Recensione: MakerBot Mini plus

Finalmente, poco meno di due mesi fa, Makerbot ha annunciato la produzione di due nuovi modelli di stampanti 3D desktop, tra la cui la nuova Makerbot mini Plus. Ammettiamolo, se ne sentiva la mancanza dopo il grande rinnovamento apportato ormai da qualche anno.

Due giorni dopo la presentazione grazie alla collaborazione con Juno Design di Bologna, avevamo tra le mani questo piccolo gioiello. A dire la verità un’anno fa avevamo testato il precedente modello della Makerbot replicator mini, ma come potrete vedere nella cronologia del nostro sito web non ve ne troverete traccia. Perchè? Semplice, vi erano molti e grossi problemi con l’estrusore e con l’interfaccia wi-fi della stampante che hanno reso impraticabile una recensione della macchina.

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Le novità della Makerbot Mini plus

Cominciamo con le novità della nuova Makerbot Mini plus rispetto al precedente modello, iniziamo infatti dal nome. Makerbot ha deciso di aggiungere il nome plus e di fatto significa un aumento dell‘area di stampa anche se di pochi centimetri: 10,6 x 12,6 x H 12,6 cm. Ai più sembrerà un’area troppo piccola per una stampante FDM, ma per chi non ha esigenze di stampare pezzi di dimensioni considerevoli, un’area del genere può già andare bene per svariati modelli. D’altronde non ci si può aspettare un’area di stampa maggiore da un modello che è stato pensato ed ottimizzato sull’uso in ufficio che diciamolo, su una scrivania ci sta davvero bene.

Nuovo corpo estrusore

Completamente riprogettato anche il nuovo estrusore, finalmente! Con lo scorso modello in quasi la metà delle stampe si staccava letteralmente dal supporto, infatti bastava un minimo di disallineamento della stampa per far “saltare” l’estrusore. Invece sulla nuova Makerbot Mini plus non è successo neanche una volta, il che ha reso l’utilizzo della stampante davvero piacevole.

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Oltre al corpo estrusore è cambiato anche il sistema di movimentazione degli assi X e Y, ora è molto più robusto rispetto al precedente. Anche se senza cover esterna in plastica, nelle spostamenti più lunghi le cinghie si fanno sentire, nulla comunque oltre la norma.

Grip surface

Altra grande novità è il piano stampa, quello che Makerbot definisce: Grip Surface. In effetti si tratta di un piano removibile realizzato in materiale plastico sul quale è applicata una lastra adesiva. Questa lastrina ha una superficie leggermente rugosa che fa attaccare davvero molto bene il PLA. Quindi nessun bisogno di aggiungere lacche o altri fix kit per far aderire le stampe. In tutte le stampe test non si sono mai staccati i pezzi stampati.

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Controllo wi-fi

Ed eccoci al focus principale di questa stampante 3d: infatti la Makerbot Mini Plus come il precedente modello non è fornita con schermo lcd o altro, vi è solo un unico pulsante che premuto con tempi di durata diversi si riesce a confermare la stampa, arrestarla o metterla in pausa. Ma in realtà questo pulsante è quasi superfluo, infatti la stampante è gestibile senza problemi dal proprio smartphone grazie all’app dedicata di Makerbot Mobile. 

Piccola nota: abbiamo testato la macchina nei primi giorni con la versione 1.0 e aveva qualche mancanza sul lato desktop, di fatto abbiamo utilizzato quasi esclusivamente la stampante con lo smartphone e diciamo che da mobile, il sistema è sicuramente promosso. Non disperate però per la versione desktop, pochi giorni dopo è stata rilasciata una nuova versione che ha sistemato i problemi relativi all’azzeramento dell’estrusore sul piano stampa.

Printing test

Come va questa Makerbot mini Plus? Diciamolo subito, si può stampare solo un materiale, il PLA fornito dalla casa. Le bobine infatti sono proprietarie e sono da 250 gr e posso essere inserite comodamente dell’apposito box ricavato nel retro del case della stampante. Non preoccupatevi però non sono (per ora) bloccate tramite chip o altro, infatti abbiamo avuto modo di testare anche del PLA di fabbricazione italiana ed ha lavorato in maniera ottima. Meglio però non utilizzarle se non volete incorrere in problemi con la garanzia.

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Tutte le fasi di stampa sono ottimizzate per questo materiale, si vede appunto da come il sistema gestisce gli spostamenti, dalla base di appoggio che è un raft che potremmo definire leggero ma di facile rimozione (cosa alquanto insolita per il PLA), fino alla gestione della ventilazione.

Abbiamo testato la nuova Makerbot Mini Plus su vari modelli da quelli classici come l’azteco ed altri oggetti più semplici e la piccola americana non ci ha deluso, mai un inceppamento o problema rilevato nelle nostre stampe test. Dal punto di vista della affidabilità è promossa a pieni voti.

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Finalmente con questa nuova Mini plus, Makerbot ha sbloccato quell’odioso 0,20 di layer minimo che era di default sulla versione precedente, ora si può tranquillamente stampare a 0,1 mm che nel 2016 è ormai uno standard sulle stampanti FDM.

Conclusioni

Pro

  • Dimensioni ultra compatte
  • Estrusore affidabile e di facile utilizzo
  • Frame in plastica ma davvero solido e nessuna vibrazione
  • Serietà e Assistenza professionale d parte dei rivenditori

Contro

  • Stampa solo un unico materiale, il PLA
  • rumorosità leggermente sopra alla media
  • Costo

Durante le settimane che l’abbiamo avuta in test la Makerbot Mini Plus ci è sembrata una stampante piccola ma di facile utilizzo, affidabile e smart. Sicuramente adatta a tutte quelle persone che non hanno un gran budget di spesa e non vogliono districarsi tra elettronica e metodi fai da te per stampare con successo. Il punto di forza è il sistema Makerbot, molto chiuso, può piacere o non piacere così come la stampante ma è una sua caratteristica fondamentale.

Il prezzo di questa stampante è di circa 1299 euro inclusa iva, prezzo fornito dai rivenditori ufficiali.