Prusa i3: analisi della stampante 3D più venduta al mondo

    Prusa i3

    Prusa i3 fa parte del progetto RepRap, che significa sviluppo di stampanti 3D low-cost in grado di stampare alcuni dei loro stessi componenti. Il progetto originale nasce da Josef Průša (lo abbiamo intervistato qui) che arriva alla i3 nel 2012 con l’affinamento di altri due modelli precedenti. Il progetto ha avuto successo, al punto che molte aziende hanno deciso di riproporne la propria versione sfruttando la sua natura open-source.

    Prusa i3 – Caratteristiche tecniche

    Tra tutte analizzeremo una delle copie meglio riuscite: la Prusa i3 Hephestos del produttore spagnolo BQ, partendo dalla scheda tecnica:

    – velocità di stampa: fino a 100 mm/s;

    – risoluzione massima: 60 micron;

    – volume di stampa: (x)215 x (y)210 x (z)180 mm;

    – ugello da 0,4 mm e filamento da 1.75 mm;

    – dimensioni (con bobina montata): (x)460 x (y)383 x (z)580 mm;

    – interfaccia: display lcd, firmware Marlin modificato da BQ, lettore di schede SD, porta micro-USB tipo B.

    Per la fascia di prezzo in cui si colloca ha un volume di stampa molto generoso, ed è un fatto importante. La struttura è solida, composta da un telaio principale in acciaio con barre in cromo per reggere gli assi, il piatto è in vetro e si regola con quattro viti a brugola. Le parti stampate in 3D sono ben fatte, non creano problemi durante il montaggio e l’uso. Se tutto è correttamente assemblato non ci sono fastidiose vibrazioni. Non avendo il piatto riscaldato non possiamo stampare ABS, ma in compenso abbiamo testato con successo il filamento legno (PLA con 20% di fibra di legno), quello trasparente e quello flessibile, grazie a qualche accorgimento.
    Nelle nostre prove si è comportata bene, facendo pezzi con poche sbavature anche nelle piccole parti.

    Prusa i3 – Pro e contro

    Il principale punto di forza della i3 è il rapporto qualità-prezzo; bisogna però fare alcune precisazioni. Potremmo spendere molte parole sul fatto che possiamo ottenere buone stampe se settiamo tutto al meglio, ma bisogna prima di tutto capire a cosa si rinuncia per poter avere un prezzo competitivo. Non possiamo aspettarci una stampante high-end e pronta all’uso per poche centinaia di euro, perché i compromessi ci sono:

    – si acquista in kit, ciò significa che bisogna armarsi di pazienza, anche se con le istruzioni passo-passo si monta in circa 10 ore senza particolari problemi. Si perde un po’ di tempo nella taratura per avere delle buone stampe;
    – come detto sopra non ha il piatto riscaldato, ma possiamo acquistarlo separatamente;
    – non c’è un sensore per l’autolivellamento del piatto, rimane la procedura manuale di Marlin. Le due viti interne si regolano con un po’ di difficoltà in più a causa dell’ingombro delle barre dell’asse x;
    – nel nostro caso, i colori dei cavi dei motori passo-passo non corrispondevano con quelli delle istruzioni (si risolve cercando sul web lo schema della ramps).

    Prusa i3 – Conclusioni

    In sostanza la Prusa i3 è una stampante per chi ne fa un uso hobbistico o poco più, è adatta anche a chi non è esperto di elettronica e non ha un budget elevato, ma che non deve aspettarsi un prodotto plug and play. Serve solo un po’ di manualità. Sia la i3 originale che la versione di BQ hanno avuto delle rivisitazioni con nuovi modelli in cui alcuni degli aspetti negativi sono stati corretti, ma il prezzo sale. La prima versione, di cui abbiamo parlato, è ancora in vendita e rimane una buona soluzione per chi non ha troppe pretese.