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Nuovo sistema a doppio estrusore per la SpiderBot Delta 3D

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La scorsa settimana la coppia di inventori francesi Philippe e Myriam Boichut ha svelato l’ultima innovazione per la loro già popolare stampante, la SpiderBot Delta 3D. L’ultimo modello includerà un sistema a doppio estrusore che impedirà a quello inutilizzato di venire a contatto con l’oggetto che si sta stampando, in modo da evitare così fastidiose imperfezioni... -> http://www.stampa3d-forum.it/estrusore-spiderbot-delta-3d/


 


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Ragazzi, cosa ne pensate?


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L'adozione di un doppio estrusore (o di estrusori multipli in genere) si è rivelata nel tempo più una trovata marketing che un modo per incrementare le funzionalità delle stampanti FDM.
A parte le ovvie problematiche connesse all'aumento delle masse in movimento con conseguenze negative sulla qualità di stampa, il problema maggiore è la precisione meccanica con la quale i due estrusori sono montati ed operano. Nei sistemi che usano un montaggio reciprocamente "fisso" degli estrusori è abbastanza facile garantire un offset stabile tra gli ugelli, ma è meno facile allinearli perfettamente sull'asse Z. Anche una differenza di pochi centesimi comporta l'inevitabile collisione dell'estrusore più basso con il materiale depositato da quello più alto. Considerando che la struttura delle stampanti non è spesso rigidissima, che gli estrusori sono sottoposti a considerevoli variazioni di temperatura e che possono ovviamente formarsi depositi carboniosi, quasi sempre questo problema risulta insormontabile. Nei sistemi con offset variabile (nei quali un solo estrusore per volta viene portato in posizione di lavoro) le cose non vanno poi molto meglio: non è facile garantire, in sistemi economici, l'accuratezza di riposizionamento che sarebbe necessaria, a causa di giochi meccanici, deformazioni della cinematica etc.

La soluzione? E' dura a dirsi, ma, a meno di non rivolgere l'attenzione verso stampanti professionali, che adottano una meccanica più sofisticata e telai più rigidi, è quella di accontentarsi di un solo estrusore. L'impiego di diversi colori (non così tanto diffuso, visto che comunque possono essere deposti a strati) può essere risolto mettendo in pausa la stampante e sostituendo il filamento. Il problema dei supporti, con un software di slicing che li gestisca e collochi con una efficiente strategia.

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non è l'unica soluzione come dimostra sharebot nella sua ultima e più massicia stampante che adotta un sistema sviluppato opensource da Davide di IeC e Giacomo falaschi (per citare 2 italiani)


 


ed il suo sviluppo portato avanti da utenti italiani


http://www.thingiverse.com/thing:498922


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