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  1. Ciascuno è libero di acquistare quello che vuole, ed ha tutto il diritto di fantasticare sulle infinite possibilità espressive che uno strumento che promette di fare tutto sulla carta gli offre. In fondo, tutte le esperienze, anche quelle eventualmente negative sono utili a costruire la consapevolezza. Nel corso del tempo, fiduciose persone hanno acquistato elisir di lunga vita e giovinezza, scioglipancia, creme antirughe e occhiali a raggi X che permettevano di vedere donne nude. Non è proibito sognare, poi però ci si sveglia. In questo contesto, rimane il fatto che il tentativo di conciliare requisiti totalmente diversi - e in questo caso opposti di differenti applicazioni porta inevitabilmente ad un compromesso progettuale che non può garantire la stessa efficienza di sistemi sviluppati ad hoc per un compito preciso. Nella fattispecie, per quanto mi riguarda la definizione più appropriata per una fresatrice CNC che pesa 12 Kg., costruita con movimentazione a cinghie ed asse X scorrevole su guide cilindriche da 8 (o più probabilmente da 6) mm non è "professionale", ma "giocattolo". Stendendo un velo pietoso sul fatto che a parità di velocità con un sistema di rimandi si possa raddoppiare la coppia, contrario ad un principio fondamentale della meccanica. Poco oltre la definizione di giocattolo si può collocare una Roland MDX40, che usa tuttavia per l'asse X una doppia guida da 12 e da 20 mm., e pesa oltre 65 Kg. Per la cronaca, la superficie totale di due guide da 6 mm. è di 56,54 mm2, quella di due guide da 8 mm è di 100,52 mm2., e quella di una guida da 12 più una da 20 mm è di 427,24 mm2. Correttamente, la MDX40 non viene mai definita "professionale" in alcuna pubblicazione Roland. Charly Robot Charly2U, nonostante la movimentazione con viti a ricircolo 20 mm., doppie guide lineari prismatiche a ricircolo per ciascun asse montate su telaio in acciaio elettrosaldato con spessore 12mm. bonificato e rettificato, elettromandrino HF da 1,5 Cv a 24000 giri, peso circa 200 Kg., viene altrettanto correttamente e con la giusta modestia definita dal produttore "CNC milling for training". Sempre nel campo delle esagerazioni, si legge nella presentazione della Fabtotum Pro: Stampe precise al micron. Questo letteralmente certifica che la tolleranza tra il modello geometrico e quello ottenuto tramite la stampa è +-1 micron. Per misurare tale tolleranza, ovviamente è necessario uno strumento con una precisione quantomeno di +-0,1 micron. Purtroppo molto, ma molto raramente le migliori stampanti 3D professionali si avvicinano, anche a causa dei ritiri dei materiali e delle loro caratteristiche intrinseche, ad una precisione di 0,05 mm., cinquanta volte inferiore a quella dichiarata da Fabtotum. Restiamo nel campo dello scostamento tra messaggi promozionali marketing e la realtà dei fatti. Proprio il fondatore di Fabtotum, in occasione della cessione del 51% delle quote a Zucchetti, gruppo attivo nella distribuzione di software gestionale, dichiara «Era quello che più ci mancava. Fabtotum è cresciuta ma gestire un’azienda che produce una stampante con 600 pezzi che arrivano da 70 fornitori in tutto il mondo è davvero troppo complesso». Leggermente in contrasto con la dichiarazione, proprio in questo topic, che "La possibilità di controllare da vicino la produzione, di avere un'idea ben precisa di dove e come vengono realizzati i prodotti è già di per sé sufficiente per rendere il Made in Italy un valore aggiunto.". A corto di argomenti, si ricorre alla velata minaccia di azioni, con riferimenti commenti inaccettabili, offensivi e ai limiti della calunnia. La Costituzione sancisce il dritto di opinione, ma se si riscontrano crimini nelle mie affermazioni, invito chi di dovere a procedere a qualsiasi azione legale ritenesse opportuna. Sarà un'occasione per il promotore dell'azione di scoprire i risvolti e le conseguenze della lite temeraria, Art. 96. Quanto alle banalità appena scritte da Aldebaran94, mi sembra che si preoccupi molto più della stima che gli iscritti al forum ripongono nei confronti miei e dei miei commenti che non della mia autostima, che non ha nulla a che vedere con questo discorso. "Chi ha scritto il business plan in FabTotum, ne saprà più di lei, Pietro, riguardo alla parte economico-finanziaria per commercializzare un prototipo multifunzione. Non crede?". No, non credo proprio. Ma soprattutto, come ho precisato nel mio primo commento, non avrei proprio mai fatto alcun piano di commercializzazione di una stampante multifunzione. Dal momento che considero che un progetto simile possa portare soltanto ad un risultato "Multi-non-funzione".
  2. Anche io mi permetto un commento. Anzi, più di uno. Con un pizzico di cinismo, come al solito. Macchine All-In-One. Il solo fatto di costruirle evidenzia la scarsa comprensione delle profonde differenze tra una stampante 3D, un incisore laser e una fresatrice. Non mi voglio dilungare troppo. Ma mentre le stampanti 3D e gli incisori laser debbono garantire masse mobili più leggere possibile, le fresatrici debbono necessariamente prevedere una notevole robustezza strutturale, guide rigide e masse più elevate possibile, per ridurre le frequenze di risonanza e relative vibrazioni. Debbono essere dotate di efficaci sistemi di staffaggio, poco applicabili su un piano di stampa. Per fortuna, sembra che dalle attuali multifunzione sia scomparso lo scanner 3D, ben poco compatibile con le polveri e i trucioli generati dalla fresatura o i fumi generati dall'incisione laser, etc. etc. etc. Ribadisco il mio pensiero: a ciascuno il suo. Una macchina progettata per funzionalità multiple non può, per definizione, offrire prestazioni paragonabili a quelle di macchine progettate (bene) per assolvere ad una funzione specifica. Tanto quanto una autovettura anfibia non sarà mai paragonabile per prestazioni né ad una autovettura, né ad un motoscafo. Tanto quanto un coltellino Svizzero non sarà mai un buon cacciavite, una valida chiave inglese, un efficace cavatappi e purtroppo nemmeno un buon coltello. Professionale Questo termine indica dispositivi o apparecchi sviluppati per soddisfare esigenze lavorative continuative di produttività, ergonomia, affidabilità, Il concetto è relativamente vago. E questo consente - purtroppo a molti - di fare un utilizzo marketing totalmente inappropriato del termine, All'atto pratico, non basta aggiungere la dicitura "Pro" al nome di un modello, per farne un dispositivo professionale. Made in Italy I prodotti Made in Italy sono come tutti gli altri. Buoni, ottimi, mediocri, pessimi. Quanto detto riguardo all'uso improprio del termine Professionale per promuovere un prodotto, vale anche per il Made in Italy. Semplicemente, il fatto che un prodotto sia costruito in Italia non offre di per se alcuna garanzia di qualità. Per quanto riguarda le stampanti 3D, sfortunatamente non siamo proprio tra i paesi produttori che hanno riscosso maggiori successi. Completamente superato Triste la sentenza per l'utente @dany996. Il suo modello è "superato". E con questo, si assume sia superato anche il suo non del tutto positivo commento, come quasi non avesse titolo ad esprimerlo. Purtroppo, a quanto mi risulta, tale modello "superato" ha dato luogo ad una marea di controversie, richieste di risarcimenti, minacce di azioni legali e infinite lamentele riguardo alla latitanza del supporto tecnico del produttore. Che tuttavia, come se nulla fosse, scrive testualmente: "La buona opinione nasce proprio dal riscontro della qualità e dai successi ottenuti". La mia percezione, leggendo moltissimi post nei vari forum, è del tutto opposta.
  3. Per un lavoro serio con Solidworks, e soprattutto se le dimensioni sono elevate, o il contesto della scansione è complesso (es. un motore), avresti bisogno di scanner hand eld professionali (Artec EVA e Spider), e del plugin GeoMagic per Solidworks o Geomagic DesignX per il reverse engineering.
  4. Grazie Andrea, direi che a questo punto, gli spunti per chi vuole approfondire non mancano.
  5. Ciao Andrea. Bene, questo semplifica gli aggiornamenti. Giacché ti sei affacciato in questa discussione, e sei un buon conoscitore del software, perché non spendi qualche minuto ad evidenziare le caratteristiche peculiari di Kisslicer ed i vantaggi rispetto alla più recenti versioni dei "competitor" (Cura, Simplify, Slic3R etc.). Anche qualche semplice spunto può risultare utile ai frequentatori del forum, e stimolare approfondimenti.
  6. Ciao Andrea. Bene, questo semplifica gli aggiornamenti. Giacché ti sei affacciato in questa discussione, e sei un buon conoscitore del software, perché non spendi qualche minuto ad evidenziare le caratteristiche peculiari di Kisslicer ed i vantaggi rispetto alla più recenti versioni dei "competitor" (Cura, Simplify, Slic3R etc.). Anche qualche semplice spunto può risultare utile ai frequentatori del forum, e stimolare approfondimenti.
  7. Anche il bidello è una professione del tutto rispettabile. Qui però siamo in un forum. Chi espone punti di vista, e soprattutto compara tra loro diverse soluzioni, in particolare se riveste il ruolo di produttore di stampanti, dovrebbe assumersi la responsabilità delle proprie asserzioni. Anche perché, al link suggerito non ci sono traduzioni disponibili. Dalla pagina accessibile tramite il menu Get Kisslicer-->Documentation sembrerebbe possibile accedere ad una vecchia versione (1.5, datata 2015), "Generosamente resa disponibile" come riportano i crediti. Ma il link punta invece alla stessa copia (In Inglese) della Quick Start Guide dell'epoca.
  8. Non credo venga rilevata la versione precedente, perché (almeno sino alla versione 1.6) il software non viene installato, ma viene scaricato semplicemente un eseguibile. Ma puoi sempre reinserire il codice di attivazione PRO.
  9. CIao Looka, Utilizzando Simplify3D, puoi creare per i diversi modelli da stampare contemporaneamente con specifici parametri di stampa (es. infill di diverse densità, diverse velocità, etc.). Nell'immagine, un esempio di due modelli stampati contemporaneamente con differenti infill.
  10. Non soltanto la grafica di Kisslicer è datata e poco intellegibile. L'intera interfaccia utente è di difficile comprensione. Probabilmente anche per questo il programma è poco diffuso; gli utilizzatori fanno fatica a capirlo. In questo senso, Davide Ardizzoia, piuttosto che fare criptici riferimenti a "molte, molte capacità che ad altri slicer sono sconosciute", sarebbe molto più utile che tali peculiarità venissero elencate, evidenziando, ove applicabile, l'assenza di analoghe funzionalità in altri slicer ed i vantaggi che comportano. Altrimenti si fa la figura di un professore che illustra un teorema e non ne fornisce la dimostrazione.
  11. Non soltanto la grafica di Kisslicer è datata e poco intellegibile. L'intera interfaccia utente è di difficile comprensione. Probabilmente anche per questo il programma è poco diffuso; gli utilizzatori fanno fatica a capirlo. In questo senso, Davide Ardizzoia, piuttosto che fare criptici riferimenti a "molte, molte capacità che ad altri slicer sono sconosciute", sarebbe molto più utile che tali peculiarità venissero elencate, evidenziando, ove applicabile, l'assenza di analoghe funzionalità in altri slicer ed i vantaggi che comportano. Altrimenti si fa la figura di un professore che illustra un teorema e non ne fornisce la dimostrazione.
  12. Elvis, sei in errore. Molti programmi sono in grado di aprire GCode prodotti da altri slicer. Ad esempio, IdeaMaker e Simplify3D aprono tranquillamente i file generati da Kisslicer, e possono inviarli alla stampante. Quanto ai pareri su questo slicer, l'efficienza del percorso non è certo delle migliori. Vedi immagine allegata - sezione di una stampa: sono più i movimenti a vuoto che quelli di lavoro. Misteriosamente due copie dello stesso modello stampate insieme hanno percorsi diversi, e sono presenti svariati artefatti nella deposizione dei supporti. Dell'interfaccia non ne parliamo. Sembra un software scritto in DOS all'epoca dei monitor CGA. Detto questo, ognuno poi ha le sue preferenze.
  13. Ciao  Pietro ! tutto bene ?? :smiley: Il nuovo piatto  di stampa  LocBuild che hai provato  sai dove si puo' trovare ??? Grazie  !  Alessandro     Elvis3D

  14. Innanzitutto, trovo l'esordio del tuo commento fuori posto e offensivo Il resto è sostanzialmente falso. Parliamo della macchina di serie, prima di tutto. La M200 viene fornita per stampare fondamentalmente ABS, e le cover laterali sono opzionali. Senza le conver, le dimensioni degli oggetti stampabili in ABS sono limitate, e sicuramente non può essere sfruttato l'intero volume utile per un singolo oggetto. Di conseguenza, le cover (come hanno ben compreso svariati produttori, tra cui la stessa Zortrax per quanto riguarda il modello M300), risultano essere un accessorio praticamente indispensabile. Che però, per la M200 ha un prezzo a parte. Questi sono semplici, inconfutabili fatti. Z-Temp è un prodotto del quale vengono ben chiarite sia dal produttore, sia dai rivenditori, le caratteristiche, le potenzialità, gli impieghi e il prezzo. Chi è interessato ad adottarlo lo acquista. Chi si accontenta dei materiali standard non ne ha bisogno. E' esattamente quanto ho scritto, sostenendo che è rivolto a chi intende sperimentare "materiali esotici". Quanto a cosa stampa meravigliosamente o meno, è tutto documentato nel sito Z-Temp, nel quale sono presenti i test effettuati con i vari materiali, i diversi tipi di hot end e le relative calibrazioni di temperatura. Chiunque stia valutando l'acquisto di questo accessorio può accedervi, e decidere se - in base ai materiali presenti nell'elenco e ai relativi risultati, acquistarlo o meno. Quanto all'invalidazione della garanzia, trattandosi di una modifica esterna non permanente e facilmente rimovibile, non c'è proprio alcun problema, al contrario di quanto affermi. E non può, per le sue caratteristiche, venire considerato una infrazione di brevetto, in quanto non impiega alcun componente brevettato Zortrax. Ben diverso è il caso di Z-mod. In questo caso parliamo di una modifica realizzata decompilando un programma protetto da Copyright, e da una licenza d'uso che l'utilizzatore sottoscrive nel momento in cui impiega Z-Suite. Infrange di conseguenza il Codice Penale, ed è penalmente perseguibile, sia per chi lo ha sviluppato, sia per chi lo utilizza. Chiaro? Se non è chiaro, consulta il D.Lgs. 518/92, 64-bis e art. 2 della Legge n. 633/41. Se non basta, consulta anche la sentenza dei 12 ottobre 2016, conclusa con condanna per associazione a delinquere, commercio illegale di software e violazione dei diritti d'autore. O vai a trovare i geni che pensavano di arricchirsi in questo modo dove si trovano ora, così ti fai un'idea di dove potresti passare un piacevole periodo. Oltre alla totale illegalità, quanto ai rischi pratici, dal momento che presuppone competenze comunemente non richieste al tipico utente Zortrax, il quale non è generalmente chiamato a modificare parametri, i rischi sono elevatissimi. Non soltanto di sbagliare stampe inserendo parametri errati, cosa che sarebbe poco grave, ma di causare collisioni tra l'ugello e il piano molto più rischiose per la meccanica della macchina. Rispetto alle altre considerazioni che hai espresso riguardo a Z-sense e ZT-HE, rappresentano dei giudizi personali e come tali vanno presi. I miei clienti sono soddisfattissimi di entrambi. Se poi tu preferisci immergere l'hot end nel silicone è affar tuo. In ultimo ti ricordo, e lo ricordo a chiunque abbia l'intento di attenersi alle regole che - almeno da un punto di vista formale - anche l'impiego di materiali non proprietari annulla la garanzia. Per la cronaca, vendo ancora tranquillamente sia i prodotti Z-Temp, sia i prodotti Zortrax. Rispetto a quest'ultima, e semplicemente cambiato il rapporto in relazione alle scelte da noi fatte riguardo al mercato.
  15. Salve a tutti. Ho pubblicato sul mio sito una guida per la gestione dei supporti nella stampa 3D. Spero vi possa essere utile. L'articolo è accessibile al seguente collegamento. Un caro saluto a tutti.
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