I 5 errori più comuni nella stampa 3D

    Sappiamo bene che la modellazione finalizzata alla stampa 3D può non essere così semplice, questo perché non c’è un unico approccio con cui iniziare a modellare. I materiali per la stampa sono molti ed in continua espansione, le stampanti 3D sono più o meno differenti tra loro ma soprattutto cambiano le tecnologie di stampa e i materiali. Ed è proprio da questo ultimo aspetto che cominciamo ad illustrarvi i 5 errori più comuni, da evitare quando modelliamo per la stampa 3D.

    1. Ignorare le linee guida dei materiali

    Ogni materiale è caratterizzato da diverse proprietà: esistono materiali più o meno resistenti, pesanti o leggeri, lisci o ruvidi, flessibili o rigidi e così via. Ognuno di conseguenza è più o meno adatto a particolari design come potrebbero essere parti sottili, ponti o concavità. Per non avere problemi con la stampa del nostro modello è bene leggere le caratteristiche di ogni materiale e vedere che cosa esso ci permette di fare. E per approfondire vi rimandiamo alla sezione Materiali di Stampa 3D Forum.

    5-errori-12. Ignorare la tecnologia di stampa

    La tecnologia di stampa è forse l’aspetto che limita maggiormente le possibilità nei modelli e l’esempio migliore lo abbiamo con le parti a sbalzo. Per esempio, stampando con tecnologia FDM (a filamento) saremo molto limitati nella realizzazione di elementi aggettanti, a meno di non usare dei supporti che però si tirano dietro la necessità di un secondo estrusore; il discorso cambia totalmente se il destinatario del nostro file è una più complessa SLS (a polveri); in questo caso ogni parte stampata è supportata dallo strato inferiore di polvere non sinterizzata. Capiamo quindi che conoscere per bene la tipologia di stampante con cui si realizzerà il modello è un fattore da non sottovalutare, soprattutto se non vogliamo ritrovarci una colata di materiale sul piatto di stampa. Per questo fa proprio al caso vostro la guida sul funzionamento delle stampanti 3D.

    5-errori-25-errori-3

    3. lo spessore delle superfici verticali

    Anche le superfici verticali o “muri” creano non pochi problemi alle nostre stampe. I problemi insorgono quando questi sono troppo sottili. Le conseguenze dovute a questo errore di progettazione sono principalmente due: nel caso peggiore il nostro modello sarà praticamente impossibile da stampare, le superfici verticali risulteranno molto irregolari, a volte tanto da cedere su se stesse. Supponendo invece di riuscire a stampare un modello con superfici sottili, esso risulterà molto fragile e delicato, quindi soggetto a rotture.

    In questo, ancora una volta, è bene consultare le caratteristiche del materiale per conoscerne i limiti.

    5-errori-44. Ignorare la risoluzione del file

    Il formato più comune per i modelli per la stampa 3D è sicuramente l’STL, acronimo di Standard Triangle Language. Ciò significa che il nostro file viene rappresentato attraverso delle mesh (superfici) triangolari. Maggiori saranno i triangoli del modello, migliore sarà l’approssimazione, e di conseguenza la qualità, con cui esso viene riprodotto. Questo, nel campo della modellazione, equivale a parlare di ‘risoluzione’. La maggior parte dei software di modellazione permettono, durante l’esportazione in STL, di decidere il livello di risoluzione che, come possiamo vedere dall’immagine qua sotto, influenza il risultato delle nostre stampe.

    Quando esportiamo il nostro file quindi, consigliamo generalmente di scegliere una tolleranza di 0.01 millimetri. Utilizzare una tolleranza più piccola, quindi una più alta definizione, non avrebbe senso perché le stampanti 3D non sono in grado di produrre oggetti con questo livello di dettaglio. Inoltre ci troveremo a dover gestire file di grandi dimensioni. Al contrario, esportare modelli con una risoluzione più bassa potrebbe rendere visibili i triangoli della mesh sulla stampa finale, ed ovviamente noi non vogliamo avere questo tipo di problemi.

    5-errori-55. Ignorare le linee guida dei software

    Per la modellazione 3D si usano molti software differenti tra loro. Alcuni fatti appositamente per la creazione di stampe 3D, altri che invece hanno bisogno di un editing addizionale per poter arrivare al modello stampabile. Per esempio, l’applicazione dello spessore delle superfici è automatico in alcuni programmi, mentre è settabile manualmente in altri.

    Se si usa un programma molto semplice sviluppato per la stampa 3D come Tinkercad, si potrebbe incontrare difficolta nel creare parti cave. In questo caso può essere d’aiuto il software gratuito Meshmixer, il quale risulta essere molto d’aiuto per quanto riguarda i supporti. Se si usa un software come Blender (usato per grafica 3D e animazioni), SketchUp (popolare tra architetti e modellatori in scala), o ZBrush (programma di scultura 3D per artisti), è necessaria una ulteriore elaborazione per il file. A seconda del software che si usa, le curve potrebbero dover essere unite insieme, i modelli potrebbero dover essere totalmente chiusi oppure la dimensione della stampa potrebbe dover essere impostata. In sostanza, ogni software è differente.

    5-errori-6Quindi cosa dovremmo fare per far dialogare i nostri software con la stampante 3D? Non resta che fare pratica con questi programmi magari aiutandosi con la nostra guida sui software per la stampa 3D.

    Abbiamo capito quindi che gli aspetti di cui tener conto quando si modella in 3D per poi stampare sono molti e da non sottovalutare. Se si vuole ottenere un buon risultato, oltre alla conoscenza di un software di modellazione, è molto utile soprattutto l’esperienza diretta. Vedere con i propri occhi il funzionamento di una stampante 3D è sicuramente il modo più efficace per capirne il comportamento e i limiti, di conseguenza potremmo creare modelli che al meglio si adattano ad essere stampati in 3D.

    Questi secondo noi sono i 5 errori più comuni per chi è al primo approccio con la stampa 3D. Quali di questi è capitato di fare a voi?