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Trovato 11 risultati

  1. Che bella cosa..... l'Italia, come la Corea del nord, ma chissà perchè anche la Polonia, escluse dal "Remix challenge" che è partito ieri su thingiverse..... ma come sono contento....... http://www.thingiverse.com/challenges/RemixChallenge WHO MAY NOT ENTER CONTEST: The following categories of persons are NOT eligible to enter the Contest or win a prize: (a) Employees and their immediate families (spouse, parent, child, sibling and their respective spouses, regardless of where they reside) or those living in the same household (whether or not related) of Sponsor, and their respective parents, affiliates, subsidiaries, prize suppliers, distributors and advertising and promotion agencies (collectively, “Contest Parties”); and (b) residents of North Korea, Syria, Sudan, Cuba, Iran, Brazil, Argentina, Romania, Turkey, Poland, Italy, and the Province of Quebec, Canada Fateci caso... neppure il continente africano è espressamente escluso...quindi un "libico" o un "camerunense" potrebbero partecipare.... paradossalmente sembrerebbe che anche gli afgani possano partecipare..... e date un'occhiata attenta ai paesi che vengono iscritti in questa "lista nera" insieme a noi Se mai qualcuno volesse far sentire la propria voce in merito io per primo ho pubblicato questo..... http://www.thingiverse.com/thing:1934344 Ma c'è allegato qui anche la versione semplificata a un colore che, se volete pubblicare "in proprio" su Thingiverse e magari incrociamo tutti i "mi piace", ecco che dovremmo essere quantomeno più visibili nella pagina di apertura e nella board a sinistra del sito e se mai chi ha in firma una di quelle stampanti (Makerbot) sarebbe bello le facesse sparire per un po'..... chissà se come "clienti" gli italiani non valgono proprio nulla per loro..... intero.stl
  2. Buonasera a tutti, è un po' che non passo da queste parti. Mi chiedevo se aveste provato i nuovi estrusori. Vanno una bomba
  3. Buongiorno a tutti, mi chiamo Adriano uso stampanti 3D da 6 anni, sempre stato affascinato fin dal primo utilizzo nel 2010, ora ho a casa una Makerbot replicator 2X, su cui sto iniziando a fare le prime cose. Per lavoro e incontri fortunati ho avuto modo di usare dall'Elite con le lunghe attese nei bagni di scioglimenti materiale di supporto, ma di affidabilità incredibile, alla Fortus 400mc, 450, DWS, a polveri...fino a sbattere la testa contro il muro per depositare un mentecatto di primo layer con una prusa... :) per non parlare dei materiali..., un mondo davvero incredibile e in pieno fermento. un saluto e a presto nelle aree tecniche
  4. Mi sto informando su prezzi e prestazioni delle Makerbot (sono OT in quest'area essendo stampanti consumer?). Se ho capito bene i modelli più venduti sono: Mini, Replicator, Replicator 2X, Z18. Di queste, solo la 2x è indicata per l'ABS (+ un solubile per i supporti) mentre per le altre c'è solo il PLA. E' corretto? Altra questione: posto che il loro filamento sarà senza dubbio di ottima qualità, chi le compra è comunque vincolato al loro o può fornirsi dove gli pare? Ad esempio ma Mini deve avere un caricatore custom perchè si parla di 200 gr. Lo so, potevo fare le stesse domande a loro, lo farò, ma mi piacerebbe sentire più opinioni :-) Un saluto.
  5. Salve a tutti... Siamo un gruppo di ricerca universitario che si sta approcciando al mondo della stampa 3D con lo scopo di testare nuovi tipi di polimeri da utilizzare per svariate appliazioni... Dopo una iniziale infarinatura sulle dinamiche di questa tecnologia di manufacturing e sull'utilizzo di programmi di modeling (Autocad 2016) abbiamo deciso di acquistare una Makerbot replicator 2 in quanto valutata adatta per sviluppare il nostro progetto... Premessa: siamo abbastanza competenti nel campo della polimerica e nelle tecnologie di termoplasticizzazione dei polimeri (ottenuta per estrusione). Il nostro laboratorio è fornito di un mini estrusore da banco, bivite della Themo Haake (MiniLab II) che ci permette di lavorare con un ampio range di temperature, velocità di rotazione delle viti, ecc... Nonchè di ottenere misure reologiche utili alla comprensione del comportamento e delle caratteristiche dei polimeri utilizzati... Non mi stò a dilungare su questi aspetti in quanto non voglio andare off topic... Veniamo a noi... Le prove preliminari sono state molto confortanti e ci hanno portato ad ottenere ottimi risultati in tempi brevi ma comunque abbiamo riscontrato alcune difficoltà nello svolgere alcune operazioni... Dividerò volontariamente la procedura di produzione del prodotto finito in 2 parti in modo da porre domande mirate riguardo le due tipologie produttive accoppiate...(buona lettura agli "addetti ai lavori") mi spiego meglio: 1) Produzione del filamento da 1,75 mm da utilizzare nella stampante 3D. Il nostro mini estrusore presenta alcune problematiche... a) La camera (dove avviene la lavorazione del materiale) è di soli 7 cm ed alcuni polimeri necessitano di maggiori tempi di lavorazione per ottenere prodotti completamente transiti e termoplastici; Non è provvisto di un sistema di "tiraggio del filamento" e di "controllo del diametro" (on line, in tempo reale) all'uscita dalla filiera... Problema parzialmente risolto in modo home-made: abbiamo costruito un sistema di tiraggio con un sistema aggiuntivo di raffreddamento del filamento stampando i componenti con un'altra stampante 3D ed interfacciando il tutto con Arduino; mentre per controllare il diametro utilizziamo un calibro applicato, con un supporto, all'uscita della filiera dove il filamento inizia a raffreddarsi (in modo da non avere variazioni del diametro a valle del sistema). Risoluzione parziale in quanto il filamento prodotto non ha un diametro proprio costante... sappiamo tutti quanto questo aspetto sia importante per il successivo utilizzo con la stampante 3D... (infatti, molte volte si blocca e non stampa) 2) Utilizzo della Makerbot replicator 2 per stampare con i nostri filamenti autoprodotti. Alcune problematiche saltano subito all'occhio dopo le prime prove: a) La mancanza del "piatto riscaldato"... Alcuni polimeri non aderiscono in modo ottimale al supporto, diventano, in breve tempo, troppo "rigidi" e non permettono la deposizione di un secondo layer (il secondo layer non aderisce in modo soddisfacente al primo). Il sistema di "caricamento/tiraggio" del filamento nel sistema di fusione tende a non essere continuo e fluido e siamo quindi obbligati ad intervenire con una piccola pressione manuale mentre avviene la stampa (fortunatamente stampiamo, per ora, dischi di 3 cm di diametro e con spessore di 600 um con 2 layer totali)... Probabilmente questo è dato dal fatto che il filamento non ha un diametro costante e definito (1,75 mm) e la consistenza dello stesso è molto differente rispetto ai classici PLA o ABS (alcuni polimeri sono più rigidi, altri più soft)... Risoluzione parziale anche in questo caso: sostituendo la "molla" interna al sistema di caricamento, con molle più hard e più soft, siamo riusciti ad adattare il sistema alle diverse caratteristiche dei filamenti provati... ma questo non basta... c) Tutto il sistema tende a sporcarsi ed a intasarsi e quindi siamo obbligati a smontare, pulire e rimontare anche più volte in una stessa giornata di lavoro (penso che per questo terzo punto non ci sia soluzione... purtroppo)... d) Non mi convince molto il sistema di "livellamento" del piatto della Makerbot... Non è molto riproducibile in quanto risente molto dell'"occhio" dell'operatore ed inoltre il sistema della "frizione" con il biglietto da visita non mi sembra molto scientifico... Considerando che dobbiamo soventemente smontare e pulire, le calibrazioni sono frequenti e non sempre è la stessa persona a farle, talvolta succede che non sono fatte ad hoc (e questo si riflette in una perdita di tempo)... (penso che anche questo problema non sia risolvibile in quanto rimane un limite dello strumento... ri-purtroppo)... ---------------------------------------------------------- Veniamo ora alle "questions"... (divido volontariamente anche queste in due parti, per non creare confusione) 1) Domande relative alla produzione home-made dei filamenti: a, Conoscete in che modo e con quali apparecchiature, i famosi produttori di filamenti danno vita ai loro prodotti che mettono in commercio? (se si... modelli ed eventuali prezzi) L'ideale sarebbe avere a disposizione un estrusore ("da banco" e di dimensioni non troppo elevate... non come quelli industriali... basterebbe un sistema simile al nostro ma con una camera più lunga) fornito di un sistema di tiraggio del filamento e con un sistema di controllo on line del diametro... 2) Domande relative al processo di stampa 3D: a) Esiste la possibilità, e se si il modo, di montare un piatto riscaldato sulla nostra Makerbot replicator 2? (intendo un piatto riscaldato, compatibile e con un'alimentazione indipendente dal sistema della stampante 3D) Come posso migliorare ed ottimizzare il sistema di "caricamento/tiraggio" del filamento nel sistema di fusione? c'è un modo di aumentare la "presa" della rotella, nel caricamento, sul filamento? o di aumentarne la "forza"? (scusate se la domanda è un pò confusa) c,d) Pulizia e Calibrazione del piatto della Makerbot? (io ci provo) e) Consigli su altri upgrade o su altre problematiche che al momento non ho considerato... Sicuramente con la vostra esperienza potrete essermi di grande aiuto... ------------------------------------------------------------ I passi successivi saranno l'acquisto di una stampante con due ugelli (per lavorare contemporaneamente due tipi diversi di materiali e la possibilità di combinarli) e con piatto riscaldato... ma per il momento i test preliminari verranno effettuati con questa che già possediamo... Inoltre vorremmo provare stampe più "complicate" rispetto ai semplici dischi da 600 um, quindi necessitiamo di ottimizzare il processo produttivo in modo da non dover "forzare" continuamente il filamento all'interno del sistema... (per ora un paio di minuti, al massimo, sono accettabili... Un tempo maggiore non mi sembra molto gestibile!!!) Mi scuso per essermi dilungato ma volevo esporvi i problemi nel modo più completo possibile... ... è un progetto a cui crediamo molto e in cui mettiamo tutta la nostra passione... Vi sarò grato se riuscirete a darmi qualche consiglio... Mattia S.
  6. Ebbene sì, qualche giorno fa lo Smart Extruder della MakerBot Z18 in laboratorio ha iniziato ad avere qualche problema col filamento. Il PLA ha smesso di essere estruso, intasando completamente l'ugello dello Smart Extruder. La soluzione? Aprire l'estrusore e rimuovere tutto quello che è rimasto incastrato dentro! Questa è la stampante con cui abbiamo avuto il problema, la grande di famiglia MakerBot. Per chi non lo sapesse, lo Smart Extruder è l'estrusore progettato da MakerBot per i suoi ultimi modelli di stampanti 3D e consiste in un estrusore removibile molto facilmente grazie ad un aggancio magnetico. L'alloggiamento dell'estrusore invece, rimane ancorato alla stampante. Questo funzionamento risulta molto comodo per fare manutenzione. Per prima cosa bisogna togliere la chiusura superiore della Z18 e, in seguito, andare a rimuovere il tubo che accompagna il filamento all'interno dell'estrusore. In questo modo ci ritroviamo con l'estrusore "libero" dal filamento. Per rimuoverlo completamente dal suo alloggiamento sarà sufficiente tirarlo verso l'esterno. I magneti si staccheranno molto agevolmente. Ecco quindi il nostro Smart Extruder rimosso dal suo alloggiamento. Nella prima foto sono facilmente riconoscibili i quattro magneti laterali e i pin di comunicazione con l'elettronica della stampante. Ora iniziamo la fase di smontaggio vera e propria. Per prima cosa bisogna rimuovere la guida superiore che aiuta a indirizzare meglio il filamento all'interno dell'estrusore. La fase successiva consiste invece nell'aprire lo Smart Extruder, agendo sulle linguette in plastica sui lati. E' sufficiente agire in modo leggero per muovere quelle su uno dei due lati. Mi raccomando, fate molta attenzione in questa operazione, le linguette in plastica sono molto fragili e romperne una facendo troppa pressione non è per niente complicato. Consiglio di agire con uno strumento molto sottile, in modo da piegarle il meno possibile. Il rischio è di piegarle troppo, causando una deformazione irreversibile della plastica. Ecco il grande momento: stiamo per aprire del tutto lo Smart Extruder. Segnalo subito una criticità: le linguette di plastica tenderanno a scattare, facendo quindi saltare via dei pezzi interni. Fate molta attenzione a evitare scatti bruschi, tenete con due mani l'estrusore (una sopra e una sotto) e rimuovete lentamente la parte superiore dell'involucro in plastica. Finalmente il nostro estrusore è totalmente aperto. Nell'immagine soprastante potete vedere tutto il meccanismo di funzionamento interno che, di fatto, non è molto diverso da quello di un qualsiasi altro estrusore. Per arrivare a rimuovere i residui rimasti nell'ugello dovremo però andare a rimuovere la parte inferiore comprendente ugello e dissipatore di calore. Come potete vedere nelle immagini sottostanti, il problema che mi si è posto riguarda un pezzo di filamento che è rimasto incastrato nell'ugello, bloccando l'ingresso del nuovo filo nell'ugello. Rimuovendo anche la molla che sta sopra all'ugello si rende maggiormente accessibile il filamento. Ora dovremo quindi agire sul filamento, rimuovendolo il più possibile. Con delle pinze e facendo un po' di forza si va a tirare il filo, cercando di evitare di spezzarlo. Molto probabilmente rimarrà qualche residuo all'interno dell'ugello, il quale non creerà problema in quanto, successivamente, torneremo a scaldare l'estrusore facendo in modo di farlo fuoriuscire correttamente. Una volta rimosso il filamento rimasto incastrato si può rimontare l'estrusore. Però... Già che abbiamo lo Smart Extruder aperto, perché non dare una pulita anche alla rotella godronata che ha funzione di tirare giù il filamento? Eliminare i residui che si fermano su questa componente consente di evitare stampe rovinate di vecchie rimanenze di materiali diversi, oltre che assicurare una migliore funzionalità della componente tirante. E' sufficiente andare a rimuovere le due componenti che fanno pressione sul filamento per andare a trovare la rotella godronata. Basta una veloce occhiata per capire se c'è bisogno di pulire in modo approfondito, in genere è sufficiente utilizzare uno spazzolino da denti, rimuovendo quindi i residui. Per essere certi di aver pulito al meglio, possiamo dare un'ultima controllata anche al restante corpo dell'estrusore. Non ci resta altro da fare che rimontare lo Smart Extruder, facendo attenzione di posizionare le componenti nel modo corretto. Andremo poi a riposizionarlo sulla nostra stampante 3D, infilando un nuovo filamento e scaldando l'estrusore. L'obiettivo è quello di andare a rimuovere anche le ultime rimanenze del vecchio filo rimasto bloccato nell'ugello. Nell'immagine sottostante si vede il residuo arancione del vecchio filamento bloccato con sopra quello appena inserito di colore bianco. Il nostro Smart Extruder è pronto per tornare al lavoro!
  7. Ciao a tutti, sono nuovo del forum, è la prima discussione che apro, spero possiate aiutarmi con la mia stampante. Ho una replica della Makerbot 1x, che sono riuscito a far stampare bene solo dopo 3 mesi dall'acquisto, da quando ho iniziato ad usare Simplify3D. E' rimasto solo un problema, praticamente la stampante riproduce dimensioni diverse da quelle indicate, di solito un 20% in più, in sostanza un oggetto 10x10x10 diventa circa 12x12x12. Secondo voi quale può essere il problema? E come posso risolvere? Grazie a tutti!
  8. Ne vogliamo parlare? Sono mesi che sento lamentele di chi possiede la Replicator 5th Gen, evidentemente ha dei reali problemi. La scelta di rimettere in commercio un modello così datato è un segnale forte. Non a caso, miei conoscenti che hanno la Replicator 2 non si sono mai lamentati di niente, anzi! Poi ci possiamo mettere in mezzo anche i problemi con lo Smart Extruder e cose similari che in effetti possono rompere le scatole.
  9. Salve, faccio parte di uno studio grafico e di architettura che vorrebbe dotarsi di alcuni nuovi macchinari tra cui uno scanner (apriro' un topic specifico) ed una stampante 3D. Con la stampante vorremmo produrre modelli architettonici, piccoli oggetti e figurine. Guardando in giro per la rete e il forum ho ristretto il campo alle seguenti stampanti: Makerbot Replicator 5 gen.: perche' e' la piu' famosa ed immagino abbia un buon supporto Sharebot NG: perche' e' fatta in Italia e sembra un prodotto ben supportato Zortrax M200: perche' qui sul forum ne parlano bene in quanto a precisione A questo punto la domanda ovvia e': quale prendere? Quali sono i punti a favore ed a sfavore delle tre soluzioni? Tenete conto che qui non abbiamo esperienza sulla stampa 3D. Se pensate di avere delle proposte migliori sono aperto ad altre marche. Grazie in anticipo.
  10. Domanda easy easy... Ma è vero che anche i filamenti MakerBot hanno spesso dei problemi di attorcigliamento del filo? Ne parlavo ieri con alcuni amici che appunto mi segnalavano questo problema. Mi chiedo come sia possibile che un'azienda di questo tipo che si produce filamenti da sé incorra ancora in questi problemi. Il filamento MakerBot costa caro rispetto tanti altri, quindi dovrebbe anche assicurare una certa qualità, sia nelle componenti chimiche sia - passatemi il termine - nell'arrotolamento della bobina! Voi mi confermate queste voci? Sapreste dirmi come potrebbero fare i produttori per risolvere questo problema?
  11. Ebbene sì, succede. In questo caso questa Replicator 2 non ha capito bene che l'edificio deve essere verticale, inventandosi un'improbabile opera d'arte...
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