#Fuorisalone14: Mondopasta, tra food printing e hacking di stampanti 3D

    Ventura Design District, Lambrate. In tarda mattinata sono tante le persone che si dirigono verso gli espositori, tutti alla ricerca delle ultime novità dal mondo del design. Visto che a noi piace essere alternativi, ci siamo diretti subito in via Conte Rosso 22, dove ci aspettavano degli sperimentatori diversi dal solito. Parola d’ordine: food printing.mondopasta-fuorisalone-2014-01

    Subalterno1, in collaborazione col FabLab di Milano ha messo in mostra Mondopasta, spazio espositivo dedicato alla sperimentazione di un gruppo di designer. Il loro obiettivo? Quello di produrre pasta in un modo alternativo, hackerando Sharebot Next Generation, una 3DRag e producendo strumenti per la cucina, ovviamente stampati in 3D.

    Massimiliano Adami e Francesco Tarantino hanno disegnato Stracottoaldente modificando una vecchia macchina Imperia. I rulli stampati in 3D hanno uno specifico profilo che permette di imprimere agli spaghetti una forma larga e stretta allo stesso momento, permettendo una cottura stracotta e al dente sullo stesso spaghetto.

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    Francesco Bombardi e Marcello Ligabue hanno preso una Sharebot Next Generation e sostituito l’estrusore con un coltello. L’obiettivo è quello di disegnare al computer la geometria che la pasta deve avere, essendo in seguito tagliata dalla stampante 3D.

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    Lo spachetto più lungo della storia? Lo producono Francesca Lanzavecchia e Hunn Wai grazie alla loro 3DRag modificata. L’estrusore, se così possiamo chiamarlo, fa fuoriuscire l’impasto che viene avvolto su un rullo, arrotolando uno spaghetto potenzialmente infinito.

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    Piccole forme stampate in 3D hanno permesso ad Alessandro Stabile di divertirsi tagliando la pasta come desiderava. Le forme di pasta riproducibili sono potenzialmente infinite.

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    La sperimentazione attraverso la stampa 3D continua nel campo del food, portando avanti novità interessanti. Non si parla solo di stampanti pensate apposta per la stampa di piatti prestabiliti, come nel caso della stampante Foodini, ma si aprono nuovi orizzonti, sia nella modifica di stampanti, sia nella stampa di oggetti utili in tutte le cucine. Alla fine, in molti si sono espressi scettici verso la stampa diretta di cibo. L’approccio che abbiamo visto a Mondopasta è stato più casareccio, più vicino alla vita di tutti i giorni.
    Il food printing non si fermerà qui, poco ma sicuro!