Con questo articolo terminiamo la recensione della Delta 2040 di casa Wasp, che sicuramente ci ha lasciati sorpresi per le sue qualità, però con qualche difetto.

Pro

Dopo aver spremuto a fondo questa stampante possiamo assolutamente dire che siamo di fronte ad una stampante semi-professionale che non teme il confronto con stampanti di livello superiore. Con una risoluzione massima di 50 micron ed una meccanica molto precisa è possibile stampare pezzi dai numerosi dettagli senza rischiare il disastro. Il volume di stampa è generoso, soprattutto in altezza, quindi con un corretto orientamento del pezzo (e supporti) difficilmente saremo costretti a suddividere il modello in più stampe. Il design curato lo rende un oggetto che può essere posto in bella vista sulla scrivania. Non bisogna dimenticare l’elevata velocità di stampa che la Delta può raggiungere e il Resurrection System.

Contro

Quella che può essere una nota dolente di questa stampante è il suo estrusore: una via di mezzo tra un bowden e un direct, il tubicino posto per motivi meccanici tra il motore dell’avanzamento del filo e l’Hotend rende la stampa di materiali gommosi veramente problematica, anche se con una buona dose di pazienza e una velocità di stampa al minimo si riesce ad ottenere qualche risultato. La stampante risulta rumorosa durante la stampa. A volte le rotelle che permettono la calibrazione del piatto sono difficili da azionare il quanto non offrono un ottimo grip, e non sono “impugnabili”. Le pareti di plexiglass essendo molto ampie flettono abbastanza dando una brutta impressione.

Devo dire che ci siamo divertiti molto con la Delta 2040, è riuscita a stupirci per la qualità di stampa e per la fattura della macchina in sè. Sicuramente Wasp ha creato un punto di riferimento per questa tipologia di stampanti 3D, stabilendo uno standard per quanto riguarda la stampa 3D consumer.

conclusioni delta wasp

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