Tiko 3D chiude i battenti

    Molto spesso si leggono notizie di nuove stampanti 3D alla ricerca di fondi su portali per le campagne Kickstarter. Spesso e volentieri queste campagne raggiungono il goal e si tramutano in veri e propri prodotti funzionanti, nuove aziende avviate e con progetti futuri.

    Purtroppo la storia di Tiko 3d è ben diversa.

    La campagna fondi

    Nell’Aprile del lontano 2015 è stata lanciata la campagna della stampante ultra economica Tiko 3D, e con un pò di stupore ha subito convinto tutti accaparrandosi quasi 3 Milioni di dollari in poco più di un mese. Ne avevamo parlato proprio in un nostro articolo al momento del lancio su Kickstarter. Le aspettative erano tante: una piccola stampante delta semplice quanto economica alla portata di tutti.

    Nei mesi successivi il team ha rilasciato numerosi update informando tutti i sostenitori sull’avanzamento de i lavori, già precisando che si sarebbero stati dei ritardi rispetto alle scadenze prefissate: Novembre 2015.

    Le problematiche

    Passato un anno nessuna stampante era stata ancora spedita ma il Team di Tiko invia il modulo a tutti i backers per pagare le spese di spedizione, dando speranza di poter avere presto tra le mani le tanto desiderate stampanti. Ma non è ancora il tempo. Vengono spedite 100 macchine a i primi 100 finanziatori come base di test, mossa che mostra che le stampanti ci sono e vengono prodotte.

    Ricevuti i feedback delle stampanti beta il tema comincia a sistemare il prodotto e dopo un altro anno dichiara che comincerà a spedire le prime stampanti Suddivise per continenti: Prima Canada poi America e a seguire Europa.

    In totale vengono spediti 3 carichi tra Canada e America, poi il silenzio.

    Il Team riceve numerosi feedback sulle stampanti inviate e non sono buoni, la qualità delle stampe è pietosa e dimostrano numerosi difetti.

    Dopo questo ennesimo fallimento la compagnia dichiara di aver finito i fondi, licenziando tutto lo staff e dismettendo i locali produttivi. Da notare che solamente a luglio 2016 era stata proclamata in grande stile l’apertura della loro fabbrica negli US per far fronte all’enorme numero di stampanti da spedire.

    Gli errori

    Come può una compagnia dopo aver ricevuto 3 Milioni in prevendite fallire cosi miseramente? Sicuramente l’inesperienza, non è una cosa di tutti giorni creare un processo produttivo di massa per sfornare centinaia di stampanti al giorno.
    Inoltre il team dichiara di aver già ordinato tutti i componenti per costruire le oltre 16000 stampanti vendute ma per colpa dei problemi subentrati non sono in grado di sistemarli.

    E’ davvero la fine?

    Probabilmente si. L’azienda è congelata nessuna stampante viene più prodotta e quindi non verrà spedito più niente. Ora il team di Tiko sta facendo quello che non ha mai fatto: cercare un aiuto, tramite investitori per finire quello che non hanno portato a termine e magari continuare con la produzione per i futuri ordini. La domanda che ci torna in mente è: E’ possibile produrre stampanti economiche ad un prezzo simile? Che si sia toccato il limite con Tiko e Pirate Bucaneer? Forse sì.