Eccoci arrivati al clou della nostra recensione, quella che per molti definirà la grande decisione: acquistare la MakerBot Replicator 2X oppure no.

Colleghiamo tutti i cavi (in realtà è solo uno, quello dell’alimentazione), installiamo correttamente le bobine nei propri alloggiamenti e via, accendiamo la stampante tramite il comando “Power” posto sul retro della stampante, come descritto nella sezione precedente della recensione. Dopo un secondo di attesa, eccola che parte e prende vita… Le luci a LED si accendono e lo script sul display parte con la classica musichetta di MakerBot.

In tutto ci vogliono circa 3-4 secondi per completare l’operazione di accensione, dopodiché è completamente operativa e pronta per mangiare file provenienti da Makerware, oggi chiamato MakerBot Desktop. Sì, perché la Replicator 2X, come tutte le altre stampanti 3D di MakerBot, funzionano solamente tramite l’interfaccia di Desktop (qui troverete i parametri e una guida introduttiva a MakerBot Desktop), a meno che non utilizziate altri sistemi che però non affronteremo in questa recensione.

I test che abbiamo eseguito sono stati effettuati utilizzando filamento prodotto da Plastink, nostro partner e fornitore ufficiale di filamenti.

Caricamento del filamento

recensione Makerbot Replicator 2X

La stampante è accesa ed ovviamente dobbiamo caricare i filamenti nei due estrusori. Il procedimento di caricamento risulta essere molto agevole e facile da effettuare. Contando di avere la bobina nel suo alloggiamento, facciamo passare il filo attraverso il tubicino trasparente il quale si connette direttamente all’estrusore. Prima di effettuare il vero e proprio inserimento, dobbiamo andare nel menu e selezionare “Utilities” e poi “Change Filament”. Arrivati a questo punto possiamo decidere se caricare o scaricare il filamento per l’estrusore destro oppure quello sinistro, selezioniamo il prescelto e premiamo il pulsante centrale “M”. Effettuata questa operazione i led della stampante (se lasciati di default) cambiano colore e virano verso il blu, mano a mano che l’estrusore si scalda fino a portarlo ad una temperatura prestabilita di 230°C, i LED variano su una tonalità calda di rosso. Questa operazione di riscaldamento può durare all’incirca un paio di minuti e, quando l’estrusore arriva alla temperatura finale, tramite un segnale acustico la stampante stessa ci avvisa che è possibile inserire il filamento. Questo si capisce anche perché si sente lo stepper dell’estrusore “cantare” (insomma, vuole la mangiare!). Arrivati a questo punto non dobbiamo far altro che inserire il filamento e accompagnarlo spingendo in modo moderato verso il basso fino a quando non vedremo scendere del filamento dall’estrusore. Di solito se non vi è da pulire per bene l’estrusore, si può far scendere il filamento per un 6-7 secondi circa.

Livellamento del piatto

recensione Makerbot Replicator 2X

Subito dopo il caricamento del filamento un’altra importante operazione è quella del livellamento del piatto. Infatti, non “mettere in bolla” il piatto significa non avere stampe soddisfacenti, ossia stampe che vengono male o addirittura che non si attaccano al piatto pur essendo rivestito di Kapton Tape. Ecco, apriamo una breve parentesi sul Kapton Tape: è un film adesivo composto principalmente di poliammide, il quale si interpone tra il piatto in alluminio e la nostra stampa. In dotazione al momento dell’acquisto vengono forniti ben 3 tape adesivi, se li finite dovrete andare a comprarli da qualche negozio specializzato o su e-shop. L’operazione di stesura è bene effettuarla con cura maniacale onde evitare bolle o comunque non un piano perfetto, per questa operazione vi rimandiamo ad una bella guida creata da un nostro utente sul forum e dei relativi problemi. Stampare senza il Tape? Per questa domanda meglio proseguire sulla sezione Hack & Tips!

Dopo questa breve parentesi proseguiamo con il livellamento del piatto riscaldato, che viene effettuata tramite tre viti sistemate sotto ad esso: due nella parte frontale e una in posizione centrale però sul lato opposto. Di fatto avvitando o svitando si può cambiare l’altezza e l’inclinazione del piatto. Per fare questo procedimento bisogna entrare nel menu “Utilities” e successivamente in “Level Build Plate”. Schiacciando come al solito il tasto “M”, la Replicator 2X comincia a descrivere sul display il suo procedimento per la livellazione del piatto. In pratica, la nostra stampante andrà ad individuare per prima cosa 3 punti, quelli più esterni del piatto che noi andremo a regolare singolarmente (con le ormai note 3 viti). Successivamente procede alla seconda verifica con posizionamento anche nella parte centrale. Ma come facciamo a sapere qual’è la distanza corretta tra piatto ed estrusore? MakerBot suggerisce che bisogna far passare un biglietto da visita (il loro) e “sentire” un leggero attrito. Una buona tecnica, che però ovviamente dipende dalla grammatura del biglietto! Quello fornito nella confezione possiamo affermare che è abbastanza sottile, certo un po’ più spesso di un normale foglio di carta A4 da 80 grammi, ma meno spesso da un classico biglietto da visita. Un metodo di verifica forse ancora un po’ troppo empirico che però, se effettuato con scrupolosità, porta a buoni risultati. E’ molto più difficile da scrivere che da effettuare, la potete vedere direttamente nella nostra video recensione.

Ora però vi segnaliamo un particolarità che abbiamo trovato e anche altri nostri utenti sul forum ci hanno segnalato: il piatto della Replicator 2X non è completamente piatto! Sì, avete capito bene, è leggermente convesso, infatti abbiamo girovagato il grande mondo di internet e abbiamo trovato altri stampatori esteri che si lamentavano di questo problema. Quindi, come aggirarlo? Di fatto, per risolvere questo problema che all’inizio può portare a diversi grattacapi nella livellazione, tendiamo a considerare la parte da livellare la parte centrale del piatto, dove si posa la maggior parte delle stampe. Durante la prima fase di regolazione dei 3 punti cerchiamo sempre di avere più gioco con il nostro bigliettino da visita per arrivare alla misura corretta quando si farà la seconda verifica. Purtroppo questo problemino riduce l’area di stampa, precisiamo che vi è uno scarto di meno di un millimetro, ma se volete realizzare stampe con una base larga meglio utilizzare un bel letto di ABS (raft) per ridurre questo gap. Se invece siete dei maniaci della perfezione e siete anche un po’ “makers”, abbiamo trovato una soluzione che vi presentiamo in “Hack & Tips”.

Stampiamo!

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Eccoci finalmente arrivati, dopo tanti settaggi, alla fase di stampa vera e propria. Carichiamo quindi il nostro file uscito da MakerBot Desktop sulla scheda SD, la inseriamo nell’apposito spazio sopra al display LCD, selezioniamo “Build form SD card”, selezioniamo il nostro file e premiamo il pulsante “M”. Subito la stampante alza il piatto e sposta gli estrusori in postazione da riscaldamento. E’ importante in questa fase tenere sia lo sportellino che il tettuccio chiusi in modo da mantenere il più costante possibile la temperatura interna.

Tempistiche: la Replicator 2X parte sempre con il riscaldare il piatto, per portarlo ad una temperatura di 110°C circa ci mette circa 4-5 minuti. Non molto veloce però ne va dei consumi totali, mentre come detto prima un estrusore impiega circa 1-2 minuti per scaldarsi fino a 230°C.

Quando la procedura di riscaldamento è conclusa parte la stampa! La Replicator 2X parte subito con un strisciata vicina al bordo del piatto (se non notiamo nessun rilascio di plastica vi sono dei problemi con il filamento o il piatto non è livellato in maniera ottimale!), quando arriva in fondo al piatto si dirige in modo rapido verso l’inizio della base del modello.

Printing test

recensione Makerbot Replicator 2X

Abbiamo cercato di essere i più oggettivi possibile in questa recensione, non a caso abbiamo creato dei modelli 3D che potete scaricare dal nostro profilo Thingiverse al seguente LINK, i quali verranno dati in pasto anche ad altre stampanti che avremo in test. I modelli sono: il classico cubetto di calibrazione 3x3x3 cm, una semisfera, una torre, il nostro amico Azteco, un bel bridge e solamente per le macchine a doppio estrusore (come in questo caso) il classico traffic cone.

Le stampe sono state effettuate in questo modo: di colore nero trovate il solo ABS, mentre di colore verde troviamo il PLA.

ABS

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PLA

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Analisi del Printing test

CUBO: Come possiamo notare dalle immagini, il cubo 3 x 3 x 3 cm è stato realizzato in modo rapido e veloce. Sono assenti sbavature di qualsiasi tipo nel materiale ABS così come nel PLA (per quanto riguarda il PLA ci sono stati dei problemini, per i quali però vi rimandiamo alla sezione Hack & Tips). La risoluzione a 0,2 mm è accettabile e i layer sono abbastanza visibili, mentre quando si è passati alla risoluzione massima, la musica cambia: i layer si possono vedere solo se ci si avvicina molto al modello, mentre al tatto la superficie risulta essere praticamente liscia. Ovviamente però il tempo di realizzazione tra le due risoluzioni varia sensibilmente.

TORRE: possiamo notare piccole imperfezioni sulle superfici a sbalzo però nel complesso possiamo affermare che a 0,2 mm le stampe effettuate con la Replicator 2X sono notevoli, mentre alla risoluzione massima i layer sono molto compatti e difficili da notare a prima vista. Qualche problemino l’abbiamo avuto sullo spigolo sporgente ma solo su un lato e in maniera poco evidente.

AZTECO: per quanto riguarda questa figura, scaricata direttamente dal profilo Thingiverse di MakerBot, a 0,2 mm è praticamente perfetto, mentre abbiamo avuto qualche piccola imperfezione alla massima risoluzione soprattutto sulle parti esposte o a sbalzo, ma nel complesso il test su questo piccolo guerriero è venuta ottimamente. La stampante si è comportata in modo similare sia per quanto riguarda il PLA sia per quanto riguarda l’ABS.

BRIDGE: questo modello lo abbiamo ideato e pensato per mettere alla prova le doti di questa MakerBot Replicator 2X. Lo sbalzo massimo di questo modello è di circa 7 cm. Ovviamente è stato realizzato senza supporti e ci teniamo a precisare che non abbiamo modificato i file con altri slicer non ufficiali MakerBot. Nel complesso quando effettua questo modello il primo strato è praticamente perfetto e lineare, mentre alla seconda passata, con l’aggiunta di altro peso tende leggermente ad imbarcare la parte sospesa. Su una lunghezza di quasi 7 cm la flessione dello strato sospeso è stato meno di 1 millimetro. Tutto sommato più che accettabile.

CONO BI-COLOR: per quanto riguarda una delle funzionalità più apprezzate di questa stampante abbiamo stampato un bel Traffic Cone, ovviamente tutto realizzato in ABS e dobbiamo dire che è stato un bel risultato, purtroppo non ci è piaciuto il vizio di MakerBot di creare (come peraltro abbiamo già fatto notare nel test su MakerBot Desktop) dei profili ad L per mantenere puliti ed efficienti i due estrusori, con un notevole dispersione di materiale soprattutto di tempo se si devono effettuare stampe bi-colore/materiale di notevoli dimensioni.

Recensione

Design

Video recensione

Hack & Tips

Conclusioni

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