Lo Chassis

Appena tirata fuori dallo scatolone, dal peso si nota subito una robustezza significativa dell’intera struttura della Replicator 2X. Infatti la stampante pesa più o meno 12,5 kg, in gran parte dovuti anche al telaio metallico. Grazie ad esso però la stampante è veramente molto rigida e non ci sono particolari precauzioni da prendere se la si vuole trasportare da qualche parte (anche se bisogna fare attenzione a non toccare le cinghie superiori quando si fa presa con le mani).

recensione Makerbot Replicator 2X

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Una nota negativa invece sono i pannelli esterni in PVC nero: a prima vista sembrano robusti e solidi, in realtà non ci vuole molto a scoprire la loro fragilità: dopo qualche trasporto, come potete vedere dalle foto, se non si presta la dovuta attenzione si potrebbe creare qualche micro frattura.

recensione Makerbot Replicator 2X

Grazie a questi pannelli removibili è possibile aprire completamente tutta la stampante fino ad arrivare allo chassis in metallo. Questa operazione è agevolata dai bulloni che sono disseminati lungo le estremità di ogni pannello. Possiamo affermare che, fissati tutti i bulloni, la struttura è ottima e resistente.

Oltre al controller sul lato anteriore con la fessura per la card SD, sul lato posteriore possiamo trovare l’attacco della corrente elettrica. Vicino ad esso vi è il comando di accensione, mentre l’ultimo attacco è per il cavo USB, utile per collegare direttamente il PC alla stampante senza dover tribolare con schede SD varie.

recensione Makerbot Replicator 2X recensione Makerbot Replicator 2X

Restando nella parte posteriore della stampante, troviamo i due porta-bobine. Questi sono dei tubi lunghi una decina di centimetri a forma di “M” che, premendo la sezione, si restringono per poter installare correttamente la bobina. Attenzione, perché questi porta-bobine sono progettati per le sole bobine ufficiali MakerBot! Quindi, se comprate altre bobine non ufficiali, non potrete installarle. Però non dovete preoccuparvi troppo, avendo a disposizione una stampante 3D potrete stamparvi un nuovo porta-bobine di dimensioni diverse!

Il tettuccio

Veniamo quindi ad evidenziare l’elemento più caratterizzante di questa stampante 3D rispetto alla sorella minore (la Replicator 2): il tettuccio in plexiglass. Come mai questo chiusura superiore? La risposta è semplice: questa stampante è stata completamente progettata per funzionare al meglio con l’ABS che, si sa, soffre di una contrazione quando si raffredda, molto maggiore rispetto al PLA. Ecco perché questa stampante 3D è dotata di un piatto riscaldato, di cui parleremo tra qualche paragrafo. Di fatto, con questo tettuccio, si può considerare la Replicator 2X come una camera calda, in cui la temperatura si mantiene costante ed elimina quasi tutti i problemi di contrazione del materiale plastico più ostico che ci sia (nel campo della stampa 3D). Un elemento ben curato di questo tettuccio sono le 4 calamite circolari, le quali fanno una salda presa al telaio in acciaio. Con l’andare del tempo si evidenziano numerose striature sul tettuccio (per fortuna nulla sul telaio in acciaio) nella zona vicina alle calamite.

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Il piatto riscaldato

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Le altre due caratteristiche fondamentali della Replicator 2X sono, come citato prima, il piatto riscaldato e i due estrusori. Partendo dal piatto possiamo notare che non è in materiale polimerico come quello della Replicator 2 ma è bensì in metallo, per la precisione alluminio con un trattamento anodizzante in colorazione nera. Purtroppo, per stampare bisogna utilizzare sempre il Kapton Tape o prodotti simili. Meglio evitare prodotti non adatti, ma per questo argomento vi rimandiamo alla sezione Hack & Tips. In dotazione vengono dati di norma ben 3 tape e, se usati con la dovuta cautela, potrebbero durare anche più di 200 ore di stampa. Utilizzando questo fondamentale tape l’ABS si attacca in maniera perfetta al piatto.

I due estrusori della Replicator 2X

L’ultimo elemento di fondamentale importanza è la dotazione di due estrusori, molto importanti se si vogliono effettuare stampe con forti aggetti e quindi utilizzare il secondo estrusore per realizzare i supporti con un materiale dissolvibile (ad esempio PVA o HIPS). L’utilizzo più comune del secondo estrusore è quello di realizzare oggetti con due colori, anche se noi riteniamo sia più interessante la prima possibilità descritta.

recensione Makerbot Replicator 2X

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La struttura dell’estrusore è di semplice fattura, quindi anche molto semplice da aprire per effettuare le normali operazioni di pulizia. Di fatto, partendo dalla parte più alta, troviamo un corpo di plastica nera nel quale va infilato il filamento, verso l’alto troviamo una comoda leva per bloccare il filo oppure lasciare aperto completamente il passaggio. Se proviamo a smontarlo possiamo notare che all’interno vi è il pignone dentellato e il cuscinetto di pressione, i quali collegati al motorino (posto all’esterno) fanno si che il filamento venga introdotto nell’hot-end. Al di sotto di questo pezzo di plastica possiamo trovare l’hot-end, molto semplice, di forma rettangolare, al di sotto del quale troviamo l’ugello da 0,4 mm. Per mantenere la temperatura corretta troviamo anteriormente il dissipatore alettato con applicata la classica ventolina. Le azioni di manutenzione sono molto veloci e rapide, basta svitare 4 bulloni e l’intera struttura viene aperta.

Unità di comando e Menu

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Per quando riguarda l’unità di input, anteriormente troviamo un display LCD retroilluminato dal quale visualizzare le opzioni del menu. Abbinato al piccolo schermo troviamo un controller, molto gommoso, che alle prime sensazioni sembra di scadente qualità che usandolo per parecchio tempo lo abbiamo trovato molto robusto e affidabile. Di fatto questo controller ha 4 frecce direzionali per spostarsi nei vari menu e al centro vi è il comando “M” (che riprende il logo della casa newyorkese) il quale può corrispondere ad un invio per selezionare le varie voci.

Elenchiamo rapidamente le varie funzionalità del controller:

Build from SD: da questa impostazione possiamo mandare in stampa i modelli che abbiamo sulla nostra scheda SD, in alternativa si può mandare direttamente in stampa il modello via cavo USB utilizzando MakerBot Desktop (per approfondire vi rimandiamo al test del programma)

Preheat: permette il pre-riscaldamento dei due estrusori e del piatto. Ovviamente si può decidere quale elemento scaldare e a che temperatura.

Utilities: sotto-menu che contiene diverse funzionalità.

  • Monitor Mode: per vedere in tempo reale la temperatura dei due estrusori e dell piatto;
  • Change Filament: ci permette di cambiare il filamento dei due estrusori. Troveremo l’azione di load (carico il filamento) oppure unload (cioè estraggo il filamento). Se volete maggiori informazioni riguardo al procedimento andare a questo LINK
  • Level Build Plate: livellare il piatto è una cosa molto importante per la riuscita migliore della nostra stampa, grazie a questa funzione possiamo regolarlo con precisione. Tutta la procedura sarà descritta nel “Printing test”.
  • Home Axes: per riportare gli estrusori nella posizione iniziale, cioè quella nell’angolo in fondo a destra.
  • Jog Mode: con questa funzione possiamo spostare con precisione gli estrusori e il piatto con una precisione massima.
  • Run Startup Script: rilancia lo script di inizializzazione della Replicator 2X.
  • Disable Steppers/Enable Steppers: abilita e disabilita i motori stepper per il movimento degli estrusori e del piatto.
  • Blink LEDs/Stop Blinking: con questa funzione si può abilitare o disabilitare l’accensione dell’illuminazione a LED.
  • Calibrate Nozzles: con questa funzione possiamo calibrare i nostri estrusori al meglio.

INFO AND SETTINGS: menu con molte funzionalità riguardo al setup della Replicator 2X e statistiche varie.

  • Bot Statistics: in questa schermata potremo vedere le statistiche totali della stampante, come ad esempio le ore totali di lavoro (che però tengono in considerazione solo le stampe finali, mentre quelle interrotte non vengono conteggiate). Inoltre viene visualizzato il tempo dell’ultima stampa;
  • General Settings: riporta ad un altro sub-menu che è riportato quì sotto:
  • Sound: si può accendere o spegnere i suoni generati dalla stampante quando finisce il lavoro e durante la stampa;
  • LED Color: si possono regolare le varie tonalità di colore dei LED oppure spegnerli completamente.
  • Accelerate: è già di default in modalità ON, spegnerla significa che le vostre stampe non andranno oltre i 45 mm/s;
  • Heat Hold: con questa funzionalità si possono mantenere caldi gli hot-end fino a 30 minuti dopo la conclusione di una stampa;
  • Help Text: disattivandolo si possono ridurre i messaggi di aiuto durante le operazioni, come ad esempio il cambio di filamento;
  • Heat LEDs: si può disattivare la funzione della variazione di colore quando si scaldano gli estrusori e il piatto.
  • Tool Count: informa l’utente che sulla stampante ci sono due estrusori…. ce ne dovrebbe essere bisogno?
  • Heated Plate: informa l’utente della presenza del piatto riscaldato, non sappiamo se in caso di malfuzionamento questa opzione evidenzi il problema (non abbiamo avuto questo pensiero per fortuna);
  • Preheat Settings: si possono configurare i vari parametri del preheat;
  • Version Number: visualizza il numero della versione firmware installata sulla stampante;
  • Restore Defaults: configura tutti i parametri come erano all’inizio. In pratica un reset.

THE ACTIVE BUILD MENU: durante una stampa possiamo scegliere tra queste opzioni:

  • Pause: ovviamente è per mettere in pausa la stampa;
  • Cancel Build: optando per questa azione si cancella la stampa;
  • Change Filament: si può cambiare il filamento;
  • Sleep (Cold Pause)/Resume Build: pausa con raffreddamento di estrusori e piatto;
  • Z Pause Height: pausa mentenendo il piatto all’altezza di stampa prefissata (la si può regolare);
  • Filament Fan: si può accendere o spegnere la ventilazione della ventola;
  • LED Color: per configurare la luce dei LED come più ci piace;
  • Build Statistics: riassume il tempo totale della stampa in corso;
  • Back to Monitor: si ritorna alla modalità display di default.

 

Recensione

Printing test

Video recensione

Hack & Tips

Conclusioni

 

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