Questa parte della recensione è stata pensata a chi vuole conoscere tutto, ma proprio tutto della Makerbot Replicator 2X, compresi i problemi che abbiamo riscontrato durante il test.

recensione Makerbot Replicator 2X

Piatto difficile da livellare

Come abbiamo visto nella parte riguardante il design della MakerBot Replicator 2X, il piatto di questa stampante risulta essere leggermente convesso, per cui livellare e sfruttare appieno tutta la superficie durante la stampa diventa alquanto problematico. Soluzione? Di fatto l’unica soluzione efficace per questo problemi risulta essere una lastra di vetro che posizionata sopra al piatto metallico. Attenzione però, perché onde evitare problemi con i sensori è meglio accorciare le molle di regolazione. Con questi piccoli accorgimenti, il piatto della vostra non dovrebbe avere più problemi sia di livellamento sia di sfruttabilità dell’area di stampa.

Alternative al Kapton tape?

Un argomento molto sentito questo, perché alla fine il Kapton Tape costa parecchio. Quindi che alternative ci sarebbero? Abbiamo provato a stampare sul piatto nudo e crudo, abbiamo aggiunto un letto di silicone, tape vari ma alla fine il Kapton resta il migliore da questo punto di vista. Inoltre, come anche detto sul forum, è reperibile su vari e-shop a prezzi ragionevoli e quindi a mio personale avviso non conviene cercare soluzioni molto fai da te per risparmiare qualche centesimo. Se si è fatta la modifica della lastra di vetro sopra descritta allora si possono utilizzare altri metodi per far aderire la stampa al piatto, con le varie lacche o soluzioni di ABS sciolto.

Ma stampa anche il PLA?

MakerBot assicura che questa Replicator 2X sia ottimizzata per l’ABS, ma che si riesce anche a stampare senza problemi il PLA. Di fatto il nostro test si è concentrato molto sul materiale ABS e altri materiali come l’HIPS. Però quando è venuto il momento di testarne le qualità con il PLA abbiamo riscontrato qualche problemino. Al momento di stampare scendeva un po’ di filamento, poi l’estrusore si bloccava e non stampava più. Abbiamo pensato che si fosse otturato l’estrusore perciò, fatte le dovute pulizie e spurghi vari con ABS, abbiamo ritentato e il problema si presentava lo stesso. E se fosse una variazione di diametro del filamento? Abbiamo provato diverse bobine e il problema non era quello. Cosa fare quindi? Di fatto la soluzione che più ci ha soddisfatto è stata quella di “bagnare” il filamento con dell’olio (abbiamo provato sia olio esausto che vergine d’oliva).  Con questo trucchetto abbiamo risolto il nostro problema di stampa con il PLA in maniera definitiva. Un’ultima accortezza: per riuscire a stampare con il PLA vi consigliamo di rivestire il piatto con del semplice nastro adesivo di carta o blue tape.

Solo Makerbot Desktop?

Sei uno smanettone e i pochi parametri che offre Makerbot Desktop ti fanno stretti? Allora per chi è in vena di sperimentazioni meglio scaricare altri programmi di slicing, i quali offrono sicuramente più parametri per la vostra MakerBot. In effetti anche a noi i parametri di Desktop stanno stretti, sono pochi e limitati. Però attenzione, che se si fa questo passo non si ha più “l’aiuto semplificato” di Desktop, il quale è uno dei punti di forza di questa stampante 3D. Se qualcuno è interessato a questa opzione consigliamo la lettura di questo topic sul forum proprio sulla questione Makerbot e altri slicer.

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