[Reportage] 3DPrint Hub Bologna

    Molti di voi ricorderanno il nostro reportage del 3DPrint Hub di Parma. La fiera si è svolta nel mese di marzo e noi di Stampa 3D forum eravamo andati a visitare questo nuovo evento dedicato alla stampa 3D, il quale sta facendo diverse tappe in tutta Italia per poi terminare nel  2015 a Milano. Nella seconda tappa del suo roadshow a Bologna, abbiamo avuto l’onore di partecipare attivamente all’evento facendo parte dello spazio Coworking&Training della fiera in compagnia dei ragazzi di Officina ON/OFF di Parma. Mentre a Parma il 3DPrint Hub era abbinato al Mecspe (fiera della manifattura), a Bologna ci siamo ritrovati nel bel mezzo dell’Exposanità, la fiera più importante a livello nazionale dedicata al settore biomedicale.

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    Tra gli espositori della fiera abbiamo trovato Sharebot, WASP, Gimax 3D e una new entry: Btek, la quale ha presentato Strato, la sua stampante 3D. Oltre a loro sono stati presenti i ragazzi di 3D-PR, 3DArcheoLab, il laboratorio CompMech dell’Università di Pavia e, anche se non fisicamente, il Dott. Nicola Bizzotto, il quale ci ha affidato i suoi bellissimi modelli da posizionare nell’area museale della fiera.

    Nell’area Coworking&Training se ne sono viste delle belle! I ragazzi di 3D-PR hanno messo in funzione la loro stampante iniziando a produrre modelli in altissima definizione dimostrando che, sapendoci mettere le mani (e loro ci sanno fare!), anche una stampante fatta in casa può raggiungere livelli qualitativi notevoli. Giulio Bignardi di 3D ArcheoLab ha posizionato un monitor verso il pubblico e ha iniziato a spiegare in che modo è possibile fare il rilievo di un oggetto fotografandolo per poi produrne un modello tridimensionale. Il modello 3D può essere stampato, riproducendo l’oggetto originario. Il potenziale? Riproduzione di pezzi archeologici, modelli tattili per non vedenti e laboratori didattici. Officina ON/OFF è stata estremamente disponibile con tutti i visitatori: avevano risposta a qualsiasi domanda sulla stampa 3D, dalle stampanti ai software. Ma c’è di più… nel secondo giorno di fiera è stato messo in mostra un’interessantissimo braccio robotico! Grazie al collegamento wireless con un guanto, il quale integra una serie di sensori di movimento sulle dita, la mano del braccio robotico poteva essere mossa a distanza. Il progetto è di Daniele Caltabiano e di Pietro Dioni, e funziona grazie ad Arduino. Lo ammettiamo: è stato il braccio robotico la star dell’intera fiera! Noi di Stampa 3D forum abbiamo fatto parte di tutto questo: avevamo in funzione una Kentstrapper Galileo e una PowerWASP, con le quali è stato possibile spiegare ai visitatori come funziona una stampante 3D e quali sono le differenze tra le tante stampanti. Oltre a questo, abbiamo messo in mostra il modello della frattura di un polso realmente accaduta, prodotta dal modello di una tac gentilmente donataci dal Dott. Nicola Bizzotto.

     

    Abbiamo citato Nicola Bizzotto e questo è il momento giusto per approfondire il suo lavoro. Medico ortopedico presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria di Verona, il Dott. Bizzotto studia le fratture dei suoi pazienti utilizzando la stampa 3D. Dopo aver rilevato la tac della frattura, viene prodotto un modello tridimensionale al computer, il quale il seguito è elaborato e stampato in 3D. In questo modo il medico può pianificare l’intervento da effettuare sul paziente, oltre che mostrare in modo chiaro al diretto interessato qual’è il suo problema e come va risolto. Oltre alle fratture di ossa, sono stati presentati altri modelli estremamente interessanti: un rene e una parte di cervello, stampati in resina, mostranti entrambi diverse patologie.

     

     

     Il laboratorio CompMech (Computational Mechanics and Advanced Materials) del Dipartimento di Ingegneria Cicile e Architettura dell’Università di Pavia ci ha spiegato come, grazie a specifici studi con modelli tridimensionali, è possibile studiare materiali avanzati e il funzionamento biomeccanico degli organi umani. Con questi studi è possibile anche preparare dei modelli numerici, utili per fare indagini sulle patologie. Oltre a questo, il laboratorio offre un servizio di prototipazione rapida producendo modelli con materiali trasparenti, simil polipropilene e ben quattro materiali rigidi opachi.

    Passiamo ora a parlarvi delle aziende:

    Btek

    Btek è un’azienda italiana che lavora nel settore dell’automotive e ha scelto di lanciarsi nel mercato delle stampanti 3D in seguito a una necessità logistica interna: l’azienda stessa necessitava della tecnologia della stampa 3D per produrre i propri pezzi e i propri prototipi. Così è nata Strato, la prima stampante 3D dell’azienda. Strato offre un volume di stampa di 28x17x17 centimetri, per una dimensione totale di 59x33x39 centimetri. L’estrusore raggiunge temperature tra i 180 e i 280 °C con diametro da 0,35 / 0,50 / 0,70 millimetri, il quale permette di stampare strati da 0,1 millimetri. La stampante è conforme alla normativa CE e funziona con un processore a 32bit ARM Cortex-M4 F, motori da 1/32 step, hardware e firmware dedicati.

    I prossimi passi di Btek si indirizzeranno verso una macchina di maggiori dimensioni, con un volume di stampa che si aggira intorno ai 40x40x50 centimetri e la possibilità di avere due estrusori. Non è da dimenticare il progetto di uno scanner 3D, oggetto che sarà di enorme interesse nei prossimi mesi quando ne sarà capito l’enorme potenziale.

     

     

    Gimax 3D

    Ci ha stupiti, di nuovo. A Parma avevamo conosciuto le sue macchine, le quali mettono in piena mostra l’elettronica che le fa funzionare, a Bologna abbiamo potuto vedere dei modellini stampati in gomma. Non è stato necessario modificare la stampante e, stando a quanto ci dicono, non ci sono stati problemi: è stato sufficiente capire “come funziona” il materiale per riuscire a stamparlo correttamente. Nelle foto qui sotto potete anche vedere delle piccole forme stampate in gomma e in più colori. Il vecchio metodo per la stampa bicolore, ossia quello del cambio bobina durante la stampa, ha funzionato alla perfezione. Che dire… se la macchina è buona, funziona.

     

    WASP

    Le macchine le conosciamo tutti, la PowerWASP è un piccolo grande laboratorio e le Delta si rivelano ogni volta molto interessanti grazie al loro particolare movimento. Però anche per WASP ci sono delle novità, soprattutto dal punto di vista dei progetti paralleli dell’azienda. Uno di questi: la realizzazione di Protesi Cranica personalizzata tramite una stampante 3D medicale dedicata. Il progetto è portato avanti insieme a Promev, azienda leader nella progettazione e realizzazione di protesi craniche su misura. In collaborazione con WASP è stata progettata una stampante 3D dedicata in grado di stampare una protesi cranica in meno di 24 ore con materiali compatibili e impiantabili. La stampante medicale può essere usata anche per realizzare strumenti chirurgici su misura, di qualsiasi forma e dimensione.

     

    Sharebot

    Anche Sharebot e il suo esercito di Kiwi, la mini stampante dedicata al circuito dei FabLab ci ha convinti per la sua versatilità e facilità di costruzione (leggi qui l’articolo su Yatta!). Oltre ad avere in esposizione la Next Generation XXL (molto bella!), una piccola Kiwi customizzata ha attirato la nostra attenzione. Il design esterno della stampantina è stato fatto da MakeInBo (il FabLab di Bologna) e dimostra come sia possibile costruire la propria stampante e poi personalizzarla.

     

     

     La prossima tappa del 3DPrint Hub sarà a Bari, dal 27 al 29 novembre, in contemporanea con Proenergy+Expoedil, un evento dedicato ai temi dell’Edilizia, degli Impianti e del Territorio. Durante questo appuntamento verranno presentate le tematiche della stampa 3D con approfondimenti dedicati alle applicazioni in ambito progettuale, architetturale, design, e per i sistemi costruttivi. Forse saremo presenti anche in questa occasione… vedremo!