Recensione Strato3D by Bluetek

    Nel panorama della stampa a deposizione fusa l’Italia è un paese molto attivo nel recepire e a proporre nuove soluzioni nel settore: un esempio è Blue Tek, azienda in provincia di Milano con background nel settore Automotive, che ha voluto dare il proprio contributo alla stampa tridimensionale con Strato3D una stampante dalle caratteristiche interessanti.

    Strato3D ci ha subito incuriosito dalla sua presentazione ben due anni fa al 3D Print Hub di Bologna, cosi abbiamo deciso di metterla a dura prova in un test intensivo durato più settimane. In queste righe proverò a riassumere l’esperienza che abbiamo avuto con questa macchina con tutti i risultati dei test eseguiti.

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    La stampante ci è stata spedita direttamente da Bluetek, tramite corriere espresso 24h; la stampante è stata imballata a regola d’arte in un doppio rivestimento anti urti e il tutto posizionato su di un pallet da trasporto di legno, sicuramente un ottimo biglietto da visita a prova di spedizioniere più maldestro.

    Il primo avvio è stato relativamente semplice: corrente , vetro , bobina e via con la calibrazione del piatto; procedimento molto semplice eseguito interamente tramite lo schermo lcd 20×40 caratteri della Strato, che tramite una procedura guidata muove il nozzle sui relativi punti di controllo del piatto permettendoci di azionare le viti per eseguire una calibrazione del piatto semi-manuale, voglio precisare che tale operazione l’ho eseguita solo una volta in quanto la macchina ha tenuto perfettamente la calibrazione durante tutta la fase di test.

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    Avendo ora la stampante pronta possiamo rilassarci un attimo e dare un occhiata alle specifiche della stessa:

    Caratteristiche tecniche della Strato3D

    • Area di stampa: X280 – Y 170 – Z 170 
    • Definizione di stampa: 100 micron
    • Diametro ugello estrusore: 0.4 mm
    • Velocità massima: 100 mm/s
    • Filamenti utilizzabili: 1.75 mm di diametro (PLA, polimeri elastici, Laywood)

    Caratteristiche molto importanti della Strato3D sono l’estrusore diretto, che offre la possibilità di stampare un maggior numero di materiali, la scheda di controllo non è il solito Arduino ma una scheda custom con Microcontrollore a 32bit ARM Cortex-M4 per non andare mai in deficit per quanto riguarda la potenza di calcolo.
    Il piatto riscaldato è assente, e si fa notare nella stampa di materiali con molto ritiro complicandoci o addirittura impossibilitandoci nell’utilizzo di materiali come ABS o Nylon tradizionali; la Blue Tek può fornire dei materiali speciali, definiti ECO-ABS ed ECO-Nylon che hanno una ritrazione quasi nulla, ma le caratteristiche meccaniche pari al materiale che sostituiscono ( qui  a questo link potete vedere le schede tecniche dei materiali)

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    Design

    Il design esterno della Strato3D è diverso da qualsiasi altra stampante provata o che potete trovare sul mercato. Il case sembra una carrozzeria d’auto, linee sinuose e plastiche resistenti. Una stampante che sul lato estetico colpisce sicuramente e non passa inosservata. L’unica pecca è lo sportello anteriore realizzato con un plexiglass fin troppo sottile per la lunghezza dell’anta. Ottima invece l’illuminazione dell’area di stampa, l’illuminazione a led fa il suo dovere in modo egregio.

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    La Prova di stampa.

    Dopo aver analizzato le caratteristiche della stampante possiamo focalizzarci sulla prova più importante: il test di stampa. Abbiamo sottoposto la macchina per svariati giorni a molteplici prove che proverò a riassumerne in punti cruciali per evidenziare pregi e difetti della stampante di Blue Tek.

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    Insieme alla stampante ci è stata fornita una scheda SD Card contenente tutti i programmi per mettere in funziona le stampante, scheda che poi abbiamo utilizzato per dare in pasto i file gcode alla macchina senza mai aver avuto il bisogno di collegarla al computer. Per le varie prove abbiamo utilizzato Cura sclicer con profili scaricati dalla scheda SD, quindi da questo punto di vista la stampante si può definire plug’n’play in quanto driver e software slicer erano già pronti all’installazione senza dover navigare nel web alla ricerca di strani programmi, inoltre la documentazione fornita con la stampante fuga ogni dubbio sulla procedura di inizializzazione.

    Caricamento del filo

    La stampante Strato3d presenta un comodissimo alloggio per la bobina che permette di utilizzare filamenti di diversi formati e produttori, spingendo il filo nel tubo di ptfe si accompagna il materiale fino al carrello e quindi al motore spingi filo; procedimento semplice ma con qualche insidia essendo il percorso “lungo” si rischia che il filo si incastri in qualche curva particolarmente stretta e quindi prima di inserire il filo è sempre una buona pratica effettuare il classico taglio a 45° (fetta di salame) alla testa del filo e nel caso spingere con decisione il filo per permettergli di superare gli ostacoli.

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    Con una pratica levetta è possibile “scaricare” lo spingifilo per permettere di far passare il filamento tra la ruota godronata e il cuscinetto, per poi rimettere in posizione la leva concludendo il procedimento di carica del filo. Tutto sommato è un procedimento semplice e una volta acquisita un po di sicurezza sono riuscito a effettuare dei cambi filo molto rapidi, anche se l’operazione si consiglia di effettuarla a macchina spenta in quanto sotto al carrello sono presenti dei contatti scoperti e flettendolo leggermente si rischia di mandarli in corto attraverso la barra di scorrimento dell’asse facendo resettare le stampante e rischiando di danneggiarla. Poi tramite una funzione da pannello lcd possiamo avviare la procedura di riscaldamento del nozzle con relativa estrusione del filo ruotando la manopola.

    Printing Test

    Come detto sopra per la stampa abbiamo utilizzato Cura slicer mentre il materiale è PLA marchiato Blue Tek fornitoci con la macchina, bobina che abbiamo usato piacevolmente anche su altre macchine e con buoni risultati.

    Nel complesso le stampa sono venute bene e con buone rifiniture e con un layer minimo di 100 micron pienamente nelle capacità della stampante e quindi non solo sulla carta, durante il funzionamento il rumore prodotto è uno dei più bassi fin ora riscontrati ad eccezione di una ventola per il raffreddamento della scheda elettronica che si fa un sentire se la stampante è sulla scrivania di lavoro.

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    Un evento sopraggiunto in alcune stampe particolarmente intricate è stata la perdita di passi dell’asse Y, obbligandoci ad abortire il processo per poi farlo ripartire con velocità più adeguate.

    Segnalato l’evento al reparto tecnico dell’Azienda , l’inconveniente è stato risolto sostituendo un “grano” con una vite classica.

    Conclusioni

    Pro

    Contro

    • Assenza piatto riscaldato
    • Case in plastica
    • Costo

    Dopo una lunga convivenza con la Strato3d possiamo affermare che ci ha regalato molte gioie e stampe pulite senza particolari affanni, mi dispiace dover separarmi da questa macchina che mi ha tenuto compagnia sulla scrivania da fedele compagno in questa avventura nella prototipazione rapida, ma comunque il cammino deve continuare anche se sarà difficile trovare un altro prodotto che riesca a rimpiazzare una macchina dal design compatto e dalla lodevole stabilità.

    La stampante Strato3D di Bluetek è acquistabile ovviamente sul sito ufficiale di Bluetek Italia e presso i numerosi rivenditori sparsi sul territorio italiano. Il prezzo di listino è di 2365 euro.