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Le migliori guide alla stampa 3D, curate dalla redazione di Stampa 3D forum. Guide all'acquisto, guide all'uso, consigli pratici e molto altro.
Alessandro Tassinari
Quando si parla di stampa 3D a resina, le fasi di lavaggio e polimerizzazione della resina di stampa sono estremamente importanti. In questa guida ti consiglio i prodotti migliori per ottenere il massimo dalle tue stampe!
In questi anni le stampanti 3D a resina sono diventate molto comuni. I prezzi si sono ridotti drasticamente e l'esperienza di voi di stampatori è a sua volta aumentata. Attorno a questa tecnologia di stampa 3D restano però tante domande, soprattutto riguardo le fasi successive a quelle di stampa: quelle di pulizia e cura dei pezzi.
Le stazioni di lavaggio e cura - washing and curing stations - sono strumenti che ti permettono di effettuare tutte le operazioni di post-produzione sui modelli stampati a resina.
E c'è una buona notizia: il processo può essere più veloce, pulito e sicuro rispetto a qualche anno fa, quando l'unica soluzione era l'uso di alcol isopropilico, un liquido infiammabile e pericoloso per la pelle.
Oggi esistono resine lavabili con acqua e a base vegetale, valide alternative alle resine standard. Se vuoi saperne di più trovi il dettaglio nella mia guida ai filamenti e alle resine per la stampa 3D:
Quale stazione a raggi UV usare per far polimerizzare la resina? Esiste una soluzione univoca e sicura?
Se anche tu ti stai ponendo domande di questo tipo, allora non devi fare altro che continuare a leggere questa guida!
Di seguito trovi una selezione delle migliori stazioni per lavaggio e polimerizzazione che si trovano sul mercato.
In questa guida:
> Come distinguere le stazioni di lavaggio e polimerizzazione della resina > Anycubic Wash & Cure
> Elegoo Mercury Plus
> Pulitore a ultrasuoni professionale
> Elegoo Mercury
> Lampade UV economiche
> Resine lavabili in acqua
Come distinguere le stazioni di lavaggio e polimerizzazione della resina
La post-produzione dei modelli stampati a resina può essere fatta in diversi modi. Ci sono soluzioni completamente automatizzate, mentre altre prevedono operazioni manuali. Il costo delle stazioni di lavaggio e cura dipende da quanto il processo è facilitato. In questo paragrafo descrivo brevemente le varie soluzioni adottate nella post-produzione dei pezzi realizzati con questa tecnologia di stampa 3D.
Stazioni di lavaggio e polimerizzazione 2 in 1
Le stazioni di lavaggio e polimerizzazione 2 in 1 sono delle macchine all in one capaci di svolgere l'intero lavoro di pulizia e cura dei pezzi. Il processo avviene all'interno di una sola macchina ed è completamente automatizzato.
Le stazioni di lavaggio e polimerizzazione due in uno sono un'ottima soluzione per rendere la fase di post-produzione più facile, pulita e sicura. Si tratta di macchine progettate apposta per semplificarti la vita, dove le tue stampe attraverseranno tutte le fasi all'interno di un unico volume appositamente pensato.
Pulizia tramite macchine di pulizia ad ultrasuoni
Le macchine a ultrasuoni sono utilizzate per pulire i pezzi di grandi dimensioni. Sono macchine conosciute in altri settori, soprattutto nella gioielleria, e presentano funzioni basilari ma molto utili.
La macchina accoglie al suo interno il liquido usato nella pulizia e il pezzo è sua volta immerso nel liquido. Una volta che la macchina viene avviata, questa inizia a emettere microvibrazioni nel liquido, facendolo muovere a contatto col pezzo stampato 3D. La pulizia avviene quindi in questo modo.
Polimerizzazione tramite lampade UV
Le lampade UV sono lo strumento che solidifica la resina. Una soluzione molto economica prevede l'uso di lampade o strip led posizionabili a seconda della volontà dell'utilizzatore. Si tratta di una soluzione molto "maker", ma che va incontro a necessità di badget contenuto.
Anycubic Wash & Cure
Anycubic Wash & Cure è una delle macchine popolari per lavaggio e cura delle stampe a resina. Facilissima da usare, ti dà la possibilità di selezionare la modalità di lavaggio o di polimerizzazione, un'opzione per selezionare l'intervallo di tempo del ciclo (due, quattro o sei minuti).

In questo caso, la stazione è pensata per avere un fit perfetto con i piatti di stampa Anycubic: se hai una stampante a resina Anycubic non dovrai neanche rimuovere i pezzi dal piatto, ti basterà bloccare dentro alla stazione il piatto stesso.
La stazione può essere usata anche per pulire stampe prodotte con altre macchine, per questo motivo viene fornito anche un cestino che può accogliere più pezzi in una sola fase di pulizia. Con un volume di lavaggio di 115 x 65 x 165 mm, offre lo spazio minimo per accogliere stampe provenienti da qualsiasi stampante 3D an resina di piccole dimensioni.
Nella modalità di polimerizzazione, il dispositivo utilizza una luce UV con lunghezza d'onda di 365 nm e 405 nm e dispone di una piattaforma rotante su cui appoggiare le stampe e di una funzione di sicurezza in caso di apertura del box.
Anycubic Wash & Cure 2.0 è disponibile al prezzo di € 159.
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Elegoo Mercury Plus
Si tratta di una stazione di pulizia e polimerizzazione 2 in 1, prodotto da Elegoo. Viene fornito con un supporto per piatto di stampa ideale per la serie Elegoo Mars e un cestello per lavare più stampe contemporaneamente.

Questa stazione di lavaggio e polimerizzazione è utilizzabile anche con piatti di stampa che non sono a marchio Elegoo, ma è necessario assicurarsi che le dimensioni del piatto di stampa si adatti bene all'interno. La dimensione massima di stampa che può gestire è 125 x 85 x 160 mm.
Durante il processo di polimerizzazione, luci UV con lunghezza d'onda di 385 nm e 405 nm trattano la stampa mentre ruota su una piattaforma. Questo permette di polimerizzare la resina in modo uniforme su tutti i lati del pezzo.
La macchina è dotata di un timer che è possibile impostare manualmente e di un'opzione per selezionare la modalità di utilizzo. Per proteggere i tuoi occhi dalla luce UV, la macchina si spegnerà in automatico in caso lo sportello venga aperto.
Al prezzo di € 129, questa stazione ha tutte le carte in regola per essere considerata tra le più complete sul mercato.
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Pulitore a ultrasuoni professionale
I pulitori ad ultrasuoni sono dispositivi usati molto spesso per pulire i gioielli, ma possono anche essere usati per pulire le tue stampe 3D in resina. Sfortunatamente, questi strumenti non hanno la capacità di curare le tue stampe, ma se hai una stampante 3D in resina con un volume di stampa superiore alla media, acquistare un grande pulitore ad ultrasuoni è una delle migliori opzioni per ottenere delle stampe perfettamente pulite.

I pulitori a ultrasuoni professionali ti danno la possibilità di controllare la temperatura e la durata del ciclo di pulizia. Tutto quello che devi fare è riempire il serbatoio con il tuo detergente, selezionare le impostazioni, inserire la stampa 3D in resina, chiudere la parte superiore e attendere che la procedura finisca.
Attenzione però: mi raccomando, NON usare mai l'IPA - alcol isopropilico - nei pulitori a ultrasuoni. La temperatura e le vibrazioni potrebbero attivare un principio di fiamma nell'alcol, rendendo la procedura pericolosa. Piuttosto, ti consiglio di usare liquidi di pulizia diversi e non infiammabili.
Insomma, l'uso di un pulitore a ultrasuoni è una soluzione ottimale per chi vuole ottenere ottimi risultati sulle stampe di grandi dimensioni. Il processo è automatico e assicura pulizia massima.
I prezzi sono variabili e dipendono molto dalla dimensione del pulitore. Su Amazon li trovi tra indicativamente tra i 40 e 160 €.
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Elegoo Mercury
 
L'Elegoo Mercury, il predecessore dell'Elegoo Mercury Plus, è uno strumento efficace ed economico. Se vuoi risparmiare qualche soldo, può essere un valido compagno per la cura dei tuoi modelli stampati a resina.

La macchina di forma cilindrica ha un prezzo di circa € 62. Contiene un supporto rotante, un corpo in alluminio e una finestra per vederlo in azione. Ha un interno riflettente per aiutare a diffondere la luce UV, così le tue stampe risulteranno uniformemente polimerizzate.
Insieme a un pulsante di accensione, ha anche un'impostazione del timer, che puoi eseguire per un massimo di nove minuti alla volta. Inoltre, come con tutte le macchine in questo elenco, funziona con le stampe di qualsiasi macchina, non solo di Elegoo.
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Lampade UV economiche
Se stai cercando una soluzione estremamente economica per polimerizzare le stampe a resina, questa potrebbe essere la soluzione che fa per te. Le lampade UV economiche sono strumenti molto basilari che si prestano a essere usate in modo versatile.

Una lampada UV non è altro che uno strumento dotato di luci led che puoi posizionare dove meglio credi. Puoi acquistarne più di una e realizzare tu stesso la tua stazione di polimerizzazione, oppure puoi usarne quante ne servono in base alla dimensione dei pezzi che hai stampato.
Questa soluzione è veramente economica e l'effettivo funzionamento della procedura di polimerizzazione dipenderà esclusivamente dalla tua bravura nel calibrare correttamente alcune caratteristiche della tua stazione di cura economica: la distanza della fonte luminosa dal pezzo, l'intensità luminosa, la direzione della luce, l'efficacia della procedura.
Di soluzioni ne esistono tante, il prezzo è variabile tra i 19 e i 59 €.
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Resine lavabili in acqua
Le resine lavabili in acqua hanno la caratteristica di poter essere sciacquate sotto acqua invece che con altri liquidi più pericolosi da maneggiare.

Le resine lavabili in acqua sono una soluzione molto più sicura e pulita da utilizzare. L'uso dell'acqua limita ulteriormente i rischi di entrare in contatto con sostante corrosive. Sicuramente si tratta di un materiale da stampa consigliabile nella maggior parte dei casi.
Resina lavabile in acqua - Vedi i migliori prezzi su Amazon
 

Alessandro Tassinari
La stampa 3D low cost ha creato una nuova categoria di imprenditori, capaci di rompere i limiti imposti dai tradizionali metodi produttivi e che hanno aperto strade verso nuove opportunità di business.
Guadagnare soldi e avviare una nuova attività in proprio con la stampa 3D è possibile per davvero.
In questa guida condividerò con te alcune idee di business, strade che in tanti hanno già intrapreso e validato con successo realizzando il proprio sogno: fare della stampa 3D il proprio lavoro.
In questa guida:
> Le reali opportunità di business della stampa 3D
> Da dove iniziare per guadagnare con la stampa 3D
> Idea n.1: Crea e vendi modelli 3D
> Idea n.2: Compra una stampante 3D e offri un servizio di stampa 3D
> Idea n.3: Inventa un prodotto o servizio online innovativo che sfrutta la stampa 3D
> Idea n.4: Offri un servizio di CAD, Scansione 3D e Reverse Engineering
> Idea n.5: Offri servizi di progettazione di prodotto
> Conclusioni
Le reali opportunità di business della stampa 3D
Prima di parlare delle opportunità di business della stampa 3D è necessario quantomeno farsi un'idea del motivo per cui questa tecnologia, a partire dal 2010 circa, è stata accolta come una tecnologia estremamente innovativa e redditizia.
Potremmo dire che il boom della stampa 3D sia dovuto a una serie di caratteristiche che ne hanno generato il successo che oggi tutti conosciamo.
Economicità
Dal primo giorno in cui si è iniziato a parlare di stampanti 3D desktop, si è fatto riferimento a macchine estremamente economiche. I primi modelli erano venduti in kit da assemblare e provenivano da progetti open source. Sostanzialmente, chiunque poteva permettersi di acquistare un macchinario di dimensioni ridotte, facile da avviare, avente lo scopo di realizzare oggetti.
Il costo ridotto delle macchine si affiancava a quello altrettanto basso di materiali utilizzati con esse. I filamenti per la stampa 3D come il PLA o il PETG sono sempre stati molto economici e versatili.
Fabbricazione digitale accessibile
Sembrerà una banalità, ma quando le prime stampanti 3D si sono fatte trovare sul mercato il nostro livello di digitalizzazione era molto più basso rispetto ad oggi. Tra le mani avevamo modelli di iPhone che oggi definiremmo vintage e l'iPad era appena stato inventato. In quegli anni si è iniziato a parlare di fabbricazione digitale: niente più disegni su carta, solo modelli 3D per realizzare nuovi oggetti!
Chiaramente, processi di realizzazione da modelli digitali già esistevano nell'industria. Questi però sono stati semplificati, al punto da diventare estremamente accessibili da chiunque. Video corsi su YouTube, software in Cloud gratuiti e l'esplosione dei tutorial hanno permesso a qualsiasi interessato di entrare nell'ambito della fabbricazione digitale.
Nuove forme
Tante delle forme realizzabili con la stampa 3D sono impossibili da ottenere con altri processi di fabbricazione. E se non sono impossibili, sicuramente sono difficoltose, costose e richiedono più passaggi di lavorazione. La stampa 3D ha quindi dato nuova libertà alla creatività di chi realizza i modelli 3D, permettendo di lanciarsi sulla gestione alternativa di pattern, forature e molto altro.
Dal 2010 ad oggi la stampa 3D ha fatto passi da gigante. Molte delle aziende che al tempo sono partite commercializzando dei kit da assemblare oggi sono produttori di stampanti 3D professionali. Oggi abbiamo a disposizione una quantità di macchine spropositata, di qualsiasi costo e tipologia.
Quindi non preoccuparti: se la tua idea è quella di avviare un business partendo con un budget limitato, sappi che è possibile farlo!
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Da dove iniziare per guadagnare con la stampa 3D
La prima cosa che devi fare per iniziare a guadagnare i primi soldi con la stampa 3D è abbastanza ovvia: devi comprare la tua prima stampante 3D.
Possedere una stampante ti permette di fare esperienza nell'uso di materiali e nella realizzazione di modelli diversi. Inoltre, avendo la stampante a portata di mano sarai più spronato a utilizzarla e a metterti alla prova.
L'esperienza è sicuramente una caratteristica che dovrai acquisire prima di avviare la tua attività con la stampa 3D, e l'unico modo per farlo è stampare, stampare, stampare 🤖
Sono un principiante assoluto e non ho una stampante 3D. Cosa posso fare?
Se sei al primo approccio con la stampa 3D e non hai ancora la tua stampante, forse sarai intimorito dai costi che dovresti sostenere. Lo capisco, dopotutto si tratta di un mondo tutto nuovo per te.
Per tua fortuna però ho una buona notizia: in commercio esistono stampanti 3D estremamente economiche - parliamo di appena € 200! - e i materiali di consumo sono altrettanto economici. Come scoprirai, stampare in 3D non è affatto difficile ed è una attività alla portata di tutte le tasche.
Se davvero sei alle prime armi e devi acquistare la tua prima stampante 3D, ti segnalo la mia guida alle migliori stampanti 3D per principianti. Sono macchine che costano pochissimo e sono dotate di tutte quelle caratteristiche fondamentali per chi parte da zero.
Quando avrai la tua macchina, l'esperienza verrà da sé. Saper gestire i materiali e saper riconoscere le varie problematiche man mano che si presentano sarà il tuo pane quotidiano. Vedrai che in pochissimo tempo sarai in grado di gestire i materiali più semplici e che, già con quelli, potrai realizzare quasi il 90% dei modelli.
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Ho già la mia stampante 3D, come faccio a guadagnare con la stampa 3D?
Quindi, ti sei comprato una stampante 3D e hai sperimentato fino a ottenere delle stampe perfette. Addirittura hai superato il mio Test per la stampa 3D perfetta a pieni voti 😁
Evidentemente ti sei preparato alla grande, cosa devi fare ora?
Non tutti hanno il tempo o l'energia per acquisire le abilità e le conoscenze di cui ti sei dotato. Ciò significa che le ore trascorse a stampare hanno effettivamente creato valore per te e probabilmente ora sei pronto a offrire queste tue conoscenze in cambio di denaro.
Molto bene allora: scalda gli estrusori e seguimi nella descrizione delle opportunità di business con la stampa 3D che voglio condividere con te.
Quelle che seguono sono le strade più accessibili e validate, che potrai seguire anche tu senza troppe difficoltà. Potrai partire con budget ridotto e tempo limitato. Una volta che l'attività avrà ingranato potrai allora dedicartici al 100%.
Crea e vendi modelli 3D
Questo è il modo più facile ed economico per cominciare. Essenzialmente equivale a creare un’app per smartphone per poi venderla per le royalties.

I passaggi da seguire per mettere in piedi una attività di questo tipo sono i seguenti:
Impara a modellare in 3D usa strumenti gratuiti CAD come Sketchup o TinkerCAD. La maggior parte dei principianti rimane stupita da con quanta facilità riescono a ricreare design complessi dopo anche solo pochi tutorial. Modelli sofisticati e di qualità professionale possono essere facilmente creati in 3D, e se ti trovi in difficoltà basta fare appoggio alle molte community e ai tutorial disponibili online; Inventa un design che sfrutta appieno il potere della stampa 3D crea forme complesse facilmente, customizzando in modo economico o creando parti mobili che non richiedono lavoro postumo di assemblaggio. Hai bisogno di ispirazione? Spendi un po’ di tempo a curiosare su Thingiverse per meravigliarti della creatività e le possibilità condivise da altri; Una volta che hai completato il tuo design, accertati che sia stampabile in 3D In Sketchup esiste un plugin che effettua questo controllo e corregge eventualmente gli errori, ma esistono altri programmi che hanno uguali funzioni; Ora che hai il tuo file pronto per la stampa, devi solo trovare un outlet per venderlo Ad esempio siti come CG Trader, dei marketplaces puri che permettono agli utenti di cercare design stampabili in 3D e di stamparli in proprio. Per avviare questa attività devi essere forte nella modellazione 3D. Attenzione però: se vendi modelli per la stampa 3D, devi assicurarti che questi sia facilmente stampabili. E' qui che le tue conoscenze di stampa torneranno estremamente utili e fondamentali per farti realizzare modelli 3D di successo.
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Compra una stampante 3D e offri un servizio di stampa 3D
L'acquisto di una stampante 3D non è mai banale. La scelta deve essere ben ponderata e deve rispecchiare le reali necessità di fabbricazione dell'utilizzatore. Nel tuo caso, se intendi offrire un servizio di stampa 3D verso terzi, dovrai anche pensare a quello che gli altri potranno chiederti di produrre.
Prima di lanciarti nell'acquisto della tua stampante 3D poniti queste domande basilari:
che tipologia di forme dovrò realizzare più di frequente? quali materiali rispecchiano al meglio le necessità dei pezzi che voglio realizzare? che budget ho a disposizione per l'acquisto della stampante 3D, per la sua manutenzione e per i materiali di consumo? quanto voglio produrre per me stesso e quanto per conto terzi? mi conviene avere una sola stampante di alta qualità o più stampanti meno performanti? Una volta che avrai chiarito le idee, allora quello che dovresti fare sono i seguenti passaggi:
Acquista la tua stampante 3D assicurandoti che abbia il giusto equilibrio tra costo, qualità delle componenti, versatilità e facilità d’uso; Una volta ricevuta la stampante, sperimenta e capisci appieno le sue funzioni Dovrai imparare a scegliere i parametri di stampa in base a quello che vuoi ottenere in modo da essere efficace e efficiente. Perfino il software per convertire il file stampabile in codice macchina gcode può influenzare l’output. Molte stampanti sono fornite del proprio software per farlo, ma potresti ottenere risultati diversi (forse anche migliori) con altri software di slicing; Offri il tuo servizio magari come parte dell’emergente network di servizi di stampa 3D. Uno dei più conosciuti è 3D Hubs. Oppure crea la tua rete di contatti. Queste sono macchine più conosciute al momento, ottime per iniziare velocemente e a bassissimo costo:
Il tuo flusso di lavoro si svolgerà principalmente in questo modo:
Un potenziale cliente ti contatta con un modello 3D già pronto e ti chiede di stamparlo; Offri un prezzo per la stampa di questo file; Il cliente accetta; Stampi la parte nelle quantità richieste; Invii loro la parte (o le parti) per posta; Incassa i tuoi meritati guadagni!; Ripeti dal punto 1. Tieni in considerazione che, se vorrai far crescere la tua attività, una buona pianificazione di marketing e promozione saranno importanti. Oltre a usare i classici strumenti come le pubblicità di Google o sui social network, ricorda che le community online sono sempre ricche di opportunità e che raccolgono in un unico posto i tuoi prossimi possibili clienti. E' un po' come se Stampa 3D forum stia lavorando anche per te 😉
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Inventa un prodotto o servizio online innovativo che sfrutta la stampa 3D
Questa opportunità richiede il maggior quantitativo di soldi e creatività, ma ha anche il più alto ritorno potenziale. Qui si crea un business della stampa 3D online dove viene venduto un prodotto rivoluzionato o un servizio legato ad esso. Potrebbe anche trattarsi di un servizio utile a chi stampa in 3D.
Ti do qualche spunto:
Focalizzati sulla libertà che offre la stampa 3D Per esempio l’abilità di modificare facilmente un design permette la customizzazione automatizzata di un prodotto. Magari gli utenti possono creare da soli personalizzazioni di un modello 3D direttamente sul tuo sito e scaricare il modello pagandoti; Se hai in mente la tua idea di servizio, sviluppa un sito Dovresti concentrarti sulle caratteristiche di usabilità che fanno riferimento in modo unico alla stampa 3D, semplificandone l'uso al massimo; Pensa a quali stampanti 3D ti servono Se devi stampare tu, scegli macchine che ti garantiscano valide prestazioni. Se a stampare sono i tuoi clienti, assicurati di avere una soluzione di ripiego in caso loro abbiano problemi di realizzazione. Ti assicuro che sarà molto apprezzata! Se vuoi puoi creare una partnership con un service di stampa 3D già esistente. Sicuramente ti costerà meno, ma non avrai sotto controllo tutto il processo. In questo caso specifico di business dobbiamo specificare in modo chiaro due cose:
le tue conoscenze di stampa 3D sono fondamentali per creare un servizio efficace e utile ai tuoi clienti; avrai bisogno di un team di lavoro, composto da programmatori e web designers, che necessariamente richiederanno la disponibilità di un budget. Torna all'Indice
Offri un servizio di CAD, Scansione 3D e Reverse Engineering
Spesso non ci si pensa, ma attorno alla stampa 3D ruotano tutta una serie di servizi che possono generare guadagni economici abbastanza consistenti. Alcuni di questi sono la progettazione CAD, la scansione 3D e il Reverse Engineering.
Questa idea di business si basa sulle seguenti constatazioni:
serve sempre qualcuno che sia in grado di realizzare ottimi modelli 3D; la scansione 3D è un processo collaterale alla stampa 3D e a volte ha un ruolo fondamentale; ancora tante aziende necessitano di riportare in digitale disegni 2D o oggetti realizzati in modo artigianale. Per farlo, serve il Reverse Engineering, ossia la combinazione dei due punti precedenti. Il flusso di lavoro di questo suggerimento è più o meno questo:
Un potenziale cliente ti contatta con un disegno 2D di un componente che desidera stampare o con un componente fisico che desidera digitalizzare e stampare; Offri un prezzo per il  tempo che dedicherai alla modellazione CAD per creare un gemello digitale del componente. Considera anche il costo per stampare la parte, se richiesto; Il cliente accetta; Se si tratta di un disegno 2D, usa le tue abilità di modellazione 3D per creare la parte in digitale. Se si tratta di una parte fisica, a seconda della sua complessità, usa strumenti di misura e scanner 3D; Usa la tua stampante 3D per stampare e validare la geometria del componente; Invia la parte stampata al cliente, insieme al gemello digitale che hai realizzato Incassa la fattura e guadagna la tua pagnotta! Per attuare questa idea di business dovrai acquisire conoscenze di modellazione 3D oltre a quelle di stampa 3D.
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Offri servizi di progettazione di prodotto
Questa è la soluzione di guadagno più creativa e divertente: utilizzare le tue abilità di modellazione e stampa 3D per inventare nuovi incredibili prodotti da vendere.
Puoi inventare oggetti nuovi, creare splendidi gioielli, progettare pezzi d'arredo. Insomma, in base ai tuoi interessi e alle tue capacità, puoi letteralmente progettare e stampare qualsiasi cosa!
Il flusso di lavoro di questo suggerimento è più o meno questo:
Cerca di definire quali prodotti ritieni che le persone abbiano bisogno o che desiderano; Inizia a creare i modelli 3D; Stampa una piccola serie delle tue creazioni; Fai vedere i tuoi prodotti a amici, familiari e potenziali clienti; Raccogli importantissimi feedback dei tuoi tester per creare un prodotto più desiderabile e vendibile; Perfeziona il tuo prodotto; Raccogli i tuoi profitti. Questo modello richiede una forte attenzione al prodotto, alle vendite e al marketing. Dovrai promuovere le tue realizzazioni online, magari usando Etsy, e negli eventi fisici come fiere, eventi di networking, mercati e persino avvicinarti ai commercianti che potrebbero rivendere il tuo lavoro. Tanto dipenderà dalle tue capacità di progettazione e dalla tua sensibilità. Un buon prodotto deve anche essere un bel prodotto.
La tua stampante 3D sarà una fedele compagna di viaggio. Ti permetterà di sperimentare forme e ingranaggi, di realizzare prototipi e di fare la tua prima piccola produzione.
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Conclusioni
La strada per creare un proprio business della stampa 3D è dura e non priva di alti e bassi, ma allo stesso tempo prolifera di possibilità e di occasioni che aspettano solo di essere colte al volo. Lavorare per portare a galla la propria visione può garantire molti soldi a chi si impegna e si mette in gioco. Inoltre, sarà davvero molto divertente.
Tutto ciò di cui il mondo ha bisogno è di persone tenaci e sveglie che riescono a rendere il massimo dalla propria creatività, dalla propria esuberanza di volersi buttare in questo mare di possibilità, cercando di prendere il pesce più grosso con il proprio business della stampa 3D.
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Alessandro Tassinari
In questa guida ti spiego in modo semplice come funzionano tutte le tecnologie di stampa 3D utilizzate oggi. Scoprirai come funzionano le tipi di stampa 3D FDM, SLA, MSLA, DLP, SLS, DMLS, SLM, EBM, Material Jetting, DOD, Binder Jetting e molte altre.
Una delle attività più impegnative che progettisti e ingegneri si trovano a svolgere la prima volta che hanno a che fare con la stampa 3D è quella di navigare nel vasto numero di tipi di stampa 3D, cercando la soluzione che più si addice alle proprie necessità.
In genere, le prime domande sono sempre le stesse: come funziona una stampante 3D? Oppure, quali materiali si possono usare?
In questa guida trovi una descrizione dettagliata di tutte le tipologie di stampa 3D. Ti mostrerò come funzionano, quali sono i materiali usati e le applicazioni in cui vengono coinvolte, sottolineando i pro e i contro di ognuna.
Sfruttando queste informazioni sarai in grado di determinare quale tecnologia è meglio sfruttare a seconda degli oggetti che dovrai realizzare.
In questa guida:
> Classificazione dei tipi di stampa 3D
> Stampa 3D a estrusione
> Stampa 3D a resina
> Stampa 3D a fusione di polveri (Powder Bed Fusion)
> Stampa 3D a getto di materiale (Material Jetting)
> Stampa 3D a getto di legante (Binder Getting)
> Stampa 3D a energia diretta (Direct Energy Deposition)
> Stampa 3D a laminazione
Classificazione dei tipi di stampa 3D
Scegliere la tecnologia di stampa 3D a seconda dei pezzi da realizzare non è un'attività facile. I processi di fabbricazione additiva variano in precisione, resistenze meccaniche raggiungibili, materiali utilizzabili e finitura.
La categorizzazione più utilizzata nell'ambito della stampa 3D deriva da un regolamento standard istituito nel 2015. Il documento a cui fa riferimento l'industria, e al quale anche noi saremo fedeli in questa guida, è lo Standard ISO/ASTM 52900.
Grazie a questo standard è stata fatta una classificazione delle tecnologie di stampa 3D in "processi". Inoltre, è stata standardizzata anche la terminologia legata all'ambito della stampa 3D, così da semplificare la descrizione dei vari metodi di produzione.
Classificazione delle tecnologie di stampa 3D in base ai materiali
Le tecnologie di stampa 3D possono essere distinte anche in base alla tipologie di materiali utilizzabili. I materiali per la stampa 3D sono numerosi e si differenziano tra loro secondo diverse caratteristiche. Di base però, possiamo sicuramente fare una prima distinzione in due gruppi: polimeri e metalli.
Polimeri
Il gruppo dei polimeri racchiude in vasto numero di materiali che presentano proprietà molto diverse tra loro, trovando spazio in un numero molto alto di applicazioni. Se ti guardi intorno, ti renderai immediatamente conto di quanto i polimeri siano usati nell'industria. Oggi infatti, il mercato dei polimeri supera di gran lunga quelli di altri materiali.
Nella stampa 3D i materiali di consumo si presentano solitamente in tre forme - filamenti, resine e polveri. Nello specifico, i polimeri si suddividono principalmente in due gruppi: termoplastiche e termoindurenti. La differenza tra questi due sta essenzialmente nel comportamento che assumono se sottoposti a calore.
Termoplastiche
Le termoplastiche possono passare dallo stato liquido allo stato solido più volte nel tempo, mantenendo praticamente inalterate le proprie caratteristiche.
Le termoplastiche sono usate nel processo di stampa 3D a filamento fuso, come anche nella tradizionale produzione tramite stampi. Risulta evidente quindi come l'uso delle termoplastiche preveda una fase di fusione, a cui segue una fase di estrusione o iniezione, e infine una fase di raffreddamento e solidificazione.
Termoindurenti
A differenza delle termoplastiche, i polimeri termoindurenti non entrano mai nello stato di fusione. I polimeri termoindurenti si presentano solitamente sotto forma di fluidi viscosi, ad esempio resine, e passano allo stato solido indurendosi a seguito dell'azione di un'agente come:
esposizione al calore; esposizione alla luce; catalisi (reazione chimica che avviene quando il termoindurente entra in contatto con un secondo materiale, detto catalizzatore). Se vengono fusi, i termoindurenti perdono interamente le proprie caratteristiche tecniche. Questo significa che i materiali facenti parte di questa categoria non possono essere trasformati tramite fusione per poi essere riutilizzati.
Tra le tecnologie di stampa 3D, le tecnologie SLA, DLP e Material Jetting sfruttano polimeri termoindurenti in fase di produzione. La solidificazione del materiale avviene a seguito dell'azione di un laser o di una luce UV.
Metalli
A differenza dei polimeri, i quali sono essenzialmente usati sotto forma di filamenti, polveri e resine, la stampa 3D a metallo prevede quasi esclusivamente l'uso di materiali in polvere.
La stampa 3D in metallo predilige l'alta precisione nella realizzazione di pezzi funzionali e performanti. La dimensione delle particelle, la loro distribuzione, la forma e l'attrito tra loro stesse sono tutte proprietà che determinano la qualità di realizzazione dei pezzi.
La stampa 3D a metallo non si ferma all'uso di materiali come l'acciaio. Sono diverse le applicazioni che vedono l'impiego di polveri di titanio, oro, argento e altre leghe.
Altri materiali
Alcune tecnologie di stampa 3D sono in grado di utilizzare materiali compositi a fibra lunga, filamenti caricati con polveri di ceramica o polveri metalliche e sabbia. In questo gruppo ricadono tutti quei materiali meno conosciuti e che soddisfano richieste di nicchia.
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Stampa 3D a estrusione
La stampa 3D a estrusione è la più conosciuta. In questo processo, il materiale viene estruso attraverso un ugello. Il più delle volte quel materiale è un filamento di plastica spinto attraverso un ugello riscaldato, che lo scioglie e lo deposita su di un piano.
La stampante deposita il materiale su una piattaforma di costruzione lungo un percorso predeterminato, dove il filamento si raffredda e si solidifica per formare un oggetto solido. In questo processo sono usati anche materiali compositi come pasta di metallo, biogel, cemento, cioccolato e una vasta gamma di altri materiali.
Caratteristiche principali:
Tipi di tecnologia di stampa 3D: stampa a deposizione di filamento fuso (FDM), a volte chiamata Fused Filament Fabrication (FFF); Materiali: filamento di plastica (PLA, ABS, PET, PETG, TPU, nylon, ASA, PC, HIPS, fibra di carbonio e molti altri); Precisione dimensionale: ±0,5% (limite inferiore ±0,5 mm); Applicazioni comuni: alloggiamenti elettrici, prototipi di geometria e forma, dispositivi di vario genere, modelli per microfusione, ecc; Punti di forza: basso costo, ampia gamma di materiali. Fanno parte di questo processo di stampa:
> Stampa a filamento fuso - Fused Deposition Modeling (FDM)
Stampa a filamento fuso - Fused Deposition Modeling (FDM)
Comunemente chiamata con gli acronimi FFF - Fused Filament Fabrication - o FDM – Fused Deposition Modeling – questa tecnologia di stampa 3D è la più comune ed economica. Un filamento di materiale, generalmente un polimero, viene riscaldato da una resistenza e spinto attraverso un ugello il quale, spostandosi all’interno del volume di lavoro, va a depositare il materiale strato su strato.
La temperatura di estrusione dipende dal polimero utilizzato nella fase di stampa. Il materiale usato più comunemente è il PLA (Acido Polilattico) e viene estruso ad una temperatura compresa tra i 180 e 210 °C. Altri materiali richiedono temperature di estrusione ben maggiori, a volte anche 300-400 °C come l’ULTEM (materiale altamente performante e resistente alle deformazioni), il PEEK (apprezzato per l’alta resistenza termica) o il PMMA (comunemente chiamato Plexiglass).
La dimensione del foro dell’ugello di estrusione può variare a seconda delle necessità: si parte dai decimi di centimetro fino ad arrivare a diversi millimetri di diametro.
Il diametro dell’ugello definisce due parametri molto importanti:
la velocità di stampa (a parità di dimensioni dell’oggetto in stampa, un ugello più grande estrude più materiale, permettendo di finire la lavorazione più velocemente); la precisione con cui viene depositato il materiale (un ugello più piccolo permette di ottenere forme più precise). Comunemente, si dice che la tecnologia FDM viene utilizzata anche per realizzare edifici stampati in 3D estrudendo argilla o cemento, dolci e cibo stampati 3D estrudendo cioccolato, organi stampati in 3D estrudendo cellule vive in un gel biologico, ecc.
A mio avviso questa di tratta di una grande approssimazione. Per quanto il processo di stampa sia molto similare, le componenti cambiano. Ad esempio, per stampare argilla è necessario montare un estrusore apposito dotato di una vite e senza riscaldatore. Fai sempre attenzione a questi dettagli!
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Stampa 3D a resina
La polimerizzazione in vasca è un processo di stampa 3D in cui una sorgente di luce polimerizza in modo selettivo una resina fotopolimerica raccolta in una vasca. A livello pratico abbiamo a che fare con una fonte luminosa che viene diretta con precisione verso un punto specifico su un sottile strato di plastica liquida, facendola indurire. Questo processo viene ripetuto strato dopo strato fino a formare l'oggetto 3D.
Le tecnologie più comuni di polimerizzazione in vasca sono la stereolitografia (SLA), la Digital Light Processing (DLP) e la Masked Stereolitography (MSLA). La differenza fondamentale tra questi tipi di tecnologia di stampa 3D è la fonte di luce che usano per polimerizzare la resina.
Alcuni produttori di stampanti 3D, in particolare quelli che producono stampanti 3D di livello professionale, utilizzano varianti leggermente differenti e brevettate. Ne consegue che sia abbastanza comune trovare diversi tipi di tecnologia SLA sul mercato.
Alcuni esempi possono essere Carbon, la quale utilizza una tecnologia di polimerizzazione in vasca chiamata Digital Light Synthesis (DLS), Origin di Stratasys chiama la sua tecnologia Programmable Photopolymerization (P³), Formlabs con la Low Force Stereolithography (LFS) e Azul 3D con la tecnologia HARP.
Caratteristiche principali:
Tipi di tecnologia di stampa 3D: stereolitografia (SLA), Masked Stereolitography (MSLA), microstereolitografia (µSLA) ecc. Materiali: Resine fotopolimeriche (colabili, trasparenti, industriali, biocompatibili, ecc.) Precisione dimensionale: ±0,5% (limite inferiore ±0,15 mm o 5 nanometri con µSLA) Applicazioni comuni: prototipi di polimeri simili a stampi a iniezione; colata di gioielli; applicazioni odontoiatriche Punti di forza: finitura superficiale liscia, dettagli fini Fanno parte di questo processo di stampa:
> Stereolitografia (SLA)
> Digital Light Processing (DLP)
Stereolitografia (SLA)
La tecnologia SLA è stata prima in assoluto ad essere inventata. La stereolitografia è stata inventata da Chuck Hull nel 1986, usata e commercializzata dalla società 3D Systems.
Le stampanti 3D a stereolitografia permettono di realizzare oggetti partendo da una vasca contenente resine epossidiche allo stato liquido. Il processo prevede la solidificazione di uno strato di resina sopra l’altro per mezzo di un raggio laser che viene riflesso da una lente che disegna gli strati dell’oggetto interessato.
Le resine utilizzate con questa tecnologia sono dei fotopolimeri, ossia materiali polimerici che si solidificano se sottoposti ad un raggio di luce avente determinate caratteristiche. Tali resine fotosensibili presentano scarse qualità meccaniche e deterioramento precoce, soprattutto se esposte a raggi solari o all’umidità.
Per sostenere le parti a sbalzo dell’oggetto di stampa è necessario utilizzare dei supporti, che possono essere disegnati appositamente o calcolati dal software CAM in modo automatico. Gli oggetti prodotti attraverso stereolitografia sono anche utilizzati per lo stampaggio a iniezione, per la termoformatura, per la soffiatura e per processi che prevedono colate di metallo, in quanto risultano sufficientemente resistenti alle sollecitazioni sul materiale.
Lo svantaggio della stereolitografia rispetto alla tecnologia DLP - che vediamo nel prossimo paragrafo - è che, utilizzando un laser che "lavora per punti", il processo di stampa può richiedere più tempo.
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Digital Light Processing DLP
Se nel metodo SLA la luce utilizzata per fotopolimerizzare la resina proviene da un laser, il metodo DLP utilizza invece un fascio di luce proveniente da proiettori o schermi LCD. Il processo prevede anche in questo caso la fotopolimerizzazione di una resina fotosensibile, che si trova inizialmente allo stato liquido, tramite dei flash ad alta luminosità.
La luce viene proiettata sulla resina utilizzando schermi a diodi a emissione di luce (LED) o una sorgente di luce UV (lampada) diretta alla superficie di costruzione da un dispositivo a microspecchi digitali (DMD).
Il dispositivo digitale a microspecchi, chiamato DMD – Digital Micromirror Device - corrisponde ad un meccanismo di modulazione di luce spaziale. Questo permette di coprire in modo dinamico un’ampia area di luce. La precisione di questo sistema di specchi permette di arrivare a qualità di stampa notevoli, pari circa a 30 micron.
Mentre nella tecnologia SLA il laser si muove sulla parte superficiale della resina, arrivando a solidificare lo strato interessato punto per punto, la tecnologia DLP solidifica uno strato intero alla volta, proiettando un fascio di luce su tutta la superficie da lavorare. Il tempo impiegato per solidificare gli strati dipende dalla potenza della fonte luminosa originaria e dalla dispersione di luce, che è bene avvenga il meno possibile per garantire una buona riuscita di stampa. Le stampanti DLP possono utilizzare un’ampia gamma di materiali, anche morbidi e flessibili.
Poiché vengono usati schermi LCD e proiettori, i quali sono schermi digitali composti da pixel, l'immagine proiettata di ogni strato è composta da pixel quadrati estrusi, chiamati voxel.
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Stampa 3D a fusione di polveri (Powder Bed Fusion)
La stampa 3D a fusione di polveri è un processo in cui una fonte di energia termica induce selettivamente la fusione tra particelle di polvere (plastica, metallo o ceramica) all'interno di un'area di stampa, così da creare l'oggetto solido strato dopo strato.
In questa metodologia, le macchine posizionano un sottile strato di materiale in polvere sul letto di stampa, in genere con una lama, su cui poi agisce la fonte di calore che fonde le particelle tra di loro. In seguito, un altro strato di materiale viene depositato e a sua volta fuso. Il processo si ripete fino a fine lavoro.
Caratteristiche principali:
Tipi di tecnologia di stampa 3D: Sinterizzazione Laser (SLS), Selective Laser Melting (SLM), fusione con fascio di elettroni (EBM), Direct Metal Laser Sintering (DMLS), Multi Jet Fusion (MJF) Materiali: Polveri termoplastiche (Nylon 6, Nylon 11, Nylon 12, ecc.), polveri metalliche (acciaio, titanio, alluminio, cobalto, ecc.), polveri ceramiche Precisione dimensionale: ±0,3% (limite inferiore ±0,3 mm) Applicazioni comuni: parti funzionali, tubazioni complesse (disegni cavi), produzione di parti a basse tirature Punti di forza: parti funzionali, ottime proprietà meccaniche, geometrie complesse Fanno parte di questo processo di stampa:
> Sinterizzazione Laser (SLS)
> Direct Metal Laser Sintering (DMLS) / Selective Laser Melting (SLM)
> Electron Beam Melting (EBM)
> Multi Jet Fusion (MJF)
Sinterizzazione Laser (SLS)
Per “sinterizzazione” s’intende una lavorazione che permette di ottenere elementi compatti partendo da materiali polverulenti. Questa tecnologia sfrutta una luce laser che va a colpire uno strato di polvere, solitamente polimerica, accolta all’interno di una vasca, e che sinterizza tra di loro le particelle interessate.
Banalmente, la sinterizzazione può essere vista come la saldatura tra piccole particelle solide. La costruzione degli oggetti avviene sinterizzando uno strato di polvere sull’altro: alla fine sarà quindi necessario rimuovere l’oggetto dalla vasca in cui è stato prodotto e pulirlo dalle polveri circostanti, che non sono state colpite dal raggio laser.
I materiali utilizzabili sono generalmente polimeri e possono contenere caricature di diverso tipo (nylon caricato alluminio, nylon caricato carbonio, poliammide). L’altezza degli strati di stampa può arrivare a grandezze nell’ordine dei 20 micron.
Sono note tecnologie che prevedono l'uso di materiali differenti, come nel caso del Micro Selective Laser Sintering (μSLS). Il Micro Selective Laser Sintering è essenzialmente una tecnologia SLS su scala ridotta e spesso chiamata micro sinterizzazione laser. In μSLS vengono usati comunemente metalli.
μSLS può produrre parti metalliche 3D con una risoluzione inferiore a 5 μm e una produttività superiore a 60 mm3/ora. Utilizzando una stampante 3D SLS non servono i supporti all’oggetto in stampa poiché, il materiale che non viene sinterizzato, fa da supporto agli strati successivi. Inoltre, il materiale che all’interno di una sessione di stampa non viene impiegato sarà riutilizzabile nuovamente.
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Direct Metal Laser Sintering (DMLS) / Selective Laser Melting (SLM)
Sia la Direct Metal Laser Sintering (DMLS) che la Selective Laser Melting (SLM) derivano dalla tecnologia a Sinterizzazione SLS. La differenza principale è che questi tipi di tecnologia di stampa 3D vengono applicati per realizzare componenti in metallo.
La tecnologia DMLS non scioglie la polvere, ma la riscalda fino a produrre una fusione a livello molecolare. In questo modo si ottiene una lega metallica.
La tecnologia SLM utilizza il laser per ottenere una vera e propria fusione della polvere metallica. Con questo sistema si ottiene un materiale puro, come il titanio.
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Electron Beam Melting (EBM)
La fusione tramite fascio di elettroni (EBM) utilizza un raggio ad alta energia, o elettroni, per indurre la fusione tra le particelle di polvere metallica.
Il processo prevede il passaggio di un fascio di elettroni su un sottile strato di polvere, provocando la fusione e la solidificazione localizzate di una specifica area del piatto di stampa. Il risultato è quindi la solidificazione del singolo layer del pezzo in stampa.
Rispetto ai tipi di tecnologia di stampa 3D SLM e DMLS, EBM ha generalmente una velocità di stampa superiore grazie della sua maggiore densità di energia. Tuttavia, caratteristiche come la dimensione minima dei dettagli, la dimensione delle particelle di polvere, lo spessore dello strato e la finitura superficiale sono in genere più grossolane.
Nel processo EBM le parti sono fabbricate sotto vuoto. Inoltre, il processo può essere utilizzato solo con materiali conduttivi.
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Multi Jet Fusion (MJF)
Multi Jet Fusion è tecnicamente una tecnologia di stampa 3D a fusione di letto di polvere, sebbene abbia somiglianze con il Binder Jetting. La tecnologia Multi Jet Fusion è stata introdotta sul mercato da HP nel 2016 e deriva da decenni di investimenti di HP nella stampa a getto d'inchiostro, nei materiali "a getto", nella meccanica di precisione a basso costo, nella scienza dei materiali e nei sistemi di "imaging".
La tecnologia prende il nome dalle molteplici testine a getto d'inchiostro che eseguono il processo di stampa.
Nel processo di stampa Multi Jet Fusion, la stampante depone uno strato di polvere di materiale sul piano di stampa. In seguito, una testina a getto d'inchiostro attraversa la polvere e deposita su di essa sia un agente di fusione che un agente di dettaglio.
Un'unità di riscaldamento a infrarossi si sposta in seguito sullo strato di stampa. Col passaggio degli infrarossi, gli agenti reagiscono e attivano una fusione del layer con quello sottostante. Le aree dove è stato depositato l'agente di dettaglio rimangono sotto forma di polvere, in quanto hanno solo funzione di generare i dettagli della geometria. Ciò elimina la necessità di usare supporti, poiché gli strati inferiori supportano quelli stampati sopra.
HP afferma che una stampante Multi Jet Fusion differisce dalla maggior parte delle altre tecnologie di stampa 3D in quanto ogni nuovo strato di materiale e agente viene posizionato mentre lo strato precedente è ancora in fase di fusione. Ciò consente agli strati di fondersi completamente, offrendo dettagli più fini e caratteristiche migliori.
Per completare il processo di stampa, l'intero letto di polvere - e le parti stampate in esso contenute - vengono spostati in una stazione di elaborazione separata. Qui, la maggior parte della polvere non fusa viene aspirata, consentendo di riutilizzarla.
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Stampa 3D a getto di materiale (Material Jetting)
Il Material Jetting è un processo di stampa 3D in cui goccioline di materiale vengono depositate in modo controllato e polimerizzate su un piano di stampa. Solitamente si tratta di fotopolimeri o goccioline di cera che polimerizzano se esposte alla luce.
Il processo consente di stampare materiali diversi nel singolo oggetto, aggiungendo anche colori e trame. Si tratta di un processo con buona finitura superficiale ed estetica, usato per produrre prototipi a colori e multimateriale.
Caratteristiche principali:
Tipi di tecnologia di stampa 3D: Material Jetting (MJ), Drop on Demand (DOD) Materiali: Resina fotopolimerica (standard, calcinabile, trasparente, alta temperatura) Precisione dimensionale: ±0,1 mm Applicazioni comuni: prototipi di prodotti a colori; prototipi simili a stampi a iniezione; stampi ad iniezione a bassa tiratura; modelli medici Punti di forza: Migliore finitura superficiale; Disponibile in quadricromia e multimateriale Punti di debolezza: fragile, non adatto per parti meccaniche; Costo superiore a SLA/DLP per scopi visivi Fanno parte di questo processo di stampa:
> Material Jetting (MJ)
> Drop On Demand (DOD)
Material Jetting (MJ)
Il Material Jetting (MJ) funziona in modo simile a una stampante a getto d'inchiostro standard. La differenza è che, invece di stampare un singolo strato di inchiostro, gli strati vengono costruiti l'uno sull'altro per creare un oggetto solido.
La testina di stampa emette centinaia di minuscole goccioline di fotopolimero e quindi le polimerizza/solidifica utilizzando la luce ultravioletta (UV). Dopo che uno strato è stato depositato e polimerizzato, la piattaforma di costruzione viene abbassata e il processo viene ripetuto per costruire un oggetto 3D.
Il Material Jetting si differenzia da altri tipi di tecnologia di stampa 3D che depositano, sinterizzano o polimerizzano il materiale di costruzione perché, invece di focalizzarsi su punti singoli dello strato, deposita e solidifica il materiale in modo omogeneo su tutto il layer.
Il vantaggio della deposizione in linea è che si possono fabbricare più oggetti senza avere alcun impatto sulla tempistica di stampa. 
Gli oggetti realizzati tramite Material Jetting richiedono i supporti, che viene stampato simultaneamente durante la costruzione con un materiale solubile, di seguito rimosso durante la fase di post-produzione. Il Material Jetting è uno dei pochi tipi di tecnologia di stampa 3D a offrire oggetti realizzati con stampa multimateriale e full-color.
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Drop On Demand (DOD)
Drop on Demand (DOD) è un tipo di tecnologia di stampa 3D che utilizza una coppia di getti d'inchiostro. Il primo deposita il materiale di stampa, che in genere è un materiale simile alla cera. Il secondo deposita un materiale di supporto solubile. Come in le altre tecnologie di stampa 3D, le stampanti DOD eseguono un percorso predeterminato per depositare materiale in modo puntuale.
Le stampanti DOD utilizzano anche una sorta di raschietto, che sfiora il layer appena stampato e lo livella, garantendo una superficie perfettamente piana prima di iniziare lo strato successivo. Le stampanti DOD vengono solitamente utilizzate per creare modelli adatti per la fusione a cera persa, la microfusione e altre applicazioni di costruzione di stampi.
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Stampa 3D a getto di legante (Binder Getting)
La stampa 3D a getto di legante è un processo di stampa 3D in cui un agente legante liquido lega aree definite di un letto di polvere.
Il getto di legante è una tecnologia di stampa 3D simile a SLS, dove è previsto uno strato iniziale di polvere sulla piattaforma di stampa. A differenza dell'SLS però, il Binder Jetting sposta una testina di stampa sulla superficie della polvere, depositando goccioline di legante, che in genere hanno un diametro di 80 micron. Queste goccioline legano insieme le particelle di polvere, generando il layer dell'oggetto.
Una volta che uno strato è stato stampato, il letto di polvere viene abbassato e un nuovo strato di polvere viene distribuito sul layer precedente. Questo processo viene ripetuto fino a formare l'oggetto completo.
L'oggetto viene quindi lasciato nella polvere per indurire e acquisire le sue caratteristiche meccaniche. Successivamente, l'oggetto viene rimosso dal letto di polvere e l'eventuale polvere rimasta viene rimossa utilizzando aria compressa.
Caratteristiche principali:
Tipi di tecnologia di stampa 3D: getto di legante Materiali: Sabbia, polimero o polvere di metallo: Inossidabile/Bronzo, Sabbia; compositi Ceramica-Metallo Precisione dimensionale: ±0,2 mm (metallo) o ±0,3 mm (sabbia) Applicazioni comuni: parti metalliche funzionali; Modelli a colori; Colata in sabbia Punti di forza: basso costo; Grandi volumi di costruzione; Parti metalliche funzionali, riproduzione dei colori eccezionale, velocità di stampa elevate, flessibilità di progettazione senza supporto Punti deboli: Proprietà meccaniche non buone come la fusione a letto di polvere di metallo Fanno parte di questo processo di stampa:
> Sand Binder Jetting
> Metal Binder Jetting
> Plastic Binder Jetting
Sand Binder Jetting
Il Sand Binder Jetting è un processo a basso costo usato per la produzione di parti da sabbia, ad esempio arenaria o gesso.
Dopo la stampa, gli oggetti prodotti vengono rimossi dal volume di costruzione e puliti per rimuovere la sabia rimasta in superficie. Gli stampi sono in genere immediatamente pronti per la colata in metallo fuso. Dopo la colata, lo stampo viene rotto e il componente metallico finale viene rimosso.
Il processo è abbastanza facile da integrare nei processi di produzione o fonderia esistenti. Inoltre permette di produrre geometrie grandi e complesse a costi relativamente bassi.
Metal Binder Jetting
Il Binder Jetting può essere utilizzato anche per la fabbricazione di oggetti metallici. La polvere di metallo viene legata utilizzando un agente legante polimerico.
Il processo prevede, a seguito della fase di stampa, una fase di infiltrazione e di sinterizzazione dei pezzi realizzati, fondamentali per far raggiungere alle componenti le caratteristiche meccaniche desiderate. Se queste fasi non sono eseguite, una parte realizzata in metallo tramite Binder Jetting avrà scarse proprietà meccaniche.
Il processo di infiltrazione funziona come segue: inizialmente, le particelle di polvere metallica vengono legate insieme utilizzando un agente legante per formare un oggetto in "green state". Una volta che gli oggetti sono completamente induriti, vengono rimossi dalla polvere e posti in una fornace, dove il legante viene bruciato. Ciò lascia l'oggetto a una densità di circa il 60%.
Successivamente, viene fatta una infiltrazione di bronzo in modo da riempire i capillari aperti, ottenendo un oggetto con una densità di circa il 90% e una maggiore resistenza. Gli oggetti realizzati con Metal Binder Jetting hanno generalmente proprietà meccaniche inferiori rispetto alle parti metalliche realizzate con Powder Bed Fusion.
Il processo di sinterizzazione può essere applicato laddove le parti metalliche siano realizzate senza infiltrazioni. Al termine della stampa, gli oggetti con in "green state" vengono inseriti in un forno per rimuovere il legante. Successivamente, vengono sinterizzati in una fornace ad un'alta densità di circa il 97%. Tuttavia, il ritiro non uniforme può essere un problema durante la sinterizzazione e dovrebbe essere tenuto in considerazione in fase di progettazione.
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Plastic Binder Jetting
Il Plastoc Binder Jetting è molto simile ai sistemi visti in precedenza. Si tratta di polvere di plastica su cui agisce un legante liquido.
Una volta stampate, le parti in plastica vengono rimosse dal loro letto di polvere e spesso possono essere utilizzate senza ulteriori lavorazioni, ma possono essere riempite con un altro materiale, polimerizzate, lucidate o verniciate. Non richiedono una fase di sinterizzazione in forno, come con il metallo.
Il getto di legante con polimeri, come con i metalli, presenta una gamma di vantaggi unici rispetto allo stampaggio a iniezione e ad altre tecnologie di stampa 3D di polimeri.
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Stampa 3D a energia diretta (Direct Energy Deposition)
La stampa 3D a energia diretta è un processo di stampa 3D dove il materiale viene depositato e contemporaneamente fuso da una potente energia termica.
La fonte di energia in questione è solitamente un raggio di elettroni, un laser o un plasma. Il materiale viene fornito sotto forma di filo o polvere.
Questa tecnologia può essere usata strato su strato, per realizzare nuovi oggetti, ma può anche essere utilizzata per riparare componenti. Per questo motivo, la Direct Energy Deposition viene spesso utilizzata più per la riparazione che per oggetti completamente nuovi.
Quando il materiale utilizzato in questo metodo di stampa è in polvere, la polvere viene spruzzata insieme a un gas inerte per ridurre o eliminare la possibilità di ossidazione. C'è anche la possibilità di utilizzare più polveri per mescolare i materiali e ottenere risultati diversi.
Il problema più grande con questo metodo di stampa è che non tutto il materiale viene utilizzato durante il processo. Inevitabilmente, ci sarà della polvere che svolazza al di fuori dell'area interessata e non si scioglie. Un altro aspetto negativo della DED è che le parti prodotte in questo modo spesso richiedono una discreta quantità di post-elaborazione.
Caratteristiche principali:
Tipi di tecnologia di stampa 3D: Laser Engineered Net Shaping (LENS); Produzione additiva di fasci di elettroni (EBAM); Spray freddo Materiali: metalli, in filo e in polvere Precisione dimensionale: ±0,1 mm Applicazioni comuni: riparazione di componenti automobilistici/aerospaziali di fascia alta, prototipi funzionali e parti finali Punti di forza: Strutture di supporto raramente richieste; miscelazione di metalli; capacità di lavorare in 3 dimensioni Punti deboli: una scarsa finitura superficiale richiede una post-elaborazione; costoso Fanno parte di questo processo di stampa:
> Electron Beam Additive Manufacturing (EBAM)
> Laser Engineered Net Shaping (LENS)
> Cold Spray
Electron Beam Additive Manufacturing (EBAM)
Si utilizza un raggio di elettroni come fonte di energia su di polvere o filamento.
L'EBAM viene spesso eseguito sotto vuoto, riducendo la possibilità che venga contaminato il prodotto finale. Gli strati vengono costruiti uno alla volta, con il fascio di elettroni che crea una vasca di fusione e aggiunge il materiale dove richiesto.
I metalli comunemente usati con questa procedura includono leghe di rame, titanio, cobalto e nichel, ma vengono utilizzati anche titanio e altro. Per la maggior parte dei casi, il titanio è il materiale più utilizzato con questo metodo di stampa.
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Laser Engineered Net Shaping (LENS)
La stampa 3D di LENS avviene all'interno di una camera ermeticamente sigillata, poiché una polvere di metallo viene alimentata attraverso uno o più ugelli e fusa in modo specifico tramite un potente laser. Un oggetto viene quindi costruito strato dopo strato mentre l'ugello e il laser si muovono, a volte anche su più assi.
Per questo motivo, un gas inerte (di solito argon) viene usato nella camera di stampa per ridurre quantità di ossigeno e umidità al suo interno. I metalli comunemente usati in questo processo includono titanio, acciaio inossidabile, alluminio e rame.
Questo metodo di stampa viene spesso utilizzato per riparare componenti aerospaziali e automobilistici di fascia alta, come le pale dei motori a reazione, ma può anche essere utilizzato per produrre componenti interi. Spesso, la finitura superficiale delle parti completate non è particolarmente impressionante, quindi è necessario un certo grado di finitura post-produzione per fornire un componente completato.
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Cold Spray
Nel Cold Spray, invece di utilizzare una fonte di energia esterna come un raggio di elettroni o un laser, il sistema funziona solo in base alla velocità delle molecole di metallo.
Si tratta di una tecnologia di produzione che spruzza polveri metalliche a velocità supersoniche per legarle senza fonderle, il che non produce quasi alcuno stress termico. Dall'inizio degli anni 2000 è utilizzato come processo di rivestimento, ma più recentemente diverse aziende lo hanno adattato per la produzione additiva per stratificare il metallo a una velocità da circa 50 a 100 volte superiore rispetto alle tipiche stampanti 3D in metallo.
Potrebbe non sorprendere che questo metodo di stampa 3D non produce stampe di grande qualità superficiale o dettaglio. D'altro lato, la tecnologia non ha bisogno di metallo in polvere di alta qualità per funzionare, e non c'è bisogno di usare gas o camere a vuoto.
Spesso è prevista una finitura a CNC, che a volte viene integrata nella macchina stessa.
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Stampa 3D a laminazione
La stampa 3D a laminazione è una forma di stampa 3D che prevede il posizionamento di fogli di materiale molto sottili uno sopra l'altro, che vengono tagliati uno alla volta per produrre un oggetto 3D.
Gli strati di materiale possono essere fusi insieme utilizzando calore o leganti in base al materiale laminato usato: carta, polimeri e metalli.
Questa tecnologia è una delle meno accurate. Le parti prodotte con questo metodo richiedono molte rifiniture di post-produzione. Sostanzialmente, i laminati sono tagliati tramite taglierine laser o CNC mentre la stampa avanza. Il sistema porta inevitabilmente a più sprechi rispetto ad altre tecnologie di stampa 3D.
Viene usata per produrre prototipi economici e non funzionali a una velocità relativamente elevata o per produrre articoli compositi, poiché i materiali utilizzati possono essere scambiati durante il processo di stampa. Va sottolineato che gli oggetti prodotti in questo modo non sono abbastanza resistenti per fungere da componenti funzionali.
Caratteristiche tecniche:
Tipi di tecnologia di stampa 3D: Laminated Object Manufacturing (LOM), Ultrasonic Consolidation (UC) Materiali: carta, polimero e metallo in fogli Precisione dimensionale: ±0,1 mm Applicazioni comuni: prototipi non funzionali, stampe multicolori, stampi per colata Punti di forza: basso costo; produzione rapida possibile; stampe composite Punti deboli: bassa precisione; più rifiuti; molto lavoro di post-produzione richiesto per le parti Fanno parte di questo processo di stampa:
> Laminated Object Manufacturing (LOM)
> Ultrasonic Consolidation (UC)
Laminated Object Manufacturing (LOM)
La tecnologia LOM è la forma più comune di stampa 3D con laminazione a fogli.
Molto apprezzata per i risultati estetici e il relativo basso costo dei materiali di consumo, la tecnica per laminazione produce oggetti incollando strato su strato il materiale impiegato, tra i quali il più utilizzato è la carta. Si otterrà quindi una risma di fogli con una sequenza ben definita, ognuno dei quali sarà tagliato secondo la forma che dovrà avere lo strato e incollati uno sopra l’altro.
I fogli possono anche essere colorati proprio come accade con le macchine Inkjet. Avremo così un oggetto che potrà essere caratterizzato da infinite colorazioni, rinunciando però alle capacità meccaniche. Materiali utilizzati comunemente sono anche film plastici e lamiere metalliche.
La quantità di colla applicata durante questo processo di stampa può variare e il sistema di taglio lavora mentre la stampa procede, tagliando una sezione trasversale 2D dell'oggetto 3D finale.
Questo metodo di stampa presenta alcuni vantaggi, con stampe rapide e convenienti da produrre, soprattutto sulle grandi dimensioni.
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Ultrasonic Consolidation (UC)
Ultrasonic Consolidation (UC) è un modo per stampare in 3D oggetti metallici. A volte lo vedrai indicato come Ultrasonic Additive Manufacturing (UAM).
Questo metodo di stampa 3D utilizza vibrazioni e pressioni ultrasoniche per fondere sottili fogli di metallo a bassa temperatura. A causa delle basse temperature usate, le lamiere non vengono fuse insieme ma semplicemente legate insieme a causa della rottura degli ossidi sulla superficie dei metalli.
Questo metodo produce poco calore e può legare insieme diversi tipi di metallo, producendo parti multimateriale senza che i metalli si mescolino.
Come con altri metodi di stampa della laminazione del foglio, è necessario un sistema di taglio per tagliare la sezione trasversale 2D e, solitamente, una macchina CNC è il metodo più comunemente utilizzato.
A causa del processo di taglio, con questo metodo si ottengono più scarti. Spesso è richiesta una finitura in post-produzione.
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Alessandro Tassinari
Produrre filamento per stampanti 3D è un processo semplice che può essere effettuato anche in ambienti di piccole dimensioni. Per farlo devi solamente procuranti un estrusore di filamento e della plastica in pellet.
In questa guida scoprirai come produrre il filamento per stampanti 3D, quali sono gli estrusori di filamento migliori e quali plastiche in pellet comprare.
In questa guida:
> Come si produce il filamento
> Estrusori di filamento
> Caratteristiche estrusori di filamento
> Plastica in pellet
> Filamento VS pellet: quanto si risparmia?
Come si produce il filamento
Ti sei mai chiesto da dove arriva il filamento di stampa 3D?
Il filamento di plastica viene realizzato utilizzando grandi macchine note come estrusori di filamenti. Queste macchine prendono la plastica in pellet - granuli - la fondono e infine la estrudono sotto forma di filamento. Il filo viene poi avvolto nei rocchetti che, infine, arrivano a casa tua ogni volta che compri il tuo materiale preferito.
Le macchine per estrusione sono macchine industriali, dotate di più stadi di riscaldamento e raffreddamento, sensori e molti altri strumenti utili per garantire che il filamento esca correttamente e con precise caratteristiche.
Questo è molto importante per assicurare al consumatore finale - che saresti tu! - diametro e qualità del filo costanti.
Gli estrusori di filamenti professionali utilizzati dalle aziende per la produzione in serie di bobine in genere costano decine di migliaia di dollari e occupano molto spazio. Tuttavia ora si trovano a mercato estrusori di filamento estremamente economici.
Questi prodotti sono destinati a chi vuole fare piccole produzioni, a chi cerca di riciclare materiale di scarto o a chi vuole risparmiare qualche euro sulla realizzazione del proprio materiale.
Estrusori di filamento
Felfil Evo
Evo è un estrusore di filamenti prodotto da Felfil, azienda italiana specializzata in apparecchiature per la produzione di filamenti. L'estrusore è fornito in kit o completamente assemblato. Felfil produce anche altri accessori, come uno spooler di filamenti, utile per avvolgere immediatamente il filo dopo l'estrusione.
L'estrusore ha tre zone di riscaldamento e ha una temperatura massima di 250 °C, il che significa che dovresti essere in grado di produrre la maggior parte dei materiali di stampa 3D standard, inclusi PLA, ABS e PETG. Inoltre viene fornito con due diversi ugelli di uscita dell'estrusore che consentono di produrre filamenti di diametro 1,75 o 2,85 mm.

La velocità di estrusione dell'Evo è di circa 1,15 metri al minuto, secondo il produttore. Ciò equivale a circa un chilogrammo di filamento ogni cinque ore, il che non è male.
Felfil ha una guida dettagliata passo passo per realizzare l'estrusore, quindi dovresti essere a posto se scegli di seguire il percorso del kit.
Velocità approssimativa: ~1 kg ogni 5 ore
Materiali supportati: PLA, ABS e altro
Difficoltà: facile
Prezzo: € 649 in kit, € 749 preassemblato
DIY Filament Factory
Questo estrusore di filamenti fai-da-te è stato realizzato dall'utente di Instructables ianmcmill, il quale ha affermato che il progetto è stato ispirato da altre creazioni della comunità, inclusi gli estrusori di Lyman e Xabbax. Forse la caratteristica più unica di questo estrusore fai-da-te è il suo costo; secondo il produttore, dovresti essere in grado di assemblarlo spendendo meno di € 200.

La community dice che questo estrusore sia abbastanza veloce, producendo un chilogrammo di filamento in meno di un'ora. Si tratta di un progetto completamente fai-da-te e, sebbene il produttore abbia pubblicato tutte le istruzioni, schemi elettrici e un elenco di componenti, richiederà comunque un po' di esperienza per essere assemblato.
Velocità approssimativa: ~1 kg all'ora
Materiali supportati: PLA, ABS, miscele di PC e altro
Difficoltà: medio-alta
Prezzo: ~$200
Caratteristiche estrusori di filamento
Come hai visto dagli esempi che abbiamo fatto, gli estrusori di filamento per la stampa 3D possono raggiungere costi veramente ridicoli.
Se stai pensando di acquistarne o assemblarne uno dovresti però fare attenzione a una serie di importanti caratteristiche da tenere in considerazione. Riassumo di seguito le più importanti.
Difficoltà di montaggio
Se non hai molta esperienza con la costruzione meccanica e la configurazione elettrica, dovresti considerare l'acquisto di un estrusore preassemblato. Se sei appassionato di progetti fai-da-te o stai cercando di risparmiare denaro, potresti invece considerare di assemblare tu il tuo estrusore.
In questa guida ti ho presentato entrambe le soluzioni così che tu potessi capire cosa comporta seguire una di queste due strade. La scelta sta a te!
Velocità di estrusione
Ci sono molte differenze tra gli estrusori di filamenti industriali e le opzioni economiche. Tieni sempre a mente che un estrusore economico non potrà mai produrre tantissimo materiale in poco tempo. È importante pensare a quanti chilogrammi di filamento può sfornare una macchina in un dato arco di tempo, così da non spendere molto per l'energia elettrica e non dover aspettare tempi biblici nella produzione.
Materiali supportati
Un'altra differenza tra gli estrusori industriali e le macchine economiche sono i materiali supportati. La temperatura massima che un estrusore può raggiungere determina i materiali che la tua configurazione può lavorare. Maggiore è la temperatura, più lungo sarà l'elenco dei tipi di materiale che l'estrusore dovrebbe teoricamente essere in grado di elaborare.
Plastica in pellet
La plastica in pellet è un prodotto molto comune nell'industria. La maggior parte dei prodotti in plastica che usiamo tutti i giorni derivano da pellet!
Nella stampa 3D, stampare in pellet non è una cosa banale. Servirebbe un estrusore fatto apposta e una serie di parametri della tua stampante dovrebbero essere sincronizzati col sistema che fornisce il materiale.
Per questo motivo - e molti altri - gli estrusori di filamento hanno riscosso molto successo. Di fatto, ti permettono di acquistare il pellet risparmiando sulla materia prima ed ti evitano di dover cambiare le componenti della tua stampante 3D.
La plastica in pellet è facile da trovare in rete. Il mio consiglio è quello di cercare bene e di rifornirti dal produttore che più ti ispira fiducia.
Riciclare la plastica
Riciclare la plastica e adoperarla per le proprie stampe potrebbe apparire un'idea brillante ed eco-friendly.
In effetti è così, e in tanti hanno pensato bene di riciclare gli scarti delle proprie stampe trasformandoli in pellet e poi di nuovo in filamento. Un processo non semplice, a dir la verità, perché mischiare plastiche diverse - anche solo di colore diverso - può causare problemi nell'estrusione.
Se stavi invece pensando di riciclare le classiche bottiglie di plastica, sappi che la storia non cambia di molto.
Gli oggetti di plastica di uso quotidiano raramente sono omogenei: quando si fonde un oggetto di scarto bisogna avere l'assoluta certezza di che tipo di materiale si sta fondendo, per evitare di impostare temperature errate e quindi di emettere fumi tossici. Capire con esattezza con che tipo di plastica si ha a che fare potrebbe non essere sempre così immediato.
Se ti interessa questo tema, ne ho parlato in modo dettagliato nell'articolo che ti lascio di seguito.
Filamento VS pellet: quanto si risparmia?
Prodursi il proprio filamento da stampa 3D potrebbe essere una buona idea per risparmiare qualche euro.
Facciamo qualche esempio numerico.
Una bobina di ABS da 1 Kg costa tra i 21 e i 27 euro. 1 Kg di ABS in pellet costa 10-15 €.
Una bobina di PLA da 1 Kg costa 19 - 25 euro. 1Kg di PLA in pellet costa 8-12 €.
Un consiglio da insider: prendi contatto con un produttore industriale e fatti fare un'offerta per qualche chilogrammo di materiale. Riuscirai sicuramente a risparmiare ancora di più.
Se invece preferisci restare fedele alle tue care bobine, in questa guida ti segnalo i migliori filamenti che potresti usare. Buone stampe!
 

Alessandro Tassinari

Come funziona una stampante 3D

Pubblicato da Alessandro Tassinari, in Guide,

Come funziona una stampante 3D? In questa guida ti spiego in modo semplice come funzionano le stampanti 3D a filamento, a resina e a polvere.
La stampante 3D è uno strumento che permette di produrre oggetti partendo da un modello digitale tridimensionale. Nei metodi di stampa 3D più conosciuti la produzione dell’oggetto avviene per strati, posizionando uno strato di materiale sopra l’altro.
Se vuoi sapere qualcosa in più su come funziona la stampa 3D, nelle prossime righe troverai tutte le informazioni che stai cercando!
In questa guida:
> Differenze tra Stampa 3D e Additive Manufacturing
> Come funziona stampante 3D a filamento
> Come funziona stampante 3D a resina
> Come funziona stampante 3D a polvere
> Come funziona stampante 3D a polveri di metallo
> Guida completa alle tecnologie di stampa 3D
> Guadagnare con la stampa 3D
Differenze tra Stampa 3D e Additive Manufacturing
Il termine “stampa 3D” è il più utilizzato negli ultimi cinque-dieci anni e indica in modo generico qualsiasi tecnologia di tipo additivo con lo scopo di produrre oggetti. La sua grande diffusione si deve alla popolarità che ha riscontrato nel mondo dei consumatori: la dicitura “stampa 3D” ricorda in modo diretto la stampa bidimensionale tradizionale, rendendo facilmente l’idea di come funzioni.
A livello industriale e professionale, la medesima tecnologia è più comunemente chiamata “manifattura additiva” – dall’inglese “Additive Manufacturing” – enfatizzando maggiormente il ruolo manifatturiero di questa tecnica.
Con Additive Manufacturing si indicano in particolare le tecnologie di stampa 3D più costose, utilizzate soprattutto da professionisti e aziende, e che sfruttano materiali tecnici e più performanti sotto diversi aspetti (polimeri e resine, metalli, polveri).
Indipendentemente dalla terminologia utilizzata, sia la stampa 3D che la manifattura additiva indicano un processo produttivo basato su una “tecnica additiva”, ossia che produce oggetti tramite l’aggiunta di materiale.
Le tecnologie di stampa 3D differiscono tra di loro per meccanica e funzionamento stesso delle macchine, oltre che per il tipo di materiali supportati. In alcuni casi esistono più nomi per la stessa tecnica: questa varietà è dovuta soprattutto alla presenza di più produttori che, nel corso del tempo, hanno registrato brevetti per metodi di stampa 3D molto simili tra loro.
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Come funziona stampante 3D a filamento
Tra i metodi di stampa 3D, è sicuramente quello più comune ed economico.
La stampa 3D a filamento funziona tramite estrusione di materiale. Infatti, in genere ci si riferisce a questo metodo con le diciture FFF - Fused Filament Fabrication- o FDM - Fused Deposition Modeling.

Il funzionamento è molto semplice: un polimero sotto forma di filamento viene riscaldato da una resistenza e spinto attraverso un ugello, il quale, spostandosi all’interno del volume di lavoro, va a depositare il materiale strato su strato.
La temperatura di estrusione dipende dal polimero utilizzato nella fase di stampa. Il materiale usato più comunemente è il PLA (Acido Polilattico) e viene estruso ad una temperatura compresa tra i 180 e 210 °C. Altri materiali richiedono temperature di estrusione ben maggiori, a volte anche 300-400 °C come l’ULTEM, il PEEK o il PMMA.
Anche il PETG è un materiale molto utilizzato, perché economico e facile da stampare come il PLA, ma molto più resistente.
Stampa 3D FDM - Qualche consiglio per l'acquisto
Come già ti accennavo, le stampanti 3D a filamento sono le più economiche in assoluto. Questo perché la tecnologia di per sé è davvero molto semplice e le componenti molto comuni.
Se stai cercando una stampante economica da posizionare in casa tua o nel tuo laboratorio, ho quello che fa per te: una guida dedicata alle stampanti 3D più economiche in assoluto. Molte di queste sono FDM. Per risparmiare tempo nella tua ricerca, potresti darci un'occhio!
Per quanto riguarda i filamenti, sicuramente avrai modo di scoprire quello che può fa al caso tuo in base alle caratteristiche che cerchi. Quella che segue è una lista dei filamenti più economici in assoluto.
Lo sapevi che potresti realizzare in casa tua il filamento per stampare in 3D? Scopri come!
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Come funziona stampante 3D a resina
Il funzionamento di una stampante 3D a resina è molto diverso da quello delle stampanti a filo.
Le stampanti 3D a resina realizzano oggetti partendo da una vasca contenente resine allo stato liquido. Il processo prevede la solidificazione di uno strato di materiale sopra l’altro per mezzo di una fonte luminosa.
La resina utilizzata è una resina fotosensibile, cioè un materiale che reagisce e solidifica se sottoposto a fonti luminose.

Tali resine fotosensibili presentano scarse qualità meccaniche e deterioramento precoce, soprattutto se esposte a raggi solari o all’umidità.
Oggi però esistono resine dotate di caratteristiche meccaniche notevoli, disponibili soprattutto per i sistemi che prevedono l'uso di laser per attivare la fotopolimerizzazione. Da considerare, infatti, è che l'azione del laser è più potente e precisa rispetto a quella di uno schermo LCD o di un video proiettore.
Entrami i sistemi che ho descritto sono utilizzati molto di comune e vanno da definire due tecnologie di stampa 3D a resina diverse:
la Stereolitografia - SLA - dove viene usato un laser; il Digital Light Printing - DLP - dove viene usato un video proiettore. Nel caso sia usato uno schermo LCD come fonte luminosa, il processo è comunemente chiamato "LCD". Mentre nella tecnologia SLA il laser si muove sulla parte superficiale della resina, arrivando a solidificare lo strato interessato punto per punto, la tecnologia DLP solidifica uno strato intero alla volta, proiettando un fascio di luce su tutta la superficie da lavorare.
Il tempo impiegato per solidificare gli strati dipende dalla potenza della fonte luminosa originaria e dalla dispersione di luce, che è bene avvenga il meno possibile per garantire una buona riuscita di stampa.
Per sostenere le parti a sbalzo dell’oggetto in stampa è necessario utilizzare dei supporti, che possono essere disegnati appositamente o generati dal software CAM in modo automatico.
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Come funziona stampante 3D a polvere
Le stampanti 3D a polvere utilizzano un processo chiamato "sinterizzazione".
Per “sinterizzazione” - SLS - s’intende una lavorazione che permette di ottenere elementi compatti partendo da materiali polverulenti. Questa tecnologia sfrutta una luce laser che va a colpire uno strato di polvere accolta all’interno di una vasca, fondendo tra di loro le particelle interessate. La sinterizzazione può essere vista come la saldatura tra piccole particelle solide.

La costruzione degli oggetti avviene sinterizzando uno strato di polvere sull’altro. A fine stampa sarà quindi necessario rimuovere l’oggetto dalla vasca in cui è stato prodotto e pulirlo dalle polveri circostanti, che non sono state colpite dal raggio laser.
Utilizzando una stampante 3D SLS non servono i supporti all’oggetto in stampa poiché, il materiale che non viene sinterizzato, fa da supporto agli strati successivi. Inoltre, il materiale che all’interno di una sessione di stampa non viene impiegato sarà riutilizzabile nuovamente.
I materiali utilizzabili sono generalmente a base polimerica e possono contenere caricature di diverso tipo (nylon caricato alluminio, nylon caricato carbonio, poliammide). L’altezza degli strati di stampa può arrivare a grandezze nell’ordine dei 20 micron.
Come funziona stampante 3D a polveri di metallo
Se ti stai chiedendo come funziona esattamente la stampa 3D a polveri di metallo, te lo spiego subito.
La tecnologia SLS è stata tra le prime ad essere trasformata per permettere la stampa 3D in metallo. Il passaggio è stato abbastanza semplice, in quanto meccanica e componenti erano già disponibili: per rendere stampabile il metallo basta avere una fonte di energia più potente e utilizzare un volume di stampa sottovuoto o carico di gas inerti.
Le tecnologie che sono in grado di gestire questo processo sono chiamate Direct Metal Laser Sintering - DMLS - o Direct Metal Printing - DMP. In questo caso è prevista la vera e propria fusione tra le particelle.
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Guida completa alle tecnologie di stampa 3D
Le tecnologie a filamento, resina e polvere offrono sicuramente un'ottima panoramica sul funzionamento delle stampanti 3D.
I metodi di stampa 3D che ti ho presentato finora sono i più comuni in assoluto, ma non sono gli unici. In realtà esistono molte altre tecnologie di stampa 3D, che si differenziano per tipologia di processo e materiali utilizzati.
Per esempio, una delle classificazioni più usate vede la differenziazione a seconda dell'uso di polimeri e metalli.
Inoltre, le stesse tecnologie a filamento, resina e polvere contengono a loro volta delle sotto categorie di stampanti, che funzionano in modo leggermente diverso.
Se vuoi saperne di più, di seguito ti lascio il link alla guida completa alle tecnologie di stampa 3D. Lì potrai approfondire e toglierti qualsiasi dubbio 😎
Guadagnare con la stampa 3D
La stampa 3D potrebbe diventare per te un vero e proprio business.
Il primo passo per farlo è conoscere sapere come funziona la stampa 3D e quali sono le tecnologie più comuni, così da essere poi in grado di utilizzare quella che meglio si addice alle tue necessità.
Dopo aver letto questa guida qualche informazione in più dovresti averla!
Ora potresti iniziare a pensare a un modo per rendere redditizia la tua conoscenza. Qualche spunto io te lo lascio 😉
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Alessandro Tassinari
É proprio vero, quando si ha a che fare con i software da utilizzare nella stampa 3D spesso ci si trova in difficoltà. Quali software servono per stampare in 3D? Che programmi devo usare? Cosa significa “slicing“?
Queste sono solo alcune delle domande a cui daremo risposta in questa guida ai software per la stampa 3D.
Qui ho catalogato i programmi indispensabili per la stampa 3D, dividendoli in 4 categorie di utilizzo: programmi per lo slicing, la modellazione 3D, per riparare la mesh e per gestire la stampa.
Coraggio, accendiamo gli estrusori e cominciamo!
In questa guida:
> L'importanza dei software
> Software di Slicing
> Software di Slicing per stampanti 3D a filamento
> Software di Slicing per stampanti 3D a resina
> Programmi di modellazione 3D
> Software per riparare la mesh
> Software di gestione stampa
> Stampanti 3D economiche da usare con software gratuiti
L'importanza dei software
Partiamo dalle basi. Anche se sei nuovo al mondo della stampa 3D, dovrebbe esserti chiaro cos’è un modello 3D.
Il termine “3D” viene utilizzato per descrivere un oggetto in un sistema di coordinate cartesiane X, Y, Z. Ogni oggetto è composto da punti con coordinate diverse che ne definiscono l’esatta posizione sugli assi X, Y, Z e che, posizionati uno vicino all’altro, rappresentano l'oggetto intero.
Quello che visualizziamo sul monitor di un computer è un modello 3D definito in modo matematico da un software, il quale ci permette di visualizzarlo e modificarlo.
I programmi che servono per avere sotto controllo la stampa 3D sono:
programmi per lo slicing; software per la modellazione 3D; software riparare la mesh; programmi per gestire la stampa. Se il tuo obiettivo è quello di stampare in 3D, sicuramente per te sarà indispensabile un software di slicing. Gli altri tre non saranno strettamente necessari anche se, come vedrai, ricoprono ruoli molto importanti per ottenere il massimo dalla tua stampante 3D.
Infine, facciamo una piccola distinzione tra software gratuiti e software a pagamento. Perché dovrei pagare per un programma se ce ne sono altri gratuiti?
La differenza tra i software gratuiti e quelli pagamento sta solitamente nell’accuratezza con cui è progettato il software stesso e al target di utenti a cui sono destinati: i software gratuiti sono spesso destinati agli utenti meno esperti, i quali richiedono meno comandi e meno precisione. I software a pagamento sono destinati ai professionisti e a coloro che hanno necessità di avere maggior controllo sul proprio lavoro.
Oggi però questa distinzione non ha più molto senso: esistono tanti software gratuiti ben fatti e ricchi di funzionalità.
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Software di Slicing
I programmi di slicing sono fondamentali per la stampa 3D. Tramite lo "slicing" - "affettare" dall'inglese -  il software elabora il modello tridimensionale, tagliandolo in tanti strati e convertendolo in comandi meccanici, i quali permetteranno alla stampante 3D di capire cosa deve fare e come deve muoversi.

I comandi meccanici sono contenuti all'interno di un file con estensione .gcode. Il G-code è un linguaggio di controllo macchina e permette di gestire sotto qualsiasi aspetto il processo di fabbricazione tramite stampa 3D.
Il G-code contiene quindi tutte le informazioni elaborate dal software Slicer, come ad esempio l'esatta sequenza con cui stampare gli strati del modello 3D.
Il software Slicer è anche detto CAM - Computer-Aided Manufacturing - che significa fabbricazione assistita da computer.
Alcuni programmi integrano strumenti CAD con quelli CAM, nel senso che permettono all’utente sia di disegnare modelli geometrici, sia di generare le istruzioni per una macchina utensile. Questi programmi sono detti di CAD/CAM. I programmi di CAD/CAM non hanno bisogno di usare un file di scambio per passare il modello geometrico dalla funzione di CAD a quella di CAM.
Alcune stampanti 3D viene fornita con un proprio software di slicing. In tal caso, si parla di software proprietari. Esistono anche software aperti alla maggior parte delle stampanti 3D. Questi sono indubbiamente quelli più utilizzati.
A cosa serve un software slicer?
L’obbiettivo durante il processo di slicing è quello di impostare e ottimizzare alcune caratteristiche di stampa del modello, attributi che nei momenti durante e posteriori alla stampa possono influire sulla velocità di realizzazione e sull’aspetto o comportamento dell’oggetto stampato.
Queste impostazioni sono molte e varie, eccone una breve lista:
Altezza dello strato (Layer Height); Temperatura di stampa, che varia in base al materiale da stampa 3D utilizzato; Larghezza delle pareti (Shell Thickness); Densità di riempimento (Fill Density) Tipo di supporto (Support Type, per strutture a sbalzo che hanno bisogno di supporti per garantire l’integrità strutturale); Flusso di stampa; Altri dettagli possono a volte essere dettati dalla stampante che utilizzate, e questi possono essere:
Velocità di stampa (Print Speed); Temperatura di stampa (Print Temperature, da determinare a seconda del materiale con cui vorrete stampare). Altre impostazioni importanti da caricare nel programma di slicing sono informazioni sulle caratteristiche tecniche della stampante 3D in uso, chiamati “profili”. I profili di stampa sono impostazioni comuni a ogni modello di stampante 3D e, grazie alle community online, è possibile reperirli in rete e scaricarli gratuitamente.
Ora che abbiamo chiarito quali sono gli aspetti legati all'uso dei software slicer vediamo, ti mostro una lista dei più utilizzati.
Software di Slicing per stampanti 3D a filamento
Cura Ultimaker
Cura è uno slicer potente, gratuito e open source, sviluppato dal produttore di stampanti 3D Ultimaker.
Si tratta di un programma molto elaborato, ricco di impostazioni che possono essere modificate individualmente. Ma non temere: se sei un principiante, puoi limitarti a impostare sono i parametri di base. Al resto ci penserà lui!
É senza alcun dubbio uno dei software più utilizzati di sempre, per cui vengono rilasciati continuamente aggiornamenti e nuove funzionalità. Il download è gratuito e puoi farlo qui.
Slimplify 3D
Un programma slicer, con un ottimo sistema client per la gestione della stampante 3D. Permette di controllare i modello 3D, fare lo slicing ed esportarlo in numerose estensioni diverse.
La velocità nello slicing, l'interfaccia e la preview di stampa interattiva sono sicuramente alcune delle caratteristiche di spicco. Un software ben fatto, che richiede l'attivazione di una licenza a pagamento. Puoi visionarlo qui.
Idea Maker
Uno slicer ideato dalla casa produttrice Raise 3D, un software con interfaccia grafica molto intuitiva e pieno di dettagli da impostare.
Sulla falsa riga di Simplify 3D, questo software è completamente gratuito pur integrando tutte le funzionalità che Simplify offre a pagamento.
Raise 3D fornisce supporto e aggiornamenti continui, con l'intento di rendere il programma sempre più versatile a più stampanti possibili. Lo trovi qui. Consigliatissimo.
Slic3r
Slic3r è un altro popolare programma di slicing gratuito, ideato da Alessandro Ranellucci, Joseph Lenox e sviluppato insieme a diversi contributori. É uno degli slicer più longevi, essendo nato agli arbori del mondo RepRap.
Purtroppo il suo sviluppo si è fermato al 2018, eppure vanta ancora di una community attiva e, ovviamente, legatissima all'ambito Open Source. Puoi scaricarlo qui.
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Software di Slicing per stampanti 3D a resina
Pochissima attenzione viene posta alle stampanti 3D a resina e spesso è difficile recuperare informazioni utili. Fortunatamente c'è Stampa 3D forum! 🙃
Quelli che seguono sono software di slicing per stampanti 3D a resina.
Chitubox
Chitubox è un software gratuito che ha fatto passi da gigante negli ultimi anni, su cui è stato fatto uno sviluppo molto importante soprattutto di interfaccia utente.
Si tratta di uno slicer per stampanti 3D a resina, gratuito e dotato di tutte le funzionalità utili a questo tipo di processo. Ideale per tutte le stampanti DLP, LCD più economiche e comuni. Mi sento di consigliarlo per la semplicità d'uso. Lo trovi qui.
Lychee
Un software disponibile in doppia versione, gratuita o a pagamento. Inutile specificare che quella a pagamento sblocca una serie di utili funzionalità avanzate.
La versione gratuita è comunque molto apprezzata dalla community, che la utilizza in modo continuativo. Lo trovi qui.
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Programmi di modellazione 3D
Sono i programmi utilizzati per modellare in 3D, anche chiamati “CAD” - Computer-Aided Design. I software di modellazione 3D hanno scopo di realizzare i modelli che, in seguito, saranno elaborati dallo slicer.

Esistono diversi tipi di software CAD. La differenza sta nel modo in cui avviene la modellazione stessa e, inevitabilmente, la scelta di uno rispetto un altro dipende dalle necessità e dalle abilità del progettista.
Software di modellazione 3D gratuiti
Tinkercad
Tinkercad, un software Autodesk, è un ottimo strumento di modellazione 3D basato su browser per principianti. Non è uno strumento molto potente, ma è molto facile da utilizzare. Permette di combinare forme geometriche di base per creare modelli più complessi.
SketchUp Free
SketchUp Free è un ottimo strumento per coloro che desiderano un po' più di flessibilità rispetto a quella offerta da Tinkercad. Offre strumenti sia per i principianti che per gli utenti più avanzati.
FreeCAD
FreeCAD è uno strumento CAD open source. FreeCAD, uno strumento di progettazione parametrica, consente di creare modelli specificando parametri a cui è possibile accedere e modificarli in seguito, offrendo maggiore libertà di progettazione. Inoltre viene fornito con alcuni strumenti di analisi agli elementi finiti per simulazioni ingegneristiche.
OpenSCAD
OpenSCAD è un software di modellazione 3D che si basa su script. Invece di modellare visivamente, scrivi codice che viene trasformato in un modello digitale, offrendoti piena libertà di progettazione. Non è per tutti.
Blender
Un software open-source e sviluppato da centinaia di contributori, Blender è uno strumento di modellazione 3D gratuito ma professionale per la creazione di sofisticati modelli 3D. È uno degli strumenti software di stampa 3D più potenti disponibili, sia per la progettazione che per l'editing di mesh.
Software di modellazione 3D a pagamento
Fusion 360
Fusion 360 è un popolare strumento di progettazione parametrica creato da Autodesk. È dotato di strumenti CAD, CAM e di simulazione professionali per tutte le tue esigenze ingegneristiche. E, soprattutto, è gratuito per studenti, hobbisti e start-up.
Autocad
AutoCAD, sempre di Autodesk, è un'altra scelta popolare per i professionisti. Mette a disposizione un ampio set di strumenti specializzati per architetti e ingegneri.
Solidworks
SolidWorks, di Dassault Systems, è uno standard industriale per l'ingegneria e la produzione. Dotato di strumenti di progettazione e simulazione all'avanguardia, è uno dei preferiti dai professionisti.
Rhinoceros
Rhinoceros, sviluppato da Robert McNeel & Associates, è un popolare software di modellazione 3D per designer, in grado di produrre progetti complessi e splendidi rendering fotorealistici.
ZBrush
ZBrush è software di scultura 3D e rendering digitale, utilizzato da artisti e designer professionisti per prodotti, film, videogiochi e altro ancora. Se stai cercando di creare oggetti freeform, organici e artistici, ZBrush fa per te.
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Software per riparare la mesh
Di tanto in tanto, potresti imbatterti in mesh che procurano errori, che non risultano stampabili o che, per qualche motivo, non risultano compatibili coi processi di stampa 3D.
Nella fase di slicing, infatti, è necessario che il modello 3D da affettare risponda a determinate caratteristiche. Deve essere un modello solido, senza tagli o aperture verso l'interno, definito da tante facce sufficienti per definire le superfici, ma non esageratamente fitte per risultare di difficile gestione.
Se dovesse capitarti qualche problema con la mesh, allora sarà necessario ripararla. Puoi farlo in due modi:
ripartire dal modello nativo, modellato in 3D, se ne hai possibilità; tenere come buono il modello 3D in mesh e aggiustarlo tramite un software di editing della mesh stessa.
Alcuni strumenti di modellazione 3D, come FreeCAD, SketchUp, Blender e Fusion 360, solo per citarne alcuni, includono strumenti di gestione, modifica e correzione della mesh.
Ma, nel caso in cui quelli non si adattino alle tue esigenze o al tuo livello di abilità, ci sono anche alcuni programmi di riparazione della mesh dedicati. Di seguito sono riportate alcune delle migliori scelte.
MeshLab
MeshLab è un programma gratuito e open source che consente di modificare mesh e nuvole di punti. Viene spesso utilizzato per la scansione della fotogrammetria.
Netfabb
Netfabb, di Autodesk, è uno strumento commerciale professionale diretto specificamente alla produzione additiva. È dotato di una serie di potenti strumenti per la preparazione e la riparazione di file 3D per la stampa 3D.
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Software di gestione stampa
I programmi di gestione stampa servono per comunicare in modo diretto con la stampante 3D. Tramite i software di gestione stampa è possibile inviare e ricevere istruzioni, come comandi di avvio, spegnimento, o di interrogazione.

Questi programmi sono anche chiamati "client software" e sono disponibili sia in versione open source che proprietaria. I programmi proprietari sono, solitamente, in grado di dialogare esclusivamente con specifici modelli di stampanti 3D. Questo accade perché vengono progettati su misura su specifici dispositivi o macchinari a seguito di accordi tra produttori di macchine e software house.
OctoPrint
OctoPrint è uno degli strumenti di gestione della stampa più popolari disponibili. È un'interfaccia basata sul Web, in esecuzione su un Raspberry Pi collegato alla stampante 3D, che consente il controllo dettagliato della stampante, il monitoraggio, lo slicing e la stampa wireless. Con tutta una serie di plug-in disponibili, è uno strumento incredibilmente potente per eseguire tutta la stampa 3D in un unico posto.
PrintRun
PrintRun è un altro potente strumento di gestione della stampa. Come OctoPrint, è dotato di controllo della stampante 3D, slicing e rilascio di stampa. Con così tante impostazioni e parametri disponibili, tuttavia, non è per i nuovi arrivati alla stampa 3D.
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Stampanti 3D economiche da usare con software gratuiti
Usare software gratuiti è sicuramente una soluzione efficace per risparmiare soldi.
In più, se combini un software gratuito con una stampante 3D economica, il risparmio è assicurato!
Tra le stampanti economiche puoi trovare delle ottime macchine, ideali sia per principianti che per esperti. Il segreto sta nell'acquistare quella che meglio risponde alle tue necessità.
Di seguito lascio il link alla mia guida aggiornata alle 10 migliori stampanti 3D economiche.
Invece, se hai ancora bisogno di capire meglio come si suddividono le stampanti 3D, questa è la guida che fa per te:
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Alessandro Tassinari
Creare modelli 3D per la stampa 3D può essere un'attività complessa. Eppure ci sono alcune semplici regole da tenere sempre in considerazione che ti risolveranno quasi tutti problemi di modellazione. Vediamole insieme!
Il processo di fabbricazione di un oggetto tramite stampa 3D è suddivisibile in tre fasi:
modellazione 3D dell'oggetto da realizzare; slicing del modello digitale realizzato; stampa 3D. La fase di modellazione 3D dell'oggetto rappresenta il primo step da eseguire e, senza dubbio, è la fase in cui vengono decise la maggior parte delle caratteristiche che avrà l'oggetto finito.
Non ci credi? Pensaci... nella fase di modellazione 3D non si definiscono soltanto le forme dell'oggetto da stampare, ma anche le dimensioni dei dettagli, gli spessori delle pareti, i riempimenti e molto altro. Tutte queste caratteristiche fisiche incideranno sulle operazioni che verranno eseguite dalla stampante 3D.
Ci sono però alcune regole fondamentali di modellazione 3D che dovresti tenere sempre in considerazione. Queste regole riguardano proprio la fisicità del modello, il quale dovrà in qualche modo rispondere alle caratteristiche del mondo in cui viviamo tutti i giorni.
Ad esempio: lo sapevi che qualsiasi foglio, anche quello più sottile che riesci a immaginare, in realtà ha uno spessore? 😮
Questa è solo una delle regole del mondo fisico che devi sempre considerare prima di stampare in 3D.
Ora che ho scaldato la tua curiosità, è il momento di entrare nel dettaglio di questa guida e di scoprire quali sono le 3 regole fondamentali di modellazione 3D per la stampa 3D. Avanti tutta!
In questa guida:
> Software di modellazione 3D: quale usare?
> Caratteristiche base di un modello 3D digitale
> Regola n.1: concetto di "watertight"
> Regola n.2: realizzare modelli 3D "manifold"
> Regola n.3: realizzare modelli 3D nella scala corretta
> Scaricare modelli 3D pronti all'uso
Software di modellazione 3D, quale usare?
La scelta del software di modellazione 3D da usare dipende molto spesso dall’oggetto che si vuole realizzare e dalle particolari abilità dell’utente nell’ambito della modellazione.
Attualmente sul mercato ci sono molti programmi di modellazione, alcuni a pagamento, altri gratuiti ed open source. Scegliere quello da usare può risultare difficile.
In generale, chi ha competenze nell’ambito dell’architettura e del design, tende ad usare software come AutoCAD, Rhinoceros, 3D Studio Max. Solid Edge e SolidWorks, invece, sono usati prevalentemente nell’ingegneria meccanica. Chi si occupa di modellazione 3D orientata alle animazioni conoscerà sicuramente Blender e Maya.
I software elencati fin ora consentono di realizzare modelli 3D elaborati e, per questo motivo, non sempre risultano immediati e facili da usare se è la prima volta che ci si avvicina alla modellazione 3D.
Se dovessi consigliare dei software a chi parte da zero, segnalerei Tinkercad o SketchUp. Questi, oltre ad essere gratuiti, sono anche abbastanza intuitivi e consentono di ottenere modelli 3D di discreta qualità.
Se ti serve qualche consiglio in più, questa è la mia guida ai software per la stampa 3D. All'interno trovi anche una descrizione dei software di modellazione più usati:
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Caratteristiche base di un modello 3D digitale
Per realizzare correttamente i tuoi modelli digitali non ti servono molte informazioni tecniche. I software di oggi sono molto avanzati e spesso effettuano tutta una serie di operazioni in autonomia, correggendo piccoli errori senza il tuo intervento.
Ci sono però alcuni concetti di base che che dovresti conoscere, soprattutto se vuoi migliorare le tue capacità in ambito di modellazione 3D.
Partiamo dai termini fondamentali della modellazione 3D:
Vertice: un singolo punto dislocato nello spazio, è il componente più piccolo di un modello 3D; Bordo: una linea retta che collega due vertici. I bordi definiscono la forma di un modello 3D; Poligono: qualsiasi forma composta da un insieme di linee rette; Faccia: elemento di base di una mesh poligonale. Riempie lo spazio tra i bordi; Mesh: è una raccolta di poligoni collegati delle loro facce, bordi e vertici. Un modello 3D digitale è costituito da una o più mesh 3D.
Se il modello 3D ben realizzato è composto da una mesh pulita, ben distribuita, composta da un numero di facce adeguata rispetto alle dimensioni fisiche dell'oggetto e alle reali necessità di precisione.
La mesh è l'elemento più importante del modello 3D da realizzare. Se la mesh presenta dei problemi, allora è molto probabile che anche in fase di slicing e di stampa qualcosa andrà storto.
Evitiamo però di perderci in tecnicismi approfonditi: vediamo ora quali sono le regole fondamentali per realizzare correttamente un modello 3D per la stampa 3D.
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Regola n.1: il concetto di "watertight"
La prima regola in assoluto: gli oggetti realizzati tramite stampa 3D sono pieni di materia. Per questo motivo, per rendere stampabile un modello è bene tenere in considerazione parametri come spessori minimi realizzabili, comportamento del materiale utilizzato, tolleranze di stampa, precisione di fabbricazione, ecc.
I modelli 3D digitali devono essere concepiti come pieni di materia, proprio come accade nel mondo fisico reale.

Per chiarire questo concetto ti faccio un esempio. Guardati intorno e prendi in mano un oggetto qualsiasi. Che tu abbia scelto il mouse del tuo computer o un foglio di carta, l'oggetto che hai sotto gli occhi è composto da un volume di materia. Per le leggi della fisica, ogni oggetto, anche quello più sottile, è caratterizzato da un suo spessore composto da materia.
Le stampanti 3D realizzano oggetti che sono composti - indovina... 😆 - da materia. Ne consegue che, in fase di modellazione 3D, è sempre bene fare attenzione che il modello sia caratterizzato da spessori definiti e non da semplici superfici dislocate nello spazio.
Una semplice superficie digitale, infatti, non è composta da materia ed è rappresentabile solamente tramite un software di modellazione 3D. Ne consegue che una superficie non può esistere nel mondo fisico. Per capirci: un foglio di carta non è una semplice superficie, ma è caratterizzato da un suo spessore composto da materia!
Questo concetto può essere rafforzato dalla caratteristica di essere "watertight", molto utile in ambito stampa 3D.
Immagina di aver disegnato un modello 3D. Un modello 3D watertight è un modello che, se lo immagini pieno d'acqua, non permette all'acqua di uscire dal suo volume.
Esempio: abbiamo modellato un cubo. Se il cubo è composto da tutte le sue facce e dentro è pieno d'acqua, l'acqua non può uscire e il modello è considerato watertight.
Se il cubo è stato modellato male e manca di una faccia, l'acqua può uscire dal suo volume, ne consegue che il modello non è watertight e, di conseguenza, non è stampabile in 3D perché il suo volume non è definito.
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Regola n.2: realizzare modelli 3D "manifold"
La seconda caratteristica a cui un modello 3D per la stampa 3D deve rispondere, è quella di essere "manifold".
I modelli tridimensionali digitali possono essere manifold e non-manifold. Questa caratteristica riguarda in modo specifico gli spigoli di cui è composto il modello 3D digitale.
Uno spigolo manifold è composto solamente da due facce che si toccano e che lo definiscono, proprio come qualsiasi oggetto fisico reale. Inoltre, le facce si toccano sempre su tutti gli spigoli con altre facce, definendo di conseguenza un volume chiuso.

Uno spigolo non-manifold, invece, è composto da meno o più di due facce che si incontrano nella stessa posizione, condizione impossibile da trovare nel mondo fisico.
Questa regola è essenzialmente in un punto chiave di corretta modellazione 3D e, solitamente, chi cade in questo errore è chi utilizza una modellazione tramite superfici.
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Regola n.3: realizzare modelli 3D nella scala corretta
Sembrerà ovvio, ma così non è. Realizzare un modello 3D nella giusta scala è spesso una dimenticanza di tanti progettisti.
Modellare fuori scala significa non tenere in conto spessori di realizzazione e tolleranze. Oggettivamente, non ha alcun senso realizzare fuori scala un modello 3D che deve essere prodotto.
Una buona pratica di modellazione prevede il fatto di progettare l'oggetto tenendo direttamente in considerazione le dimensioni fisiche che dovrà avere e le caratteristiche della macchina che verrà usata per realizzarlo. Così facendo, il pezzo sarà ottimizzato sotto qualsiasi aspetto.
Inoltre, una volta terminata la fase di modellazione 3D dovrai esportare il modello in formato .stl o .obj. Il modello sarà discretizzato in tante piccole facce che ne caratterizzeranno il dettaglio superficiale. Se il modello esportato non è nella scala giusta, ossia la scala di fabbricazione, questo dovrà essere ridimensionato perdendo qualità.
Ricordati quindi di impostare correttamente l'unità di misura del tuo software e di realizzare i modelli 3D nel modo più ragionato possibile.
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Scaricare modelli 3D pronti all'uso
Se sei alle prime armi coi software di modellazione 3D ma hai già voglia di stampare, non preoccuparti! Mentre impari ad applicare le regole che ti ho mostrato, puoi scaricare modelli 3D già pronti da internet e iniziare a produrli.
Nella nostra community è presente una sezione di Download dove puoi caricare e scaricare gratuitamente modelli 3D e profili di stampa. Dovresti darci un'occhio, troverai diversi modelli interessanti da realizzare.
Qui ti lascio il link a un modello di test per gli sbalzi: hai mai messo alla prova la tua stampante realizzando dei ponti senza attivare i supporti? Un test divertente, ma anche utile per capire come gestire al meglio i parametri di stampa!
Esistono poi vari siti, come per esempio Thingiverse, dove puoi scaricare modelli 3D in formato .stl. Solitamente l'uso di questi modelli non è ammesso a livello commerciale, ma si tratta di un'ottima occasione per iniziare a fare esperienza risparmiando tempo, soprattutto per chi non è ancora in grado di modellare in 3D.
Ora non ti resta che scegliere il software di modellazione 3D che si avvicina di più alle tue necessità e fare tanta, tanta pratica. Buone stampe!
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Alessandro Tassinari
Questa guida di regolazione step/mm e calibrazione assi X Y Z è ideale per chi possiede una stampante 3D FDM cartesiana.
Una calibrazione step/mm fatta male può causare diversi problemi: primo tra tutti, una mancanza di accuratezza dimensionale nei pezzi realizzati.
In una precedente guida ti ho spiegato come calibrare perfettamente il flusso di estrusione della tua stampante, guidandoti in un setting che ti permette di estrudere esattamente la quantità di materiale impostata dallo slicer.
Oggi invece vedremo un'altra regolazione altrettanto importante: la calibrazione degli assi X Y Z e la conseguente regolazione step/mm della tua stampante 3D.
In questa guida:
> Regolazione step/mm: brevemente, in cosa consiste
> Passo 1: Controllare il valore step/mm nel firmware
> Passo 2: Stampa del cubo di prova
> Passo 3: Calcolo dei valori step/mm corretti
> Passo 4: Correggere il valore E-step nel firmware
> Regolazione step/mm - Conclusione
Regolazione step/mm: brevemente, in cosa consiste
Come probabilmente già saprai, la stampante 3D muove il blocco estrusore secondo coordinate espresse nel file gcode. I movimenti si articolano negli assi X, Y e Z attraverso la meccanica, grazie alla spinta dei motori stepper.
In questa configurazione, è quindi necessario verificare che i movimenti richiesti dal software siano esattamente quelli eseguiti dai motori stepper della tua macchina.
Come fare? Molto semplicemente, andremo a verificare insieme se un modello 3D che hai stampato ha le stesse dimensioni del modello digitale.
Passo 1 – Controllare il valore step/mm nel firmware
Prima di tutto dovrai verificare quali sono i valori di step/mm contenuti nel firmware, ossia i moltiplicatori che comunicano alla stampante quanti ‘step’ far fare ad un motore per uno spostamento di un millimetro.
Per fare questo controllo abbiamo più possibilità:
collegare la stampante 3D al pc e verificare con Repetier Host i valori alla stringa M92; direttamente dallo schermo LCD della stampante se supporta questa funzione. Fatto?
Nel mio caso, i valori corrispondono a X80.00, Y80.00 e Z400.00.
Passo 2 – Stampa del cubo di prova
Ora che consoci i valori impostati nel comando M92, dobbiamo verificare cosa implicano nel mondo fisico.
Per farlo dobbiamo stampare un cubo di prova con dimensioni di 20x20x20 millimetri.

Questo ti servirà a capire di quanto le dimensioni fisiche dell’oggetto stampato si discostano dalle misure del modello digitale.
Per comodità, puoi scaricare un cubetto che ho già preparato per te qui:
Come puoi notare, il cubo che ti metto a disposizione riporta sulle sue facce le diciture dei tre assi cartesiani X, Y e Z.
Questo può esserti di molto aiuto: se stampi il cubo allineando le facce con gli assi della tua stampante 3D, saprai esattamente quale faccia è stata stampata su quale asse.
Potrà sembrarti banale, ma in tanti si sbagliano invertendo tra di loro gli assi... calibrano l'asse X nei parametri dell'asse Y e viceversa 😵
Di conseguenza, se usi il mio cubetto e fai attenzione, eviterai sicuramente di cadere in errori banali!
Passo 3 – Calcolo dei valori step/mm corretti
Una volta stampato il cubetto puoi procedere con le misurazioni: utilizza un calibro digitale con una precisione di almeno due decimali, iniziando da quella corrispondente all’asse X.
Usare uno strumento di misura di qualità è un'accortezza fondamentale. Se usi un calibro di bassa qualità, le tue misurazioni non saranno mai precise a sufficienza per garantirti una buona regolazione step/mm.
Se ancora non ce l'hai questa potrebbe essere una buona occasione per acquistare un calibro digitale. Non credo che te ne pentirai, è uno strumento versatile che torna utile anche nelle misurazioni delle parti cave. E' uno strumento fondamentale per noi che stampiamo in 3D!

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Nella misurazione è bene prendere come riferimento la parte centrale del cubo, rimanendo lontani dalla base e dagli spigoli. Infatti, non è raro che in questi punti ci siano imperfezioni, le quali potrebbero farti prendere misure poco corrette.

A volte, capita che la base del modello sia leggermente più larga a causa dello schiacciamento dell’ugello sul piano, mentre negli spigoli, essendo soggetti al cambio di direzione durante la stampa, potrebbe esserci maggiore deposito di materiale.
Hai eseguito la tua misura?
Il valore di X nel mio caso è pari a 20.15 millimetri.
A seguito della tua misurazione puoi procedere ad applicare la formula seguente:

Sostanzialmente, quello che stai facendo è trovare il nuovo valore moltiplicatore da salvare nel firmware della tua stampante 3D.
Allo stesso modo puoi calcolare i valori degli assi Y e Z, ovvero misurando il corrispondente lato del cubo e applicando la formula.
Passo 4 – Correggere il valore E-step nel firmware
Il mio valore di regolazione step/mm per l’asse X è pari a 79.40.
Ottenuti i tre valori puoi finalmente sostituirli a quelli di default della macchina. Anche in questo caso hai due possibilità:
inviare da Repetier Host il comando con i nuovi valori step/mm (es: ‘M92 X79.40 Y80.25 Z400.32’ poi ‘M500’ per salvare); cambiare i valori dallo schermo LCD della stampante 3D se il firmware te lo consente. Regolazione step/mm stampante 3D- Conclusione
Complimenti, hai appena concluso la calibrazione degli assi X Y Z della tua stampante 3D, aggiornando la regolazione step/mm!
Per fare un'ulteriore prova puoi stampare nuovamente il cubo 20x20x20 mm e verificare che, questa volta, le misure siano effettivamente corrette.
Se così non fosse, forse la tua stampante 3D è soggetta a qualche altro problema. Di seguito ti lascio i link ad altre mie utili guide, spero davvero che ti siano utili!
 
 
 

Alessandro Tassinari
In una delle nostre guide più lette - 5 accorgimenti per una stampa 3D perfetta - abbiamo visto come ottenere la massima qualità dalle nostre stampe 3D seguendo dei consigli base. Abbiamo cercato la messa a punto ottimale dando soluzioni per risolvere i problemi più frequenti in tutto il processo di stampa, a partire dalla scelta del filamento.
 
In questa guida, invece, ti aiuteremo ad analizzare un problema più tecnico, ma non per questo difficile da risolvere. Vediamo come calibrare in modo preciso il flusso di stampa del tuo blocco estrusore.
Calibrare il flusso di stampa: procedimento per ottenere una calibrazione perfetta
Come probabilmente saprai, blocco estrusore è dotato di una ruota dentata agganciata a un motore stepper. Questa ruota, girando, tira il filamento spingendolo verso l'ugello. In questo processo di movimentazione meccanica, il problema potrebbe sorgere nel momento in cui l’estrusore non riesce a spingere la giusta quantità di materiale necessaria da estrudere. Il risultato? Una stampa deformata, con fessurazioni, zigrinata o in difetto di materiale.
 
Per verificare se la tua stampante ha problemi di flusso di stampa, possiamo fare una semplice prova di misurazione e correggere un semplice parametro nel firmware.
Step 1 - Controllare il valore E-step impostato nel firmware
Prima di procedere con le operazioni manuali, è necessario entrare nel firmware della stampante 3D e verificare su che valore è impostata la quantità di estrusione della nostra stampante. Ciò che devi trovare è il valore di E-step alla stringa M92. Da qui devi leggere il valore che segue la ‘E’, nel nostro caso pari a 96.6. Per fare ciò abbiamo due possibilità:
connettere la stampante al pc e verificare il valore da Repetier Host;verificare il valore dallo schermo LCD della stampante 3D, se il firmware lo permette.
Non conosci Repetier Host? Clicca qui per leggere la nostra guida
Step 2 - Fare un prova di estrusione
Ora dovrai, in breve, fornire alla stampante il comando per estrudere una certa quantità di materiale e controllare se ciò si verifica correttamente. Per prepararti alla procedura, dovrai segnare sul filamento il punto corrispondente a 100 millimetri di distanza dall’imbocco dell’estrusore, come in figura.
 

 
Invia quindi alla macchina un gcode per farle estrudere 100 millimetri di filamento, ricordandoti prima di riscaldare l’ugello. Puoi avviare questa operazione in due modi:
inviando il comando ‘G1 E100 F200’ da Repetier Host;caricando un gcode apposito su scheda SD ed avviandolo dalla stampante 3D come una qualsiasi stampa (se scegli quest’ultima opzione, puoi scaricare il gcode dal nostro forum a questo link).
Step 3 - Verificare la quantità di estrusione
A questo punto puoi misurare la lunghezza del filamento non estruso, ovvero la distanza tra il segno fatto a penna e l’imbocco dell’estrusore, così da ottenere per differenza la lunghezza di filamento effettivamente estrusa.
 

Nel nostro caso l’estrusione era minore dei 100 millimetri effettivi, quindi la misurazione del filamento rimanente risultava facilitata. Per misurare il filamento nel caso in cui l’estrusione risulti maggiore, basta fare precedentemente un altro segno ad una data distanza oltre quello dei 100 millimetri, ottenendo il valore cercato per differenza.
 
Step 4 - Calcolare il valore E-step corretto
Nel nostro esempio otteniamo un valore di 91.88 millimetri estrusi (ottenuti con 100 mm – 8.12 mm). Procediamo quindi applicando la formula per ottenere il valore corretto di E-step da sostituire nel firmware.
 

Step 5 - Correggere il valore E-step nel firmware
Per concludere, ora puoi sostituire il valore di E-step nel firmware. Anche in questo caso puoi agire in due modi. Nell’LCD, se il firmware della stampante te lo consente, ti basterà cambiare il valore E0 steps/mm e poi selezionare l’opzione ‘salva in EEPROM’ per rendere definitive le modifiche. Altrimenti, da Repetier Host, dovrai inviare il comando M92 seguito dal valore E-steps (es: ‘M92 E105.13’), seguito dal comando ‘M500’ per salvare la modifica.
 
Complimenti, hai appena finito la calibrazione del flusso di stampa per la tua stampante 3D! Per verificare se l'intera procedura è andata a buon fine, puoi ripetere gli Step 1, 2  e 3, estrudendo nuovamente 100 millimetri di filamento e controllando che ne siano estrusi effettivamente altrettanti.
 
Se ti restano domande che vorresti porci o stai riscontrando altri problemi, clicca qui per iscriverti al nostro forum: la community sarà felice di aiutarti!
 
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Guida per il neofita: guida introduttiva alla stampa 3D
 
PLA vs ABS: qual è il migliore?
 
Velocità o qualità? I parametri di stampa corretti per ottenere risultati migliori.
 
 

Alessandro Tassinari
Se hai letto le mie precedenti guide, sicuramente avrai scoperto come migliorare le prestazioni della tua stampante 3D FDM.
Attraverso piccoli controlli e accorgimenti avrai eliminato tutti quei difetti che fino a prima ti avevano fatto impazzire.
Ora però è arrivato il momento di valutare i tuoi risultati... ma come possiamo valutare in modo oggettivo le tue stampanti 3D? Quali sono i parametri e gli aspetti di cui tenere conto per dare un voto alle tue stampe?
Certamente puoi basarti su un controllo visivo, ma per avere un riscontro più affidabile è necessario adottare un approccio oggettivo.
In questa guida:
> Come valurate la tua stampante 3D: i test da fare
> Prima di eseguire i test segui questi consigli
> I test da eseguire
> Sommiamo i risultati: che punteggio hai ottenuto?
Ora avanti tutta, entriamo nel merito delle prove che la tua stampante 3D dovrà superare.
Come valutare la tua stampante 3D: i test da fare
Per valutare la tua stampante 3D è necessario fare dei test oggettivi che siano comparabili tra loro. Quello che ho fatto è stato raggruppare in questo articolo i test di stampa 3D più conosciuti, prendendo anche spunto dal noto sito Make:.
Il test si basa sulla realizzazione di più oggetti, a cui va assegnato un punteggio in base ai risultati ottenuti.
In questo modo, sommando i punti, potrai avere un risultato comparabile e avrai una base su cui lavorare per eventuali miglioramenti.
Attenzione però, non farti fregare: in questo test anche la tua bravura sarà messa alla prova!

Proprio così, le tue abilità di "stampatore" saranno fondamentali per ottenere i migliori risultati. Pensaci... meglio imposterai i parametri di stampa del tuo slicer, migliori saranno le tue stampe.
Prima di eseguire i test segui questi consigli
Premessa importante: è necessario utilizzare lo stesso filamento per tutti i test, magari uno che conosci già. Ti consiglio di usare un filamento di qualità e facile da stampare come il PLA, così eviterai di complicarti la vita con le difficoltà che sorgono nell'usare materiali più tecnici.
Se ti serve qualche dritta sul materiale giusto da usare, ti segnalo la guida ai 5 materiali più economici per la stampa 3D. Al suo interno trovi una selezione che tiene conto del prezzo e della qualità del materiale stesso. Penso sia di grande aiuto se sei indeciso sul filamento da usare con la tua stampante 3D.
Se non lo hai ancora fatto, dai un'occhiata ai miei 5 consigli su come ottenere una stampa 3D perfetta. Prima di iniziare coi test è bene che la tua stampate 3D sia pronta a essere messa sotto stress. Seguendo questi accorgimenti, non potrai sbagliare! 🚀
Infine, dovrai assicurarti di avere a disposizione uno strumento fondamentale: un calibro digitale.
Potrà sembrarti banale, ma misurare in modo preciso i pezzi che realizzerai sarà importantissimo per valutarli correttamente. Questo è il calibro che uso io, è disponibile su Amazon e solitamente si trova in offerta.

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Bene, penso che sia il momento di iniziare.
I test da eseguire per valutare la tua stampante 3D
Usa l'indice che trovi di seguito per saltare velocemente alle sezioni dei vari test. All'interno di ogni sezione troverai anche il relativo modello 3D da scaricare direttamente dalla sezione Download della community.
Non ti resta che proseguire nella lettura e, mi raccomando, non dimenticare di mostrarci i tuoi risultati nella galleria immagini!
I test da eseguire:
> Test stampante 3D n.1: Accuratezza dimensionale
> Test stampante 3D n.2: Bridging (ponti e sbalzi)
> Test stampante 3D n.3: Massimo angolo di sbalzo
> Test stampante 3D n.4: Ritrazione
> Test stampante 3D n.5: Tolleranza negativa
> Test stampante 3D n.6: Vibrazioni sugli assi X e Y
> Test stampante 3D n.7: Wobble
Ready? Go!
Test stampante 3D n.1 - Accuratezza dimensionale
Come primo oggetto abbiamo un solido di rotazione che aiuterà a verificare se la tua stampante è ben calibrata. Una volta stampato l’oggetto, puoi utilizzare il tuo calibro digitale e controllare se e quanto le misure dell'oggetto stampato si discostano dal modello digitale.
Per darti un riferimento: la base circolare del modello 3D ha diametro che misura esattamente 20 mm.

Segna con un pennarello sul modello gli assi X e Y per essere sicuro di non invertirli anche quando lo avrai staccato dal piatto di stampa. Assegna poi un punteggio a seconda di quanto differiscono le misure di X e Y:
1 punto se la differenza della misura tra X e Y è maggiore di 0,4 mm; 2 punti se la differenza della misura tra X e Y è tra 0,3 e 0,4 mm; 3 punti se la differenza della misura tra X e Y è tra 0,2 e 0,3 mm; 4 punti se la differenza della misura tra X e Y è tra 0,1 e 0,2 mm; 5 punti se la differenza della misura tra X e Y è minore di 0,1 mm. Scarica qui il modello 3D per eseguire il test:
Per questo test puoi anche usare il modello del cubo XYZ, che puoi trovare al a seguente link.
Solitamente questo modello è usato per fare la calibrazione step/mm delle stampanti 3D. Se nella misurazione scopri che ci sono degli scostamenti dimensionali, puoi correggere queste imperfezioni seguendo la mia guida alla regolazione step/mm.
Test stampante 3D n.2: Bridging (ponti e sbalzi)
In questo test entrano in gioco due fattori: stampante e, soprattutto, impostazioni di slicing.
Assicurati quindi di settare al meglio lo slicer: ogni stampante si comporta in modo diverso ma, in generale, posso dirti che è bene diminuire la quantità di estrusione, tenere leggermente più bassa la temperatura dell’ugello e andare molto piano con la velocità di stampa.

Una volta finita la produzione dell'oggetto potrai verificare il punteggio:
1 punto se tutti i ponti risultano collassati; 2 punti se solo i 2 più lunghi risultano collassati; 3 punti se tutti i ponti sono stabili ma hanno dei dei fili cadenti; 4 punti se nessun ponte risulta collassato e i 2 più piccoli non hanno fili cadenti; 5 punti se nessun ponte risulta collassato e tutti e 5 i ponti non hanno fili cadenti.(lo spanciamento di un filo fino a 2 mm è accettabile). Scarica qui il modello 3D per eseguire il test:
Test stampante 3D n.3: Massimo angolo di sbalzo
Nel caso della prova degli sbalzi, più l’angolo aumenta e meno superficie di appoggio sarà disponibile per il filamento del layer superiore. Perciò solitamente i difetti crescono con l’alzarsi della stampa.

Le valutazioni vanno date in questo modo:
1 punto se la stampante non è riuscita a terminare nessuna sporgenza; 2 punti se la stampante è riuscita a terminare le sporgenze 30 e 45 gradi ma non i 60 e 70; 3 punti se la stampante ha lasciato cadere alcuni fili sulla sporgenza da 70 gradi; 4 punti se la stampante non ha lasciato cadere i perimetri sottostanti e la superficie del 60 e 70 gradi è solo leggermente diversa dalla superficie degli sbalzi di 30 e 45 gradi; 5 punti se c’è poca o nulla differenza nella struttura superficiale tra i quattro angoli di sbalzo. Scarica qui il modello 3D per eseguire il test:
Test stampante 3D n.4: Ritrazione
Sarai in grado di gestire al meglio la ritrazione su un modello come questo?
Qui la storia si fa dura! 🤯

Anche qua entrano in gioco le impostazioni dello slicer. Una volta stampato il tuo file verifica ancora una volta quanti punti merita il tuo risultato:
1 punto se le punte non sono finite a causa di un inceppamento dell’estrusore o mancanza di flusso di materiale; 2 punti se le punte sono stampate ma sono piene di fili che le collegano l’un l’altra; 3 punti se le punte sono stampate e ci sono alcuni fili di collegamento. Ma gli errori sulla geometria sono dovuti a problemi di flusso (sotto o sovraestrusione); 4 punti se le punte sono presenti, non ci sono fili di collegamento, ma ci sono problemi di flusso, per cui le stesse non risultano quadrate ma hanno mancanze o abbondanza di materiale e sembrano di forma conica; 5 punti se le punte sono state stampate, non ci sono fili di collegamento e non vi sono scalini o rigature a causa di problemi di flusso del volume. Scarica qui il modello 3D per eseguire il test:
Test stampante 3D n.5: Tolleranza negativa
Nel file corrispondente a questo test i cilindri aumentano di diametro, diminuendo quindi la distanza dalle pareti. Sarà quindi mano a mano più possibile che il cilindro faccia aderenza al resto del pezzo.

Non dovrai preoccuparti se la tua estrusione è settata in modo super preciso.
Questi sono i punteggi:
0 punti se non è possibile rimuovere alcun cilindro; 1 punto se è possibile rimuovere il cilindro di tolleranza radiale da 0.6 mm; 2 punti se è possibile rimuovere i cilindri di tolleranza radiale da 0.6 mm e 0.5 mm; 3 punti se è possibile rimuovere i cilindri di tolleranza radiale da 0.6, 0.5 e 0.4 mm; 4 punti se è possibile rimuovere i cilindri 0.6, 0.5, 0.4 e 0.3mm; 5 punti se tutti i cilindri possono essere rimossi. Scarica qui il modello 3D per eseguire il test:
Test stampante 3D n.6: Vibrazioni sugli assi X e Y
Questo test valuta sia la risonanza meccanica degli assi X e Y, che il controllo della deposizione durante le estrusioni lineari. Infatti, le pareti formate da un solo guscio ti permettono di verificare se lo spessore dell’estrusione sia uguale a quella impostata nello slicer.

Poiché la risonanza è difficile da misurare quantitativamente, il risultato sarà solamente di tipo fallito/superato.
Se c’è qualche increspatura agli angoli o nel punto medio della parete di stampa con l’inserto, il test è fallito. Assegna quindi alla stampa un valore di 0 punti.
Se non ci sono increspature invece il test è superato e puoi assegnare alla stampa un valore di 2 punti.
Per quanto riguarda il controllo della deposizione invece, se misurando lo spessore della parete, trovi che la misura si discosta di massimo 0,1 millimetri dal valore di "extrusion width" dello slicer allora assegna 1 punto. Con ogni altro valore il test non è passato, e quindi vale 0 punti.
In questo caso ti metto a disposizione due modelli 3D. Questi si differenziano per lo spessore delle pareti verticali: nel primo hanno spessore 0.5mm, nel secondo hanno spessore 1mm. In base all'ugello che monta la tua stampante 3D dovrai scegliere il modello che più ha senso!
Scarica qui il modello 3D per eseguire il test:
Test stampante 3D n.7: Wobble
Con il modello della torre sarai in grado anche di valutare il cosiddetto "wobble". Questo difetto riguarda l’asse Z.
Per la valutazione si deve illuminare dall’alto la stampa e valutare, se c’è una notevole perdita degli strati nella metà superiore della stampa.

Se vedi più di 6/7 ombre molto marcate, sintomo che hai spessori più grandi o più piccoli, allora la stampa è fallita e dovrai assegnare 0 punti.
Se non c’è differenza tra i layer, oppure si presenta in pochi punti, il test è passato e puoi assegnare alla stampa un valore di “2”.
Scarica qui il modello 3D per eseguire il test:
Se riscontri problemi di wobble, puoi correggerli seguendo le indicazioni di questa guida:
Sommiamo i risultati: che punteggio hai ottenuto?
Terminati tutti i test potrai ottenere un punteggio complessivo della tua stampante e saprai anche quali sono i punti più carenti su cui mettere mano.
Che punteggio hai ottenuto?
Faccelo sapere commentando questo post e non dimenticare di caricare le foto dei tuoi risultati nella galleria immagini!
 

Alessandro Tassinari
Le stampanti 3D a filamento (FDM) utilizzano configurazioni di estrusore a trasmissione Direct o Bowden. Il principio di funzionamento delle due configurazioni è lo stesso, in entrambi i casi si usa un estrusore per spingere il filamento attraverso un ugello riscaldato.
Ma quali sono le differenze tra estrusore Direct e Bowden? Qual è il migliore?
In questa guida esploriamo insieme le differenze tra estrusore Direct e Bowden, così da poter scegliere al meglio la configurazione da utilizzare!
In questa guida:
> Differenze tra Direct e Bowden
> Estrusore Direct
> Estrusore Bowden
> Estrusore Direct o Bowden, qual è il migliore?
Differenze tra Direct e Bowden
L’estrusore è composto da due parti:
hot-end, la parte calda che scioglie e deposita il materiale cold-end, la parte fredda del corpo estrusore, cioè il dispositivo che spinge il filamento nella zona di fusione. Gli estrusori Direct e Bowden differiscono nella parte di cold-end, mentre la parte di hot-end resta pressoché invariata.
La differenza tra estrusore Direct e Bowden sta nel punto in cui è montata la parte spingente dell'estrusore. Questo elemento, chiamato anche "blocco di trasmissione", è composto da una serie di elementi facilmente riconoscibili:
una ruota dentata; un motore stepper collegato alla ruota dentata; un sistema di pressione sul filamento, solitamente regolabile tramite una molla o una leva. La ruota dentata ha la funzione di fare presa sul filamento e di spingerlo all'interno dell'hot-end, ruotando grazie alla rotazione effettuata dal motore stepper a cui è collegata. Il sistema di pressione sul filamento, invece, serve a tenere il filo spinto contro la ruota dentata, così da assicurare un flusso continuo e ben gestito.
In un sistema ad azionamento diretto - estrusore Direct - il blocco di trasmissione è montato sulla testa di stampa e quindi spinge il filamento direttamente nell'hot end.
In un sistema Bowden - estrusore Bowden - il blocco di trasmissione è montato sul telaio della stampante 3D, staccato dall'hot-end. Il filamento viene fatto scorrere attraverso un tubo rigido di PTFE che collega blocco di trasmissione e hot-end.
Entrambe le configurazioni danno gli stessi risultati nella stampa, ma ci sono alcune differenze nell'uso da tenere bene in considerazione.
Estrusore Direct
Con la configurazione a estrusore Direct, il meccanismo di spinta del filo è montato a ridosso della testa di stampa e il motore può facilmente spingere il filamento attraverso l'ugello, limitando quindi i problemi relativi all'estrusione del filo.

I vantaggi dell'estrusore Direct sono diversi:
Estrusione affidabile: poiché un estrusore a trasmissione diretta è montato sulla testina di stampa, il motore può facilmente spingere il filamento attraverso l'ugello, con conseguente minor numero di problemi relativi all'estrusione; Migliore ritrazione: poiché l'estrusore è vicino all'ugello, può ritrarre più facilmente il filamento; Motore meno potente: a causa della breve distanza tra l'estrusore e l'ugello, è necessaria una minore coppia del motore per spingere il filamento; Gamma più ampia di filamenti: un estrusore a trasmissione diretta è generalmente considerato più compatibile con una gamma più ampia di filamenti. Questo è particolarmente vero con materiali flessibili e abrasivi. L'estrusore Direct presenta però anche alcuni svantaggi.
Vibrazioni: il peso dell'intero blocco estrusore è composto da hot-end + cold-end. Questo implica che, durante i movimenti di stampa, il peso spostato dalla macchina è maggiore e aggiunge vincoli di velocità, causa più oscillazioni e, ad alte velocità, una perdita di precisione nei movimenti X e Y. Ingombro durante la manutenzione: in alcune configurazioni a trasmissione diretta, l'estrusore montato sulla testa di stampa può rendere più difficile l'accesso a determinate parti durante la manutenzione. Estrusore Bowden
Negli estrusori Bowden il motore viene delocalizzato rispetto all’hot-end e montato in una zona della stampante che non prevede movimenti. Il moto di spinta o ritrazione è quindi trasferito al filamento attraverso un tubo rigido in Teflon o PTFE, che riduce al minimo gli attriti.

La delocalizzazione del cold-end porta ad una notevole diminuzione di peso sul carrello che muove l'hot-end, risolvendo le criticità che invece troviamo negli estrusori Direct.
I vantaggi dell'estrusore Bowden:
Movimenti più puliti: in una configurazione Bowden l'estrusore è alleggerito dal peso del cold-end. Meno peso significa stampe più veloci, più silenziose e di qualità superiore. Maggiore volume di stampa: sebbene questa sia una caratteristica che varia in base alla stampante, una configurazione Bowden consente l'uso di un carrello di stampa più piccolo, che, a sua volta, consente un maggiore volume di stampa. Gli svantaggi dell'estrusore Bowden:
Motore più potente: poiché l'estrusore deve spingere e tirare il filamento attraverso un lungo tubo, esiste una certa quantità di attrito tra i due. Questo attrito richiede più coppia per controllare adeguatamente il filamento; Tempo di risposta più lento: l'attrito nel tubo Bowden si traduce anche in un ritardo più evidente tra cold-end e ugello. Questi estrusori richiedono quindi un'accelerazione più rapida nell'estrusione e nella ritrazione per depositare correttamente ed evitare la formazione di filamenti. Difficoltà nella stampa di materiali flessibili: i filamenti flessibili sono più complessi da stampare con un estrusore Bowden perché tendono perdere pressione all'interno del tubo in PTFE o nella parte che precede l'entrata nell'hot-end. La soluzione sta nel gestire bene le velocità di stampa e ritrazione del filo, oltre che nell'uso di un sistema di spinta + tubo ben montati e calibrati.  Estrusore Direct o Bowden, qual è il migliore?
In conclusione, quale sistema di estrusione è migliore? Dipende. Prima di decidere quale opzione di estrusione utilizzare per la tua stampante 3D, è necessario considerare alcuni fattori importanti.
Come prima cosa devi considerare la stabilità del telaio. Le stampanti Delta, ad esempio, non supportano gli estrusori Direct. Invece, la tua stampante cartesiana o CoreXY ha un telaio robusto, un estrusore a trasmissione diretta sarà un problema.
Anche la velocità è un fattore decisivo. Se la tua priorità è una stampa veloce e precisa con materiali rigidi come PLA, PETG o ABS, una configurazione con estrusore Bowden sarà più soddisfacente.
Infine, dovresti considerare i materiali con cui vorresti stampare. Se sei interessato a filamenti flessibili o abrasivi, un sistema di trasmissione diretta è probabilmente quello che fa per te.
Buona fortuna nella tua scelta e mi raccomando, non dimenticare di effettuare le calibrazioni della tua stampante 3D prima di metterti al lavoro!
Infine, se vuoi metterti alla prova, ti consiglio di effettuare il nostro test sulla tua stampante 3D.
 

Alessandro Tassinari
Alzi la mano chi non ha mai avuto un problema con la propria stampante 3D 🙋‍♂️
Niente da fare, credo che nessuno sia mai stato così fortunato! 
Proprio così, perché non è raro cadere in inconvenienti con le nostre macchine additive. Per non parlare dei difetti che possono colpire i pezzi che vogliamo stampare 😵
Non temere, una soluzione esiste. In questa guida ho raccolto per te 5 consigli che ti permetteranno di ottenere una stampa 3D perfetta!
Attenzione però, nessuno fa miracoli: molto sta a te e all'attenzione che poni nell'uso della tua stampante 3D. Se seguirai i miei consigli, sicuramente potrai risolvere diversi problemi che affliggono le tue stampe.
Usando l'indice di questa guida puoi saltare da un consiglio all'altro. Dacci una letta e usufruisci dei contenuti aggiuntivi che trovi nei link. Sono sicuro che ti saranno utili!
In questa guida:
> Come ottenere una stampa 3D perfetta
> Consiglio n.1: scegliere un buon filamento
> Consiglio n.2: livellare bene il piano di stampa
> Consiglio n.3: migliorare l'adesione al piano di stampa
> Consiglio n.4: assicurati di avere la meccanica a punto
> Consiglio n.5: affinare le impostazioni dello slicer
> Consigli bonus!
Come ottenere una stampa 3D perfetta
Se hai acquistato da poco la tua stampante 3D, sappi che il setup iniziale è sempre un momento cruciale per un neofita.
Impostare al meglio la stampante è un passaggio fondamentale per ottenere una stampa 3D perfetta. Inoltre, non sottovalutare mai la manutenzione.
Molti problemi però sono davvero molto comuni e facilmente risolvibili. Potremmo dividerli in due gruppi:
problemi che derivano dall'uso di materiali scadenti o componenti di bassa qualità; problemi che derivano da poca attenzione e poca manutenzione nell'uso della stampante 3D. I motivi per cui non riesci a ottenere dei modelli ben fatti, precisi e con superfici pulite ricadono probabilmente in una di queste due categorie.
Per aiutarti, ho quindi deciso di fare un elenco di consigli che potrebbero salvarti da ore e ore di lavoro senza trovare una soluzione.
In questa guida andiamo a verificare velocemente alcune procedure che devi fare con la tua stampante, ma oltre a questo ti darò qualche utile consiglio che potrebbe fare la differenza, soprattutto sui materiali e sulle componenti che stai utilizzando.
Coraggio allora, iniziamo!
Consiglio n.1: scegliere un buon filamento
Scegliere un buon filamento è fondamentale per avere una stampa 3D perfetta. Proprio a causa del materiale di stampa potresti rischiare di perdere tempo a maneggiare i parametri dello slicer senza trovare una soluzione.
È vero, acquistare materiali economici piace a tutti. Però devi fare attenzione, perché risparmiare qualche euro all'inizio potrebbe rivelarsi in seguito un cattivo affare, al punto da dover essere costretti a buttare tutto nel cestino.

 
I problemi che derivano dall'uso di un materiale di stampa 3D di bassa qualità sono di diverso tipo:
estrusore otturato; mancata estrusione; filo mangiato dalla rotella godronata che spinge il filo; risultati estetici scadenti; deposito di filamenti indesiderati; parametri di stampa non congrui alle reali modalità di stampa del materiale. Questi problemi sono causati da caratteristiche o proprietà del materiale:
diametro del filo poco costante; temperature di stampa sballate; impurità; bassa qualità della plastica; umiditià assorbita; esposizione ai raggi solati o raggi UV. Viene da sé che deve essere tua premura assicurarti che il materiale sia trattato con modalità consone, ad esempio evitando che assorba l'umidità nell'aria.
E qui ti offro la possibilità di fare una prima ammissione di colpe... 😰
Se pensi di aver mantenuto in malo modo i tuoi materiali di stampa, o se ritieni che le condizioni ambientali dove puoi tenerli non siano ottimali per il mantenimento delle loro caratteristiche - magari li tieni in garage, in officina, in uno studio - ho una soluzione molto comoda da segnalarti: un essiccatore per filamenti da stampa 3D.

Si tratta di un piccolo macchinario, dentro al quale puoi posizionare le tue vecchie bobine. L’essiccatore riscalda il materiale al suo interno, eliminando l’umidità e riportandolo (più o meno) alle sue caratteristiche originarie.
L’essiccatore per filamenti è un gadget essenziale per tutti quelli che, proprio come me, hanno vecchie bobine aperte da finire. Trovi l'essiccatore SUNLU Dryer Box su Amazon, al costo di appena 49,99 €.
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L'uso di un essiccatore per filamenti è molto utile anche se hai acquistato un filamento imballato male.
Mi spiego meglio.
Un filamento prodotto in atmosfera inadatta oppure imballato in modo sbagliato può facilmente assorbire umidità al suo interno. Il risultato sarà un filamento che ‘scoppietta’ quando viene estruso - a causa dell’acqua che evapora al suo interno - e una stampa piena di buchi. Più una bobina ha raccolto umidità, più questo problema sarà presente.
In questo caso l'essiccatore può salvare la bobina che hai appena acquistato. Ma con tutta sincerità, se ti capita di ricevere delle bobine in sacchetti aperti e non sotto vuoto... beh, ti consiglio vivamente di cambiare produttore! Ormai la vendita di bobine in sacchetti sotto vuoto è lo standard e rappresenta un'attenzione fondamentale per assicurare il mantenimento dei materiali per la stampa 3D.
Questa accortezza, come anche tante altre, dipendono esclusivamente dal produttore.
Ad esempio, se il filamento è prodotto con plastiche scadenti o con una tolleranza di diametro esagerata, ti porterà ad avere l'estrusore bloccato. Oltre a questo, potresti andare incontro a fenomeni di wobble, filamenti che si annodano perché avvolte male, ecc.
Tutto questo dipende esclusivamente dal produttore e dalla qualità del materiale che hai acquistato. In sostanza, quello che voglio dirti è che acquistare un buon filamento è importante e ripaga nel tempo.
Uno dei filamenti più apprezzati per il suo basso costo e la facilità di stampa è il filamento eSUN PLA PLus. E' un materiale che garantisce ottime caratteristiche estetiche, disponibile in tanti colori e venduto a soli 22,99 € al Kg. Su Amazon è uno dei materiali più recensiti. Insomma, una certezza!
 

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Se vuoi cercare altri materiali di buona qualità, di seguito ti lascio la mia guida aggiornata ai 5 filamenti più economici per la stampa 3D.
Si tratta di filamenti che io stesso mi sento di consigliare perché li ho provati direttamente, oppure perché ho sentito pareri molto positivi a riguardo. Nel selezionarli ho tenuto conto della qualità e del prezzo, cercando il giusto compromesso per farti risparmiare il più possibile.
Se abbiamo risolto la "questione filamento", allora possiamo proseguire e entrare nel dettaglio di altre accortezze a fondo meccanico, necessarie per raggiungere la famigerata stampa 3D perfetta 😄
Consiglio n.2: livellare bene il piano di stampa
Un piano livellato bene è un aspetto cruciale per garantire l’adesione del primo layer delle tue stampe.
Per ottenere una stampa 3D perfetta è necessario avere il nozzle alla corretta distanza dalla superficie: questa operazione può essere fatta manualmente, guidati dal firmware, o con appositi sensori.
Se la tua stampante non ne è provvista, basterà posizionare l’ugello nei quattro angoli del piano e regolare per ognuno la vite sottostante, in modo che la distanza col piano lasci passare un po' a fatica un foglio di carta o un biglietto da visita.

Un ugello troppo vicino al piatto di stampa ti porterà ad uno schiacciamento eccessivo del filamento. Se ti trovi in questo caso, il primo layer della stampa potrebbe risultare trasparente. Nel caso peggiore invece, il materiale potrebbe anche non fuoriuscire, così da far girare a vuoto la ruota dentata dell’estrusore.
Al contrario, un ugello troppo lontano dalla superficie porta a problemi di adesione. Il primo layer in questo caso, avrà le linee di materiale separate tra loro.

Mi raccomando, regola sempre al meglio il tuo piano di stampa e assicurati di farlo ogni volta prima iniziare a stampare un nuovo modello. Se non lo fai, potrebbe essere la volta buona che qualcosa non si attacca per bene.
Lo so, non lo fa mai nessuno... ma quella volta che capiterà, avrò diritto a dirti "te l'avevo detto!" 😇
Consiglio n.3: migliorare l'adesione al pianto di stampa
Il livellamento del piano da solo non basta fissare per bene i tuoi modelli al piatto di stampa. Ho infatti da darti qualche consiglio in più.
Usa una stampante 3D con piano riscaldato
Una soluzione utile e funzionale sarebbe quella di avere una stampante 3D con piano riscaldato. Ormai tutte le stampanti, anche quelle più economiche, ne sono dotate. E questa è un'ottima cosa, almeno per due motivi:
ti permette di stampare materiali più tecnici, come l'ABS; aiuta a tenere i pezzi saldi al piatto, anche nel caso di PLA o PETG. Se stai per acquistare la tua prima stampante 3D, dovresti assolutamente comprarla dotata di piano riscaldato. Te ne segnalo una, un modello ormai consolidato sul mercato ed estremamente economico: la Geeetech Prusa I3 Pro B.

Il modello Prusa I3 non ha bisogno di presentazioni. In più Geeetech offre la stampante in kit da assemblare, dotata di tutto quello che serve, anche del piano riscaldato, a meno di 200 €.
Geeetech Prusa I3 Pro B - Vedi offerta su Amazon
Il piano riscaldato da solo però potrebbe non bastare. Inoltre, non tutte le stampanti ne sono provviste. E' quindi normale utilizzare anche  altri sistemi, alcuni più conosciuti altri meno, che permettono di risolvere una volta per tutte i problemi di adesione.
Usa la lacca per capelli o colle apposite
Probabilmente uno dei metodi più diffusi tra i makers, per efficacia e semplicità di utilizzo.
Un paio di secondi per applicarla e si rimuove facilmente con carta e detergente. La lacca per capelli non è altro che una colla spray, disponibile in tutti i supermercati.
Spruzza sul piatto in vetro un sottile strato, attendi uno o due minuti, giusto il tempo che si asciughi completamente. Se la tocchi con mano, non deve restarti la patina collosa sulle dita.
Lo spray più utilizzato in assoluto è la lacca per capelli Splend'Or, la classica lacca della nonna. A mio parere però è meglio andare su prodotti leggermente più ricercati. La colla spray 3DLAC ha riscosso diverso successo perché adatta all'uso con qualsiasi filamento.
 Basta applicarne uno strato sottilissimo e la presa è veramente forte. Se hai dubbi, leggi le recensioni del prodotto. Vedrai che confermeranno quello che ti sto dicendo 😉

Colla spray 3DLAC presa forte - Vedi offerta su Amazon
La lacca per capelli o le colle spray sono particolarmente indicate per chi monta piatti in vetro. A fine stampa, non devi fare altro che togliere il piano e pulirlo con uno sgrassatore e acqua calda.
Un consiglio in più: se devi fare più stampe una dietro l'altra, potresti pensare di non pulire ogni volta il piano. Questa è una buona idea, infatti i tuoi pezzi si attaccheranno meglio ad un piano ruvido e leggermente sporco rispetto ad un piatto perfettamente lucidato.
Usa il nastro adesivo di carta
Leggermente più macchinoso da applicare ma è anch’esso molto utilizzato. Il nastro adesivo di carta si attacca al piano per creare una superficie ruvida perfetta per l’adesione.
È sicuramente una soluzione molto economica, ma devi fare molta attenzione alla qualità del nastro adesivo e alla sua capacità di "incollarsi" al piatto.
Ti avviso: se utilizzi un nastro adesivo estremamente economico, tenderà a staccarsi dal piano durante la stampa!
Continuerai quindi ad avere problemi di distacco dei pezzi e il fastidio sarà ancora maggiore. Parlo per esperienza personale 🤐
Io ormai da anni acquisto esclusivamente il nastro adesivo blu della 3M. Ha una presa eccezionale, spesso mi capita di stamparci sopra più volte senza doverlo cambiare. Può essere usato su qualsiasi piano di stampa, io lo uso soprattutto sui piani in vetro e metallo.

Nastro adesivo 3M - Vedi offerta su Amazon
Questa soluzione è tra le mie preferite, perché sporca molto meno della colla spray ed è comunque immediata.
Usa un piano di stampa forato
Se vuoi fare un upgrade alla tua stampante 3D, puoi pensare di montare un piano di stampa forato.
Si tratta di una soluzione sempre più utilizzata, queste basi sono appositamente studiate per migliorare l’adesione. In pratica, il materiale depositato nel primo layer entrerà nei forellini del piano, aggrappandosi e creando una tenuta veramente forte.

Piano di stampa forato Creality - Vedi offerta su Amazon
È una soluzione ideale per qualsiasi materiale e molto versatile in quanto si può montare praticamente su qualsiasi modello di stampante 3D.
Il costo poi è davvero irrisorio e a lungo andare ti farà risparmiare un sacco di soldi tra colle e nastri adesivi.
In alternativa puoi anche usare un piano in PEI. L'adesione è garantita e in aggiunta avrai la comodità di usare un piano flessibile, molto comodo per rimuovere i pezzi senza romperli.
Corretto uso di Brim e Raft
Skirt, Brim e Raft sono impostazioni dello slicer che favoriscono l'adesione al piano di stampa. Di queste, il Brim e il Raft le due impostazioni che devi assolutamente conoscere e imparare a gestire.
Ti spiego come funzionano in pochissime parole.
Il Brim aumenta la superficie del primo layer. Aumentando la superficie di adesione del primo layer, il pezzo resterà più saldo al piano di stampa.
Il Raft è composto da una serie di strati di materiale, su cui l'oggetto viene poi stampato. Il pezzo aderisce allo stesso materiale di cui è fatto lui stesso, questo garantisce l'adesione.
Se vuoi imparare a gestire al meglio Skirt, Birm e Raft, ti consiglio di leggere la mia guida di approfondimento:
Consiglio n.4: assicurati di avere la meccanica a punto
Di stampanti 3D in commercio se ne contano a centinaia, con prezzi che variano dai 150€ ai 5-6000€ per quanto riguarda le FDM più diffuse.
Il principale fattore che influenza questa oscillazione di prezzo è la qualità costruttiva. Qualunque sia però la tua stampante 3D, devi sempre assicurarti che tutto funzioni correttamente.
È chiaro che se hai tra le mani una stampante 3D economica questa avrà maggiore bisogno di manutenzione.
In generale devi assicurarti che la struttura sia ben rigida e che non tenda a flettere se sollecitata da movimenti. Capita spesso, infatti, che nelle macchine a basso costo ci siano movimenti e vibrazioni indesiderate.

Uno dei problemi più frequenti in queste stampanti 3D sono le stampe che peggiorano con l’alzarsi dell’asse Z. Quando le masse si spostano dalla base e il peso dell’estrusore sale, si verificano delle oscillazioni e si presentano dei difetti nella stampa.
Per questo motivo, tanti produttori hanno iniziato ad aggiornare i propri modelli più venduti aggiungendo dei sostegni di irrigidimento della struttura.
Questo è il caso della stampante Creality 3D CR-10 V2, una macchina molto venduta perché economica e con volume di stampa spazioso. Lo sviluppo in verticale del volume di stampa causava delle vibrazioni che, nei pezzi più alti, si facevano notare.
Nella V2 questo problema è stato risolto aggiungendo delle barre diagonali a sostegno del telaio. Un upgrade minimo quanto fondamentale!
Personalmente apprezzo molto la costante attenzione che Creality pone ai suoi prodotti. Sono un assiduo utilizzatore del modello CR-10 e mi sento di consigliartelo, se stai valutando l'acquisto di una nuova stampante 3D.

Creality CR-10 V2 - Vedi offerta su Amazon
Andando al di là della struttura della macchina, una cosa che devi fare ogni tanto è manutenere i suoi meccanismi.
Uno degli accorgimenti più importanti per arrivare alla stampa 3D perfetta è controllare la tensione delle cinghie. Queste dovrebbero essere tese, ma non troppo. Fai una leggera pressione delle dita, devi riuscire a far toccare i due lembi in prossimità del centro della cinghia stessa.
Una corretta tensione ci permette di evitare problemi di layer shifting.
Altra buona regola è quella di tenere lubrificati i cuscinetti e le barre lisce. Tutte le parti in movimento devono scorrere senza impedimenti e per evitare problemi è necessario lubrificarle periodicamente.
Come ultimo consiglio, ma non per importanza, è bene che sia la scheda che l’estrusore siano sempre ben raffreddati. Sarà quindi necessario controllare che le ventole funzionino correttamente e che siano libere da polvere e altri ostacoli.
Una ventilazione insufficiente può causare il surriscaldamento della scheda e il malfunzionamento dei motori. Un problema frequente in questi casi è il ‘tac tac’, rumore di saltellamento del motore dell’estrusore che restituisce una erogazione incostante.
Questo problema può essere dovuto anche ad una velocità di stampa troppo elevata. Se ti interessa, a questo link parliamo più nel dettaglio del parametro di velocità di stampa:
Consiglio n.5: affinare le impostazioni dello slicer
Una volta che sei sicuro di avere un riscontro positivo sui precedenti punti, puoi concentrarci sui parametri di stampa.
La chiave, in questo caso, è affinare i parametri per far rendere al meglio la tua stampante 3D. Per fare ciò possiamo seguire due strade:
provare per gradi a modificare ogni parametro finché non si raggiunge la configurazione ottimale; caricare nello slicer un profilo di stampa esistente e lavorare su quello. Se scegli di seguire la prima strada, avrai modo di imparare a gestire in completa autonomia tutti i parametri del tuo slicer. Ci metterai più tempo, mane uscirai ricco di informazioni.
Se invece hai fretta di stampare, puoi scaricare un profilo di stampa dalla sezione download della community o chiedere aiuto sul forum. Qualcuno potrà condividere il suo profilo e tu sarai pronto a stampare.
Infatti, in tutti gli slicer puoi caricare pacchetti di impostazioni creati da altri utenti che possiedono la tua stessa stampante.
In ogni caso, non esistono impostazioni che facciano magie per ottenere una stampa 3D perfetta. Tutto dipende da molti fattori come materiale, grandezza e complessità dell’oggetto che dovrai stampare.
Abilità ed esperienza maturate insieme alla propria macchina contano. Questo, ricordalo sempre!🙃
Consigli bonus per la stampa 3D perfetta
Bene, siamo arrivati a conclusione di questa guida. Spero che ti sia stata utile e che ti possa finalmente arrivare alla stampa 3D perfetta.
In questa parte conclusiva lascio i link ad alcune guide che potrebbero interessarti, così da migliorare ancora più i tuoi risultati di stampa. Mi raccomando, unisciti alla community e condividi i tuoi risultati di stampa nella galleria della community!
 

Alessandro Tassinari
Creality ha lanciato sul mercato il nuovo scanner 3D economico Creality CR-Scan Lizard, uno scanner 3D facile da usare e con caratteristiche tecniche di ottimo livello.
Creality ormai la conosciamo tutti. Il produttore cinese è noto per le sue macchine estremamente economiche e semplici - tra tutte vi segnalo i modelli Ender 3 e CR-10 - caratteristiche che le rendono convenienti all’acquisto per cui ha un budget limitato.
CR-Scan Lizard è al momento disponibile in preordine esclusivamente su Kickstarter.
CR-Scan Lizard, lo scanner 3D economico adatto a qualsiasi occasione
Col lancio del suo ultimo scanner 3D, Creality aggiorna e migliora il suo scanner 3D CR-Scan 01, sottolineando ulteriormente il suo posizionamento sul mercato e confermando la volontà di rispondere a tutte le esigenze di chi stampa 3D.
Lo scanner 3D CR-Scan Lizard è scanner 3D entry level e rappresenta una soluzione conveniente per chi ha bisogno di digitalizzare i propri modelli fisici.

CR-Scan Lizard ha dimensioni ridotte per una migliore portabilità e sensibilità nell'uso, ma promette funzionalità migliorate come una precisione fino a 0,05 mm e una migliore gestione degli ambienti luminosi e oggetti scuri. Tutto questo, ad un costo più interssante rispetto al modello precedente.
L’obiettivo che Creality si pone col lancio di CR-Scan Lizard è quello di mettere a disposizione uno strumento capace di scansionare facilmente oggetti di piccole e grandi dimensioni.
Per farlo, Creality mette a disposizione il software CR Studio, il quale ottimizza i modelli 3D rilevati e li invia direttamente alla tua stampante 3D tramite un sistema in cloud.
Creality CR-Scan Lizard ha fatto il suo debutto su Kickstarter il 10 febbraio 2022 e ha superato il budget definito dalla campagna in pochissimo tempo.
Creality CR-Scan Lizard - Scopri su Kickstarter
CR-Scan Lizard, caratteristiche tecniche
Di seguito ho raccolto informazioni utili su questo scanner 3D economico e di livello consumer:
Precision: 0.05 mm
Resolution ratio: 0.1 – 0.2 mm
Single capture range: 200 x 100 mm
Operating Distance: 150 – 400 mm
Scanning Speed: 10 fps
Tracking mode: Visual tracking
Light: LED+NIR (Near-infrared mode)
Splicing Mode: Fully automatic geometry and visual tracking (without marker)
Output Format: STL, OBJ, PLY
Compatible System: Win 10 64bit (MacOS to be released in March 2022)
Machine Size: 155 x 84 x 46 mm
Machine Weight: 370 g
Alta precisione
Lo scanner 3D CR-Scan Lizard vuole mettere la precisione di livello professionale a disposizione di tutti. Dalla scheda tecnica di Creality la precisione dichiarata è di 0,05mm. Questo significa che anche le superfici più piccole e dettagliate possono essere raccolte e rielaborate dallo scanner 3D e dal suo software.
Creality afferma che lo scanner può lavorare senza problemi su oggetti di piccole dimensioni, anche di 15x15x15 mm, senza però limitarsi nell’uso su oggetti di grandi dimensioni.
Modalità di scansione
Le modalità di scansione disponibili sono diverse e ognuna trova un suo utilizzo ideale. In totale parliamo di tre modalità di scansione.
La prima prevede l’uso di una piattaforma rotante, ideale per agevolare la scansione di oggetti con dimensioni comprese tra i 15 e i 300 mm di dimensione. La scansione viene elaborata automaticamente.

La seconda modalità, ideale per oggetti con dimensioni fino a 500 mm, prevede di posizionare  l’oggetto sulla tavola rotante e di tenere lo scanner in mano, così da eseguire manualmente la scansione 3D.
La terza modalità invece è adatta agli oggetti più grandi fino a 2 metri di dimensioni. Tenendo lo scanner in mano, lo si scorre sulle superfici.
In tutte le modalità di utilizzo, il software elabora il posizionamento degli elementi nello spazio, tracciando ogni movimento. In questo modo non sarà necessario posizionare adesivi di allineamento e effettuare ulteriori operazioni.
Ottimizzazione della scansione 3D di chiari e scuri
Creality ha posto grande attenzione nel migliorare la scansione 3D di superfici chiare e scure, un problema comune a tutti gli scanner 3D.
Scannerizzare superfici sottoposte a luce diretta o con contrasti molto alti risulta solitamente molto complesso. Creality afferma che Lizard è stato dotato di una tecnologia multispettro che favorisce la raccolta di superfici anche se sottoposte al sole o in ombra.

Mappatura dei colori
Nelle prossime release del software, Creality rilascerà una suite di texture per la mappatura dei colori. Il rilascio è previsto per marzo 2022 e promette alta fedeltà nei colori degli oggetti scansionati. Le immagini risulteranno quindi a colori e in alta definizione, e saranno mappate automaticamente durante la scansione dei pezzi. Si tratta di una funzione molto utile per chi intende usare lo scanner per elaborare modelli 3D per il rendering fotorealistico o per chi ama condividere i propri lavori in rete.
CR Studio, il nuovo software per la scansione 3D
Il software che accompagna CR-Scan Lizard è CR Studio. Il software offre numerose funzionalità che agevolano le operazioni di scansione, con l’obiettivo di elaborare scansioni pulite nel modo più semplice possibile.
Il software è in grado di ottimizzare il modello 3D, fare allineamenti automatici, rimuovere in automatico i disturbi delle superfici, semplificare la topologia. In futuro, mapperà le texture e integrerà altre funzioni.
Tramite Creality Cloud i modelli possono essere condivisi immediatamente in rete e addirittura caricati subito sulla stampante 3D tramite un clic.
Prezzo, data di rilascio e disponibilità
Lo scanner 3D CR-Scan Lizard è disponibile in preordine tramite Kickstarter, con spedizione prevista per aprile 2022.
Lizard è stato lanciato su Kickstarter con un pacchetto Early Bird da $329, mentre il prezzo finale di mercato sarà di $599 per la versione base.
Nel momento in cui scrivo questo articolo, i pacchetti Early Bird sono ancora disponibili e rappresentano un’ottima occasione per risparmiare sull’acquisto dello scanner 3D.
Sempre su Kickstarter sono disponibili altri pacchetti speciali, dotati di strumenti aggiuntivi molto utili all’uso dello scanner stesso. Non avere fretta e dacci un’occhio, potresti trovare l’occasione più adatta alle tue esigenze.
Creality CR-Scan Lizard - Scopri su Kickstarter
 

Alessandro Tassinari
Se la tua stampa 3D è ruvida al tatto, risulta poco definita, ha layer decisamente vistosi o l'andamento delle pareti è ondulato in maniera irregolare, allora anche tu hai problemi di Wobble.
Il Wobble è un difetto molto frequente, soprattutto tra le stampanti 3D economiche, ma che può presentarsi anche nelle stampanti top di gamma.
In questa guida vedremo insieme cos'è il Wobble e quali sono i principali motivi che causano questo difetto, scoprendo come risolverlo iniziando dagli interventi più semplici ed immediati.
In questa guida:
> Cos'è il Wobble nella stampa 3D?;
> Usare un filamento di qualità
> Ugello troppo vicino al piatto di stampa
> Sovraestrusione
> Problemi meccanici
> Test di stampa per verificare la presenza di wobble
Cos'è il Wobble nella stampa 3D?
Il wobble è un problema di stampa 3D molto comune che si presenta tramite superfici ruvide o ondeggiate.

Solitamente è un problema facilmente risolvibile in quanto le cause sono ben note e si riconducono solitamente a neofiti della stampa 3D.
Ma non temere: problemi di Wobble sono capitati a chiunque e, anzi, continuano a capitare soprattutto quando si prende dimestichezza nel giocare coi parametri di stampa. L'unica differenza è che uno stampatore professionista sa riconoscere subito il problema ed è in grado di risolverlo immediatamente.
Vediamo quindi come possiamo risolvere problemi di Wobble o di "stampa ondulata".
Usare un filamento di qualità
Questo è un consiglio sempre valido: per evitare di trovarti a cercare nella stampante 3D problemi che non esistono, il filamento che utilizzi dovrebbe sempre essere di buona qualità.
Un filamento scadente può portare a problemi di Wobble, intasamento dell'estrusore, stampa 3D ruvida e molto altro. Infatti, risparmiare quei pochi euro nell'acquisto del materiale può costringerti a gettare l'intera bobina.
Tra gli innumerevoli filamenti economici, molti presentano diametro e comportamento alla stampa incostanti. Senza dubbio conviene quindi puntare su bobine di qualità, considerando anche il feedback di chi ha già acquistato.
Se stai cercando un materiale di buona qualità al giusto prezzo, il PLA Amazon Basics è quello che mi sento di consigliarti. Si tratta di un filamento per la stampa 3D in PLA di buona qualità, sempre disponibile su Amazon in quanto il fornitore è Amazon stessa!
Il costo può variare periodicamente di qualche euro. Il prezzo consigliato è attorno ai 19-20 € per la bobina da 1Kg di materiale.
 

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Se sei incuriosito dal provare qualche materiale diverso, ti consiglio il PETG. Si tratta di una plastica facile da stampare come il PLA, ma molto più resistente e con caratteristiche meccaniche migliori. Inoltre, è meno soggetto a degrado nel tempo.

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Inoltre, è bene ricordare che non solo un filamento scadente può causare problemi, bensì anche uno di qualità rimasto aperto per troppo tempo o conservato in un ambiente umido.
Se sei solito ad acquistare materiale per la tua stampante 3D e poi a non usarlo per qualche settimana o mese, posso consigliarti questo essiccatore per filamenti da stampa 3D.

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Si tratta di un piccolo macchinario, dentro al quale puoi posizionare le tue vecchie bobine. L’essiccatore riscalda il materiale al suo interno, eliminando l’umidità e riportandolo (più o meno) alle sue caratteristiche originarie.
L’essiccatore per filamenti è un gadget essenziale per tutti quelli che, proprio come me, hanno vecchie bobine aperte da finire. A questo link trovi l'essiccatore SUNLU Dryer Box, al costo di appena 49,99 €.
Ora che ci siamo assicurati che il tuo materiale di stampa sia di buona qualità e ben conservato, possiamo concentrarci sui problemi di Wobble che derivano dai parametri di stampa o da questioni meccaniche.
Ugello troppo vicino al piatto di stampa
Un accorgimento semplice quanto importante: verificare la distanza tra ugello e piatto di stampa. Può capitare infatti di eseguire un livellamento del piano in maniera errata o non accurata.
Nel caso in cui l'ugello del tuo estrusore si trovi troppo vicino al piano di stampa, il materiale verrebbe schiacciato ad esso in maniera eccessiva.

Puoi accorgerti di questo problema estrudendo sul piano qualche centimetro di materiale. Le linee potrebbero essere caratterizzate da un solco centrale e dei rigonfiamenti ai lati.
Una estrusione di questo tipo porta ad avere layer perimetrali molto più evidenti ed una finitura esterna riconducibile al famigerato problema di Wobble con superfici ruvide e ondulate.
Per eliminare questo problema non devi fare altro che assicurarti di livellare per bene il piano di stampa.
Inoltre, ti consiglio di leggere la mia guida per la calibrazione step/mm per gli assi X, Y e Z. Otterrai modelli molto più precisi a livello dimensionale e, probabilmente, riuscirai a eliminare definitivamente i problemi di Wobble o il rischio di ottenere una stampa 3D ruvida.
Sovraestrusione
Ora che hai livellato perfettamente il piatto di stampa, verifichiamo insieme che il problema di Wobble non derivi dal tuo software Slicer.
Ebbene sì, è sufficiente che qualche parametro di stampa sia impostato in modo errato per creare problemi di Wobble e stampe ruvide.
Il problema di sovraestrusione deriva dal fatto che l'estrusore spinge fuori più materiale del necessario. Il filamento estruso in eccesso, essendo schiacciato tra ugello, layer sottostanti e perimetri affiancati, è costretto a fuoriuscire ai lati.
Il risultato è quindi, anche in questo caso, una stampa 3D ruvida e deformata ai perimetri. Esattamente un problema di Wobble.
Una rapida correzione del problema di sovraestrusione può essere eseguita agendo nello slicer. Apri il tuo software slicer e individua:
il parametro di gestione dell'estrusione (extrusion multiplier) il parametro che gestisce la larghezza del tratto estruso (extrusion width). Su Cura Ultimaker, puoi identificare questi due parametri come "Flow" e "Line Width".
Il Flow funziona come un moltiplicatore ed è buona norma impostarlo a 100%. Se impostato a 110%, a parità di tratto stampato, la macchina estruderà un 10% in più di materiale. Al contrario, se impostato a 90%, ne verrà estruso leggermente meno.

Il Line Width indica la larghezza che deve avere una riga di materiale estruso e, solitamente, questa deve essere uguale alla dimensione dell'ugello che monta la tua stampante 3D. Nella maggior parte dei casi, 0.4 mm.

Se vuoi risolvere il problema in maniera estremamente precisa e tarare al millimetro la tua stampante, ti segnalo la mia guida all'Extrusion width. In pochi passi potrai verificare se la quantità di filamento che vuoi estrudere è effettivamente quella che esce dall'estrusore, correggendone eventualmente il difetto.
Problemi meccanici
Se hai seguito nel dettaglio i punti precedenti e ancora hai problemi Wobble o di stampa ruvida e ondulata, allora mi viene da pensare che la tua stampante 3D abbia qualche problema meccanico.
Parlare di problemi meccanici cercando di risolverli tutti in poche mosse risulta purtroppo impossibile. L'enorme quantità di stampanti in commercio porta con se altrettanti possibili problemi e, per forza, servono sempre soluzioni specifiche.
Tuttavia alcuni accorgimenti possono essere utili e risolutivi per la maggior parte delle stampanti 3D FDM.
In generale, possiamo dire che la qualità costruttiva delle stampanti 3D va molto spesso di pari passo con il prezzo. Possiamo trovare stampanti 3D a pochissime centinaia di euro, ma non dobbiamo stupirci se poi le strutture risultano esili e traballanti.
Ed è proprio questa caratteristica la peggior nemica delle nostre stampe e, spesso, causa di Wobble, perimetri ruvidi, superfici ondulate e irregolari.
Le stampanti 3D FDM hanno l'estrusore sempre in movimento. Il suo peso viene spostato con velocità lungo uno o due assi, esercitando forze elevate sullo scheletro delle macchine. Questo accade soprattutto se l'estrusore è di tipo direct, dove il motore contribuisce alla massa in movimento.
Ora, supponiamo di dover stampare un cubo vuoto. Questo cubo è una ripetizione in altezza di quadrati identici. Per avere una stampa perfetta e dalle pareti lisce è necessario che il quadrato appena estruso sia nella stessa esatta posizione del quadrato inferiore.
Se la struttura della stampante non è sufficentemente rigida, non sarà in grado di far viaggiare l'estrusore nella stessa forma percorsa nel layer precedente. In questo modo si creano dei leggeri slittamenti di materiale che rendondo la stampa 3D ruvida e irregolare: siamo sicuramente in presenza di Wobble.
La causa può appartenere a diverse parti della stampante, ed il fenomeno può verificarsi anche su un solo asse. Per esempio, se il wobble è causato da un asse Z impreciso, puoi accorgertene dal fatto che le stampe peggiorano man mano che queste crescono in altezza.
Fortunatamente esistono alcune soluzioni per risolvere i problemi legati al telaio. La Creality CR-10 ad esempio, dato il suo sviluppo in altezza, soffre di un gioco tra la struttura dell'asse Z e quella di base. Il problema si nota particolarmente quando si eseguono stampe molto alte. Per questo sono state studiate delle barre di rinforzo ad irrigidire la struttura.

Da notare è che nell'ultima versione della Creality CR-10 V3 le barre di irrigidimento sono comprese nel kit base, a dimostrazione della loro importanza! La CR-10 è un'ottima macchina, ideale sia per principianti che per esperti di stampa 3D. Con la V3, potrai davvero divertirti

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Infine, alcune ultime considerazioni.
Per fare in modo che le componenti della stampante 3D si muovano correttamente, verifica che le cinghie siano tirate a dovere. Senza esagerare però, perché dobbiamo evitare di fare troppa forza sui motori per non farli surriscaldare.
Assicurati che la stampante sia poggiata su una superficie stabile, che gli scorrimenti lungo gli assi avvengano in maniera fluida e che in generale tutte le viti siano tirate.
Dovrai, in poche parole, assicurarti che ciò che deve essere fermo sia immobile e che ciò che deve muoversi lo faccia nel modo più fluido possibile.
Test di stampa per verificare la presenza di wobble
Un modo molto comodo per verificare se sei riuscito a risolvere i problemi che causavano il wobble nei tuoi modelli prevede di stampare un modello di test.
Al seguente link puoi scaricare un modello che ho messo a disposizione nei download della community. Solitamente viene usato per fare test di valutazione sulle stampanti, ma è perfetto anche per verificare la presenza o meno del wobble.
Ebbene, spero sinceramente che questi consigli siano stati utili per risolvere i tuoi problemi di Wobble e stampe ondulate o rigate. Mi raccomando, lascia un commento a questo post e seguici sul forum!

Alessandro Tassinari
Quando apri il tuo slicer, qualunque esso sia, i parametri di base da impostare sono sempre gli stessi.
Tra questi, senza alcun dubbio, trovi quello corrispondente alla ‘extrusion width’.
Ma esattamente cos'è l'extrusion width? E come può questo parametro influenzare il risultato delle tue stampe 3D?
Se stai cercando risposta a queste domande, sei nel posto giusto!
Sapere come impostare correttamente l'extrusion width è di fondamentale importanza se vuoi assicurarti di avere sotto controllo alcune caratteristiche fondamentali per la stampa 3D, tra cui:
accuratezza dimensionale; evitare deformazioni; ottenere risultati estetici di alta qualità. In questa guida analizzeremo nel dettaglio il parametro di extrusion width, capendo cos'è, come funziona e come va impostato per ottenere i migliori risultati di stampa.
In questa guida:
> Extrusion width: spieghiamo nel dettaglio cos'è la 'larghezza di estrusione'
> Come impostare correttamente la larghezza di estrusione
> Cosa succede se aumento o diminuisco l'extrusion width
> Perché dovrei modificare il parametro di extrusion width?
> Attenzione: ridurre la larghezza di estrusione non significa stampare in modo più preciso!
> Un esempio per capire come funziona l'extrusion width
Extrusion width: spieghiamo nel dettaglio cos'è la 'larghezza di estrusione'
Extrusion width significa letteralmente ‘larghezza di estrusione’. Quando la tua stampante 3D estrude materiale, questa va a realizzare una 'linea', o in altri termini, una striscia di materiale.
Questa striscia, una volta depositata, può essere più o meno larga a seconda di determinate caratteristiche o parametri, tra cui la vicinanza dell’ugello al piatto di stampa e la extrusion width.
In questa guida devo necessariamente dare per scontato che il piano della tua stampante 3D sia stato livellato alla perfezione. Se così non fosse, sappi che un piano livellato male può incidere molto sull'accuratezza delle tue stampe e su alcuni parametri impostati nello slicer, tra cui anche l'extrusion width.
Inoltre, un piano livellato con poca attenzione può portare direttamente a problemi di wobble.
Se sei convinto che il piatto della tua stampante 3D sia perfettamente livellato ma continui a notare problemi di wobble, stampe ondulate, zigrinate o poco precise, ti consiglio di leggere la mia guida dedicata alla risoluzione di questi problemi:
Tornando a noi... concentriamoci ora sulla larghezza di estrusione!
Come impostare correttamente la larghezza di estrusione - extrusion width
Entriamo ora nei dettagli: come impostare correttamente la larghezza di estrusione - extrusion width?
Bene, partiamo dalla base. Abbiamo già detto che la larghezza di estrusione corrisponde alla striscia di materiale depositato dal nostro estrusore.
Da questa constatazione, ne consegue che l'extrusion width è un parametro strettamente correlato con la dimensione dell'ugello montato sulla tua stampante 3D. Inoltre, l'unità di misura dell'extrusion width sono i millimetri.
Solitamente, il valore di default dell'extrusion width è pari alla dimensione del foro del tuo ugello maggiorata di un 15% o 20%. Il valore più comune in assoluto è 0.48 mm, in quanto la maggior parte delle stampanti 3D FDM monta ugelli con diametro da 0.4 millimetri.
Viene da sé che, se monti un ugello di dimensione diversa (0.3, 0.6, 0.8 mm) è bene che tu lo sappia e che la larghezza di estrusione sia correttamente impostata!
Ma perché la l'extrusion width va impostata esattamente seguendo la dimensione dell'ugello?
Attenzione: questa è una regola da prendere con le pinze.
In genere, quando si stampa in 3D, il diametro dell'ugello definisce a cascata numerose caratteristiche della stampa. Il diametro dell'ugello definisce anche quanto materiale può, fisicamente parlando, essere estruso in determinate condizioni di stampa.
Qui introduciamo due parametri di stampa molto importanti, di cui parleremo in fondo alla guida:
la velocità di stampa; il flusso di stampa. Considerando l'utilizzo di parametri di velocità e flusso di stampa nella norma - stampiamo senza voler strafare 😅 -, l'extrusion width si imposta pari alla dimensione del foro dell'ugello per avere sotto controllo la stampa dal punto di vista dimensionale.

Pensaci: quando guardi l'anteprima prodotta dal tuo software slicer vai ad analizzare le strisce di materiale che saranno depositate dall'ugello. Se sai che l'ugello è da 0.4 mm e il tuo modello deve avere 2 perimetri, è molto facile intuire e visualizzare a schermo 2 perimetri affiancati da 0.4 mm l'uno.
Inoltre, quando il modello sarà stampato e vorrai verificarne le dimensioni col calibro, potrai andare sul sicuro sapendo che la dimensione misurata dovrà essere un multiplo di 0.4 mm.
Ok... Fin qui direi che tutto sia stato abbastanza semplice.
Ma cosa succede se incrementi o riduci il valore di extrusion width? Vediamolo insieme.
Cosa succede se aumento o diminuisco l'extrusion width
Ora, facciamo un'ipotesi: ammettiamo che tu voglia aumentare la dimensione delle strisce di materiale depositato durante la stampa, mantenendo però invariata la dimensione dell'ugello stesso.
Ebbene, è qualcosa che puoi tranquillamente fare!
Se aumenti o diminuisci il valore di extrusion width nel tuo slicer, il software aumenterà o diminuirà la quantità di materiale estruso a parità di lunghezza della striscia di materiale depositato.
La conseguenza è che la striscia di materiale depositato, la quale è costretta tra ugello e piatto di stampa, tenderà rispettivamente ad avere una forma allargata o una forma più ristretta.

Puoi tranquillamente modificare il valore di extrusion width nel tuo slicer, ma ricordati di non discostarti troppo dalla misura della dimensione del tuo ugello.
Se la stampante estrude troppo filamento, puoi facilmente accorgertene perché questo tenderà ad andare notevolmente fuori dai bordi dell’ugello.  In tal caso, si parla di over extrusion. Al contrario, quando la quantità di materiale estrusa risulta in quantità ridotta, si parla di under extrusion.
Perché dovrei modificare il parametro di extrusion width?
Penso te lo starai chiedendo anche tu. Viste le problematiche che derivano dall'aver modificato la larghezza di estrusione, per quale motivo dovresti modificare questo parametro?
Le risposte sono molteplici e tutte hanno una loro logica funzionale.
Voglio ridurre i tempi di stampa
Nel caso tu voglia ridurre i tempi di stampa, potresti valutare l'idea di aumentare l'extrusion width, così da aumentare la dimensione della striscia di materiale estruso. Di conseguenza potrai permetterti di stampare a velocità più sostenute e di aumentare il flusso di materiale estruso.
Come vedi, in questo caso entrano in gioco i due parametri di cui parlavamo prima: la velocità e il flusso di stampa.
Questi vanno regolati alla perfezione per far sì che tu non vada incontro a problemi di over extrusion, i quali sono sempre dietro l'angolo.
In stampa noterai dei layer più irregolari ed evidenti, mentre i particolari come gli angoli risulteranno arrotondati e quindi poco definiti.
Per capire meglio questo ultimo passaggio prova a pensare ad un semplice disegno su carta: sarà molto facile disegnare dei particolari con una matita appuntita mentre sarà molto difficile farlo con un grosso pennarello.
Insomma, se davvero vuoi ridurre i tempi di stampa, dovresti valutare l'acquisto di un ugello di maggiori dimensioni. Allora sì che la quantità di materiale estruso potrà davvero essere maggiore, seppure a discapito della precisione.
Puoi trovare molto facilmente dei set di ugelli, forniti in varie dimensioni da 0.2 mm a 1 mm e ad un costo veramente irrisorio (10 € massimo!).

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Voglio che le strisce di materiale aderiscano perfettamente tra di loro
Questa motivazione è più che lecita, ed è il principale motivo per cui di base l'extrusion width ha un valore maggiorato rispetto alla dimensione dell'ugello. Per far sì che le strisce di materiale aderiscano perfettamente tra loro e evitare fastidiose fessure tra di esse, puoi sicuramente aumentare leggermente l'extrusion width.
Mi raccomando però, dico "leggermente" perché, anche in questo caso, l'over extrusion è pronta a entrare in gioco.
Attenzione: ridurre la larghezza di estrusione non significa stampare in modo più preciso!
Non te la prendere, ma in tanti subito pensano che riducendo la quantità di materiale estruso la stampa risulterà più precisa 😆
Chiaramente non è così. Semplicemente, a parità di lunghezza della striscia depositata, la quantità di materiale estrusa sarà inferiore.
Se vuoi spingerti in dettagli molto piccoli, l'unico modo per farlo è montare un ugello con dimensione inferiore a quello che già usi. In questo modo ti stupirai dei risultati che si possono ottenere anche con una stampante 3D FDM.
Un esempio per capire come funziona l'extrusion width
Nell’immagine che segue abbiamo messo sotto la lente d'ingrandimento un modello 3D dalle geometrie complesse, utilizzando lo slicer Cura Ultimaker.
Abbiamo impostato due valori differenti di extrusion width per un ugello da 0.4 millimetri. Nel primo caso l'extrusion width è pari alla dimensione dell’ugello, nel secondo caso invece è impostata a 0.9 mm.

 
Dalle due immagini possiamo effettivamente vedere la differenza che si otterrà nel risultato di stampa ed è facile notare come nel secondo caso si vadano a perdere numerosi dettagli del modello in stampa.
Tutte le forme verranno approssimate e, inoltre, quelle parti che sono più piccole della larghezza di estrusione non verranno stampate.

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