più facile. La conferma che il mio kit funzionava la ebbi in un workshop di assemblaggio quando vidi che molte persone erano interessate a quello che avevo fatto. Infine eccoci qua! A.T.: Beh, si è rivelato un buon progetto... J.P.: Sì dai, credo anche io. Se non sbaglio era quasi il 2010... sì penso di sì, tutto iniziò circa cinque anni fa. A.T.: Josef, tutti noi sappiamo che hai un grande cuore open-source, puoi dirmi perché? J.P.: (ride) Sì, lo confermo, mi piace l'idea che sta alla base dell'open-source. All'inizio non lo comprendevo in modo completo, ma sin da quando iniziai ci furono molte persone che volevano aiutarmi e che andavano a migliorare le cose che facevo, rilasciandole sempre in modalità open-source. In quel momento capii che questa sarebbe stata la strada per fare qualcosa di buono che avesse un grande impatto. A.T.: Secondo te perché il tuo progetto ha avuto successo? J.P.: Credo che ci siano tre motivazioni di base: le mie stampanti 3D sono facili da assemblare, inoltre sono arrivate nel momento giusto, quello in cui tante persone pensavano che assemblare una stampante 3D fosse troppo difficile. La terza ragione direi che sia stata il nome, perché ha semplificato molto il modo di riconoscere le mie stampanti 3D tra la grande quantità di modelli che sono stati sviluppati. Nel periodo di sviluppo della prima Prusa uscivano tanti modelli chiamati "RepRap Simple", "RepRap Simplified" eccetera, era difficoltoso riconoscere i modelli online. Il nome "Prusa" era molto più diretto e piacque subito alla community. A.T.: Come vedi il mondo delle stampa 3D d'oggi? J.P.: Come dire, sono abbastanza critico. Penso che ancora le persone non siano del tutto consapevoli di cosa si stia parlando e che ci siano ancora troppi rendering contro poche stampanti 3D reali che, a volte, non fanno niente di nuovo. C'è chi vende stampanti 3D dicendo che le proprie macchine sono le migliori a fare tutto, c'è chi apre delle campagne su Kickstarter senza sapere come sarà il prodotto finito, c'è anche chi non spedisce le stampanti 3D in seguito ad una richiesta di acquisti minima. Penso che ci siano massimo 20 aziende in tutto il mondo di cui ci si può fidare, gli altri non fanno altro che provare a raggiungere qualche consumatore. Direi che potremmo paragonare questa situazione a quella della nascita dell'automobile: quando ci fu il boom delle automobili, nei primi anni del '900, nacquero tantissime aziende in pochi anni, ma alla fine quelle con buoni prodotti erano veramente poche e le conosciamo tutt'ora. A.T.: Cosa pensi di tutte le varianti che sono state sviluppate in seguito al tuo progetto? J.P.: Oh sono pessime! (ride) Sicuramente dipende, ma in generale non apprezzo molto come si è evoluta la situazione con alcuni produttori che usano la dicitura "Prusa i3" nelle loro stampanti 3D. Ci sono molte persone che vengono da me per chiedermi informazioni o chiedendomi "perché questo modello non stampa come la Prusa originale?", riferendosi però a stampanti 3D che non sono mie. Per fortuna hanno iniziato a togliere la dicitura "Prusa i3" da questi nomi, era una cosa abbastanza fastidiosa! A.T.: Un'ultima domanda: ci puoi anticipare qualcosa sui tuoi progetti futuri? Magari qualcosa su una Prusa i4 o i5... J.P.: Certo che ho progetti futuri! Posso anticiparti che non ci sarà una Prusa i4, semplicemente perché qualcuno ha fatto del casino con dei domini web e, con tutta sincerità, non voglio che queste persone l'abbiano vinta (sorride). A parte questo posso dirti tranquillamente che ho qualcosa di pronto nel mio parco macchine. Non so ancora quando verrà rilasciato, voglio che il progetto sia forte come quelli precedenti e che possa concorrere ad armi pari con MakerBot, Ultimaker e tante altre, rimanendo completamente open source. Oltre a questo sto portando avanti diversi miglioramenti nella Prusa i3, alcuni sono stati rilasciati nei mesi scorsi. Insomma, il progetto prosegue. A.T.: Josef ti ringrazio tantissimo! J.P.: Grazie a te! Se volete potete fare un salto sul sito www.prusa3d.it, il sito italiano ufficiale delle stampanti 3D Prusa sul quale trovate anche un documento tradotto in italiano dove sono descritti i "fondamenti della stampa 3D" (lo dice in italiano). A.T.: (rido) Lo consiglierò anche ai nostri lettori, grazie! http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2015/10/Prusa-i3-02.jpg http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2015/10/Prusa-i3-01.jpg L'intervista è stata tradotta dall'inglese all'italiano e proviene da una registrazione audio della redazione di Stampa 3D forum avvenuta alla Maker Faire Rome 2015.
  17. pubblicazione comunicato stampa L'evento MECPE di quest'anno al Quartiere Fieristico di Parma (23-25 marzo), vedrà il debutto italiano della Serie F123 di stampanti 3D lanciata di recente da Stratasys. Completamente compatibili con GrabCAD Print, i sistemi di prototipazione professionale tutto-in-uno forniscono un flusso di lavoro completo, dal progetto alla stampa, dalla verifica concettuale iniziale, alla convalida del progetto, ai test delle prestazioni funzionali. La Serie F123 offre a progettisti e ingegneri maggiore creatività, conferma del progetto accelerata, materiali studiati e alta precisione. La scelta ideale per prototipi economici e rapidi per i gruppi di lavoro. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2017/03/Stratasys-New-F123-Series-1024x683-1024x683.jpg Chi, invece, desidera prototipi e parti caratterizzati da un realismo ineguagliato, potranno vedere all'opera l'esclusiva stampante 3D J750 policromatica e multi-materiale di Stratasys. La capacità di produrre parti in multi-materiale e in tutte le sfumature di colore in una sola stampa, consente ai progettisti di ridurre il ciclo di progettazione rimuovendo diverse fasi del processo di prototipazione, ad esempio assemblaggio e post-elaborazione. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2017/03/J750_AngleRight_Open.jpg Produzione di parti in filamenti caricanti in fibra di carbonio con dimostrazioni dal vivo di stampa 3D all'interno dello stand Stratasys evidenzierà il risparmio in termini di tempo e costi tra il 75% e il 90% derivati dalla produzione di parti e attrezzature con filamenti caricati con fibra di carbonio, tramite dimostrazioni dal vivo della stampante 3D Fortus 450 all'interno dello stand. Visita imperdibile per chi opera nel campo automobilistico e aerospaziale. La fabbrica del futuro – Industria 4.0 Stratasys collaborerà anche all'area “Digital Factory”. I visitatori potranno osservare da vicino il flusso di lavoro completo, dalla progettazione del prodotto alla realizzazione, evidenziando il ruolo importante che la stampa 3D svolge nell'Industria 4.0. Inoltre, Andreas Langfeld, EMEA Sales Vice Presidente di Stratasys, fornirà una presentazione approfondita, dal titolo “The Future of 3D Printing: Insights from a Market Leader” (Il futuro della Stampa 3D: analisi di un leader di mercato) giovedì 23 alle 13:00 presso la Sala Convegni Fabbricazione additiva (Padiglione 6, stand L26). Ricordiamo, per finire, che Giuseppe Cilia, Italy Sales Manager di Stratasys, parteciperà alla Tavola Rotonda “Qualità e Controlli nella produzione additiva e le sue applicazioni”, in collaborazione con l’Ordine degli ingegneri di Parma. La tavola rotonda si terrà venerdì 24 marzo dalle ore 15:30 alle ore 17:00 nella sala convegni additive manufacturing del padiglione 6. “L'evento MECSPE rappresenta la piattaforma ideale per mostrare le soluzioni di stampa 3D più recenti al mercato italiano, tra cui l'anteprima della nostra serie F123, che combina semplicità e prestazioni”, sostiene Giuseppe Cilia, responsabile vendite per l'Italia di Stratasys. “Incoraggiamo i visitatori a esplorare le modalità di ottimizzazione del processo di produzione riducendo al contempo i costi, grazie all'esclusiva gamma di stampanti 3D per la prototipazione e la produzione”. Troverete Stratasys all'interno del padiglione 6, stand J25, presso Fiere di Parma da 23 al 25 marzo.
  18. Se vi siete persi l'edizione dell'anno scorso, quest'anno non potrete mancare. Udine 3D Forum è uno degli eventi italiani più importanti per la computer grafica e, più in generale, per le tecnologie 3D. Arrivato ormai alla settima edizione, Udine 3D Forum ha iniziato a integrare nella sua offerta formativa anche le tecnologie additive e il mondo dei makers, ampliando ulteriormente i temi d'interesse di un evento che si presenta come estremamente focalizzato in determinati settori. Udine 3D Forum 2016 - Il programma Stiamo parlando di tre giorni intensi, composti da Conferenze, Workshop e Master Class e aventi l'obiettivo di mettere in mostra le ultime tendenze della computer grafica e dell'uso delle tecnologie 3D. "Innovazione" è la parola d'ordine. Tenetevi pronti a partire già da giovedì 10 novembre, giornata in cui si terrà un Convegno dove sarà fatto il punto della situazione sull'uso del 3D e sulle necessità del giorno d'oggi, facendo riferimento al mondo professionale. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2016/10/udine-3d-forum-2016-1024x577.jpg Sarà invece nei giorni successivi, venerdì 11 e sabato 12 novembre, che si terranno i Workshop organizzati dagli ospiti chiamati a presentare i propri lavori e le proprie visioni all'interno dei loro settori d'interesse. Tre saranno i macrosettori: Architettura e Design; Manifattura e Prototipazione; Vfx e Animazione. Tra gli ospiti troviamo nomi di estremo rilievo nel settore della computer grafica: Ivan Basso, che presenterà i suoi ultimi lavori legati all'automotive; Daniele "Danko" Angelozzi, esperto di ZBrush; Blue Dream Studios, produttori del cartone animato Animal Crackers; Riccardo Gatti per Rhinoceros e molti altri, ognuno legato a un particolare software di grafica 3D o all'applicazione delle tecnologie tridimensionali in uno specifico settore professionale. Nella giornata di domenica 13 novembre sarà poi possibile partecipare alle Master Class, ossia a veri e propri approfondimenti sui software 3D più famosi: Rhinoceros, Fusion 360, Archicad, ecc. A questo link trovate maggiori informazioni. Udine 3D Lab: le iniziative per i makers Quello della divulgazione è l'obiettivo principale di Udine 3D Forum. L'evento proporrà anche tutta una serie di iniziative per i più giovani e le scuole all'interno di Udine 3D Lab. Le attività in programma prevedono dei CoderDojo, laboratori di robotica, Lego e una Robot Competition, dove la stampa 3D e le tecnologie additive avranno un'importanza rilevante. Non a caso, tra gli invitati all'evento troveremo anche Protocube Reply, service di prototipazione rapida che da oltre dieci anni lavora nei settori dell'architettura, del design e dei beni culturali, producendo modelli a colori e ad alta definizione. Insieme a Protocube Reply sarà possibile conoscere le più avanzate tecnologie di stampa 3D disponibili al giorno d'oggi. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2016/10/udine-3d-forum-2016-02-1024x682.jpg Udine 3D Forum sarà quindi un'ottima occasione per entrare in contatto le ultime tendenze della grafica 3D e delle tecnologie tridimensionali, oltre che ad essere una buona opportunità per mettersi in collegamento con professionisti del settore. Costruzione robotica e stampa 3D - Il workshop Infine, una piccola segnalazione: se doveste essere da Udine 3D Forum nella giornata di sabato 12 novembre, non dimenticate di passare a salutarmi. Alle 14:00, in sala 4, terrò un workshop intitolato "Costruzione Robotica e Stampa 3D nel Futuro dell'Architettura: Scenari, Potenzialità e una Verifica Applicativa". Il workshop è destinato a architetti, ingegneri, ricercatori e accademici interessati ad approfondire le applicazioni della stampa 3D nella costruzione di edifici. Qui trovate il link per iscrivervi al workshop. Ci si vede a Udine! http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2016/10/Alessandro-Tassinari-Costruzione-Robotica-e-Stampa-3D-Architettura.jpg
  19. Milano ha già ospitato lo scorso anno il 3D Print Hub, fiera interamente dedicata alla stampa 3D in cui anche noi di Stampa 3D forum eravamo presenti; quest’anno l'evento si ripete, proponendosi in veste ancora più in grande: dal 7 al 9 giugno Milano ospiterà il Technology Hub, un’incubatore dei settori che in ambito tecnologico risultano quelli con maggior tasso di crescita a livello mondiale, segnando un +4% rispetto al già importante incremento del 2014. E’ uno dei più grandi eventi in Italia dedicati alla tecnologia in campo professionale, una grande opportunità per rimanere aggiornati sulle più recenti innovazioni per il futuro. Gli ‘Hub’ appunto, o settori, portati all’interno della fiera riguarderanno droni, materiali, elettronica e IoT (internet delle cose), robot e ovviamente stampa 3D e tecnologie di manifattura additiva. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2016/05/settori.png 3D Print Hub e Additive Manufacturing Hub Come si sta evolvendo il settore della stampa 3D professionale? In che modo è in grado di rivoluzionare i tradizionali processi produttivi? La lente d’ingrandimento cade su questi aspetti e attraverso la fiera si darà risposta a questi e ad altri quesiti connettendo il mondo imprenditoriale con i fornitori di tecnologie. All’interno di 3D Print Hub e Additive Manufacturing Hub sarà presente tutto ciò che riguarda il mondo della stampa tridimensionale, quindi: stampanti 3D desktop; materiali; plastica: ABS, PLA, PET, poliuretano, nylon e altre resine; tecnologia additiva Fused Deposition Modeling (FDM), Plastic Jet Printing (PJP), Stick Deposition Moulding (SDM), Digital Light Processing (DLP), Continuous Liquid Interface Production (CLIP), ecc; scanner 3D; software di simulazione, modellazione, progettazione tridimensionale; accessori per la stampa e la scansione 3D; service; nuovi servizi per la stampa 3D desktop e industriale. Il tutto riferito ai vari campi di applicazione, che spaziano dal settore dell’edilizia a quello della meccanica, dal dentale a quello delle calzature. Technology Hub - Convegni Per tutta la durata di Technology Hub si alterneranno workshop e convegni, di cui molti dedicati proprio alle tecnologie di stampa 3D. A questo link potete vedere l’elenco completo diviso per i tre giorni di fiera. Tra i tanti eventi in programma, ve ne segnaliamo due in particolare: Fabbricare con la stampa 3D Più che un convegno è una pura dimostrazione di come arrivare alla produzione di un oggetto definitivo, pronto per l’impiego, partendo da un modello digitale. L’area dimostrativa sarà divisa in tre zone. Nella prima è operativo un computer sul quale girano i programmi necessari per la stampa 3D, dal CAD che ha costruito il modello dell’oggetto da stampare ai software necessari per la sua conversione nel linguaggio adatto per pilotare la stampante e per il controllo dei file. Nella seconda zona è operativa una stampante 3D industriale, collegata direttamente con il PC. Non stampa direttamente il prototipo ma, per dimostrare nel dettaglio un tipico flusso industriale, realizza lo stampo che poi viene montato su una tradizionale pressa a iniezione presente nella terza zona dell’area dimostrativa. Mediante questa pressa si ottengono oggetti definitivi con i materiali standard della tecnologia a iniezione, che possono essere immessi direttamente sul mercato o usati come pre-serie. Ognuna di queste zone sarà pienamente operativa per tutta la durata della fiera. Non solo: esperti di modellazione, stampa 3D e stampaggio a iniezione sono a disposizione dei visitatori per rispondere a ogni domanda legata alla manifattura additiva. Previsti anche interventi di stampisti che hanno già adottato questa tecnologia, che consente loro di integrare con uno strumento in più la loro attività tradizionale. Per capire in pratica di cosa si tratta vi lasciamo ad un video che mostra la stessa dimostrazione già eseguita alla fiera MECSPE di Parma, organizzata da Stratasys e State Technologies. Additive manufacturing talks Sarà l’appuntamento conclusivo di Technology Hub e si terrà il 10 giugno a Milano presso il Vodafone Theatre. Tra i vari argomenti trattati, uno dei più interessanti sarà sicuramente quello riguardante il vetro trasparente prodotto con tecnologia additive manufacturing, e si focalizzerà sulla presentazione di una stampante 3D ad estrusione unica nel suo genere, in grado di stampare componenti in vetro. La piattaforma si compone di elementi modulari in grado di operare alle temperature elevate necessarie per lavorare il vetro dallo stato fuso fino al prodotto finale ricotto. L'evento sarà a cura di Peter Houk, Massachusetts Institute of Technology (Mit), Boston e Giorgia Franchin, Università degli Studi di Padova http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2016/05/vetro.jpghttp://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2016/05/vetro2.jpg Technology Hub - Orari, ingressi, prezzi http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2016/05/planimetria.png LUOGO: fieramilanocity – Padiglione 3 DATA: 7 – 9 giugno 2016 ORARIO: 9.30 – 17.30 INGRESSO: Porta Colleoni, Gate 4, Viale Scarampo Ingresso a pagamento Reception: 25,00 euro. Biglietto acquistato in reception, valido 1 giorno, 1 ingresso Online: 15,00 euro. Biglietto acquistato con il pre-accredito online, valido 1 giorno, 1 ingresso (QUI il link) Parcheggi a pagamento Sono a disposizione dei visitatori 600 posti auto sul tetto del padiglione 4. La tariffa è di 14 euro al giorno, ridotta a 8,5 euro dopo le 14.00. Ingresso Studenti: Gli studenti universitari esibendo alla biglietteria la tessera universitaria (o un documento che attesti l’iscrizione all’università) hanno diritto ad un ingresso omaggio. Resta obbligatoria la compilazione di una scheda di registrazione cartacea alla biglietteria. Ciò che ci aspettiamo da Technology Hub è sicuramente una grande partecipazione e tante, tante novità in ambito di stampa 3D. Nell’attesa dell’inizio dell’evento vi rimandiamo ai reportage delle precedenti edizioni del 3D Print Hub.
  20. Svoltosi dal 17 al 19 marzo, anche quest'anno MECSPE è riuscito a stupire. Sarà la dimensione della fiera - enorme -, sarà la presenza dei bracci robotici che giocano a basket che mi fanno impazzire; fatto sta che di prodotti nuovi legati al mondo della stampa 3D e dell'Additive Manufacturing ne ho trovati. Avete mai visto il muso di una macchina da Formula 1 stampato in 3D? E' stata la prima volta anche per me. Zare Prototipi è un'azienda con sede in provincia di Reggio Emilia, specializzata nella prototipazione altamente professionale nei settori avio e automotive. Le collaborazioni dell'azienda con diverse università e l'utilizzo di macchine marcate Stratasys hanno spinto Zare prototipi a assumere un know-how al top per quanto riguarda l'additive manufacturing altamente professionale, tra cui la stampa 3D in metallo. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2016/03/mecspe-2016-013-1024x768.jpg http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2016/03/mecspe-2016-09-1024x768.jpg http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2016/03/mecspe-2016-08-1024x768.jpg Lo sapevamo da mesi, 3D Systems sta collaborando in modo molto persistente con aziende del settore delle calzature, cercando di arrivare ad un prodotto finito completamente personalizzabile e pieno di innovazione. Finalmente, dopo aver visto solamente tanti video promozionali online, ho potuto vedere e toccare con mano la nuova scarpa da running marcata New Balance. Chiamata Voronoi, in onore della famosa matrice da cui è composta, la suola della scarpa è interamente stampata in TPU Duraform Flex attraverso sinterizzazione laser SLS. Attraverso l'alta personalizzazione offerta dalla tecnologia della stampa 3D, New Balance potrà progettare scarpe completamente su misura per gli atleti, migliorandone le prestazioni. I primi modelli saranno in vendita da aprile 2016 nelle sedi di Boston. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2016/03/mecspe-2016-07-1024x768.jpg Pochissimi giorni dopo aver presentato 42 - di cui trovate qui le specifiche - Sharebot ha già messo in mostra una nuova macchina, con volume di stampa pari a 297 x 420 x 300 mm. Esatto, la superficie di base è in formato ISO A3. Il modello di cui sto parlando è Sharebot Q ed è costruita con telaio in ferro zincato e profili in alluminio. Le caratteristiche tecniche della macchina comprendono un sistema di autolivellamento del piano di stampa, una telecamera integrata, l'interfaccia web con gestione da remoto, la possibilità di lanciare oggetti in stampa diretta da web o USB, piano di stampa magnetico e un sensore di presenza e scorrimento del filo. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2016/03/IMG_7634-e1458498092650-768x1024.jpg http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2016/03/015-1024x768.jpg Stampare un PLA che faccia completamente sparire la finitura dei layer? Se guardate la prossima foto capite di cosa parlo e sappiate che no, non è stata scattata fuori fuoco. Il pezzo che vedete ritratto è stato stampato con quello che Keytech definisce PLA Renegade. Un PLA molto particolare, che non lascia intravedere la finitura superficiale dei layer stampati a 100 micron, completamente paragonabile a una stampa 3D in nylon attraverso sinterizzazione laser. Notevole! http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2016/03/mecspe-2016-03-1024x768.jpg Tra le piacevoli new entry nel settore ho incontrato Mark One, giovanissima azienda con sede a Cesena, pronta a promuovere i propri servizi. Mark One, la prima macchina dell'azienda, è una stampante 3D solida e semplice in grado di stampare diversi tipi di materiali senza tralasciare la qualità del pezzo. Oltre a commercializzare la sua prima stampante 3D, Mark One è specializzata nella progettazione di macchine custom: potrete presentarvi da loro, fare richieste specifiche secondo le vostre esigenze e i ragazzi faranno tutto il possibile per accontentarvi, passando attraverso stampanti 3D di dimensioni generose o con velocità di stampa molto sostenute. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2016/03/mecspe-2016-014-1024x768.jpg http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2016/03/mecspe-2016-05-1024x768.jpg SDM 3D si è presentata corazzata con un esercito di macchine, tra cui una nuova stampante a grandi dimensioni, e per "grandi dimensioni" intendo un volume di stampa di circa 50 cm cubi (vi aggiorneremo con la dimensione esatta del volume). Dotata di doppio estrusore, sembra proprio che l'obiettivo sia quello di avvicinarsi a chi ha necessità di stampare oggetti grandi, evitando di stampare a pezzi. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2016/03/mecspe-2016-01-1024x768.jpghttp://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2016/03/mecspe-2016-02-1024x768.jpg WASP si è presentata con un nuovo tocco di unicità: le sedie che si trovavano dentro allo stand dell'azienda erano interamente stampate in 3D. Il processo di stampa è avvenuto tramite una delta di grandi dimensioni appositamente progettata: il blocco estrusore integra un ugello da 5 mm, mentre la ricarica di materiale avviene tramite l'utilizzo di pellet. Le sfumature, dal bianco al blu, sono dovute semplicemente al mix di pellet di queste due colorazioni. L'estrusore spinge quindi i granuli verso l'ugello attraverso un sistema a vite che ruota su sé stesso. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2016/03/mecspe-2016-04-1024x768.jpg Immagino che vi starete chiedendo che fine hanno fatto i progetti di stampa 3D in argilla. Bene, sembra che l'azienda stia raggiungendo degli accordi col comune di Massa Lombarda per dare vita ai suoi progetti più grandi a cielo aperto.
  21. Come ogni anno, da ormai 15 edizioni, si rinnova l’appuntamento del MECSPE di Parma, l’evento di riferimento per quanto riguarda la tecnologia della meccanica nell’industria manifatturiera che si svolge da domani 17 Marzo, fino a sabato 19 Marzo. Lo scorso anno ha attirato più di 30’000 visitatori, distribuiti nei 79'000 metri quadri dei padiglioni del complesso fieristico. Troveremo tutte le innovazioni riguardanti le tecnologie di produzione a livello industriale, quindi: macchine, sistemi logistici, sistemi di controllo e elettronica per l’automazione. Proprio per quest’ultimo ambito segnaliamo la prima edizione del Robot forum, evento sulla robotica il cui tema di quest’anno riguarda l’Assemblaggio. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2016/03/pianta_ingresso.jpg http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2016/03/ingresso-1024x685.jpg Ma concentriamoci su ciò che più interessa a noi. MECSPE ospita per il secondo anno di fila 3D Print Hub Parma, una grandissima occasione per dimostrare il ruolo fondamentale che la stampa 3D si sta ritagliando nel settore, un grande riflettore per presentare le tecnologie che consentono di incrementare l’efficacia e l’efficienza del processo produttivo e di prototipazione, garantire maggiore flessibilità a costi inferiori e a tempi ridotti. L’utilizzo della stampa 3D nell’ambito manifatturiero ha fondamentalmente due diversi tipi di applicazione: la produzione diretta e la creazione di stampi. Per questo ultimo ambito, nell’area dimostrativa verrà dimostrato nel dettaglio un piccolo flusso industriale, con la realizzazione di uno stampo che poi verrà montato su una tradizionale pressa a iniezione. Mediante questa pressa si ottengono oggetti definitivi con i materiali standard della tecnologia a iniezione, che possono essere immessi direttamente sul mercato o usati come pre-serie. Oltre a questo, durante tutta la durata della fiera avranno luogo vari workshops e convegni che toccheranno tematiche importanti nella sfera della stampa 3D con approfondimenti mirati dedicati a meccanica, prototipazione, modellazione e design industriale. Per informazioni più dettagliate a riguardo potete fare riferimento al programma completo del sito MECSPE a questo link. Per quanto riguarda i nomi presenti al MECSPE 2016 troviamo i nomi più importanti nel segmento professional della stampa 3D come 3D Systems, Stratasys e molti altri. Tutto ciò che riguarda il 3D-printing è esposto nel settore dell’Additive Manufacturing nel padiglione 6 della fiera, raggiungibile più facilmente dagli ingressi NORD e OVEST. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2016/03/convegno-1024x678.jpghttp://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2016/03/lab-stampi-1024x681.jpg
  22. L’ultimo mese di questa edizione di Makars è stato dedicato ai corsi di stampa 3D. Abbiamo iniziato parlando di stampa 3D FFF (o FDM) e delle possibili applicazioni nel campo dei Beni Culturali. Abbiamo usato diverse stampanti e abbiamo sperimentato l’uso di molti materiali, con caratteristiche veramente interessanti. Nella prima giornata di corso ci siamo concentrati sugli aspetti più teorici del processo di stampa, abbiamo visto come funziona una stampante 3D, come è fatta e quali sono i componenti principali. Non siamo entrati troppo nei dettagli tecnici, ma abbiamo analizzato i componenti di cui è importante conoscere il funzionamento per poter utilizzare correttamente una stampante: in particolare il blocco estrusore (“tirafilo”, hot end e ugello) e il piatto di stampa. Abbiamo inoltre discusso degli elementi a cui prestare attenzione quando si acquista una stampante, tra cui piatto di stampa riscaldato o non riscaldato, stampante aperta o chiusa, numero di estrusori, tipo di estrusore (Bowden o standard; a vite o a pignone godronato), le dimensioni dell’ugello e del “tirafilo” e così via… Abbiamo in seguito parlato di materiali, da quelli più diffusi come PLA e ABS, ma anche di quelli particolari come ad esempio il PVA, solubile in acqua, il PET, quello delle bottigliette di plastica, o lo STRAW, composto in parta da paglia vegetale. Ci siamo poi soffermati sui materiali più utili nel settore dei Beni Culturali. Oltre all’argilla, che sarà oggetto di un corso a parte, abbiamo discusso delle potenzialità dei materiali ibridi, cioè composti da termopolimeri e da una percentuale di polveri di vario tipo, come legno oppure metalli (bronzo, rame o ottone). In particolare ci siamo concentrati sui materiali prodotti da TreeD Filaments, un’azienda italiana che produce materiali orientati al settore architettonico e artistico. I suoi materiali sono a base di polveri di vario tipo, come marmo, sabbia e argilla, e danno vita a prodotti molto versatili (anche per la quantità di colorazioni disponibili) e che, grazie proprio alla componente di polvere, possono essere post-lavorati con molta facilità. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2016/03/Makarsa-stampa-3d-FFF-1.jpg Abbiamo infine analizzato i principali problemi che possono verificarsi durante la stampa e abbiamo visto alcune soluzioni per risolverli. In particolare, abbiamo discusso di warping, la deformazione che si verifica su certi tipi di materiali (ABS in primis), di oozing e in generale del problema della ritrazione che causa fastidiosi filamenti in alcuni punti dell’oggetto stampato, di overhang e di come orientare l’oggetto da stampare per evitare il più possibile di dover costruire supporti, del cracking che si può verificare in alcune stampe se non c’è un buon controllo della temperatura. A questo punto non ci restava che stampare. Durante il secondo giorno del corso abbiamo preparato alcuni file per la stampa usando il programma di slicing Cura (ma con una veloce presentazione anche di Slic3r e di Simplify 3D). Abbiamo analizzato tutti i parametri, sia base che avanzati, per capire come settarli al meglio in base al materiale che utilizziamo, in base alle caratteristiche del modello da stampare, in base alla qualità finale che vogliamo ottenere e in base alla stampante che abbiamo a disposizione. Grazie alla partnership tecnica con Sharebot e WASP, due dei principali produttori di stampanti 3D nel panorama italiano, i nostri studenti hanno avuto a disposizione per tutta la durata di Makars una Sharebot KIWI e una Delta WASP 20 40 (nella sezione recensioni, potete trovare delle prove dettagliate di queste macchine). La Sharebot KIWI è un’ottima macchina entry-level, precisa e silenziosa, che ad un costo decisamente basso offre buone prestazioni, anche in stampe di lunga durata. Con la KIWI abbiamo stampato in PLA (un termopolimero prodotto da scarti vegetali) alcuni reperti del Museo Civico Archeologico di Albano Laziale digitalizzati dagli studenti durante i precedenti corsi di rilievo 3D. Abbiamo visto come preparare la stampante (calibrazione in Z del piatto di stampa, preparazione del piatto di stampa con lacca o blue tape per evitare il distaccamento del pezzo durante la stampa, caricamento del filo) e abbiamo visto quali impostazioni di slicing settare per sfruttare al pieno le potenzialità della KIWI. Stampare in PLA è relativamente semplice e, dopo le prime normali difficoltà, i risultati sono arrivati. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2016/03/Makarsa-stampa-3d-FFF-2.jpg Dopo aver preso confidenza con il processo di stampa, ci siamo avventurati nell’uso di materiali più interessanti, in particolare quelli a base di polveri, anche se in certi casi sono più difficili da stampare. In particolare, questi materiali hanno bisogno di una stampante con alcune caratteristiche che consentano un maggior controllo sulla temperatura di stampa: piatto riscaldato e area di stampa chiusa. Questi due fattori permettono di raffreddare più lentamente il materiale stampato, scongiurando problemi di warping e di cracking. Con questi materiali abbiamo utilizzato la Delta WASP 20 40, una stampante di livello professionale chiusa e con piatto riscaldato e che, grazie anche ad un’area di stampa generosa (20x40 cm), permette di stampare una grande varietà di oggetti e materiali. Abbiamo così iniziato a sperimentare i differenti materiali a disposizione grazie alla partnership con TreeD Filaments e, una volta trovati i corretti parametri di stampa, ci siamo divertiti a ricreare gli oggetti scansionati al Museo di Albano. In particolare, ci siamo concentrati nella stampa di un busto di epoca romana: abbiamo provato materiali diversi e per ogni materiale parametri diversi, in modo da trovare la giusta combinazione. Tutto è stato accuratamente annotato, in modo da poter procedere con più sicurezza nelle stampe future. In particolare abbiamo utilizzato i filamenti TreeD filaments della serie Monumental (Architectural, Sandy, Clay e Heritage Brick) e BronzFill e CorkFill di ColorFabb. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2016/03/Makarsa-stampa-3d-FFF-3.jpg Per chiduere abbiamo anche parlato di post-lavorazione: vapori di acetone per lisciare l’ABS, carta vetrata per i materiali a polvere, rivestimenti in resina per togliere l’effetto layers, tecniche ossidanti per i materiali a base di polveri di metalli, trattamenti per i materiali a base di fibre di legno legno, ecc… http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2016/03/Makarsa-stampa-3d-FFF-4.jpg Continuate a seguirci sul nostro Blog, a breve anche i report degli altri corsi!
  23. Siamo ormai a metà di questa prima edizione di Makars, la prima Scuola di Fabbricazione Digitale per i Beni Culturali, e il mese di gennaio lo abbiamo dedicato alla modellazione 3D. Insieme a Emanuel Demetrescu (CNR-ITABC) abbiamo visto come usare il software Blender per modellare e scolpire in 3D oggetti diversi, come realizzare integrazioni e restauri digitali e come ottimizzare e esportare i modelli per la stampa 3D. Blender è un software open source molto conosciuto tra chi si occupa di grafica digitale 3D ed è una valida alternativa a tutti i più importanti software commerciali oggi in circolazione. Il fatto che sia open source e distribuito gratuitamente non deve far pensare ad un software di basso livello, poco curato oppure dotato di scarsa assistenza online. L’applicazione mette in realtà a disposizione potenti strumenti di modellazione, con la possibilità di ottenere prodotti finali di qualità professionale e paragonabili a quelli realizzate mediante le corrispondenti applicazioni commerciali, molto più costose. Proprio perché open source l’abbiamo scelto per le nostre lezioni di Modellazione 3D e di Scultura Digitale, in modo tale che i nostri studenti possano essere già operativi al termine del corso senza dover investire grosse risorse nell’acquisto di licenze. Grazie a Blender è possibile realizzare numerose tipologie di elaborati 3D grazie ad una ricca collezione di tool, sia basilari che avanzati, integrati all’interno del software e facilmente accessibili. Anche l’esportazione avviene in modo semplice e con un buon livello di compatibilità verso i formati di file più utilizzati nel settore. Blender, benché gratuito, è riuscito a emergere in un settore professionale ricco di alternative la cui fama è spesso superiore, ma non per questo caratterizzati da un maggiore livello qualitativo. Nel nostro corso, dopo un'introduzione alla ricostruzione virtuale nel campo dei Beni Culturali, con una panoramica sullo stato dell’arte e sulle problematiche ancora aperte, abbiamo affrontato l’interfaccia grafica e i comandi base di Blender. Dopodiché abbiamo mosso i primi passi nella modellazione poligonale, ponendo particolare attenzione alla correttezza tipologica e alla struttura dati di una mesh. Oltre ai modificatori di base ci siamo spinti anche a una panoramica dei modificatori avanzati di Blender. Abbiamo poi svolto alcuni esercizi pratici, ad esempio: modellazione poligonale per successiva rifinitura di un altare romano a partire da modello reality-based; http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2016/02/makars-blender-modellatore-2-2.jpg modellazione poligonale a tela di ragno di un tripode di età greca classica a partire da materiale fotografico. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2016/02/makars-blender-modellatore-3.jpg Il corso era rivolto principalmente alla modellazione 3D finalizzata alla stampa, ma abbiamo visto anche i settaggi di base per il rendering fotorealistico con il motore di rendering Cycles. Ci siamo successivamente cimentati nella modellazione organica poligonale di una pianta a partire da riferimenti fotografici, nella modellazione poligonale di un ambiente ipogeo partendo da planimetrie e sezioni e nella modellazione procedurale di un terreno a partire da dati cartografici e ortofoto. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2016/02/blender-makars-4.jpg http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2016/02/blender-modellatore-makars.jpg Nella seconda parte del corso, dedicata alla scultura digitale, abbiamo affrontato gli strumenti di sculpting della mesh lavorando sull’ambiente ipogeo precedentemente modellato per aggiungere dettagli, realismo e caratterizzazione del materiali (pietra, spaccature, etc..). Per quanto riguarda lo sculpting per il restauro digitale ci siamo anche soffermati sul restauro digitale di una statuetta votiva in terracotta rappresentante un torello, proveniente dal Museo Civico Archeologico di Albano Laziale, integrando alcune parti mancanti, come le corna. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2016/02/makars-blender-modellatore-2.jpg Infine, abbiamo brevemente affrontato anche le tecniche di UV mapping delle mesh e le tecniche di texturing e passaggio di informazione colore fra modelli diversi. In conclusione abbiamo analizzato parametri e procedure di pubblicazione online dei modelli sulla piattaforma Sketchfab, oltre a parametri e procedure per la verifica, la correzione e l’esportazione di un modello correttamente ottimizzato per la stampa 3D. Il mese di febbraio di Makars sarà dedicato ai laboratori di stampa 3D: FFF/FDM, DLP e argilla. Alla prossima puntata di Makars!
  24. In ambito di stampanti 3D e prototipazione rapida, l'edizione 2015 della Maker Faire di Roma si è rivelata, ancora una volta, ricca di conferme ma anche generosa in termini di novità. La nostra attenzione non è stata catturata esclusivamente dalle ultime proposte delle aziende "storiche" e blasonate ma abbiamo osservato con interesse anche prodotti di altre realtà, più piccole o ancora relativamente giovani. In questo articolo vi parleremo di CopperFace, un dispositivo di Robot Factory che consente di rivestire gli oggetti stampati in 3D (ma non solo) con sottilissimi strati metallici. Robot Factory Robot Factory è un'azienda veneta fondata nel 2001 da Andrea Martini, attivo già dagli anni ottanta nel campo dell'elettronica e dell'informatica. Inizialmente l'impresa si occupava della realizzazione di robot didattici, dotati di una scheda madre programmabile "in stile Arduino", negli anni 2003-2013, tuttavia, il core business dell'azienda diventò la produzione di macchine a controllo numerico. Attualmente Robot Factory progetta e produce prevalentemente stampanti 3D professionali: una stampante FDM, la 3D-ONE e tre stampanti stereolitografiche, la 3DLPrinter, la 3DLPrinter-HD e la giovanissima 3DLPrinter-HD 2.0. A queste si affiancano anche altri dispositivi quali il Fornetto UV, per il trattamento di resine fotosensibili ai raggi UV ed il CopperFace, un congegno che, basandosi sulla galvanoplastica, consente di ricoprire le superfici degli oggetti, per esempio stampati in 3D, con dei rivestimenti metallici. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2015/10/copperface-1.jpg Come funziona la galvanoplastica La galvanoplastica è un processo elettrochimico che consente di ricoprire la superficie di un oggetto non conduttore con un sottile strato metallico. In analogia alla galvanostegia, sfrutta la deposizione elettrolitica, la quale fa si che un metallo non nobile sia ricoperto da un altro, nobile o passivabile. Vien da se che, nel caso della galvanoplastica, poichè gli oggetti da rivestire non sono conduttori (quindi non sono metalli), devono essere resi conduttivi adoperando, per esempio, uno spray di grafite e/o di argento, che costituisce uno strato preparativo, molto sottile ed uniforme, di materiale conduttivo. A questo punto si riempie un contenitore (generalmente in vetro borosilicato) con una soluzione di acqua ed acido solforico (che fa da elettrolita) e del sale del metallo che si vuole applicare all'oggetto. Nell'immagine in basso è illustrata una ramatura, quindi il sale del metallo è un sale di rame, il solfato rameico (CuSO4). Si immergono quindi due elettrodi: il catodo, costituito dall'oggetto da rivestire e l'anodo, costituito dal metallo che si vuole adoperare, in riferimeto allo schema sottostante tale metallo è il rame. Collegando un generatore di corrente agli elettrodi si produce un movimento degli elettroni dall'anodo, che si carica positivamente, al catodo, che si carica negativamente. A questo punto si innesca la reazione di ossidoriduzione: sul catodo si depositeranno, per attrazione tra cariche opposte, gli ioni positivi del metallo rivestente che, forzati ad acquisire elettroni (riduzione), si trasformeranno in atomi metallici, ricoprendo pian piano tutto l'oggetto. Parallelamente l'anodo attrarrà ioni negativi che, in antitesi a quanto visto per il catodo, cederanno elettroni all'elettrodo positivo, provocandone l'ossidazione. CopperFace http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2015/10/copperface-2.jpg CopperFace è una mini-galvanica dal design compatto e dalla strutture in acciaio inox composta da due elementi principali: un agitatore (155 x 153 x 290 mm di ingombro) ed un alimentatore (205 x 85 x 160 mm di ingombro). Sfruttando il principio sopra descritto, consente di ricoprire oggetti non conduttori con uno strato metallico. Si parte dalla ramatura (galvanostegia con anodo in rame) dell'oggetto e successivamente lo stesso sistema consente di rivestire i pezzi appena ramati con diversi metalli di finitura (Oro, Rodio, Palladio, Nichel e Argento). Il bicchiere in vetro borosilicato ha una capacità di 1000 ml quindi si consiglia una dimensione massima dell'oggetto compresa tra i 40 cm2 e gli 80 cm2 (l'intervallo dipende dal tipo di anodi che si usano, stadard o doppi). La soluzione acida di solfato di rame è già pronta per l’uso. Una volta azionato l’agitatore magnetico, regolando l’alimentatore in base alla superficie dell’oggetto da trattare (circa 1A – 1.5A per dm2), la differenza di potenziale che si genera all’interno del bicchiere contenente il bagno elettrolitico, tra il catodo (oggetto) e gli anodi, determina la deposizione del metallo sulla superficie dell’oggetto immerso (approssimativamente, viene depositato 1 µm ogni 2 minuti). Infine, bisogna rimuovere l’oggetto dal bagno elettrolitico, lavarlo con acqua ed asciugarlo delicatamente con un panno morbido. Per ulteriori dettagli e specifiche tecniche visitare il sito ufficiale a questo link. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2015/10/copperface-3.jpg La galvanoplastica non è un processo nuovo. I primi esperimenti furono condotti, già agli inizi del XIX secolo, da Luigi Valentino Brugnatelli il quale riuscì a ricoprire elettrodi in carbone con un sottile strato di materiale metallico. Il vantaggio della CopperFace è che rende semplice e standardizzata la galvanoplastica, processo di per se delicato e complesso. Quindi, nel caso in cui si voglia metallizzare degli oggetti, per conferire loro un aspetto più realistico o per svariate altre ragioni, senza rivolgersi ad una costosa galvanica industriale o in assenza di specifiche competenze tecniche, un dispositivo di questo tipo potrebbe rappresentare una valida soluzione. Le immagini di seguito mostrano alcuni oggetti ricoperti d'oro a 24 carati. Nel primo caso si nota la differenza, in termini di look and feel, tra un anello di poliammide stampato in 3D ed un altro rivestito utilizzando la CopperFace. La seconda immagine evidenzia invece che, oltre all'anello, il dispositivo riesce a rivestire moltissimi altri oggetti, tra cui persino una noce vera. http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2015/10/copperface-4.jpg http://www.stampa3d-forum.it/wp-content/uploads/2015/10/copperface-5.jpg Cosa ne pensate? Scriveteci le vostre opinioni sul forum.
×
×
  • Crea Nuovo...