Architettura: il futuro è la stampante 3D?

Immaginate la costruzione di edifici di qualsiasi tipo, con tempi ridotti e senza manodopera… controsenso? Irrealizzabile? Invece no, potrebbe essere una realtà vicina, o forse è già tra noi…

Le stampanti 3D stanno rivoluzionando il mondo in molti campi: dal product design a settori molto più complessi come l’aeronautica e l’ingegneria meccanica…. e l’edilizia?

La tecnologia delle stampanti 3D sembrerebbe poco applicabile al mondo dell’edilizia ma, come vedremo in seguito, ci sono progetti che stanno cercando di rivoluzionare il mondo del mattone.

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Sono storie di uomini che hanno un’idea e cercano, attraverso difficoltà e a volte insuccessi, di portarla avanti per cambiare in qualche modo il futuro, soprattutto per le prossime generazioni.

Ma cos’è la stampa 3D? La tecnologia della stampa 3D non è una scoperta recente. Semplificando, questi macchinari sono composti da tre assi i quali coprono tutto il volume in tre dimensioni. Su uno di questi è posizionato un estrusore, il quale deposita strato su strato (si parla di centesimi di millimetro) il materiale di stampa. I materiali più diffusi sono le materie plastiche come ABS, PLA, PVA, tanti altri sono in fase di sperimentazione (se volete saperne di più vi consigliamo la lettura di questa guida ai materiali: LINK).

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Esistono vari tipi di stampanti, e potremmo suddividerle in questo modo:

-stampanti 3D da tavolo, indirizzate al grande pubblico. Di norma sono abbastanza economiche e semplici da usare, come ad esempio la Makerbot Replicator Mini, Cubify e i modelli open-source Reprap (se vi interessano altri modelli vi rimandiamo alla guida alle stampanti 3D: LINK). Questi modelli hanno la caratteristica di avere dimensioni di stampa ridotti (max 25 x 20 x 20 cm) e possono stampare solo materiali plastici;

– stampanti 3D professionali, più sofisticate e costose, utilizzano tecnologie come la stereolitografia o un sinterizzazione laser.

(Per approfondire il tema delle varie tecnologie di stampa 3D vi invitiamo a leggere questa guida: LINK )

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Questi sono materiali ormai comuni nel mondo della stampa 3D. Quindi, quali sarebbero i materiali adatti al mondo dell’architettura e dell’edilizia? Interessanti esperimenti hanno testato l’utilizzo di diversi materiali, tra i quali sabbia, argilla, cemento e pietra.

Senza fare i conti di quanto costerebbe una stampante di grandi dimensioni, in grado di stampare ad esempio una casetta da 200 mq, con questa tecnologia si possono avere grossi vantaggi sui tempi di realizzazione che si ripercuotono sui costi finali del manufatto. Poi, se contiamo che la manodopera sarà ridotta all’osso, di sicuro si potrà dare al prezzo finale una sensibile sterzata verso il basso.

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Un’altro notevole punto di forza è che, non essendo più necessaria la manodopera durante la costruzione, sarà possibile la costruzione di manufatti oltre il pianeta terra, per esempio sul nostro satellite. Fantascienza? Se la NASA investe in questa tecnologia, qualche punto di forza la stampante 3D dovrebbe averlo!

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