Maker Faire Rome 2014 – Progetti biomedicali

La Maker Faire Rome, la più grande d’Europa, si è appena conclusa e immergendoci tra le decine di stand, inventori e idee che hanno popolato il Parco Auditorium della Musica non abbiamo potuto non notare che quest’anno i progetti biomedicali sono entrati appieno nel mondo maker. Ormai è evidente che le stampanti 3D hanno raggiunto uno stadio di particolare maturità tecnologica dove materiali, dimensioni, velocità, flessibilità stanno migliorando e le idee attorno alle possibili applicazioni stanno diventando più concrete, chiaramente sempre più al servizio dell’uomo. La terza rivoluzione industriale ha adesso tutta l’aria di essere una realtà davvero seria, impegnata, organizzata.

Bionicohand

Uno dei primi grandi incontri che abbiamo fatto è stato con Bionicohand, alias Nicolas Huchet.

Biomedicale Maker Faire roma

Classe 1978, francese di Rennes, Nicolas vive personalmente questa rivoluzione dopo aver perso la mano destra in un incidente in fabbrica. Non soddisfatto della protesi fornitagli dal sistema sanitario decide di svilupparne una personalmente. Dopo anni di lavoro Nicolas e’ adesso portatore di una protesi mioelettrica basata su un circuito Arduino open source, stampata in 3D e sviluppata in collaborazione con il FabLab di Rennes e che grazie a lui è stata presentata in giro per l’Europa e alla Maker Faire New York, nonché in continuo miglioramento grazie al sostegno di realtà come la Scuola Sant’Anna di Pisa. Una tecnologia con una storia e personalità, quella di Nicolas, che dà all’oggetto “stampato in 3d” un sapore tutto nuovo, umano, dimostrando quanto le nuove tecnologie permettano alle persone di riappropriarsi della propria vita per cambiarla in meglio.

RIPRENDO@home

Continuando il nostro viaggio veniamo poi a conoscenza di RIPRENDO@home, un progetto di ricerca regionale finanziato nell’ambito dell’ Accordo Quadro tra Regione Lombardia e il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), che ha come obiettivo lo sviluppo di innovative piattaforme tecnologiche per la riabilitazione neuro motoria post-ictus, con particolare attenzione all’arto superiore e all’utilizzo in ambiente domestico.

Biomedicale Maker Faire roma

Anche in questo caso la stampa 3D viene in aiuto per produrre in maniera low cost e personalizzata diverse componenti dei progetti riabilitativi, con la prospettiva futura di produrre piattaforme totalmente stampate in 3D.

La biomedica presentata alla fiera finisce per coinvolgere davvero ogni ambito, facendo tesoro della libertà creativa dei makers come della recente diffusione delle tecnologie wearables. Ecco che così ci imbattiamo in diverse applicazioni di sensori, capaci di associare a determinati segnali informazioni sulla nostra salute. In questa ottica incontriamo il progetto italiano LifeTip, sensore wearable capace di inviare i dati relativi all’attività cardiaca, temperatura e postura direttamente a un’app specifica, utile oltre che per il fitness tracking anche in caso di emergenze. Ma troviamo anche particolari team come la Open Rehabilitation Prototypes che propongono l’introduzione di piattaforme open source e low cost nella psicoterapia come Open Bilateral Stimulation, versione software della tradizionale terapia EMDR utilizzabile nel trattamento dei pazienti con sindrome da stress post traumatico.

Dr Jack

Terminiamo questa carrellata con un progetto sviluppato da uno dei numerosi e attivisissimi FabLab italiani presenti alla fiera, il FabLabCatania. Denominato Dr Jack, si tratta di un jack da inserire nell’ingresso audio di smartphone, tablet, pc o Mac, funziona infatti con qualsiasi sistema operativo.

Biomedicale Maker Faire roma

Una volta inserito, si apre la schermata con i dati salvavita quali foto, nome, gruppo sanguigno, eventuali patologie, informazioni utili per il nostro soccorso e infine un numero I.C.E. ovvero il numero per le emergenze, tutte informazioni pronte per essere rapidamente consultati in ogni situazione su qualsiasi dispositivo

Si parla insomma di tecnologie sempre più vicine all’uomo, in grado di sentire in svariati modi il suo stato di salute, aiutandolo dove possibile a vivere una vita più completa e sicura. Le parole d’ordine sono personalizzazione, miniaturizzazione ma anche open source e low cost. I dispositivi vengono creati su misura della persona, capaci di mimetizzarsi in mezzo alle sue attività quotidiane, sempre presenti ma meno invadenti, frutto inoltre di un profondo desiderio di cooperare, condividere e fondere le proprie diverse conoscenze per offrire soluzioni per tutti, economicamente sostenibili senza mai perdere in efficacia e affidabilità. In tutto questo le stampanti 3D giocano un ruolo vitale, in quanto offrono la prospettiva di poter realizzare da zero interi dispositivi, con materiale a basso costo che può essere adattato alla naturale variabilità del corpo e sviluppato prima in ambiente digitale. E questo e’ solo l’inizio.

Valentino Megale – Open BioMedical Initiative